1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 23/8/2010 11:17

    PERU’ INDIMENTICABILE

    Ciao, sono Raffaella, sono tornata dal Perù ormai da alcune settimane, ma ne ho ancora una struggente nostalgia. Questo è stato il viaggio più emozionante e coinvolgente che io e mio marito Gianni abbiamo fatto, e di questo devo ringraziare Paolo, la nostra fantastica guida.

    Siamo in quattro io, Gianni e i nostri carissimi amici Mirella e Adriano. Arriviamo a Lima con un volo dell’Iberia, alle 6 del mattino e ad attenderci all’aereoporto c’e Paolo con il nostro autista Hugo. Ci accompagnano al nostro albergo per una rinfrescata e poi via per le strade di Lima, cupa e caotica, ma affascinante come una bella donna imbronciata. Oggi visitiamo la cattedrale, la chiesa della Mercede, plaza des armas, monastero e catacombe di San Francisco, parque de la Muralla. Dopo pranzo ci rechiamo in taxi al museo Larco Herrera. Poi finalmente è ora di cena siamo distrutti, e non vediamo l’ora di andarcene a letto, il fuso orario si fa un po’ sentire.

    La mattina del secondo giorno è dedicata a raggiungere Pisco, ci fermiamo più volte per fare delle foto e sgranchirci le gambe. Percorriamo la Panamericana, che è uno spettacolo, siamo nel pieno del deserto roccioso da una parte, e l’oceano Pacifico dall’altra, che con tutta la sua bellezza e la sua irruenza spazza la costa con onde altissime e spettacolari. In serata raggiungiamo Pisco, questa cittadina è stata quasi completamente distrutta dal terremoto del 15/08/2007, la ricostruzione si sta protraendo più del necessario, ed è angosciante vedere tanta distruzione.

    Il terzo giorno è prevista la visita all’arcipelago delle isole Ballestas . Ci imbarchiamo al porto di Pisco e dopo circa 15/20 minuti di navigazione raggiungiamo il candelabro, un petroglifo della cultura Paracas osservabile solo dal mare, pare servisse ai naviganti che lo usavano come faro. Raggiungiamo quindi le isole, qui lo spettacolo è davvero emozionante, possiamo vedere a pochissimi metri pinguini di Humboldt, leoni marini e varie specie di uccelli acquatici (zarcillos, pellicani, cormorani…..) Al ritorno a terra io sono molto felice, purtroppo ho sofferto molto il mal di mare. Facciamo alcuni acquisti nei negozietti e bancarelle nei pressi del porto e poi via verso una nuova meta: l’oasi di Huacachina, bellissima e suggestiva, questa splendida oasi nel bel mezzo del deserto. Ci divertiamo ad arrampicarci sulle dune e poi a scivolare giù, la sensazione della sabbia morbida sotto i piedi nudi è impareggiabile. Si prosegue quindi verso una bodega di produzione artigianale del Pisco, il liquore tipico Peruviano, qui dopo aver visto come viene prodotto il Pisco gustiamo alcuni assaggi dei vari prodotti e decidiamo naturalmente di portarci a casa anche una bottiglia come ricordo. Si prosegue quindi verso la meta finale della giornata: Nasca che raggiungiamo in serata. Al mattino sveglia prestissimo, perché grazie al nostro Paolo siamo tra i primi della giornata a volare sulle enigmatiche linee. E’ stata un’esperienza contrastante, tra il quasi terrorizzato per via di questi piccolissimi payper, la bellezza di questo paesaggio desertico e il mistero delle linee che a tutt’oggi non è ancora stato svelato, comunque quando siamo scesi, eravamo ben contenti, purtroppo su quegli aerei si patisce un po’ il movimento, visto che ondeggiano da una parte e dall’altra per poter permettere a tutti i passeggeri di ammirare le linee, io consiglio di fare come noi, andare a stomaco vuoto e poi magari se si soffre di prendere un medicinale per il mal d’aria, così si può godere tranquillamente della gita. Al ritorno in albergo facciamo colazione e poi via verso Arequipa, oggi sarà una giornata dedicata interamente al trasferimento, visto che Arequipa dista molti chilometri da Nasca, lungo la strada ci fermeremo molte volte per ammirare l’oceano e la sua bellissima e frastagliata costa, riusciamo persino a vedere le balene . Giungiamo a Arequipa in tarda serata, ma anche stanchi come siamo ammiriamo la città bianca che ci accoglie tutta illuminata e piena di gente. Sveglia alle otto e dopo un’abbondante colazione si parte per il tour della città. Per primo visitiamo il Museo Santuario Andino dove riposa in un blocco di ghiaccio Juanita, la mummia bambina trovata durante una spedizione sul vulcano Amparato, è una visita interessante ma anche molto toccante, la storia di questa bimba sacrificata agli Dei, ci ha toccato nel profondo, forse complice anche l’atmosfera di questo museo, tutte le stanze sono illuminate scarsamente e molto fredde per mantenere i reperti in uno stato ottimale. Quando la visita è finita, usciamo nel sole ed è un piacere passeggiare per le strade piene di gente , ci dirigiamo quindi verso la Plaza des Armas dove si trova la cattedrale che riusciamo a visitare sommariamente perché stanno celebrando la messa. Prendiamo quindi un taxi e andiamo verso il quartiere Cayma dove si trova la chiesa di San Miguel Arcangelo, con il suo bellissimo chiostro e le stanze ove ha soggiornato Simon Bolivar, qui vi è anche un crocifisso molto particolare, vi è solo la testa di Gesù e poi alcuni simboli