1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 26/7/2010 11:18

    26 Aprile – 16 Maggio + 23 – 25 MAGGIO 2010

    “ Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo. ” “ Per andare dove, amico ? “ “ Non lo so, ma dobbiamo andare. - On the road – Jack Kerouac Per quest’anno avevamo programmato due viaggi; il primo nel Sud/Est degli Stati Uniti per ampliare ed approfondire le conoscenze fatte nel corso del precedente viaggio risalente a 12 anni fa, ed il secondo alle Isole Cook avendo nostalgia per i “paradisi” del Pacifico. Un bel giorno la folgorazione: perché non riunirli risparmiando tempo e denaro visto che per raggiungere il Pacifico sempre da Los Angeles bisogna passare ?. Presto fatto e, grazie alla abituale professionalità della nostra agenzia di viaggio abbiamo trovato ottimi voli e concordato il programma per le Isole Cook mentre per il noleggio auto e la scelta degli alberghi in USA abbiamo provveduto da soli prenotando in quelle località dove ritenevamo potessero sussistere problemi per troppa affluenza o per mancanza di tempo dato il programma impegnativo che ci eravamo proposti. Scelta azzeccata perché modifiche di percorso ce ne sono state, anche se veramente poche. Per avere camere spaziose e comode abbiamo scelto la tipologia “Two Queens Bed” e ci siamo trovati bene. La settimana prima della partenza l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull (sfido qualsiasi essere umano a pronunciare il nome) ha messo in crisi il trasporto aereo che si è fermato per cinque giorni. Siamo stati un po’ in apprensione ma tutto si è risolto in tempo.

    1° giorno – Lunedì 26 Aprile – PISA – LONDRA – LOS ANGELES

    Alle 10,15 siamo all’aeroporto di Pisa al banco accettazione del volo di linea British Airways BA 601 per Londra Heathrow delle 13:45 (Airbus 320 – Tempo di volo 2h 10’ ). Consegniamo il biglietto elettronico, il modulo “Esta” ed i passaporti e ritiriamo le carte d’imbarco dei voli Pisa / Londra e Londra/Los Angeles. Mandiamo il bagaglio direttamente a Los Angeles. Partiamo alle 13:35 ed occupiamo i posti 7b e 7c. Arriviamo a Heathrow, terminal 5, alle 14:35 ed alle 14:45 siamo in aerostazione. Alle 15:05 arriviamo al “gate” B48, sempre all’interno del Terminal 5, ed alle 15:45 imbarchiamo sul volo di linea British Airways BA 269 diretto a Los Angeles alle 16:05 ( Boeing 747 – Tempo di volo 11h.) Causa traffico in pista attendiamo 60 minuti prima del decollo. Abbiamo scelto i sedili 51F e 51G, cioè i due di sinistra della fila centrale di quattro posti, per avere libertà di movimento senza disturbare estranei. Ottimo servizio a bordo ed è decisamente buono anche il vitto. L’ aereo è moderno e quindi ogni posto ha un monitor davanti a se e può scegliere quali film vedere, peccato che non siano disponibili titoli in italiano, e la nostra scelta cade su Avatar. Arriviamo al Terminal B di Los Angeles Int’l. Airport alle 19:15 con solo 10 minuti di ritardo rispetto all’orario previsto ma attendiamo 60 minuti prima di essere attaccati al “tubo”. La grande sala “Controllo Passaporti” non è molto affollata ed in 40 minuti sbrighiamo le formalità della immigrazione, ritiriamo i bagagli e, dopo una discreta coda al controllo doganale, usciamo all’ aperto appostandosi nella zona dove fermano le “navette” degli alberghi. E’ piuttosto freddo ed indossiamo pullover e giacca a vento che avevamo nello zaino. Dopo una lunga attesa scopriamo che il nostro albergo ha si il servizio “navetta” ma deve essere attivato a mezzo telefono. Finalmente arriviamo al BW Airport Plaza Inn che si rivela piuttosto lugubre, non trovo aggettivo più adatto, ma la camera è confortevole. 2° giorno – Martedì 27 Aprile – LOS ANGELES (CA) – INDIO (CA) 295 ml. Sveglia alle 07:00 e colazione continentale in una saletta triste. Prendiamo la “navetta” per l’aeroporto ma il conducente, molto gentilmente, ci porta direttamente alla sede della National Rent Car, che è molto vicino all’albergo. Sbrighiamo con celerità le pratiche per il noleggio dato che avevamo già fornito, tramite internet, tutti i dati sensibili; abbiamo scelto una vettura nella categoria “intermediate” con chilometraggio illimitato ed assicurazione, aggiungendo fra i vari optional offerti solo la “Roadside Plus” , un’ assicurazione che copre alcuni servizi (quale per esempio il trasporto in officina in caso di guasto) che riteniamo utili dovendo percorrere alcune migliaia di chilometri. Niente ”navigatore” perché preferiamo usare le “cartine” che abbiamo e che reperiremo durante il percorso. Fra le varie auto a disposizione, tutte immatricolate nel 2010, scegliamo una Chraysler Bianca che si rivelerà molto confortevole ed efficiente. Muoversi nel traffico di Los Angeles è sempre una esperienza affascinante e da brivido, provare per credere. La nostra prima meta è JOSHUA TREE N.P. Per cui prendiamo in sequenza la “I405”, la “I105”, la “I110” ed infine la “I10” (San Bernardino Fwy). Arriviamo alla famosa località di villeggiatura di Palm Spring alle 11:30 ed in verità la cittadina si presenta bene ed è piuttosto animata; resta da scoprire che tipo di villeggiatura vi si possa fare !. Sole pieno e temperatura a 90°F. Facciamo scorta di acqua ed altri generi di prima necessità. Alle 13:30 siamo all’ingresso Ovest del Jushua Tree N.P. Dove compriamo la tessera annuale, valida per tutti i N.P. E N.M., al costo di USD. 80,00. Incontriamo subito vaste distese dei caratteristici alberi che danno il nome al parco. Un “loop” nella Hidden Valley per ammirare le formazioni rocciose, poi altre passeggiate al Cholla Cactus Garden ed a Cottonwood Spring per vedere le maestose “Palme della California”. Lungo la strada incontriamo anche l’ Ocotillo, un arbusto tropicale che a primavera mostra vistosi fiori rossi. Usciamo dal parco, a Sud, sulla “I10” ed alle 19:20 raggiungiamo Indio, la località più vicina in grado di offrire possibilità di alloggio. Abbiamo prenotato un Motel6 notoriamente spartano. Niente prima colazione ma dalle 06:00 caffè a volontà. A cena da Denny’s tipico “ family retaurant” dove riassaggiamo la cucina americana trovandola notevolmente migliorata; significative sia la possibilità di condire con olio ed aceto sia il fatto che le salse non sono messe sulle vivande ma portate in tavola in piccoli contenitori. 3° giorno – Mercoledì 28 Aprile INDIO (CA) – WELLTON (AZ) 204 ml. Sveglia alle 06:30 e partenza in direzione Sud sulla “86” e poi ad Ovest sulla “S22”. Improvvisamente appare il deserto con le caratteristiche collinette sassose prive di vegetazione. Alle 08:50 siamo a Borrego Spring, sonnolente cittadina, dove ha sede il Visitor Center del parco, che però apre solo il fine settimana. Andiamo all’ufficio dei Ranger che ci consigliano la passeggiata “Borrego Palm Canyon Nature Trail” un sentiero circolare di 3 ml. Che si addentra in un canyon fino a raggiungere una sorgente in una oasi di palme della California. Bellissima. Risaliti in auto ci dirigiamo ad Ovest sulla “S22” fino ad incontrare la “S2” che prendiamo verso Sud attraversando zone desertiche di rara bellezza. Da non mancare “Carrizo Badlands Overlook”. Raggiunte le quattro case di El Centro ci immettiamo sulla “I8” in direzione Est fermandoci, poco dopo, in una area di servizio per ammirare, sulla sinistra le “Agodones sands Dunes”, una vasta area con enormi dune di sabbia color……sabbia. Alle 18:00 siamo a Wellton dove abbiamo prenotato al Microtel Inn pernottamento e prima colazione. Ottimo. A cena al Desert Dugs Pizza. 4° giorno – Giovedì 29 Aprile WELLTON (AZ) – ELOY (AZ) 334 ml. Sveglia alle 06:00 ed alle 06:45 siamo sulla “I8” in direzione Est. Alle 08:00 transitiamo da Gila Bend dove giriamo verso Sud sulla “85” per raggiungere l’ “Organ Pipe Cactus Nat’l Mon.” . Giunti al visitor center scopriamo che l ‘ “Ajo Mountain Drive” è chiuso. Decidiamo per una passeggiata subito (Desert View Trail) ed un giro in macchina dopo (North Puerto Blanco Drive) entrambi risulteranno piacevolissimi; molto, molto belli i cactus “Organ Pipe” ma vi sono altri interessantissimi tipi di cactus e di alberi (Elephant Tree) e fiori. Il desrto è ancora in parte fiorito nonostante la primavera avanzata. Sulla via del ritorno, alle 13:30 facciamo un picnic in un’ area attrezzata in fondo all’ Alamo Canyon, all’ombra (si fa per dire) di altissimi cactus. Ripassiamo da Gila Bend e prendiamo la “ I8” e poi la “I10” in direzione Est raggiungendo Eloy alle 17:50. Andiamo alla ricerca di un albergo e scegliamo il Motel6. A cena da Golden 9 Restaurant. 5° giorno – Venerdì 30 Aprile ELOY (AZ) – DEMING (NM) 343 ml. Altra “levataccia” ma andando a letto presto le ore di sonno sono anche troppe. Alle 06:30 siamo in strada sulla “I10” sempre verso Est ed alle 07:15 prendiamo l’ uscita 246 (prima di Tucson) per immetterci sulla Cortaro Road. Procediamo tranquilli ma sbagliamo strada. Qualche informazione dai rari passanti e recuperiamo la Picture Rooks Rd. Fino ad incontrare la Golden Gate Rd., ed un branco di coyotes, entrando nel “SaguaroN.P. Tucson Mountain District(West)” e proseguendo sulla Kinney Rd. Fino al visitor center. Lungo la strada, che si snoda tortuosa in mezzo a colline ricoperte di saguari, due brevi ma bellissime passeggiate “Desert Discovery Trail” e “Valley View Overlook”. La successiva fermata è all’ “Arizona Sonora Desert Museum” che non aggiunge nulla a ciò che abbiamo visto “dal vivo”. Altra interessante passeggiata lungo il “King Canyon” , costeggiando un torrente in secca ma sommersi da saguari, ocotillo, palo verde, fino a “Mam-A-Gah”. Non visitiamo gli “Old Tucson Studios” proseguendo sulla Gates Pass Rd., passiamo sotto la “I10”, ci immettiamo su Broadway Blvd. Che seguiamo con direzione est fino a prendere la Freeman Rd., verso Sud, che conduce all’ingresso del “Saguaro N.P. Rincon Mountain District (Est)” sempre bello ma molto meno interessante del precedente parco. Anche qui due passeggiate “Mica View Loop” e “Loma Verde Loop”, la prima di 2 ml. E la seconda di 3,2 ml. Usciti dal parco ci dirigiamo a Sud percorrendo l’ Old Spanish Trail fino a raggiungere l’ entrata 279 sulla “I10”. Una lunga “galoppata” verso Est ci conduce a Deming dove decidiamo di fermarci al BW Mimbres Valley Inn. A cena vorremmo provare un ristorante messicano ma sono le 19:50 ed è chiuso. Mangiano presto da queste parti!. Ripieghiamo su Denny’s più cosmopolita.

    6° giorno - Sabato 01 Maggio DEMING (NM) – SANTA FE (NM) 415 ml.

