1. 1: Weekend

    di , il 29/7/2010 17:10

    Così vicine, eppure così diverse.

    Stromboli, che lega il proprio destino al vulcano sempre attivo, Iddu, "lui", come lo chiamano gli abitanti del posto con rispetto e timore. E Panarea, la perla mondana adorata da celebrities e aspiranti tali, con mare cristallino, muretti di calce bianca, bouganvillee e spiagge di ghiaia finissima. Separate da un braccio di mare largo dieci miglia marine, quasi diciannove chilometri, le due isole insieme alle altre cinque sorelle – Lipari, Alicudi, Filicudi, Salina e Vulcano – compongono l’arcipelago del le Eolie, parco archeologico e naturalistico ricco di grotte, insenature, faraglioni, fondi marini, spiagge e cale di bellezza incomparabile, proclamato dall'Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Che Stromboli sia una delle icone più significative del paesaggio siciliano, del resto, con il magnetismo metafisico che sgorga dal suo cuore di lava, nel mondo del cinema è evidente dai tempi del celebre Stromboli-Terra di Dio (1949), il film di Roberto Rossellini con la radiosa Ingrid Bergman. Fino a Caro Diario (1993) di Nanni Moretti, che all’arcipelago di origine vulcanica dedicò l’episodio Isole della pellicola palma d’oro al Festival di Cannes. Ma il mondo della mitologia classica aveva scoperto le Eolie molti secoli prima. A cominciare da Ulisse, il primo grande esploratore di queste isole, che qui ricevette dal re Eolo l’otre pieno dei venti di tempesta. Molto più tardi, nel Settecento, le isole divennero meta dei Grand Tour, i viaggi che tutti i nobili dovevano intraprendere come parte della loro formazione personale per essere accolti nell’alta società. Impressioni, descrizioni e appunti raccolti sui loro diari di bordo, alcuni dei quali – nel caso degli scrittori francesi Guy De Maupassant e Alexandre Dumas - entrarono nella storia della letteratura.

    un cono con immancabile nuvoletta

    Stromboli, l'isola più giovane e settentrionale del gruppo, inconfondibile per la forma conica e la nuvola di fumo nerastro che cinge in ogni momento la vetta della montagna, presenta coste rocciose e a picco a differenza del lato nordorientale, verdeggiante e coltivato. La cima, a 926 metri, costituisce la sommità di un apparato che si eleva dal fondo marino per 3.500 metri, mentre i crateri sono situati più in basso, verso nordovest, all’apice dello scivolo chiamato Sciara del Fuoco, lungo il quale la lava giunge al mare. Un muro di roccia nero come la pece che sprofonda negli abissi più profondi, inaccessibili ai subacquei, puntando verso la Fossa del Tirreno profonda oltre tremila metri. Sul versante più dolce, invece, i villaggi collinari di San Bartolomeo e San Vincenzo digradano verso il mare circondati da vigneti, fino alle spiagge di sabbia scura e ciottoli di Piscità, Scari e Ficogrande. Da qui si può ammirare Strombolicchio, lo scoglio connesso all’apparato del vulcano, mentre sul lato nord dell’isola, si trova l'altro centro abitato, Ginostra, con il porticciolo Pertuso dove può approdare una barca per volta. D’inverno, quando il mare è agitato, il villaggio resta fuori dal mondo per giorni interi. L’associazione Nesos (nesos.org, tel. 347 5768609), formata da guide qualificate, organizza escursioni naturalistiche in tutto l’arcipelago. A Stromboli, uno degli itinerari attraversa la colata lavica di San Bartolo, di epoca romana, e il Vallonazzo, la profonda incisione torrentizia che separa le formazioni geologiche più antiche di 13mila anni da quelle del Neo-Stromboli, fino a cinquemila anni fa. Un viaggio di tre ore fra eriche, ginestre odorose, corbezzoli, folti arbusti, lecci (Quercus ilex), canneti, fiordalisi delle Eolie (Centaurea aeolica). A Panarea, invece, uno dei percorsi più suggestivi organizzati da queste guide collega il paese di San Pietro al versante opposto dell’isola, Punta del Corvo, 241 metri di altezza con splendida vista panoramica, attraverso viottoli e sentieri tra uliveti abbandonati, terrazzamenti e piante tipiche della macchia mediterranea: la rarissima silene di Panarea (Silene hicesiae), la finocchiella di Boccone (Seseli bocconi) e l’iberide florida (Iberis semperflorens). Con un po’ di fortuna, inoltre, gli appassionati di birdwatching tra giugno e ottobre riescono ad avvistare colonie di falchi della regina e altre specie di uccelli durante il passo migratorio.

