1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 11/10/2010 12:31

    Un viaggio coinvolgente attraverso il sud ovest degli Stati Uniti che con 6.000 km e un ritmo intenso attraversa 5 Stati: California-Utah-Arizona-Colorado e Nevada. Questo è il racconto del viaggio con i suggerimenti per i Turisti per Caso, per chi vuole visitare i famosi Parchi Nazionali o per chi, come abbiamo fatto noi, decidesse di approfittarne per sposarsi a Las Vegas!

    1° GIORNO ROMA-SAN FRANCISCO Viaggio lunghissimo effettuato con US Airways, scalo a Charlotte in South Carolina (buona puntualità – servizio a bordo sufficiente) Sapevamo di arrivare stravolti per il lungo viaggio ed essendo in 4 avevamo deciso di prenotare già da casa lo shuttle bus privato per il tragitto aeroporto-hotel; in realtà ci accorgiamo che sarebbe stato meglio prendere 2 taxi anche se sarebbe costato un po’ di più, dato che il furgoncino si è fatto attendere un bel po’. Pernottiamo per due notti al Mayflower Hotel www.sfmayflowerhotel.com un hotel un po’ datato ma caratteristico e in posizione centralissima nella zona di Union Square. 2° GIORNO S.FRANCISCO Di buon mattino osserviamo la cartina di San Francisco per decidere il nostro itinerario; sembrandoci tutto molto vicino e approfittando della posizione centrale del nostro hotel decidiamo di visitarla a piedi. Alla sera, stanchissimi, ci pentiamo di questa scelta e di non aver fatto l’abbonamento ai mezzi pubblici. La giornata è nuvolosa e fa piuttosto freddo visitiamo: Chinatown, North Beach, Telegraph Hill (assolutamente evitabile), il Pier 39 con la sua colonia di leoni marini, Fischerman’s Whalf e Lombard Street. Non riusciamo invece a visitare Alcatraz in quanto non troviamo posto sul traghetto, la visita andrebbe prenotata in anticipo tramite internet, avevamo deciso di non farlo in quanto non ci interessava particolarmente. Sarà la stanchezza, sarà il clima freddo e umido, ma a noi San Francisco non ha entusiasmato particolarmente. Ci è sembrata una brutta copia di una città europea, forse ci eravamo semplicemente fatti un’idea sbagliata immaginandola piena di gente, di giovani e invece, eccetto la zona di downtown, è piuttosto inanimata. 3° GIORNO S.FRANCISCO-YOSEMITE Buttiamo via la mattinata attendendo la ns. Auto prenotata da Alamo, se decidete di usare questa compagnia (ottima auto nuova ad un buon prezzo) non utilizzate l’agenzia di Bush Street: disorganizzatissima! L’auto era prenotata per le 9 e ci è stata consegnata solo alle 13. Arrabbiati per l’inizio di giornata andiamo a visitare il Golden Gate in una bellissima giornata di sole e lo troviamo semplicemente spettacolare! Facciamo poi rotta verso la Sierra Nevada e lo Yosemite. Avevamo prenotato un cottage con due camere da letto e due bagni, cucina e soggiorno con caminetto situato appena fuori Groveland, ultimo paesino sulla strada che da San Francisco porta allo Yosemite. Il riferimento è http://www.yosemiterose.com ed è semplicemente incantevole! Ci sentiamo subito a casa e siamo contenti di pernottare due notti qui. Nella struttura principale ci sono invece delle camere b&b anche queste molto accoglienti. Ceniamo all’Iron Saloon nella caratteristica cittadina di Groveland. La notte è fredda circa 0° ma il camino del cottage allieta la ns. Serata. 4° GIORNO YOSEMITE Giornata dedicata alla visita dello Yosemite, parco molto affascinante ma molto simile alle nostre Dolomiti. Compriamo l’abbonamento ai parchi nazionali al costo di $80 per autovettura consigliato se si pensa di visitare almeno tre parchi. Qui visitiamo: le Yosemite Falls (quasi asciutte in questa stagione), la Tunnel View, i panorami dell’Half Dome, facciamo un breve trekking al Mirror Lake (anche lui praticamente asciutto) e nel pomeriggio saliamo allo spettacolare punto panoramico di Glacial Point (la strada è lunga ma il panorama di tutta la Yosemite Valley da qui merita sicuramente il viaggio). Decidiamo invece di non visitare la parte di Mariposa Grove ovvero quella dove ci sono le Sequoie dato che nei prossimi giorni visiteremo il Sequoia National Park. 5° GIORNO YOSEMITE-SEQUOIA Mattinata di trasferimento direzione Three River dove abbiamo prenotato il motel e dove vogliamo lasciare i bagagli prima della visita al Sequoia National Park. Con il senno di poi questo forse è stato un errore. Da Three River all’ingresso del parco ci sono solo 4 miglia ma gli alberi sono molto distanti dall’ingresso e per arrivarci bisogna salire una strada tortuosissima. Forse era meglio tenere i bagagli allungare direzione Kings Canyon e fare la strada del Sequoia solo in discesa ma…come diceva Oscar Wilde ‘Il senno di poi è una scienza esatta’ e così… Il Sequoia National Park ci ha entusiasmato e la Giant Forest emozionato. L’albero più famoso del parco è il Generale Sherman che ha 2.300 anni e che con una circonferenza di 30 metri è l’albero più grande al mondo. Gli alberi sono tutti imponenti e bellissimi e per concludere in bellezza la giornata un orso ci attraversa la strada mentre attraversiamo con la ns. Auto il Tunnel Log (un tunnel scavato in una sequoia caduta) e poi, non da meno, è l’emozione del tramonto al Moro Rock un breve trekking con delle splendide vedute sul Monte Whitney che raggiunge i 4.418m ed è il monte più alto d’America (Alaska esclusa). Pernottiamo al www.sequoiamotel.com (un motel un po’ troppo spartano e non troppo pulito) e ceniamo al River View un locale molto caratteristico frequentato dalla gente del posto con musica dal vivo (consigliato!)

