1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 20/8/2010 12:15

    Dal 24 al 31 luglio 2010 sono stata con il mio ragazzo a Brela, piccola cittadina nella riviera di Makarska in Dalmazia.

    Per la terza volta la scelta delle vacanze è caduta sulla Croazia (nel 2005 siamo stati in Istria, nel 2008 a Pag) e questa volta abbiamo deciso di vedere questa regione affascinante.

    Siamo partiti venerdì 23 sera e abbiamo dormito a Gorizia, dove il mio ragazzo ha un appartamento di famiglia. Sabato alle 8.00 eravamo in partenza. Abbiamo seguito stradine periferiche per evitare di pagare la vigneta in Slovenia. Fortunatamente non abbiamo trovato molto traffico nemmeno al confine tra Slovenia e Croazia. Alla frontiera ci hanno consegnato una cartina della Croazia ed un opuscolo con informazioni turistiche: un modo semplice e utile di darci il benvenuto!

    Siamo arrivati a Brela verso le 16.00. Abbiamo subito individuato la strada (la strada principale… o l’unica?) dove c’è Villa Dominik dove avevamo prenotato un mini appartamento per la settimana. La proprietaria parla un buon inglese e l’appartamento pur essendo davvero molto piccolo soddisfa ampiamente le nostre esigenze. Si vede che è praticamente nuovo, i mobili sono in perfette condizioni, la luce è fornita da moderni faretti. In bagno ci sono pure gli asciugamani. Nei giorni successivi abbiamo anche scoperto che una signora veniva a pulire e svuotare i cestini… tutto per 55 euro a notte, un prezzo direi buono per il servizio offerto. In Croazia si può alloggiare anche spendendo molto meno ma trovando magari poca pulizia o case decadenti. Noi siamo rimasti molto soddisfatti.

    Visto l’ora non perdiamo molto tempo ma andiamo subito alla scoperta della spiaggia di Brela, le spiagge sono numerose e affascinanti, acqua limpida e i pini che regalano ombra ai bagnanti, ma sono molto strette e perciò affollatissime, ci fermiamo in un punto a caso per fare il nostro primo bagno. Ma non ci fermiamo molto e preferiamo fare una bella passeggiata che ci porta fino a Punta Rata dove poco dopo possiamo ammirare il famoso scoglio con alberi che capeggia in molti depliant croati.

    Andiamo a casa e dopo una doccia e una pasta andiamo a fare un giro per il paese (che poi coincide esattamente con il lungomare) cambiamo le kune (consiglio di non cambiarle appena arrivati in croazia, il cambio non è mai troppo favorevole, conviene arrivare a destinazione e guardare l’offerta. Tanto se proprio dovete comprare qualcosa gli euro li accettano praticamente ovunque) e mangiamo una grande coppa di gelato che però non assomiglia nemmeno lontanamente a quello italiano!

    Domenica 25 ci svegliamo e fuori il vento è fortissimo, il mare, che si vede dalla porta del nostro appartamento, è agitatissimo. Decidiamo allora di fare la nostra prima escursione fuori zona: destinazione Bosnia-Herzegovina. Il viaggio non è proprio così corto come sembra anche perché per prendere l’autostrada da Brela bisogna salire un bel po’ per una strada piena di curve (dove incontriamo uno scoiattolo a bordo strada), dopo l’autostrada si incontrano strade secondarie, strette che rallentano il percorso. Il paesaggio però è verde e affascinante.

    Arriviamo a Mostar e la periferia si presenta nella confusione tipica delle città più grandi e non nasconde i segni di una guerra finita da non molto tempo. Lasciamo la macchina nel parcheggio semi vuoto di un pronto soccorso proprio a pochi passi dall’entrata alla città vecchia ed è uno spettacolo. Si vede che è stata da poco sistemata, tutto è bianco come la pietra di cui sono fatte case e strade. Bellissimo anche se i negozi e i bar sono proprio solo turistici … la passeggiata è piacevole, passiamo sul famoso ponte e spira un vento fortissimo. Visitiamo anche una Moschea, piccola ma decorata in modo piacevole. Mangiamo qualche schiacciatina e grissini che ci siamo portati e decidiamo di bere qualcosa di fresco in un locale costruito all’interno di una grotta. E’ un locale alla moda, giovanile, con musica ad alto volume, negli arredi lo stile è quello orientale ma nell’offerta si avvicina alla cultura occidentale anche se in un spazio poco lontano si possono fumare narghilè.

