1. 1: Weekend

    di , il 24/9/2010 15:28

    Chiamarla Biennale è riduttivo. Per quasi tre mesi, fino al 21 novembre, Venezia diventa la capitale mondiale dell’arte del costruire. Ma non solo: la XXII Mostra internazionale di architettura (www.labiennale.org), dal titolo People meet in architecture è la linea di frontiera fra arte, tecnologia e filosofia, appuntamento per attori provenienti da ogni parte del pianeta, architetti, designer, artisti, storici, critici. Un calendario fitto di mostre e incontri collaterali aperti al pubblico, invitato a scoprire dolcemente gli angoli nascosti della città lagunare, i consueti spazi della mostra – gli storici Padiglioni, i Giardini e l’Arsenale, armonizzati in un unico percorso espositivo – e i luoghi appena riaperti dopo importanti interventi di restauro: la sede storica della Biennale, Ca' Giustinian, l’edificio quattrocentesco che si affaccia sul Bacino di San Marco proprio di fronte all’ingresso del Canal Grande, nonché la Biblioteca dell’Archivio storico delle Arti Contemporanee (Asac) e il Palazzo delle Esposizioni (l’ex Padiglione Italia ai Giardini), destinato a diventare il fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri padiglioni.

    Tremilacinquecento metri quadrati tra spazi espositivi, bookstore, caffetteria e area educational aperta a studiosi e studenti, il cui allestimento è stato curato da artisti di spicco come Tobias Rehberger (autore della caffetteria), vincitore del Leone d’oro per il migliore artista della 53esima edizione dell’Esposizione internazionale d’arte. Sotto la direzione di Kazuyo Sejima, il grande architetto (donna) giapponese che quest’anno ha vinto il prestigioso Pritzker Architecture Prize, considerato il Nobel dell’architettura, la Biennale 2010 ha i numeri in regola per attirare migliaia di visitatori: 46 soggetti partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo, 56 partecipazioni nazionali tra cui Albania, Bahrain, Iran, Malesia, Marocco, Ruanda e Thailandia, per la prima volta a Venezia.

    l’esordio di un'archistar

    «Il primo decennio del ventunesimo secolo si sta chiudendo in un susseguirsi di cambiamenti radicali», afferma Kazuyo Sejima, 54 anni, prima donna a dirigere la mostra e coautrice insieme a Ryue Nishizawa del New Museum of Contemporary art di New York e del nuovo Louvre a Lens, in Francia. «In questo contesto in rapida evoluzione, l’architettura può farsi portavoce di nuovi valori e stili di vita? Questa mostra è l’occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell’architettura».

    Nel caleidoscopio della Biennale, in effetti, i punti di vista e gli stili si moltiplicano all’infinito, come in un gioco di specchi. Matthias Schuler di Transsolar, in collaborazione con Tetsuo Kondo, propone una nuvola di dimensioni reali. Per la sua natura indefinita, l’installazione stimola una nuova interpretazione dello spazio da parte dello spettatore. Il paesaggista Piet Oudolf, invece, è stato chiamato a realizzare un giardino che conclude il percorso espositivo dell’Arsenale, luogo magico di incontro per i visitatori della mostra. E ancora, il video di Fiona Tan documenta i progetti del duo Sejima-Nishizawa per le isole del Mare Interno di Seto, in Giappone, in cui architettura, paesaggio, arte e società formano un’unione armonica. Mentre Hans Ulrich Obrist si aggirerà nei luoghi della mostra per raccogliere una serie di videointerviste tra i partecipanti, stimolando la curiosità del pubblico.

    Il Padiglione Italia, inoltre, ospita l’esposizione Ailati. Riflessi dal futuro, ideata da Luca Molinari milanese, classe 1966. Un gioco di parole dove «Italia» si guarda allo specchio e i contenuti propongono una visione dell’architettura come arte civile, attenta alla realtà e alla gente, capace di produrre soluzioni per una società inquieta, in continua evoluzione. La sezione Amnesia del presente. Italia 1990-2010 ripercorre gli ultimi vent’anni dell’architettura italiana attraverso immagini e testimonianze, dai grandi maestri del secondo dopoguerra (Sottsass, Zevi, Magistretti) fino alle nuove generazioni di architetti (Piano, Fuksas, Gregotti, Rossi, Portoghesi, Purini). Mentre la sezione centrale della mostra dedicata al presente, Laboratorio Italia, presenta le opere costruite nel nostro Paese negli ultimi anni, suddivise in dieci aree tematiche. In mostra, i progetti per quartieri residenziali nelle periferie italiane e i piani di conversione dei beni confiscati alle mafie, le piazze dalla fisionomia innovativa, i disegni degli studi italiani impegnati in Africa nel mondo della cooperazione internazionale, i tentativi di progettare edifici residenziali di qualità a meno di mille euro al metro quadrato. «La Biennale avrà raggiunto il suo scopo se riuscirà a immaginare le direzioni verso le quali si sta muovendo la società e i sogni che il futuro renderà possibili», è il bilancio del suo direttore.

