1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 16/9/2010 16:10

    Il Perù non finisce mai di stupire. Spesso le strade sono impossibili, ma il paesaggio è mozzafiato, commovente: cormorani, leoni marini, pinguini, foche e pellicani riposano al sole, sulle rocce, o volano a pelo d’acqua per pescare nel blu intenso dell’oceano, che contrasta con il giallo deciso di una terra mai bagnata dall’acqua; spianate di verde, montagne dai mille colori, vigogne, pecore e lama liberamente al pascolo ovunque; clima e vegetazione tropicali nella zona del Machu Picchu…

    E poi la gente di questi pueblos, che risulta così affascinante ai nostri occhi… donne e bimbe vestono i loro coloratissimi abiti tradizionali dalle gonne larghe e dai cappelli buffi. Tutti si muovono a piedi su strade sterrate per kilometri, mentre portano a casa ciò che hanno comprato nel centro, nascosto dentro le loro sacche dai colori sgargianti, legate alla schiena. Bimbi e uomini accompagnano il loro piccolo gregge, solitamente vestiti di bianco e nero. Caratterizzano i loro volti e il loro incedere pacatezza, serafica tranquillità, adorabile ed amichevole cordialità disinteressata e gentilezza disarmante. Un popolo orgoglioso e fiero, così come lo furono i suoi antenati, grazie anche a quel meraviglioso rapporto che esso ancora mantiene con gli elementi naturali.

    Ho impresso nella memoria il sorriso e le chiacchiere di Faustina e delle sue amiche, che ci guardavano e commentavano chissà cosa di noi. E’ la prospettiva rovesciata: loro, dall’alto della loro purezza povera e fiera, guardano noi, un po’ tutti uguali, un po’ tutti diffidenti e impacciati di fronte a quella semplicità a cui non siamo più abituati. Tutti sorridiamo, curiosi verso l’altro, che ciascuno di noi osserva attraverso i propri parametri culturali, i propri riferimenti concettuali. Ma in realtà ciò che ci viene chiesto è la sospensione del giudizio, è uscire per una volta dai nostri meccanismi di categorizzazione per adottare un pensiero divergente, che accolga la diversità in modo autentico e gratuito. Così abbiamo cercato di fare noi in questo viaggio e per questo siamo stati così bene.

  2. cavalla pazza
    , 16/9/2010 16:10
    Il Perù non finisce mai di stupire. Spesso le strade sono impossibili, ma il paesaggio è mozzafiato, commovente: cormorani, leoni marini, pinguini, foche e pellicani riposano al sole, sulle rocce, o volano a pelo d’acqua per pescare nel blu intenso dell’oceano, che contrasta con il giallo deciso di una terra mai bagnata dall’acqua; spianate di verde, montagne dai mille colori, vigogne, pecore e lama liberamente al pascolo ovunque; clima e vegetazione tropicali nella zona del Machu Picchu…
    E poi la gente di questi pueblos, che risulta così affascinante ai nostri occhi… donne e bimbe vestono i loro coloratissimi abiti tradizionali dalle gonne larghe e dai cappelli buffi. Tutti si muovono a piedi su strade sterrate per kilometri, mentre portano a casa ciò che hanno comprato nel centro, nascosto dentro le loro sacche dai colori sgargianti, legate alla schiena. Bimbi e uomini accompagnano il loro piccolo gregge, solitamente vestiti di bianco e nero. Caratterizzano i loro volti e il loro incedere pacatezza, serafica tranquillità, adorabile ed amichevole cordialità disinteressata e gentilezza disarmante. Un popolo orgoglioso e fiero, così come lo furono i suoi antenati, grazie anche a quel meraviglioso rapporto che esso ancora mantiene con gli elementi naturali.
    Ho impresso nella memoria il sorriso e le chiacchiere di Faustina e delle sue amiche, che ci guardavano e commentavano chissà cosa di noi. E’ la prospettiva rovesciata: loro, dall’alto della loro purezza povera e fiera, guardano noi, un po’ tutti uguali, un po’ tutti diffidenti e impacciati di fronte a quella semplicità a cui non siamo più abituati. Tutti sorridiamo, curiosi verso l’altro, che ciascuno di noi osserva attraverso i propri parametri culturali, i propri riferimenti concettuali. Ma in realtà ciò che ci viene chiesto è la sospensione del giudizio, è uscire per una volta dai nostri meccanismi di categorizzazione per adottare un pensiero divergente, che accolga la diversità in modo autentico e gratuito. Così abbiamo cercato di fare noi in questo viaggio e per questo siamo stati così bene.