1. 1: Weekend

    di , il 19/10/2010 10:26

    La si conosce per il Barrio de Santa Cruz, un insieme di vicoli e piazzette a traffico limitato, la Giralda, il minareto accanto alla cattedrale, Plaza de Toros de la Maestranza, l’arena che ospita la corrida, e i numerosi teatri dove si può assistere a un’esibizione di flamenco. Ma il cuore pulsante di Siviglia si trova lungo le rive del fiume Guadalquivir. È qui che si anima la vita notturna. Il ritrovo è sempre lo stesso: calle Betis, la lunga via piena di piccoli locali, uno accanto all’altro, che si affaccia sul fiume. È questo il punto di partenza per addentrasi nel quartiere di Triana (il nome deriva dal passato di colonia romana ed è legato a quello di Traiano), dove l’antico e il moderno si incontrano. Dove la tradizione e l’innovazione si intrecciano celebrando il passato e il futuro di questa città in pieno fermento. Voy a Sevilla!, dicono gli abitanti di Triana, un tempo abitato da marinai, operai, e ceramisti, ogni volta che attraversano il Ponte Isabel II per andare a fare un po’ di shopping in città. Fieri di essere i custodi delle tradizioni popolari, della buona cucina e delle belle arti, ai trianesi piace molto sottolineare la loro indipendenza: nei negozi di souvenir sulle magliette è spesso stampata la scritta “Triana indipendente”. Girando fra i vicoli di questo borgo antico si ha la percezione di essere in un piccolo paese: un luogo dove l’antica passionalità artigianale e la storia andalusa s'incontrano con la vitalità di giovani menti che sperimentano linguaggi creativi per raccontare, sì la vita passata, ma soprattutto per liberare la voglia di emergere dando un nuovo aspetto all’intero quartiere.

    Basta entrare nel Castillo de San Jorge, alla destra del ponte, per rendersene conto. Sede, dal 1481 al 1785, della Santa Inquisizione in Spagna, e icona di questa istituzione in tutta Europa, dal 5 dicembre 2009 è stato trasformato in un museo permanente. Attraverso installazioni, resti archeologici e fotografie il castello si impegna a diventare uno spazio di riflessione in cui il pensiero si coniuga con l’interattività: schiacciando un pulsante accanto a un monitor ecco che alcune immagini ricostruiscono le vicende degli ebrei perseguitati. Ma ai sivigliani non piacciono volti tristi e corrucciati. Qui vige la leggerezza e l’allegria. Si prega, quindi, di accomodarsi verso l’uscita per immergersi nella confusione del grande mercato municipale: frutta, verdura, jamon, formaggio esposti sulle bancarelle riportano alla vita di tutti i giorni.