    serenissima LAguna

    Canali, calli e campielli. La fine dell’estate è un momento d’oro per visitare Venezia. La città si illumina di grandi eventi, senza mai perdere il fascino che la contraddistingue La città d’acqua ha mille volti e ogni giorno vince la sfida con la natura, da secoli. Precaria e eterna, miracolo di arte e tecnologia, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Basta un colpo d’occhio per conoscere Venezia, il dettaglio racconta l’universale: da quasi mille anni Rialto è sede del Mercato, tessuto urbano fitto di edifici monumentali, abitazioni, attività artigiane, negozi, osterie. Un tempo l’insula realtina era il centro operativo dell’immenso impero commerciale della Serenissima: uffici, banche, botteghe, magazzini, locande. Qui, in Campo Bella Vienna 205, oggi si può fare un salto all’Appartamento, showroom del produttore di mobili di design Lago e vera casa aperta alla città, dove lo staff dell’azienda accoglie i visitatori come ospiti, mentre un cuoco prepara spuntini e merende tra degustazioni e spettacoli. Per muoversi liberamente, Venice card Transport & Culture (call center 0412424), è la carta sconti che garantisce utilizzo illimitato del trasporto pubblico, ingresso gratuito in tutti i Musei Civici Veneziani, nelle 16 chiese del Circuito Chorus, nella Fondazione Querini Stampalia e nel Museo Ebraico.

    Cosa vedere:

    • Fondazione Querini Stampalia
    Conserva il patrimonio dell’antica famiglia patrizia. Sede della biblioteca civica del centro storico e del museo d’ambiente. Negli anni ’60 Carlo Scarpa restaurò pianterreno e giardino, di recente l’architetto Botta ha progettato bookshop e caffetteria. www.querinistampalia.it

    • Punta della Dogana
    L’ex porto monumentale della città, restaurato dall’archistar giapponese Tadao Ando, oggi è Centro d’arte contemporanea. Per tutto il 2010 si può visitare la mostra Mapping the studio: artists from the François Pinault Collection. www.palazzograssi.it

    Room service

    • Hotel Sant’Elena (Calle Buccari 10, tel. 041 2717811)
    Ricavato da un antico convento, l’Hotel Sant’Elena (4 stelle) deve il suo nome all’isola nel cuore di Venezia. Anche se si trova a pochi minuti dai giardini della Biennale, resta fuori dai circuiti turistici. L’albergo, che si sviluppa intorno al giardino interno, luogo ideale per il relax. www.hotelsantelena.com

    • Palazzina Grassi (San Marco 3247, tel. 041 5284644)
    Più che un hotel, Palazzina Grassi (5 stelle lusso) è un tempio del design in una palazzina del 500 affacciata sul Canal Grande. Primo albergo in Italia progettato da Philippe Starck propone soluzioni hi-tech e materiali della tradizione per 16 camere e 6 suite. www.palazzinagrassi.it

    Food

    • Osteria Al Garanghelo (Via Garibaldi 1621, tel. 041 5204967)
    In dialetto veneziano garanghèlo è la riunione tra amici che pranzano insieme e si divertono. L’Osteria propone piatti tipici della cucina veneziana preparati con prodotti provenienti dallo storico mercato di Rialto. Specialità: sarde in saor, lasagne con capesante e radicchio trevisano. www.garanghelo.com

