1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 19/8/2010 12:49

    Finalmente Cuba,

    Da sempre sognata, ma per tanti motivi, mai raggiunta..

    Addirittura dopo 15 giorni di Cuba, concentrandoci soprattutto nella zona occidentale dell’isola, mi convinco a scrivere 2 righe sulla nostra esperienza, noi che da sempre usufruiamo di questo sito senza mai apportare un valore aggiunto(potenza di Cuba!)

    Premetto che il viaggio è stato ancora più interessante e appassionante perché ci siamo tolti lo sfizio di concedere passaggi agli innumerevoli autostoppisti che lo richiedevano. In questo modo abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con chiunque, dalla nonna con nipotino al poliziotto piuttosto che al militare che tornava a trovare la famiglia…Ognuno si è posto in modo differente, c’era quello che non smetteva di parlare dall’inizio alla fine del passaggio ma c’era anche chi ti “utilizzava” come mezzo di trasporto pubblico e durante il viaggio non faceva altro che dormire.

    Purtroppo girando in macchina(l’abbiamo fatto per 10 giorni) ti rendi conto che esiste un’intera fetta di popolazione che si muove grazie all’autostop e per i più svariati motivi, dal lavoro alla scuola ecc....

    Arriviamo all’havana con un volo air france da Milano e trascorriamo le prime 3 notti in una casa particolar di fronte all’hotel nacional, unico vero benefit di questa casa , oltre ovviamente alla vista del malecon..stupenda dalla nostra camera. E’ stata la casa che ricordiamo meno volentieri perché i proprietari non erano molto socievoli e la casa presentava grossi margini di miglioramento... Pernottare di fronte all’h. nacional può, però, essere utile per tanti motivi come per esempio noleggiare l’auto, navigare in internet, trovi il cambio, la piscina ed un bancomat nei dintorni, nonché una presenza continua di taxi.

    Nei 3 giorni di Havana abbiamo cominciato a prendere confidenza con i suoi abitanti, con i loro ritmi e purtroppo con l’umidità ed il caldo soffocante intervallato da abbondanti pioggie.

    La città è stupenda, ricca di colori e profumi che la rendono unica per non parlare della gente ma rassegnatevi all’idea di essere spesso importunati dai cosiddetti junteros che ti si attaccano addosso chiedendovi soldi per comprare il latte alla bambina piuttosto che i pannolini ecc…

    E’ inutile dire che il centro e non solo va visto tutto, l’havana vieja è un gioiello ma vale la pena perdersi anche per le zone circostanti, laddove la ristrutturazione non si è ancora vista.

    In particolare abbiamo apprezzato tanto l’atmosfera di plaza del Cristo che è l’unica piazza dell’havana vieja non ancora ristrutturata e forse la più genuina.

    Con una spesa minima di 3 euro a/r abbiamo dedicato una mezza giornata a playa dell’est per un bagno, durante una giornata, cominciata con un sole da paura e terminata con un temporale altrettanto impressionante..Gli albergoni della playa sono piuttosto brutti ma è un incredibile fortuna ritrovarsi spiaggie bianche e mare bello a soli 20 km dalla città.

    Il consiglio che ci sentiamo di dare, al di là dei musei e degli altri punti di interesse che vengono segnalati in tutte le guide, è quello di passeggiare per la città anche senza meta, perché in questo modo si possono fare scoperte interessanti come passare davanti ad una casa in cui si sta celebrando una cerimonia di santeria o ritrovarsi nel bel mezzo del quartiere cinese dell’havana!?!

    Al quarto giorno prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso vinales nella valle del tabacco a 200 km circa dalla capitale. Giunti nel paese ci accorgiamo che per dormire c’è l’imbarazzo della scelta dato che su 300 case private ci saranno 300 case particolar! Per caso ci fermiamo in quella che si rivelerà la casa più bella in assoluto per mille motivi, dalla disponibilità dei proprietari alla tranquillità della zona fino alle virtù culinarie di Cristina che dato il livello medio della cucina cubana rappresenta una rarità…Il tempo di lasciare le valigie ed il nostro dueno Juan ci fa arrivare, su nostra richiesta, un campesino di 20 anni, Bolo, che ci accompagna per una passeggiata a cavallo durata 5 ore attraverso le piantagioni di tabacco!