    un contagioso teatro di strada

    Al bar La Muralla si fa colazione a base di churros (frittelle preparate con farina, lievito, sale e acqua), da inzuppare nella cioccolata calda, sardinas o tostada, pane, cioè, con olio e pomodoro. Il bon ton consiglia di buttare i tovaglioli nel cestino, ma alcuni abitanti del posto, fedeli a un'antica tradizione, gettano i fazzoletti di carta accanto al bancone. Spostando lo sguardo più in là una ragazza francese vende piatti, vassoi e altri oggetti decorati a mano. Les Genereuse è la sua boutique. «Sono a Siviglia da quattro anni – racconta Malorie Haffner – e non ho intenzione di tornate in Francia». Malorie, come molti altri stranieri, si è innamorata di Siviglia durante il periodo dell’Erasmus. La risata di alcuni signori attira la nostra attenzione: è Francisco Bernal, proprietario di Berna&Juan, la miglior jamoneria di tutta Triana che intrattiene i suoi clienti con alcuni aneddoti di gioventù. Partecipiamo con la speranza di ottenere un assaggio di questa specialità. A desiderio esaudito proseguiamo per calle Castilla dove ci viene aperto il cancello del Corral de Vecino, una sorta di comune formata da piccole case, arricchite da azulejos blu, bianchi e gialli, un tempo abitata dai gitani. Appena superata la soglia d’ingresso un forte profumo di cocidos, piatto a base di cipolla, peperoni, legumi e carne di manzo, ci fa intuire che qualcuno è ai fornelli. Seguiamo la scia e arriviamo in un piccolo cortile sul retro che si affaccia sul fiume. Come ogni villaggio che si rispetti anche Triana ha la sua chiesa principale: è Santa Ana, da molti paragonata a una cattedrale per la sua imponenza. Dall’ingresso, infatti, si sviluppa un lungo trascoro che conduce, in una sorta di pellegrinaggio, all’altare. Qui si trova la Madonna della Vittoria, la protettrice dei navigatori che prima di imbarcarsi si inchinavano davanti alla sua immagine per la benedizione. Le campane suonano mezzogiorno e mezzo: è il momento delle tapas. Prima di cominciare il tour gastronomico un uomo all’ingresso di un piccolo laboratorio in calle Puerza ci invita a entrare. È José Lucena, imagineros, scultore di statue realizzate per la Semana Santa che anticipa la Pasqua. All’interno scalpelli, attrezzi vari, colori, volti di bambini e busti senza testa sono sistemati alla rinfusa in ogni angolo del negozio. «Solitamente -dice José- creo una o due sculture l’anno, anche perché per realizzarne una ci vogliono mesi». Una passione quella di Josè cominciata da ragazzo, «quando - racconta - spazzavo il pavimento del laboratorio dove ho iniziato guadagnando 25 pesetas». La fame si fa sentire. La Antigua Abaceria sembra fare al caso nostro. Chicharrones, scarti di maiale fritti, queso en aceite (formaggio) e pan con anchoas sono disposti sul bancone, ci vuole un bicchiere di manzanilla, vino tipico, per accompagnare il tutto. Carlos Ortega, proprietario, e la moglie si occupano di tutto, dalla cucina alla selezione di alimenti e vini da vendere ai clienti. Ritorniamo in Plaza Altozano dove Antonio Campo, ceramista, sta dando una dimostrazione della sua abilità ad alcuni bambini. Il suo negozio si trova in calle Alfareria, celebre proprio per essere la via dei ceramisti e luogo ideale dove fare acquisti del genere.

    azulejos e sevilliana andalusi

    Gli artisti della ceramica del quartiere, durante l’occupazione dei Mori nell'VIII secolo, crearono le piastrelle bianche blu e verdi usate per decorare gli edifici. Un’attività che continua ancora oggi: da questi laboratori provengono i mosaici posti sulle facciate di palazzi e case. Ed è proprio in questa via che ha sede La Ceramica Santa Ana la più grande fabbrica della zona, che a breve verrà trasformata in un museo dove ammirare azulejos, retablas, fuentes e murale. Non si può lasciare Triana senza aver partecipato a uno spettacolo di sevillana, danza popolare tipica della città che ricorda il flamenco. L’appuntamento a mezzanotte è presso Casa Anselma in calle Pagés del Corro. Quando arriviamo c'è una fila di persone di fronte all’ingresso, tra cui Anselma, capelli rossi raccolti, che urlando invita la gente a entrare. Con un fare un po’ da generalessa fa accomodare alcuni sulle sedie disposte su quattro file a semicerchio. Gli altri restano in piedi. Il locale è arredato in perfetto stile andaluso, poster retrò appesi alle pareti e immagini sacre. Al centro i quattro musicisti cominciano a suonare. Poche note e una coppia dal pubblico si alza per danzare. Non ci sono ballerini professionisti, ma abituè e pochi stranieri. Quando l’atmosfera si scalda Anselma chiede un attimo di silenzio per lasciare spazio a Maria José Santiago, cantante andalusa famosa in tutta la Spagna. Ma il clou della serata arriva con l’esibizione di Anselma, la più famosa performer di sivillana di tutta la città. La sua ironia trapela anche quando interpreta Piensa en mi brano di Luz Casal. Al termine della canzone, decidiamo di andare a bere l’ultima cerveza al El faro de Triana, un locale simbolo di Siviglia posto alla fine del Puente Isabel II. Da qui si può vedere in lontananza la Torre del Oro, uno dei monumenti più celebri della città costruito nel tredicesimo secolo sulle rive del fiume come punto di controllo dall’arrivo degli invasori. Calle Betis è piena di gente: chi passeggia, chi è seduto a un tavolino a sorseggiare una bicchiere di vino e chi scende sulla riva del fiume per continuare a suonare per tutta la notte: la voglia di vivere e di stare insieme non si ferma mai.