    • Ristorante Corte Sconta (Castello 3886, Calle del Pestrin, tel. 041 5227024)
    Corte Sconta fa parte dell’associazione dei ristoranti della buona accoglienza di Venezia, sedici locali accomunati dalla volontà di valorizzare i prodotti del territorio. Specialità: vongole allo zenzero, granseola, baccalà mantecato, sarde in saor.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 24/9/2010 15:28
    Chiamarla Biennale è riduttivo. Per quasi tre mesi, fino al <b>21 novembre</b>, <b>Venezia </b>diventa la capitale mondiale dell’arte del costruire. Ma non solo: la XXII Mostra internazionale di architettura (www.labiennale.org), dal titolo <b><i>People meet in architecture</i></b> è la linea di frontiera fra arte, tecnologia e filosofia, appuntamento per attori provenienti da ogni parte del pianeta, architetti, designer, artisti, storici, critici. Un calendario fitto di mostre e incontri collaterali aperti al pubblico, invitato a scoprire dolcemente gli angoli nascosti della città lagunare, i consueti spazi della mostra – gli storici Padiglioni, i Giardini e l’Arsenale, armonizzati in un unico percorso espositivo – e i luoghi appena riaperti dopo importanti interventi di restauro: la sede storica della Biennale, <b>Ca' Giustinian</b>, l’edificio quattrocentesco che si affaccia sul Bacino di San Marco proprio di fronte all’ingresso del Canal Grande, nonché la <b>Biblioteca dell’Archivio storico delle Arti Contemporanee</b> (Asac) e il <b>Palazzo delle Esposizioni</b> (l’ex Padiglione Italia ai Giardini), destinato a diventare il fulcro di attività permanenti e punto di riferimento per gli altri padiglioni.

    Tremilacinquecento metri quadrati tra spazi espositivi, bookstore, caffetteria e area educational aperta a studiosi e studenti, il cui allestimento è stato curato da artisti di spicco come <b>Tobias Rehberger</b> (autore della caffetteria), vincitore del Leone d’oro per il migliore artista della 53esima edizione dell’Esposizione internazionale d’arte. Sotto la direzione di <b>Kazuyo Sejima,</b> il grande architetto (donna) giapponese che quest’anno ha vinto il prestigioso <b><i>Pritzker Architecture Prize</i></b>, considerato il Nobel dell’architettura, la Biennale 2010 ha i numeri in regola per attirare migliaia di visitatori:<b> 46 soggetti </b>partecipanti tra studi, architetti, ingegneri e artisti da tutto il mondo, <b>56 partecipazioni nazionali </b>tra cui Albania, Bahrain, Iran, Malesia, Marocco, Ruanda e Thailandia, per la prima volta a Venezia.

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    l’esordio di un'archistar</h3>
    «Il primo decennio del ventunesimo secolo si sta chiudendo in un susseguirsi di cambiamenti radicali», afferma Kazuyo Sejima, 54 anni, prima donna a dirigere la mostra e coautrice insieme a Ryue Nishizawa del <i>New Museum of Contemporary art di New York</i> e del nuovo Louvre a Lens, in Francia. «In questo contesto in rapida evoluzione, l’architettura può farsi portavoce di nuovi valori e stili di vita? Questa mostra è l’occasione per sperimentare le molteplici possibilità dell’architettura».

    Nel caleidoscopio della Biennale, in effetti, i punti di vista e gli stili si moltiplicano all’infinito, come in un gioco di specchi. <b>Matthias Schuler</b> di <b>Transsolar</b>, in collaborazione con <b>Tetsuo Kondo</b>, propone una nuvola di dimensioni reali. Per la sua natura indefinita, l’installazione stimola una nuova interpretazione dello spazio da parte dello spettatore. Il paesaggista <b>Piet Oudolf</b>, invece, è stato chiamato a realizzare un giardino che conclude il percorso espositivo dell’Arsenale, luogo magico di incontro per i visitatori della mostra. E ancora, il video di <b>Fiona Tan</b> documenta i progetti del duo <b>Sejima-Nishizawa</b> per le isole del Mare Interno di Seto, in Giappone, in cui architettura, paesaggio, arte e società formano un’unione armonica. Mentre <b>Hans Ulrich Obrist</b> si aggirerà nei luoghi della mostra per raccogliere una serie di videointerviste tra i partecipanti, stimolando la curiosità del pubblico.

    Il <b>Padiglione Italia</b>, inoltre, ospita l’esposizione Ailati. Riflessi dal futuro, ideata da<b> Luca Molinari</b> milanese, classe 1966. Un gioco di parole dove «Italia» si guarda allo specchio e i contenuti propongono una visione dell’architettura come arte civile, attenta alla realtà e alla gente, capace di produrre soluzioni per una società inquieta, in continua evoluzione. La sezione Amnesia del presente. Italia 1990-2010 ripercorre gli ultimi vent’anni dell’architettura italiana attraverso immagini e testimonianze, dai grandi maestri del secondo dopoguerra (Sottsass, Zevi, Magistretti) fino alle nuove generazioni di architetti (Piano, Fuksas, Gregotti, Rossi, Portoghesi, Purini).
    Mentre la sezione centrale della mostra dedicata al presente, Laboratorio Italia, presenta le opere costruite nel nostro Paese negli ultimi anni, suddivise in dieci aree tematiche. In mostra, i progetti per quartieri residenziali nelle periferie italiane e i piani di conversione dei beni confiscati alle mafie, le piazze dalla fisionomia innovativa, i disegni degli studi italiani impegnati in Africa nel mondo della cooperazione internazionale, i tentativi di progettare edifici residenziali di qualità a meno di mille euro al metro quadrato. «La Biennale avrà raggiunto il suo scopo se riuscirà a immaginare le direzioni verso le quali si sta muovendo la società e i sogni che il futuro renderà possibili», è il bilancio del suo direttore.

