1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 28/10/2010 16:00

    Birmania….erano anni che volevo andare in Birmania, il mio compagno era reticente, a causa della tremenda dittatura che opprime questo splendido paese. E come tanti ci siamo chiesti andare o non andare? Abbiamo letto molto, ci siamo informati e abbiamo deciso di andare, cercando di dare meno soldi possibili alla dittatura birmana, seguendo i consigli delle varie guide (Lonely, Polaris, Rough guide, ecc) su come cercare di favorire i cittadini e non i militari. Siamo stati 15 gg tra fine luglio e metà agosto, non certo il periodo migliore! Ma siamo stati fortunati, anche perché la zona nord del paese è più secca della zona sud. Prima di partire abbiamo discusso tanto con i nostri compagni di viaggio su come organizzarci: affittare macchina e autista oppure muoversi autonomamente. Alla fine abbiamo deciso di contattare una guida consigliata da alcuni viaggiatori dei vari blog. Abbiamo chiesto di affittare una macchina per 4, con un driver (potete scegliere se volete solo un driver oppure guida e driver). E così organizzati partiamo…. Milano- bangkok (el al Airlines, prezzo stracciato, ma si fa il giro del mondo e ti devi pure beccare vari interrogatori prima dei check in) Bangkok-Yangoon (Air asia: molto economico, buon servizio) e finalmente Yangoon che ci accoglie con un cielo grigio, nuvole basse e un caldo umido che però è sopportabile. La nostra guida ci aspetta con un cartello dopo le pratiche dell’immigrazione e così inizia la nostra splendida avventura accompagnati da Jo, che diventerà il membro birmano del gruppo (il viaggio lo facciamo insieme a lui e a sua moglie! molto simpatica e carina, purtroppo non parla inglese, ma è molto curiosa e vorrebbe sapere tutto di noi e dell’Italia). Appena fuori dall’aeroporto chiediamo a Jo di cambiare i dollari (portateli belli nuovi!bancomat e carte di credito non esistono! a Yangoon troverete tassi migliori che in altre località + piccole. Noi abbiamo cambiato 150 dollari a testa, che ci sono durati per 10 gg, pagando alberghi, cibo e alcuni regali) e per strada carichiamo un tipo che da un sacchetto estrae pacchi di Kyat, con cambio 1 dollaro/1000 Kyat. Tenete conto che 1000 kyat sono tantissimo per un birmano, le donne che lavorano per la costruzione delle strade, spaccando e trasportando pietre in cesti di vimini per 8 ore al giorno guadagnano 1500 k al giorno. Le banconote minori sembrano carta straccia, talvolta sono talmente malridotte che non si riesce a leggere il valore! Ai turisti in genere viene applicato un sovrapprezzo, ma spesso non ve ne accorgerete, perché i prezzi sono così bassi che vi sembrerà tutto economico. Noi pensiamo che un minimo di sovrapprezzo sia eticamente corretto, visto le condizioni economiche in cui vivono i birmani. All’occhio però, a volte esagerano e allora scatta la contrattazione “Sciobà!sciobà!” (abbassa il prezzo!). Jo ci porta in un albergo, abbastanza fatiscente, ma con una splendida vista sulla Swedagon Paya. E così insieme decidiamo il percorso e paghiamo in anticipo (230 dollari a testa per affitto di un furgoncino x 4 persone x 15 gg, vitto e alloggio del driver, benzina e tasse stradali). Paghiamo in anticipo senza farci problema, qui fregare un turista, con il rischio che si rivolga alla polizia è un rischio enorme. Decidiamo il tour classico , senza andare alla roccia d’oro, perché abbiamo poco tempo e non vogliano prendere voli interni: siamo paurosi! Questo ci costringe a lunghi viaggi in auto, ma i paesaggi sono bellissimi, cambiano molto da una zona all’altra del paese e fermarci nei vari paesi per mangiare ci fa incontrare persone splendide, che vengono a salutarci e a presentarsi. In alcuni paesi quando ci fermiamo ci sentiamo come attori famosi, tutti ci salutano, si fermano a parlare con noi! Si sprecano sorrisi colorati di rosso betel, che qui masticano in tantissimi. Jo ci consiglia posti dove mangiare (mai avuto dissenteria in 15 gg) e dove dormire e tra un pranzo e un aperitivo (ogni sera dopo la doccia e prima di cena ci beviamo una birra con lui e la moglie) ci vengono spiegati alcuni particolari della vita e della cultura in Birmania. Jo ha risposto a tutte le nostre domande e curiosità, e ne abbiamo fatte veramente tante di domande! Per le guesthouse ci siamo trovati molto bene, i prezzi variavano da 25 a 17 dollari a stanza a notte. Guesthouse pulite, con colazione inclusa. Alla fine ci siamo affidati a lui, si risparmia tempo e fatica, con la certezza di andare in strutture non governative. Il cibo birmano è molto buono, meno speziato e piccante di quello thailandese, con parecchie influenze cinesi e indiane. Sul lago Inle le specialità con il tofu sono veramente eccezionali e particolari. Prima tappa Kalaw: per arrivare la strada è a dir poco avventurosa, una strada sterrata che si arrampica sulla montagna, battuta soprattutto da enormi tir carichi di cavoli. Kalaw è un piccolo paesino, immerso tra le montagne, abbastanza turistico, ma c’è un’atmosfera molto rilassante e aria fresca, i trekking sono carini,noi abbiamo fatto quello breve perché non eravamo per niente attrezzati e poi non avevamo tempo. Ma ci è piaciuto perderci per montagne coltivate a te e riso, visitare alcuni villaggi, tra i + raggiungibili.