andini che naturalmente non centrano niente con la religione cattolica, in seguito ne troveremo altri nelle chiese delle varie città che toccheremo, ma questo è stato davvero il più particolare. Saliamo quindi sulla cupola della chiesa e ammiriamo un panorama mozzafiato, tutta la città bianca è ai nostri piedi ed è circondata da tre vulcani ci scateniamo con la macchina fotografica e poi è già ora di pranzo. Finito di pranzare ci dirigiamo a piedi verso il Monastero di Santa Catalina. Questa visita è stata interessantissima, oltre che visitare il Monastero di clausura ci è anche stata raccontata dalla guida in un perfetto italiano la storia di queste monache che fin da ragazzine venivano confinate nel monastero dai genitori e lì vivevano per il resto della loro vita. Finita la visita continuiamo a girare per le vie della città facendo qualche acquisto dalle ragazze che bazzicano in Plaza des Armas e vendono bamboline, acquerelli, cappellini … fatti da loro, sono simpaticissime e molto carine. Per cena Paolo ci porta in un bellissimo locale tipico andino dove per la prima volta assaggiamo l’alpaca, al primo boccone mi è sembrato strano, ma poi devo dire che mi è piaciuta, infatti nei giorni successivi l’abbiamo assaggiato in altri modi e devo dire che è un’ottima carne. Si torna subito in albergo perché domani si parte alle 7 per il Colca Canyon! Al mattino siamo tutti in fibrillazione io sono eccitatissima per il fatto si andare sulle Ande, si salirà fino a cinque mila metri di altitudine, anche se poi il paesino ove stazioneremo Chivai è …solo… 3600 metri, siamo anche preoccupati per il soroche, il male d’altura, speriamo che non sia così pesante da dover stare a letto. Durante il viaggio ci fermiamo moltissime volte, sia per abituarci all’altitudine sia per ammirare anche da vicino le bellissime vigogne, gli alpaca e i lama che pascolano liberi sulle Ande, è uno spettacolo talmente incredibile che ne rimaniamo commossi, siamo nel più profondo della natura, fin da ragazzina ho sempre trovato affascinante l’idea di salire sulle Ande, ed ora ci sono!!!! All’arrivo a Chivai ci fermiamo a mangiare in un self service, Adriano sta male, ha molto mal di testa e quindi rimane sul pulmino a riposare, dopo pranzo ci accompagnano ai rispettivi alberghi per una rinfrescata, e poi si va alle terme. E’ la prima volta che mi immergo in una piscina di acqua naturale a 40 gradi, è bellissimo stare immersi e godersi il panorama delle montagne intorno, l’aria fuori dall’acqua è freddissima. Proviamo anche le piscine al coperto, ma ci piace molto di più quella fuori. Verso le 18 vengono a riprenderci, è buio pesto già a quest’ora. Si torna in albergo e ci si prepara per la serata, cena con spettacolo di balli andini. A fine serata tutti a nanna, anche perché fa un freddo….. Sveglia alle 5.30 Adriano si sente meglio e così siamo tutti superfelici di partire per il Cruz del Condor, dopo due ore di strada sterrata ma in ottime condizioni giungiamo nel punto dove le guide sanno che vi sono alcune famiglie di condor, ci appostiamo e rimaniamo in attesa per almeno un’ora osservando spasmodicamente tutt’intorno sperando di poter vedere almeno uno di questi maestosi uccelli. La nostra costanza è stata premiata, verso le 9 finalmente i condor iniziano a volteggiare, e lo fanno anche sopra le nostre teste, riusciamo a vederli distintamente, a riconoscere addirittura i maschi (dalla cresta sul becco) dalle femmine, è uno spettacolo che per me ha dell’incredibile, è difficile descrivere quello che si prova in quel momento, è un’emozione fortissima. Purtroppo giunge presto l’ora dell’appuntamento per il ritorno, siamo tutti super entusiasti della giornata. Dopo pranzo ci ricongiungiamo con Paolo e Hugo che sono venuti a prenderci, si prosegue quindi per Puno, durante il viaggio ci fermiamo a Lagunillas (4500m) per vedere i fenicotteri rosa. Questo viaggio è stato molto bello, perché continuiamo a vedere alpaca e lama, la natura da queste parti è bellissima e quando finalmente giungiamo nei pressi di Puno costeggiamo il lago Titicaca. E’ immenso! Non mi aspettavo tanta immensità, le acque azzurre e la vastità fanno pensare al mare. Al mattino visita di un mercato fuori dalle rotte turistiche, osserviamo i vari prodotti alimentari che usano i peruviani per nutrirsi, un innumerevole varietà di patate, cereali e frutta, pesci e carni dai polli all’alpaca, erbe aromatiche e succhi di frutta…. è un caleidoscopio di colori e di odori. Ci rechiamo quindi a visitare la necropoli di Sillustani. Qui oltre ad ammirare i resti di civiltà preincaiche e incas possiamo godere del meraviglioso panorama sul lago Titicaca, c’è un silenzio e una pace incredibile, rimaniamo in contemplazione per un po’ di tempo, ma poi dobbiamo tornare. Nel pomeriggio spese pazze al mercato dell’artigianato, vi sono qui tutti i prodotti che abbiamo visto durante il viaggio, ma i prezzi sono molto convenienti e la qualità è veramente ottima, così acquistiamo tovaglie, cappellini, borse di stoffa, sciarpe e guanti tutto rigorosamente di alpaca e tessuto a mano, questo mercato ti colpisce per i colori intensi della merce e per le donnine che sono di una simpatia