    6° GIORNO SEQUOIA-DEATH VALLEY Giornata di spostamento per arrivare alla Death Valley nel tardo pomeriggio anche per evitarne la calura del giorno. Lungo la strada facciamo una sosta al Lake Isabella (bei paesaggi) e una deviazione di circa 30miglia per la città fantasma di Randsburg. Il primo impatto con Randsburg ci spiazza: è fatiscente, desolata e anche un po’ inquietante, poi capiamo che è vera e che non è una di quelle ricostruzioni di città abbandonate trasformate in museo con i figuranti. Pranziamo nel saloon di Randsburg molto caratteristico e frequentato da motociclisti che vengono a Randsburg per fare delle uscite fuoristrada. Arriviamo su Marte, ovvero alla Death Valley, e il caldo subito ci soffoca. Vediamo il tramonto sulle Mesquite Flat Sand Dunes e siamo costretti ad una cena al sacco dato che l’unico ristorante del parco aveva recentemente preso fuoco ed era inagibile. Pernottiamo presso www.stovepipewells.com all’interno del parco, la sistemazione è decorosa ma il rumore dell’aria condizionata è insopportabile, spegnerla è però impossibile dato che nel giro di poco il caldo è opprimente. 7° GIORNO DEATH VALLEY-LAS VEGAS Ci svegliamo presto per visitare la Death Valley, un po’ per evitare le alte temperature del giorno un po’ perché la ns. Giornata sarà piuttosto intensa dato che oggi è il ‘Grande Giorno’ ovvero il giorno del ns. Matrimonio a Las Vegas!! Ma andiamo per ordine: visitiamo Zabrinskie Point (stupendo!), Badwater (è il punto più basso degli Stati Uniti un immenso lago salato…avendo visto già altri paesaggi simili in Tunisia e il Mar Morto non ci colpisce più di tanto), Devils Golf Course, Artist Drive, Dante’s View (bel panorama su tutta la Death Valley). Partiamo poi per Las Vegas dove arriviamo per le 13. Alle 17.30 arriva la ns. Limousine che percorrendo la Strip, ovvero la strada principale di Las Vegas quella dai mille alberghi e mille luci, ci porta alla Little Chapel of the Flower dove si terrà il ns. Matrimonio http://www.littlechapel.com. La cerimonia è breve, dura solo 10 minuti ma è stato intensissimo. Nonostante ci siano circa 30 cappelle per matrimoni a Las Vegas e che la cappella che abbiamo scelto celebri circa 40-60 matrimoni al giorno ci hanno fatti sentire come se ci fossimo solo noi. Sono organizzatissimi e molto professionali. I pacchetti offerti per il matrimonio sono molteplici dal più semplice al matrimonio in elicottero sorvolando il Gran Canyon…in fondo siamo a Las Vegas e tutto è possibile! Stanchi ma contenti troviamo la forza di fare ancora la foto sotto il famoso cartello Wellcome to Las Vegas, cambiarci e fare a piedi la Strip cenando al ristorante dedicato alla Harley Davidson…non proprio la classica cena nuziale ma nella classico scenario di Sin City. Pernottiamo al Bill’s Gambling http://www.billslasvegas.com un ‘piccolo’ albergo se paragonato a quelli con centinaia se non migliaia di stanze che ci sono in questa città, ma con un ottimo prezzo delle belle camere spaziose e pulite e soprattutto in posizione perfettamente centrale sulla Strip. 8° GIORNO LAS VEGAS-ZION Oggi entriamo nello Utah e spostiamo gli orologi avanti di un’ora. Attraversiamo lo Zion National Park una prima volta per lasciare i bagagli nel ns. Splendido cottage a Mt Camel dove pernotteremo due giorni e che non avremo più voluto lasciare www.zionmountainresort.com. Il resort è un ranch di allevamento di bisonti, un posto spettacolare e consigliatissimo! In auto torniamo nel centro del parco e prendiamo la navetta per visitare la parte del parco interdetta alle auto. Raggiungiamo la zona di Temple di Sinawawa per il facile trekking Riverside Walk, anche se dobbiamo però dire che la vallata che si attraversa in auto è più bella del canyon. Ceniamo nel ristorante del resort buono ma a ns. Avviso un po’ troppo pretenzioso. 9° GIORNO ZION-BRYCE CANYON 145KM-2H Oggi ci attende la visita del Bryce Canyon, un anfiteatro scavato dall’acqua formando centinaia di pinnacoli e hoodos; il Bryce è stato forse la parte più spettacolare di questo viaggio. Un primo assaggio dei panorami che ci attendono lo incontriamo già lungo la strada con sosta per la visita al Red Canyon. Seguiamo poi la Scenic Drive e arriviamo al Bryce National Park, veramente sorprendente. Visitiamo con la macchina i vari punti panoramici (Bryce Point, Sunset Point, Inspiration Point) e poi scendiamo nell’anfiteatro del canyon nel Queen Navajo Trail un trekking un po’ faticoso per il gran caldo ma comunque fattibile e che offre scorci straordinari. Le guide consigliano di farlo in senso orario, sembra essere meno faticoso, sinceramente a noi non ci sembra che cambino molto le pendenze, la ripida salita finale si chiama Wall Street dato che i pinnacoli ricordano dei grattacieli e…i grattacieli si sa sono faticosi da scalare! 10° GIORNO CANYON-MOAB Mattinata di trasferimento, con una breve sosta al San Rafael Reef ,direzione Moab una località molto frequentata da sportivi dato che offre innumerevoli possibilità per effettuare rafting, fuoristrada e mountain bike. Noi abbiamo faticato per trovare da dormire anche se ci eravamo mossi con due mesi di anticipo, vi consigliamo quindi di prenotare per tempo. Abbiamo lasciato i ns. Bagagli al ns. Motel www.moabredstone.com dove rimarremo per due giorni, le camere sono un po’ piccole e buie ma è molto ben attrezzato con una piccola cucina, la lavanderia e la zona barbeque. Andiamo poi a visitare l’Arches National Park un piccolo parco a 5miglia da Moab che conserva più di 2000 archi naturali. Visitiamo le seguenti zone del parco: Park Avenue, Balanced Rock, North and South Windows, Double Arch, Turret Arch e per finire il Delicate Arch al tramonto. Causa stanchezza non abbiamo fatto il trekking che porta proprio sotto l’arco e ci siamo pentiti molto, ci siamo accontentati di vederlo dal punto panoramico che però è molto distante e non consente di avvicinarsi in quanto separato da un canyon…peccato! Ceniamo infine alla Moab Brewery un micro-birrificio molto carino dove la birra era veramente molto buona. 11° GIORNO MOAB (CANYONLAND, DEAD HORSE POINT) Mattinata a Canyonland un parco dove la natura imbizzarrita ha creato profonde spaccature. Dagli strapiombi in alcune zone del parco si possono vedere quasi 100 miglia in qualsiasi direzione con bellissime vedute panoramiche. Visitiamo la zona più facilmente accessibile a una trentina di miglia da Moab: Island in the Sky con il Buck Canyon, Mesa Arch (20min a piedi) e poi il facile trekking del Grand View Overlook. All’uscita da Canyonland facciamo una sosta al punto panoramico di Dead Horse Point. Da questo fantastico promontorio potrete osservare il fiume Colorado con il suo color verdastro che percorre un anello circolare di rocce rosse, e potrete ammirare il paesaggio che si estende all'infinito. Il panorama è molto bello ma l’orario (le 3 del pomeriggio) non era il più adatto per vederlo e per fotografarlo. Ci concediamo infine un paio d’ore di shopping a Moab fra tutte una delle cittadine che offre qualche negozietto in più rispetto a ore e ore di viaggio in zone praticamente disabitate. 