1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 10/8/2010 15:37

    “L’Umbria è l’unica regione dell’Italia peninsulare a non essere bagnata dal mare”.

    Iniziava così la relazione di geografia per l’esame di 5^ elementare che ha fatto nascere la mia voglia di viaggiare e quest’anno ho praticamente concluso il tour della regione che ha dato vita al mio spirito da giramondo.

    Venerdì 2 aprile 2010 (Assisi)

    Si parte in auto alle 8.00 da Pavia per arrivare a destinazione nel primo pomeriggio.

    Ci fermiamo per il pranzo all’autogrill poco dopo Assisi e diamo inizio al lato culinario della vacanza con un ottimo panino alla porchetta… e siamo solo in autogrill… chissà al ristorante!

    Verso le 15.30 arriviamo a Trevi, piccolo borgo medievale arroccato sulla collina tra Foligno e Spoleto.

    Il nostro hotel è il “Relais de Charme Antica Dimora alla Rocca” un 4 stelle ubicato in Piazza della Rocca 1, nel cuore del paese, lo si può raggiungere con l’auto e sostare il tempo necessario per scaricare i bagagli ma consigliamo di lasciare l’auto in Piazza Mazzini e salire pochi metri a piedi per le strettissime vie.

    A circa 200 mt si trova il parcheggio coperto gratuito molto comodo.

    Abbiamo pagato per una camera doppia classica 75,00 euro a notte, colazione compresa.

    Un rapido colpo d’occhio alla stanza in stile antico davvero accogliente e si parte subito in direzione Assisi.

    Prendiamo la prima uscita della SS75 Assisi-Viole e arriviamo al parcheggio di Piazza Matteotti, attraversata la strada si entra nell’antica cittadina che si estende sul declivio del Monte Subasio.

    Facciamo il nostro ingresso da Via del Torrione che, costeggiando i resti del Teatro Romano, ci porta in Piazza S. Rufino dove sorge il Duomo, è in stile romanico e all’interno conserva il fonte battesimale in cui, secondo la tradizione, furono battezzati S. Francesco e Santa Chiara; dopo la visita percorriamo la ripida discesa di Via S. Rufino e raggiungiamo Piazza del Comune dove in passato si trovava il Foro Romano.

    Di fronte al Palazzo dei Priori spicca il Tempio di Minerva con la sua facciata a sei colonne con capitelli corinzi tutto ancora nello stato originale, nel medioevo è stato utilizzato come abitazione dei monaci e poi come prigione comunale sino a che venne trasformato nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva.

    È il momento di avviarci verso la Basilica di S. Francesco e decidiamo di percorrere Via del Seminario e Via S. Francesco che termina praticamente sulla piazza della Basilica Superiore.

    Partiamo dalla Basilica Inferiore dove è in corso la funzione quindi non riusciamo a visitarla per intero e neppure a scendere nella cripta dove sono conservate e venerate le spoglie del Santo.

    Nella Basilica Superiore invece abbiamo tutto il tempo di ammirare gli affreschi di Giotto e Cimabue.

    Ritorniamo in Piazza del Comune e per Corso Mazzini raggiungiamo la Basilica di Santa Chiara con la sua caratteristica facciata in calcare rosa e bianco.

    All’interno, oltre a diversi affreschi, vengono conservate nell’Oratorio del Crocifisso le reliquie della Santa.

    Dalla terrazza di Piazza Santa Chiara si ha una stupenda veduta sulla vallata sottostante.

    Dobbiamo cercare un ristorante per la cena e gironzolando per il centro troviamo il Ristorante “Il Menestrello” in Via San Gregorio 1/A, è un vicoletto a pochi passi da Piazza del Comune, scendendo per Via del Seminario lo si trova sulla sinistra.

    Consultiamo il menu turistico che è esposto sulla bacheca all’esterno del locale e a naso decidiamo che ci piacerà.

    Oltre a mangiare vogliamo anche vedere la processione con le varie confraternite in costume che si tiene ogni anno la sera del Venerdì Santo.

    Fermiamo una suora, chi meglio di una religiosa può conoscere l’orario di inizio?

    Ci spiega che alle 20.00 la processione partirà dal Duomo per recarsi in S. Francesco (la Madonna va a prendere il figlio crocefisso) e poi ritornerà indietro (la Madonna riporta il crocefisso in Duomo).

    Un rapido calcolo ci dice che possiamo andare a cena, al primo o al secondo passaggio riusciremo certo a vederla, cosa fondamentale perché siamo venuti apposta ad Assisi questa sera.

    Il menu a base di bruschette, strangozzi ai funghi, tagliata di carne con contorno e dolce per 19,50 euro a testa (esclusi coperto e bevande) ci soddisfano a pieno in questo locale molto tipico in quanto sembra ricavato nella roccia con soffitti ad arco a pareti con pietre a vista.

    Il personale è molto gentile e ci avvisa a metà cena che sta passando la processione e aspetta così il nostro rientro per servirci la successiva pietanza calda.

    All’uscita facciamo giusto in tempo a percorrere pochi metri in direzione della Basilica di S. Francesco ed incrociamo la processione che ritorna in Duomo.

    E’ un momento suggestivo, le strette strade sono infatti illuminate solo da ceri e tutto intorno è buio come a rievocare i tempi di S. Francesco.

    La seguiamo sino in Piazza del Comune e poi per una scalinata laterale e un intreccio di vicoletti raggiungiamo velocemente il Duomo illuminato e ci avviamo al parcheggio.

    Il rientro a Trevi è senza difficoltà, anche qui troviamo ceri ancora accesi che ci indicano il passaggio della processione e veramente stanchi dai km macinati in giornata raggiungiamo l’hotel.

    Sabato 3 aprile 2010 (Civita di Bagnoregio – Orvieto – Todi – Trevi)

    Ci svegliamo presto, prima delle 7.00, perché le mete di oggi sono le più lontane ma facciamo tardi perché è il mio compleanno è c’è il rito dell’apertura del pacchetto regalo.

    La sala colazione è al piano interrato, nonostante siano le 8.00 siamo i primi, stanno sfornando i cornetti caldi, ci sono marmellate, un surrogato della nutella, pane, burro, fette biscottate, torta, succhi, yogurt, frutta e poi il salato che però è decisamente scarso ma a noi non interessa perché da veri italiani al mattino ci spariamo il dolce.

    Personalmente assegno un bel 9 sia per la colazione sia per il personale di sala, l’unica pecca è il riscaldamento spento e fa un po’ freddino quassù sui monti.

    Alle 9.00 partiamo in direzione sud, verso il Lazio, per raggiungere Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo (sarà l’unica nostra meta fuori dall’Umbria).

    Percorrendo la SS3 arriviamo sino a Terni e poi con la SS675 ad Orte dove entriamo sull’autostrada A1 ed usciamo ad Orvieto.

