1. Altri TamTam Gita scolastica: La scuola in viaggio!

    di , il 13/10/2010 11:17

    I consiglidi Tea, la nostra guida per caso dei viaggi didattici, a docenti, studenti e genitori...

  2. Pietro Didio
    , 22/10/2010 13:47
    Leggendo questo articolo,

    mi sono rivisto tutte le vere difficoltà che bisogna fare
    per organizzare un'uscita didattica.
    Ci vuole veramente molto tempo e spesso non nascondo che
    diversi insegnanti perdono le staffe e mollano tutto.
    Interessante questo spazio, spero di cogliere maggiori informazioni
    per migliorare questo servizio nella mia scuola.

    A presto

    Pietro Didio
  3. Dilli
    , 18/10/2010 16:58
    Ciao a tutti,
    ho letto con molto interesse gli interventi di Tea Vergani, Sabina Poggio e Tiziana Valenti. Inserisco qui di seguito la lettera che ho inviato ai principali quotidiani, alla FIAVET, ai T.O. alle organizzazioni sindacali, al MIUR, ecc... dove ho cercato di spiegare le motivazioni per le quali moltissimi docenti e scuole superiori (licei, tecnici e professionali), a livello nazionale, hanno deciso di bloccare per protesta l'organizzazione dei viaggi d'istruzione. Forse è un po' lunga, ma il problema era quello di spiegare in modo circostanziato e chiaro a tutti coloro che non vivono direttamente il mondo della scuola.
    Diletta Zabaglio

    PERCHE’ BLOCCARE PROPRIO I VIAGGI D’ISTRUZIONE? LE MOTIVAZIONI
    Probabilmente le persone non direttamente coinvolte nel mondo della scuola non sanno che:
    I docenti accompagnatori non godono dell’indennità di missione in Italia, abolita dalla Finanziaria 2006, ed ora neppure della missione per i viaggi all’estero.
    Non godono di copertura assicurativa per responsabilità verso terzi, per cui devono provvedere personalmente con spese a proprio carico (CM n° 36/1995) a meno che non sia la stessa scuola di appartenenza a sottoscrivere una polizza assicurativa integrativa d’Istituto.
    Ai docenti accompagnatori non viene riconosciuto il servizio prestato oltre l’orario d’insegnamento giornaliero o settimanale che tuttavia, durante un viaggio d’istruzione di più giorni, è a tempo pieno e che in alcuni casi può comprendere anche la domenica, giorni festivi o il giorno libero. In “compenso” i docenti sono soggetti all’obbligo della vigilanza ed alle responsabilità di cui agli artt. 2047 e 2048 del c.c. con l’integrazione di cui all’art. 61 della legge 312/80
    Esiste una circolare ministeriale che obbliga ” … ad avvalersi dell’organizzazione tecnica di Agenzie di Viaggio e Turismo in possesso di relativa autorizzazione, che rappresentano per gli utenti / viaggiatori una tutela in tutti gli aspetti della realizzazione e gestione del viaggio.” E anche questo “obbligo” è, a mio parere, comprensibile ma opinabile perché molti docenti che programmano un viaggio con precisi scopi didattici e formativi spesso non trovano nelle proposte dei vari T.O. qualcosa che perfettamente corrisponda ai propri intenti. Inoltre, in alcuni Istituti, come ad es. gli Istituti Tecnici e Professionali per il Turismo, l’organizzazione del viaggio d’istruzione da parte degli stessi studenti insieme ai loro insegnanti di discipline turistiche e aziendali, è parte integrante della didattica in quanto rappresenta una vera e propria esercitazione valutabile.
    In relazione a quanto sopra esposto penso sia evidente quanto l’organizzazione dei viaggi comporti: non solo per i docenti che si occupano della loro programmazione all’interno di una scuola ma, e soprattutto, per i docenti accompagnatori i quali, a fronte di tante responsabilità ed obblighi, non vengono neppure retribuiti per il loro lavoro di accompagnatori.
    Nel nostro Paese il valore del Turismo Scolastico si aggira intorno a 375 milioni di euro (dato 2009 del Touring Club Italiano). La protesta di così tanti docenti quindi non vuole essere “… una dichiarazione di guerra al mondo del turismo, ma un’accorata richiesta di attenzione, rivolta ad altri settori del Paese, per un bene comune quale la Pubblica Istruzione sempre più maltrattata e depauperata.” come ha scritto la prof.ssa Sabina Poggio, docente del Liceo Statale G. Bruno di Albenga, in un articolo pubblicato su IVG.IT “Viaggio nel futuro senza futuro”
    Un’ultima motivazione, ma non meno importante, è stata quella che con un Fondo d’Istituto sempre più ridotto e incerto - moltissime scuole pubbliche sono tuttora creditrici di finanziamenti mai pervenuti - il bloccare tra le diverse attività extradidattiche l’organizzazione dei viaggi ha rappresentato la scelta con le minori ricadute negative sugli studenti ed un eventuale risparmio per altre attività (come gli sportelli didattici, i corsi di recupero, i corsi di lingua, di approfondimento, l’orientamento ecc..) e per le stesse famiglie che, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, forse si sono sentite, seppur dispiaciute, anche sollevate dall’onere di dover far fronte ad un’ ulteriore spesa, e magari per più di un figlio. Bisognerebbe considerare che i docenti sono a loro volta, in gran parte, genitori e che pertanto ponderano sempre con molta attenzione le scelte che hanno una ricaduta sugli studenti .
    UNA MIA PERSONALE CONSIDERAZIONE: E’ in corso la completa destrutturazione della scuola pubblica italiana, con dei chiarissimi obiettivi da parte di questo Governo, non solo economici ma soprattutto ideologici e politici, e se non si riuscirà a porre rimedio a questo scempio, le ricadute negative ci saranno sì per i nostri studenti e per i nostri figli, e chissà quanto tempo occorrerà, e se mai riusciremo,a riparare i danni. I tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica e alla ricerca significano non dare futuro alle nuove generazioni. I Paesi che non investono nel campo dell’istruzione e della conoscenza hanno scopi ben precisi, altro che risparmio, razionalizzazione e riconoscimento dei meriti e delle eccellenze! Cercare di resistere e di opporsi è un dovere per tutte le persone che credono in questi valori, che hanno a cuore i principi di democrazia, di legalità e di giustizia. Far comprendere ai nostri studenti, ai nostri ragazzi, ai nostri figli, che trovare forme di protesta e di resistenza democratiche e civili per difendere la scuola, i posti di lavoro e i salari, comporta anche dei sacrifici dovrebbe rappresentare uno dei nuclei fondanti della formazione di un cittadino.
    Diletta Zabaglio
    Docente RSU I.I.S. “C. Varalli” - Milano

