1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 1/9/2010 09:44

    Mi era già capitato di andare in Spagna, ma non so perché avevo sempre snobbato l’idea di visitare Barcellona, “troppo commerciale” dicevo tra me e me…ora che son rientrato da una settimana son sempre più convinto di aver fatto un errore a trascurarla così a lungo! Barcellona è stramba, multiforme, attiva…bella!!!! Il mio viaggio verso la città catalana nasce un po’ così, a caso, progettato circa un paio di settimane prima…volo diretto…residenza nel quartiere Eixample, zona centrale ma residenziale, bella, abbastanza tranquilla tutto sommato… Arrivo a Barcellona poco prima di pranzo in un giorno di pieno agosto, cielo terso, sembra quasi voglia diluviare, e invece dopo un’oretta uscirà un gran sole! Primo dubbio…aerobus o treno per arrivare dall’aeroporto El Prat al centro città?:) Io ho provato il treno all’andata mentre al ritorno l’aerobus. In internet lessi che l’aerobus si può prendere solo dal Terminal 1 (quello più nuovo e grande), ma invece io l’ho visto anche al terminal 2, forse lì faranno meno corse non so. Cmq per prendere il treno bisogna andare al terminal 2, quindi prendere una navetta interna dell’aeroporto se atterrate al terminal 1, e scendere poi giù alla stazione. Vi sono tipo un paio di corse ogni ora, mentre posso dire che di aerobus ne passano a bizzeffe e portano cmq al centro, a plaza catalunya. Il treno sta un po’ in meno, mentre aerobus andata circa 5 euro, se fatto sin da subito andata e ritorno 8 euro e rotti. Alla fine secondo per me risparmiare un paio di euro non vale la pena aspettare il treno! È anche più stancante…cmq giusto per info, per chi prendesse il treno ricordo che dalla stazione dell’aeroporto verso il centro città il famoso biglietto T10 è valido. Consiglio cmq di farlo, è conveniente, permette di fare 10 corse e non è personale come biglietto…se si considera che ogni corsa in metro sta 1,40 €! Tutto le attrattive della città sono nella fascia 1, quindi non preoccupatevi…

    Cosa vedere a Barcellona...?

    Direi che a Barcellona c’è davvero tanto da vedere…le visite che secondo me seppur scontate sono un “must” sono La Sagrada Familia e il Parc Guell. Nonostante i ripetuti rallentamenti ai lavori, la Sagrada Familia prosegue il suo percorso verso il cielo,a più di 80 anni della morte del suo genio: Antoni Gaudì. Bellissimi i particolari delle facciate che rappresentano la Natività, la Passione e la Gloria di Cristo. Da vedere è anche la Cripta sotto la chiesa, dove è sepolto Gaudì, molti non riescono a visitare questa zona, perché da come mi è stato spiegato è accessibile solo la mattina fino alle 10. Andate molto presto, perché la fila è davvero lunga, e se poi deciderete di salire con le ascensori su in alto da dove potrete godere di una bella vista sulla città, beh allora un’altra fila! All’entrata di Parc Guell verrete perdonati se penserete di trovarvi di fronte un fiabesco set disneyano! I due padiglioni in pietra che stanno ai lati dei cancelli in ferro sembrano due case di marzapane sormontate da generose quantità di glassa, rappresa nelle formepiù curiose. In realtà il progetto originario era del tutto diverso, era stata progettata una sorte di città-giardino che avrebbe ospitato circa 60 abitazioni per il ceto benestante, ma dopo la costruzione di solo due case l’interesse declinò e così la cittadinanza si ritrovò con un parco stravagante e fantasioso per passeggiare e godersi lo splendido panorama della città verso il Mediterraneo. Scale conducono alla Sala Hipostila, una foresta di 86 pesanti colonne che sostengono una pesante piattaforma. Le colonne esterne, inclinate verso l’interno, guidano lo sguardo verso l’alto, al soffitto rivestito in ceramica di quel che avrebbe dovuto essere il mercato della città-giardino. La terrazza sovrastante è un ottimo belvedere sulla città e panchine in ceramica lucida ricordano le spire di un lungo serpente. Dirigendosi verso est del giardino si nota un edificio di colore rosa, è la casa-museo Gaudì, dove l’artista visse per vari periodi. Per arrivare al Parc Guell prendete la metro L3, linea verde, e scendere a Lesseps, da lì 1200 metri vi separano dal parco, se come me li fate in piena estate…preparatevi a un bagno di sudore! Un po’ mi son stancato per arrivare, ma ancora più stancante potrebbe essere arrivare al Tibidabo, a meno che, come me, non verrete accompagnati in auto. E’ il punto più alto sovrastante Barcellona. Qui vi è la Cattedrale del Sacro Cuore (progettata per rivaleggiare con il Sacro Cuore di Parigi) e il Parco d’attrazioni, l’unico rimasto in città, anche se conserva ancora un po’ un aspetto in vecchio stile.