12° GIORNO MOAB-MESA VERDE Ci spostiamo in Colorado per visitare Mesa Verde National Park che comprende un'area in cui sono presenti i resti di numerosi insediamenti costruiti dagli antichi Popoli Ancestrali denominati Anasazi. Si tratta di villaggi costruiti all'interno di rientranze della roccia, denominati cliff-dwellings. Il più noto e il più grande di questi insediamenti è quello denominato Cliff palace. Visitiamo Cliff Palace dove è obbligatorio partecipare a una visita guidata da un ranger ($3 a testa) della durata di circa 1h. Visitiamo successivamente per conto ns la Spruce Tree House dove l’ingresso è libero. Le abitazioni sono molto affascinanti ma avendo già visto delle cose simili in Turchia e in Tunisia non rimaniamo particolarmente colpiti. Ci pentiamo di non essere rimasti ancora un giorno a Moab per fare rafting sul Colorado e fare il trekking che non avevamo fatto al Delicate Arch. Il tragitto in auto però ci riserva l’incontro con un orso nero che ci attraversa la strada e come per incanto l’adrenalina va alle stelle! Non avevamo prenotato la sistemazione in anticipo e ci dobbiamo accontentare di un Motel Super 8 a Cortez la cittadina più vicina a Mesa Verde. Cortez offre poco, anzi alle 4 del pomeriggio era già tutto chiuso, e così non ci resta che riscattarci con una ottima cena e ottima birra nel locale micro-birrificio. 13° GIORNO CORTEZ-MONUMENT VALLEY Sosta a Bluff per visitare ciò che è rimasto delle case dei pionieri ma bisogna dire che noi italiani la poca storia del continente americano fa un po’ sorridere paragonato a ciò che è storico da noi. Arriviamo alla Monument Valley all’ora di pranzo prendiamo possesso del minuscolo bungalow prenotato nel campeggio del parco http://www.gouldings.com/english/campground.htm, e immediatamente ci pentiamo amaramente di non esserci mossi prima a prenotare il lodge che era già da tempo tutto esaurito e così…cerchiamo di stipare le valigie e noi stessi in questo loculo 3mx3m…no comment! La Monument Valley si può visitare in autonomia percorrendo una strada sterrata intervallata da bellissimi punti panoramici o partecipando a una escursione guidata su polverosissimi furgoncini aperti dove non è possibile fotografare se non con una usa e getta per tutta la sabbia che si solleva dallo sterrato; noi consigliamo sicuramente la prima alternativa. Alle 17 ci attende l’emozione più forte: avevamo infatti prenotato un giro a cavallo al tramonto…non ci sono parole per descrivere le sensazioni provate e il colore rosso delle rocce che ci ha mozzato il fiato. Ottima l’assistenza di Tulley della monumentvalley.net che ci ha fatto sentire subito a ns. Agio sulla sella anche se per alcuni di noi era la primissima volta (esperienza consigliatissima!!) 14° GIORNO MONUMENT VALLEY-PAGE Ci spostiamo in Arizona recuperando un ora di fuso orario. Avevamo prenotato il tour delle 11.30 (a detta di tutti l’orario migliore) per vedere l’Antelope Canyon la maggiore attrazione della zona commentata favorevolmente da tutti i racconti di viaggio che avevamo letto. L’Antelope è un canyon largo appena due metri e lungo circa 200, di rocce rosse scolpite in modo incredibile dall'erosione dell'acqua, assumendo forme che assomigliano a onde agitate dal vento. I colori assumono diverse tonalità in base alla posizione del sole. Il costo per visitarlo è abbastanza alto $32 a testa e non si può visitare in autonomia. In completa controtendenza rispetto agli altri per noi sarà una delusione. Il canyon è bello ma affollatissimo, ci sono letteralmente centinaia di persone e l’impressione è quella di essere su un autobus all’ora di punta: spintoni, caos, non c’è tempo per fare le fotografie. Riempito come un uovo dai turisti scaricati dagli autobus granturismo ancora una volta rimpiangiamo di non aver dedicato il ns. Tempo e i ns. Soldi a mete meno frequentate più adatte a noi amanti della natura e della quiete. Nel pomeriggio recuperiamo la forma e un po’ di stanchezza con due ore di sole e bagno nel Colorado River presso il Lake Powell e per concludere in bellezza un breve trekking in salita di circa un miglio ci porta allo spettacolare overview di Horse Shoe Point una fantastica e vertiginossissima veduta di una ansa del Colorado, imperdibile! Non avendo prenotato nulla per la notte ripieghiamo sul Motel Budget Inn piuttosto squallido. 15° GIORNO PAGE-GRAND CANYON Arriviamo in tarda mattinata al Gran Canyon visitando subito tutti i punti panoramici sulla Desert View. Lo spettacolo è imponente. Lasciamo i bagagli al Maswik Lodge, sicuramente non la migliore sistemazione del parco ma molto comodo alla navetta e in ogni caso decoroso. Nel pomeriggio prendiamo la navetta gratuita per visitare le zone interdette alle auto. Ancora una volta durante questo viaggio rimaniamo a bocca aperta. In conclusione di giornata ci fermiamo a a Hopi Point il punto consigliato per il tramonto per un ultimo addio alla natura americana. Ci ristoriamo poi al Pub del lodge mangiando una pizza all’americana ovvero quelle gigantesche che si vedono nei film e che dobbiamo ammettere non era niente male. 16° GIORNO GRAND CANYON-LAS VEGAS Ancora una volta in viaggio direzione Las Vegas da dove abbiamo il volo di rientro in Italia. Una breve deviazione alla Hoover Dam la diga che devia il Colorado per alimentare la città di Las Vegas, un salto alla Cappella of the Flower per l’appuntamento per ritirare le foto del ns. Matrimonio e poi ancora una serata storditi dalle luci di Las Vegas. La città sembra un immenso parco giochi, gli alberghi più famosi ci stupiscono e ci lasciano a bocca aperta come dei bambini. Il Paris con la sua Torre Eiffel, il Venetian con le gondole che navigano nella ricostruzione del Canal Grande, il vulcano che erutta ogni ora nel giardino tropicale del Mirage…semplicemente incredibile! Pernottiamo di nuovo al Bill’s dove ci eravamo trovati bene http://www.billslasvegas.com e ceniamo all’Hard Rock Cafè, un po’ caro ma molto bello il locale e strepitoso l’hamburger. 17° GIORNO LAS VEGAS-ROMA Volo di ritorno sempre effettuato con US Airways con cambio aereo a Charlotte come nel volo di andata. Questo è il nostro resoconto di viaggio, se vi occorrono altre informazioni contattatemi antonella.piccin1@virgilio.it