  4. sabina poggio
    , 18/10/2010 10:35
    @mechthild:
    Concordo con quanto scritto da Tiziana Valenti.
    La mia scuola, il Liceo G. Bruno di Albenga, ha promosso una campagna di sensibilizzazione inviando materiali inerenti lo sciopero dei viaggi a moltisime scuole italiane e sul sito pubblica una bacheca sindacale dove vengono censite le adesioni di cui abbiamo notizia. (www.liceogbruno.it)
    A questo proposito invito quanti hanno aderito allo sciopero di informarci (sabina.poggio@istruzione.it), perché a questo punto, ritengo che sia importante far conoscere al MIUR qualche numero.
    In realtà immagino che il nostro ministero ne sia ben consapevole e stia sottacendo il fenomeno, con la complicità della stampa, che ci riserva ben poco spazio sulle pagine nazionali e, mi duole dirlo, dei sindacati.
    Lo scopo a oggi è contarci e fare notizia


    sabina poggio
  5. tea per 2
    , 18/10/2010 09:32
    Certo, le ultime notizie aggiornate sono proprio queste. Certo, in alcune scuole italiane i viaggi sono stati organizzati, negli anni scorsi, direttamente dai Docenti. Io stessa lo facevo, e per i buoni motivi che tutti possono capire, e una mia amica all'ITT Varalli di Milano se lo fa da anni organizzare dalle sue studentesse di quinta, e glielo valuta in pagella, perfino! Ma l'Italia non è tutta uguale. Per esempio, già da anni l'USR del Lazio aveva scritto una circolare, che lo vietava espressamente, e quello della Lombardia l'ha diramata in giugno scorso. Avevo smesso di organizzarli senza l'agenzia viaggi intermediaria, proprio per diminuire il carico di lavoro e di responsabilità che grava su noi docenti. Quindi, sono in linea con te, ma ho messo in atto una strategia : obbligo le agenzie a prenotarmi anche gli ostelli della gioventù (se leggerai le successive puntate del mio reportage, lo vedrai), le sistemazioni le scelgo io, i mezzi di trasporto, anche. Dobbiamo in qualche modo difendere la nostra dignità professionale, e nel contempo permettere al maggior numero possibile di studenti di avere un'esperienza formativa così importante, quale è quella dei viaggi.
  6. mechthild
    , 15/10/2010 14:51
    Cari amici,

    quest'anno spero che non ci saranno molti viaggi di istruzione, visto che molti collegi docenti hanno deciso di sospenderli per protesta contro la riforma Gelmini.
    Inoltre l'articolo di tea Vergani contiene una grossa imprecisione: fino all'anno scorso si potevano fare "viaggi organizzati in autonomia" presentandoli come "progetti" e nella mia scuola ne sono stati fatti parecchi, sempre ben riusciti, economici e a misura di ragazzi: per esempio si potevano utilizzare gli ostelli o altre strutture diverse dagli alberghi, cosa invece praticamente impossibile se si utilizza una normale agenzia di viaggi, l'unica condizione era che i colleghi organizzatori dovevano occuparsi di tutto loro, cosa che non ha scoraggiato molti di noi ( del resto i cosiddetti scambi scolastici di classe vengono sempre organizzati SOLO dagli insegnanti)
    SOLO da quest'anno il ministro ha VIETATO questo tipo di viaggi gestiti in proprio e inoltre ha abolito la diaria anche per l'estero (per 'Italia era già stata abolita) il che significa che un insegnante non guadagnerà neppure un euro in più a fronte di un impegno che è molto gravoso dal punto di vista orario oltre che gravosissimo per quel che riguarda la responsabilità (totale, anche di notte, anche per i maggiorenni....)
    A queste condizioni ne va della propria dignità professionale...

    Cordiali saluti

    Tiziana Valenti
  7. tea per 2
    , 13/10/2010 11:17
    I consiglidi Tea, la nostra guida per caso dei viaggi didattici, a docenti, studenti e genitori...