    Da qui per stradine quasi deserte e con un buon stradario raggiungiamo Bagnoregio, lo attraversiamo ed arriviamo al parcheggio del belvedere verso le 11.00, due ore di viaggio come da stima.

    Ci affacciamo alla terrazza per scattare le foto di questo borgo davvero originale, posto su una rupe e collegato al resto del mondo da un ponte unicamente pedonale, e diamo inizio al tour con una botta di allegria (!) visto che Civita di Bagnoregio è nota altresì come la “città che muore” a causa della progressiva erosione delle pareti di tufo che può portare col tempo alla scomparsa del borgo.

    Entriamo da Porta Santa Maria o della Cava, unico accesso al paese, e proseguendo sempre dritto per pochi metri si arriva al cuore di Civita cioè a Piazza S. Donato dove sorge il Duomo.

    Tutt’intorno si diramano stradine che ci portano a scoprire i lati più nascosti di questo paese medievale che nel lontano 1221 diete i natali a S. Bonaventura.

    Gira e rigira si fa l’ora di pranzo, i prezzi dei ristorantini sono più che abbordabili, per cui decidiamo di pranzare alla Bruschetteria La Cantina, dove per 14,00 euro a persona ci offrono un antipasto di salumi e formaggi, braciola e patate alla brace, pane, acqua e vino.

    Noi ci siamo trovati bene e lo consigliamo facendo però presente che l’ambiente è piuttosto rustico.

    Appena dopo pranzo ci spostiamo a Orvieto, secondata tappa della giornata.

    Lasciamo l’auto al parcheggio fuori le mura e con il lungo percorso delle scale mobili raggiungiamo il centro città.

    Percorriamo Corso Cavour per arrivare al Pozzo di S. Patrizio, l’ingresso costa 4,50 euro a testa e si scendono i 248 gradini della scala a chiocciola sino al fondo per poi risalire dall’altra scala a chiocciola sovrapposta alla prima e raggiungere l’uscita ormai senza respiro.

    Raggiungiamo la Rocca dell’Albornoz a pochi passi dal pozzo, vi si entra presso la funicolare: oggi è un giardino pubblico e grazie alla bella giornata di sole possiamo riposare sulle panchine e poi ammirare il panorama dal cammino di ronda.

    Un caffè per riprendere le forze e ci avviamo al Duomo, la cui facciata ricca di bassorilievi e mosaici è tra le opere più famose d’Italia.

    Per pochi minuti ci perdiamo il tour della Orvieto Sotterranea e dopo la visita della Cattedrale decidiamo di lasciare la città così, arrivati in Piazza della Repubblica, dove svetta la medievale torre dodecagonale accanto alla Chiesa di S. Andrea, prendiamo Via Garibaldi che ci riporta alle scale mobili che conducono al parcheggio.

    Raggiungiamo Todi, l’ultima tappa della giornata.

    Lasciamo l’auto al parcheggio dinnanzi la Chiesa di Santa Maria della Consolazione e a piedi per la scalinata dedicata ai Martiri di Nassirya raggiungiamo il centro medievale.

    Il cuore di Todi è Piazza del Popolo, si regge su una serie di grandi cisterne e vi si affacciano il Duomo e i palazzi delle magistrature.

    Il Palazzo dei Priori sorge di fronte alla Cattedrale ed è sede della Pretura, sul lato orientale troviamo il Palazzo del Popolo e il Palazzo del Capitano oggi uniti da una grande scala e sono sede del Municipio e dei musei comunali.

    Vistiamo il Duomo che è in ristrutturazione e si vede ben poco, ma dalla sommità dei ventinove gradini che conducono al portone d’ingresso si ha una veduta d’insieme della piazza da far invidia ad una cartolina.

    Percorriamo Via Mazzini sino a Piazza Jacopone e svoltando a destra si arriva alla Piazza Umberto I.

    Qui domina l’alta e ampia scalinata scenografica che porta alla Chiesa di S. Fortunato nella cui cripta riposano le spoglie di Jacopone da Todi.

    Per cena ci affidiamo alle nostre guide che ci suggeriscono il Ristornate “Cavour” in Corso Cavour 23/25, è un locale accogliente con personale veramente squisito e prezzi molto bassi, per due pizze farcite, acqua e coca oltre ai caffè spendiamo 9,00 euro a testa! Lo consigliamo.

    Siamo stanchi e dobbiamo tornale alla nostra auto ma il colpo d’occhio mi dice che i minibus in Piazza Jacopone fanno servizio gratuito dal centro a Santa Maria della Consolazione e viceversa così ci facciamo trasportare al parcheggio e prendendo la direzione Perugia rientriamo a Trevi.

    La giornata però non è ancora terminata, parcheggiata l’auto decidiamo per una visita dell’antica Trevi by night, gironzoliamo per le suggestive stradine medievali e visitiamo la Cattedrale dedicata a S. Emiliano, aperta nonostante l’ora tarda perché è in corso la Messa del Sabato Santo.

    Domenica 4 aprile 2010 (Narni – Amelia – Cascate delle Marmore – Trevi)

    Come da previsioni meteo ci svegliamo con la pioggia, colazione pasquale abbondante e via in direzione Narni percorrendo ancora una volta la SS3 direzione Terni.

    Salendo verso il borgo si scorge il Ponte di Augusto o meglio solo un grandioso arco che è ciò che ne rimane. In origine era lungo circa 160 mt e alto quasi 30 mt sopra il livello del mare e completamente rivestito in travertino.

    Lasciamo l’auto nel primo parcheggio che troviamo ai piedi della città che sorge su di uno sperone e con gli ascensori raggiungiamo il centro.

    Dal Duomo parte Via Garibaldi che finisce sulla lunga e stretta Piazza dei Priori dove si affacciano il Palazzo omonimo e il Palazzo del Podestà per poi proseguire con il nome di Via Mazzini sino alla nostra meta, cioè l’ingresso della Narni Sotterranea, sotto la Chiesa di S. Domenico.

    La passeggiata si svolge sotto l’ombrello, la gente è tutta in Duomo per la funzione di Pasqua e le poche anime erranti sono dirette alla visita guidata dei sotterranei.

    L’idea iniziale era di prenotare il tour del pomeriggio ma viste le disastrose condizioni meteo ci iscriviamo alla visita delle 11.45 così da terminare per l’ora di pranzo e poi si vedrà…

    Il biglietto costa 5,00 euro a persona e prevede lo sconto del 10% nei ristoranti di Narni, per la visita alla Orvieto Sotterranea e alle Cisterne di Amelia.

    La visita dura un’ora abbondante, inizia sotto il complesso di S. Domenico e mostra i resti di una chiesa del XII secolo per poi passare alla sala degli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione e alla cella ricca di graffiti dove venivano relegati gli inquisiti e normalmente prosegue nei sotterranei della Chiesa di Santa Maria e poi alle Cisterne di Piazza Garibaldi che in questo momento non sono agibili.