    Lago Inle: bellissima ed estesa area lacustre, tutte le attivita’ quotidiane si svolgono sull’acqua, dal trasporto di merci alla coltivazione degli ortaggi (!), le escursioni sul lago e presso i villaggi che lo costeggiano sono imperdibili e permettono di assaporare il vero stile di vita del luogo, a patto che ci si sforzi un po’di discostarsi dal classico “percorso turistico”.

    Mandalay: città caotica, piena di monaci, il cuore religioso del Myanmar. Nei dintorni le città antiche, belle ma che caldo! Monasteri e tanti monaci…

    Bagan: molto affascinante, con tutti i suoi templi, che trovi dappertutto e sembra che non finiscano mai. Alcuni hanno ancora dipinti ben conservati….molto suggestivo anche il tramonto sull’Irrawaddy. E poi sorprendente il bourma buffet (o qualcosa del genere: sarebbe menù a prezzo fisso con tante specialità locali, una roba turistica ma bbuona!)

    Yangoon: fascino decadente coloniale, mischiato a palazzi in stile sovietici e a templi buddisti. Simpatiche le beer station e la sera la vita notturna (!!!!) del quartiere di chinatown. Prima di ritornare in Thailandia, jo ci ospita a casa sua, una casa piccola piccola, una palafitta in un quartiere periferico di Yangoon, ci offre il thè alla casa del thè che si trova a fianco a casa sua e ci troviamo immersi in una atmosfera molto particolare, familiare, lontana dai turisti, sotto un telone di plastica, seduti su sgabelli a parlare come amici di noi e delle nostre vite….e il giorno dopo partiamo con un po’ di tristezza…

    Consigli Utili:

    Un po’ di spirito di adattamento, soprattutto per le toilette sparse in giro per il paese, alcune sono veramente tremende! I monaci e i monasteri fanno un po’ le veci del sistema sociale, noi abbiamo scelto di fare donazioni ai vari monasteri che si occupano di bambini. Nelle case da the, il the viene servito in scodelline che vengono lasciate sul tavolo, immerse in una piccola bacinella con dell’acqua. Noi inizialmente eravamo titubanti, poi ci siamo abituati e non abbiamo preso alcuna malattia. Noi vi consigliamo di affittare auto e autista, soprattutto se avete pochi giorni a disposizione. Per fare un tour + approfondito ci vogliono + di 15 gg, o bisogna usare i voli interni. Jo dice che è importante che i turisti vadano in Birmania perché possano portare all’estero tutto ciò che vedono lì dai grandi sperperi dei potenti alla fatica enorme della vita comune, e altro ancora. Informatevi sulla dvb (democratic voice of bourma, che ha pubblicato anche il documentario burma vj) Se avete bisogno di maggiori info scrivete a lorenzup@fastwebnet.it

    E buon viaggio!