    Una tappa così lunga con in più un parco da visitare sembrerebbe un’ impresa titanica ma non lo è, come ben sa chi conosce la viabilità in USA; infatti, fatta eccezione per i grandi centri urbani, il traffico è scorrevole e ordinato, le strade sono in buono stato e, rispettando i limiti di velocità imposti dalla legge puoi tranquillamente percorrere realmente 65,70 o 75 ml. In un’ ora. Ma torniamo a noi. Partiamo alle 07:15 con il tempo che si mantiene bello; a Las Crucis lasciamo la “I10” per prendere la “70” ed alle 09:20 siamo all’ ingresso di “White Sand Nat’l Mon.”, un luogo incredibile, magico, da sogno : una vastissima area con dune di sabbia bianchissima. Ci tratteniamo per oltre tre ore facendo tutte le passeggiate segnate sulla mappa ed andando anche a zonzo senza meta su e giù per le dune. Sono le 12:40 quando riprendiamo il viaggio verso Nord, la “74” fino a Alamogardo, poi la “54” fino a Carrizzozzo, poi la “380” fino a San Antonio e per finire la “I25” per raggiungere Santa Fe. Lasciata la “intestate” siamo sulla Cerrillos Rd. Una lunghissima arteria che porta fino in centro città ma ci fermiamo prima, quando incontriamo, a destra ed a sinistra gli alberghi delle più note catene. Dopo un paio di fermate optiamo per Super8 e siamo contentissimi. Da qualche giorno i miei sandali “tedeschi” hanno ceduto e nelle cittadine dove abbiamo sostato e che abbiamo attraversato non c’era niente per sostituirli; qui dovrei trovare qualcosa. Ed infatti da “Famous Footwear” compro un comodissimo paio di sandali che sono anche gradevoli all’aspetto. Già che ci siamo decidiamo di verificare se si tratta di una leggenda metropolitana il fatto che sia conveniente fare acquisti negli USA, a prescindere dal cambio Dollaro/Euro notevolmente peggiorato (per noi) proprio in questi giorni. Vediamo le insegne di Dillar’s, magazzino elegante, e ci fiondiamo scoprendo che è in corso una liquidazione con prezzi, già buoni in tempi normali, scontati del 60-70%. E’ quasi ora di chiusura e ci affrettiamo a fare alcuni acquisti rammaricandoci di non avere tempo a disposizione per ulteriori spese. Dato che siamo nella capitale del New Messico decidiamo che, per una sera, dobbiamo assolutamente mangiare messicano e, seguendo il consiglio della Lonely Planet andiamo all’ Horseman’s Haven Cafè : ottimo ed abbondante, prezzi molto contenuti. Prendete nota di andarci presto perché alle 20:00 chiudono.

    7° giorno – Domenica 02 Maggio SANTA FE (NM) – FLAGSTAFF (AZ) 406 ml.

    Dedichiamo le prime ore del mattino alla visita di questa simpaticissima ed originalissima città dove trionfa l’architettura “pueblo”. Sotto i portici de La Plaza, artigiani locali, offrono i loro prodotti, i negozi sono eleganti e ci sono alcune strade (Canyon Rd. E dintorni) piene di studi di pittori e scultori. Decisamente molto bella. Stamani c’era un pallido sole ma il cielo si è tutto coperto con minacciose nuvole scure ed alle 10:00 è iniziato a nevicare; pullover e giacca a vento, leggera, non riparano, del tutto, dal freddo pungente. Alle 10:30 riprendiamo il viaggio, stavolta verso Sud, sulla “I10” fino ad Albuquerque e poi sulla “I40”. Nel frattempo il nevischio si è trasformato in una vera e propria tempesta di neve e siamo preoccupati perché, ai lati della “intestate”, il terreno sta diventando tutto bianco. Pensiamo di arrivare fino a Gallup per decidere sul da farsi e, fortunatamente, prima di questa cittadina la bufera cessa e lentamente ritorna un pallido sole anche se tira un fortissimo vento e fa freddo. Superiamo Holbrook e proseguiamo, verso Ovest, sulla “I40”. La prossima fermata è al “Meteor Crater”. Si entra in una proprietà privata al costo esorbitante di USD. 14,00 a persona, ma il cratere, causato dall’impatto sulla terra di un grosso meteorite, è imponente. Alle 17:45 arriviamo a Flagstaff, immersa in una vastissima foresta di pini “Ponderosa” e con alle spalle il “San Francisco Peak” con la cima innevata, e scegliamo di alloggiare al Super8 per la posizione strategica, il più vicino alla “I40” ed alla “89” che percorreremo domani mattina. 8° giorno – Lunedì 03 Maggio FLAGSTAFF (AZ) – CHINLE (AZ) 354 ml. Alle 07:00 siamo già in macchina e prendiamo la “89” verso Nord per raggiungere il “Sunset Crater Volcano Nat’l Mon.”. Il tempo è bello e l’aria limpida e frizzante. Il visitor center è ancora chiuso ma disponiamo di mappa della zona per cui proseguiamo e facciamo due passeggiate. La prima “Lenox Crater Trail” potete tranquillamente evitarla mentre la seconda “Lava Flow Trail” è piacevole. Continuiamo il “loop road”, molto panoramico, fino a “Wupatki Nat’l Mon.” E visitiamo le notevoli rovine del pueblo, con lo stesso nome, percorrendo un comodo sentiero che parte dal visitor center. Una veloce occhiata anche agli altri reperti storici così che, per quanto riguarda la cultura, per questo viaggio “abbiamo già dato”. Rientriamo sulla “89” con direzione Sud ed alle 10:30 ripassiamo da Flagstaff dove ci immettiamo sulla “I40” verso Est. Giunti all’ uscita 204 andiamo al “Walnut Canyon Nat’l. Mon.” che dista solo 3 ml. Dalla “intestate”. E’ un canyon molto stretto, profondo circa 230 metri, bello da vedersi e dove vi sono resti di abitazioni edificate dal popolo Sinaga pare intorno al 1400. Ci sono da fare due “trail” non troppo impegnativi. Continuiamo il viaggio verso Est e, giunti a Holbrook, lasciamo la “I40” per la “180” per raggiungere, sono le 13:00, l’ingresso a Sud della “Pietrified Forest N.P.” che non dispone di un visitor center ma noi siamo in possesso di mappa dettagliata. Da qui risaliamo verso Nord attraversando il parco fermandoci in tutti i punti interessanti e facendo molte camminate per ammirare i notevolissimi alberi fossili. Ogni foresta pietrificata ha caratteristiche particolari per cui è difficile fare una graduatoria ma ci sentiamo tranquilli nell’affermare che, fra quelle che abbiamo visitato un po’ in tutto il mondo (e non sono poche), è al secondo posto dopo quella del Sarmiento in Argentina. A Nord della foresta c’ è il “Painted Desert” che offre bei panorami e poi alle 16:30 rientriamo nella “I40” al ml. 311. Giunti a Chambers lasciamo la “I40” per la “191” Nord ed arriviamo a Chinle alle 18:00 secondo il nostro orologio mentre sono le 19:00 per i Navajo e per….il sole. Corsa spericolata lungo il “South Rim Drive” per raggiungere Spider Rock Overlook prima del tramonto; operazione solo in parte riuscita perché al nostro arrivo il sole illumina la metà del monolite. Molto bello. Rientriamo a Chinle dove abbiamo prenotato il solo pernottamento al BW Canyon De Chelly Inn. Ceniamo molto bene in albergo al Junction Restaurant.

    9° giorno – Martedì 04 Maggio CHINLE (AZ) – MONUMENT VALLEY (AZ) 165 ml.

    Ripercorriamo nuovamente tutto il South Rim Drive fino a Spider Rock Overlook dove arriviamo alle 09:00 ed il sole è già alto ma non riesce ancora ad illuminare interamente il Canyon De Chelly (si pronuncia “canyon da shay”). Tornando indietro ci fermiamo a tutti gli overlook ed alle 10:50 ripassiamo da Chinle proseguendo sulla “191” verso Nord. A Many Farms prendiamo la “59” e poi la “160” a Sud fino a Kayenta. Da qui la “163” Nord fino a raggiungere la Monument Valley. Qui abbiamo prenotato il solo pernottamento nell’unico albergo all’interno della “riserva” : “The View Hotel”. E’ decisamente caro ma ha una posizione unica con tutte le camere con vista sui “Mittens”. Ci siamo goduti il tramonto alle 20:12 e l’alba alle 05:30. Spettacoli impagabili. Chiediamo i prezzi delle gite organizzate dai Navajo ma francamente USD. 70,00 a persona per un giro di 2h e 30’ su un percorso di poco più lungo rispetto a quello che si può percorrere con la propria auto ci è sembrato eccessivo e quindi procediamo per conto nostro, in solitudine; è un modo di dire perché le auto sono molte ma è una esperienza unica che non si può perdere. Un solo dubbio : quale è il panorama più bello fra quelli che si gode da “Lookout Point”, “John Ford’s Point” e “Artist’s Point” ??. Questione di lana caprina, sono tutti e tre di uno splendore assoluto ed indimenticabili. Terminato il giro in auto abbiamo un’ idea favolosa : percorrere il sentiero che, partendo dal campeggio a Sud del visitor center, scende nella pianura e fa il giro del “West Mitten Butte”. Detto, fatto. Via dalla “pazza folla”, in perfetta solitudine una scarpinata di un paio d’ore da annoverare fra le più belle mai fatte. Andiamo a prendere possesso della camera poi rifacciamo un giro completo in macchina. Il paesaggio è cambiato perché la luce è cambiata e le prospettive e le ombre sono cambiate. Troppo bello. A cena, in albergo, mangiamo benissimo ad un costo estremamente contenuto; non ci speravamo. Dimenticavo di dire che da un paio di giorni abbiamo trovato una stazione radio Navajo (AM660) che ogni tanto trasmette canti tribali; molto intrigante.

    10° giorno – Mercoledì 05 Maggio MONUMENT VALLEY (AZ) – MONTICELLO (UT) 287 ml.

    Siamo attrezzati e facciamo colazione sulla nostra terrazza riempiendoci gli occhi di quanto vediamo. Riprendiamo la “163” verso Nord e giunti a Mexican Hat la “261” deviando poi sulla “316” che conduce a “Goosenecks S.P.” da dove si gode uno stupefacente panorama dei meandri del San Juan River. Assolutamente da non perdere. Rifacciamo il percorso a ritroso fino a Mexican Hat e procediamo verso Bluff sulla “163” fin quando non troviamo, sulla sinistra, la deviazione per la “Valley Of The Gods”. La strada, sterrata ma in buone condizioni, attraversa una valle che potremmo definire una monument valley in miniatura, ma altrettanto bella, e termina nella “261”. Poco più avanti procedendo sempre verso Nord, una deviazione priva di segnaletica, sulla sinistra conduce a Muley Point. Il fondo stradale è in terra rossa, impraticabile se piove. Siamo veramente in alto e si gode un panorama grandioso dei canyon sottostanti ed in lontananza si scorge la Monument Valley. La “261” è una strada non facile, fortunatamente poco frequentata, ma che regala grandi emozioni. La prossima meta è “Natural Bridges Nat’l Mon.” Udite, udite, il visitor center ha un opuscolo in lingua italiana!. Un percorso ad anello, a senso unico, porta nelle vicinanze di tre “ponti” di pietra. Il più imponente è il Sipapu Bridge godibile da un balcone di roccia che si raggiunge con un breve, ripido sentiero in un ambiente molto particolare. Da non mancare. Il Kachina Bridge non è molto significativo mentre è piacevolissimo lo slanciato Owachomo Bridge al quale si arriva facilmente con un sentiero asfaltato. Terminata la visita torniamo indietro, direzione Est, immettendoci sulla “95”, anch’essa panoramica, fino ad incontrare la “191” e proseguendo verso Nord. Superiamo Blanding ed arriviamo a Monticello. Una breve indagine al visitor center ci fa decidere su come procedere : andiamo a fissare l’albergo e senza nemmeno scaricare i bagagli prendiamo la Scenic Drive che si congiunge con la “211” per visitare il Needles District di Canyolands. La prima cosa notevole che si incontra è “Newspaper Rock Recreation Site” dove si può ammirare una vasta parete di roccia piena di petroglifi rappresentati da molte culture in tempi diversi. La strada prosegue addentrandosi in un immenso canyon con imponenti pareti a strapiombo fino ad arrivare al cuore del parco dove sono presenti le più fantasiose e strane formazioni rocciose. Percorriamo tutte le strade possibili, in auto, ed, a piedi, brevi sentieri. Sono le 19:30 quando rientriamo a Monticello andando al Rodeway Inn.

    11° giorno – Giovedì 06 Maggio MONTICELLO (UT) – MOAB (UT) 140 ml.

    La giornata è bella anche se tira un forte vento. Alle 07:00 siamo in viaggio sulla “191” verso Moab dove transitiamo alle 08:00 proseguendo per “Arches N.P.”. Per il fresco vogliamo fare la passeggiata fino al “Delicate Arch” per cui andiamo direttamente al parcheggio vicino a Wolphe Ranch senza farci distrarre dalle bellezze che incontriamo strada facendo. Dopo un inizio in pianura il sentiero inizia a salire si addentra in un bellissimo paesaggio; avendo un po’ di allenamento non è certo faticoso. In 40 minuti raggiungiamo questo incredibile monumento di pietra. Lascio ai poeti descriverne l’incomparabile bellezza ma racconterò un fatto emblematico; quando la mia nipotina Chiara di 12 anni ha visto le foto del Delicate Arch mi ha domandato : ma è stato proprio fatto dalla natura ??!!!. Tutto il parco ha “costruzioni” incredibili. Tornati alla macchina proseguiamo fino alla zona chiamata “Devils Garden Trailhead” e poi camminiamo per vedere Tunnel Arch, Pine Tree Arch e l’elegante Landscape Arch. Invertiamo la rotta. Notevole il panorama da Fiery Furnace Viewpoint. Raggiungiamo The Window Section e, da qui, altra passeggiata per North Window, South Window, Turret Arch e Double Arch. Usciamo dal parco dopo le 17:00 piuttosto affaticati ma è stato troppo bello nonostante….. I troppi turisti. Tornando a Moab facciamo una deviazione sulla destra percorrendo la Scenic Byway 279 che corre a lato del Colorado River in un canyon di rocce rosse. Abbiamo prenotato al Super8 pernottamento e prima colazione. Ottimo. 12° giorno – Venerdì 07 Maggio Moab (UT) – TORREY (UT) 304 ml. Torniamo velocemente ad Arch N.P. E più precisamente a Park Avenue Viewpoint per scattare alcune foto; ieri sera quando siamo passati era in ombra mentre adesso è ben illuminato dal sole. Puntiamo verso Nord sulla “191” fin quando incontriamo, a sinistra, il bivio per la “313”. Andiamo prima a “Dead Horse Point S.P. E successivamente a “Canyolands – Island In The Sky District”. La strada corre sul “plateau” ed offre parecchi “overlook” per ammirare il paesaggio. Sono le 12:00 quando ritorniamo sulla “191” proseguendo verso Nord fino ad incontrare la “170” sulla quale ci immettiamo con direzione ovest fino a prendere la “24” verso Sud. Superata Hankville la strada offre scenari notevoli. Sono da poco passate le 15:00 quando arriviamo a Capitol Reef N.P.. Decidiamo di visitare anche questo parco e quindi andiamo subito fino a Torrey per fissare un albergo scegliendo il Days Inn. Ritornati nel parco percorriamo la Scenic Drive e per concludere una bella passeggiata, il Grand Wash Trail che si snoda sul fondo di un canyon fra altissime pareti a strapiombo.