    Sarebbe interessante poter tornare per completare il tour visto che per questo motivo il biglietto ha la durata di un anno dall’emissione.

    Riemersi dal sottosuolo e sempre accompagnati dalla pioggia ci mettiamo alla ricerca del ristorante consigliatoci dalla nostra guida che ovviamente è dall’altra parte della città, all’estremità di Via XX Settembre, che è tutta in salita!

    Troviamo il Ristorante “Il Pincio” al 117 della già citata Via XX Settembre, semplice e caratteristico in quanto parte del locale è ricavato nella roccia, i prezzi sono davvero modici tanto che per due primi, due secondi di carne con contorno, acqua e caffè paghiamo 16,00 euro a testa (con lo sconto della Narni Sotterranea). Lo consigliamo per gentilezza e buona qualità delle pietanze in rapporto al prezzo.

    La geniale idea del pomeriggio è quella di raggiungere la Rocca Albornoz, quindi con l’immancabile ombrello aperto scarpiniamo per le ripide stradine sino ad arrivare quasi ai piedi della fortezza ma la pioggia è troppo intensa, l’acqua scorre per le strade e non è il caso di proseguire oltre.

    Riscendiamo e riattraversando Piazza Garibaldi arriviamo a Piazza Cavour per visita l’interno del Duomo.

    Usciamo e piove… che si fa?

    Nei dintorni c’è Amelia, facilmente raggiungibile da qui, così recuperiamo l’auto e ci portiamo in quest’altro borgo arroccato che non era inserito nel nostro itinerario.

    Entriamo nella città murata dall’unico accesso possibile cioè da Porta Romana e per Via della Repubblica saliamo verso il centro seguendo i cartelli perché non abbiamo la mappa della città.

    Con una piccola deviazione arriviamo a Piazza del Duomo, sta smettendo di piovere così senza indugio ritorniamo sulla via principale per raggiungere la sommità del borgo.

    Piazza Matteotti sorge su di una grande cisterna romana che visitiamo prima da soli e poi con la guida al costo 2,00 euro a persona e consiste in dieci ambienti comunicanti che avevano anche la funzione di sostenere il Foro sovrastante.

    All’uscita perdiamo per pochi secondi la navetta che porta alla parte bassa della città e sempre con l’ombrello aperto ripercorriamo le strette vie sino a raggiungere di nuovo Porta Romana.

    Un caffè al bar della piazza antistante e ci avviamo verso l’ultima tappa della giornata.

    Attraversiamo la periferia di Terni per arrivare al Belvedere Inferiore delle Cascate delle Marmore.

    Sono circa le 18.30 e piove… ci dirigiamo alla biglietteria per confermare la nostra presenza, abbiamo infatti prenotato l’escursione serale con guida alle cascate che partirà alle ore 20.00, paghiamo il biglietto di ingresso 5,00 euro e l’escursione 6,00 euro.

    Siamo in anticipo per cui visitiamo una minima parte del parco e scattiamo foto a non finire alle cascate per poi arrivare puntuali al punto d’incontro per la visita.

    La guida consegna a tutti il casco con luce frontale perché nel frattempo si è fatto buio e ci avviamo sempre sotto la pioggia battente all’inizio del percorso quando scoppia pure un temporale di quelli che non danno tregua e, valuta e rivaluta la situazione, la guida decide di annullare l’escursione e renderci i 6,00 euro della visita guidata per i sentieri che avrebbero dovuto portarci al Belvedere Superiore, ritenendo pericoloso aggirarci tra gli alberi con fulmini e saette sulla testa.

    Sarebbe ora di cena, troviamo a pochi metri il Ristorante Pizzeria “Belvedere” che per 10,00 euro ci offre un piatto di lasagne calde e la pastiera napoletana (è Pasqua e qualcosa di tipico andrà pur mangiato…) e così riusciamo anche ad asciugarci un po’ prima di riprendere la lunga strada per Trevi.

    Lungo tutto il percorso non troviamo neppure un bar aperto, nemmeno quello dell’autogrill, così il caffè ce lo beviamo in Piazza Mazzini a Trevi e curiosi come siamo ci arrampichiamo ancora un po’ per le strette viette del borgo alla ricerca di angoli e scorci nascosti.

    Lunedì 5 aprile 2010 (Cascia – Norcia – Spoleto – Assisi)

    Diversamente da quanto annunciato dalle previsioni meteo, piove anche oggi!

    Per consolarci super colazione di Pasquetta e partiamo in direzione Cascia.

    Dopo un’ora di viaggio arriviamo al parcheggio, da qui parte il bus che al costo di 1,50 euro a tratta porta sino alla Basilica di Santa Rita arroccata sul pendio.

    Cascia appare subito una cittadina moderna, priva di atmosfera, l’unica attrazione è la chiesa dedicata alla Santa costruita dove sorgeva l’antica chiesa annessa al convento dove morì Santa Rita.

    Arriviamo nel momento in cui è in corso la funzione per cui quel che possiamo vedere è limitato ma non sfugge certo il colore blu intenso della volta che ci colpisce anche se non sappiamo ancora dire se in positivo o in negativo.

    Adiacente la Basilica si trova la Cappella di Santa Rita dove ne è conservato il corpo mummificato, la fila non è lunghissima ma è lenta e proprio non abbiamo il tempo di attendere il nostro turno perché tra pochi minuti partirà il bus che ci condurrà alla nostra auto.

    Acquistiamo un paio di souvenir ai negozi del parcheggio e ci portiamo a Norcia.

    Lasciamo l’auto nel parcheggio esterno alle mura e facciamo il nostro ingresso da Porta Romana.

    Nonostante la pioggia, anche Norcia come Cascia è gremita di gente, tutti in giro per la gita di Pasquetta!!!

    L’idea iniziale era di pranzare al ristorante data l’ottima fama dei prodotti locali ma ci rendiamo immediatamente conto che l’impresa è impossibile.

    Percorriamo Corso Sertorio che porta dritto a Piazza S. Benedetto, il cuore della città, l’unica tra quelle visitate che si estende tutta in piano, cosa molto gradita.

    Al centro della piazza troviamo il monumento a S. Benedetto, mentre a delimitarla sono il Palazzo Comunale, la Basilica di S. Benedetto, il Duomo e la Castellina che oggi ospita il Museo civico-diocesano.

    Non possiamo perderci la visita alla Basilica che venne eretta sulla casa dei genitori del Santo, appena entrati ha inizio una breve processione dei benedettini che dall’altare si dirigono alla cripta e anche noi possiamo scendere là dove la tradizione vuole che siano nati San Benedetto e la sorella gemella Scolastica.

    All’uscita ci rendiamo conto che è già ora di pranzo, pioviggina e i ristoranti sono stra pieni quindi non ci resta che acquistare in uno dei tanti negozi di alimentari, c’è l’imbarazzo della scelta, un panino coi prodotti norcini e gustarcelo in auto!!!!