  2. lorenzup
    , 28/10/2010 16:00
    Birmania….erano anni che volevo andare in Birmania, il mio compagno era reticente, a causa della tremenda dittatura che opprime questo splendido paese. E come tanti ci siamo chiesti andare o non andare? Abbiamo letto molto, ci siamo informati e abbiamo deciso di andare, cercando di dare meno soldi possibili alla dittatura birmana, seguendo i consigli delle varie guide (Lonely, Polaris, Rough guide, ecc) su come cercare di favorire i cittadini e non i militari.
    Siamo stati 15 gg tra fine luglio e metà agosto, non certo il periodo migliore! Ma siamo stati fortunati, anche perché la zona nord del paese è più secca della zona sud.
    Prima di partire abbiamo discusso tanto con i nostri compagni di viaggio su come organizzarci: affittare macchina e autista oppure muoversi autonomamente. Alla fine abbiamo deciso di contattare una guida consigliata da alcuni viaggiatori dei vari blog. Abbiamo chiesto di affittare una macchina per 4, con un driver (potete scegliere se volete solo un driver oppure guida e driver).
    E così organizzati partiamo…. Milano- bangkok (el al Airlines, prezzo stracciato, ma si fa il giro del mondo e ti devi pure beccare vari interrogatori prima dei check in) Bangkok-Yangoon (Air asia: molto economico, buon servizio) e finalmente Yangoon che ci accoglie con un cielo grigio, nuvole basse e un caldo umido che però è sopportabile. La nostra guida ci aspetta con un cartello dopo le pratiche dell’immigrazione e così inizia la nostra splendida avventura accompagnati da Jo, che diventerà il membro birmano del gruppo (il viaggio lo facciamo insieme a lui e a sua moglie! molto simpatica e carina, purtroppo non parla inglese, ma è molto curiosa e vorrebbe sapere tutto di noi e dell’Italia). Appena fuori dall’aeroporto chiediamo a Jo di cambiare i dollari (portateli belli nuovi!bancomat e carte di credito non esistono! a Yangoon troverete tassi migliori che in altre località + piccole. Noi abbiamo cambiato 150 dollari a testa, che ci sono durati per 10 gg, pagando alberghi, cibo e alcuni regali) e per strada carichiamo un tipo che da un sacchetto estrae pacchi di Kyat, con cambio 1 dollaro/1000 Kyat. Tenete conto che 1000 kyat sono tantissimo per un birmano, le donne che lavorano per la costruzione delle strade, spaccando e trasportando pietre in cesti di vimini per 8 ore al giorno guadagnano 1500 k al giorno. Le banconote minori sembrano carta straccia, talvolta sono talmente malridotte che non si riesce a leggere il valore! Ai turisti in genere viene applicato un sovrapprezzo, ma spesso non ve ne accorgerete, perché i prezzi sono così bassi che vi sembrerà tutto economico. Noi pensiamo che un minimo di sovrapprezzo sia eticamente corretto, visto le condizioni economiche in cui vivono i birmani. All’occhio però, a volte esagerano e allora scatta la contrattazione “Sciobà!sciobà!” (abbassa il prezzo!).
    Jo ci porta in un albergo, abbastanza fatiscente, ma con una splendida vista sulla Swedagon Paya. E così insieme decidiamo il percorso e paghiamo in anticipo (230 dollari a testa per affitto di un furgoncino x 4 persone x 15 gg, vitto e alloggio del driver, benzina e tasse stradali). Paghiamo in anticipo senza farci problema, qui fregare un turista, con il rischio che si rivolga alla polizia è un rischio enorme. Decidiamo il tour classico , senza andare alla roccia d’oro, perché abbiamo poco tempo e non vogliano prendere voli interni: siamo paurosi! Questo ci costringe a lunghi viaggi in auto, ma i paesaggi sono bellissimi, cambiano molto da una zona all’altra del paese e fermarci nei vari paesi per mangiare ci fa incontrare persone splendide, che vengono a salutarci e a presentarsi. In alcuni paesi quando ci fermiamo ci sentiamo come attori famosi, tutti ci salutano, si fermano a parlare con noi! Si sprecano sorrisi colorati di rosso betel, che qui masticano in tantissimi. Jo ci consiglia posti dove mangiare (mai avuto dissenteria in 15 gg) e dove dormire e tra un pranzo e un aperitivo (ogni sera dopo la doccia e prima di cena ci beviamo una birra con lui e la moglie) ci vengono spiegati alcuni particolari della vita e della cultura in Birmania. Jo ha risposto a tutte le nostre domande e curiosità, e ne abbiamo fatte veramente tante di domande! Per le guesthouse ci siamo trovati molto bene, i prezzi variavano da 25 a 17 dollari a stanza a notte. Guesthouse pulite, con colazione inclusa. Alla fine ci siamo affidati a lui, si risparmia tempo e fatica, con la certezza di andare in strutture non governative. Il cibo birmano è molto buono, meno speziato e piccante di quello thailandese, con parecchie influenze cinesi e indiane. Sul lago Inle le specialità con il tofu sono veramente eccezionali e particolari.
    Prima tappa Kalaw: per arrivare la strada è a dir poco avventurosa, una strada sterrata che si arrampica sulla montagna, battuta soprattutto da enormi tir carichi di cavoli. Kalaw è un piccolo paesino, immerso tra le montagne, abbastanza turistico, ma c’è un’atmosfera molto rilassante e aria fresca, i trekking sono carini,noi abbiamo fatto quello breve perché non eravamo per niente attrezzati e poi non avevamo tempo. Ma ci è piaciuto perderci per montagne coltivate a te e riso, visitare alcuni villaggi, tra i + raggiungibili.