  2. antonella.p
    , 11/10/2010 12:31
    Un viaggio coinvolgente attraverso il sud ovest degli Stati Uniti che con 6.000 km e un ritmo intenso attraversa 5 Stati: California-Utah-Arizona-Colorado e Nevada. Questo è il racconto del viaggio con i suggerimenti per i Turisti per Caso, per chi vuole visitare i famosi Parchi Nazionali o per chi, come abbiamo fatto noi, decidesse di approfittarne per sposarsi a Las Vegas!

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    <b>1° GIORNO ROMA-SAN FRANCISCO </b>Viaggio lunghissimo effettuato con US Airways, scalo a Charlotte in South Carolina (buona puntualità – servizio a bordo sufficiente) Sapevamo di arrivare stravolti per il lungo viaggio ed essendo in 4 avevamo deciso di prenotare già da casa lo shuttle bus privato per il tragitto aeroporto-hotel; in realtà ci accorgiamo che sarebbe stato meglio prendere 2 taxi anche se sarebbe costato un po’ di più, dato che il furgoncino si è fatto attendere un bel po’. Pernottiamo per due notti al Mayflower Hotel <u>www.sfmayflowerhotel.com</u> un hotel un po’ datato ma caratteristico e in posizione centralissima nella zona di Union Square.