unica, riusciamo a fare veramente degli ottimi affari anche grazie a Paolo che ci consiglia e ci segue con tanta pazienza. Torniamo in albergo stanchi ma soddisfatti degli acquisti. Per cena andiamo in un locale a mangiare la Parillada, un piatto di carni alla brace veramente buonissimo che consiglio vivamente. Al mattino sveglia alle 6. Per le 7 dobbiamo essere pronti oggi visiteremo le isole flottanti de los Uros e l’sola di Taquile. Il viaggio in barca è un po’ noioso per fortuna vi sono tra gli altri partecipanti anche due ragazzi italiani con cui facciamo subito amicizia scambiandoci opinioni e notizie sui vari luoghi che abbiamo visitato. Arrivati alle isole flottanti gli abitanti ci accolgono festosamente , la guida ci spiega che le isole vengono costruite con i giunchi direttamente nell’acqua, dopo tutta la spiegazione facciamo un giro per questa isoletta, si possono anche fare degli acquisti dalle donnine che vivono lì. In seguito abbiamo fatto un giro su di una piroga guidata da uno di questi Uros al costo di 8 sol a persona, veramente deludente che sconsiglio a tutti perché è solo una presa per i fondelli, comunque ormai eravamo su quindi… Si prosegue poi verso l’isola di Taquile, appena arrivati si prosegue a piedi verso la cima della collina arrivando ad un’altezza di circa 4500 metri s.l.m. è molto faticoso salire anche perché il respiro diventa sempre più corto sia per l’altezza che per lo sforzo di salire anche se la stradina è abbastanza agevole. Arrivati in cima ci fermiamo nella piazza del paese ove vi è una mostra dell’artigianato locale ove si possono acquistare cappellini molto originali, cinture, tovaglie…. confezionate dagli abitanti che sono vestiti in maniera davvero singolare, cerchiamo di fotografarli, ma non gradiscono molto. Si prosegue per il ristorante ove mangiamo un’ottima zuppa di quinoa un vegetale molto usato in Perù, che a noi è piaciuto davvero molto, a seguire trota, e frittelle sempre di quinoa, buonissime. Dopo il pranzo la guida ci ha spiegato i costumi locali e poi via verso il ritorno, ma questa volta non siamo scesi dalla stradina, ma per delle scale davvero ripide, ma il panorama che si gode mentre si scende è davvero impagabile, ci siamo fermati innumerevoli volte a fotografare , vale davvero la pena di fare un po’ di fatica in più e lo consiglio a tutti. Al ritorno a Puno ci aspettavano e in taxi ci hanno riaccompagnato all’albergo, domani si parte per Cusco, siamo contenti, così forse patiremo un po’ meno il soroche, visto che scendiamo un po’ di quota. Durante il viaggio verso Cusco ci fermiamo per visitare le rovine preincaike di Pucare, proseguendo poi per il passo della Raya a circa 4500 metri di altitudine ammirando i ghiacciai. Pranziamo a Sicuani in un ristorante a buffet. Lungo il percorso ci fermiamo più volte per osservare la vita di tutti i giorni della popolazione locale, contadini o commercianti rendendoci conto che rispetto a noi occidentali sono indietro di almeno 50 anni. Visitiamo quindi le rovine della città inka di Racqui, un posto meraviglioso che consiglio di non perdere. Proseguiamo verso la laguna di Urcos e visitiamo poi la chiesa di Handahuaillillas, chiamata la cappella sistina delle Ande. Giungiamo a Cusco l’ombelico del mondo a pomeriggio inoltrato e ci rendiamo conto subito che è una città un po’ caotica piena di traffico e di gente. L’albergo Amerindia ove staremo alcune notti ci fa subito un’ottima impressione. Una cena leggera e subito a nanna, domani visita della Valle sacra. Purtroppo la mattinata non è cominciata bene, perché siamo dovuti correre in farmacia a misurarci la pressione perché il soroche si fa ancora sentire, abbiano dovuto dormire quasi seduti per poter respirare un po’ meglio, ma accertatici che tutto è nella norma si prosegue a spron battuto verso la città inka di Pisac. Bisogna scarpinare un po’, ma una volta arrivati in cima al sito tutta la fatica viene immediatamente dimenticata perché la bellezza di queste rovine è indescrivibile. Proseguiamo quindi per Ollantaytambo, un grande centro con funzioni produttive, religiose, ma soprattutto difensive,infatti fu una delle città dove inca e spagnoli si sono battuti. Ci accingiamo a scalare questo sito che si trova incuneato tra due montagne, alla fine della visita della parte in alto dove vi sono templi e terrazze, scendiamo per terminare la visita presso l’area delle fontane, i raggi del sole si specchiano nelle acque dei canali ancora perfettamente funzionanti, infatti gli acquedotti inca funzionano ancora senza che nessuno abbia mai fatto della manutenzione. Non si sa da dove provenga l’acqua che a distanza di 500 anni scorre ancora pura come allora. Proseguiamo per le terrazze concentriche di Moray e infine visitiamo Salineras. Questo sito è stupefacente, costituito da migliaia di caselle bianche tracciate lungo un pendio piuttosto ripido. Queste saline sono state utilizzate per secoli, costruite dagli inca ora sono state assegnate ai cittadini di Maras, che ne estraggono il sale e lo vendono. I piccoli appezzamenti vengono riempiti con l’acqua che arriva dalla montagna, è calda e salatissima, con un sistema di canali vengono riempiti tutti i