    Passeggiata stupenda che ha come prima tappa l’ingresso alla cueva del silenzio(al contrario delle cuevas più famose questa non la ritrovate sulla lonely) dove un altro campesino ci accompagna con la sua torcia. Dopo una passeggiata di 500 mt nel buio della cueva illuminati solo dalla torcia ci ritroviamo di fronte ad una piscinetta naturale di acqua dolce.. senza farmelo ripetere più di una volta mi butto!

    Acqua dolce e fredda, quello che volevo…dopo poco, incredibile ma vero, si convince anche la mia compagna.

    Sulla strada del ritorno ci fermiamo nella casupola di un altro campesino che ci mostra le foglie di tabacco lasciate ad essiccare, ci spiega come funziona il loro lavoro e ci offre 2 sigari appena fatti(davanti a noi) e un’acqua di cocco corretta con miele e rum.

    Arriviamo giusto per cena, stanchi, sudati e sporchi ma molto molto soddisfatti.

    Il giorno dopo abbiamo bisogno di un bagno a mare e ci dirigiamo verso cajo jutias a poco più di 1 ora di macchina da vinales. Il cayo è collegato alla terraferma attraverso un tetra plan di alcuni kilometri che ci porta su questa spiaggia molto bella e selvaggia, peccato per il sole che va e viene…Lo preferiamo a cayo Levisa semplicemente per comodità. Infatti a cayo jutias ci arrivi in maccina mentre per Levisa devi arrivare in tempo per prendere l’unico traghetto che ti porta al cayo. La notte di vinales si concentra quasi esclusivamente negli spettacoli del centro cultural sito nella piazza principale del paese. Restiamo 3 notti, coccolati e viziati dai nostri 2 padroni di casa, dove abbiamo preferito cenare a dispetto di quei pochi ristoranti che a dire il vero, non ci hanno mai allettato veramente. La scelta si rivelerà azzeccata.

    Le cene di Cristina sono state, infatti, tutte più elaborate di quelle precedenti e preparate sempre con cura dei particolari sfruttando anche il fatto che dietro casa si ritrovava praticamente tutti gli ingredienti necessari...

    Purtroppo giunge il momento, anche se con difficoltà, di salutare per proseguire il nostro viaggio verso cienfuegos.

    Le prime 2 ore di viaggio passano abbastanza rapidamente grazie a 2 simpaticissime signore fatte salire a Pinar del rio e che ci terranno compagnia fino all’havana.

    Arriviamo a Cienfuegos e decidiamo di pernottare a punta gorda anziché in centro

    E’ una scelta che ci sentiamo di suggerire a tutti.

    Punta gorda è una striscia di terra molto stretta(credo non più di 100 mt!) e ti ritrovi ad avere il mare su entrambi i lati…la casa dove alloggiamo è ben curata e anche la cena a base di aragoste(seppur vietato) è squisita.

    Dopo cena, passeggiando in centro, abbiamo la fortuna di assistere ad un bellissimo spettacolo di danza del corpo di ballo della televisione cubana(così ci spiegano) nel teatro storico della città, un vero evento data la folla.. Cienfuegos ha un centro molto carino, i dintorni sono forse anche più interessanti e punta gorda ha un fascino particolare, peccato per quelle raffinerie che sovrastano il panorama della baia.

    Il giorno dopo facciamo un break alla playa di rancho luna e proseguiamo per trinidad in compagnia del nostro nuovo amico Leoanardo che pur vivendo a trinidad lavora a cienfuegos.

    Praticamente è costretto a fare l’autostop per andare al lavoro, sia all’andata che al ritorno!

    Trinidad ha un centro stupendo, molto particolare, anche se l’impatto iniziale è fastidioso per i continui approcci di junteros che provano a proporti di tutto. La casa è bella ma girando per il paese ci siamo accorti che trinidad è piena zeppa di bellissime case coloniali che fungono anche da case particolar. Il tempo di lasciare le valigie e subito scappiamo via per un bagno a playa ancon passando per la boca(caratteristico posto di mare popolato da soli cubani a pochi km da trinidad)

    Per cena mangiamo invece a casa di Leonardo (quello del passaggio) e durante il tragitto serale dal suo paese alla casa rimaniamo impressionati dalla quantità di granchi giganti che attraversano la strada!