    dolce vita isolana

    Con una superficie di soli 3,3 chilometri quadrati e uno sviluppo costiero di 7,4 chilometri, Panarea è la più piccola e antica isola delle Eolie. L’isola della Dolce Vita, scoperta negli anni Sessanta dagli yacht di attori e industriali, oggi nei mesi estivi diventa l’epicentro della nightlife eoliana. Vita notturna a parte, comunque, i punti di forza sono numerosi. A ovest le pareti scoscese e le insenature, a est il versante verdeggiante e coltivato con i centri abitati San Pietro, Drautto, Iditella con la spiaggetta della Calcara. Sulla costa le rocce si alternano alle insenature fino all’estremità meridionale, dove si apre l’esclusiva Baia di Cala Junco, splendida piscina naturale con acqua trasparente dai colori mozzafiato, dal verde al turchese, e spicca il Capo Milazzese con il villaggio preistorico dell’Età del Bronzo che incombe sulla Cala dei Zimmari, l'unica spiaggia dell’isola coperta da un soffice manto di sabbia di colore rosso intenso. Lambita da un mare azzurro e trasparente, un tempo era utilizzata dalle tartarughe Caretta caretta per la deposizione delle uova. A est dell’isola, infine, un gruppo di isolotti forma un piccolo arcipelago: Basiluzzo, la ripida cupola di riolite con le antiche vestigia romane, oggi disabitata, e poi Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, con le grotte che un tempo gli abitanti di Panarea avevano trasformato in grandi alveari per produrre il miele, Bottaro e Lisca Nera, insieme agli scogli dei Panarelli e delle Formiche, tappa obbligatoria delle escursioni subacquee. Qui ogni giorno dal fondo marino fuoriesce un milione di metri cubi di gas sulfurei sotto forma di bolle. Dalla notte dei tempi, nell’arcipelago più irrequieto del Mediterraneo la calma è solo apparente.

    stromboli, in viaggio verso il Cratere del vulCano

    Visto dalla spiaggia, il vulcano Stromboli incute soggezione. La sagoma imponente sovrasta i centri abitati e il lieve brontolio accompagna le giornate sull‘isola. Ma ha un fascino indiscutibile. Le guide alpine italiane dell’Agai (piazza San Vincenzo, tel. 090 986211- 986263) organizzano escursioni in due momenti diversi: il pomeriggio intorno alle 18 si parte dalla piazza della chiesa di San Vincenzo, lungo il sentiero che costeggia la Sciara del Fuoco. Dopo tre ore si raggiunge la sommità Pizzo, a 918 metri di altitudine, la terrazza naturale duecento metri sopra i crateri. Un’esperienza indimenticabile. In alternativa, si può partire intorno a mezzanotte e aspettare l’alba in vetta, per ridiscendere verso la spiaggia della Forgia vecchia e fare il bagno nelle prime ore del mattino. In entrambi i casi l’itinerario è abbastanza faticoso: servono scarpe da trekking o da ginnastica, torcia elettrica, giacca a vento e almeno un litro di acqua a testa.

    gli abissi di panarea

    Se la mondanità non è il vostro forte, meglio mettere la testa sott’acqua alla scoperta delle meraviglie degli abissi. Panarea vanta alcuni tra i fondali più belli dell’arcipelago di origine vulcanica: un continuo alternarsi di franate, distese di sabbia e praterie di posidonia, pareti e grotte. Il Diving Eolosub (info presso l’hotel Cincotta, tel. 338 8242725) organizza immersioni di ogni grado di difficoltà: relativamente facili come alle Formiche di Panarea, fino a ventiquattro metri di profondità tra saraghi, occhiate e ricci, perfetto riparo per corvine, polpi e murene, e discese riservate ai sub più esperti come il Banco dei pesci, nel canale che separa l’isola da Lipari, dove si trova una gigantesca formazione rocciosa, vera e propria isola sommersa popolata da cernie, saraghi, grosse tanute e altre specie ittiche. Quaranta metri sotto il livello del mare.