    <b>2° GIORNO S.FRANCISCO</b> Di buon mattino osserviamo la cartina di San Francisco per decidere il nostro itinerario; sembrandoci tutto molto vicino e approfittando della posizione centrale del nostro hotel decidiamo di visitarla a piedi. Alla sera, stanchissimi, ci pentiamo di questa scelta e di non aver fatto l’abbonamento ai mezzi pubblici. La giornata è nuvolosa e fa piuttosto freddo visitiamo: Chinatown, North Beach, Telegraph Hill (assolutamente evitabile), il Pier 39 con la sua colonia di leoni marini, Fischerman’s Whalf e Lombard Street. Non riusciamo invece a visitare Alcatraz in quanto non troviamo posto sul traghetto, la visita andrebbe prenotata in anticipo tramite internet, avevamo deciso di non farlo in quanto non ci interessava particolarmente.
    Sarà la stanchezza, sarà il clima freddo e umido, ma a noi San Francisco non ha entusiasmato particolarmente. Ci è sembrata una brutta copia di una città europea, forse ci eravamo semplicemente fatti un’idea sbagliata immaginandola piena di gente, di giovani e invece, eccetto la zona di downtown, è piuttosto inanimata.

    <b>3° GIORNO S.FRANCISCO-YOSEMITE </b>Buttiamo via la mattinata attendendo la ns. Auto prenotata da Alamo, se decidete di usare questa compagnia (ottima auto nuova ad un buon prezzo) non utilizzate l’agenzia di Bush Street: disorganizzatissima! L’auto era prenotata per le 9 e ci è stata consegnata solo alle 13.
    Arrabbiati per l’inizio di giornata andiamo a visitare il Golden Gate in una bellissima giornata di sole e lo troviamo semplicemente spettacolare! Facciamo poi rotta verso la Sierra Nevada e lo Yosemite. Avevamo prenotato un cottage con due camere da letto e due bagni, cucina e soggiorno con caminetto situato appena fuori Groveland, ultimo paesino sulla strada che da San Francisco porta allo Yosemite. Il riferimento è <u>http://www.yosemiterose.com</u> ed è semplicemente incantevole! Ci sentiamo subito a casa e siamo contenti di pernottare due notti qui. Nella struttura principale ci sono invece delle camere b&b anche queste molto accoglienti.
    Ceniamo all’Iron Saloon nella caratteristica cittadina di Groveland. La notte è fredda circa 0° ma il camino del cottage allieta la ns. Serata.

    <b>4° GIORNO YOSEMITE</b> Giornata dedicata alla visita dello Yosemite, parco molto affascinante ma molto simile alle nostre Dolomiti.
    Compriamo l’abbonamento ai parchi nazionali al costo di $80 per autovettura consigliato se si pensa di visitare almeno tre parchi. Qui visitiamo: le Yosemite Falls (quasi asciutte in questa stagione), la Tunnel View, i panorami dell’Half Dome, facciamo un breve trekking al Mirror Lake (anche lui praticamente asciutto) e nel pomeriggio saliamo allo spettacolare punto panoramico di Glacial Point (la strada è lunga ma il panorama di tutta la Yosemite Valley da qui merita sicuramente il viaggio). Decidiamo invece di non visitare la parte di Mariposa Grove ovvero quella dove ci sono le Sequoie dato che nei prossimi giorni visiteremo il Sequoia National Park.

    <b>5° GIORNO YOSEMITE-SEQUOIA </b>Mattinata di trasferimento direzione Three River dove abbiamo prenotato il motel e dove vogliamo lasciare i bagagli prima della visita al Sequoia National Park. Con il senno di poi questo forse è stato un errore. Da Three River all’ingresso del parco ci sono solo 4 miglia ma gli alberi sono molto distanti dall’ingresso e per arrivarci bisogna salire una strada tortuosissima. Forse era meglio tenere i bagagli allungare direzione Kings Canyon e fare la strada del Sequoia solo in discesa ma…come diceva Oscar Wilde ‘Il senno di poi è una scienza esatta’ e così…
    Il Sequoia National Park ci ha entusiasmato e la Giant Forest emozionato. L’albero più famoso del parco è il Generale Sherman che ha 2.300 anni e che con una circonferenza di 30 metri è l’albero più grande al mondo.
    Gli alberi sono tutti imponenti e bellissimi e per concludere in bellezza la giornata un orso ci attraversa la strada mentre attraversiamo con la ns. Auto il Tunnel Log (un tunnel scavato in una sequoia caduta) e poi, non da meno, è l’emozione del tramonto al Moro Rock un breve trekking con delle splendide vedute sul Monte Whitney che raggiunge i 4.418m ed è il monte più alto d’America (Alaska esclusa). Pernottiamo al <u>www.sequoiamotel.com</u> (un motel un po’ troppo spartano e non troppo pulito) e ceniamo al River View un locale molto caratteristico frequentato dalla gente del posto con musica dal vivo (consigliato!)