    Il giorno dopo purtroppo ci svegliamo con un temporale e la proprietaria ci suggerisce di spostarci verso la costa opposta perché sono previsti 2-3 giorni di pioggia. Accogliamo il consiglio e ci dirigiamo verso Remedios fermandoci per pranzo a Sancti Spiritu che la lonely definisce una trindiad senza junteros…ci sembra onestamente esagerata come definizione.

    Arriviamo a Remedios, un paesino con l’unica piazza in tutta l’isola dotata di ben 2 chiese...almeno così abbiamo letto sulla guida..

    Inizialmente l’impressione è stata quella di trovarci in un posto dove valeva giusto la pena di dormire e ripartire il mattino seguente. E in effetti Remedios viene spesso utilizzato solo per pernottare facendo poi i pendolari per cayo santa maria ed evitando così di pagare le cifre assurde dei resort all inclusive presenti sul cayo.

    Per noi invece è stato molto piacevole il periodo trascorso in questa cittadina, non solo per la casa coloniale ubicata al centro della piazza principale dove abbiamo pernottato o per la piacevole compagnia di 2 ragazzi italiani conosciuti nella casa, ma soprattutto per i ritmi lenti e per i suoi folcloristici abitanti.

    Trascorse 2 giorni ci trasferiamo per le successive 2 notti a cayo las brujas che è a pochi km dai resort all inclusive, ma al contrario dei vicini più costosi, è ubicato in un posto stupendo fatto da bungalows ben contestualizzati e relativamente poco costosi(80 euro a notte con colazione).

    Oltre alla bella spiaggia del resort esiste la playa di perla blanca, dove praticamente non c’è niente(neanche la strada per arrivarci, gli ultimi 3 km sono un incubo) se non un mare stupendo ed una sabbia bianca da cartolina.

    E’ incredibile come il servizio e la disponibilità del personale peggiori in modo evidente quando ti sposti da una casa particolar, sicuramente più modesta ed economica ma a gestione privata, ad una struttura alberghiera che ti può garantire un più elevato livello di qualità delle stanze ma più costoso e a gestione statale.

    Dopo esserci arrostiti 2/3 giorni ripartiamo fermandoci un pomeriggio a s.ta clara per vedere il mausoleo dedicato al Che(non abbiamo rimpianti per non aver dormito a s.ta clara) per poi proseguire fino all’havana dove trascorriamo l’ultima notte nella casa di Pepe, appena dietro plaza vieja, ben altra storia rispetto alla nostra prima casa particolar della capitale.

    Durante la nostra ultima giornata cubana, oltre a farci prendere dalla malinconia e ad immagazzinare il più possibile quei colori e quei profumi, siamo andati a callejon de hamel, nel quartiere Vedado. In questa stradina si concentrano i cultori della santeria ed è possibile ammirare murales stupendi. Se si passa di domenica pomeriggio, ci si può trovare in mezzo ad una festa di rumba in pieno giorno…peccato che non fosse domenica!

    Nel tardo pomeriggio ultime foto alla plaza della revolucion e via in aereoporto con la tristezza che ci assale e con la forte sensazione di avere molti più dubbi adesso che prima della partenza….Cuba è un paese che ti si appiccica addosso e ti pone di fronte a molti quesiti a cui spesso non riesci a dare una risposta..

    In breve qualche consiglio pratico:

    Per dormire all’havana crediamo sia meglio pernottare all’havana vieja dato che la maggior parte del tempo, sere incluse, le trascorri in questo quartiere anche se poi ti viene proposto maggiormente il vedado

    Abbiamo noleggiato l’auto sul posto presso l’agenzia Cubancar ma dal sito, visitato qualche giorno prima della partenza, i prezzi risultavano più bassi

    Non si accettano carte di credito emesse da banche americane quindi la cosa migliore è portarsi molto contante. In più noi avevamo la nostra postepay che, nei momenti di necessità caricavamo grazie ad internet. Abbiamo trovato abbastanza facilmente sportelli bancomat, ma solo nelle città principali (Havana, Cienfuegos, Santa Clara)