    Cahier de Voyage

    come arrivare

    Le isole si raggiungono in nave o in aliscafo, dai porti di Messina, Milazzo, Napoli, Palermo, Reggio Calabria. Con le compagnie Ngi navi (tel. 090 9811955), Siremar (tel. 199123199), Ustica Lines (tel. 090 9249199), Snav (tel. 081 4285555) e Alilauro (tel. 090 9811955). Panarea è raggiungibile anche in elicottero dai maggiori aeroporti del Sud con Airpanarea e Icarus.

    room service

    Hotel Villaggio Stromboli - Stromboli Via Regina Elena tel. 090 986018 Tra due calette, dispone di 37 camere, quasi tutte con vista su Strombolicchio. Doppia da € 130. Www.villaggiostromboli.it

    Hotel ossidiana - Stromboli Via Marina tel. 090 986006 L’hotel, con 25 camere si affaccia sulla spiaggia di Scari. Doppia da € 95. Www.hotelossidiana.com

    Quartara resort Hotel – Panarea Via San Pietro 15 tel. 090 983027 Vicino al porto ma lontano dal rumore, 13 camere con terrazzino, 4 con vista mare. Doppia da € 180 in b&b. Www.quartarahotel.com

    Hotel Lisca Bianca – Panarea Via Lani 1 tel. 090 983004 Immerso nella macchia mediterranea, in posizione strategica per raggiungere la baia di Cala Junco. Www.liscabianca.it

    FooD

    L’osservatorio - Stromboli Punta Labronzo tel. 090 986013 Specialità: pesce e pizze. Vista mozzafiato, a 400 metri di altezza a picco sul mare.

    Il canneto - Stromboli Via Roma tel. 090 986014 Cucina tipica. Spiccano gli spaghetti alla strombolana con capperi e peperoncini.

    Trattoria Da Paolino - Panarea Via Iditella tel. 090 983008 Tradizione a conduzione familiare. Specialità: zuppa di pesce, prenotare prima.

    Da Pina - Panarea Via San Pietro tel. 090 983032 Le ricette della cuoca, un mix di gusto e poesia. Come le linguine al pesto eoliano, con la borragine.

    inFo

    Azienda autonoma di soggiorno e turismo delle Isole Eolie. Lipari, tel. 090 9880095. www.aasteolie.info

  2. Turisti Per Caso.it
    , 29/7/2010 17:10
    Così vicine, eppure così diverse.<b>
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    <b>Stromboli</b>, che lega il proprio destino al vulcano sempre attivo, <i>Iddu</i>, "lui", come lo chiamano gli abitanti del posto con rispetto e timore. E <b>Panarea</b>, la perla mondana adorata da <i>celebrities</i> e aspiranti tali, con mare cristallino, muretti di calce bianca, bouganvillee e spiagge di ghiaia finissima. Separate da un braccio di mare largo dieci miglia marine, quasi diciannove chilometri, le due isole insieme alle altre cinque sorelle – Lipari, Alicudi, Filicudi, Salina e Vulcano – compongono l’arcipelago del le Eolie, parco archeologico e naturalistico ricco di grotte, insenature, faraglioni, fondi marini, spiagge e cale di bellezza incomparabile, proclamato dall'Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Che Stromboli sia una delle icone più significative del paesaggio siciliano, del resto, con il magnetismo metafisico che sgorga dal suo cuore di lava, nel mondo del cinema è evidente dai tempi del celebre Stromboli-Terra di Dio (1949), il film di Roberto Rossellini con la radiosa Ingrid Bergman. Fino a Caro Diario (1993) di Nanni Moretti, che all’arcipelago di origine vulcanica dedicò l’episodio Isole della pellicola palma d’oro al Festival di Cannes. Ma il mondo della mitologia classica aveva scoperto le Eolie molti secoli prima. A cominciare da Ulisse, il primo grande esploratore di queste isole, che qui ricevette dal re Eolo l’otre pieno dei venti di tempesta. Molto più tardi, nel Settecento, le isole divennero meta dei Grand Tour, i viaggi che tutti i nobili dovevano intraprendere come parte della loro formazione personale per essere accolti nell’alta società. Impressioni, descrizioni e appunti raccolti sui loro diari di bordo, alcuni dei quali – nel caso degli scrittori francesi Guy De Maupassant e Alexandre Dumas - entrarono nella storia della letteratura.