    dal flamenco al teatro

    Siviglia e la sua passione per la cultura in due appuntamenti da non perdere. Dal 5 al 13 novembre è possibile assistere al Festival del Cinema Europeo (www.festivaldesevilla.com), evento tanto atteso da tutti i sivigliani. L’immagine di questa edizione è stata affidata al regsta inglese Peter Greenway, uno dei più sperimentali della scena contemporanea, che ha disegnato le locandine. Le novità sono molte, Oltre alle classiche sezioni relative al lungometraggio, ai corti e ai documentari nell’edizione del 2010 vengono premiati anche il miglior attore e attrice, la miglior sceneggiatura e fotografia. Mentre s'intitola Wild Tulips la programmazione speciale dedicata al cinema tedesco. Dal 10 al 12 novembre, invece, va in scena al Palacio de Exposiciones y Congresos de Sevilla Mercartes (www.mercartes.es), un’iniziativa rivolta prevalentemente all’attività teatrale. L’evento include anche il Salon Internacional del Libro Teatral.

    Cahier de voyage

    Come arrivare Si vola a Siviglia da molte città italiane con la compagnia low cost Ryanair (www.ryanair.com). L’aereoporto di San Pablo dista solo 10 chilometri dal centro. Per raggiungere velocemente la città è possibile prendere uno dei taxi ufficiali, oppure un autobus con partenza dalle 6.15 alle 23.

    Room Service Hotel Sacristìa de Santa Ana Calle Alameda de Hercules 22, tel. 34 954915722 Un elegante boutique hotel dove acquistare mobili di design. Si trova in zona Alameda, a pochi passi da Triana. La doppia costa circa € 80. Www.hotelsacristia.com Hotel Monte Triana Clara de Jesùs Montero 24, tel. 34 95434311 Tranquillo e confortevole, offre 116 camere. Camera doppia da € 64. Www.hotelmontetriana.com Abba Triana Hotel Plaza Chapina, tel. 34 954268000 Gode di una meravigliosa vista sul fiume Gualdaquivir e si trova vicino all’Isla de la Cartuja. Camera doppia da € 105. Www.abbatrianahotel.com

    Casa No. 7 Virgenes 7. Per vivere come degli aristocratici andalusi: 6 stanze in una residenza del XIX sec. Di proprietà della famiglia che produce lo sherry Tio Pepe. Doppie da € 177. Www.casanumero7.com

    Food Casa Cuesta Calle Castilla 1, tel. 34 954333335 Nel cuore di Triana è possibile gustare la tipica cucina andalusa. Ottimo il pesce, offre una buona selezione di vini. Www.casacuesta.net

    La Antigua Abaceria Calle Pureza 12, tel. 34 954330349 Perfetto per le tapas: queso, jamon e chicarrones.

    Sol y Sombra Calle Castilla 151, tel. 34 954333935 Da provare la frittata di fave e prosciutto crudo, la cora de toro (coda di bue) e la cazuela Tio Pepe (stufato con sherry).

    Casa Manolo Calle San Jorge 16. Si consiglia di assaggiare il pescado frito e i pimientos alinaos (peperoni conditi).