    Ritorniamo verso la macchina e ci dirigiamo verso Medjgourie, dove però vediamo solo il centro con la Chiesa. Purtroppo non avevamo con noi una guida della zona e le indicazioni per il Crocifisso che lacrima dal ginocchio non c’erano, inoltre la salita al Monte delle apparizioni era di circa un’ora, tra andare e tornare si sarebbe fatto tardi. Sicuramente è una gita da organizzare con gruppi religiosi che permettono di immergersi maggiormente nell’atmosfera spirituale che dalla via principale, troppo turistica, si respira molto poco.

    Prossima e ultima tappa: la cascata di Kravica a meno di 15 chilometri da Medjgourie. Ci fermiamo appena vediamo un grande parcheggio e proseguiamo, in discesa, a piedi per circa 15 minuti, in realtà si può scendere anche con l’auto. Dall’alto lo spettacolo è davvero bello! Un’imponente cascata compare in mezzo al verde della vegetazione e si getta in un laghetto verdissimo. Dall’alto viene proprio voglia di farsi il bagno, e infatti giù ci sono parecchi bagnanti, 3 bar e tanta gente che prende il sole. Purtroppo questa gente non è educatissima e per terra la pulizia non è totale. Io metto i piedi in acqua e ovviamente la sento gelata. Mangiamo un gelato e ritorniamo all’auto. Dopo la cena a casa siamo talmente stanchi da non aver la forza per uscire.

    Lunedì 26 lo dedichiamo alla spiaggia. Il vento è forte anche questa mattina e il mare sembra ancora mosso. Avevamo adocchiato una bellissima spiaggia all’altezza dello svincolo per salire verso l’autostrada ma visto che richiede una lunga passeggiata rimandiamo e proseguiamo verso Mimice. Lasciamo l’auto proprio vicino alla spiaggia. La località sorge proprio sul mare. L’acqua ha un colore favoloso ma è proprio fredda. Sono appena le 9.30, ci godiamo la tranquillità della spiaggia poco affollata. Restiamo un paio d’ore poi decidiamo di spostarci verso una spiaggia di cui il mio ragazzo aveva visto delle foto in internet, verso Tupice. Non sapendo con certezza dove si trovi prendiamo una strada che scende verso il mare, una sbarra ferma la discesa e un ragazzo chiede 50 kune per il parcheggio sotto. Proviamo ad andare e decisamente non vale la pena scendere, conviene lasciare l’auto poco sopra la sbarra e poi scendere a piedi. La spiaggia sarebbe molto bella, purtroppo la pineta che la precede è in uno stato pietoso: ci sono costruzioni abbandonate, rifiuti sparsi, il bar sembra appena stato colpito da un missile. Insomma: proprio una tristezza. Eppure è super affollato! Proseguiamo un po’ a piedi sopra gli scogli, li la situazione è più tranquilla e vivibile. Dopo un po’ incontriamo una micro spiaggia bellissima! Sembra uscita da un catalogo viaggi. Siccome c’è già qualcuno il mio ragazzo vuole provare a vedere se si trova qualcosa più avanti e soprattutto se si raggiunge quella spiaggia di cui aveva visto le foto. Ma dopo un po’ che camminiamo decidiamo di tornare alla piccola spiaggetta. Passiamo li il pomeriggio, mangiando qualche cosa che avevamo nello zaino e un gelato che il mio ragazzo va a comparare al bar della spiaggia grande. Il posto è davvero un piccolo incanto. L’acqua è fredda ma limpida, con tanti pesciolini che per la prima volta posso fotografare visto che un nostro amico ci ha prestato la custodia subacquea per la macchina fotografica. Questa spiaggia è Fkk ma quando ci siamo stati noi erano più quelli con il costume (come noi) che quelli senza. Quando siamo abbastanza cotti dal sole rientriamo a Brela. La sera facciamo un giretto sempre a Brela.