  2. linocap
    , 19/8/2010 12:49
    <b>Finalmente Cuba</b>,
    da sempre sognata, ma per tanti motivi, mai raggiunta..
    Addirittura dopo 15 giorni di Cuba, concentrandoci soprattutto nella zona occidentale dell’isola, mi convinco a scrivere 2 righe sulla nostra esperienza, noi che da sempre usufruiamo di questo sito senza mai apportare un valore aggiunto(potenza di Cuba!)
    Premetto che il viaggio è stato ancora più interessante e appassionante perché ci siamo tolti lo sfizio di concedere passaggi agli innumerevoli autostoppisti che lo richiedevano. In questo modo abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con chiunque, dalla nonna con nipotino al poliziotto piuttosto che al militare che tornava a trovare la famiglia…Ognuno si è posto in modo differente, c’era quello che non smetteva di parlare dall’inizio alla fine del passaggio ma c’era anche chi ti “utilizzava” come mezzo di trasporto pubblico e durante il viaggio non faceva altro che dormire.
    Purtroppo girando in macchina(l’abbiamo fatto per 10 giorni) ti rendi conto che esiste un’intera fetta di popolazione che si muove grazie all’autostop e per i più svariati motivi, dal lavoro alla scuola ecc....
    Arriviamo all’havana con un volo air france da Milano e trascorriamo le prime 3 notti in una casa particolar di fronte all’hotel nacional, unico vero benefit di questa casa , oltre ovviamente alla vista del malecon..stupenda dalla nostra camera. E’ stata la casa che ricordiamo meno volentieri perché i proprietari non erano molto socievoli e la casa presentava grossi margini di miglioramento... Pernottare di fronte all’h. nacional può, però, essere utile per tanti motivi come per esempio noleggiare l’auto, navigare in internet, trovi il cambio, la piscina ed un bancomat nei dintorni, nonché una presenza continua di taxi.
    Nei 3 giorni di Havana abbiamo cominciato a prendere confidenza con i suoi abitanti, con i loro ritmi e purtroppo con l’umidità ed il caldo soffocante intervallato da abbondanti pioggie.
    La città è stupenda, ricca di colori e profumi che la rendono unica per non parlare della gente ma rassegnatevi all’idea di essere spesso importunati dai cosiddetti junteros che ti si attaccano addosso chiedendovi soldi per comprare il latte alla bambina piuttosto che i pannolini ecc…
    E’ inutile dire che il centro e non solo va visto tutto, l’havana vieja è un gioiello ma vale la pena perdersi anche per le zone circostanti, laddove la ristrutturazione non si è ancora vista.
    In particolare abbiamo apprezzato tanto l’atmosfera di plaza del Cristo che è l’unica piazza dell’havana vieja non ancora ristrutturata e forse la più genuina.
    Con una spesa minima di 3 euro a/r abbiamo dedicato una mezza giornata a playa dell’est per un bagno, durante una giornata, cominciata con un sole da paura e terminata con un temporale altrettanto impressionante..Gli albergoni della playa sono piuttosto brutti ma è un incredibile fortuna ritrovarsi spiaggie bianche e mare bello a soli <?xml version='1.0' encoding='utf-8'?>20 km dalla città.
    Il consiglio che ci sentiamo di dare, al di là dei musei e degli altri punti di interesse che vengono segnalati in tutte le guide, è quello di passeggiare per la città anche senza meta, perché in questo modo si possono fare scoperte interessanti come passare davanti ad una casa in cui si sta celebrando una cerimonia di santeria o ritrovarsi nel bel mezzo del quartiere cinese dell’havana!?!
    Al quarto giorno prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso vinales nella valle del tabacco a 200 km circa dalla capitale. Giunti nel paese ci accorgiamo che per dormire c’è l’imbarazzo della scelta dato che su 300 case private ci saranno 300 case particolar! Per caso ci fermiamo in quella che si rivelerà la casa più bella in assoluto per mille motivi, dalla disponibilità dei proprietari alla tranquillità della zona fino alle virtù culinarie di Cristina che dato il livello medio della cucina cubana rappresenta una rarità…Il tempo di lasciare le valigie ed il nostro dueno Juan ci fa arrivare, su nostra richiesta, un campesino di 20 anni, Bolo, che ci accompagna per una passeggiata a cavallo durata 5 ore attraverso le piantagioni di tabacco!
