1. 1: Patrizio & Syusy

    di , il 11/8/2010 12:59

    La Thailandia è tante cose, nel nostro immaginario innanzitutto. E' stata lo tsunami, e poi la sua capacità di reagire immediatamente. E' Di Caprio e il suo "The beach", con le spiagge di Ko Phi Phi Leh e Phuket. E' piena di spunti e di cose interessanti, come la vicenda dei Gibboni, una specie particolare di primati umanizzati ad uso dei turisti ed ora "disintossicati" per farli tornare alla loro vita naturale. Io lascio volentieri ad altri la box e soprattutto la prostituzione, e della Thailandia ricordo innanzitutto la costa meravigliosa, le isole e le grotte dove ho avuto la fortuna di navigare con Adriatica. Ricordo Cino Ricci, col quale, sempre con Adriatica, abbiamo partecipato ad un evento speciale: la regata del Re a Phuket. Poi ricordo soprattutto il Ponte sul Fiume Kwai, dove viene continuamente replicata la ricostruzione teatrale collettiva (in stile suoni&luci) della tragedia dei tanti Inglesi costretti a lavorare dai Giapponesi e poi vittime della guerra. Ricordo un luogo in cui venivano “curati” i tossicodipendenti, con una tecnica efficace ma un po’ violenta, basata sul… vomito-purificatore.

    Ricordo Bangkok, con suoi tre strati sovrapposti di città: quella bassa fatta ancora di case di legno lungo i canali, quella moderna con i palazzoni in cemento e quella futuribile, con i grattacieli, le metropolitane e le grandi strade sopraelevate che si intersecano a volte con le cupole dorate dei Templi, abbastanza alti da competere col post-moderno: passato, presente, futuro che si chiudono in un ciclo continuo. Poi il Palazzo reale, dove si entra solo se si è in possesso di scarpe col cinturino sul tallone, perché è proibito sciabattare. Soprattutto mi ricordo i mercati, proprio perché ho avuto la fortuna di visitarli con un amico speciale, Elio Fiorucci, che con il suo instancabile occhio per le novità e le particolarità, mi ha fatto scoprire un modo originale di prendere ispirazione da qualunque cosa, da qualunque oggetto, cercando di cogliere il senso del bello e del brutto, capendo quanto è relativo. Alla fine ricordo gente indaffarata a vendere qualsiasi cosa e uno sviluppo che è arrivato a fare della Thailandia anche qualcosa di molto, molto diverso da quello che ci si aspetta.

    Syusy

  2. Turisti Per Caso.it
    , 11/8/2010 12:59
    La <b>Thailandia </b>è tante cose, nel nostro immaginario innanzitutto. E' stata lo <i>tsunami</i>, e poi la sua capacità di reagire immediatamente. E' Di Caprio e il suo "The beach", con le spiagge di <b>Ko Phi Phi Leh</b> e <b>Phuket</b>. E' piena di spunti e di cose interessanti, come la vicenda dei Gibboni, una specie particolare di primati umanizzati ad uso dei turisti ed ora "disintossicati" per farli tornare alla loro vita naturale. Io lascio volentieri ad altri la box e soprattutto la prostituzione, e della Thailandia ricordo innanzitutto la costa meravigliosa, le isole e le grotte dove ho avuto la fortuna di navigare con Adriatica.
    Ricordo Cino Ricci, col quale, sempre con Adriatica, abbiamo partecipato ad un evento speciale: la <b>regata del Re a Phuket</b>. Poi ricordo soprattutto il <b>Ponte sul Fiume Kwai</b>, dove viene continuamente replicata la ricostruzione teatrale collettiva (in stile suoni&luci) della tragedia dei tanti Inglesi costretti a lavorare dai Giapponesi e poi vittime della guerra. Ricordo un luogo in cui venivano “curati” i tossicodipendenti, con una tecnica efficace ma un po’ violenta, basata sul… vomito-purificatore.

    Ricordo <b>Bangkok</b>, con suoi tre strati sovrapposti di città: quella bassa fatta ancora di case di legno lungo i canali, quella moderna con i palazzoni in cemento e quella futuribile, con i grattacieli, le metropolitane e le grandi strade sopraelevate che si intersecano a volte con le cupole dorate dei Templi, abbastanza alti da competere col post-moderno: passato, presente, futuro che si chiudono in un ciclo continuo. Poi il Palazzo reale, dove si entra solo se si è in possesso di scarpe col cinturino sul tallone, perché è proibito <i>sciabattare</i>.
    Soprattutto mi ricordo <b>i mercati</b>, proprio perché ho avuto la fortuna di visitarli con un amico speciale, <b>Elio Fiorucci</b>, che con il suo instancabile occhio per le novità e le particolarità, mi ha fatto scoprire un modo originale di prendere ispirazione da qualunque cosa, da qualunque oggetto, cercando di cogliere il senso del bello e del brutto, capendo quanto è relativo.
    Alla fine ricordo gente indaffarata a vendere qualsiasi cosa e uno sviluppo che è arrivato a fare della Thailandia anche qualcosa di molto, molto diverso da quello che ci si aspetta.

    Syusy