    Martedì 27 seconda gita: Parco Nazionale delle cascate di Krka. Mi ero documentata e credendo di fare la scelta giusta ci dirigiamo a Skradin da dove c’è una delle possibili entrate al parco. Né la guida né le indicazione che avevo trovato in internet e in questo sito erano state troppo chiare su quale fosse il modo migliore per visitare al meglio il parco. Diciamo che esistono due modi: il battello da prendere a Skradin e che permette di visitare entrambe le cascate e l’isola di Visovac; oppure si usa l’auto e una volta visitata una cascata si va all’altra. Non sapendolo arrivati a Skradin non abbiamo preso il battello ma abbiamo parcheggiato poco più su del centro del paese dove esiste un’entrata al parco. Il ragazzo addetto del parco che ci accoglie all’ingresso ci dice che a piedi la prima cascata distava 4 km, così decidiamo di fare una bella passeggiata, il sentiero è semplice, si costeggia il fiume krka, direi che è piacevole. Abbiamo incontrato moltissimi ciclisti che avevano affittato la bici a Skradin. La cascata è imponente, è possibile fare il bagno ma a noi non ha fatto venire voglia di immergerci…pur essendo tutto molto bello. Abbiamo seguito il percorso di circa un’ora che permette di vedere la cascata da vari punti di vista e ammirare anche i resti della seconda (per data di nascita) centrale idroelettrica al mondo.

    Concluso il giro abbiamo mangiato i panini che c’eravamo portati da casa e siamo tornati all’auto. Il ragazzo che ci aveva accolto ci dice che per vedere l’altra cascata e il lago bisogna fare in auto 50 km di strade secondarie. L’idea non ci piace e decidiamo di fare una passeggiata a Trogir, tra l’altro il tempo si sta facendo minaccioso e infatti dopo poco il nostro arrivo incomincia a piovere! Trogir è davvero un piccolo gioiello, la periferia è quella di un centro turistico trafficato e caotico, ma il centro storico è incantevole. Si visita rapidamente ed è piacevole passeggiare peccato per la pioggia che un po’ ha rovinato l’atmosfera, per fortuna è durata poco. Cambiamo altri euro visto che il cambio è qui molto favorevole e io compro al mercato davanti alla porta di accesso al centro storico un po’ di frutta. Torniamo a casa abbastanza soddisfatti anche se io sono amareggiata della visita parziale fatta a Krka.

    La sera andiamo a Baska Voda in auto, e paghiamo il parcheggio, scoprendo solo tornando indietro a fine serata che dal nostro appartamento in 15 minuti a piedi si raggiunge Baska Voda. Questa cittadina è più grande di Brela quindi offre più locali e qualche negozio in più. Il lungomare è carino con un bel porticciolo. Mangiamo palacinke (crepes) alla nutella: buone ma davvero pesanti.

    Mercoledì 28 affrontiamo la discesa alla bella spiaggia che avevamo notato dal primo giorno. Lasciamo l’auto al lato della strada litoranea e iniziamo la discesa. Il tutto dura più di 30 minuti, la discesa all’inizio piacevole, diventa sempre più impegnativa e direi un po’ pericolosa. Il percorso non è segnato in modo chiarissimo, bisogna prestare attenzione o si rischia di perdersi. Riusciamo comunque ad arrivare sani e salvi alla spiaggia dove troviamo già qualcuno con la barca. Noi ci sistemiamo a metà vicino ad un ruscello d’acqua che dalla base della montagna va al mare. Nel corso della giornata capiremo di non aver fatto la scelta migliore visto che tutti i bambini che passano per la spiaggia trovano (giustamente) questo il luogo ideale per giocare. La spiaggia è davvero bellissima, sassi bianchi, acqua pulita e cristallina. Solo qualche rifiuto portato dall’acqua in alcuni angoli della spiaggia. La giornata passa tra bagni di sole e di mare. Ci cimentiamo ancora con le foto subacquee. Il ritorno all’auto è faticoso quanto la discesa ma meno pericoloso. Dopo cena breve passeggiata a Brela.

    Giovedì 29 la meta per oggi è lontana: Dubrovnik! Andiamo per l’autostrada fino a ravca, poi stradine e infine la litoranea. Il paesaggio da Opuzen in giù è bellissimo tanto che temo che il mio ragazzo mi rinfacci il fatto che lui avrebbe preferito alloggiare per tutta la settimana vicino a Dubrovnik. La penisola di Peljesac che si ammira per tutta la sua lunghezza sembra un piccolo paradiso per diportisti ma anche più giù la miriade di isole presenti è davvero un bello spettacolo. Ci fermiamo per fare foto panoramiche. Bisogna passare due volte il confine, visto che si passa l’unica località bosniaca sulla costa: Neum, ma c’è un po’ di coda solo entrando in Bosnia, mentre uscendone non c’è nemmeno una vera e propria frontiera.

    Arrivati a Dubrovnik parcheggiamo e ci dirigiamo verso la città vecchia. Devo dire che mi ha colpito moltissimo, è davvero molto bella. Queste pietre bianche sono piacevolissime da vedere e rendono la cittadina elegante. Ovviamente lo stradun è pieno di turisti (molti gli italiani).