    Info Ufficio del Turismo Spagnolo: tel. 199906082, www.spain.info

  2. Turisti Per Caso.it
    , 19/10/2010 10:26
    La si conosce per il Barrio de Santa Cruz, un insieme di vicoli e piazzette a traffico limitato, la Giralda, il minareto accanto alla cattedrale, Plaza de Toros de la Maestranza, l’arena che ospita la corrida, e i numerosi teatri dove si può assistere a un’esibizione di flamenco. Ma il cuore pulsante di Siviglia si trova <b>lungo le rive del fiume Guadalquivir</b>. È qui che si anima la vita notturna. Il ritrovo è sempre lo stesso: <b>calle Betis</b>, la lunga via piena di piccoli locali, uno accanto all’altro, che si affaccia sul fiume. È questo il punto di partenza per addentrasi nel <b>quartiere di Triana </b>(il nome deriva dal passato di colonia romana ed è legato a quello di Traiano), dove l’antico e il moderno si incontrano. Dove la tradizione e l’innovazione si intrecciano celebrando il passato e il futuro di questa città in pieno fermento. <i><b>Voy a Sevilla!</b></i>, dicono gli abitanti di Triana, un tempo abitato da marinai, operai, e ceramisti, ogni volta che attraversano il Ponte Isabel II per andare a fare un po’ di shopping in città.
    Fieri di essere i custodi delle tradizioni popolari, della buona cucina e delle belle arti, ai trianesi piace molto sottolineare la loro indipendenza: nei negozi di souvenir sulle magliette è spesso stampata la scritta <i>“Triana indipendente”</i>. Girando fra i vicoli di questo borgo antico si ha la percezione di essere in un piccolo paese: un luogo dove l’antica passionalità artigianale e la storia andalusa s'incontrano con la vitalità di giovani menti che sperimentano linguaggi creativi per raccontare, sì la vita passata, ma soprattutto per liberare la voglia di emergere dando un nuovo aspetto all’intero quartiere.

    Basta entrare nel <b>Castillo de San Jorge</b>, alla destra del ponte, per rendersene conto. Sede, dal 1481 al 1785, della Santa Inquisizione in Spagna, e icona di questa istituzione in tutta Europa, dal 5 dicembre 2009 è stato trasformato in un museo permanente. Attraverso installazioni, resti archeologici e fotografie il castello si impegna a diventare uno spazio di riflessione in cui il pensiero si coniuga con l’interattività: schiacciando un pulsante accanto a un monitor ecco che alcune immagini ricostruiscono le vicende degli ebrei perseguitati. Ma ai sivigliani non piacciono volti tristi e corrucciati. Qui vige la leggerezza e l’allegria. Si prega, quindi, di accomodarsi verso l’uscita per immergersi nella confusione del grande <b>mercato municipale</b>: frutta, verdura, jamon, formaggio esposti sulle bancarelle riportano alla vita di tutti i giorni.

