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Ma non è una contraddizione ormai superata? Patrizio e Syusy dicono la loro...
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Maya7, 27/7/2010 04:45
Mi e' sempre piaciuto, durante qualunque viaggio, conoscere la gente del mondo: pensieri differenti, modi de vedere la Vita differenti,.modi sentire e percepire differenti e uguali.....Consigli che arrivano dalle persone piu' incredibili o piu' semplici. viaggiare per andare a conoscere cosa pensa un popolo, cosa crede....come vive .
Posso dire con fermezza, che tante genti delle cuali ho sentitto parlare con scetticismo, sono state le stesse che mi hanno aperto sempre e ovunque le porte delle loro case per darmi da dormire o offrirmi da mangiare o da viaggiare sulle barche o sui camion......Tutto questo da' veramente tanto, ti riempie d'amore del Mondo intero. Logicamente ho passato anche storie di viaggio meno facili! tutto e' vedere dove uno si vuol fermare di piu' a guardare! Un abbraccio Planetario da Panama' Centro America
E come si usa qui il saluto per lasciarsi e: QUE DIOS TE BENDIGA!
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orietta44
Cari Susy e Patrizio, anzi carissimi amici perchè vi seguo da sempre e adesso che finalmente ho impararo ad usare il web(si dice così ,vero?) mi permetto di scrivervi. Avete avvicinato in modo splendido il concetto turista- viaggiatore, Concordo pienamente con la vostra tesi. Viaggiare è "essere " ,viaggiare è"realizzarsi" viaggiare è "vivere" e tutto questo non può portare a distinzioni e differenze. Il vostro pensiero sottolinea l'uguaglianza delle opportunità di apririsi alla conoscenza ed all'etica del bello e del diverso. Ho la fortuna di avere un marito che condivide la mia ansia di conoscere , la mia gioia di partire per vedere, sentire , conoscere e condividere quando si torna le esperienze del viaggio e poi raccogliere in un cassetto il racconto dell'esperienza stessa. Si, ancora in un cassetto anche se mio marito insiste per il loro salvataggio su "una cartella" speciale in "documenti Orietta" Grazie di esistere !!!.
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Salve,
ho ascoltato nel film di Bertolucci "il tè nel Deserto" una definizione sulla dicotomia Turista-Viaggiatore che mi ha colpito. Uno dei protagonisti segna questa differenza evidenziando che:
il Turista è colui che pensa al ritorno a casa, il viaggiatore è colui che potrebbe non ritornare mai.
Personalmente penso che, nel ventaglio infinito di possibili definizioni che soddisfano una pura esigenza di catalogazione a cui colui che viaggia libero dovrebbe sfuggire,
il viaggiatore pone importanza al Viaggio (nel senso di processo, di cammino), il turista spesso è concentrato sulla meta.
Stefano
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Ma si Antonio, il tuo caso ed il mio sono diversi. Ma prima di tutto dico con certezza che non é il Turista contro il Viaggiatore ma é il Viaggiatore contro il Turista! Il pacifico turista se ne frega e l'unica menata che si fa é quando trova 2 giorni di pioggia consecutivi, per il resto pensa solo a mettere il sedere sotto una palma e rilassarsi. Il Viaggiatore al contrario si deve fare 1000 storie per dimostrare agli altri che NON Ë UN TURISTA! Il tuo caso lo comprendo, il mio é simile ma con la differenza che io sono un viaggiatore che 20 anni fa ha perso la scadenza del biglietto di ritorno dopo 3 mesi, e dopo 6 mesi non avevo i soldi per tornare ed ho dovuto arrangiarmi in loco! Pero questo non mi da diritto di criticare coloro che scelgono di essere etichettati come un pacco postale. Io stesso tempo fa criticavo i villaggi all inclusive che marcano con un braccialettino colorato i turisti come fossero bestiame...giallo chi ha speso meno e rosso chia ha speso di piu...facendo acqua gym in una triste piscina tropicale! Pero adesso capisco che questi turisti da T.O, alla fine tornano sempre felici, mentre i Viaggiatori spendono piu tempo ad analizzare cio che hanno da raccontare e come lo racconteranno, contrariamente all'operaio turista che va avanti a ridere delle sue vacanze dopo mesi e non si preoccupa di proiettarsi in un modo piuttosto che in un altro. Infine, il fatto che tu ed io abbiamo esigenze diverse ed esperienze diverse, non ci autorizza a mediocrizzare il signor Rossi che a stentoni cerca di raggiungere il suo ombrellone su una spiaggia riminense. Non credere che tutti i viaggiatori siano poi tali...ne ho visti a Los Roques con 40 di febbre perche il "fai da te" li ha portati in una posada con topi e pesce marcio! Io non posso dire qui cio che faccio perche sarebbe pubblicita, ma lascio la liberta al turista o viaggiatore di costruirsi il suo paccheto, ma pur sempre dietro un minimo di orientazione. Finalmente, che il viaggiatore chieda a un pescatore qual é la miglior opzione per dormire con bagno privato, o che lo chieda a un TO, é la stessa cosa.