quadrati. I proprietari dei vari appezzamenti raccolgono il sale ottenuto dall’evaporazione dell’acqua e lo trasportano tutto a mano lungo la montagna. È stata una visita interessantissima e molto istruttiva. È ormai sera e siamo stanchi, ma soddisfattissimi, è stata una giornata impegnativa ma abbiamo visto tante cose belle. Adesso ci aspetta una buona cena e finalmente a nanna, domani city tour. Si inizia con la visita delle rovine esterne alla città di Tambo Machay, Puca Pucara, Qenqo, Sacsayhuaman, poi proseguiamo per il mercato di San Pedro, il museo di Koricancha e siamo già sfiniti, ci fermiamo quindi per il pranzo dove gustiamo i famosi chicharrones, pezzi di maiali bollito e poi fritto, buonissimo e per niente grasso, visto che viene cotto in una speciale pentola dove il grasso riesce a scolare. Riposino su di una panchina nella piazza des Armas e poi si prosegue per il monastero della Mercede, calle Trionfo ove possiamo ammirare la pietra dei 12 angoli e poi su, verso la cima della città nel quartiere di San Blas, formato dal calle strettissime e inerpicate sul monte, qui incontriamo la calle dei serpenti. Visita agli innumerevoli negozietti di artigianato, qualche compera molto conveniente e ritorno in albergo. Alle 18 Paolo ci viene a riprendere per portarci al centro cultura e folklorico Qosquo, dove assisteremo ad uno spettacolo di balli folkloristico veramente bello, sia per la musica andina sia per i costumi che sono bellissimi, ci divertiamo molto e poi si va a cena, domani è il grande giorno, si parte per il MACHU PICHU, tutto il nostro viaggio è stato incentrato su questo momento. Purtroppo ho passato una notte da incubo, deve avermi fatto male la birra gelata che ho bevuto ieri sera a cena, non ho fatto altro che fare avanti e indietro dal bagno al letto per tutta la notte. Ci alziamo alle cinque del mattino perché alle sei vengono a prenderci, sono uno straccio ma cerco di farmi forza perché per niente al mondo rinuncerei a partire. Il viaggio non è per niente piacevole, il primo pezzo di strada è un susseguirsi di curve e per me che già patisco la macchina e in più non sto bene è un incubo. Quando finalmente ci fermiamo per il pranzo prendo una pastiglia per il mal d’auto e nel secondo tratto, quello sulla strada sterrata che passa per la foresta amazzonica praticamente non faccio altro che dormire, ma i miei compagni di viaggio sono rimasti affascinati dal paesaggio, anche se pare che la strada sia alquanto pericolosa, visto che rasenta spesso e volentieri il burrone, ma anche questo fa parte del Perù Indimenticabile. Quando finalmente arriviamo sono distrutta, voglio solo andare a letto, ma devo aspettare che tutti abbiano finito di mangiare e che la guida ci abbia spiegato il programma per domani e ci accompagni ai rispettivi alberghi. Sveglia alle tre di notte, colazione e poi in coda per prendere il pullman che ci porterà all’ingresso del Machu Pichu. Finalmente alle 5.30 ci fanno ordinatamente salire sui pullman e in circa 30 minuti si arriva all’ingresso del sito, qui un’altra coda , poi noi che non intendiamo salire al Huaina pichu riusciamo a passare un po’ prima, abbiamo deciso di non fare la scalata al Huaina perché io non sono in condizioni di poter fare un percorso che a detta di tutti è parecchio impegnativo e quindi ci accontentiamo di vedere solo il Machu. Quando finalmente riusciamo ad entrare, tutto ciò che abbiamo visto in questi giorni scompare surclassato dalla bellezza di questo sito, è veramente magico e non vi sono parole per descrivere quello che abbiamo provato, il sito era inondato dal sole e intorno le montagne erano ancora coperte dalle nubi, spuntavano solo le cime, creando un effetto da incanto, siamo rimasti lì ammutoliti per un sacco di tempo a contemplare questo luogo meraviglioso che mischia la capacità degli uomini con la meraviglia della natura. Poi naturalmente ci siamo scatenati con foto e filmati che non renderanno neanche una minima parte di ciò che gli occhi e il cuore hanno visto. Tutte le nostre fatiche, i nostri malesseri da soroche sono in questo momento scomparsi, rimane solo la bellezza e la magia di questo posto. Nel pomeriggio dopo aver girato e rigirato tra le rovine si torna ad Aguacalientes , ritiriamo dall’albergo lo zaino e poi andiamo a fare qualche compera, poi si rimane in attesa del treno che ci porterà a Ollantaytambo dove ci aspettano con la macchina per portarci Cusco dove Paolo ci preleverà per accompagnarci in albergo. Al mattino siamo molto tristi, la nostra vacanza è finita e dobbiamo salutare Paolo. Il ritorno a casa è un po’ malinconico , ma anche felice perché abbiamo tante cose da raccontare ai nostri cari che ci aspettano con impazienza. Questo è stato per noi il viaggio più bello che abbiamo fatto, perché ci ha permesso di visitare un paese fantastico come il Perù in assoluta libertà, ma nello stesso tempo con la sicurezza che si può avere viaggiando con una persona che conosce i luoghi, sa evitarti i pericoli e ti consiglia, ti spiega e ti racconta e per questo dobbiamo ringraziare Paolo Perniceni (www.peruindimenticabile.com) che è stato oltre che un ottima guida anche un meraviglioso amico. Grazie Paolo.

