1. 3: Publiredazionale

    di , il 29/9/2010 13:18

    L’OASI AFFACCIATA SUL MARE

    Gabés è la prima città costiera del sud tunisino e si estende tra il mare, il deserto e un’oasi molto bel­la con oltre 350.000 piante, che si prolunga fino al­la riva del Mediterraneo. È un raro esempio di oa­si marina, circondata per tre lati dal deserto e con il quarto affacciato sul mare. Benché sia una città co­stiera, in realtà è orientata verso la palmeraie che la circonda; inizia sulla costa e termina più di 4 km a ovest nell’oasi di Chenini. Il palmeto è splendido durante la stagione dei melograni, novembre/di­cembre, quando gli alberi si piegano sotto il peso dei frutti color rubino. Nel vecchio quartiere di Jara si trova la grande piazza dove si svolge il mercato e dove un tempo si affollavano le carovane che ve­nivano dall’Africa Centrale. Intorno all’entrata tro­verete gerle piene di henné, la tintura vegetale per cui Gabés è rinomata. Nel quartiere di Boulbaba si trova la moschea di Sidi Boulbaba, che contiene la tomba del santo che fu il barbiere di Maometto. Da Gabés è d’obbligo recarsi alla barriera montuo­sa del Jabel Dahar, confine della terra dei Berberi.

    CHOTT EL-JERID, IL DESERTO DI SALE

    Una depressione bianchissima e salata, un im­menso lago sterile: è Chott el-Jerid, un’enorme distesa ricoperta di una crosta salina con uno spessore che arriva ai 5 millimetri, uno specchio composto da cristalli di cloruro di sodio che scompongono e riflettono la luce in tutte le sfumature possibili, scricchiolando sotto le scarpe dei turisti che si avventurano sui suoi quasi 5000 kmq. Qui appaiono, come per magia, i miraggi e gli effetti ottici chiamati “fata morgana”, che nascono dalla rifrazione diseguale della luce attraverso strati atmosferici di diverso calore. Le acque ristagnanti al di sotto del sale danno vita alle meravigliose oasi di cui il Chott è costellato, Tozeur, Nefta. Intorno, alcuni tratti di dune si alternano a sculture di pie­tra modellate dal vento in forme di strani anima­li. Per fare ritorno a Tozeur si può attraversarlo nel­la parte settentrionale percorrendo una pista alta 2 metri. A volte il sale si accumula in grandi dune ai bordi della strada, dando l’impressione di guidare in mezzo alla neve. Un'esperienza imperdibile, mi­raggio di questa terra magica.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 29/9/2010 13:18
    <h3><b>L’OASI AFFACCIATA SUL MARE</b></h3>
    Gabés è la prima città costiera del sud tunisino e si estende tra il mare, il deserto e un’oasi molto bel­la con oltre 350.000 piante, che si prolunga fino al­la riva del Mediterraneo. È un <b>raro esempio di oa­si marina, circondata per tre lati dal deserto e con il quarto affacciato sul mare</b>. Benché sia una città co­stiera, in realtà è orientata verso la palmeraie che la circonda; inizia sulla costa e termina più di 4 km a ovest nell’oasi di Chenini. <b>Il palmeto è splendido durante la stagione dei melograni, novembre/di­cembre, quando gli alberi si piegano sotto il peso dei frutti color rubino</b>.
    Nel vecchio quartiere di Jara si trova la grande piazza dove si svolge il mercato e dove un tempo si affollavano le carovane che ve­nivano dall’Africa Centrale. Intorno all’entrata <b>tro­verete gerle piene di henné, la tintura vegetale per cui Gabés è rinomata</b>.
    Nel quartiere di Boulbaba si trova la moschea di Sidi Boulbaba, che contiene la tomba del santo che fu il barbiere di Maometto. Da Gabés è d’obbligo recarsi alla barriera montuo­sa del Jabel Dahar, confine della terra dei Berberi.

    <h3><b>CHOTT EL-JERID, IL DESERTO DI SALE</b></h3>
    Una depressione bianchissima e salata, un im­menso lago sterile: è Chott el-Jerid, <b>un’enorme distesa ricoperta di una crosta salina con uno spessore che arriva ai 5 millimetri</b>, uno specchio composto da cristalli di cloruro di sodio che scompongono e riflettono la luce in tutte le sfumature possibili, scricchiolando sotto le scarpe dei turisti che si avventurano sui suoi quasi 5000 kmq. Qui appaiono, come per magia, i miraggi e gli effetti ottici chiamati “fata morgana”, che nascono dalla rifrazione diseguale della luce attraverso strati atmosferici di diverso calore. <b>Le acque ristagnanti al di sotto del sale danno vita alle meravigliose oasi di cui il Chott è costellato, Tozeur, Nefta</b>. Intorno, alcuni tratti di dune si alternano a sculture di pie­tra modellate dal vento in forme di strani anima­li. Per fare ritorno a Tozeur si può attraversarlo nel­la parte settentrionale percorrendo una pista alta 2 metri. <b>A volte il sale si accumula in grandi dune ai bordi della strada, dando l’impressione di guidare in mezzo alla neve</b>.
    Un'esperienza imperdibile, mi­raggio di questa terra magica.