    Alla fine del nostro “succulento” ma squisito pranzo ci riportiamo in centro, attraversiamo tutto il paese da Corso Sertorio a Piazza S. Benedetto sino a Via Roma ed usciamo dalla Porta Ascolana.

    Un caffè e poi gironzolando per le stradine arriviamo di nuovo alla nostra auto per spostarci a Spoleto.

    Parcheggiamo l’auto lungo il Torrente Tessino e da Piazza Garibaldi iniziamo la salita alla città alta.

    Percorrendo la centralissima Via dell’Anfiteatro, tratto iniziale della Traversa interna, e poi per ripidi vicoli giungiamo alla Piazza del Duomo, una rapida occhiata d’insieme e subito saliamo verso la Rocca ma anche questa volta siamo sfortunati, a Piazza Campello, dove inizia il viale di ingresso, ricomincia a piovere a dirotto così dobbiamo rinunciare e ci rifugiamo all’interno del Duomo.

    Notiamo subito sulla destra la Cappella Eroli, visitata da tutti i turisti, per ammirare glia affreschi del Pinturicchio.

    Pare stia smettendo di piovere così decidiamo di ripartire subito col nostro tour e salendo la scalinata che porta a Via Saffi, da cui si ha una veduta stupenda sulla Cattedrale, ci avviamo verso la Casa Romana, antica dimora affacciata sul Foro per poi scendere verso la Piazza del Mercato che nel medioevo ancora veniva chiamata Piazza del Foro, passiamo sotto l’Arco di Druso che era l’antico ingresso al Foro e scendiamo verso Piazza della Libertà dove si affaccia il Teatro Romano.

    Ricomincia a diluviare, siamo bagnatissimi così ci troviamo costretti a rinunciare alle nostra idea di cenare a Spoleto e dopo il tour “romano” percorrendo Via Mazzini e i vicoletti della città bassa arriviamo di nuovo a Piazza Garibaldi e alla nostra auto.

    Spoleto è una città incantevole, siamo riusciti a vederne solo una piccola parte perché il meteo ci è stato avverso, ma è ricca di storia e di angoli suggestivi.

    E per cena?

    Torniamo ad Assisi, visto che il cielo in quella direzione pare aprirsi un poco.

    Ormai esperti della cittadina parcheggiamo al solito parking di Piazza Matteotti, percorriamo tutto il centro storico ed arriviamo alla Basilica di San Francesco per il tramonto: ottimo sfondo per le nostre foto ora che ha smesso definitivamente di piovere.

    Il ristorante “Il Menestrello” dove ci eravamo trovati tanto bene la prima sera è aperto così facciamo il bis e ci godiamo l’ultima serata in terra umbra.

    Per ritornare alla nostra auto prendiamo tutta una serie di vicoletti che ci portano negli angoli più nascosti di questa cittadina medievale che fanno tanta atmosfera.

    Un altro sguardo alla Trevi by night e ci ritiriamo stanchi ma contenti.

    Martedì 6 aprile 2010 (Gubbio)

    E’ il nostro ultimo giorno in Umbria, ci alziamo relativamente presto e dopo la colazione lasciamo Trevi più che soddisfatti dell’alloggio e della vacanza.

    Ma non è ancora finita, decidiamo infatti di fare un tappa a Gubbio sulla strada del ritorno.

    Raggiungiamo la città addossata al Monte Igino passando per Perugia e prendendo poi la SS298 con l’idea di fare solo una “veloce puntatina” tanto, chi ci sarà mai a Gubbio di martedì?

    Tutti… perché è giorno di mercato, una faticaccia per trovare parcheggio ma alla fine lasciamo l’auto lungo Viale del Teatro Romano e per Via Cavour ci avviamo verso Piazza Giordano Bruno e la chiesa di S. Domenico per iniziare la salita di Via dei Consoli, sicuramente tra le più caratteristiche della città.

    A sinistra si estende il Parco Ranghiaschi mentre a destra incontriamo il Palazzo del Bargello con la Fontana dei Matti, secondo la tradizione popolare bastano tre giri bagnandosi intorno alla vasca per guadagnarsi il titolo di “matto”, e si arriva alla famosa Piazza Grande dove si affacciano il Palazzo dei Consoli oggi sede del Museo Civico e il Palazzo Pretorio, rimasto incompiuto, l’uno in fronte all’altro.

    Dalla terrazza scattiamo le foto panoramiche, proseguiamo per Via XX Settembre e subito svoltiamo a destra scendendo la scalinata che ci porta in Via della Repubblica e giù sino a Piazza Quaranta Martiri e alla Chiesa di S. Francesco.

    Ci rendiamo conto che la “puntatina” alla città sta andando per le lunghe così risaliamo Via della Repubblica per pranzare alla ristorante “Taverna del Lupo”.

    Scegliamo un menu turistico a basso prezzo, il locale è veramente elegante, la qualità ottima e i prezzi alla carte spropositati, ma noi ce la caviamo con 21,00 euro a testa per un pranzo completo dall’antipasto al dolce.

    A pochi passi dal ristorante, scendendo per Via della Repubblica e svoltando a destra raggiungiamo la chiesa di S. Giovanni Battista (nota ai più come la Chiesa di Don Matteo nella famosa serie televisiva) con una bella facciata gotica in pietra calcarea e un torre campanaria in stile romanico.

    Torniamo sui nostri passi e in cima a Via della Repubblica prendiamo l’ascensore che ci porta a Via XX Settembre e da qui il secondo ascensore che dopo un percorso panoramico all’aperto e l’attraversamento dell’aerea archeologica ci porta direttamente all’interno del Duomo caratterizzato da un’unica grande navata in stile eugubino. Usciti dal portone principale della Cattedrale ci troviamo di fronte il Palazzo Ducale, fatto erigere da Federico di Montefeltro e oggi istituito in museo.

    E la Piazza del Duomo?

    Non c’è, infatti la facciata del Duomo è separata da Palazzo Ducale da una strettissima via pedonale dove si può quasi dire non batta mai il sole.

    Rientriamo nella Cattedrale per riprendere gli ascensori e all’uscita svoltiamo a sinistra in Via Savelli della Porta dove troviamo la piccolissima Chiesa di S. Francesco della Pace dove si narra si rifugiasse la notte il lupo ammansito da S. Francesco.

    Il nostro tempo ora è proprio scaduto, dobbiamo riprendere la strada di casa, ma siamo contenti di aver visitato anche la città eugubina con un fuori programma e un fuori orario.

    In questa breve vacanze abbiamo percorso un’infinità di km ma l’Umbria è indiscutibilmente una delle più belle regioni italiane coi suoi borghi medievali e i colori della campagna in primavera.

    E… a pensarci bene qualche località ancora non siamo riusciti a visitarla, può essere un buon motivo per ritornare in futuro!