    Passeggiata stupenda che ha come prima tappa l’ingresso alla cueva del silenzio(al contrario delle cuevas più famose questa non la ritrovate sulla lonely) dove un altro campesino ci accompagna con la sua torcia. Dopo una passeggiata di 500 mt nel buio della cueva illuminati solo dalla torcia ci ritroviamo di fronte ad una piscinetta naturale di acqua dolce.. senza farmelo ripetere più di una volta mi butto!
    Acqua dolce e fredda, quello che volevo…dopo poco, incredibile ma vero, si convince anche la mia compagna.
    Sulla strada del ritorno ci fermiamo nella casupola di un altro campesino che ci mostra le foglie di tabacco lasciate ad essiccare, ci spiega come funziona il loro lavoro e ci offre 2 sigari appena fatti(davanti a noi) e un’acqua di cocco corretta con miele e rum.
    Arriviamo giusto per cena, stanchi, sudati e sporchi ma molto molto soddisfatti.
    Il giorno dopo abbiamo bisogno di un bagno a mare e ci dirigiamo verso cajo jutias a poco più di 1 ora di macchina da vinales. Il cayo è collegato alla terraferma attraverso un tetra plan di alcuni kilometri che ci porta su questa spiaggia molto bella e selvaggia, peccato per il sole che va e viene…Lo preferiamo a cayo Levisa semplicemente per comodità. Infatti a cayo jutias ci arrivi in maccina mentre per Levisa devi arrivare in tempo per prendere l’unico traghetto che ti porta al cayo. La notte di vinales si concentra quasi esclusivamente negli spettacoli del centro cultural sito nella piazza principale del paese. Restiamo 3 notti, coccolati e viziati dai nostri 2 padroni di casa, dove abbiamo preferito cenare a dispetto di quei pochi ristoranti che a dire il vero, non ci hanno mai allettato veramente. La scelta si rivelerà azzeccata.
    Le cene di Cristina sono state, infatti, tutte più elaborate di quelle precedenti e preparate sempre con cura dei particolari sfruttando anche il fatto che dietro casa si ritrovava praticamente tutti gli ingredienti necessari...
    Purtroppo giunge il momento, anche se con difficoltà, di salutare per proseguire il nostro viaggio verso cienfuegos.
    Le prime 2 ore di viaggio passano abbastanza rapidamente grazie a 2 simpaticissime signore fatte salire a Pinar del rio e che ci terranno compagnia fino all’havana.
    Arriviamo a Cienfuegos e decidiamo di pernottare a punta gorda anziché in centro
    E’ una scelta che ci sentiamo di suggerire a tutti.
    Punta gorda è una striscia di terra molto stretta(credo non più di 100 mt!) e ti ritrovi ad avere il mare su entrambi i lati…la casa dove alloggiamo è ben curata e anche la cena a base di aragoste(seppur vietato) è squisita.
    Dopo cena, passeggiando in centro, abbiamo la fortuna di assistere ad un bellissimo spettacolo di danza del corpo di ballo della televisione cubana(così ci spiegano) nel teatro storico della città, un vero evento data la folla.. Cienfuegos ha un centro molto carino, i dintorni sono forse anche più interessanti e punta gorda ha un fascino particolare, peccato per quelle raffinerie che sovrastano il panorama della baia.
    Il giorno dopo facciamo un break alla playa di rancho luna e proseguiamo per trinidad in compagnia del nostro nuovo amico Leoanardo che pur vivendo a trinidad lavora a cienfuegos.
    Praticamente è costretto a fare l’autostop per andare al lavoro, sia all’andata che al ritorno!
    Trinidad ha un centro stupendo, molto particolare, anche se l’impatto iniziale è fastidioso per i continui approcci di junteros che provano a proporti di tutto. La casa è bella ma girando per il paese ci siamo accorti che trinidad è piena zeppa di bellissime case coloniali che fungono anche da case particolar. Il tempo di lasciare le valigie e subito scappiamo via per un bagno a playa ancon passando per la boca(caratteristico posto di mare popolato da soli cubani a pochi km da trinidad)