    Facciamo un giro e poi cerchiamo un posto dove mangiare, i prezzi sono uguali a quelli italiani. Ci sediamo in una pizzeria (Mea Culpa) dove mangiamo una pizza davvero “pesante”, loro mettono formaggio al posto della mozzarella, in più questa pizza era abbastanza alta e corposa, buona ma a metà ero già piena. Sono riuscita a finirla solo con grande sforzo. Dopo pranzo avevamo intenzione di fare il giro delle mura (quasi 2 chilometri) ma l’orario era quello peggiore (14.00 circa) e nessuno dei due era molto in vena. Siamo allora tornati all’auto e su consiglio della guida che avevo preso in biblioteca andiamo verso sud, a pochi chilometri c’è uno spiazzo da dove si può ammirare tutta la città circondata dalle mura!!! Bella vista e bello spettacolo. Riprendiamo l’auto dopo un po’ di foto e torniamo verso nord, vogliamo fermarci in una delle spiagge che abbiamo ammirato andando verso Debrovnik. Fermandoci un paio di volte per capire se dovevamo andare avanti o se fossimo arrivati dove volevamo, alla fine troviamo la nostra spiaggia da cartolina, un istmo di terra che si protende sul mare, qualche piccolo sasso, acqua e un isolotto alberato attaccato. Magnifico. Con una “passeggiata” di 10 minuti scendiamo. C’erano solo due coppie, subito dopo di noi arrivano altre 6 persone. Il posto è davvero incantevole e mi rammarico di non avere con me la custodia subacquea per la macchina fotografica: la vegetazione acquatica è diversa da quella della zona di Brela…peccato! Ci godiamo un bagnetto, ci riposiamo un po’ e poi ci mettiamo in macchina visto che ci attende un lungo ritorno. Questa volta decidiamo di percorrere tutta la litoranea è in effetti ci mettiamo meno dell’andata anche perché, fortunatamente, non troviamo traffico.

    La sera non abbiamo le forze per uscire.

    Venerdì 30 lo avremmo voluto dedicare interamente al mare ma c’è maltempo, la mattina i nuvoloni sembrano incombere ma non piove, facciamo una passeggiata fino allo scoglio simbolo di Brela per fare un po’ di foto. Pranziamo presto perché visto che non ha piovuto vogliamo andare in spiaggia presto. Ma alla fine perdiamo molto tempo a cercare una spiaggia dopo Makarska che non troviamo, torniamo delusi a Brela e ci distendiamo un po’ proprio sotto il nostro appartamento, c’è vento, il sole è coperto e l’acqua è ghiacciata: niente ultimo bagno!

    Torniamo a casa e dopo una doccia usciamo per andare a cena a Baska Voda, senza auto al seguito.

    Camminiamo e guardiamo con attenzione le pizzerie e i ristoranti per scegliere bene dove cenare. Alcuni locali, molto carini, sono però troppo pretenziosi per il nostro carattere e soprattutto per le nostre tasche. Alla fine scegliamo il papagaj e ci sediamo fuori. La cameriera conosce l’italiano. Scegliamo di prendere anche un aperitivo e io chiedo “quello che bevono i croati”, torna con un bicchiere largo riempito come se fosse un liquore da una bevanda scura. Non favolosa ma accettabile. Prendiamo le pizze e sono esattamente l’opposto di quelle mangiate a Dubrovnik: leggere e fine, davvero molto buone. Abbiamo speso poco e mangiato bene, ci hanno anche offerto una grappa a fine pasto. Da consigliare.

    Abbiamo proseguito la serata con una passeggiata e una pastina per Giuseppe, una palacinka per me.

    Sabato 31 abbiamo lasciato Brela sotto un’abbondante pioggia. Il ritorno è stato abbastanza tranquillo dato il poco traffico contrariamente a quanto ci aspettassimo!

    Consiglio di visitare queste zone perché davvero piacevoli, ma se potete scegliere sono certa che a giugno o inizio settembre si possa godere di più delle piccole ma belle spiagge di Brela. La zona offre poi tantissime possibili escursioni (bisogna però mettere in conto tanta benzina e ore in auto), una settimana è davvero troppo poco per poter apprezzare al massimo questa regione estesa e, soprattutto, ricca di storia e di panorami mozzafiato!