    <b>6° GIORNO SEQUOIA-DEATH VALLEY</b> Giornata di spostamento per arrivare alla Death Valley nel tardo pomeriggio anche per evitarne la calura del giorno.
    Lungo la strada facciamo una sosta al Lake Isabella (bei paesaggi) e una deviazione di circa 30miglia per la città fantasma di Randsburg. Il primo impatto con Randsburg ci spiazza: è fatiscente, desolata e anche un po’ inquietante, poi capiamo che è vera e che non è una di quelle ricostruzioni di città abbandonate trasformate in museo con i figuranti. Pranziamo nel saloon di Randsburg molto caratteristico e frequentato da motociclisti che vengono a Randsburg per fare delle uscite fuoristrada.
    Arriviamo su Marte, ovvero alla Death Valley, e il caldo subito ci soffoca. Vediamo il tramonto sulle Mesquite Flat Sand Dunes e siamo costretti ad una cena al sacco dato che l’unico ristorante del parco aveva recentemente preso fuoco ed era inagibile.
    Pernottiamo presso <u>www.stovepipewells.com</u> all’interno del parco, la sistemazione è decorosa ma il rumore dell’aria condizionata è insopportabile, spegnerla è però impossibile dato che nel giro di poco il caldo è opprimente.

    <b>7° GIORNO DEATH VALLEY-LAS VEGAS </b>Ci svegliamo presto per visitare la Death Valley, un po’ per evitare le alte temperature del giorno un po’ perché la ns. Giornata sarà piuttosto intensa dato che oggi è il ‘Grande Giorno’ ovvero il giorno del ns. Matrimonio a Las Vegas!!
    Ma andiamo per ordine: visitiamo Zabrinskie Point (stupendo!), Badwater (è il punto più basso degli Stati Uniti un immenso lago salato…avendo visto già altri paesaggi simili in Tunisia e il Mar Morto non ci colpisce più di tanto), Devils Golf Course, Artist Drive, Dante’s View (bel panorama su tutta la Death Valley).
    Partiamo poi per Las Vegas dove arriviamo per le 13. Alle 17.30 arriva la ns. Limousine che percorrendo la Strip, ovvero la strada principale di Las Vegas quella dai mille alberghi e mille luci, ci porta alla Little Chapel of the Flower dove si terrà il ns. Matrimonio <u>http://www.littlechapel.com</u>. La cerimonia è breve, dura solo 10 minuti ma è stato intensissimo. Nonostante ci siano circa 30 cappelle per matrimoni a Las Vegas e che la cappella che abbiamo scelto celebri circa 40-60 matrimoni al giorno ci hanno fatti sentire come se ci fossimo solo noi. Sono organizzatissimi e molto professionali. I pacchetti offerti per il matrimonio sono molteplici dal più semplice al matrimonio in elicottero sorvolando il Gran Canyon…in fondo siamo a Las Vegas e tutto è possibile!
    Stanchi ma contenti troviamo la forza di fare ancora la foto sotto il famoso cartello Wellcome to Las Vegas, cambiarci e fare a piedi la Strip cenando al ristorante dedicato alla Harley Davidson…non proprio la classica cena nuziale ma nella classico scenario di Sin City.
    Pernottiamo al Bill’s Gambling <u>http://www.billslasvegas.com</u> un ‘piccolo’ albergo se paragonato a quelli con centinaia se non migliaia di stanze che ci sono in questa città, ma con un ottimo prezzo delle belle camere spaziose e pulite e soprattutto in posizione perfettamente centrale sulla Strip.
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    <b>8° GIORNO LAS VEGAS-ZION </b>Oggi entriamo nello Utah e spostiamo gli orologi avanti di un’ora. Attraversiamo lo Zion National Park una prima volta per lasciare i bagagli nel ns. Splendido cottage a Mt Camel dove pernotteremo due giorni e che non avremo più voluto lasciare <u>www.zionmountainresort.com</u>. Il resort è un ranch di allevamento di bisonti, un posto spettacolare e consigliatissimo!
    In auto torniamo nel centro del parco e prendiamo la navetta per visitare la parte del parco interdetta alle auto. Raggiungiamo la zona di Temple di Sinawawa per il facile trekking Riverside Walk, anche se dobbiamo però dire che la vallata che si attraversa in auto è più bella del canyon.
    Ceniamo nel ristorante del resort buono ma a ns. Avviso un po’ troppo pretenzioso.