    Per cena mangiamo invece a casa di Leonardo (quello del passaggio) e durante il tragitto serale dal suo paese alla casa rimaniamo impressionati dalla quantità di granchi giganti che attraversano la strada!
    Il giorno dopo purtroppo ci svegliamo con un temporale e la proprietaria ci suggerisce di spostarci verso la costa opposta perché sono previsti 2-3 giorni di pioggia. Accogliamo il consiglio e ci dirigiamo verso Remedios fermandoci per pranzo a Sancti Spiritu che la lonely definisce una trindiad senza junteros…ci sembra onestamente esagerata come definizione.
    Arriviamo a Remedios, un paesino con l’unica piazza in tutta l’isola dotata di ben 2 chiese...almeno così abbiamo letto sulla guida..
    Inizialmente l’impressione è stata quella di trovarci in un posto dove valeva giusto la pena di dormire e ripartire il mattino seguente. E in effetti Remedios viene spesso utilizzato solo per pernottare facendo poi i pendolari per cayo santa maria ed evitando così di pagare le cifre assurde dei resort all inclusive presenti sul cayo.
    Per noi invece è stato molto piacevole il periodo trascorso in questa cittadina, non solo per la casa coloniale ubicata al centro della piazza principale dove abbiamo pernottato o per la piacevole compagnia di 2 ragazzi italiani conosciuti nella casa, ma soprattutto per i ritmi lenti e per i suoi folcloristici abitanti.
    Trascorse 2 giorni ci trasferiamo per le successive 2 notti a cayo las brujas che è a pochi km dai resort all inclusive, ma al contrario dei vicini più costosi, è ubicato in un posto stupendo fatto da bungalows ben contestualizzati e relativamente poco costosi(80 euro a notte con colazione).
    Oltre alla bella spiaggia del resort esiste la playa di perla blanca, dove praticamente non c’è niente(neanche la strada per arrivarci, gli ultimi 3 km sono un incubo) se non un mare stupendo ed una sabbia bianca da cartolina.
    E’ incredibile come il servizio e la disponibilità del personale peggiori in modo evidente quando ti sposti da una casa particolar, sicuramente più modesta ed economica ma a gestione privata, ad una struttura alberghiera che ti può garantire un più elevato livello di qualità delle stanze ma più costoso e a gestione statale.
    Dopo esserci arrostiti 2/3 giorni ripartiamo fermandoci un pomeriggio a s.ta clara per vedere il mausoleo dedicato al Che(non abbiamo rimpianti per non aver dormito a s.ta clara) per poi proseguire fino all’havana dove trascorriamo l’ultima notte nella casa di Pepe, appena dietro plaza vieja, ben altra storia rispetto alla nostra prima casa particolar della capitale.
    Durante la nostra ultima giornata cubana, oltre a farci prendere dalla malinconia e ad immagazzinare il più possibile quei colori e quei profumi, siamo andati a callejon de hamel, nel quartiere Vedado. In questa stradina si concentrano i cultori della santeria ed è possibile ammirare murales stupendi. Se si passa di domenica pomeriggio, ci si può trovare in mezzo ad una festa di rumba in pieno giorno…peccato che non fosse domenica!
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    Nel tardo pomeriggio ultime foto alla plaza della revolucion e via in aereoporto con la tristezza che ci assale e con la forte sensazione di avere molti più dubbi adesso che prima della partenza….Cuba è un paese che ti si appiccica addosso e ti pone di fronte a molti quesiti a cui spesso non riesci a dare una risposta..

    In breve qualche consiglio pratico:

    Per dormire all’havana crediamo sia meglio pernottare all’havana vieja dato che la maggior parte del tempo, sere incluse, le trascorri in questo quartiere anche se poi ti viene proposto maggiormente il vedado

    Abbiamo noleggiato l’auto sul posto presso l’agenzia Cubancar ma dal sito, visitato qualche giorno prima della partenza, i prezzi risultavano più bassi

    Non si accettano carte di credito emesse da banche americane quindi la cosa migliore è portarsi molto contante. In più noi avevamo la nostra postepay che, nei momenti di necessità caricavamo grazie ad internet. Abbiamo trovato abbastanza facilmente sportelli bancomat, ma solo nelle città principali (Havana, Cienfuegos, Santa Clara)