    Lago Inle: bellissima ed estesa area lacustre, tutte le attivita’ quotidiane si svolgono sull’acqua, dal trasporto di merci alla coltivazione degli ortaggi (!), le escursioni sul lago e presso i villaggi che lo costeggiano sono imperdibili e permettono di assaporare il vero stile di vita del luogo, a patto che ci si sforzi un po’di discostarsi dal classico “percorso turistico”.

    Mandalay: città caotica, piena di monaci, il cuore religioso del Myanmar. Nei dintorni le città antiche, belle ma che caldo! Monasteri e tanti monaci…

    Bagan: molto affascinante, con tutti i suoi templi, che trovi dappertutto e sembra che non finiscano mai. Alcuni hanno ancora dipinti ben conservati….molto suggestivo anche il tramonto sull’Irrawaddy. E poi sorprendente il bourma buffet (o qualcosa del genere: sarebbe menù a prezzo fisso con tante specialità locali, una roba turistica ma bbuona!)

    Yangoon: fascino decadente coloniale, mischiato a palazzi in stile sovietici e a templi buddisti. Simpatiche le beer station e la sera la vita notturna (!!!!) del quartiere di chinatown.
    Prima di ritornare in Thailandia, jo ci ospita a casa sua, una casa piccola piccola, una palafitta in un quartiere periferico di Yangoon, ci offre il thè alla casa del thè che si trova a fianco a casa sua e ci troviamo immersi in una atmosfera molto particolare, familiare, lontana dai turisti, sotto un telone di plastica, seduti su sgabelli a parlare come amici di noi e delle nostre vite….e il giorno dopo partiamo con un po’ di tristezza…

    <h3>Consigli Utili:</h3>
    Un po’ di spirito di adattamento, soprattutto per le toilette sparse in giro per il paese, alcune sono veramente tremende!
    I monaci e i monasteri fanno un po’ le veci del sistema sociale, noi abbiamo scelto di fare donazioni ai vari monasteri che si occupano di bambini.
    Nelle case da the, il the viene servito in scodelline che vengono lasciate sul tavolo, immerse in una piccola bacinella con dell’acqua. Noi inizialmente eravamo titubanti, poi ci siamo abituati e non abbiamo preso alcuna malattia.
    Noi vi consigliamo di affittare auto e autista, soprattutto se avete pochi giorni a disposizione. Per fare un tour + approfondito ci vogliono + di 15 gg, o bisogna usare i voli interni.
    Jo dice che è importante che i turisti vadano in Birmania perché possano portare all’estero tutto ciò che vedono lì dai grandi sperperi dei potenti alla fatica enorme della vita comune, e altro ancora.
    Informatevi sulla dvb (democratic voice of bourma, che ha pubblicato anche il documentario burma vj)
    Se avete bisogno di maggiori info scrivete a lorenzup@fastwebnet.it

    E buon viaggio!