    13° giorno – Sabato 08 Maggio TORREY (UT) – BRYCE CANYON (UT) 181ml.

    Quando usciamo alle 07:30 è molto freddo. Sul display dell’auto appare un messaggio : “possibili strade ghiacciate”. Procediamo quindi con la massima prudenza verso Sud sulla Scenic Byway 12 che si arrampica tortuosa in mezzo ad una foresta di betulle. Ammiriamo bei panorami andando decisi verso il Bryce Canyon dove arriviamo alle 09:50. Nel frattempo la temperatura si è alzata ed il sole splende. Dal Sunrise Point scendiamo all’interno dell’anfiteatro di pinnacoli lungo il “Queens Garden Trail” e risaliamo a Sunset Point con il “Navajo Trail”. Stupenda passeggiata che ci ripaga ampiamente della non lieve fatica. Assolutamente impagabile il picnic su una panchina a Sunrise Point. E’ un po’ presto ma proviamo ad andare a prendere possesso della camera prenotata al Bryce Canyon Resort, sulla “12”. L’albergo è un po’ vetusto ma la camera è immensa e pulita. La colazione non è disponibile ma caffè e te a volontà a tutte le ore. Impieghiamo tutto il pomeriggio per visitare il parco in auto con brevi escursioni a piedi. In alto c’è molta neve ed a Rainbow Point il “Bristlegone Loop Trail” è chiuso. A cena da Canyon Diner.

    14° giorno – Domenica 09 Maggio BRYCE CANYON (UT) – KANAB (UT) 217 ml.

    Un’ altra chicca della “sb12” è il Red Canyon lungo circa 14 miglia. Continuano i bei panorami con la “89” Sud fino a Mt. Carmel Jct.. Da qui la “9” porta allo Zion N.P.. Poco dopo l’entrata Est, prima del tunnel, c’ è un parcheggio che ospita un numero limitato di auto. Dovete assolutamente fermarvi e percorrere il “Canyon Overlook Trail”, l’unica passeggiata (fra le “easy” e le “moderate”) veramente molto bella con un percorso non banale. Noi abbiamo fatto anche “Riverside Walk” e “Weeping Rock” ma non dicono molto. L’affluenza dei visitatori è così alta che dal 1° Aprile al 31 Ottobre il Canyon Scenic Drive è chiuso alle auto private e quindi bisogna usare navette, gratuite, che fanno una serie di fermate ed è possibile salire e scendere a piacimento. Tenetene conto perché i tempi della visita si allungano notevolmente. Il parco ha montagne di grandi dimensioni con rocce molto caratteristiche di colore dal bianco al rosa che formano disegni assolutamente unici. Terminata la visita è ormai pomeriggio inoltrato e ripercorriamo la “9” in direzione Est fino a Mt. Carmel Jct. ( dove c’è un B.W. Con campo da golf !?!? ) da dove prendiamo la “89” verso Sud. Superato da poco il bivio una deviazione sulla destra porta a “Coral Pink Sand Dunes S.P.”. Come si evidenzia dal nome si tratta di una vasta area di dune sabbiose di color rosa/corallo. Tira un vento tremendo e riusciamo a stare all’ aperto per poco tempo e ciononostante ci riempiamo di sabbia. Alle 18:00 siamo a Kanab, una cittadina più grande del previsto, dove esiste anche un museo del cinema. Ci siamo andati e posso assicurare che si tratta di bufala, potete risparmiarvelo. L’ albergo prenotato è il BW Red Hill, molto valido.

    15° giorno – Lunedì 10 Maggio KANAB (UT) – PAGE (AZ) 135 ml.

    Il programma che avevamo fatto prevedeva per oggi l’esplorazione del “North Rim” del Grand Canyon, ma già da un paio di giorni sappiamo che non sarà possibile perché la “67” è chiusa per troppa neve. Abbiamo quindi deciso di fiondarci su Page ed anticipare le escursioni perché le previsioni del tempo per i prossimi giorni non sono delle migliori. Appena arrivati andiamo a prenotare il “Tour Fotografico” di 2h e 30’ per Antelope Canyon presso “Antelope Slot Canyon Tours by Chief Tsosie”; siamo fortunati perché troviamo ancora due posti liberi. La partenza è alle 10:30 quindi andiamo al Super8 Page/Lake Powel dove avevamo prenotato per due notti e nonostante sia molto presto per il check-in ci accettano subito. Camera grandissima dotata di tutti i confort possibili. Antelope Canyon è un gioiello prezioso e, da solo, vale un viaggio. Andrebbe vissuto in perfetta solitudine mentre purtroppo abbiamo dovuto condividerlo con molti gruppi di visitatori. Per goderlo appieno inoltre è necessario che il tempo sia bello e che i raggi del sole penetrino all’ interno per creare la magia dei colori in quanto si tratta di un tortuoso, stretto passaggio fra rocce rossastre che vanno a chiudersi in alto lasciando aperte solo piccole finditure. Abbiamo avuto cielo sereno e sole splendente : il fattore “C” ha funzionato. In pomeriggio shopping sfrenato in questa simpatica cittadina e visita sommaria al Carl Hayden Visitor Center per vedere il Gran Canyon Dam. Siamo anche andati al Page Tourism Bureau a prenotare la costosa crociera sul Lake Powell con escursione al Rainbow Bridge. C’ erano due possibilità, partire alle 07:30 o alle 13:30; abbiamo optato per la prima mentre avremmo dovuto scegliere l’altra perché le condizioni meteo sarebbero state migliori.

    16° giorno – Martedì 11 Maggio PAGE (AZ) – PAGE (AZ) 10 ml.

    Necessariamente sveglia alle 05:50 perché alle 07:00 dobbiamo essere all’ imbarco a Wahweap Marina e più precisamente nella lobby del Wahweap Lodge. Per entrare nell’ area della Marina c’ è da pagare un biglietto d’ingresso perché è uno State Park. Il tempo non è dei migliori, infatti il cielo è parzialmente coperto ed il sole fa capolino a sprazzi. Peccato perché il Lake Powell per rendere al meglio deve essere illuminato da un sole pieno. La navigazione procede per circa due ore e lo spettacolo è notevole. Ci fermiamo alla fine di uno stretto canyon dove c’ è una banchina attrezzata da cui parte un sentiero con cui, in 20 minuti di cammino, si raggiunge il “Rainbow Bridge” l’ arco di pietra più grande al mondo con 90 metri di altezza ed 85 metri di larghezza. Il fiume che scorrerebbe sotto l’arco è in secca. Fra passeggiata e sosta trascorrono 90 minuti e risaliti sul battello prendiamo la via del ritorno. Se volete mangiare dovete portarvi i viveri mentre bevande calde sono disponibili, a bordo, durante tutto il viaggio. Una volta a terra andiamo a fare un picnic a Lone Rock e successivamente una passeggiata agli Hanging Garden. Non sono segnalati e sono poco conosciuti; abbiamo dovuto chiedere informazioni un paio di volte prima di trovarli. Si tratta di una oasi in alto sulla mesa con vista sul lago e sul Colorado River. Per concludere la giornata ancora shopping. Pensierino della sera : per vivere al meglio il Lake Powell è necessario andare a Bullfrog Marina ed affittare una barca. 17° giorno – Mercoledì 12 Maggio PAGE (AZ) – TUSAYAN (AZ) 208 ml. Stamani partiamo senza fretta perché per la prima fermata abbiamo bisogno che il sole non sia troppo basso. Sulla “89” in direzione Sud arriviamo a Horseshoe Bend. Parcheggiamo l’auto e camminiamo fino ad un balcone naturale sul Colorado River; siamo in cima ad una parete a strapiombo e di fronte a noi il fiume, nel corso degli anni, ha formato una grande ansa. Risaliti in macchina proseguiamo fino a Bitter Spring dove incontriamo la “89alt”. Ci dirigiamo a Nord, superiamo il Navajo Bridge entriamo nel Marble Canyon e proseguiamo fino a Lees Ferry, un luogo veramente tranquillo. Fantasiose formazioni rocciose. Tutto molto bello. Torniamo indietro fino a Bitter Spring proseguendo fino a Cameron dove troviamo la “64” con la quale raggiungeremo il Grand Canyon. Sono le 11:40 quando ci fermiamo al Desert View. Non credevano che rivedendo il Grand Canyon avremmo provato le stesse sensazioni della prima volta, ma così è stato. Una magnificenza infinita che lascia muti ed attoniti. Proseguiamo verso il visitor center fermandosi dove consentito per contemplare i vari scorci del paesaggio. C’ è un grande afflusso di visitatori e nella zona di Mather Point, tutta sottosopra per lavori in corso, siamo in pieno caos. Peccato. Lasciata l’auto nei grandi parcheggi vicini al visitor center prendiamo lo shuttle bus azzurro e poi quello rosso fino a Hermits Rest. Per tornare facciamo molta strada a piedi costeggiando il “rim”. Recuperata la macchina usciamo dal parco ed andiamo a Tusayan al Red Feather Lodge dove avevamo prenotato, il solo pernottamento, per due notti. Bell’ albergo e bella, grandissima camera inoltre da segnalare due fatti positivi; strada facendo avevamo trovato un coupon dell’ albergo che prometteva il 10% di sconto alla presentazione dello stesso ed hanno tenuto fede alla promessa anche se avevo prenotato tramite internet alla tariffa più bassa possibile, inoltre è possibile variare la prenotazione, senza penale, entro le 11:00 del giorno fissato. Poiché eravamo in anticipo sulla tabella di marcia abbiamo disdetto per domani sera. Alle 19:00 andiamo a Yanapai Observation Station a goderci il tramonto con le rocce che cambiano colore. All’interno dell’ osservatorio una scritta ha colpito la mia attenzione : “ Given enough time, nothing is more changeable then rock. Enos Hills “ A cena un fatto negativo. Abbiamo scelto il ristorante The Yippee-Ei-O-Steak Ho dove abbiamo mangiato molto bene ma, mentre aspettavamo quanto ordinato ci hanno portato una insalata dicendo che era complementare all’ordine mentre l’ abbiamo trovata addebitata sul conto oltre ad una “mancia” obbligatoria del 18%. Abbiamo preferito non mettersi a discutere.

    18° giorno – Gioved’ 13 Maggio TUSAYAN (AZ) – WILLIAMS (AZ) 87 ml.

    Torniamo al parcheggio del visitor center e prendiamo lo shuttle bus verde per andare a South Kaibab Trailhead vicino a Yaki Point. Non è certo nostra intenzione raggiungere il fiume Colorado, vogliamo limitarci ad arrivare a Ooh Aah Point per vedere un panorama dall’ interno del Grand Canyon e provare l’emozione di scendere nell’ immensità. L’inizio del sentiero è una serie di tornanti su una parete a strapiombo poi la discesa diventa con poca pendenza, facile con un po’ di allenamento. Fra andare e tornare abbiamo impiegato poco più di tre ore. Ci spostiamo al parcheggio “C” in Center Road a Grand Canyon Village per camminare lungo il “rim” in una zona dove non eravamo stati ieri. Intorno alle 16:00, distrutti dalla stanchezza, risaliamo in macchina e procediamo sulla “64” in direzione Sud. Abbiamo deciso di pernottare a Williams, famosa cittadina sulla mitica Route 66, un po’ di nostalgia per le letture giovanili non guasta. Fissiamo pernottamento e prima colazione al Travelodge Gran Canyon e poi andiamo a spasso per la “main street” punteggiata di bar, ristoranti, negozietti di souvenir e non posso esimermi dal comprare una maglietta…….

    19° giorno – Venerdì 14 Maggio WILLIAMS (AZ) – LAS VEGAS (NV) 221 ml.