  2. rha
    , 23/8/2010 11:17
    PERU’ INDIMENTICABILE


    Ciao,
    sono Raffaella,
    sono tornata dal Perù ormai da alcune settimane, ma ne ho ancora una struggente nostalgia.
    Questo è stato il viaggio più emozionante e coinvolgente che io e mio marito Gianni abbiamo fatto, e di questo devo ringraziare Paolo, la nostra fantastica guida.

    Siamo in quattro io, Gianni e i nostri carissimi amici Mirella e Adriano.
    Arriviamo a Lima con un volo dell’Iberia, alle 6 del mattino e ad attenderci all’aereoporto c’e
    Paolo con il nostro autista Hugo.
    Ci accompagnano al nostro albergo per una rinfrescata e poi via per le strade di Lima, cupa e caotica, ma affascinante come una bella donna imbronciata.
    Oggi visitiamo la cattedrale, la chiesa della Mercede, plaza des armas, monastero e catacombe di San Francisco, parque de la Muralla.
    Dopo pranzo ci rechiamo in taxi al museo Larco Herrera.
    Poi finalmente è ora di cena siamo distrutti, e non vediamo l’ora di andarcene a letto, il fuso orario si fa un po’ sentire.

    La mattina del secondo giorno è dedicata a raggiungere Pisco, ci fermiamo più volte per fare delle foto e sgranchirci le gambe. Percorriamo la Panamericana, che è uno spettacolo, siamo nel pieno del deserto roccioso da una parte, e l’oceano Pacifico dall’altra, che con tutta la sua bellezza e la sua irruenza spazza la costa con onde altissime e spettacolari.
    In serata raggiungiamo Pisco, questa cittadina è stata quasi completamente distrutta dal terremoto del 15/08/2007, la ricostruzione si sta protraendo più del necessario, ed è angosciante vedere tanta distruzione.

    Il terzo giorno è prevista la visita all’arcipelago delle isole Ballestas .
    Ci imbarchiamo al porto di Pisco e dopo circa 15/20 minuti di navigazione raggiungiamo il candelabro, un petroglifo della cultura Paracas osservabile solo dal mare, pare servisse ai naviganti che lo usavano come faro. Raggiungiamo quindi le isole, qui lo spettacolo è davvero emozionante, possiamo vedere a pochissimi metri pinguini di Humboldt, leoni marini e varie specie di uccelli acquatici (zarcillos, pellicani, cormorani…..) Al ritorno a terra io sono molto felice, purtroppo ho sofferto molto il mal di mare. Facciamo alcuni acquisti nei negozietti e bancarelle nei pressi del porto e poi via verso una nuova meta: l’oasi di Huacachina, bellissima e suggestiva, questa splendida oasi nel bel mezzo del deserto. Ci divertiamo ad arrampicarci sulle dune e poi a scivolare giù, la sensazione della sabbia morbida sotto i piedi nudi è impareggiabile. Si prosegue quindi verso una bodega di produzione artigianale del Pisco, il liquore tipico Peruviano, qui dopo aver visto come viene prodotto il Pisco gustiamo alcuni assaggi dei vari prodotti e decidiamo naturalmente di portarci a casa anche una bottiglia come ricordo.
    Si prosegue quindi verso la meta finale della giornata: Nasca che raggiungiamo in serata.
    Al mattino sveglia prestissimo, perché grazie al nostro Paolo siamo tra i primi della giornata a volare sulle enigmatiche linee.
    E’ stata un’esperienza contrastante, tra il quasi terrorizzato per via di questi piccolissimi payper, la bellezza di questo paesaggio desertico e il mistero delle linee che a tutt’oggi non è ancora stato svelato, comunque quando siamo scesi, eravamo ben contenti, purtroppo su quegli aerei si patisce un po’ il movimento, visto che ondeggiano da una parte e dall’altra per poter permettere a tutti i passeggeri di ammirare le linee, io consiglio di fare come noi, andare a stomaco vuoto e poi magari se si soffre di prendere un medicinale per il mal d’aria, così si può godere tranquillamente della gita.
    Al ritorno in albergo facciamo colazione e poi via verso Arequipa, oggi sarà una giornata dedicata interamente al trasferimento, visto che Arequipa dista molti chilometri da Nasca, lungo la strada ci fermeremo molte volte per ammirare l’oceano e la sua bellissima e frastagliata costa, riusciamo persino a vedere le balene . Giungiamo a Arequipa in tarda serata, ma anche stanchi come siamo ammiriamo la città bianca che ci accoglie tutta illuminata e piena di gente.
    Sveglia alle otto e dopo un’abbondante colazione si parte per il tour della città.
    Per primo visitiamo il Museo Santuario Andino dove riposa in un blocco di ghiaccio Juanita, la mummia bambina trovata durante una spedizione sul vulcano Amparato, è una visita interessante ma anche molto toccante, la storia di questa bimba sacrificata agli Dei, ci ha toccato nel profondo, forse complice anche l’atmosfera di questo museo, tutte le stanze sono illuminate scarsamente e molto fredde per mantenere i reperti in uno stato ottimale.
    Quando la visita è finita, usciamo nel sole ed è un piacere passeggiare per le strade piene di gente , ci dirigiamo quindi verso la Plaza des Armas dove si trova la cattedrale che riusciamo a visitare sommariamente perché stanno celebrando la messa.