    Montjuic (a parte il crinale montuoso che culmina con Tibidabo) è l’unica cima di altezza significativa in città. Da una parte è sempre stato considerato un tranquillo luogo di svago per sottrarsi dalla calca cittadina, dall’altro sito di cerimonie ufficiali. Nel 1929 infatti fu scelto per ospitare il rito d’apertura dell’esposizione mondiale e nel 1992 quello dei giochi olimpici. Infatti qui potrete visitare tutta la zona denominata “anella olimpica”, molto bella! Mentre scendendo verso i giardini del parco vedrete il pomposo Palau Nacional, che oggi ospita un eccellente museo d’arte. Al di sotto c’è l’avinguda Maria Cristina, che ancora oggi è adornata dai padiglioni adibiti alla fiera. Sempre qui in zona potrete visitare il Poble Espanyol, una piccola cittadina in miniatura che riproduce le copie di progetti architettonici nazionali. Ma la cosa che mi ha davvero colpito è stato lo spettacolo della Fontana Magica, la fontana che si trova al centro della piazza. Di sera un ventaglio di fasci di luce squarcia il buio spuntando da dietro l’edificio di Palau Nacional, all’improvviso, un singolare e colorato spettacolo ha luogo sulle terrazze sottostanti. Giochi di acqua e di luce, spettacoli che durano circa 15 minuti, anche al suon di musica! A ritmo di musica l’acqua cambia sfumature, sprizza in alto e ricade. In estate lo si può vedere dal giovedi alla domenica, dalle 21 30 alle 23; in inverno (ottobre-giugno) dalle 19.

    Passeggiate nel vecchio Barri Gotic, il cuore antico della città, cuore anche religioso e civico. Un gran numero di bar, ristoranti e negozi anima questa zona dalle viuzze strette. Sulle fondamenta della Barcino romana si erge la Barcellona medioevale, purtroppo il vecchio è stato sostituito tutto dal nuovo, quindi quel che si vede ergere oggi è più che altro solo il periodo gotico. Proprio nel mezzo del quartiere si ergono gli edifici che per secoli hanno ospitato il Consiglio regionale e municipale: il Generalitat e l’Ajuntament. La visita alla Cattedrale di santa Eulalia è a pagamento (5 euro), a meno che non andiate di mattina durante la celebrazione delle messe.

    La strada che dalla centrale Piazza Catalunya scende al mare è la famosa Rambla (a sua volta suddivisa in 4 ramble). È senz’altro la strada più affollata e turistica di tutta Barcellona. Praticamente chi passeggia qui son solo turisti, i barceloneti non amano molto passeggiare lungo la rambla. Ovviamente fare attenzione ai tipi che girano in zona…non è una strada così “rassicurante” a parer di popolo. Vi si vedono però molti artisti di strada, poi ci sono un sacco di localini dove mangiare, anche se sempre a detta dei barceloneti, sono quelli che offrono il cibo peggiore. Nella parte più a nord della rambla, in pratica quella più vicino a piazza Catalunya, non dimenticatevi di sorseggiare dell’acqua dalla Font de les Canaletes, una fontana del tardo ottocento, così facendo si dice che si ritornerà sicuramente a Barcellona. Alla sinistra della rambla, sulla Carrer Nou de la Rambla, potete visitare il Palau Guell, altro bellissimo palazzo di Gaudì. Anche se purtroppo quando sono stato io era chiuso per ristrutturazione! Più in alto, sempre su una strada alla sinistra della rambla potete invece raggiungere il MACBA, il museo di arte contemporanea di Barcellona. Qui, come a plaza Universitat, potete vedere tantissimi giovani impegnarsi con lo skateboard e gareggiare. Una volta scesi la Rambla eccoci davanti la maestosa colonna con Colombo (cosa indicherà col suo dito???). Mi han detto che negli anni’80 questa parte della città era un orrendo agglomerato di magazzini semi abbandonati, ammassi di cisterne vuote…le Olimpiadi del 1992 hanno permesso anche qui un grandere stauro della zona, molto ben riuscito a vederlo oggi. Ogni giorno migliaia di persone attraversano la passerella della Rambla del Mar, dal design ondulato, per ritrovarsi nel Maremagnum: una sfilza di negozi, ristornati e bar. A sud, verso il mare, si erge il vistoso Worl Trade Center, dietro il Maremagnum c’è invece un cinema-teatro, l’IMAX e poi l’Aquarium. L’Aquarium l’ho visitato e se devo essere sincero, un po’ mi ha deluso, mi aspettavo qualcosa di più. Attrazione principale è il tunnel lungo 80 metri che conduce attraverso a un’enorme vasca piena di ogni tipo di specie mediterranea d’alto mare: da squali grigi a maestose razze e enormi pesci luna. La vasca e la galleria danno l’opportunità d’osservare da vicino e da diverse angolazioni queste grandi creature. Vedere la dentatura di uno squalo dal basso è una cosa che non capita tutti i giorni. Uscendo c’è la zona Planeta Agua, dove si possono ammirare famiglie di pinguini in un tranquillo scenario antartico. Questo mi è piaciuto!