    Partenza alle 07:30, “I40” Ovest fino a Kingman e poi la “93” verso Nord. Breve sosta a Hoover Dam ed alle 10:40 siamo a Las Vegas e più precisamente siamo all’ Outlet vicino all’ aeroporto. Anche con l’ Euro un po’ deprezzato si compra sempre molto bene inoltre, non so se sia un’ abitudine, ma è tempo di saldi. Dobbiamo comprare anche una valigia nuova……..(ottimo prezzo!!). Alle 15:30 risaliamo tutta The Strip fino a Downtown e poi torniamo indietro fino all’albergo prenotato. Si tratta dell’ Imperial Palace da noi scelto non perché sia il più bello ma perché è il più conveniente nel punto da noi desiderato. Non dimentichiamoci che oggi è Venerdì e quindi già fine settimana con le tariffe degli alberghi che in alcuni casi raddoppiano. Impieghiamo quasi 40 minuti per fare il check-in, evidentemente gli americani sono tornati in massa a Las Vegas, crisi o non crisi.Lasciati i bagagli in camera senza sfare le valige ci precipitiamo in strada. Prima visita al Venetian per il quale non ci sono aggettivi sufficienti per magnificarne la realizzazione, poi a seguire il lussuoso Wynn, il Treasure Island, il Mirage, il Caesars Palace ( un evergreen) ed il Flamingo. Mettiamo un po’ i piedi a mollo poi andiamo a cena nel ristorante italiano dell’ Imperial Palace. Accetto una sfida e scelgo dal menu “all you can eat of pasta” a USD. 9,50; non ci crederete ma , a stento, riesco a finire una zuppiera di “Linguine all’ Alfredo” ottime e cotte al dente. Usciamo per andare a goderci lo spettacolo di musica e giochi d’ acqua offerto dal Bellagio. La folla è imponente, sui marciapiedi si cammina a stento. Ci spostiamo al Montecarlo poi al Placet Holliwood e concludiamo il giro al Paris. Las Vegas è Las Vegas. Solo chi l’ ha visitata penso possa capirmi se dico che se passerò da queste parti mi fermerò ancora, magari un paio di giorni. Dimenticavo : non abbiamo “giocato”.

    20° giorno – Sabato 15 Maggio LAS VEGAS (NV) – RIDGECREST (CA) 397 ml.

    Ci allontaniamo da una Las Vegas ancora addormentata. “95” Nord fino a Amargosa Valley poi la “373” e la “127” Sud fino a Death Valley Junction. Sono le 10:40 quando arriviamo a Dante’s View (160 ml.). Altra fermata a Zabriskie Point, poi a seguire, Badwater, Devil Golf Corse, Artist Drive ed alle 12:50 arriviamo a Furnace Creek Ranch. Il palmeto che circonda l’albergo è in cattivo stato ed offre poca ombra per un veloce picnic. La temperatura è 102°F. Proseguiamo verso Nord sull “190” poi saliamo lungo Betty Cutoff per vedere il panorama da Hells Gate. Riscendiamo lungo Mud Canyon e ci immettiamo sulla “190”. Breve sosta alle Sand Dunes per scattare qualche foto e riprendiamo il viaggio direzione Sud/Ovest fino ad incontrare la “395” a Olancha. Attenzione in questa località ci sono due motel ma è preferibile dormire in macchina; noi eravamo stati avvertiti ma passandoci davanti possiamo confermare. Oggi il percorso ci ha offerto ambienti molto diversi fra loro ma tutti molto interessanti. Ridgecrest ha un numero elevato di alberghi e ristoranti. Avevamo prenotato, il solo pernottamento, al Motel6 con la più bassa tariffa di tutto il viaggio USD. 35,63 ; camera grande, due queen beds, spartano ma pulito e, per chi ne fa uso, c’è anche la piscina. A conclusione della giornata del risparmio ceniamo da Mc Donalds spendendo USD. 14,60 in due (in verità avevamo proprio voglia di pollo fritto e patatine fritte). 21° giorno – Domenico 16 Maggio RIDGECREST (CA) – LAX (CA) 220 ml. Stamani dobbiamo riorganizzare le due valigie ed i due zaini in vista del volo di stasera verso le Isole Cook.. Operazione complessa che richiede un po’ di tempo. Riempiamo la valigia più leggera con tutto ciò che non servirà la prossima settimana e cercheremo di lasciarla in deposito all’ albergo di Santa Monica dove ci fermeremo per una notte tornando dal Pacifico. Alcune cose pesanti dobbiamo metterle negli zaini perché le valige non devono superare i 20 kg.Alle 09:35 partiamo andando a prendere la “14” Sud e proseguendo sulla “I405” fino all’ uscita di Santa Monica Blvd.. E’ stato molto facile trovare il Comfort Inn (ore 12:20, 158 ml.) ma la speranza di lasciare la valigia si infrange di fronte ad una evidenza : l’albergo non ha una stanza adibita a deposito bagagli.Anche se la giornata è nuvolosa e tira un fresco venticello decidiamo di dare uno sguardo alla costa dirigendoci verso Malibù dove ci fermiamo a pranzo sul “pier”. Le famose ville ci sono ed anche grandi, sulla collina, ma il luogo è assolutamente insignificante così come tutta la costa. Potevamo passare da LA senza andare ad Holliwood, anche se il posto non ci esalta ?. Certamente no. Sprovvisti di mappe dettagliate ma dotati di una buona dose di incoscienza oltre ad un notevole bagaglio di esperienza torniamo a Santa Monica e risaliamo il Santa Monica Blvd. Stop a Beverly Hills per fare due passi in Rodeo Dr. (niente acquisti perché abbiamo “già dato” ed inoltre i negozi sono chiusi). Riprendiamo il viaggio e quando incrociamo la Brea Av. Giriamo a sinistra; prima troviamo Sunset Blvd., che percorriamo nei due sensi, e poi Holliwood Blvd.. Ci siamo. Stessa folla di curiosi, stesse controfigure di personaggi cinematografici per le foto ricordo, stesse limousine anzi no le limousine sono più lunghe di almeno due metri. Procediamo verso Ovest e giunti a Vine St. Giriamo a destra e quando ritroviamo Santa Monica Blvd. Giriamo ancora a destra verso il mare. Quando troviamo l’ ingresso della “I405” ci immettiamo seguendo le istruzioni dettagliate ricevute da National per restituire l’ auto noleggiata. E’ con un certo rammarico che lasciamo la Chraysler con la quale abbiamo percorso 4.932 miglia ( pari a 7.936 km.) senza nessun tipo di problema. La navetta della National ci porta al Terminal 2 dell’aeroporto internazionale di LA e andiamo al banco accettazione del volo di linea Air New Zealand (NZ) 19 diretto per Rarotonga alle ore 23.15 ( Boeing 767 – Tempo di volo: 9h45 minuti). Consegniamo il biglietto elettronico ed il passaporto ma non è abbastanza; dato che il volo per le Cook è di andata e ritorno vogliono vedere il biglietto aereo con il quale lasceremo definitivamente gli Usa. Controllato il tutto accettano i bagagli e ci danno la carta d’imbarco. Abbiamo scelto i sedili 31A e 31B. Volo tranquillo, ottimo servizio ed anche il vitto è superiore alla media. Prima di addormentarmi vedo il film “ Invictus” con Morgan Freeman e Matt Damon, regia di Clint Eastwood. Il diario del soggiorno alle Isole Cook è intitolato : “ ISOLE COOK - Kakite aconei “ 28° giorno – Domenico 23 Maggio LAX – SANTA MONICA Eccoci tornati a Los Angeles, sono le 12: 30 al Terminal 2 di LAX. Solita coda all’immigrazione, ritiro dei bagagli e prendiamo un taxi per andare all’ albergo “ Comfort Inn Near Santa Monica Pier “ . Attenzione il nome contiene una menzogna colossale, infatti si trova sul Santa Monica Blvd. Angolo 26th St. A circa due miglia dal Pier. A parte questo non trascurabile particolare l’ albergo è o.k.. La fermata dell’ autobus è a due passi e saliamo sul n. 4 fino ad Ocean Ave. E da qui, a piedi, raggiungiamo il Pier, affollatissimo nonostante il freddo ed un vento fortissimo. Immancabili i serfisti danno spettacolo. Mentre ci spostiamo verso la “ Third Street Promenade ”, passando dalla Broadway Ave., siamo attirati dal profumo di pizza ed entriamo da “ Joe’s “ dove mangiamo, udite, udite, la più buona pizza della nostra vita. Molto simpatica la “promenade” , isola pedonale, con bei negozi che espongono merce di buon gusto ( uno fra tutti Antropologie), tanta gente ed intrattenimenti offerti da artisti di strada. Passeggiamo a lungo fin quando, vinti dalla stanchezza, decidiamo di cenare scegliendo “Yankee Doodles” un rumoroso locale con enormi monitor a parete che stanno trasmettendo un incontro di basket seguitissimo dagli avventori che fanno un tifo vivace e colorito. Mi sento di consigliarlo. Con l’ autobus n. 4 torniamo in albergo per un meritato riposo. Dimenticavo di informare che, per i “senior” il costo del biglietto di corsa singola è di 25 centesimi. Santa Monica è un simpatico posto per uno “stop over”. 29° giorno – Lunedì 24 Maggio SANTA MONICA – LAX – LONDRA Dopo colazione prepariamo i bagagli per la partenza lasciandoli alla reception mentre noi prendiamo l’ autobus n.1 per andare a Venice dove, anche di mattina, la presenza della polizia è ben visibile e da tranquillità in un ambiente degradato anche se fortemente folcloristico. L’ “ Ocean Front Walk “ di Venice può non piacere, ma deve essere visto. Alle 13:50 torniamo in albergo, facciamo chiamare un taxi ed alle 14:00 siamo all’aeroporto internazionale di LA – Terminal B, banco accettazione del volo di linea British Airways (BA) 282 diretto per Londra Heathrow alle ore 17.35 (Boeing 747/400 –Tempo di volo: 10h10 minuti). Ritiriamo le carte d’imbarco relative ai voli Los Angeles / Londra e Londra / Pisa mandando il bagaglio alla destinazione finale. Un’ informazione per chi ha tempo e spirito d’avventura. Per raggiungere LAX da Santa Monica esiste un comodo servizio di autobus : si prende il n. 3 alla fermata sulla 4th St. All’ incrocio con Broadway Blvd. E si scende alla stazione degli autobus “C”. Da li fa servizio un “free shuttle” per l ‘ aeroporto. Mentre aspettiamo l’imbarco apprendiamo di aver avuto non poca fortuna in quanto, per uno sciopero del personale della British, lo stesso volo del giorno precedente era stato annullato. Abbiamo scelto la stessa sistemazione dell’andata con i sedili 48F e 48G ma il volo non è stato molto tranquillo sia perché l’aereo era pieno sia perché alle spalle di Luciana sedeva un maleducato che disturbava spingendo con le ginocchia la spalliera del sedile anteriore. Buono il servizio ed il vitto. Ho visto il film “The Book of Eli” con Denzel Washington, purtroppo sempre in inglese, non c’era nessun film in italiano fra gli oltre venti fra cui scegliere…… 30° giorno – Martedì 25 Maggio LONDRA - PISA Arrivo a Londra Heathrow – Terminal 5 – alle ore 11.45 locali. Sbarco e trasferimento, sempre all’interno del Terminal 5, all’uscita di partenza del volo di linea di proseguimento Bristish Airways (BA) 602 (Airbus 319 – Tempo di volo: 2h15 minuti) diretto per Pisa alle ore 16.05. Sedili 21C e 21B. L’ attesa trascorre velocemente tra un sonnellino, un “passeggio” e una partita a carte. Partiamo con un leggero anticipo ed arriviamo a Pisa alle 19:05 anziché alle 19:20. Domani giornata lavorativa………………..in attesa della prossima vacanza.