    <b>9° GIORNO ZION-BRYCE CANYON 145KM-2H</b> Oggi ci attende la visita del Bryce Canyon, un anfiteatro scavato dall’acqua formando centinaia di pinnacoli e hoodos; il Bryce è stato forse la parte più spettacolare di questo viaggio.
    Un primo assaggio dei panorami che ci attendono lo incontriamo già lungo la strada con sosta per la visita al Red Canyon. Seguiamo poi la Scenic Drive e arriviamo al Bryce National Park, veramente sorprendente. Visitiamo con la macchina i vari punti panoramici (Bryce Point, Sunset Point, Inspiration Point) e poi scendiamo nell’anfiteatro del canyon nel Queen Navajo Trail un trekking un po’ faticoso per il gran caldo ma comunque fattibile e che offre scorci straordinari. Le guide consigliano di farlo in senso orario, sembra essere meno faticoso, sinceramente a noi non ci sembra che cambino molto le pendenze, la ripida salita finale si chiama Wall Street dato che i pinnacoli ricordano dei grattacieli e…i grattacieli si sa sono faticosi da scalare!

    <b>10° GIORNO CANYON-MOAB </b>Mattinata di trasferimento, con una breve sosta al San Rafael Reef ,direzione Moab una località molto frequentata<b> </b>da sportivi dato che offre innumerevoli possibilità per effettuare rafting, fuoristrada e mountain bike.
    Noi abbiamo faticato per trovare da dormire anche se ci eravamo mossi con due mesi di anticipo, vi consigliamo quindi di prenotare per tempo. Abbiamo lasciato i ns. Bagagli al ns. Motel <u>www.moabredstone.com</u> dove rimarremo per due giorni, le camere sono un po’ piccole e buie ma è molto ben attrezzato con una piccola cucina, la lavanderia e la zona barbeque. Andiamo poi a visitare l’Arches National Park un piccolo parco a 5miglia da Moab che conserva più di 2000 archi naturali. Visitiamo le seguenti zone del parco: Park Avenue, Balanced Rock, North and South Windows, Double Arch, Turret Arch e per finire il Delicate Arch al tramonto. Causa stanchezza non abbiamo fatto il trekking che porta proprio sotto l’arco e ci siamo pentiti molto, ci siamo accontentati di vederlo dal punto panoramico che però è molto distante e non consente di avvicinarsi in quanto separato da un canyon…peccato! Ceniamo infine alla Moab Brewery un micro-birrificio molto carino dove la birra era veramente molto buona.
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    <b>11° GIORNO MOAB (CANYONLAND, DEAD HORSE POINT)</b> Mattinata a Canyonland un parco dove la natura imbizzarrita ha creato profonde spaccature. Dagli strapiombi in alcune zone del parco si possono vedere quasi 100 miglia in qualsiasi direzione con bellissime vedute panoramiche. Visitiamo la zona più facilmente accessibile a una trentina di miglia da Moab: Island in the Sky con il Buck Canyon, Mesa Arch (20min a piedi) e poi il facile trekking del Grand View Overlook.
    All’uscita da Canyonland facciamo una sosta al punto panoramico di Dead Horse Point. Da questo fantastico promontorio potrete osservare il fiume Colorado con il suo color verdastro che percorre un anello circolare di rocce rosse, e potrete ammirare il paesaggio che si estende all'infinito.
    Il panorama è molto bello ma l’orario (le 3 del pomeriggio) non era il più adatto per vederlo e per fotografarlo.
    Ci concediamo infine un paio d’ore di shopping a Moab fra tutte una delle cittadine che offre qualche negozietto in più rispetto a ore e ore di viaggio in zone praticamente disabitate.

    <b>12° GIORNO MOAB-MESA VERDE </b>Ci spostiamo in Colorado per visitare Mesa Verde National Park che comprende un'area in cui sono presenti i resti di numerosi insediamenti costruiti dagli antichi <u>Popoli Ancestrali</u> denominati <u>Anasazi</u>. Si tratta di villaggi costruiti all'interno di rientranze della roccia, denominati <u>cliff-dwellings</u>. Il più noto e il più grande di questi insediamenti è quello denominato Cliff palace.
    Visitiamo Cliff Palace dove è obbligatorio partecipare a una visita guidata da un ranger ($3 a testa) della durata di circa 1h. Visitiamo successivamente per conto ns la Spruce Tree House dove l’ingresso è libero.
    Le abitazioni sono molto affascinanti ma avendo già visto delle cose simili in Turchia e in Tunisia non rimaniamo particolarmente colpiti. Ci pentiamo di non essere rimasti ancora un giorno a Moab per fare rafting sul Colorado e fare il trekking che non avevamo fatto al Delicate Arch.
    Il tragitto in auto però ci riserva l’incontro con un orso nero che ci attraversa la strada e come per incanto l’adrenalina va alle stelle!
    Non avevamo prenotato la sistemazione in anticipo e ci dobbiamo accontentare di un Motel Super 8 a Cortez la cittadina più vicina a Mesa Verde. Cortez offre poco, anzi alle 4 del pomeriggio era già tutto chiuso, e così non ci resta che riscattarci con una ottima cena e ottima birra nel locale micro-birrificio.