    Passeggiate poi per le stradine del vicino quartiere di Barceloneta, davvero molto carino! Ovvio che d’estate è ancora più affollato, con queste moltitudini di genti che raggiungono le vicine spiaggie.

    L’ala orientale della città prende il nome di Ribera, che vuol dire “la riva”, dato che secoli fa il Mediterraneo penetrava molto più addentro dell’attuale costa. Strada principale, e anche la strada che forse insieme a Passeig de Gracia è la mia preferita, è la Via Laietana, una lunga strada con dei bellissimi palazzi! Da visitare in questa zona vi è il Palazzo della Musica catalana, bellissimo! Non è solo uno dei posti migliori dove oggigiorno assistere a uno spettacolo di musica classica e corale, ma è anche un meraviglioso capolavoro di arte e architettura moderna. L’edificio fu costruito da un altro grande artista degli inizi ‘900, Domenech i Montaner, e simboleggia la rinascita del nazionalismo catalano. Sempre nella Ribera c’è la famosa Carrer de Montcada, strada medioevale vecchia più di 700 anni. Al limite settentrionale sorge la piccola Cappella d’En Marcus, in stile romanico, più a sud il famoso Museo Picasso (massima attrazione della strada), il Museo Tessile e dei vestiti, il Museo d’Arte Precolombiana, il Palau Dalmases (rifacimento seicentesco di una residenza medioevale che assomma sulla facciata motivi gotici e barocchi) e la Galeria Maeght (contiene capolavori di Kandinsky, Braque, Mirò, Tapies, e Giacometti ma anche do Solano, Gabarro, Fajardo e Chilida). Verso la fine, all’incrocio con Passeig del Born, vi ritroverete davanti sulla destra la chiesa di Santa Maria del Mar, una delle più importanti della città.

    In questo quartiere c’è anche il principale polmone verde della città, il secolare Parc de la Ciutadella. Il parco fu proscenio per l’Esposizione Mondiale del 1888 e il nome fa riferimento proprio alla famigerata e odiata Ciutadella che era la roccaforte che prima controllava Barcellona e dove i cittadini ribelli venivano imprigionati e giustiziati dopo l’assedio del 1714 (durante la Guerra della Successione spagnola, e la conseguente repressione dell’autonomia catalana). Anche nel parco sono diverse le attrazioni, il museo di geologia, lo zoo, il giardino botanico (Umbracle), una piccola serra (Hinvernacle) e il Castello dei tre dragoni, un capriccio medievale nato dalla mente di Domenech i Montaner, concepito come caffè-ristorante per l’esposizione; oggi funge da museo di zoologia.

    Bellissima anche casa Batllò (sul Passeig de Gracia), ma se devo essere sincero all’interno non l’ho visitata, una fila allucinante, e mi pare esagerato fare pagare circa 20 euro un biglietto di entrata!!!! Cmq si può notare ovviamente anche qui l’insistenza di Gaudì sull’assenza di linee rette. A fianco casa Batllò c’è Casa Amatller, la facciata si ispira al gotico catalano religioso e civile, ma con tocchi gioiosi. A fianco ancora un’altra bellissima opera, la Casa Lleò Morera, sempre di Montaner. Sormontata da fantasiose merlature, la facciata è piacevole per il gioco delle forme che pervade le finestre e i balconi rotondi molto sporgenti. Sempre qui sul Passeig de Gracia, più in alto, c’è l’altra famosa opera di Gaudì, La Pedrera (Casa Mila). Molti considerano quest’ opera una sorte di fortezza, effettivamente le file di comignoli e di altre strutture sembrano una brigata di soldati o di robot creati dall’immaginazione di George Lucas!!!

    Se avrete tempo potete anche visitare nella zona settentrionale una zona residenziale ambitissima, la parte più a nord-ovest della Avinguda Diagonal. Qui c’è il convento e il palazzo reale di Pedralbes, con annessi bellissimi giardini…il famigerato Camp Nou, dove gioca il FC Barcellona…e la zona Universitaria.