    RIEPILOGO VOLI PRENOTATI

    26 APR BA 601 PISA – LONDRA HEATHROW 13.45-14.55 26 APR BA 269 LONDRA HEATHROW – LOS ANGELES 16.05-19.05 24 MAY BA 282 LOS ANGELES – LONDRA HEATHROW 17.35-11.45 25 MAY BA 602 LONDRA HEATHROW – PISA 16.05-19.20

  2. ulisse2010
    , 26/7/2010 11:18
    <strong><u>26 Aprile – 16 Maggio + 23 – 25 MAGGIO 2010</u></strong>

    <i>“ Dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo. ”</i>
    <i>“ Per andare dove, amico ? “</i>
    <i>“ Non lo so, ma dobbiamo andare. </i><i>“</i> - On the road – Jack Kerouac

    Per quest’anno avevamo programmato due viaggi; il primo nel Sud/Est degli Stati Uniti per ampliare ed approfondire le conoscenze fatte nel corso del precedente viaggio risalente a 12 anni fa, ed il secondo alle Isole Cook avendo nostalgia per i “paradisi” del Pacifico. Un bel giorno la folgorazione: perché non riunirli risparmiando tempo e denaro visto che per raggiungere il Pacifico sempre da Los Angeles bisogna passare ?. Presto fatto e, grazie alla abituale professionalità della nostra agenzia di viaggio abbiamo trovato ottimi voli e concordato il programma per le Isole Cook mentre per il noleggio auto e la scelta degli alberghi in USA abbiamo provveduto da soli prenotando in quelle località dove ritenevamo potessero sussistere problemi per troppa affluenza o per mancanza di tempo dato il programma impegnativo che ci eravamo proposti. Scelta azzeccata perché modifiche di percorso ce ne sono state, anche se veramente poche. Per avere camere spaziose e comode abbiamo scelto la tipologia “Two Queens Bed” e ci siamo trovati bene.
    La settimana prima della partenza l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull (sfido qualsiasi essere umano a pronunciare il nome) ha messo in crisi il trasporto aereo che si è fermato per cinque giorni. Siamo stati un po’ in apprensione ma tutto si è risolto in tempo.<i></i>




    <h3 align="left"><u>1° giorno – Lunedì 26 Aprile – PISA – LONDRA – LOS ANGELES</u></h3>
    Alle 10,15 siamo all’aeroporto di Pisa al banco accettazione del volo di linea British Airways BA 601 per Londra Heathrow delle 13:45 (Airbus 320 – Tempo di volo 2h 10’ ). Consegniamo il biglietto elettronico, il modulo “Esta” ed i passaporti e ritiriamo le carte d’imbarco dei voli Pisa / Londra e Londra/Los Angeles. Mandiamo il bagaglio direttamente a Los Angeles. Partiamo alle 13:35 ed occupiamo i posti 7b e 7c.
    Arriviamo a Heathrow, terminal 5, alle 14:35 ed alle 14:45 siamo in aerostazione. Alle 15:05 arriviamo al “gate” B48, sempre all’interno del Terminal 5, ed alle 15:45 imbarchiamo sul volo di linea British Airways BA 269 diretto a Los Angeles alle 16:05 ( Boeing 747 – Tempo di volo 11h.) Causa traffico in pista attendiamo 60 minuti prima del decollo. Abbiamo scelto i sedili 51F e 51G, cioè i due di sinistra della fila centrale di quattro posti, per avere libertà di movimento senza disturbare estranei.
    Ottimo servizio a bordo ed è decisamente buono anche il vitto. L’ aereo è moderno e quindi ogni posto ha un monitor davanti a se e può scegliere quali film vedere, peccato che non siano disponibili titoli in italiano, e la nostra scelta cade su Avatar.
    Arriviamo al Terminal B di Los Angeles Int’l. Airport alle 19:15 con solo 10 minuti di ritardo rispetto all’orario previsto ma attendiamo 60 minuti prima di essere attaccati al “tubo”.
    La grande sala “Controllo Passaporti” non è molto affollata ed in 40 minuti sbrighiamo le formalità della immigrazione, ritiriamo i bagagli e, dopo una discreta coda al controllo doganale, usciamo all’ aperto appostandosi nella zona dove fermano le “navette” degli alberghi. E’ piuttosto freddo ed indossiamo pullover e giacca a vento che avevamo nello zaino. Dopo una lunga attesa scopriamo che il nostro albergo ha si il servizio “navetta” ma deve essere attivato a mezzo telefono. Finalmente arriviamo al BW Airport Plaza Inn che si rivela piuttosto lugubre, non trovo aggettivo più adatto, ma la camera è confortevole.

    <b><u>2° giorno – Martedì 27 Aprile – LOS ANGELES (CA) – INDIO (CA) 295 ml.</u></b>
    Sveglia alle 07:00 e colazione continentale in una saletta triste. Prendiamo la “navetta” per l’aeroporto ma il conducente, molto gentilmente, ci porta direttamente alla sede della National Rent Car, che è molto vicino all’albergo.
    Sbrighiamo con celerità le pratiche per il noleggio dato che avevamo già fornito, tramite internet, tutti i dati sensibili; abbiamo scelto una vettura nella categoria “intermediate” con chilometraggio illimitato ed assicurazione, aggiungendo fra i vari optional offerti solo la “Roadside Plus” , un’ assicurazione che copre alcuni servizi (quale per esempio il trasporto in officina in caso di guasto) che riteniamo utili dovendo percorrere alcune migliaia di chilometri. Niente ”navigatore” perché preferiamo usare le “cartine” che abbiamo e che reperiremo durante il percorso. Fra le varie auto a disposizione, tutte immatricolate nel 2010, scegliamo una Chraysler Bianca che si rivelerà molto confortevole ed efficiente.
    Muoversi nel traffico di Los Angeles è sempre una esperienza affascinante e da brivido, provare per credere.
    La nostra prima meta è JOSHUA TREE N.P. Per cui prendiamo in sequenza la “I405”, la “I105”, la “I110” ed infine la “I10” (San Bernardino Fwy). Arriviamo alla famosa località di villeggiatura di Palm Spring alle 11:30 ed in verità la cittadina si presenta bene ed è piuttosto animata; resta da scoprire che tipo di villeggiatura vi si possa fare !. Sole pieno e temperatura a 90°F. Facciamo scorta di acqua ed altri generi di prima necessità.
    Alle 13:30 siamo all’ingresso Ovest del Jushua Tree N.P. Dove compriamo la tessera annuale, valida per tutti i N.P. E N.M., al costo di USD. 80,00. Incontriamo subito vaste distese dei caratteristici alberi che danno il nome al parco. Un “loop” nella Hidden Valley per ammirare le formazioni rocciose, poi altre passeggiate al Cholla Cactus Garden ed a Cottonwood Spring per vedere le maestose “Palme della California”. Lungo la strada incontriamo anche l’ Ocotillo, un arbusto tropicale che a primavera mostra vistosi fiori rossi. Usciamo dal parco, a Sud, sulla “I10” ed alle 19:20 raggiungiamo Indio, la località più vicina in grado di offrire possibilità di alloggio.
    Abbiamo prenotato un Motel6 notoriamente spartano. Niente prima colazione ma dalle 06:00 caffè a volontà.
    A cena da Denny’s tipico “ family retaurant” dove riassaggiamo la cucina americana trovandola notevolmente migliorata; significative sia la possibilità di condire con olio ed aceto sia il fatto che le salse non sono messe sulle vivande ma portate in tavola in piccoli contenitori.

    <b><u>3° giorno – Mercoledì 28 Aprile INDIO (CA) – WELLTON (AZ) 204 ml.</u></b>
    Sveglia alle 06:30 e partenza in direzione Sud sulla “86” e poi ad Ovest sulla “S22”. Improvvisamente appare il deserto con le caratteristiche collinette sassose prive di vegetazione. Alle 08:50 siamo a Borrego Spring, sonnolente cittadina, dove ha sede il Visitor Center del parco, che però apre solo il fine settimana. Andiamo all’ufficio dei Ranger che ci consigliano la passeggiata “Borrego Palm Canyon Nature Trail” un sentiero circolare di 3 ml. Che si addentra in un canyon fino a raggiungere una sorgente in una oasi di palme della California. Bellissima.
    Risaliti in auto ci dirigiamo ad Ovest sulla “S22” fino ad incontrare la “S2” che prendiamo verso Sud attraversando zone desertiche di rara bellezza. Da non mancare “Carrizo Badlands Overlook”.
    Raggiunte le quattro case di El Centro ci immettiamo sulla “I8” in direzione Est fermandoci, poco dopo, in una area di servizio per ammirare, sulla sinistra le “Agodones sands Dunes”, una vasta area con enormi dune di sabbia color……sabbia.
    Alle 18:00 siamo a Wellton dove abbiamo prenotato al Microtel Inn pernottamento e prima colazione. Ottimo.
    A cena al Desert Dugs Pizza.

    <b><u>4° giorno – Giovedì 29 Aprile WELLTON (AZ) – ELOY (AZ) 334 ml.</u></b>
    Sveglia alle 06:00 ed alle 06:45 siamo sulla “I8” in direzione Est. Alle 08:00 transitiamo da Gila Bend dove giriamo verso Sud sulla “85” per raggiungere l’ “Organ Pipe Cactus Nat’l Mon.” . Giunti al visitor center scopriamo che l ‘ “Ajo Mountain Drive” è chiuso. Decidiamo per una passeggiata subito (Desert View Trail) ed un giro in macchina dopo (North Puerto Blanco Drive) entrambi risulteranno piacevolissimi; molto, molto belli i cactus “Organ Pipe” ma vi sono altri interessantissimi tipi di cactus e di alberi (Elephant Tree) e fiori. Il desrto è ancora in parte fiorito nonostante la primavera avanzata.
    Sulla via del ritorno, alle 13:30 facciamo un picnic in un’ area attrezzata in fondo all’ Alamo Canyon, all’ombra (si fa per dire) di altissimi cactus.
    Ripassiamo da Gila Bend e prendiamo la “ I8” e poi la “I10” in direzione Est raggiungendo Eloy alle 17:50. Andiamo alla ricerca di un albergo e scegliamo il Motel6.
    A cena da Golden 9 Restaurant.

    <b><u>5° giorno – Venerdì 30 Aprile ELOY (AZ) – DEMING (NM) 343 ml.</u></b>
    Altra “levataccia” ma andando a letto presto le ore di sonno sono anche troppe. Alle 06:30 siamo in strada sulla “I10” sempre verso Est ed alle 07:15 prendiamo l’ uscita 246 (prima di Tucson) per immetterci sulla Cortaro Road. Procediamo tranquilli ma sbagliamo strada. Qualche informazione dai rari passanti e recuperiamo la Picture Rooks Rd. Fino ad incontrare la Golden Gate Rd., ed un branco di coyotes, entrando nel “SaguaroN.P. Tucson Mountain District(West)” e proseguendo sulla Kinney Rd. Fino al visitor center. Lungo la strada, che si snoda tortuosa in mezzo a colline ricoperte di saguari, due brevi ma bellissime passeggiate “Desert Discovery Trail” e “Valley View Overlook”. La successiva fermata è all’ “Arizona Sonora Desert Museum” che non aggiunge nulla a ciò che abbiamo visto “dal vivo”. Altra interessante passeggiata lungo il “King Canyon” , costeggiando un torrente in secca ma sommersi da saguari, ocotillo, palo verde, fino a “Mam-A-Gah”.
    Non visitiamo gli “Old Tucson Studios” proseguendo sulla Gates Pass Rd., passiamo sotto la “I10”, ci immettiamo su Broadway Blvd. Che seguiamo con direzione est fino a prendere la Freeman Rd., verso Sud, che conduce all’ingresso del “Saguaro N.P. Rincon Mountain District (Est)” sempre bello ma molto meno interessante del precedente parco. Anche qui due passeggiate “Mica View Loop” e “Loma Verde Loop”, la prima di 2 ml. E la seconda di 3,2 ml.
    Usciti dal parco ci dirigiamo a Sud percorrendo l’ Old Spanish Trail fino a raggiungere l’ entrata 279 sulla “I10”. Una lunga “galoppata” verso Est ci conduce a Deming dove decidiamo di fermarci al BW Mimbres Valley Inn.
    A cena vorremmo provare un ristorante messicano ma sono le 19:50 ed è chiuso. Mangiano presto da queste parti!. Ripieghiamo su Denny’s più cosmopolita.




    <h3 align="left"><u>6° giorno - Sabato 01 Maggio DEMING (NM) – SANTA FE (NM) 415 ml.</u></h3>
    Una tappa così lunga con in più un parco da visitare sembrerebbe un’ impresa titanica ma non lo è, come ben sa chi conosce la viabilità in USA; infatti, fatta eccezione per i grandi centri urbani, il traffico è scorrevole e ordinato, le strade sono in buono stato e, rispettando i limiti di velocità imposti dalla legge puoi tranquillamente percorrere realmente 65,70 o 75 ml. In un’ ora.
    Ma torniamo a noi. Partiamo alle 07:15 con il tempo che si mantiene bello; a Las Crucis lasciamo la “I10” per prendere la “70” ed alle 09:20 siamo all’ ingresso di “White Sand Nat’l Mon.”, un luogo incredibile, magico, da sogno : una vastissima area con dune di sabbia bianchissima. Ci tratteniamo per oltre tre ore facendo tutte le passeggiate segnate sulla mappa ed andando anche a zonzo senza meta su e giù per le dune.
    Sono le 12:40 quando riprendiamo il viaggio verso Nord, la “74” fino a Alamogardo, poi la “54” fino a Carrizzozzo, poi la “380” fino a San Antonio e per finire la “I25” per raggiungere Santa Fe.
    Lasciata la “intestate” siamo sulla Cerrillos Rd. Una lunghissima arteria che porta fino in centro città ma ci fermiamo prima, quando incontriamo, a destra ed a sinistra gli alberghi delle più note catene. Dopo un paio di fermate optiamo per Super8 e siamo contentissimi.
    Da qualche giorno i miei sandali “tedeschi” hanno ceduto e nelle cittadine dove abbiamo sostato e che abbiamo attraversato non c’era niente per sostituirli; qui dovrei trovare qualcosa. Ed infatti da “Famous Footwear” compro un comodissimo paio di sandali che sono anche gradevoli all’aspetto. Già che ci siamo decidiamo di verificare se si tratta di una leggenda metropolitana il fatto che sia conveniente fare acquisti negli USA, a prescindere dal cambio Dollaro/Euro notevolmente peggiorato (per noi) proprio in questi giorni.
    Vediamo le insegne di Dillar’s, magazzino elegante, e ci fiondiamo scoprendo che è in corso una liquidazione con prezzi, già buoni in tempi normali, scontati del 60-70%. E’ quasi ora di chiusura e ci affrettiamo a fare alcuni acquisti rammaricandoci di non avere tempo a disposizione per ulteriori spese.
    Dato che siamo nella capitale del New Messico decidiamo che, per una sera, dobbiamo assolutamente mangiare messicano e, seguendo il consiglio della Lonely Planet andiamo all’ Horseman’s Haven Cafè : ottimo ed abbondante, prezzi molto contenuti. Prendete nota di andarci presto perché alle 20:00 chiudono.