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Ancora una volta si riapre il dibattito “Turista contro Viaggiatore”, argomento analizzato in tutti i modi, al centro anche di dotte dissertazioni, e che ha in sé il concetto che ci sia qualcuno capace di viaggiare meglio di un altro. Probabilmente è vero che alcuni modi di viaggiare sono superiori ad altri, però il dibattito “Turista contro Viaggiatore” è, come dice Potts, più una questione di status da esibire all’esterno che un approccio interiore. Penso che il vero dibattito sia tra il turista e l’antiturista che non va confuso con il viaggiatore perché nella sua ostentazione dell’essere diverso (si veste come gli abitanti del luogo, non ha macchine fotografiche o video camere, evita le attrazioni standard ecc.) ha come unico scopo quello di differenziarsi, salvo poi chiedersi e adesso cosa vado a vedere?
Non credo che le affermazioni di Aldo Casadei possano essere condivisibili. C’è una grossa differenza tra chi viaggia con i T.O. e chi viaggia da solo. Sapete qual è? E’ il tempo e l'utilizzo che se fa! Unica ma sostanziale differenza. I T. O. ti trattano come un pacco postale, ti spostano da un luogo all’altro senza soluzione di sorta e l’unico momento di riposo sono le 2 ore che ti fanno perdere ogni giorno nei negozi o fabbrichette che sei obbligato a visitare. Emblematico di quello che vi dico è un episodio accadutomi qualche anno fa ad Efeso. Eravamo seduti sui gradini, mia moglie ed io, della Biblioteca di Celso godendoci il luogo tra una lettura della storia e uno sguardo al monumento, quando passa un gruppo di 15-20 persone(viaggiatori T.O.?!) si fermano 5 minuti 5 e vanno via. Due ragazzi che si erano attardati affascinati dal luogo sono stati subito ripresi e riportati in gruppo dal “pastore” del tour operator.
Per essere un viaggiatore, a prescindere se siete in viaggio da soli od organizzati bisogna: prendersela con calma. L’unica cosa certa deve essere l’arrivo e il ritorno. Subito dopo essere arrivati a destinazione non lanciarsi subito a visitare tutti i posti di interesse, ma rilassarsi acclimatarsi, tanto tutto quello che vedete è nuovo, improvvisare le proprie giornate, dare una seconda occhiata a ciò che si vede e non farsi ossessionare dai programmi di marcia.
Caro Aldo tutti abbiamo necessità di tornare a casa è nella la natura stessa del viaggio, il ritorno fa parte del viaggio e ne è una parte importante, se non avessimo il biglietto di ritorno saremmo non viaggiatori ma faremmo vagabonding, ma quella è un’altra storia.
Ritengo opportuno dire che sono una GPC e che da anni viaggio autonomamente. Questo solo per farvi capire chi vi scrive.
Un saluto a tutti
Antonio
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secondo me esistono viaggiatori -turisti , e turisti .
io mi considero un viaggiatore turista in quanto con la mia moto io e mia moglie viaggiamo per l'europa ovviamente facendo i turisti , perche' andiamo a visitare altri luoghi monumenti musei castelli ,ecc.ecc.
quindi secondo me la parola turista comprende tutti e due i significati , e cioe' sia turista organizzato e piu' sedentario ,
e turista organizzato e viaggiatore che ogni gg o ogni 2 ad esempio viaggiando con il proprio mezzo cambia luogo destinazione ecc.
in fondo si e' sempre turisti perche' quello che spinge a viaggiare e' la voglia di visitare vedere rilassarsi ecc. ecc. e facendolo in un modo o in un altro si e' alla fine sempre turisti agli occhi degli abitanti del luogo che si visita . .