    In sei giorni io sono riuscito anche a fare due escursioni. Prima escursione è stata a Montserrat. Per alcuni è il luogo sacro della Catalogna, per altri una schiera di cime irregolari che da lontano sembrano (come suggerisce il nome) denti aguzzi di una grande sega. Siamo a circa 1200 m d’altezza. La più grande attrazione resta la visita del monastero benedettino, protetto da questo grembo roccioso. Montserrat dista circa 50-60 km da Barcellona, direzione nord-ovest. Come arrivare? Si arriva a Montserrat con il treno che parte dalla stazione dei treni a plaza Espanya. La stazione dei treni Espanya è sulle linee verde e rossa della metro, il che la rende facilmente accessibile da qualsiasi parte del centro di Barcellona in cui c'è una fermata della metropolitana. Una volta a Espanya cercare la Linea R5 in direzione Manresa. Alle macchinette ci saranno diversi addetti che vi aiuteranno per fare il biglietto in direzione Montserrat. Il tragitto è di circa un’ora. Ci sono due tipologia di biglietto e quindi di arrivo. Per prima cosa devi decidere se, dopo il viaggio in treno, vuoi arrivare al Monastero con la Cabinovia (versione Aeri ticket) o con la Funicolare Cremallera (versione Cremallera ticket). Il treno dalla stazione Espanya ti conduce fino ai piedi della montagna Montserrat, a quel punto hai queste due possibilità per salire sulla montagna ed arrivare al Monastero: Cabinovia o Funicolare Cremallera. Dovrai anche scendere a differenti fermate a seconda della soluzione per la quale decidi di optare. Se scegli di prendere la Cabinovia devi scendere alla prima fermata ( Montserrat Aeri), se scegli la Caramalla allora devi scendere alla fermata dopo, (cioè Monistrol). I biglietti non sono intercambiabili, per cui non potrai cambiare idea e utilizzarlo per l'altro percorso una volta che lo hai acquistato. Ricordo questa cosa come un incubo dato che io infatti ho sbagliato, e così all’andata ho preso la cabinovia (5 euro a tratta), mentre al ritorno la Cremallera (di cui avevo già pagato il biglietto). Non vi confondete!!!Perchè se avete fatto il biglietto per la Cremallera e scendete a Montserrat Aeri che non è la giusta fermata poi il prossimo treno per Monistrol sta tipo ogni ora! Quindi attenzione! Cmq la Caramalla sarà particolare per il paesaggio cui uno gode, ma la cabinovia però ci mette davvero pochissimi minuti a salire su e vi permette di recuperare tempo!

    Altra escursione fatta alcuni giorni dopo è stata Sitges, 30 km a su di Barcellona, sul mare. Volevo godermi un bel giorno di sole e mare, e invece giusto quel giorno brutto tempo…e vabbe! Una volta questa odierna e cosmopolita località balneare era poco più di un villaggio di pescatori, oggigiorno in estate la sua popolazione si quadruplica! Le spiagge sono tenute molto pulite e organizzate, il paesino è molto carino, piccolo ma molto piacevole. Vederlo di giorno però è una cosa, miriadi di famiglie con bambini, anziani che giocano a carte o parlano di politica in piazza o lungo il mare…vederlo di notte tutt’altra cosa! Diventa davvero molto movimentata e piena di disco e bar aperti fino al mattino, frequentati soprattutto da una clientela gay. Sono presenti nella cittadina anche tre musei, il Museo Maricel (che conserva delle raccolte di dipinti e oggetti d’arte), il Museo Cau Ferrat (la casa e la collezione privata di Rusinol) e il Museo Romantic (qui non sono permesse visite libere, ma solo guidate.)

    Comunque per concludere credo che Barcellona oggi è tra le più vivibili e piacevoli delle metropoli europee, è un esempio di sviluppo urbano razionale ed attento alle esigenze della sua popolazione. Forse devo ritornare a quanto scritto all’inizio del mio diario di viaggio, e correggermi: un viaggio a Barcellona non è mai per caso. Gira vorticosa intorno ai suoi palazzi, alle vie sempre nuove di gente e di colori, di suoni e di danze, una metropoli viva, una delle poche in Europa a non essersi chiusa dietro le cortine di un museo a cielo aperto. Barcellona oggi è gioia e accoglienza delle differenze e delle innumerevoli contraddizioni umane, è cultura che si rinnova, è spazio per un'arte che chiede di essere viva e presente con la voce delle nuove generazioni.