    <h3 align="left"><u>7° giorno – Domenica 02 Maggio SANTA FE (NM) – FLAGSTAFF (AZ) 406 ml.</u></h3>
    Dedichiamo le prime ore del mattino alla visita di questa simpaticissima ed originalissima città dove trionfa l’architettura “pueblo”. Sotto i portici de La Plaza, artigiani locali, offrono i loro prodotti, i negozi sono eleganti e ci sono alcune strade (Canyon Rd. E dintorni) piene di studi di pittori e scultori. Decisamente molto bella.
    Stamani c’era un pallido sole ma il cielo si è tutto coperto con minacciose nuvole scure ed alle 10:00 è iniziato a nevicare; pullover e giacca a vento, leggera, non riparano, del tutto, dal freddo pungente.
    Alle 10:30 riprendiamo il viaggio, stavolta verso Sud, sulla “I10” fino ad Albuquerque e poi sulla “I40”. Nel frattempo il nevischio si è trasformato in una vera e propria tempesta di neve e siamo preoccupati perché, ai lati della “intestate”, il terreno sta diventando tutto bianco. Pensiamo di arrivare fino a Gallup per decidere sul da farsi e, fortunatamente, prima di questa cittadina la bufera cessa e lentamente ritorna un pallido sole anche se tira un fortissimo vento e fa freddo.
    Superiamo Holbrook e proseguiamo, verso Ovest, sulla “I40”. La prossima fermata è al “Meteor Crater”. Si entra in una proprietà privata al costo esorbitante di USD. 14,00 a persona, ma il cratere, causato dall’impatto sulla terra di un grosso meteorite, è imponente.
    Alle 17:45 arriviamo a Flagstaff, immersa in una vastissima foresta di pini “Ponderosa” e con alle spalle il “San Francisco Peak” con la cima innevata, e scegliamo di alloggiare al Super8 per la posizione strategica, il più vicino alla “I40” ed alla “89” che percorreremo domani mattina.

    <b><u>8° giorno – Lunedì 03 Maggio FLAGSTAFF (AZ) – CHINLE (AZ) 354 ml.</u></b>
    Alle 07:00 siamo già in macchina e prendiamo la “89” verso Nord per raggiungere il “Sunset Crater Volcano Nat’l Mon.”. Il tempo è bello e l’aria limpida e frizzante. Il visitor center è ancora chiuso ma disponiamo di mappa della zona per cui proseguiamo e facciamo due passeggiate. La prima “Lenox Crater Trail” potete tranquillamente evitarla mentre la seconda “Lava Flow Trail” è piacevole.
    Continuiamo il “loop road”, molto panoramico, fino a “Wupatki Nat’l Mon.” E visitiamo le notevoli rovine del pueblo, con lo stesso nome, percorrendo un comodo sentiero che parte dal visitor center. Una veloce occhiata anche agli altri reperti storici così che, per quanto riguarda la cultura, per questo viaggio “abbiamo già dato”. Rientriamo sulla “89” con direzione Sud ed alle 10:30 ripassiamo da Flagstaff dove ci immettiamo sulla “I40” verso Est. Giunti all’ uscita 204 andiamo al “Walnut Canyon Nat’l. Mon.” che dista solo 3 ml. Dalla “intestate”. E’ un canyon molto stretto, profondo circa 230 metri, bello da vedersi e dove vi sono resti di abitazioni edificate dal popolo Sinaga pare intorno al 1400. Ci sono da fare due “trail” non troppo impegnativi.
    Continuiamo il viaggio verso Est e, giunti a Holbrook, lasciamo la “I40” per la “180” per raggiungere, sono le 13:00, l’ingresso a Sud della “Pietrified Forest N.P.” che non dispone di un visitor center ma noi siamo in possesso di mappa dettagliata. Da qui risaliamo verso Nord attraversando il parco fermandoci in tutti i punti interessanti e facendo molte camminate per ammirare i notevolissimi alberi fossili. Ogni foresta pietrificata ha caratteristiche particolari per cui è difficile fare una graduatoria ma ci sentiamo tranquilli nell’affermare che, fra quelle che abbiamo visitato un po’ in tutto il mondo (e non sono poche), è al secondo posto dopo quella del Sarmiento in Argentina.
    A Nord della foresta c’ è il “Painted Desert” che offre bei panorami e poi alle 16:30 rientriamo nella “I40” al ml. 311. Giunti a Chambers lasciamo la “I40” per la “191” Nord ed arriviamo a Chinle alle 18:00 secondo il nostro orologio mentre sono le 19:00 per i Navajo e per….il sole.
    Corsa spericolata lungo il “South Rim Drive” per raggiungere Spider Rock Overlook prima del tramonto; operazione solo in parte riuscita perché al nostro arrivo il sole illumina la metà del monolite. Molto bello.
    Rientriamo a Chinle dove abbiamo prenotato il solo pernottamento al BW Canyon De Chelly Inn. Ceniamo molto bene in albergo al Junction Restaurant.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>9° giorno – Martedì 04 Maggio CHINLE (AZ) – MONUMENT VALLEY (AZ) 165 ml.</u></h3>
    Ripercorriamo nuovamente tutto il South Rim Drive fino a Spider Rock Overlook dove arriviamo alle 09:00 ed il sole è già alto ma non riesce ancora ad illuminare interamente il Canyon De Chelly (si pronuncia “canyon da shay”). Tornando indietro ci fermiamo a tutti gli overlook ed alle 10:50 ripassiamo da Chinle proseguendo sulla “191” verso Nord. A Many Farms prendiamo la “59” e poi la “160” a Sud fino a Kayenta. Da qui la “163” Nord fino a raggiungere la Monument Valley. Qui abbiamo prenotato il solo pernottamento nell’unico albergo all’interno della “riserva” : “The View Hotel”. E’ decisamente caro ma ha una posizione unica con tutte le camere con vista sui “Mittens”. Ci siamo goduti il tramonto alle 20:12 e l’alba alle 05:30. Spettacoli impagabili.
    Chiediamo i prezzi delle gite organizzate dai Navajo ma francamente USD. 70,00 a persona per un giro di 2h e 30’ su un percorso di poco più lungo rispetto a quello che si può percorrere con la propria auto ci è sembrato eccessivo e quindi procediamo per conto nostro, in solitudine; è un modo di dire perché le auto sono molte ma è una esperienza unica che non si può perdere. Un solo dubbio : quale è il panorama più bello fra quelli che si gode da “Lookout Point”, “John Ford’s Point” e “Artist’s Point” ??. Questione di lana caprina, sono tutti e tre di uno splendore assoluto ed indimenticabili.
    Terminato il giro in auto abbiamo un’ idea favolosa : percorrere il sentiero che, partendo dal campeggio a Sud del visitor center, scende nella pianura e fa il giro del “West Mitten Butte”. Detto, fatto. Via dalla “pazza folla”, in perfetta solitudine una scarpinata di un paio d’ore da annoverare fra le più belle mai fatte.
    Andiamo a prendere possesso della camera poi rifacciamo un giro completo in macchina. Il paesaggio è cambiato perché la luce è cambiata e le prospettive e le ombre sono cambiate. Troppo bello.
    A cena, in albergo, mangiamo benissimo ad un costo estremamente contenuto; non ci speravamo.
    Dimenticavo di dire che da un paio di giorni abbiamo trovato una stazione radio Navajo (AM660) che ogni tanto trasmette canti tribali; molto intrigante.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>10° giorno – Mercoledì 05 Maggio MONUMENT VALLEY (AZ) – MONTICELLO (UT) 287 ml. </u></h3>
    Siamo attrezzati e facciamo colazione sulla nostra terrazza riempiendoci gli occhi di quanto vediamo.
    Riprendiamo la “163” verso Nord e giunti a Mexican Hat la “261” deviando poi sulla “316” che conduce a “Goosenecks S.P.” da dove si gode uno stupefacente panorama dei meandri del San Juan River. Assolutamente da non perdere.
    Rifacciamo il percorso a ritroso fino a Mexican Hat e procediamo verso Bluff sulla “163” fin quando non troviamo, sulla sinistra, la deviazione per la “Valley Of The Gods”. La strada, sterrata ma in buone condizioni, attraversa una valle che potremmo definire una monument valley in miniatura, ma altrettanto bella, e termina nella “261”. Poco più avanti procedendo sempre verso Nord, una deviazione priva di segnaletica, sulla sinistra conduce a Muley Point. Il fondo stradale è in terra rossa, impraticabile se piove. Siamo veramente in alto e si gode un panorama grandioso dei canyon sottostanti ed in lontananza si scorge la Monument Valley.
    La “261” è una strada non facile, fortunatamente poco frequentata, ma che regala grandi emozioni.
    La prossima meta è “Natural Bridges Nat’l Mon.” Udite, udite, il visitor center ha un opuscolo in lingua italiana!. Un percorso ad anello, a senso unico, porta nelle vicinanze di tre “ponti” di pietra. Il più imponente è il Sipapu Bridge godibile da un balcone di roccia che si raggiunge con un breve, ripido sentiero in un ambiente molto particolare. Da non mancare. Il Kachina Bridge non è molto significativo mentre è piacevolissimo lo slanciato Owachomo Bridge al quale si arriva facilmente con un sentiero asfaltato.
    Terminata la visita torniamo indietro, direzione Est, immettendoci sulla “95”, anch’essa panoramica, fino ad incontrare la “191” e proseguendo verso Nord. Superiamo Blanding ed arriviamo a Monticello. Una breve indagine al visitor center ci fa decidere su come procedere : andiamo a fissare l’albergo e senza nemmeno scaricare i bagagli prendiamo la Scenic Drive che si congiunge con la “211” per visitare il Needles District di Canyolands.
    La prima cosa notevole che si incontra è “Newspaper Rock Recreation Site” dove si può ammirare una vasta parete di roccia piena di petroglifi rappresentati da molte culture in tempi diversi.
    La strada prosegue addentrandosi in un immenso canyon con imponenti pareti a strapiombo fino ad arrivare al cuore del parco dove sono presenti le più fantasiose e strane formazioni rocciose. Percorriamo tutte le strade possibili, in auto, ed, a piedi, brevi sentieri.
    Sono le 19:30 quando rientriamo a Monticello andando al Rodeway Inn.




    <h3 align="left"><u>11° giorno – Giovedì 06 Maggio MONTICELLO (UT) – MOAB (UT) 140 ml.</u></h3>
    La giornata è bella anche se tira un forte vento. Alle 07:00 siamo in viaggio sulla “191” verso Moab dove transitiamo alle 08:00 proseguendo per “Arches N.P.”. Per il fresco vogliamo fare la passeggiata fino al “Delicate Arch” per cui andiamo direttamente al parcheggio vicino a Wolphe Ranch senza farci distrarre dalle bellezze che incontriamo strada facendo. Dopo un inizio in pianura il sentiero inizia a salire si addentra in un bellissimo paesaggio; avendo un po’ di allenamento non è certo faticoso. In 40 minuti raggiungiamo questo incredibile monumento di pietra. Lascio ai poeti descriverne l’incomparabile bellezza ma racconterò un fatto emblematico; quando la mia nipotina Chiara di 12 anni ha visto le foto del Delicate Arch mi ha domandato : ma è stato proprio fatto dalla natura ??!!!. Tutto il parco ha “costruzioni” incredibili. Tornati alla macchina proseguiamo fino alla zona chiamata “Devils Garden Trailhead” e poi camminiamo per vedere Tunnel Arch, Pine Tree Arch e l’elegante Landscape Arch. Invertiamo la rotta. Notevole il panorama da Fiery Furnace Viewpoint. Raggiungiamo The Window Section e, da qui, altra passeggiata per North Window, South Window, Turret Arch e Double Arch.
    Usciamo dal parco dopo le 17:00 piuttosto affaticati ma è stato troppo bello nonostante….. I troppi turisti.
    Tornando a Moab facciamo una deviazione sulla destra percorrendo la Scenic Byway 279 che corre a lato del Colorado River in un canyon di rocce rosse.
    Abbiamo prenotato al Super8 pernottamento e prima colazione. Ottimo.