ciao gianluca
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ho perso una C
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Silvia si ricordera che qualche anno fa naque una polemica online quando affermavo che spesso il miglior turista é quello medio borghese. Allora fui criticato. Al tempo, la "moda del viaggiatore" era pura e semplice ostentazione. Chi parte per un periodo definito con un ritorno prestabilito per compiere doveri o lavori nel suo paese d’origine, sia che vada a visitare musei o vada nel deserto o si lanci dalle montagne, sara sempre un gradevolissimo "turista"...che gli piaccia o no. Ne ho ricevuti di “pseudo viaggiatori” di fine anno che si son portati la scarpetta col tacco nella selva amazzonica, o lo smoking a Los Roques (e quant altro). Dopo anni di ricettivo in America Latina, posso dire, (come dissi al tempo), che non bisogna etichettare chi programma 15 giorni all’anno con un T.O. ed ho comprovato che il turista “fantozziano”, magari impiegato statale o proletario, generalmente é di gran lunga piu brillante di altri. Sovente, il “viaggiatore”, elemosina sul tip a un portavaligie e generalmente non lascia la mance ai camerieri perche suppone che il servizio é compreso, trasgredendo cosi tutte le norme del “turismo sostenibile”, mentre che ho sempre visto i miei turisti low budget con pacchetto all inclusive, splendere nel ricompensare chi da loro un buon servizio. Dunque mi ha fatto piacere leggervi, finalmente si vedono le cose come sono, esuli dalla pressione mediatica di moda che rende tutti esploratori all’avventura...ma pur sempre con un biglietto aereo di ritorno!
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La differenza fra viaggiatore e turista la rimanderei alla sensibilità personale, ma sicuramente una definizione non deve essere per forza di spregio all'altra. Io naturalmente, come ho già scritto in un mio personale contributo, aspiro a far parte della schiera dei viaggiatori, quelli che cercano di capire la realtà dove si vanno a calare, la cultura, le abitudini in tutte le sue molteplici sfaccettature, quelli che non chiedono un caffè espresso in Baviera o il Parmigiano Reggiano nelle Cicladi e, di fondo, tendono ad avere grande rispetto per chi vive e pensa diversamente. Il rispetto poi, lo intendo nel senso più ampio del termine: rispetto per il credo religioso e le culture diverse dalla propria e rispetto per l’ambiente; chi si diverte a fare evoluzioni con una moto d’acqua per esempio, magari mettendo a repentaglio l’incolumità dei bagnanti, sicuramente non lo considero un viaggiatore, ma nemmeno un turista. Il prototipo del viaggiatore, ma questa è una mia personale valutazione, è quello che si muove in bicicletta, con bagaglio appresso, così come fanno tanti nord-europei. Semplificando: il turista che altro non fa che alimentare il business, sicuramente non è un viaggiatore; il viaggiatore senza scomodare Ulisse o i grandi navigatori della storia, è colui che cerca nuovi mondi, nuove culture, nell’ottica di un arricchimento personale.
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@robyrossi:
Sono io che non so dove si rispone, quindi provo qui.
Silvia si ricordera che qualche anno fa naque una polemica online quando affermavo che spesso il miglior turista é quello medio borghese. Allora fui criticato. Al tempo, la "moda del viaggiatore" era pura e semplice ostentazione. Chi parte per un periodo definito con un ritorno prestabilito per compiere doveri o lavori nel suo paese d’origine, sia che vada a visitare musei o vada nel deserto o si lanci dalle montagne, sara sempre un gradevolissimo "turista"...che gli piaccia o no. Ne ho ricevuti di “pseudo viaggiatori” di fine anno che si son portati la scarpetta col tacco nella selva amazzonica, o lo smoking a Los Roques (e quant altro). Dopo anni di ricettivo in America Latina, posso dire, (come dissi al tempo), che non bisogna etichettare chi programma 15 giorni all’anno con un T.O. ed ho comprovato che il turista “fantozziano”, magari impiegato statale o proletario, generalmente é di gran lunga piu brillante di altri. Sovente, il “viaggiatore”, elemosina sul tip a un portavaligie e generalmente non lascia la mance ai camerieri perche suppone che il servizio é compreso, trasgredendo cosi tutte le norme del “turismo sostenibile”, mentre che ho sempre visto i miei turisti low budget con pacchetto all inclusive, splendere nel ricompensare chi da loro un buon servizio. Dunque mi ha fatto piacere leggervi, finalmente si vedono le cose come sono, esuli dalla pressione mediatica di moda che rende tutti esploratori all’avventura...ma pur sempre con un biglietto aereo di ritorno!