    <h3>serenissima LAguna</h3>
    <i><b>Canali, calli e campielli. La fine dell’estate è un momento d’oro per visitare Venezia. La città si illumina di grandi eventi, senza mai perdere il fascino che la contraddistingue</b></i>
    La città d’acqua ha mille volti e ogni giorno vince la sfida con la natura, da secoli. Precaria e eterna, miracolo di arte e tecnologia, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Basta un colpo d’occhio per conoscere Venezia, il dettaglio racconta l’universale: da quasi mille anni <b>Rialto </b>è sede del Mercato, tessuto urbano fitto di edifici monumentali, abitazioni, attività artigiane, negozi, osterie. Un tempo l’insula realtina era il centro operativo dell’immenso impero commerciale della Serenissima: uffici, banche, botteghe, magazzini, locande. Qui, in Campo Bella Vienna 205, oggi si può fare un salto all’Appartamento, showroom del produttore di mobili di design Lago e vera casa aperta alla città, dove lo staff dell’azienda accoglie i visitatori come ospiti, mentre un cuoco prepara spuntini e merende tra degustazioni e spettacoli. Per muoversi liberamente, Venice card Transport & Culture (call center 0412424), è la carta sconti che garantisce utilizzo illimitato del trasporto pubblico, ingresso gratuito in tutti i Musei Civici Veneziani, nelle 16 chiese del Circuito Chorus, nella Fondazione Querini Stampalia e nel Museo Ebraico.

    <b>Cosa vedere:</b>



    <ul><li><b>Fondazione Querini Stampalia</b></li></ul>
    Conserva il patrimonio dell’antica famiglia patrizia. Sede della biblioteca civica del centro storico e del museo d’ambiente. Negli anni ’60 Carlo Scarpa restaurò pianterreno e giardino, di recente l’architetto Botta ha progettato bookshop e caffetteria.
    www.querinistampalia.it



    <ul><li><b>Punta della Dogana</b></li></ul>L’ex porto monumentale della città, restaurato dall’archistar giapponese Tadao Ando, oggi è Centro d’arte contemporanea. Per tutto il 2010 si può visitare la mostra Mapping the studio: artists from the François Pinault Collection.
    www.palazzograssi.it

    <b>Room service</b>



    <ul><li><b>Hotel Sant’Elena </b>(Calle Buccari 10, tel. 041 2717811)
    </li></ul>Ricavato da un antico convento, l’Hotel Sant’Elena (4 stelle) deve il suo nome all’isola nel cuore di Venezia. Anche se si trova a pochi minuti dai giardini della Biennale, resta fuori dai circuiti turistici. L’albergo, che si sviluppa intorno al giardino interno, luogo ideale per il relax.
    www.hotelsantelena.com



    <ul><li><b>Palazzina Grassi</b> (San Marco 3247, tel. 041 5284644)</li></ul>Più che un hotel, Palazzina Grassi (5 stelle lusso) è un tempio del design in una palazzina del 500 affacciata sul Canal Grande. Primo albergo in Italia progettato da Philippe Starck propone soluzioni hi-tech e materiali della tradizione per 16 camere e 6 suite. www.palazzinagrassi.it

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    <b>Food</b>



    <ul><li><b>Osteria Al Garanghelo</b> (Via Garibaldi 1621, tel. 041 5204967)</li></ul>In dialetto veneziano <i>garanghèlo </i>è la riunione tra amici che pranzano insieme e si divertono. L’Osteria propone piatti tipici della cucina veneziana preparati con prodotti provenienti dallo storico mercato di Rialto. Specialità: sarde in saor, lasagne con capesante e radicchio trevisano. www.garanghelo.com



    <ul><li><b>Ristorante Corte Sconta</b> (Castello 3886, Calle del Pestrin, tel. 041 5227024)</li></ul>Corte Sconta fa parte dell’associazione dei ristoranti della buona accoglienza di Venezia, sedici locali accomunati dalla volontà di valorizzare i prodotti del territorio. Specialità: vongole allo zenzero, granseola, baccalà mantecato, sarde in saor.