    Prendiamo quindi un taxi e andiamo verso il quartiere Cayma dove si trova la chiesa di San Miguel Arcangelo, con il suo bellissimo chiostro e le stanze ove ha soggiornato Simon Bolivar, qui vi è anche un crocifisso molto particolare, vi è solo la testa di Gesù e poi alcuni simboli andini che naturalmente non centrano niente con la religione cattolica, in seguito ne troveremo altri nelle chiese delle varie città che toccheremo, ma questo è stato davvero il più particolare. Saliamo quindi sulla cupola della chiesa e ammiriamo un panorama mozzafiato, tutta la città bianca è ai nostri piedi ed è circondata da tre vulcani ci scateniamo con la macchina fotografica e poi è già ora di pranzo.
    Finito di pranzare ci dirigiamo a piedi verso il Monastero di Santa Catalina. Questa visita è stata interessantissima, oltre che visitare il Monastero di clausura ci è anche stata raccontata dalla guida in un perfetto italiano la storia di queste monache che fin da ragazzine venivano confinate nel monastero dai genitori e lì vivevano per il resto della loro vita.
    Finita la visita continuiamo a girare per le vie della città facendo qualche acquisto dalle ragazze che bazzicano in Plaza des Armas e vendono bamboline, acquerelli, cappellini … fatti da loro, sono simpaticissime e molto carine.
    Per cena Paolo ci porta in un bellissimo locale tipico andino dove per la prima volta assaggiamo l’alpaca, al primo boccone mi è sembrato strano, ma poi devo dire che mi è piaciuta, infatti nei giorni successivi l’abbiamo assaggiato in altri modi e devo dire che è un’ottima carne. Si torna subito in albergo perché domani si parte alle 7 per il Colca Canyon!
    Al mattino siamo tutti in fibrillazione io sono eccitatissima per il fatto si andare sulle Ande, si salirà fino a cinque mila metri di altitudine, anche se poi il paesino ove stazioneremo Chivai è …solo… 3600 metri, siamo anche preoccupati per il soroche, il male d’altura, speriamo che non sia così pesante da dover stare a letto.
    Durante il viaggio ci fermiamo moltissime volte, sia per abituarci all’altitudine sia per ammirare anche da vicino le bellissime vigogne, gli alpaca e i lama che pascolano liberi sulle Ande, è uno spettacolo talmente incredibile che ne rimaniamo commossi, siamo nel più profondo della natura, fin da ragazzina ho sempre trovato affascinante l’idea di salire sulle Ande, ed ora ci sono!!!!
    All’arrivo a Chivai ci fermiamo a mangiare in un self service, Adriano sta male, ha molto mal di testa e quindi rimane sul pulmino a riposare, dopo pranzo ci accompagnano ai rispettivi alberghi per una rinfrescata, e poi si va alle terme. E’ la prima volta che mi immergo in una piscina di acqua naturale a 40 gradi, è bellissimo stare immersi e godersi il panorama delle montagne intorno, l’aria fuori dall’acqua è freddissima. Proviamo anche le piscine al coperto, ma ci piace molto di più quella fuori. Verso le 18 vengono a riprenderci, è buio pesto già a quest’ora.
    Si torna in albergo e ci si prepara per la serata, cena con spettacolo di balli andini. A fine serata tutti a nanna, anche perché fa un freddo…..
    Sveglia alle 5.30 Adriano si sente meglio e così siamo tutti superfelici di partire per il Cruz del Condor, dopo due ore di strada sterrata ma in ottime condizioni giungiamo nel punto dove le guide sanno che vi sono alcune famiglie di condor, ci appostiamo e rimaniamo in attesa per almeno un’ora osservando spasmodicamente tutt’intorno sperando di poter vedere almeno uno di questi maestosi uccelli. La nostra costanza è stata premiata, verso le 9 finalmente i condor iniziano a volteggiare, e lo fanno anche sopra le nostre teste, riusciamo a vederli distintamente, a riconoscere addirittura i maschi (dalla cresta sul becco) dalle femmine, è uno spettacolo che per me ha dell’incredibile, è difficile descrivere quello che si prova in quel momento, è un’emozione fortissima. Purtroppo giunge presto l’ora dell’appuntamento per il ritorno, siamo tutti super entusiasti della giornata.
    Dopo pranzo ci ricongiungiamo con Paolo e Hugo che sono venuti a prenderci, si prosegue quindi per Puno, durante il viaggio ci fermiamo a Lagunillas (4500m) per vedere i fenicotteri rosa. Questo viaggio è stato molto bello, perché continuiamo a vedere alpaca e lama, la natura da queste parti è bellissima e quando finalmente giungiamo nei pressi di Puno costeggiamo il lago Titicaca. E’ immenso! Non mi aspettavo tanta immensità, le acque azzurre e la vastità fanno pensare al mare.
    Al mattino visita di un mercato fuori dalle rotte turistiche, osserviamo i vari prodotti alimentari che usano i peruviani per nutrirsi, un innumerevole varietà di patate, cereali e frutta, pesci e carni dai polli all’alpaca, erbe aromatiche e succhi di frutta…. è un caleidoscopio di colori e di odori.
    Ci rechiamo quindi a visitare la necropoli di Sillustani. Qui oltre ad ammirare i resti di civiltà preincaiche e incas possiamo godere del meraviglioso panorama sul lago Titicaca, c’è un silenzio e una pace incredibile, rimaniamo in contemplazione per un po’ di tempo, ma poi dobbiamo tornare.