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trovo straordinario, tra tutti, il commento di @daniluca: "non so dove si risponde"!!! ecco, credo sia questo il commento più apprezzabile di questa sterile questione, come se esistesse una disputa tra categorie! qualcuno dice che invece esiste? forse la rivista con canale televisivo dedicato? beh, la risposta a tale dissanguante contenzioso è scritto nell'intervento stesso di Syusi e Patrizio, cioè che trattasi di semplice operazione di marketing, pertanto con un valore pari a 0. Ecco perchè liquido così "in scivolata" tale diattriba, lasciando in estrema sintesi finale quanto segue: sempre più si sentiranno viaggiatori coloro che si credono superiori e più impegnati nel vagare in the world, quanta è maggiore l'attenzione che si dedica a loro.
p.s.: non sfugga che il sottoscritto si ritiene assai "viaggiatore"!
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autori, 23/7/2010 15:46
...e la citazione da "il tè nel deserto" di Paul Bowles? credo che sia fondamentale per capire la differenza tra turista e viaggiatore!
cmq buon viaggio sia ai viaggiatori che ai turisti!?
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IgorDR, 23/7/2010 11:22
Al liceo il mio professore di filosofia si arrabbiava invece se gli auguravamo Buone Vacanze: egli sosteneva infatti che vacanza deriva da vagare, cioè girare stupidamente senza meta.
Buon Viaggio a tutti dunque.
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@flower1978:
Concordo al 100%.
Anche secondo me si tratta più della mentalità e dell'approccio con cui si viaggia che della durata o delle modalità.
Aggiungerei anche che un pizzico di spirito di avventura, di non stretta programmazione e la libertà di cambiare intinerario o direzione in qualsiasi istante fanno più parte del bagaglio del viaggiatore che di quello del turista.
A proposito di bagali, suggerirei anche di considerare il perchè generalmente un viaggiatore ne ha pochi & pratici mentre, il turista si muove più pesso con molti bagagli a volte anche poco maneggevoli.
Si tratta certamente di un diverso approccio all'esperienza del viaggio.
La cosa bella è che ognuno di noi sceglie in qualsiasi momento che aspetto far prevalere sapendo che una cosa non sempre esclude l'altra.
Per esempio posso viaggiare "intruppato" e in situazioni molto organizzate per poi prendere tre gg di stacco, scalare le montagne e infilarmi in una grotta a recitare mantra con un santone indiano.
Oppure fare un viaggio di quelli davvero "selvatici" e poi trascorrere gli ultimi gg in una struttura turistica senza mai uscire dall'idromassaggio che ho in camera.
Ognuno ha il suo mix personale di viaggiatore e turista inside.
Come ulima cosa aggiungerei che, oltre all'approccio al viaggio, la differenza la fanno anche i requisiti personali che ciascuna tipologia di viaggio richiede. E anche questo è un aspetto da nn sottovalutare.
Credo comunque che il viaggio sia espressione costante di armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda e che ognuno di noi abbia il suo presonale modo muoversi all'interno di questa meravigliosa magia.
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@flower1978:
Concordo al 100%.
Anche secondo me si tratta più della mentalità e dell'approccio con cui si viaggia che della durata o delle modalità.
Aggiungerei anche che un pizzico di spirito di avventura, di non stretta programmazione e la libertà di cambiare intinerario o direzione in qualsiasi istante fanno più parte del bagaglio del viaggiatore che di quello del turista.
A proposito di bagali, suggerirei anche di considerare il perchè generalmente un viaggiatore ne ha pochi & pratici mentre, il turista si muove più pesso con molti bagagli a volte anche poco maneggevoli.
Si tratta certamente di un diverso approccio all'esperienza del viaggio.
La cosa bella è che ognuno di noi sceglie in qualsiasi momento che aspetto far prevalere sapendo che una cosa non sempre esclude l'altra.
Per esempio posso viaggiare "intruppato" e in situazioni molto organizzate per poi prendere tre gg di stacco, scalare le montagne e infilarmi in una grotta a recitare mantra con un santone indiano.
Oppure fare un viaggio di quelli davvero "selvatici" e poi trascorrere gli ultimi gg in una struttura turistica senza mai uscire dall'idromassaggio che ho in camera.
Ognuno ha il suo mix personale di viaggiatore e turista inside.
Come ulima cosa aggiungerei che, oltre all'approccio al viaggio, la differenza la fanno anche i requisiti personali che ciascuna tipologia di viaggio richiede. E anche questo è un aspetto da nn sottovalutare.
Credo comunque che il viaggio sia espressione costante di armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda e che ognuno di noi abbia il suo presonale modo muoversi all'interno di questa meravigliosa magia.