    <h3>un contagioso teatro di strada</h3>
    Al <b>bar La Muralla</b> si fa colazione a base di churros (frittelle preparate con farina, lievito, sale e acqua), da inzuppare nella cioccolata calda, sardinas o tostada, pane, cioè, con olio e pomodoro. Il bon ton consiglia di buttare i tovaglioli nel cestino, ma alcuni abitanti del posto, fedeli a un'antica tradizione, gettano i fazzoletti di carta accanto al bancone. Spostando lo sguardo più in là una ragazza francese vende piatti, vassoi e altri oggetti decorati a mano. Les Genereuse è la sua boutique. «Sono a Siviglia da quattro anni – <i>racconta Malorie Haffner</i> – e non ho intenzione di tornate in Francia». Malorie, come molti altri stranieri, si è innamorata di Siviglia durante il periodo dell’Erasmus. La risata di alcuni signori attira la nostra attenzione: è Francisco Bernal, proprietario di <b>Berna&Juan</b>, la miglior jamoneria di tutta Triana che intrattiene i suoi clienti con alcuni aneddoti di gioventù. Partecipiamo con la speranza di ottenere un assaggio di questa specialità. A desiderio esaudito proseguiamo per calle Castilla dove ci viene aperto il cancello del <b>Corral de Vecino</b>, una sorta di comune formata da piccole case, arricchite da azulejos blu, bianchi e gialli, un tempo abitata dai gitani. Appena superata la soglia d’ingresso un forte profumo di cocidos, piatto a base di cipolla, peperoni, legumi e carne di manzo, ci fa intuire che qualcuno è ai fornelli. Seguiamo la scia e arriviamo in un piccolo cortile sul retro che si affaccia sul fiume. Come ogni villaggio che si rispetti anche Triana ha la sua chiesa principale: è <b>Santa Ana</b>, da molti paragonata a una cattedrale per la sua imponenza. Dall’ingresso, infatti, si sviluppa un lungo trascoro che conduce, in una sorta di pellegrinaggio, all’altare. Qui si trova la Madonna della Vittoria, la protettrice dei navigatori che prima di imbarcarsi si inchinavano davanti alla sua immagine per la benedizione. Le campane suonano mezzogiorno e mezzo: <b>è il momento delle tapas</b>. Prima di cominciare il tour gastronomico un uomo all’ingresso di un piccolo laboratorio in calle Puerza ci invita a entrare. È <b>José Lucena</b>, imagineros, scultore di statue realizzate per la Semana Santa che anticipa la Pasqua. All’interno scalpelli, attrezzi vari, colori, volti di bambini e busti senza testa sono sistemati alla rinfusa in ogni angolo del negozio. «Solitamente -dice José- creo una o due sculture l’anno, anche perché per realizzarne una ci vogliono mesi». Una passione quella di Josè cominciata da ragazzo, «quando - racconta - spazzavo il pavimento del laboratorio dove ho iniziato guadagnando 25 pesetas».
    La fame si fa sentire. La <b>Antigua Abaceria</b> sembra fare al caso nostro. Chicharrones, scarti di maiale fritti, queso en aceite (formaggio) e pan con anchoas sono disposti sul bancone, ci vuole un bicchiere di manzanilla, vino tipico, per accompagnare il tutto. Carlos Ortega, proprietario, e la moglie si occupano di tutto, dalla cucina alla selezione di alimenti e vini da vendere ai clienti. Ritorniamo in Plaza Altozano dove Antonio Campo, ceramista, sta dando una dimostrazione della sua abilità ad alcuni bambini. Il suo negozio si trova in calle Alfareria, celebre proprio per essere la via dei ceramisti e luogo ideale dove fare acquisti del genere.

    <h3>
    azulejos e sevilliana andalusi</h3>
    Gli artisti della ceramica del quartiere, durante l’occupazione dei Mori nell'VIII secolo, crearono le piastrelle bianche blu e verdi usate per decorare gli edifici. Un’attività che continua ancora oggi: da questi laboratori provengono i mosaici posti sulle facciate di palazzi e case. Ed è proprio in questa via che ha sede <b>La Ceramica Santa Ana</b> la più grande fabbrica della zona, che a breve verrà trasformata in un museo dove ammirare azulejos, retablas, fuentes e murale. Non si può lasciare Triana senza aver partecipato a uno spettacolo di sevillana, danza popolare tipica della città che ricorda il flamenco. L’appuntamento a mezzanotte è presso Casa Anselma in calle Pagés del Corro. Quando arriviamo c'è una fila di persone di fronte all’ingresso, tra cui Anselma, capelli rossi raccolti, che urlando invita la gente a entrare. Con un fare un po’ da generalessa fa accomodare alcuni sulle sedie disposte su quattro file a semicerchio. Gli altri restano in piedi. Il locale è arredato in perfetto stile andaluso, poster retrò appesi alle pareti e immagini sacre. Al centro i quattro musicisti cominciano a suonare. Poche note e una coppia dal pubblico si alza per danzare. Non ci sono ballerini professionisti, ma abituè e pochi stranieri. Quando l’atmosfera si scalda Anselma chiede un attimo di silenzio per lasciare spazio a <b>Maria José Santiago</b>, cantante andalusa famosa in tutta la Spagna. Ma il clou della serata arriva con l’esibizione di <b>Anselma</b>, la più famosa performer di <i>sivillana </i>di tutta la città. La sua ironia trapela anche quando interpreta <i>Piensa en mi</i> brano di Luz Casal. Al termine della canzone, decidiamo di andare a bere l’ultima cerveza al <b>El faro de Triana</b>, un locale simbolo di Siviglia posto alla fine del Puente Isabel II. Da qui si può vedere in lontananza la Torre del Oro, uno dei monumenti più celebri della città costruito nel tredicesimo secolo sulle rive del fiume come punto di controllo dall’arrivo degli invasori.
    <b>Calle Betis</b> è piena di gente: chi passeggia, chi è seduto a un tavolino a sorseggiare una bicchiere di vino e chi scende sulla riva del fiume per continuare a suonare per tutta la notte: la voglia di vivere e di stare insieme non si ferma mai.