  2. atena82
    , 20/8/2010 12:15
    Dal 24 al 31 luglio 2010 sono stata con il mio ragazzo a Brela,
    piccola cittadina nella riviera di Makarska in Dalmazia.

    Per la terza volta la scelta delle vacanze è caduta sulla Croazia (nel 2005 siamo stati in Istria, nel 2008 a Pag) e questa volta abbiamo deciso di vedere questa regione affascinante.

    Siamo partiti venerdì 23 sera e abbiamo dormito a Gorizia, dove il mio ragazzo ha un appartamento di famiglia. Sabato alle 8.00 eravamo in partenza. Abbiamo seguito stradine periferiche per evitare di pagare la vigneta in Slovenia. Fortunatamente non abbiamo trovato molto traffico nemmeno al confine tra Slovenia e Croazia. Alla frontiera ci hanno consegnato una cartina della Croazia ed un opuscolo con informazioni turistiche: un modo
    semplice e utile di darci il benvenuto!

    Siamo arrivati a Brela verso le 16.00. Abbiamo subito individuato la strada (la strada principale… o l’unica?) dove c’è Villa Dominik dove avevamo prenotato un mini appartamento per la settimana. La proprietaria parla un buon inglese e l’appartamento pur essendo davvero molto piccolo soddisfa ampiamente le nostre esigenze. Si vede che è praticamente nuovo, i mobili sono in perfette condizioni, la luce è fornita da moderni faretti. In bagno ci sono pure gli asciugamani. Nei giorni successivi abbiamo anche scoperto che una signora veniva a pulire e svuotare i cestini…
    tutto per 55 euro a notte, un prezzo direi buono per il servizio offerto. In Croazia si può alloggiare anche spendendo molto meno ma trovando magari poca pulizia o case decadenti. Noi siamo rimasti molto soddisfatti.

    Visto l’ora non perdiamo molto tempo ma andiamo subito alla scoperta della spiaggia di Brela, le spiagge sono numerose e affascinanti, acqua limpida e i pini che regalano ombra ai bagnanti,
    ma sono molto strette e perciò affollatissime, ci fermiamo in un punto a caso per fare il nostro primo bagno. Ma non ci fermiamo molto e preferiamo fare una bella passeggiata che ci porta fino a Punta Rata dove poco dopo possiamo ammirare il famoso scoglio con alberi che capeggia in molti depliant croati.

    Andiamo a casa e dopo una doccia e una pasta andiamo a fare un giro per il paese (che poi coincide esattamente con il lungomare) cambiamo le kune (consiglio di non cambiarle appena arrivati
    in croazia, il cambio non è mai troppo favorevole, conviene arrivare a destinazione e guardare l’offerta. Tanto se proprio dovete comprare qualcosa gli euro li accettano praticamente ovunque) e mangiamo una grande coppa di gelato che però non assomiglia nemmeno lontanamente a quello italiano!

    Domenica 25 ci svegliamo e fuori il vento è fortissimo, il mare, che si vede dalla porta del nostro appartamento, è agitatissimo. Decidiamo allora di fare la nostra prima escursione fuori zona: destinazione Bosnia-Herzegovina. Il viaggio non è proprio così corto come sembra anche perché per prendere l’autostrada da Brela bisogna salire un bel po’ per una strada piena di curve (dove incontriamo uno scoiattolo a bordo strada), dopo l’autostrada si incontrano strade secondarie, strette che rallentano il percorso. Il paesaggio però è verde e affascinante.

    Arriviamo a Mostar e la periferia si presenta nella confusione tipica delle città più grandi e non nasconde i segni di una guerra finita da non molto tempo. Lasciamo la macchina nel parcheggio semi vuoto di un pronto soccorso proprio a pochi passi dall’entrata alla città vecchia ed è uno spettacolo. Si vede che è stata da poco sistemata, tutto è bianco come la pietra di cui sono fatte case e strade. Bellissimo anche se i negozi e i bar sono proprio solo turistici … la passeggiata è piacevole, passiamo sul famoso ponte e spira un vento fortissimo. Visitiamo anche una
    Moschea, piccola ma decorata in modo piacevole. Mangiamo qualche schiacciatina e grissini che ci siamo portati e decidiamo di bere qualcosa di fresco in un locale costruito all’interno di una grotta. E’ un locale alla moda, giovanile, con musica ad alto volume, negli arredi lo stile è quello orientale ma nell’offerta si avvicina alla cultura occidentale anche se in un spazio poco lontano si possono fumare narghilè.