    Nel pomeriggio spese pazze al mercato dell’artigianato, vi sono qui tutti i prodotti che abbiamo visto durante il viaggio, ma i prezzi sono molto convenienti e la qualità è veramente ottima, così acquistiamo tovaglie, cappellini, borse di stoffa, sciarpe e guanti tutto rigorosamente di alpaca e tessuto a mano, questo mercato ti colpisce per i colori intensi della merce e per le donnine che sono di una simpatia unica, riusciamo a fare veramente degli ottimi affari anche grazie a Paolo che ci consiglia e ci segue con tanta pazienza. Torniamo in albergo stanchi ma soddisfatti degli acquisti. Per cena andiamo in un locale a mangiare la Parillada, un piatto di carni alla brace veramente buonissimo che consiglio vivamente.
    Al mattino sveglia alle 6. Per le 7 dobbiamo essere pronti oggi visiteremo le isole flottanti de los Uros e l’sola di Taquile. Il viaggio in barca è un po’ noioso per fortuna vi sono tra gli altri partecipanti anche due ragazzi italiani con cui facciamo subito amicizia scambiandoci opinioni e notizie sui vari luoghi che abbiamo visitato. Arrivati alle isole flottanti gli abitanti ci accolgono festosamente , la guida ci spiega che le isole vengono costruite con i giunchi direttamente nell’acqua, dopo tutta la spiegazione facciamo un giro per questa isoletta, si possono anche fare degli acquisti dalle donnine che vivono lì. In seguito abbiamo fatto un giro su di una piroga guidata da uno di questi Uros al costo di 8 sol a persona, veramente deludente che sconsiglio a tutti perché è solo una presa per i fondelli, comunque ormai eravamo su quindi…
    Si prosegue poi verso l’isola di Taquile, appena arrivati si prosegue a piedi verso la cima della collina arrivando ad un’altezza di circa 4500 metri s.l.m. è molto faticoso salire anche perché il respiro diventa sempre più corto sia per l’altezza che per lo sforzo di salire anche se la stradina è abbastanza agevole. Arrivati in cima ci fermiamo nella piazza del paese ove vi è una mostra dell’artigianato locale ove si possono acquistare cappellini molto originali, cinture, tovaglie…. confezionate dagli abitanti che sono vestiti in maniera davvero singolare, cerchiamo di fotografarli, ma non gradiscono molto. Si prosegue per il ristorante ove mangiamo un’ottima zuppa di quinoa un vegetale molto usato in Perù, che a noi è piaciuto davvero molto, a seguire trota, e frittelle sempre di quinoa, buonissime. Dopo il pranzo la guida ci ha spiegato i costumi locali e poi via verso il ritorno, ma questa volta non siamo scesi dalla stradina, ma per delle scale davvero ripide, ma il panorama che si gode mentre si scende è davvero impagabile, ci siamo fermati innumerevoli volte a fotografare , vale davvero la pena di fare un po’ di fatica in più e lo consiglio a tutti. Al ritorno a Puno ci aspettavano e in taxi ci hanno riaccompagnato all’albergo, domani si parte per Cusco, siamo contenti, così forse patiremo un po’ meno il soroche, visto che scendiamo un po’ di quota.
    Durante il viaggio verso Cusco ci fermiamo per visitare le rovine preincaike di Pucare, proseguendo poi per il passo della Raya a circa 4500 metri di altitudine ammirando i ghiacciai. Pranziamo a Sicuani in un ristorante a buffet. Lungo il percorso ci fermiamo più volte per osservare la vita di tutti i giorni della popolazione locale, contadini o commercianti rendendoci conto che rispetto a noi occidentali sono indietro di almeno 50 anni. Visitiamo quindi le rovine della città inka di Racqui, un posto meraviglioso che consiglio di non perdere. Proseguiamo verso la laguna di Urcos e visitiamo poi la chiesa di Handahuaillillas, chiamata la cappella sistina delle Ande. Giungiamo a Cusco l’ombelico del mondo a pomeriggio inoltrato e ci rendiamo conto subito che è una città un po’ caotica piena di traffico e di gente. L’albergo Amerindia ove staremo alcune notti ci fa subito un’ottima impressione. Una cena leggera e subito a nanna, domani visita della Valle sacra.
    Purtroppo la mattinata non è cominciata bene, perché siamo dovuti correre in farmacia a misurarci la pressione perché il soroche si fa ancora sentire, abbiano dovuto dormire quasi seduti per poter respirare un po’ meglio, ma accertatici che tutto è nella norma si prosegue a spron battuto verso la città inka di Pisac. Bisogna scarpinare un po’, ma una volta arrivati in cima al sito tutta la fatica viene immediatamente dimenticata perché la bellezza di queste rovine è indescrivibile. Proseguiamo quindi per Ollantaytambo, un grande centro con funzioni produttive, religiose, ma soprattutto difensive,infatti fu una delle città dove inca e spagnoli si sono battuti. Ci accingiamo a scalare questo sito che si trova incuneato tra due montagne, alla fine della visita della parte in alto dove vi sono templi e terrazze, scendiamo per terminare la visita presso l’area delle fontane, i raggi del sole si specchiano nelle acque dei canali ancora perfettamente funzionanti, infatti gli acquedotti inca funzionano ancora senza che nessuno abbia mai fatto della manutenzione. Non si sa da dove provenga l’acqua che a distanza di 500 anni scorre ancora pura come allora. Proseguiamo per le terrazze concentriche di Moray e infine visitiamo Salineras. Questo sito è stupefacente, costituito da migliaia di caselle bianche tracciate lungo un pendio piuttosto ripido. Queste saline sono state utilizzate per secoli, costruite dagli inca ora sono state assegnate ai cittadini di Maras, che ne estraggono il sale e lo vendono. I piccoli appezzamenti vengono riempiti con l’acqua che arriva dalla montagna, è calda e salatissima, con un sistema di canali vengono riempiti tutti i quadrati. I proprietari dei vari appezzamenti raccolgono il sale ottenuto dall’evaporazione dell’acqua e lo trasportano tutto a mano lungo la montagna. È stata una visita interessantissima e molto istruttiva. È ormai sera e siamo stanchi, ma soddisfattissimi, è stata una giornata impegnativa ma abbiamo visto tante cose belle. Adesso ci aspetta una buona cena e finalmente a nanna, domani city tour.