  2. Libra
    , 1/9/2010 09:44
    Mi era già capitato di andare in Spagna, ma non so perché avevo sempre snobbato l’idea di visitare Barcellona, “troppo commerciale” dicevo tra me e me…ora che son rientrato da una settimana son sempre più convinto di aver fatto un errore a trascurarla così a lungo! Barcellona è stramba, multiforme, attiva…bella!!!!
    Il mio viaggio verso la città catalana nasce un po’ così, a caso, progettato circa un paio di settimane prima…volo diretto…residenza nel quartiere Eixample, zona centrale ma residenziale, bella, abbastanza tranquilla tutto sommato…
    Arrivo a Barcellona poco prima di pranzo in un giorno di pieno agosto, cielo terso, sembra quasi voglia diluviare, e invece dopo un’oretta uscirà un gran sole! Primo dubbio…aerobus o treno per arrivare dall’aeroporto El Prat al centro città?:) Io ho provato il treno all’andata mentre al ritorno l’aerobus. In internet lessi che l’aerobus si può prendere solo dal Terminal 1 (quello più nuovo e grande), ma invece io l’ho visto anche al terminal 2, forse lì faranno meno corse non so. Cmq per prendere il treno bisogna andare al terminal 2, quindi prendere una navetta interna dell’aeroporto se atterrate al terminal 1, e scendere poi giù alla stazione. Vi sono tipo un paio di corse ogni ora, mentre posso dire che di aerobus ne passano a bizzeffe e portano cmq al centro, a plaza catalunya. Il treno sta un po’ in meno, mentre aerobus andata circa 5 euro, se fatto sin da subito andata e ritorno 8 euro e rotti. Alla fine secondo per me risparmiare un paio di euro non vale la pena aspettare il treno! È anche più stancante…cmq giusto per info, per chi prendesse il treno ricordo che dalla stazione dell’aeroporto verso il centro città il
    famoso biglietto T10 è valido. Consiglio cmq di farlo, è conveniente, permette di fare 10 corse e non è personale come biglietto…se si considera che ogni corsa in metro sta 1,40 €! Tutto le attrattive della città sono nella fascia 1, quindi non preoccupatevi…

    Cosa vedere a Barcellona...?

    Direi che a Barcellona c’è davvero tanto da vedere…le visite che secondo me seppur scontate sono un “must” sono La Sagrada Familia e il Parc Guell. Nonostante i ripetuti rallentamenti ai lavori, la Sagrada Familia prosegue il suo percorso verso il cielo,a più di 80 anni della morte del suo genio: Antoni Gaudì. Bellissimi i particolari delle facciate che rappresentano la Natività, la Passione e la Gloria di Cristo. Da vedere è anche la Cripta sotto la chiesa, dove è sepolto Gaudì, molti non riescono a visitare questa zona, perché da come mi è stato spiegato è accessibile solo la mattina fino alle 10. Andate molto presto, perché la fila è davvero lunga, e se poi deciderete di salire con le ascensori su in alto da dove potrete godere di una bella vista sulla città, beh allora un’altra fila!
    All’entrata di Parc Guell verrete perdonati se penserete di trovarvi di fronte un fiabesco set disneyano! I due padiglioni in pietra che stanno ai lati dei cancelli in ferro sembrano due case di marzapane sormontate da generose quantità di glassa, rappresa nelle formepiù curiose. In realtà il progetto originario era del tutto diverso, era stata progettata una sorte di città-giardino che avrebbe ospitato circa 60 abitazioni per il ceto benestante, ma dopo la costruzione di solo due case l’interesse declinò e così la cittadinanza si ritrovò con un parco stravagante e fantasioso per passeggiare e godersi lo splendido panorama della città verso il Mediterraneo. Scale conducono alla Sala Hipostila, una foresta di 86 pesanti colonne che sostengono una pesante piattaforma. Le colonne esterne, inclinate verso l’interno, guidano lo sguardo verso l’alto, al soffitto rivestito in ceramica di quel che avrebbe dovuto essere il mercato della città-giardino. La terrazza sovrastante è un ottimo belvedere sulla città e panchine in ceramica lucida ricordano le spire di un lungo serpente. Dirigendosi verso est del giardino si nota un edificio di colore rosa, è la casa-museo Gaudì, dove l’artista visse per vari periodi. Per arrivare al Parc Guell prendete la metro L3, linea verde, e scendere a Lesseps, da lì 1200 metri vi separano dal parco, se come me li fate in piena estate…preparatevi a un bagno di sudore! Un po’ mi son stancato per arrivare, ma ancora più stancante potrebbe essere arrivare al Tibidabo, a meno che, come me, non verrete accompagnati in auto. E’ il punto più alto sovrastante Barcellona. Qui vi è la Cattedrale del Sacro Cuore (progettata per rivaleggiare con il Sacro Cuore di Parigi) e il Parco d’attrazioni, l’unico rimasto in città, anche se conserva ancora un po’ un aspetto in vecchio stile.