    Ritorniamo verso la macchina e ci dirigiamo verso Medjgourie, dove però vediamo solo il centro con la Chiesa.
    Purtroppo non avevamo con noi una guida della zona e le indicazioni per il Crocifisso che lacrima dal ginocchio non c’erano, inoltre la salita al Monte delle apparizioni era di circa un’ora, tra andare e tornare si sarebbe fatto tardi. Sicuramente è una gita da organizzare con gruppi religiosi che permettono di immergersi maggiormente nell’atmosfera spirituale che dalla via principale, troppo turistica, si respira molto poco.

    Prossima e ultima tappa: la cascata di Kravica a meno di 15 chilometri da Medjgourie. Ci fermiamo appena vediamo un grande parcheggio e proseguiamo, in discesa, a piedi per circa 15 minuti, in realtà si può scendere anche con l’auto. Dall’alto lo spettacolo è
    davvero bello! Un’imponente cascata compare in mezzo al verde della vegetazione e si getta in un laghetto verdissimo. Dall’alto viene proprio voglia di farsi il bagno, e infatti giù ci sono parecchi bagnanti, 3 bar e tanta gente che prende il sole. Purtroppo questa gente non è educatissima e per terra la pulizia non è totale. Io metto i piedi in acqua e ovviamente la sento gelata. Mangiamo un gelato e ritorniamo all’auto. Dopo la cena a casa siamo talmente
    stanchi da non aver la forza per uscire.

    Lunedì 26 lo dedichiamo alla spiaggia. Il vento è forte anche questa mattina e il mare sembra ancora mosso. Avevamo adocchiato una bellissima spiaggia all’altezza dello svincolo per
    salire verso l’autostrada ma visto che richiede una lunga passeggiata rimandiamo e proseguiamo verso Mimice. Lasciamo l’auto proprio vicino alla spiaggia. La località sorge proprio sul mare. L’acqua ha un colore favoloso ma è proprio fredda. Sono appena le 9.30, ci godiamo la tranquillità della spiaggia poco affollata. Restiamo un paio d’ore poi decidiamo di spostarci
    verso una spiaggia di cui il mio ragazzo aveva visto delle foto in internet, verso Tupice. Non sapendo con certezza dove si trovi prendiamo una strada che scende verso il mare, una sbarra ferma la discesa e un ragazzo chiede 50 kune per il parcheggio sotto. Proviamo ad andare e decisamente non vale la pena scendere,
    conviene lasciare l’auto poco sopra la sbarra e poi scendere a piedi. La spiaggia sarebbe molto bella, purtroppo la pineta che la precede è in uno stato pietoso: ci sono costruzioni abbandonate, rifiuti sparsi, il bar sembra appena stato colpito da un missile. Insomma: proprio una tristezza. Eppure è super affollato! Proseguiamo un po’ a piedi sopra gli scogli, li la situazione è più
    tranquilla e vivibile. Dopo un po’ incontriamo una micro spiaggia bellissima!
    Sembra uscita da un catalogo viaggi. Siccome c’è già qualcuno il mio ragazzo vuole provare a vedere se si trova qualcosa più avanti e soprattutto se si raggiunge quella spiaggia di cui aveva visto le foto. Ma dopo un po’ che camminiamo decidiamo di tornare alla piccola spiaggetta. Passiamo li il pomeriggio, mangiando qualche cosa che avevamo nello zaino e un gelato che il mio ragazzo va a comparare al bar della spiaggia grande. Il posto è davvero un piccolo incanto. L’acqua è fredda ma limpida, con tanti pesciolini che per la prima volta posso fotografare visto che un nostro amico ci ha prestato la custodia subacquea per la macchina fotografica. Questa spiaggia è Fkk ma quando ci siamo stati noi erano più quelli con il costume (come noi) che quelli senza.
    Quando siamo abbastanza cotti dal sole rientriamo a Brela. La sera facciamo un giretto sempre a Brela.