    <b><u>12° giorno – Venerdì 07 Maggio Moab (UT) – TORREY (UT) 304 ml.</u></b>
    Torniamo velocemente ad Arch N.P. E più precisamente a Park Avenue Viewpoint per scattare alcune foto; ieri sera quando siamo passati era in ombra mentre adesso è ben illuminato dal sole.
    Puntiamo verso Nord sulla “191” fin quando incontriamo, a sinistra, il bivio per la “313”. Andiamo prima a “Dead Horse Point S.P. E successivamente a “Canyolands – Island In The Sky District”. La strada corre sul “plateau” ed offre parecchi “overlook” per ammirare il paesaggio.
    Sono le 12:00 quando ritorniamo sulla “191” proseguendo verso Nord fino ad incontrare la “170” sulla quale ci immettiamo con direzione ovest fino a prendere la “24” verso Sud. Superata Hankville la strada offre scenari notevoli.
    Sono da poco passate le 15:00 quando arriviamo a Capitol Reef N.P.. Decidiamo di visitare anche questo parco e quindi andiamo subito fino a Torrey per fissare un albergo scegliendo il Days Inn. Ritornati nel parco percorriamo la Scenic Drive e per concludere una bella passeggiata, il Grand Wash Trail che si snoda sul fondo di un canyon fra altissime pareti a strapiombo.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>13° giorno – Sabato 08 Maggio TORREY (UT) – BRYCE CANYON (UT) 181ml.</u></h3>
    Quando usciamo alle 07:30 è molto freddo. Sul display dell’auto appare un messaggio : “possibili strade ghiacciate”. Procediamo quindi con la massima prudenza verso Sud sulla Scenic Byway 12 che si arrampica tortuosa in mezzo ad una foresta di betulle. Ammiriamo bei panorami andando decisi verso il Bryce Canyon dove arriviamo alle 09:50.
    Nel frattempo la temperatura si è alzata ed il sole splende. Dal Sunrise Point scendiamo all’interno dell’anfiteatro di pinnacoli lungo il “Queens Garden Trail” e risaliamo a Sunset Point con il “Navajo Trail”. Stupenda passeggiata che ci ripaga ampiamente della non lieve fatica. Assolutamente impagabile il picnic su una panchina a Sunrise Point.
    E’ un po’ presto ma proviamo ad andare a prendere possesso della camera prenotata al Bryce Canyon Resort, sulla “12”. L’albergo è un po’ vetusto ma la camera è immensa e pulita. La colazione non è disponibile ma caffè e te a volontà a tutte le ore.
    Impieghiamo tutto il pomeriggio per visitare il parco in auto con brevi escursioni a piedi. In alto c’è molta neve ed a Rainbow Point il “Bristlegone Loop Trail” è chiuso.
    A cena da Canyon Diner.




    <h3 align="left"><u>14° giorno – Domenica 09 Maggio BRYCE CANYON (UT) – KANAB (UT) 217 ml.</u></h3>
    Un’ altra chicca della “sb12” è il Red Canyon lungo circa 14 miglia. Continuano i bei panorami con la “89” Sud fino a Mt. Carmel Jct.. Da qui la “9” porta allo Zion N.P.. Poco dopo l’entrata Est, prima del tunnel, c’ è un parcheggio che ospita un numero limitato di auto. Dovete assolutamente fermarvi e percorrere il “Canyon Overlook Trail”, l’unica passeggiata (fra le “easy” e le “moderate”) veramente molto bella con un percorso non banale. Noi abbiamo fatto anche “Riverside Walk” e “Weeping Rock” ma non dicono molto.
    L’affluenza dei visitatori è così alta che dal 1° Aprile al 31 Ottobre il Canyon Scenic Drive è chiuso alle auto private e quindi bisogna usare navette, gratuite, che fanno una serie di fermate ed è possibile salire e scendere a piacimento. Tenetene conto perché i tempi della visita si allungano notevolmente.
    Il parco ha montagne di grandi dimensioni con rocce molto caratteristiche di colore dal bianco al rosa che formano disegni assolutamente unici.
    Terminata la visita è ormai pomeriggio inoltrato e ripercorriamo la “9” in direzione Est fino a Mt. Carmel Jct. ( dove c’è un B.W. Con campo da golf !?!? ) da dove prendiamo la “89” verso Sud.
    Superato da poco il bivio una deviazione sulla destra porta a “Coral Pink Sand Dunes S.P.”. Come si evidenzia dal nome si tratta di una vasta area di dune sabbiose di color rosa/corallo. Tira un vento tremendo e riusciamo a stare all’ aperto per poco tempo e ciononostante ci riempiamo di sabbia.
    Alle 18:00 siamo a Kanab, una cittadina più grande del previsto, dove esiste anche un museo del cinema. Ci siamo andati e posso assicurare che si tratta di bufala, potete risparmiarvelo.
    L’ albergo prenotato è il BW Red Hill, molto valido.




    <h3 align="left"><u>15° giorno – Lunedì 10 Maggio KANAB (UT) – PAGE (AZ) 135 ml.</u></h3>
    Il programma che avevamo fatto prevedeva per oggi l’esplorazione del “North Rim” del Grand Canyon, ma già da un paio di giorni sappiamo che non sarà possibile perché la “67” è chiusa per troppa neve. Abbiamo quindi deciso di fiondarci su Page ed anticipare le escursioni perché le previsioni del tempo per i prossimi giorni non sono delle migliori.
    Appena arrivati andiamo a prenotare il “Tour Fotografico” di 2h e 30’ per Antelope Canyon presso “Antelope Slot Canyon Tours by Chief Tsosie”; siamo fortunati perché troviamo ancora due posti liberi. La partenza è alle 10:30 quindi andiamo al Super8 Page/Lake Powel dove avevamo prenotato
    per due notti e nonostante sia molto presto per il check-in ci accettano subito. Camera grandissima dotata di tutti i confort possibili.
    Antelope Canyon è un gioiello prezioso e, da solo, vale un viaggio. Andrebbe vissuto in perfetta solitudine mentre purtroppo abbiamo dovuto condividerlo con molti gruppi di visitatori. Per goderlo appieno inoltre è necessario che il tempo sia bello e che i raggi del sole penetrino all’ interno per creare la magia dei colori in quanto si tratta di un tortuoso, stretto passaggio fra rocce rossastre che vanno a chiudersi in alto lasciando aperte solo piccole finditure. Abbiamo avuto cielo sereno e sole splendente : il fattore “C” ha funzionato.
    In pomeriggio shopping sfrenato in questa simpatica cittadina e visita sommaria al Carl Hayden Visitor Center per vedere il Gran Canyon Dam. Siamo anche andati al Page Tourism Bureau a prenotare la costosa crociera sul Lake Powell con escursione al Rainbow Bridge. C’ erano due possibilità, partire alle 07:30 o alle 13:30; abbiamo optato per la prima mentre avremmo dovuto scegliere l’altra perché le condizioni meteo sarebbero state migliori.




    <h3 align="left"><u>16° giorno – Martedì 11 Maggio PAGE (AZ) – PAGE (AZ) 10 ml.</u></h3>
    Necessariamente sveglia alle 05:50 perché alle 07:00 dobbiamo essere all’ imbarco a Wahweap Marina e più precisamente nella lobby del Wahweap Lodge. Per entrare nell’ area della Marina c’ è da pagare un biglietto d’ingresso perché è uno State Park.
    Il tempo non è dei migliori, infatti il cielo è parzialmente coperto ed il sole fa capolino a sprazzi. Peccato perché il Lake Powell per rendere al meglio deve essere illuminato da un sole pieno. La navigazione procede per circa due ore e lo spettacolo è notevole. Ci fermiamo alla fine di uno stretto canyon dove c’ è una banchina attrezzata da cui parte un sentiero con cui, in 20 minuti di cammino, si raggiunge il “Rainbow Bridge” l’ arco di pietra più grande al mondo con 90 metri di altezza ed 85 metri di larghezza. Il fiume che scorrerebbe sotto l’arco è in secca.
    Fra passeggiata e sosta trascorrono 90 minuti e risaliti sul battello prendiamo la via del ritorno. Se volete mangiare dovete portarvi i viveri mentre bevande calde sono disponibili, a bordo, durante tutto il viaggio.
    Una volta a terra andiamo a fare un picnic a Lone Rock e successivamente una passeggiata agli Hanging Garden. Non sono segnalati e sono poco conosciuti; abbiamo dovuto chiedere informazioni un paio di volte prima di trovarli. Si tratta di una oasi in alto sulla mesa con vista sul lago e sul Colorado River.
    Per concludere la giornata ancora shopping.
    Pensierino della sera : per vivere al meglio il Lake Powell è necessario andare a Bullfrog Marina ed affittare una barca.

    <b><u>17° giorno – Mercoledì 12 Maggio PAGE (AZ) – TUSAYAN (AZ) 208 ml.</u></b>
    Stamani partiamo senza fretta perché per la prima fermata abbiamo bisogno che il sole non sia troppo basso. Sulla “89” in direzione Sud arriviamo a Horseshoe Bend. Parcheggiamo l’auto e camminiamo fino ad un balcone naturale sul Colorado River; siamo in cima ad una parete a strapiombo e di fronte a noi il fiume, nel corso degli anni, ha formato una grande ansa.
    Risaliti in macchina proseguiamo fino a Bitter Spring dove incontriamo la “89alt”. Ci dirigiamo a Nord, superiamo il Navajo Bridge entriamo nel Marble Canyon e proseguiamo fino a Lees Ferry, un luogo veramente tranquillo. Fantasiose formazioni rocciose. Tutto molto bello.
    Torniamo indietro fino a Bitter Spring proseguendo fino a Cameron dove troviamo la “64” con la quale raggiungeremo il Grand Canyon.
    Sono le 11:40 quando ci fermiamo al Desert View. Non credevano che rivedendo il Grand Canyon avremmo provato le stesse sensazioni della prima volta, ma così è stato. Una magnificenza infinita che lascia muti ed attoniti. Proseguiamo verso il visitor center fermandosi dove consentito per contemplare i vari scorci del paesaggio.
    C’ è un grande afflusso di visitatori e nella zona di Mather Point, tutta sottosopra per lavori in corso, siamo in pieno caos. Peccato.
    Lasciata l’auto nei grandi parcheggi vicini al visitor center prendiamo lo shuttle bus azzurro e poi quello rosso fino a Hermits Rest. Per tornare facciamo molta strada a piedi costeggiando il “rim”.
    Recuperata la macchina usciamo dal parco ed andiamo a Tusayan al Red Feather Lodge dove avevamo prenotato, il solo pernottamento, per due notti. Bell’ albergo e bella, grandissima camera inoltre da segnalare due fatti positivi; strada facendo avevamo trovato un coupon dell’ albergo che prometteva il 10% di sconto alla presentazione dello stesso ed hanno tenuto fede alla promessa anche se avevo prenotato tramite internet alla tariffa più bassa possibile, inoltre è possibile variare la prenotazione, senza penale, entro le 11:00 del giorno fissato. Poiché eravamo in anticipo sulla tabella di marcia abbiamo disdetto per domani sera.
    Alle 19:00 andiamo a Yanapai Observation Station a goderci il tramonto con le rocce che cambiano colore. All’interno dell’ osservatorio una scritta ha colpito la mia attenzione : “ Given enough time, nothing is more changeable then rock. Enos Hills “
    A cena un fatto negativo. Abbiamo scelto il ristorante The Yippee-Ei-O-Steak Ho dove abbiamo mangiato molto bene ma, mentre aspettavamo quanto ordinato ci hanno portato una insalata dicendo che era complementare all’ordine mentre l’ abbiamo trovata addebitata sul conto oltre ad una “mancia” obbligatoria del 18%. Abbiamo preferito non mettersi a discutere.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>18° giorno – Gioved’ 13 Maggio TUSAYAN (AZ) – WILLIAMS (AZ) 87 ml.</u></h3>
    Torniamo al parcheggio del visitor center e prendiamo lo shuttle bus verde per andare a South Kaibab Trailhead vicino a Yaki Point. Non è certo nostra intenzione raggiungere il fiume Colorado, vogliamo limitarci ad arrivare a Ooh Aah Point per vedere un panorama dall’ interno del Grand Canyon e provare l’emozione di scendere nell’ immensità. L’inizio del sentiero è una serie di tornanti su una parete a strapiombo poi la discesa diventa con poca pendenza, facile con un po’ di allenamento. Fra andare e tornare abbiamo impiegato poco più di tre ore.
    Ci spostiamo al parcheggio “C” in Center Road a Grand Canyon Village per camminare lungo il “rim” in una zona dove non eravamo stati ieri.
    Intorno alle 16:00, distrutti dalla stanchezza, risaliamo in macchina e procediamo sulla “64” in direzione Sud.
    Abbiamo deciso di pernottare a Williams, famosa cittadina sulla mitica Route 66, un po’ di nostalgia per le letture giovanili non guasta. Fissiamo pernottamento e prima colazione al Travelodge Gran Canyon e poi andiamo a spasso per la “main street” punteggiata di bar, ristoranti, negozietti di souvenir e non posso esimermi dal comprare una maglietta…….