  2. minerva
    , 10/8/2010 15:37
    “L’Umbria è l’unica regione dell’Italia peninsulare a non essere bagnata dal mare”.<?xml version='1.0' encoding='utf-8'?>
    Iniziava così la relazione di geografia per l’esame di 5^ elementare che ha fatto nascere la mia voglia di viaggiare e quest’anno ho praticamente concluso il tour della regione che ha dato vita al mio spirito da giramondo.

    Venerdì 2 aprile 2010 (Assisi)
    Si parte in auto alle 8.00 da Pavia per arrivare a destinazione nel primo pomeriggio.
    Ci fermiamo per il pranzo all’autogrill poco dopo Assisi e diamo inizio al lato culinario della vacanza con un ottimo panino alla porchetta… e siamo solo in autogrill… chissà al ristorante!
    Verso le 15.30 arriviamo a Trevi, piccolo borgo medievale arroccato sulla collina tra Foligno e Spoleto.
    Il nostro hotel è il “Relais de Charme Antica Dimora alla Rocca” un 4 stelle ubicato in Piazza della Rocca 1, nel cuore del paese, lo si può raggiungere con l’auto e sostare il tempo necessario per scaricare i bagagli ma consigliamo di lasciare l’auto in Piazza Mazzini e salire pochi metri a piedi per le strettissime vie.
    A circa 200 mt si trova il parcheggio coperto gratuito molto comodo.
    Abbiamo pagato per una camera doppia classica 75,00 euro a notte, colazione compresa.
    Un rapido colpo d’occhio alla stanza in stile antico davvero accogliente e si parte subito in direzione Assisi.
    Prendiamo la prima uscita della SS75 Assisi-Viole e arriviamo al parcheggio di Piazza Matteotti, attraversata la strada si entra nell’antica cittadina che si estende sul declivio del Monte Subasio.
    Facciamo il nostro ingresso da Via del Torrione che, costeggiando i resti del Teatro Romano, ci porta in Piazza S. Rufino dove sorge il Duomo, è in stile romanico e all’interno conserva il fonte battesimale in cui, secondo la tradizione, furono battezzati S. Francesco e Santa Chiara; dopo la visita percorriamo la ripida discesa di Via S. Rufino e raggiungiamo Piazza del Comune dove in passato si trovava il Foro Romano.
    Di fronte al Palazzo dei Priori spicca il Tempio di Minerva con la sua facciata a sei colonne con capitelli corinzi tutto ancora nello stato originale, nel medioevo è stato utilizzato come abitazione dei monaci e poi come prigione comunale sino a che venne trasformato nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva.
    È il momento di avviarci verso la Basilica di S. Francesco e decidiamo di percorrere Via del Seminario e Via S. Francesco che termina praticamente sulla piazza della Basilica Superiore.
    Partiamo dalla Basilica Inferiore dove è in corso la funzione quindi non riusciamo a visitarla per intero e neppure a scendere nella cripta dove sono conservate e venerate le spoglie del Santo.
    Nella Basilica Superiore invece abbiamo tutto il tempo di ammirare gli affreschi di Giotto e Cimabue.
    Ritorniamo in Piazza del Comune e per Corso Mazzini raggiungiamo la Basilica di Santa Chiara con la sua caratteristica facciata in calcare rosa e bianco.
    All’interno, oltre a diversi affreschi, vengono conservate nell’Oratorio del Crocifisso le reliquie della Santa.
    Dalla terrazza di Piazza Santa Chiara si ha una stupenda veduta sulla vallata sottostante.
    Dobbiamo cercare un ristorante per la cena e gironzolando per il centro troviamo il Ristorante “Il Menestrello” in Via San Gregorio 1/A, è un vicoletto a pochi passi da Piazza del Comune, scendendo per Via del Seminario lo si trova sulla sinistra.
    Consultiamo il menu turistico che è esposto sulla bacheca all’esterno del locale e a naso decidiamo che ci piacerà.
    Oltre a mangiare vogliamo anche vedere la processione con le varie confraternite in costume che si tiene ogni anno la sera del Venerdì Santo.
    Fermiamo una suora, chi meglio di una religiosa può conoscere l’orario di inizio?
    Ci spiega che alle 20.00 la processione partirà dal Duomo per recarsi in S. Francesco (la Madonna va a prendere il figlio crocefisso) e poi ritornerà indietro (la Madonna riporta il crocefisso in Duomo).
    Un rapido calcolo ci dice che possiamo andare a cena, al primo o al secondo passaggio riusciremo certo a vederla, cosa fondamentale perché siamo venuti apposta ad Assisi questa sera.
    Il menu a base di bruschette, strangozzi ai funghi, tagliata di carne con contorno e dolce per 19,50 euro a testa (esclusi coperto e bevande) ci soddisfano a pieno in questo locale molto tipico in quanto sembra ricavato nella roccia con soffitti ad arco a pareti con pietre a vista.
    Il personale è molto gentile e ci avvisa a metà cena che sta passando la processione e aspetta così il nostro rientro per servirci la successiva pietanza calda.
    All’uscita facciamo giusto in tempo a percorrere pochi metri in direzione della Basilica di S. Francesco ed incrociamo la processione che ritorna in Duomo.
    E’ un momento suggestivo, le strette strade sono infatti illuminate solo da ceri e tutto intorno è buio come a rievocare i tempi di S. Francesco.
    La seguiamo sino in Piazza del Comune e poi per una scalinata laterale e un intreccio di vicoletti raggiungiamo velocemente il Duomo illuminato e ci avviamo al parcheggio.
    Il rientro a Trevi è senza difficoltà, anche qui troviamo ceri ancora accesi che ci indicano il passaggio della processione e veramente stanchi dai km macinati in giornata raggiungiamo l’hotel.