    Montjuic (a parte il crinale montuoso che culmina con Tibidabo) è l’unica cima di altezza significativa in città. Da una parte è sempre stato considerato un tranquillo luogo di svago per sottrarsi dalla calca cittadina, dall’altro sito di cerimonie ufficiali. Nel 1929 infatti fu scelto per ospitare il rito d’apertura dell’esposizione mondiale e nel 1992 quello dei giochi olimpici. Infatti qui potrete visitare tutta la zona denominata “anella olimpica”, molto bella! Mentre scendendo verso i giardini del parco vedrete il pomposo Palau Nacional, che oggi ospita un eccellente museo d’arte. Al di sotto c’è l’avinguda Maria Cristina, che ancora oggi è adornata dai padiglioni adibiti alla fiera. Sempre qui in zona potrete visitare il Poble Espanyol, una piccola cittadina in miniatura che riproduce le copie di progetti architettonici nazionali. Ma la cosa che mi ha davvero colpito è stato lo spettacolo della Fontana Magica, la fontana che si trova al centro della piazza. Di sera un ventaglio di fasci di luce squarcia il buio spuntando da dietro l’edificio di Palau Nacional, all’improvviso, un singolare e colorato spettacolo ha luogo sulle terrazze sottostanti. Giochi di acqua e di luce, spettacoli che durano circa 15 minuti, anche al suon di musica! A ritmo di musica l’acqua cambia sfumature, sprizza in alto e ricade. In estate lo si può vedere dal giovedi alla domenica, dalle 21 30 alle 23; in inverno (ottobre-giugno) dalle 19.



    Passeggiate nel vecchio Barri Gotic, il cuore antico della città, cuore anche religioso e civico. Un gran numero di bar, ristoranti e negozi anima questa zona dalle viuzze strette. Sulle fondamenta della Barcino romana si erge la Barcellona medioevale, purtroppo il vecchio è stato sostituito tutto dal nuovo, quindi quel che si vede ergere oggi è più che altro solo il periodo gotico. Proprio nel mezzo del quartiere si ergono gli edifici che per secoli hanno ospitato il Consiglio regionale e municipale: il Generalitat e l’Ajuntament. La visita alla Cattedrale di santa Eulalia è a pagamento (5 euro), a meno che non andiate di mattina durante la celebrazione delle messe.

    La strada che dalla centrale Piazza Catalunya scende al mare è la famosa Rambla (a sua volta suddivisa in 4 ramble). È senz’altro la strada più affollata e turistica di tutta Barcellona. Praticamente chi passeggia qui son solo turisti, i barceloneti non amano molto passeggiare lungo la rambla. Ovviamente fare attenzione ai tipi che girano in zona…non è una strada così “rassicurante” a parer di popolo. Vi si vedono però molti artisti di strada, poi ci sono un sacco di localini dove mangiare, anche se sempre a detta dei barceloneti, sono quelli che offrono il cibo peggiore. Nella parte più a nord della rambla, in pratica quella più vicino a piazza Catalunya, non dimenticatevi di sorseggiare dell’acqua dalla Font de les Canaletes, una fontana del tardo ottocento, così facendo si dice che si ritornerà sicuramente a Barcellona. Alla sinistra della rambla, sulla Carrer Nou de la Rambla, potete visitare il Palau Guell, altro bellissimo palazzo di Gaudì. Anche se purtroppo quando sono stato io era chiuso per ristrutturazione! Più in alto, sempre su una strada alla sinistra della rambla potete invece raggiungere il MACBA, il museo di arte contemporanea di Barcellona. Qui, come a plaza Universitat, potete vedere tantissimi giovani impegnarsi con lo skateboard e gareggiare. Una volta scesi la Rambla eccoci davanti la maestosa colonna con Colombo (cosa indicherà col suo dito???). Mi han detto che negli anni’80 questa parte della città era un orrendo agglomerato di magazzini semi abbandonati, ammassi di cisterne vuote…le Olimpiadi del 1992 hanno permesso anche qui un grandere stauro della zona, molto ben riuscito a vederlo oggi. Ogni giorno migliaia di persone attraversano la passerella della Rambla del Mar, dal design ondulato, per ritrovarsi nel Maremagnum: una sfilza di negozi, ristornati e bar. A sud, verso il mare, si erge il vistoso Worl Trade Center, dietro il Maremagnum c’è invece un cinema-teatro, l’IMAX e poi l’Aquarium. L’Aquarium l’ho visitato e se devo essere sincero, un po’ mi ha deluso, mi aspettavo qualcosa di più. Attrazione principale è il tunnel lungo 80 metri che conduce attraverso a un’enorme vasca piena di ogni tipo di specie mediterranea d’alto mare: da squali grigi a maestose razze e enormi pesci luna. La vasca e la galleria danno l’opportunità d’osservare da vicino e da diverse angolazioni queste grandi creature. Vedere la dentatura
    di uno squalo dal basso è una cosa che non capita tutti i giorni. Uscendo c’è la zona Planeta Agua, dove si possono ammirare famiglie di pinguini in un tranquillo scenario antartico. Questo mi è piaciuto!