    <h3>un cono con immancabile nuvoletta</h3>
    <b>Stromboli</b>, l'isola più giovane e settentrionale del gruppo, inconfondibile per la forma conica e la nuvola di fumo nerastro che cinge in ogni momento la vetta della montagna, presenta coste rocciose e a picco a differenza del lato nordorientale, verdeggiante e coltivato. La cima, a 926 metri, costituisce la sommità di un apparato che si eleva dal fondo marino per 3.500 metri, mentre i crateri sono situati più in basso, verso nordovest, all’apice dello scivolo chiamato Sciara del Fuoco, lungo il quale la lava giunge al mare. Un muro di roccia nero come la pece che sprofonda negli abissi più profondi, inaccessibili ai subacquei, puntando verso la Fossa del Tirreno profonda oltre tremila metri. Sul versante più dolce, invece, i villaggi collinari di San Bartolomeo e San Vincenzo digradano verso il mare circondati da vigneti, fino alle spiagge di sabbia scura e ciottoli di Piscità, Scari e Ficogrande.
    Da qui si può ammirare <b>Strombolicchio</b>, lo scoglio connesso all’apparato del vulcano, mentre sul lato nord dell’isola, si trova l'altro centro abitato, <b>Ginostra</b>, con il porticciolo Pertuso dove può approdare una barca per volta. D’inverno, quando il mare è agitato, il villaggio resta fuori dal mondo per giorni interi. L’associazione Nesos (nesos.org, tel. 347 5768609), formata da guide qualificate, organizza escursioni naturalistiche in tutto l’arcipelago. A Stromboli, uno degli itinerari attraversa la colata lavica di San Bartolo, di epoca romana, e il Vallonazzo, la profonda incisione torrentizia che separa le formazioni geologiche più antiche di 13mila anni da quelle del Neo-Stromboli, fino a cinquemila anni fa. Un viaggio di tre ore fra eriche, ginestre odorose, corbezzoli, folti arbusti, lecci (<i>Quercus ilex</i>), canneti, fiordalisi delle Eolie (<i>Centaurea aeolica</i>).
    A <b>Panarea</b>, invece, uno dei percorsi più suggestivi organizzati da queste guide collega il paese di San Pietro al versante opposto dell’isola, Punta del Corvo, 241 metri di altezza con splendida vista panoramica, attraverso viottoli e sentieri tra uliveti abbandonati, terrazzamenti e piante tipiche della macchia mediterranea: la rarissima silene di Panarea (<i>Silene hicesiae</i>), la finocchiella di Boccone (<i>Seseli bocconi</i>) e l’iberide florida (<i>Iberis semperflorens</i>). Con un po’ di fortuna, inoltre, gli appassionati di birdwatching tra giugno e ottobre riescono ad avvistare colonie di falchi della regina e altre specie di uccelli durante il passo migratorio.

    <h3>
    dolce vita isolana</h3>
    Con una superficie di soli 3,3 chilometri quadrati e uno sviluppo costiero di 7,4 chilometri, <b>Panarea </b>è la più piccola e antica isola delle Eolie. L’isola della Dolce Vita, scoperta negli anni Sessanta dagli yacht di attori e industriali, oggi nei mesi estivi diventa l’epicentro della nightlife eoliana.
    Vita notturna a parte, comunque, i punti di forza sono numerosi. A ovest le pareti scoscese e le insenature, a est il versante verdeggiante e coltivato con i centri abitati San Pietro, Drautto, Iditella con la spiaggetta della Calcara. Sulla costa le rocce si alternano alle insenature fino all’estremità meridionale, dove si apre l’esclusiva Baia di Cala Junco, splendida piscina naturale con acqua trasparente dai colori mozzafiato, dal verde al turchese, e spicca il Capo Milazzese con il villaggio preistorico dell’Età del Bronzo che incombe sulla Cala dei Zimmari, l'unica spiaggia dell’isola coperta da un soffice manto di sabbia di colore rosso intenso. Lambita da un mare azzurro e trasparente, un tempo era utilizzata dalle tartarughe Caretta caretta per la deposizione delle uova. A est dell’isola, infine, un gruppo di isolotti forma un piccolo arcipelago: Basiluzzo, la ripida cupola di riolite con le antiche vestigia romane, oggi disabitata, e poi Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, con le grotte che un tempo gli abitanti di Panarea avevano trasformato in grandi alveari per produrre il miele, Bottaro e Lisca Nera, insieme agli scogli dei Panarelli e delle Formiche, tappa obbligatoria delle escursioni subacquee.
    Qui ogni giorno dal fondo marino fuoriesce un milione di metri cubi di gas sulfurei sotto forma di bolle. Dalla notte dei tempi, nell’arcipelago più irrequieto del Mediterraneo la calma è solo apparente.