    <b>13° GIORNO CORTEZ-MONUMENT VALLEY </b>Sosta a Bluff per visitare ciò che è rimasto delle case dei pionieri ma bisogna dire che noi italiani la poca storia del continente americano fa un po’ sorridere paragonato a ciò che è storico da noi.
    Arriviamo alla Monument Valley all’ora di pranzo prendiamo possesso del minuscolo bungalow prenotato nel campeggio del parco <u>http://www.gouldings.com/english/campground.htm</u>, e immediatamente ci pentiamo amaramente di non esserci mossi prima a prenotare il lodge che era già da tempo tutto esaurito e così…cerchiamo di stipare le valigie e noi stessi in questo loculo 3mx3m…no comment!
    La Monument Valley si può visitare in autonomia percorrendo una strada sterrata intervallata da bellissimi punti panoramici o partecipando a una escursione guidata su polverosissimi furgoncini aperti dove non è possibile fotografare se non con una usa e getta per tutta la sabbia che si solleva dallo sterrato; noi consigliamo sicuramente la prima alternativa.
    Alle 17 ci attende l’emozione più forte: avevamo infatti prenotato un giro a cavallo al tramonto…non ci sono parole per descrivere le sensazioni provate e il colore rosso delle rocce che ci ha mozzato il fiato. Ottima l’assistenza di Tulley della <u>monumentvalley.net</u> che ci ha fatto sentire subito a ns. Agio sulla sella anche se per alcuni di noi era la primissima volta (esperienza consigliatissima!!)

    <b>14° GIORNO MONUMENT VALLEY-PAGE </b>Ci spostiamo in Arizona recuperando un ora di fuso orario. Avevamo prenotato il tour delle 11.30 (a detta di tutti l’orario migliore) per vedere l’Antelope Canyon la maggiore attrazione della zona commentata favorevolmente da tutti i racconti di viaggio che avevamo letto. L’Antelope è un canyon largo appena due metri e lungo circa 200, di rocce rosse scolpite in modo incredibile dall'erosione dell'acqua, assumendo forme che assomigliano a onde agitate dal vento. I colori assumono diverse tonalità in base alla posizione del sole.
    Il costo per visitarlo è abbastanza alto $32 a testa e non si può visitare in autonomia. In completa controtendenza rispetto agli altri per noi sarà una delusione. Il canyon è bello ma affollatissimo, ci sono letteralmente centinaia di persone e l’impressione è quella di essere su un autobus all’ora di punta: spintoni, caos, non c’è tempo per fare le fotografie. Riempito come un uovo dai turisti scaricati dagli autobus granturismo ancora una volta rimpiangiamo di non aver dedicato il ns. Tempo e i ns. Soldi a mete meno frequentate più adatte a noi amanti della natura e della quiete.
    Nel pomeriggio recuperiamo la forma e un po’ di stanchezza con due ore di sole e bagno nel Colorado River presso il Lake Powell e per concludere in bellezza un breve trekking in salita di circa un miglio ci porta allo spettacolare overview di Horse Shoe Point una fantastica e vertiginossissima veduta di una ansa del Colorado, imperdibile!
    Non avendo prenotato nulla per la notte ripieghiamo sul Motel Budget Inn piuttosto squallido.

    <b>15° GIORNO PAGE-GRAND CANYON </b>Arriviamo in tarda mattinata al Gran Canyon visitando subito tutti i punti panoramici sulla Desert View. Lo spettacolo è imponente.
    Lasciamo i bagagli al Maswik Lodge, sicuramente non la migliore sistemazione del parco ma molto comodo alla navetta e in ogni caso decoroso.
    Nel pomeriggio prendiamo la navetta gratuita per visitare le zone interdette alle auto. Ancora una volta durante questo viaggio rimaniamo a bocca aperta. In conclusione di giornata ci fermiamo a a Hopi Point il punto consigliato per il tramonto per un ultimo addio alla natura americana. Ci ristoriamo poi al Pub del lodge mangiando una pizza all’americana ovvero quelle gigantesche che si vedono nei film e che dobbiamo ammettere non era niente male.

    <b>16° GIORNO GRAND CANYON-LAS VEGAS </b>Ancora una volta in viaggio direzione Las Vegas da dove abbiamo il volo di rientro in Italia. Una breve deviazione alla Hoover Dam la diga che devia il Colorado per alimentare la città di Las Vegas, un salto alla Cappella of the Flower per l’appuntamento per ritirare le foto del ns. Matrimonio e poi ancora una serata storditi dalle luci di Las Vegas. La città sembra un immenso parco giochi, gli alberghi più famosi ci stupiscono e ci lasciano a bocca aperta come dei bambini. Il Paris con la sua Torre Eiffel, il Venetian con le gondole che navigano nella ricostruzione del Canal Grande, il vulcano che erutta ogni ora nel giardino tropicale del Mirage…semplicemente incredibile! Pernottiamo di nuovo al Bill’s dove ci eravamo trovati bene <u>http://www.billslasvegas.com</u> e ceniamo all’Hard Rock Cafè, un po’ caro ma molto bello il locale e strepitoso l’hamburger.

    <b>17° GIORNO LAS VEGAS-ROMA </b>Volo di ritorno sempre effettuato con US Airways<b> </b>con cambio aereo a Charlotte come nel volo di andata.
    Questo è il nostro resoconto di viaggio, se vi occorrono altre informazioni contattatemi <u>antonella.piccin1@virgilio.it</u>