    Passeggiate poi per le stradine del vicino quartiere di Barceloneta, davvero molto carino! Ovvio che d’estate è ancora più affollato, con queste moltitudini di genti che raggiungono le vicine spiaggie.

    L’ala orientale della città prende il nome di Ribera, che vuol dire “la riva”, dato che secoli fa il Mediterraneo penetrava molto più addentro dell’attuale costa. Strada principale, e anche la strada che forse insieme a Passeig de Gracia è la mia preferita, è la Via Laietana, una lunga strada con dei bellissimi palazzi! Da visitare in questa zona vi è il Palazzo della Musica catalana, bellissimo! Non è solo uno dei posti migliori dove oggigiorno assistere a uno spettacolo di musica classica e corale, ma è anche un meraviglioso capolavoro di arte e architettura moderna. L’edificio fu costruito da un altro grande artista degli inizi ‘900, Domenech i Montaner, e simboleggia la rinascita del nazionalismo catalano. Sempre nella Ribera c’è la famosa Carrer de Montcada, strada medioevale vecchia più di 700 anni. Al limite settentrionale sorge la piccola Cappella d’En Marcus, in stile romanico, più a sud il famoso Museo Picasso (massima attrazione della strada), il Museo Tessile e dei vestiti, il Museo d’Arte Precolombiana, il Palau Dalmases (rifacimento seicentesco di una residenza medioevale che assomma sulla facciata motivi gotici e barocchi) e la Galeria Maeght (contiene capolavori di Kandinsky, Braque, Mirò, Tapies, e Giacometti ma
    anche do Solano, Gabarro, Fajardo e Chilida). Verso la fine, all’incrocio con Passeig del Born, vi ritroverete davanti sulla destra la chiesa di Santa Maria del Mar, una delle più importanti della città.

    In questo quartiere c’è anche il principale polmone verde della città, il secolare Parc de la Ciutadella. Il parco fu proscenio per l’Esposizione Mondiale del 1888 e il nome fa riferimento proprio alla famigerata e odiata Ciutadella che era la roccaforte che prima controllava Barcellona e dove i cittadini ribelli venivano imprigionati e giustiziati dopo l’assedio del 1714 (durante la Guerra della Successione spagnola, e la conseguente repressione dell’autonomia catalana). Anche nel parco sono diverse le attrazioni, il museo di geologia, lo zoo, il giardino botanico (Umbracle), una piccola serra (Hinvernacle) e il Castello dei tre dragoni, un capriccio medievale nato dalla mente di Domenech i Montaner, concepito come caffè-ristorante per l’esposizione; oggi funge da museo di zoologia.

    Bellissima anche casa Batllò (sul Passeig de Gracia), ma se devo essere sincero all’interno non l’ho visitata, una fila allucinante, e mi pare esagerato fare pagare circa 20 euro un biglietto di entrata!!!! Cmq si può notare ovviamente anche qui l’insistenza di Gaudì sull’assenza di linee rette. A fianco casa Batllò c’è Casa Amatller, la facciata si ispira al gotico catalano religioso e civile, ma con tocchi gioiosi. A fianco ancora un’altra bellissima opera, la Casa Lleò Morera, sempre di Montaner. Sormontata da fantasiose merlature, la facciata è piacevole per il gioco delle forme che pervade le finestre e i balconi rotondi molto sporgenti. Sempre qui sul Passeig de Gracia, più in alto, c’è l’altra famosa opera di Gaudì, La Pedrera (Casa Mila). Molti considerano quest’ opera una sorte di fortezza, effettivamente le file di comignoli e di altre strutture sembrano una brigata di soldati o di robot creati dall’immaginazione di George Lucas!!!

    Se avrete tempo potete anche visitare nella zona settentrionale una zona residenziale ambitissima, la parte più a nord-ovest della Avinguda Diagonal. Qui c’è il convento e il palazzo reale di Pedralbes, con annessi bellissimi giardini…il famigerato Camp Nou, dove gioca il FC Barcellona…e la zona Universitaria.