    Martedì 27 seconda gita: Parco Nazionale delle cascate di Krka. Mi ero documentata e credendo di fare la scelta giusta ci dirigiamo a Skradin da dove c’è una delle possibili entrate al parco. Né la
    guida né le indicazione che avevo trovato in internet e in questo sito erano state troppo chiare su quale fosse il modo migliore per visitare al meglio il parco. Diciamo che esistono due modi: il battello da prendere a Skradin e che permette di visitare entrambe le cascate e l’isola di Visovac; oppure si usa l’auto e una volta visitata una cascata si va all’altra. Non sapendolo arrivati a Skradin non abbiamo preso il battello ma abbiamo parcheggiato poco più su del centro del paese dove esiste un’entrata al parco. Il ragazzo addetto del parco che ci accoglie all’ingresso ci dice che a piedi la prima cascata distava 4 km, così decidiamo di fare una bella passeggiata, il sentiero è semplice, si costeggia il fiume krka, direi che è piacevole. Abbiamo incontrato moltissimi
    ciclisti che avevano affittato la bici a Skradin. La cascata è imponente, è possibile fare il bagno ma a noi non ha fatto venire voglia di immergerci…pur essendo tutto molto bello. Abbiamo seguito il percorso di circa un’ora che permette di vedere la cascata da vari punti di vista e ammirare anche i resti della seconda (per data di nascita) centrale idroelettrica al mondo.

    Concluso il giro abbiamo mangiato i panini che c’eravamo portati da casa e siamo tornati all’auto. Il ragazzo che ci aveva accolto ci dice che per vedere l’altra cascata e il lago bisogna fare in auto 50 km di strade secondarie. L’idea non ci piace e decidiamo di fare una passeggiata a Trogir, tra l’altro il tempo si sta facendo minaccioso e infatti dopo poco il nostro arrivo incomincia a piovere! Trogir è davvero un piccolo gioiello, la periferia è quella di un centro turistico trafficato e caotico, ma il centro storico è incantevole. Si visita rapidamente ed è piacevole passeggiare peccato per la pioggia che un po’ ha rovinato l’atmosfera, per
    fortuna è durata poco. Cambiamo altri euro visto che il cambio è qui molto favorevole e io compro al mercato davanti alla porta di accesso al centro storico un po’ di frutta. Torniamo a casa abbastanza soddisfatti anche se io sono amareggiata della visita parziale fatta a Krka.

    La sera andiamo a Baska Voda in auto, e paghiamo il parcheggio, scoprendo solo tornando indietro a fine serata che dal nostro appartamento in 15 minuti a piedi si raggiunge Baska Voda.
    Questa cittadina è più grande di Brela quindi offre più locali e qualche negozio in più. Il lungomare è carino con un bel porticciolo. Mangiamo palacinke (crepes) alla nutella: buone ma davvero pesanti.

    Mercoledì 28 affrontiamo la discesa alla bella spiaggia che avevamo notato dal primo giorno. Lasciamo l’auto al lato della strada litoranea e iniziamo la discesa. Il tutto dura più di 30 minuti, la discesa all’inizio piacevole, diventa sempre più impegnativa e
    direi un po’ pericolosa. Il percorso non è segnato in modo chiarissimo, bisogna prestare attenzione o si rischia di perdersi. Riusciamo comunque ad arrivare sani e salvi alla spiaggia dove troviamo già qualcuno con la barca. Noi ci sistemiamo a metà vicino ad un ruscello d’acqua che dalla base della montagna
    va al mare. Nel corso della giornata capiremo di non aver fatto la scelta migliore visto che tutti i bambini che passano per la spiaggia trovano (giustamente) questo il luogo ideale per giocare. La spiaggia è davvero bellissima, sassi bianchi, acqua pulita e cristallina. Solo qualche rifiuto portato dall’acqua in alcuni angoli della spiaggia. La giornata passa tra bagni di sole e di mare. Ci cimentiamo ancora con le foto subacquee. Il ritorno all’auto è faticoso quanto la discesa ma meno pericoloso. Dopo cena breve
    passeggiata a Brela.

    Giovedì 29 la meta per oggi è lontana: Dubrovnik! Andiamo per l’autostrada fino a ravca, poi stradine e infine la litoranea. Il paesaggio da Opuzen in giù è bellissimo tanto che temo
    che il mio ragazzo mi rinfacci il fatto che lui avrebbe preferito alloggiare per tutta la settimana vicino a Dubrovnik. La penisola di Peljesac che si ammira per tutta la sua lunghezza sembra un piccolo paradiso per diportisti ma anche più giù la miriade di isole presenti è davvero un bello spettacolo. Ci fermiamo per fare foto panoramiche. Bisogna passare due volte il confine, visto che si
    passa l’unica località bosniaca sulla costa: Neum, ma c’è un po’ di coda solo entrando in Bosnia, mentre uscendone non c’è nemmeno una vera e propria frontiera.