    Sabato 3 aprile 2010 (Civita di Bagnoregio – Orvieto – Todi – Trevi)
    Ci svegliamo presto, prima delle 7.00, perché le mete di oggi sono le più lontane ma facciamo tardi perché è il mio compleanno è c’è il rito dell’apertura del pacchetto regalo.
    La sala colazione è al piano interrato, nonostante siano le 8.00 siamo i primi, stanno sfornando i cornetti caldi, ci sono marmellate, un surrogato della nutella, pane, burro, fette biscottate, torta, succhi, yogurt, frutta e poi il salato che però è decisamente scarso ma a noi non interessa perché da veri italiani al mattino ci spariamo il dolce.
    Personalmente assegno un bel 9 sia per la colazione sia per il personale di sala, l’unica pecca è il riscaldamento spento e fa un po’ freddino quassù sui monti.
    Alle 9.00 partiamo in direzione sud, verso il Lazio, per raggiungere Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo (sarà l’unica nostra meta fuori dall’Umbria).
    Percorrendo la SS3 arriviamo sino a Terni e poi con la SS675 ad Orte dove entriamo sull’autostrada A1 ed usciamo ad Orvieto.
    Da qui per stradine quasi deserte e con un buon stradario raggiungiamo Bagnoregio, lo attraversiamo ed arriviamo al parcheggio del belvedere verso le 11.00, due ore di viaggio come da stima.
    Ci affacciamo alla terrazza per scattare le foto di questo borgo davvero originale, posto su una rupe e collegato al resto del mondo da un ponte unicamente pedonale, e diamo inizio al tour con una botta di allegria (!) visto che Civita di Bagnoregio è nota altresì come la “città che muore” a causa della progressiva erosione delle pareti di tufo che può portare col tempo alla scomparsa del borgo.
    Entriamo da Porta Santa Maria o della Cava, unico accesso al paese, e proseguendo sempre dritto per pochi metri si arriva al cuore di Civita cioè a Piazza S. Donato dove sorge il Duomo.
    Tutt’intorno si diramano stradine che ci portano a scoprire i lati più nascosti di questo paese medievale che nel lontano 1221 diete i natali a S. Bonaventura.
    Gira e rigira si fa l’ora di pranzo, i prezzi dei ristorantini sono più che abbordabili, per cui decidiamo di pranzare alla Bruschetteria La Cantina, dove per 14,00 euro a persona ci offrono un antipasto di salumi e formaggi, braciola e patate alla brace, pane, acqua e vino.
    Noi ci siamo trovati bene e lo consigliamo facendo però presente che l’ambiente è piuttosto rustico.
    Appena dopo pranzo ci spostiamo a Orvieto, secondata tappa della giornata.
    Lasciamo l’auto al parcheggio fuori le mura e con il lungo percorso delle scale mobili raggiungiamo il centro città.
    Percorriamo Corso Cavour per arrivare al Pozzo di S. Patrizio, l’ingresso costa 4,50 euro a testa e si scendono i 248 gradini della scala a chiocciola sino al fondo per poi risalire dall’altra scala a chiocciola sovrapposta alla prima e raggiungere l’uscita ormai senza respiro.
    Raggiungiamo la Rocca dell’Albornoz a pochi passi dal pozzo, vi si entra presso la funicolare: oggi è un giardino pubblico e grazie alla bella giornata di sole possiamo riposare sulle panchine e poi ammirare il panorama dal cammino di ronda.
    Un caffè per riprendere le forze e ci avviamo al Duomo, la cui facciata ricca di bassorilievi e mosaici è tra le opere più famose d’Italia.
    Per pochi minuti ci perdiamo il tour della Orvieto Sotterranea e dopo la visita della Cattedrale decidiamo di lasciare la città così, arrivati in Piazza della Repubblica, dove svetta la medievale torre dodecagonale accanto alla Chiesa di S. Andrea, prendiamo Via Garibaldi che ci riporta alle scale mobili che conducono al parcheggio.
    Raggiungiamo Todi, l’ultima tappa della giornata.
    Lasciamo l’auto al parcheggio dinnanzi la Chiesa di Santa Maria della Consolazione e a piedi per la scalinata dedicata ai Martiri di Nassirya raggiungiamo il centro medievale.
    Il cuore di Todi è Piazza del Popolo, si regge su una serie di grandi cisterne e vi si affacciano il Duomo e i palazzi delle magistrature.
    Il Palazzo dei Priori sorge di fronte alla Cattedrale ed è sede della Pretura, sul lato orientale troviamo il Palazzo del Popolo e il Palazzo del Capitano oggi uniti da una grande scala e sono sede del Municipio e dei musei comunali.
    Vistiamo il Duomo che è in ristrutturazione e si vede ben poco, ma dalla sommità dei ventinove gradini che conducono al portone d’ingresso si ha una veduta d’insieme della piazza da far invidia ad una cartolina.
    Percorriamo Via Mazzini sino a Piazza Jacopone e svoltando a destra si arriva alla Piazza Umberto I.
    Qui domina l’alta e ampia scalinata scenografica che porta alla Chiesa di S. Fortunato nella cui cripta riposano le spoglie di Jacopone da Todi.
    Per cena ci affidiamo alle nostre guide che ci suggeriscono il Ristornate “Cavour” in Corso Cavour 23/25, è un locale accogliente con personale veramente squisito e prezzi molto bassi, per due pizze farcite, acqua e coca oltre ai caffè spendiamo 9,00 euro a testa! Lo consigliamo.
    Siamo stanchi e dobbiamo tornale alla nostra auto ma il colpo d’occhio mi dice che i minibus in Piazza Jacopone fanno servizio gratuito dal centro a Santa Maria della Consolazione e viceversa così ci facciamo trasportare al parcheggio e prendendo la direzione Perugia rientriamo a Trevi.
    La giornata però non è ancora terminata, parcheggiata l’auto decidiamo per una visita dell’antica Trevi by night, gironzoliamo per le suggestive stradine medievali e visitiamo la Cattedrale dedicata a S. Emiliano, aperta nonostante l’ora tarda perché è in corso la Messa del Sabato Santo.