    <h3>stromboli, in viaggio verso il Cratere del vulCano</h3>
    Visto dalla spiaggia, il vulcano Stromboli incute soggezione. La sagoma imponente sovrasta i centri abitati e il lieve brontolio accompagna le giornate sull‘isola.
    Ma ha un fascino indiscutibile. Le guide alpine italiane dell’Agai (piazza San Vincenzo, tel. 090 986211- 986263) organizzano escursioni in due momenti diversi: il pomeriggio intorno alle 18 si parte dalla piazza della chiesa di San Vincenzo, lungo il sentiero che costeggia la Sciara del Fuoco. Dopo tre ore si raggiunge la sommità Pizzo, a 918 metri di altitudine, la terrazza naturale duecento metri sopra i crateri. Un’esperienza indimenticabile. In alternativa, si può partire intorno a mezzanotte e aspettare l’alba in vetta, per ridiscendere verso la spiaggia della Forgia vecchia e fare il bagno nelle prime ore del mattino. In entrambi i casi l’itinerario è abbastanza faticoso: servono scarpe da trekking o da ginnastica, torcia elettrica, giacca a vento e almeno un litro di acqua a testa.

    <h3>gli abissi di panarea</h3>
    Se la mondanità non è il vostro forte, meglio mettere la testa sott’acqua alla scoperta delle meraviglie degli abissi. Panarea vanta alcuni tra i fondali più belli dell’arcipelago di origine vulcanica: un continuo alternarsi di franate, distese di sabbia e praterie di posidonia, pareti e grotte. Il Diving Eolosub (info presso l’hotel Cincotta, tel. 338 8242725) organizza immersioni di ogni grado di difficoltà: relativamente facili come alle Formiche di Panarea, fino a ventiquattro metri di profondità tra saraghi, occhiate e ricci, perfetto riparo per corvine, polpi e murene, e discese riservate ai sub più esperti come il Banco dei pesci, nel canale che separa l’isola da Lipari, dove si trova una gigantesca formazione rocciosa, vera e propria isola sommersa popolata da cernie, saraghi, grosse tanute e altre specie ittiche. Quaranta metri sotto il livello del mare.

    <h3>Cahier de Voyage</h3>
    <h3>
    come arrivare</h3>
    Le isole si raggiungono in nave o in aliscafo, dai porti di Messina, Milazzo, Napoli, Palermo, Reggio Calabria. Con le compagnie Ngi navi (tel. 090 9811955), Siremar (tel. 199123199), Ustica Lines (tel. 090 9249199), Snav (tel. 081 4285555) e Alilauro (tel. 090 9811955). Panarea è raggiungibile anche in elicottero dai maggiori aeroporti del Sud con Airpanarea e Icarus.

    <h3>
    room service</h3>
    <b>Hotel Villaggio Stromboli - Stromboli</b>
    Via Regina Elena
    tel. 090 986018
    Tra due calette, dispone di 37 camere, quasi tutte con vista su Strombolicchio. Doppia da € 130. Www.villaggiostromboli.it

    <b>Hotel ossidiana - Stromboli</b>
    Via Marina
    tel. 090 986006
    L’hotel, con 25 camere si affaccia sulla spiaggia di Scari. Doppia da € 95. Www.hotelossidiana.com

    <b>
    Quartara resort Hotel – Panarea</b>
    Via San Pietro 15
    tel. 090 983027
    Vicino al porto ma lontano dal rumore, 13 camere con terrazzino, 4 con vista mare. Doppia da € 180 in b&b. Www.quartarahotel.com

    <b>Hotel Lisca Bianca – Panarea</b>
    Via Lani 1
    tel. 090 983004
    Immerso nella macchia mediterranea, in posizione strategica per raggiungere la baia di Cala Junco. Www.liscabianca.it

    <h3>
    FooD</h3>
    <b>L’osservatorio - Stromboli</b>
    Punta Labronzo
    tel. 090 986013
    Specialità: pesce e pizze. Vista mozzafiato, a 400 metri di altezza a picco sul mare.

    <b>Il canneto - Stromboli</b>
    Via Roma
    tel. 090 986014
    Cucina tipica. Spiccano gli spaghetti alla strombolana con capperi e peperoncini.

    <b>Trattoria Da Paolino - Panarea</b>
    Via Iditella
    tel. 090 983008
    Tradizione a conduzione familiare.
    Specialità: zuppa di pesce, prenotare prima.

    <b>Da Pina - Panarea</b>
    Via San Pietro
    tel. 090 983032
    Le ricette della cuoca, un mix di gusto e poesia. Come le linguine al pesto eoliano, con la borragine.

    <h3>
    inFo</h3>
    Azienda autonoma di soggiorno e turismo delle Isole Eolie. Lipari, tel. 090 9880095. www.aasteolie.info