    <h3><u>19° giorno – Venerdì 14 Maggio WILLIAMS (AZ) – LAS VEGAS (NV) 221 ml.</u></h3>
    Partenza alle 07:30, “I40” Ovest fino a Kingman e poi la “93” verso Nord. Breve sosta a Hoover Dam ed alle 10:40 siamo a Las Vegas e più precisamente siamo all’ Outlet vicino all’ aeroporto. Anche con l’ Euro un po’ deprezzato si compra sempre molto bene inoltre, non so se sia un’ abitudine, ma è tempo di saldi. Dobbiamo comprare anche una valigia nuova……..(ottimo prezzo!!).
    Alle 15:30 risaliamo tutta The Strip fino a Downtown e poi torniamo indietro fino all’albergo prenotato. Si tratta dell’ Imperial Palace da noi scelto non perché sia il più bello ma perché è il più conveniente nel punto da noi desiderato. Non dimentichiamoci che oggi è Venerdì e quindi già fine settimana con le tariffe degli alberghi che in alcuni casi raddoppiano.
    Impieghiamo quasi 40 minuti per fare il check-in, evidentemente gli americani sono tornati in massa a Las Vegas, crisi o non crisi.Lasciati i bagagli in camera senza sfare le valige ci precipitiamo in strada.
    Prima visita al Venetian per il quale non ci sono aggettivi sufficienti per magnificarne la realizzazione, poi a seguire il lussuoso Wynn, il Treasure Island, il Mirage, il Caesars Palace ( un evergreen) ed il Flamingo.
    Mettiamo un po’ i piedi a mollo poi andiamo a cena nel ristorante italiano dell’ Imperial Palace. Accetto una sfida e scelgo dal menu “all you can eat of pasta” a USD. 9,50; non ci crederete ma , a stento, riesco a finire una zuppiera di “Linguine all’ Alfredo” ottime e cotte al dente.
    Usciamo per andare a goderci lo spettacolo di musica e giochi d’ acqua offerto dal Bellagio.
    La folla è imponente, sui marciapiedi si cammina a stento.
    Ci spostiamo al Montecarlo poi al Placet Holliwood e concludiamo il giro al Paris.
    Las Vegas è Las Vegas. Solo chi l’ ha visitata penso possa capirmi se dico che se passerò da queste parti mi fermerò ancora, magari un paio di giorni. Dimenticavo : non abbiamo “giocato”.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>20° giorno – Sabato 15 Maggio LAS VEGAS (NV) – RIDGECREST (CA) 397 ml.</u></h3>
    Ci allontaniamo da una Las Vegas ancora addormentata. “95” Nord fino a Amargosa Valley poi la “373” e la “127” Sud fino a Death Valley Junction. Sono le 10:40 quando arriviamo a Dante’s View (160 ml.). Altra fermata a Zabriskie Point, poi a seguire, Badwater, Devil Golf Corse, Artist Drive ed alle 12:50 arriviamo a Furnace Creek Ranch. Il palmeto che circonda l’albergo è in cattivo stato ed offre poca ombra per un veloce picnic. La temperatura è 102°F.
    Proseguiamo verso Nord sull “190” poi saliamo lungo Betty Cutoff per vedere il panorama da Hells Gate. Riscendiamo lungo Mud Canyon e ci immettiamo sulla “190”. Breve sosta alle Sand Dunes per scattare qualche foto e riprendiamo il viaggio direzione Sud/Ovest fino ad incontrare la “395” a Olancha. Attenzione in questa località ci sono due motel ma è preferibile dormire in macchina; noi eravamo stati avvertiti ma passandoci davanti possiamo confermare.
    Oggi il percorso ci ha offerto ambienti molto diversi fra loro ma tutti molto interessanti.
    Ridgecrest ha un numero elevato di alberghi e ristoranti. Avevamo prenotato, il solo pernottamento, al Motel6 con la più bassa tariffa di tutto il viaggio USD. 35,63 ; camera grande, due queen beds, spartano ma pulito e, per chi ne fa uso, c’è anche la piscina. A conclusione della giornata del risparmio ceniamo da Mc Donalds spendendo USD. 14,60 in due (in verità avevamo proprio voglia di pollo fritto e patatine fritte).

    <b><u>21° giorno – Domenico 16 Maggio RIDGECREST (CA) – LAX (CA) 220 ml.</u></b>
    Stamani dobbiamo riorganizzare le due valigie ed i due zaini in vista del volo di stasera verso le Isole Cook.. Operazione complessa che richiede un po’ di tempo. Riempiamo la valigia più leggera con tutto ciò che non servirà la prossima settimana e cercheremo di lasciarla in deposito all’ albergo di Santa Monica dove ci fermeremo per una notte tornando dal Pacifico. Alcune cose pesanti dobbiamo metterle negli zaini perché le valige non devono superare i 20 kg.Alle 09:35 partiamo andando a prendere la “14” Sud e proseguendo sulla “I405” fino all’ uscita di Santa Monica Blvd.. E’ stato molto facile trovare il Comfort Inn (ore 12:20, 158 ml.) ma la speranza di lasciare la valigia si infrange di fronte ad una evidenza : l’albergo non ha una stanza adibita a deposito bagagli.Anche se la giornata è nuvolosa e tira un fresco venticello decidiamo di dare uno sguardo alla costa dirigendoci verso Malibù dove ci fermiamo a pranzo sul “pier”. Le famose ville ci sono ed anche grandi, sulla collina, ma il luogo è assolutamente insignificante così come tutta la costa.
    Potevamo passare da LA senza andare ad Holliwood, anche se il posto non ci esalta ?. Certamente no. Sprovvisti di mappe dettagliate ma dotati di una buona dose di incoscienza oltre ad un notevole bagaglio di esperienza torniamo a Santa Monica e risaliamo il Santa Monica Blvd. Stop a Beverly Hills per fare due passi in Rodeo Dr. (niente acquisti perché abbiamo “già dato” ed inoltre i negozi sono chiusi). Riprendiamo il viaggio e quando incrociamo la Brea Av. Giriamo a sinistra; prima troviamo Sunset Blvd., che percorriamo nei due sensi, e poi Holliwood Blvd.. Ci siamo. Stessa folla di curiosi, stesse controfigure di personaggi cinematografici per le foto ricordo, stesse limousine anzi no le limousine sono più lunghe di almeno due metri. Procediamo verso Ovest e giunti a Vine St. Giriamo a destra e quando ritroviamo Santa Monica Blvd. Giriamo ancora a destra verso il mare.
    Quando troviamo l’ ingresso della “I405” ci immettiamo seguendo le istruzioni dettagliate ricevute da National per restituire l’ auto noleggiata. E’ con un certo rammarico che lasciamo la Chraysler con la quale abbiamo percorso 4.932 miglia ( pari a 7.936 km.) senza nessun tipo di problema.
    La navetta della National ci porta al Terminal 2 dell’aeroporto internazionale di LA e andiamo al banco accettazione del volo di linea Air New Zealand (NZ) 19 diretto per Rarotonga alle ore 23.15 ( Boeing 767 – Tempo di volo: 9h45 minuti). Consegniamo il biglietto elettronico ed il passaporto ma non è abbastanza; dato che il volo per le Cook è di andata e ritorno vogliono vedere il biglietto aereo con il quale lasceremo definitivamente gli Usa. Controllato il tutto accettano i bagagli e ci danno la carta d’imbarco. Abbiamo scelto i sedili 31A e 31B. Volo tranquillo, ottimo servizio ed anche il vitto è superiore alla media. Prima di addormentarmi vedo il film “ Invictus” con Morgan Freeman e Matt Damon, regia di Clint Eastwood.

    <i>Il diario del soggiorno alle Isole Cook è intitolato : “ ISOLE COOK - Kakite aconei “</i>

    <b><u>28° giorno – Domenico 23 Maggio LAX – SANTA MONICA</u></b>
    Eccoci tornati a Los Angeles, sono le 12: 30 al Terminal 2 di LAX. Solita coda all’immigrazione, ritiro dei bagagli e prendiamo un taxi per andare all’ albergo “ Comfort Inn Near Santa Monica Pier “ . Attenzione il nome contiene una menzogna colossale, infatti si trova sul Santa Monica Blvd. Angolo 26th St. A circa due miglia dal Pier. A parte questo non trascurabile particolare l’ albergo è o.k..
    La fermata dell’ autobus è a due passi e saliamo sul n. 4 fino ad Ocean Ave. E da qui, a piedi, raggiungiamo il Pier, affollatissimo nonostante il freddo ed un vento fortissimo. Immancabili i serfisti danno spettacolo. Mentre ci spostiamo verso la “ Third Street Promenade ”, passando dalla Broadway Ave., siamo attirati dal profumo di pizza ed entriamo da “ Joe’s “ dove mangiamo, udite, udite, la più buona pizza della nostra vita.
    Molto simpatica la “promenade” , isola pedonale, con bei negozi che espongono merce di buon gusto ( uno fra tutti Antropologie), tanta gente ed intrattenimenti offerti da artisti di strada.
    Passeggiamo a lungo fin quando, vinti dalla stanchezza, decidiamo di cenare scegliendo “Yankee Doodles” un rumoroso locale con enormi monitor a parete che stanno trasmettendo un incontro di basket seguitissimo dagli avventori che fanno un tifo vivace e colorito. Mi sento di consigliarlo.
    Con l’ autobus n. 4 torniamo in albergo per un meritato riposo. Dimenticavo di informare che, per i “senior” il costo del biglietto di corsa singola è di 25 centesimi.
    Santa Monica è un simpatico posto per uno “stop over”.<b></b>
    <b><u> </u></b>
    <b><u>29° giorno – Lunedì 24 Maggio SANTA MONICA – LAX – LONDRA</u></b>
    Dopo colazione prepariamo i bagagli per la partenza lasciandoli alla reception mentre noi prendiamo l’ autobus n.1 per andare a Venice dove, anche di mattina, la presenza della polizia è ben visibile e da tranquillità in un ambiente degradato anche se fortemente folcloristico. L’ “ Ocean Front Walk “ di Venice può non piacere, ma deve essere visto.
    Alle 13:50 torniamo in albergo, facciamo chiamare un taxi ed alle 14:00 siamo all’aeroporto internazionale di LA – Terminal B, banco accettazione del volo di linea British Airways (BA) 282 diretto per Londra Heathrow alle ore 17.35 (Boeing 747/400 –Tempo di volo: 10h10 minuti). Ritiriamo le carte d’imbarco relative ai voli Los Angeles / Londra e Londra / Pisa mandando il bagaglio alla destinazione finale.
    Un’ informazione per chi ha tempo e spirito d’avventura. Per raggiungere LAX da Santa Monica esiste un comodo servizio di autobus : si prende il n. 3 alla fermata sulla 4th St. All’ incrocio con Broadway Blvd. E si scende alla stazione degli autobus “C”. Da li fa servizio un “free shuttle” per l ‘ aeroporto.
    Mentre aspettiamo l’imbarco apprendiamo di aver avuto non poca fortuna in quanto, per uno sciopero del personale della British, lo stesso volo del giorno precedente era stato annullato.
    Abbiamo scelto la stessa sistemazione dell’andata con i sedili 48F e 48G ma il volo non è stato molto tranquillo sia perché l’aereo era pieno sia perché alle spalle di Luciana sedeva un maleducato che disturbava spingendo con le ginocchia la spalliera del sedile anteriore. Buono il servizio ed il vitto.
    Ho visto il film “The Book of Eli” con Denzel Washington, purtroppo sempre in inglese, non c’era nessun film in italiano fra gli oltre venti fra cui scegliere……

    <b><u>30° giorno – Martedì 25 Maggio LONDRA - PISA</u></b>
    Arrivo a Londra Heathrow – Terminal 5 – alle ore 11.45 locali. Sbarco e trasferimento, sempre all’interno del Terminal 5, all’uscita di partenza del volo di linea di proseguimento Bristish Airways (BA) 602 (Airbus 319 – Tempo di volo: 2h15 minuti) diretto per Pisa alle ore 16.05. Sedili 21C e 21B.
    L’ attesa trascorre velocemente tra un sonnellino, un “passeggio” e una partita a carte. Partiamo con un leggero anticipo ed arriviamo a Pisa alle 19:05 anziché alle 19:20.
    Domani giornata lavorativa………………..in attesa della prossima vacanza.


    <h3><u>RIEPILOGO VOLI PRENOTATI </u></h3>
    <b><u> </u></b>
    26 APR BA 601 PISA – LONDRA HEATHROW 13.45-14.55
    26 APR BA 269 LONDRA HEATHROW – LOS ANGELES 16.05-19.05
    24 MAY BA 282 LOS ANGELES – LONDRA HEATHROW 17.35-11.45
    25 MAY BA 602 LONDRA HEATHROW – PISA 16.05-19.20