    Domenica 4 aprile 2010 (Narni – Amelia – Cascate delle Marmore – Trevi)
    Come da previsioni meteo ci svegliamo con la pioggia, colazione pasquale abbondante e via in direzione Narni percorrendo ancora una volta la SS3 direzione Terni.
    Salendo verso il borgo si scorge il Ponte di Augusto o meglio solo un grandioso arco che è ciò che ne rimane. In origine era lungo circa 160 mt e alto quasi 30 mt sopra il livello del mare e completamente rivestito in travertino.
    Lasciamo l’auto nel primo parcheggio che troviamo ai piedi della città che sorge su di uno sperone e con gli ascensori raggiungiamo il centro.
    Dal Duomo parte Via Garibaldi che finisce sulla lunga e stretta Piazza dei Priori dove si affacciano il Palazzo omonimo e il Palazzo del Podestà per poi proseguire con il nome di Via Mazzini sino alla nostra meta, cioè l’ingresso della Narni Sotterranea, sotto la Chiesa di S. Domenico.
    La passeggiata si svolge sotto l’ombrello, la gente è tutta in Duomo per la funzione di Pasqua e le poche anime erranti sono dirette alla visita guidata dei sotterranei.
    L’idea iniziale era di prenotare il tour del pomeriggio ma viste le disastrose condizioni meteo ci iscriviamo alla visita delle 11.45 così da terminare per l’ora di pranzo e poi si vedrà…
    Il biglietto costa 5,00 euro a persona e prevede lo sconto del 10% nei ristoranti di Narni, per la visita alla Orvieto Sotterranea e alle Cisterne di Amelia.
    La visita dura un’ora abbondante, inizia sotto il complesso di S. Domenico e mostra i resti di una chiesa del XII secolo per poi passare alla sala degli interrogatori del Tribunale dell’Inquisizione e alla cella ricca di graffiti dove venivano relegati gli inquisiti e normalmente prosegue nei sotterranei della Chiesa di Santa Maria e poi alle Cisterne di Piazza Garibaldi che in questo momento non sono agibili.
    Sarebbe interessante poter tornare per completare il tour visto che per questo motivo il biglietto ha la durata di un anno dall’emissione.
    Riemersi dal sottosuolo e sempre accompagnati dalla pioggia ci mettiamo alla ricerca del ristorante consigliatoci dalla nostra guida che ovviamente è dall’altra parte della città, all’estremità di Via XX Settembre, che è tutta in salita!
    Troviamo il Ristorante “Il Pincio” al 117 della già citata Via XX Settembre, semplice e caratteristico in quanto parte del locale è ricavato nella roccia, i prezzi sono davvero modici tanto che per due primi, due secondi di carne con contorno, acqua e caffè paghiamo 16,00 euro a testa (con lo sconto della Narni Sotterranea). Lo consigliamo per gentilezza e buona qualità delle pietanze in rapporto al prezzo.
    La geniale idea del pomeriggio è quella di raggiungere la Rocca Albornoz, quindi con l’immancabile ombrello aperto scarpiniamo per le ripide stradine sino ad arrivare quasi ai piedi della fortezza ma la pioggia è troppo intensa, l’acqua scorre per le strade e non è il caso di proseguire oltre.
    Riscendiamo e riattraversando Piazza Garibaldi arriviamo a Piazza Cavour per visita l’interno del Duomo.
    Usciamo e piove… che si fa?
    Nei dintorni c’è Amelia, facilmente raggiungibile da qui, così recuperiamo l’auto e ci portiamo in quest’altro borgo arroccato che non era inserito nel nostro itinerario.
    Entriamo nella città murata dall’unico accesso possibile cioè da Porta Romana e per Via della Repubblica saliamo verso il centro seguendo i cartelli perché non abbiamo la mappa della città.
    Con una piccola deviazione arriviamo a Piazza del Duomo, sta smettendo di piovere così senza indugio ritorniamo sulla via principale per raggiungere la sommità del borgo.
    Piazza Matteotti sorge su di una grande cisterna romana che visitiamo prima da soli e poi con la guida al costo 2,00 euro a persona e consiste in dieci ambienti comunicanti che avevano anche la funzione di sostenere il Foro sovrastante.
    All’uscita perdiamo per pochi secondi la navetta che porta alla parte bassa della città e sempre con l’ombrello aperto ripercorriamo le strette vie sino a raggiungere di nuovo Porta Romana.
    Un caffè al bar della piazza antistante e ci avviamo verso l’ultima tappa della giornata.
    Attraversiamo la periferia di Terni per arrivare al Belvedere Inferiore delle Cascate delle Marmore.
    Sono circa le 18.30 e piove… ci dirigiamo alla biglietteria per confermare la nostra presenza, abbiamo infatti prenotato l’escursione serale con guida alle cascate che partirà alle ore 20.00, paghiamo il biglietto di ingresso 5,00 euro e l’escursione 6,00 euro.
    Siamo in anticipo per cui visitiamo una minima parte del parco e scattiamo foto a non finire alle cascate per poi arrivare puntuali al punto d’incontro per la visita.
    La guida consegna a tutti il casco con luce frontale perché nel frattempo si è fatto buio e ci avviamo sempre sotto la pioggia battente all’inizio del percorso quando scoppia pure un temporale di quelli che non danno tregua e, valuta e rivaluta la situazione, la guida decide di annullare l’escursione e renderci i 6,00 euro della visita guidata per i sentieri che avrebbero dovuto portarci al Belvedere Superiore, ritenendo pericoloso aggirarci tra gli alberi con fulmini e saette sulla testa.
    Sarebbe ora di cena, troviamo a pochi metri il Ristorante Pizzeria “Belvedere” che per 10,00 euro ci offre un piatto di lasagne calde e la pastiera napoletana (è Pasqua e qualcosa di tipico andrà pur mangiato…) e così riusciamo anche ad asciugarci un po’ prima di riprendere la lunga strada per Trevi.
    Lungo tutto il percorso non troviamo neppure un bar aperto, nemmeno quello dell’autogrill, così il caffè ce lo beviamo in Piazza Mazzini a Trevi e curiosi come siamo ci arrampichiamo ancora un po’ per le strette viette del borgo alla ricerca di angoli e scorci nascosti.