    In sei giorni io sono riuscito anche a fare due escursioni. Prima escursione è stata a Montserrat. Per alcuni è il luogo sacro della Catalogna, per altri una schiera di cime irregolari che da lontano sembrano (come suggerisce il nome) denti aguzzi di una grande sega. Siamo a circa 1200 m d’altezza. La più grande attrazione resta la visita del monastero benedettino, protetto da questo grembo roccioso. Montserrat dista circa 50-60 km da Barcellona, direzione nord-ovest. Come arrivare? Si arriva a Montserrat con il treno che parte dalla stazione dei treni a plaza Espanya. La stazione dei treni Espanya è sulle linee verde e rossa della metro, il che la rende facilmente accessibile da qualsiasi parte del centro di Barcellona in cui c'è una fermata della metropolitana. Una volta a Espanya cercare la Linea R5 in direzione Manresa. Alle macchinette ci saranno diversi addetti che vi aiuteranno per fare il biglietto in direzione Montserrat. Il tragitto è di circa un’ora. Ci sono due tipologia di biglietto e quindi di arrivo. Per prima cosa devi decidere se, dopo il viaggio in treno, vuoi arrivare al Monastero con la Cabinovia (versione Aeri ticket) o con la Funicolare Cremallera (versione Cremallera ticket). Il treno dalla stazione Espanya ti conduce fino ai piedi della montagna Montserrat, a quel punto hai queste due possibilità per salire sulla montagna ed arrivare al Monastero: Cabinovia o Funicolare Cremallera. Dovrai anche scendere a differenti fermate a seconda della soluzione per la quale decidi di optare. Se scegli di prendere la Cabinovia devi scendere alla prima fermata ( Montserrat Aeri), se scegli la Caramalla allora devi scendere alla fermata dopo, (cioè Monistrol). I biglietti
    non sono intercambiabili, per cui non potrai cambiare idea e utilizzarlo per l'altro percorso una volta che lo hai acquistato. Ricordo questa cosa come un incubo dato che io infatti ho sbagliato, e così all’andata ho preso la cabinovia (5 euro a tratta), mentre al ritorno la Cremallera (di cui avevo già pagato il biglietto). Non vi confondete!!!Perchè se avete fatto il biglietto per la Cremallera e scendete a Montserrat Aeri che non è la giusta fermata poi il prossimo treno per Monistrol sta tipo ogni ora! Quindi attenzione! Cmq la Caramalla sarà particolare per il paesaggio cui uno gode, ma la cabinovia però ci mette davvero pochissimi minuti a salire su e vi permette di recuperare tempo!

    Altra escursione fatta alcuni giorni dopo è stata Sitges, 30 km a su di Barcellona, sul mare. Volevo godermi un bel giorno di sole e mare, e invece giusto quel giorno brutto tempo…e vabbe! Una volta questa odierna e cosmopolita località balneare era poco più di un villaggio di pescatori, oggigiorno in estate la sua popolazione si quadruplica! Le spiagge sono tenute molto pulite e organizzate, il paesino è molto carino, piccolo ma molto piacevole. Vederlo di giorno però è una cosa, miriadi di famiglie con bambini, anziani che giocano a carte o parlano di politica in
    piazza o lungo il mare…vederlo di notte tutt’altra cosa! Diventa davvero molto movimentata e piena di disco e bar aperti fino al mattino, frequentati soprattutto da una clientela gay. Sono presenti nella cittadina anche tre musei, il Museo Maricel (che conserva delle raccolte di dipinti e oggetti d’arte), il Museo Cau Ferrat (la casa e la collezione privata di Rusinol) e il Museo Romantic (qui non sono permesse visite libere, ma solo guidate.)

    Comunque per concludere credo che Barcellona oggi è tra le più vivibili e piacevoli delle metropoli europee, è un esempio di sviluppo urbano razionale ed attento alle esigenze della sua popolazione. Forse devo ritornare a quanto scritto all’inizio del mio diario di viaggio, e correggermi: un viaggio a Barcellona non è mai per caso. Gira vorticosa intorno ai suoi palazzi, alle vie sempre nuove di gente e di colori, di suoni e di danze, una metropoli viva, una delle poche in Europa a non essersi chiusa dietro le cortine di un museo a cielo aperto. Barcellona oggi è
    gioia e accoglienza delle differenze e delle innumerevoli contraddizioni umane, è cultura che si rinnova, è spazio per un'arte che chiede di essere viva e presente con la voce delle nuove generazioni.