    <h3>dal flamenco al teatro</h3>
    Siviglia e la sua passione per la cultura in due appuntamenti da
    non perdere. Dal 5 al 13 novembre è possibile assistere al Festival del Cinema Europeo (www.festivaldesevilla.com), evento tanto atteso da tutti i sivigliani. L’immagine di questa edizione è stata affidata al regsta inglese Peter Greenway, uno dei più sperimentali della scena contemporanea, che ha disegnato le locandine. Le novità sono molte, Oltre alle classiche sezioni relative al lungometraggio, ai corti e ai documentari nell’edizione del 2010 vengono premiati anche il miglior attore e attrice, la miglior sceneggiatura e fotografia. Mentre s'intitola Wild Tulips la programmazione speciale dedicata al cinema tedesco.
    Dal 10 al 12 novembre, invece, va in scena al Palacio de Exposiciones y Congresos de Sevilla Mercartes (www.mercartes.es), un’iniziativa rivolta prevalentemente all’attività teatrale. L’evento include anche il Salon Internacional del Libro Teatral.

    <h3>Cahier de voyage</h3>
    <b>
    Come arrivare</b>
    Si vola a Siviglia da molte città italiane con la compagnia low cost Ryanair (www.ryanair.com). L’aereoporto di San Pablo dista solo 10 chilometri dal centro. Per raggiungere velocemente la città è possibile prendere uno dei taxi ufficiali, oppure un autobus con partenza dalle 6.15 alle 23.

    <b>Room Service</b>
    Hotel Sacristìa de Santa Ana
    Calle Alameda de Hercules 22, tel. 34 954915722
    Un elegante boutique hotel dove acquistare mobili di design. Si trova in zona Alameda, a pochi passi da Triana. La doppia costa circa € 80. Www.hotelsacristia.com
    Hotel Monte Triana
    Clara de Jesùs Montero 24, tel. 34 95434311
    Tranquillo e confortevole, offre 116 camere. Camera doppia da € 64. Www.hotelmontetriana.com
    Abba Triana Hotel
    Plaza Chapina, tel. 34 954268000
    Gode di una meravigliosa vista sul fiume Gualdaquivir e si trova vicino all’Isla de la Cartuja. Camera doppia da € 105. Www.abbatrianahotel.com

    Casa No. 7
    Virgenes 7. Per vivere come degli aristocratici andalusi: 6 stanze in una residenza del XIX sec. Di proprietà della famiglia che produce lo sherry Tio Pepe. Doppie da € 177. Www.casanumero7.com

    <b>Food</b>
    Casa Cuesta
    Calle Castilla 1, tel. 34 954333335
    Nel cuore di Triana è possibile gustare la tipica cucina andalusa. Ottimo il pesce, offre una buona selezione di vini. Www.casacuesta.net

    La Antigua Abaceria
    Calle Pureza 12, tel. 34 954330349
    Perfetto per le tapas: queso, jamon e chicarrones.

    Sol y Sombra
    Calle Castilla 151, tel. 34 954333935
    Da provare la frittata di fave e prosciutto crudo, la cora de toro (coda di bue) e la cazuela Tio Pepe (stufato con sherry).

    Casa Manolo
    Calle San Jorge 16.
    Si consiglia di assaggiare il pescado frito e i pimientos alinaos (peperoni conditi).

    <b>
    Info</b>
    Ufficio del Turismo Spagnolo: tel. 199906082, www.spain.info