    Si inizia con la visita delle rovine esterne alla città di Tambo Machay, Puca Pucara, Qenqo, Sacsayhuaman, poi proseguiamo per il mercato di San Pedro, il museo di Koricancha e siamo già sfiniti, ci fermiamo quindi per il pranzo dove gustiamo i famosi chicharrones, pezzi di maiali bollito e poi fritto, buonissimo e per niente grasso, visto che viene cotto in una speciale pentola dove il grasso riesce a scolare. Riposino su di una panchina nella piazza des Armas e poi si prosegue per il monastero della Mercede, calle Trionfo ove possiamo ammirare la pietra dei 12 angoli e poi su, verso la cima della città nel quartiere di San Blas, formato dal calle strettissime e inerpicate sul monte, qui incontriamo la calle dei serpenti. Visita agli innumerevoli negozietti di artigianato, qualche compera molto conveniente e ritorno in albergo. Alle 18 Paolo ci viene a riprendere per portarci al centro cultura e folklorico Qosquo, dove assisteremo ad uno spettacolo di balli folkloristico veramente bello, sia per la musica andina sia per i costumi che sono bellissimi, ci divertiamo molto e poi si va a cena, domani è il grande giorno, si parte per il MACHU PICHU, tutto il nostro viaggio è stato incentrato su questo momento.
    Purtroppo ho passato una notte da incubo, deve avermi fatto male la birra gelata che ho bevuto ieri sera a cena, non ho fatto altro che fare avanti e indietro dal bagno al letto per tutta la notte. Ci alziamo alle cinque del mattino perché alle sei vengono a prenderci, sono uno straccio ma cerco di farmi forza perché per niente al mondo rinuncerei a partire. Il viaggio non è per niente piacevole, il primo pezzo di strada è un susseguirsi di curve e per me che già patisco la macchina e in più non sto bene è un incubo. Quando finalmente ci fermiamo per il pranzo prendo una pastiglia per il mal d’auto e nel secondo tratto, quello sulla strada sterrata che passa per la foresta amazzonica praticamente non faccio altro che dormire, ma i miei compagni di viaggio sono rimasti affascinati dal paesaggio, anche se pare che la strada sia alquanto pericolosa, visto che rasenta spesso e volentieri il burrone, ma anche questo fa parte del Perù Indimenticabile. Quando finalmente arriviamo sono distrutta, voglio solo andare a letto, ma devo aspettare che tutti abbiano finito di mangiare e che la guida ci abbia spiegato il programma per domani e ci accompagni ai rispettivi alberghi.
    Sveglia alle tre di notte, colazione e poi in coda per prendere il pullman che ci porterà all’ingresso del Machu Pichu. Finalmente alle 5.30 ci fanno ordinatamente salire sui pullman e in circa 30 minuti si arriva all’ingresso del sito, qui un’altra coda , poi noi che non intendiamo salire al Huaina pichu riusciamo a passare un po’ prima, abbiamo deciso di non fare la scalata al Huaina perché io non sono in condizioni di poter fare un percorso che a detta di tutti è parecchio impegnativo e quindi ci accontentiamo di vedere solo il Machu. Quando finalmente riusciamo ad entrare, tutto ciò che abbiamo visto in questi giorni scompare surclassato dalla bellezza di questo sito, è veramente magico e non vi sono parole per descrivere quello che abbiamo provato, il sito era inondato dal sole e intorno le montagne erano ancora coperte dalle nubi, spuntavano solo le cime, creando un effetto da incanto, siamo rimasti lì ammutoliti per un sacco di tempo a contemplare questo luogo meraviglioso che mischia la capacità degli uomini con la meraviglia della natura. Poi naturalmente ci siamo scatenati con foto e filmati che non renderanno neanche una minima parte di ciò che gli occhi e il cuore hanno visto. Tutte le nostre fatiche, i nostri malesseri da soroche sono in questo momento scomparsi, rimane solo la bellezza e la magia di questo posto.
    Nel pomeriggio dopo aver girato e rigirato tra le rovine si torna ad Aguacalientes , ritiriamo dall’albergo lo zaino e poi andiamo a fare qualche compera, poi si rimane in attesa del treno che ci porterà a Ollantaytambo dove ci aspettano con la macchina per portarci Cusco dove Paolo ci preleverà per accompagnarci in albergo.
    Al mattino siamo molto tristi, la nostra vacanza è finita e dobbiamo salutare Paolo. Il ritorno a casa è un po’ malinconico , ma anche felice perché abbiamo tante cose da raccontare ai nostri cari che ci aspettano con impazienza.
    Questo è stato per noi il viaggio più bello che abbiamo fatto, perché ci ha permesso di visitare un paese fantastico come il Perù in assoluta libertà, ma nello stesso tempo con la sicurezza che si può avere viaggiando con una persona che conosce i luoghi, sa evitarti i pericoli e ti consiglia, ti spiega e ti racconta e per questo dobbiamo ringraziare Paolo Perniceni (www.peruindimenticabile.com) che è stato oltre che un ottima guida anche un meraviglioso amico. Grazie Paolo.