    Lunedì 5 aprile 2010 (Cascia – Norcia – Spoleto – Assisi)
    Diversamente da quanto annunciato dalle previsioni meteo, piove anche oggi!
    Per consolarci super colazione di Pasquetta e partiamo in direzione Cascia.
    Dopo un’ora di viaggio arriviamo al parcheggio, da qui parte il bus che al costo di 1,50 euro a tratta porta sino alla Basilica di Santa Rita arroccata sul pendio.
    Cascia appare subito una cittadina moderna, priva di atmosfera, l’unica attrazione è la chiesa dedicata alla Santa costruita dove sorgeva l’antica chiesa annessa al convento dove morì Santa Rita.
    Arriviamo nel momento in cui è in corso la funzione per cui quel che possiamo vedere è limitato ma non sfugge certo il colore blu intenso della volta che ci colpisce anche se non sappiamo ancora dire se in positivo o in negativo.
    Adiacente la Basilica si trova la Cappella di Santa Rita dove ne è conservato il corpo mummificato, la fila non è lunghissima ma è lenta e proprio non abbiamo il tempo di attendere il nostro turno perché tra pochi minuti partirà il bus che ci condurrà alla nostra auto.
    Acquistiamo un paio di souvenir ai negozi del parcheggio e ci portiamo a Norcia.
    Lasciamo l’auto nel parcheggio esterno alle mura e facciamo il nostro ingresso da Porta Romana.
    Nonostante la pioggia, anche Norcia come Cascia è gremita di gente, tutti in giro per la gita di Pasquetta!!!
    L’idea iniziale era di pranzare al ristorante data l’ottima fama dei prodotti locali ma ci rendiamo immediatamente conto che l’impresa è impossibile.
    Percorriamo Corso Sertorio che porta dritto a Piazza S. Benedetto, il cuore della città, l’unica tra quelle visitate che si estende tutta in piano, cosa molto gradita.
    Al centro della piazza troviamo il monumento a S. Benedetto, mentre a delimitarla sono il Palazzo Comunale, la Basilica di S. Benedetto, il Duomo e la Castellina che oggi ospita il Museo civico-diocesano.
    Non possiamo perderci la visita alla Basilica che venne eretta sulla casa dei genitori del Santo, appena entrati ha inizio una breve processione dei benedettini che dall’altare si dirigono alla cripta e anche noi possiamo scendere là dove la tradizione vuole che siano nati San Benedetto e la sorella gemella Scolastica.
    All’uscita ci rendiamo conto che è già ora di pranzo, pioviggina e i ristoranti sono stra pieni quindi non ci resta che acquistare in uno dei tanti negozi di alimentari, c’è l’imbarazzo della scelta, un panino coi prodotti norcini e gustarcelo in auto!!!!
    Alla fine del nostro “succulento” ma squisito pranzo ci riportiamo in centro, attraversiamo tutto il paese da Corso Sertorio a Piazza S. Benedetto sino a Via Roma ed usciamo dalla Porta Ascolana.
    Un caffè e poi gironzolando per le stradine arriviamo di nuovo alla nostra auto per spostarci a Spoleto.
    Parcheggiamo l’auto lungo il Torrente Tessino e da Piazza Garibaldi iniziamo la salita alla città alta.
    Percorrendo la centralissima Via dell’Anfiteatro, tratto iniziale della Traversa interna, e poi per ripidi vicoli giungiamo alla Piazza del Duomo, una rapida occhiata d’insieme e subito saliamo verso la Rocca ma anche questa volta siamo sfortunati, a Piazza Campello, dove inizia il viale di ingresso, ricomincia a piovere a dirotto così dobbiamo rinunciare e ci rifugiamo all’interno del Duomo.
    Notiamo subito sulla destra la Cappella Eroli, visitata da tutti i turisti, per ammirare glia affreschi del Pinturicchio.
    Pare stia smettendo di piovere così decidiamo di ripartire subito col nostro tour e salendo la scalinata che porta a Via Saffi, da cui si ha una veduta stupenda sulla Cattedrale, ci avviamo verso la Casa Romana, antica dimora affacciata sul Foro per poi scendere verso la Piazza del Mercato che nel medioevo ancora veniva chiamata Piazza del Foro, passiamo sotto l’Arco di Druso che era l’antico ingresso al Foro e scendiamo verso Piazza della Libertà dove si affaccia il Teatro Romano.
    Ricomincia a diluviare, siamo bagnatissimi così ci troviamo costretti a rinunciare alle nostra idea di cenare a Spoleto e dopo il tour “romano” percorrendo Via Mazzini e i vicoletti della città bassa arriviamo di nuovo a Piazza Garibaldi e alla nostra auto.
    Spoleto è una città incantevole, siamo riusciti a vederne solo una piccola parte perché il meteo ci è stato avverso, ma è ricca di storia e di angoli suggestivi.
    E per cena?
    Torniamo ad Assisi, visto che il cielo in quella direzione pare aprirsi un poco.
    Ormai esperti della cittadina parcheggiamo al solito parking di Piazza Matteotti, percorriamo tutto il centro storico ed arriviamo alla Basilica di San Francesco per il tramonto: ottimo sfondo per le nostre foto ora che ha smesso definitivamente di piovere.
    Il ristorante “Il Menestrello” dove ci eravamo trovati tanto bene la prima sera è aperto così facciamo il bis e ci godiamo l’ultima serata in terra umbra.
    Per ritornare alla nostra auto prendiamo tutta una serie di vicoletti che ci portano negli angoli più nascosti di questa cittadina medievale che fanno tanta atmosfera.
    Un altro sguardo alla Trevi by night e ci ritiriamo stanchi ma contenti.

    Martedì 6 aprile 2010 (Gubbio)
    E’ il nostro ultimo giorno in Umbria, ci alziamo relativamente presto e dopo la colazione lasciamo Trevi più che soddisfatti dell’alloggio e della vacanza.
    Ma non è ancora finita, decidiamo infatti di fare un tappa a Gubbio sulla strada del ritorno.
    Raggiungiamo la città addossata al Monte Igino passando per Perugia e prendendo poi la SS298 con l’idea di fare solo una “veloce puntatina” tanto, chi ci sarà mai a Gubbio di martedì?
    Tutti… perché è giorno di mercato, una faticaccia per trovare parcheggio ma alla fine lasciamo l’auto lungo Viale del Teatro Romano e per Via Cavour ci avviamo verso Piazza Giordano Bruno e la chiesa di S. Domenico per iniziare la salita di Via dei Consoli, sicuramente tra le più caratteristiche della città.
    A sinistra si estende il Parco Ranghiaschi mentre a destra incontriamo il Palazzo del Bargello con la Fontana dei Matti, secondo la tradizione popolare bastano tre giri bagnandosi intorno alla vasca per guadagnarsi il titolo di “matto”, e si arriva alla famosa Piazza Grande dove si affacciano il Palazzo dei Consoli oggi sede del Museo Civico e il Palazzo Pretorio, rimasto incompiuto, l’uno in fronte all’altro.
    Dalla terrazza scattiamo le foto panoramiche, proseguiamo per Via XX Settembre e subito svoltiamo a destra scendendo la scalinata che ci porta in Via della Repubblica e giù sino a Piazza Quaranta Martiri e alla Chiesa di S. Francesco.
    Ci rendiamo conto che la “puntatina” alla città sta andando per le lunghe così risaliamo Via della Repubblica per pranzare alla ristorante “Taverna del Lupo”.
    Scegliamo un menu turistico a basso prezzo, il locale è veramente elegante, la qualità ottima e i prezzi alla carte spropositati, ma noi ce la caviamo con 21,00 euro a testa per un pranzo completo dall’antipasto al dolce.
    A pochi passi dal ristorante, scendendo per Via della Repubblica e svoltando a destra raggiungiamo la chiesa di S. Giovanni Battista (nota ai più come la Chiesa di Don Matteo nella famosa serie televisiva) con una bella facciata gotica in pietra calcarea e un torre campanaria in stile romanico.
    Torniamo sui nostri passi e in cima a Via della Repubblica prendiamo l’ascensore che ci porta a Via XX Settembre e da qui il secondo ascensore che dopo un percorso panoramico all’aperto e l’attraversamento dell’aerea archeologica ci porta direttamente all’interno del Duomo caratterizzato da un’unica grande navata in stile eugubino. Usciti dal portone principale della Cattedrale ci troviamo di fronte il Palazzo Ducale, fatto erigere da Federico di Montefeltro e oggi istituito in museo.
    E la Piazza del Duomo?
    Non c’è, infatti la facciata del Duomo è separata da Palazzo Ducale da una strettissima via pedonale dove si può quasi dire non batta mai il sole.
    Rientriamo nella Cattedrale per riprendere gli ascensori e all’uscita svoltiamo a sinistra in Via Savelli della Porta dove troviamo la piccolissima Chiesa di S. Francesco della Pace dove si narra si rifugiasse la notte il lupo ammansito da S. Francesco.
    Il nostro tempo ora è proprio scaduto, dobbiamo riprendere la strada di casa, ma siamo contenti di aver visitato anche la città eugubina con un fuori programma e un fuori orario.

    In questa breve vacanze abbiamo percorso un’infinità di km ma l’Umbria è indiscutibilmente una delle più belle regioni italiane coi suoi borghi medievali e i colori della campagna in primavera.
    E… a pensarci bene qualche località ancora non siamo riusciti a visitarla, può essere un buon motivo per ritornare in futuro!