    Arrivati a Dubrovnik parcheggiamo e ci dirigiamo verso la città vecchia. Devo dire che mi ha colpito moltissimo, è davvero molto bella. Queste pietre bianche sono piacevolissime da vedere e
    rendono la cittadina elegante. Ovviamente lo stradun è pieno di turisti (molti gli italiani).

    Facciamo un giro e poi cerchiamo un posto dove mangiare, i prezzi sono uguali a quelli italiani. Ci sediamo in una pizzeria (Mea Culpa) dove mangiamo una pizza davvero “pesante”, loro
    mettono formaggio al posto della mozzarella, in più questa pizza era abbastanza alta e corposa, buona ma a metà ero già piena. Sono riuscita a finirla solo con grande sforzo. Dopo pranzo avevamo intenzione di fare il giro delle mura (quasi 2 chilometri) ma l’orario era quello peggiore (14.00 circa) e nessuno dei due
    era molto in vena. Siamo allora tornati all’auto e su consiglio della guida che avevo preso in biblioteca andiamo verso sud, a pochi chilometri c’è uno spiazzo da dove si può ammirare tutta la città circondata dalle mura!!! Bella vista e bello spettacolo. Riprendiamo l’auto dopo un po’ di foto e torniamo verso nord,
    vogliamo fermarci in una delle spiagge che abbiamo ammirato andando verso Debrovnik. Fermandoci un paio di volte per capire se dovevamo andare avanti o se fossimo arrivati dove volevamo, alla fine troviamo la nostra spiaggia da cartolina, un istmo di terra che si protende sul mare, qualche piccolo sasso, acqua e un isolotto alberato attaccato. Magnifico. Con una “passeggiata” di 10
    minuti scendiamo. C’erano solo due coppie, subito dopo di noi arrivano altre 6 persone. Il posto è davvero incantevole e mi rammarico di non avere con me la custodia subacquea per la macchina fotografica: la vegetazione acquatica è diversa da
    quella della zona di Brela…peccato! Ci godiamo un bagnetto, ci riposiamo un po’ e poi ci mettiamo in macchina visto che ci attende un lungo ritorno. Questa volta decidiamo di percorrere tutta la litoranea è in effetti ci mettiamo meno dell’andata anche perché, fortunatamente, non troviamo traffico.

    La sera non abbiamo le forze per uscire.

    Venerdì 30 lo avremmo voluto dedicare interamente al mare ma c’è maltempo, la mattina i nuvoloni sembrano incombere ma non piove, facciamo una passeggiata fino allo scoglio simbolo di
    Brela per fare un po’ di foto. Pranziamo presto perché visto che non ha piovuto vogliamo andare in spiaggia presto. Ma alla fine perdiamo molto tempo a cercare una spiaggia dopo Makarska che non troviamo, torniamo delusi a Brela e ci distendiamo un po’ proprio sotto il nostro appartamento, c’è vento, il sole è
    coperto e l’acqua è ghiacciata: niente ultimo bagno!

    Torniamo a casa e dopo una doccia usciamo per andare a cena a Baska Voda, senza auto al seguito.

    Camminiamo e guardiamo con attenzione le pizzerie e i ristoranti per scegliere bene dove cenare. Alcuni locali, molto carini, sono però troppo pretenziosi per il nostro carattere e soprattutto per le nostre tasche. Alla fine scegliamo il papagaj e ci sediamo fuori. La cameriera conosce l’italiano. Scegliamo di prendere anche un aperitivo e io chiedo “quello che bevono i croati”, torna con un bicchiere largo riempito come se fosse un liquore da una
    bevanda scura. Non favolosa ma accettabile. Prendiamo le pizze e sono esattamente l’opposto di quelle mangiate a Dubrovnik: leggere e fine, davvero molto buone. Abbiamo speso poco e mangiato bene, ci hanno anche offerto una grappa a fine pasto. Da consigliare.

    Abbiamo proseguito la serata con una passeggiata e una pastina per Giuseppe, una palacinka per me.

    Sabato 31 abbiamo lasciato Brela sotto un’abbondante pioggia. Il ritorno è stato abbastanza tranquillo dato il poco traffico contrariamente a quanto ci aspettassimo!

    Consiglio di visitare queste zone perché davvero piacevoli, ma se potete scegliere sono certa che a giugno o inizio settembre si possa godere di più delle piccole ma belle spiagge di Brela. La zona offre poi tantissime possibili escursioni (bisogna però mettere in conto tanta benzina e ore in auto), una settimana è davvero troppo poco per poter apprezzare al massimo questa regione estesa e, soprattutto, ricca di storia e di panorami mozzafiato!