1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 9/7/2010 09:08

    Data la vicinanza con le Alpi, per il ponte del 2 Giugno abbiam fatto rotta verso la Francia, così vicina ed ancora così sconosciuta per noi che per viaggiare dobbiamo prendere almeno un aereo altrimenti ci sembra di non essere partiti….

    Abbiamo suddiviso i nostri 5 giorni di viaggio fermandoci 2 notti ad Arles e visitando brevemente un tratto di Camargue e poi spostandoci a nord nel Luberon, terra di boschi e vigneti ormai nota a tutti da quando Ridley Scott vi ha girato il film “Un’ottima annata”.

    Spendiamo proprio poche righe su Arles, peraltro davvero graziosa con la sua atmosfera spagnoleggiante, l’arena ed i paesaggi immortalati da Van Gogh nei suoi dipinti più famosi.

    Abbiam pernottato all’hotel “Les Acacias” in ottima posizione per la sua vicinanza ad un grande parcheggio gratuito in cui il sabato mattina si svolge il mercato, nonché all’arena. La stanza era piccola, ma graziosa e pulitissima, il personale molto cordiale ed il prezzo decisamente buono: € 60 la notte più € 6 a testa per la colazione a buffet….insomma, lo consigliamo!

    A pranzo ci siamo sempre arrangiati con una baguette sgranocchiata al sole seduti sul bordo di qualche fontana o punto panoramico scovato sul momento, ma cenare ad Arles non è stato facile. La cittadina è disseminata di brasserie, cafè, ristoranti e chi più ne ha più ne metta, però nessuno ci attirava, erano tutti smaccatamente turistici e decisamente cari, anche se merita segnalare che tutti offrivano anche a cena una formula menù a prezzo fisso piuttosto conveniente. Gira rigira, tra una foto e l’altra abbiamo optato per un ristorantino spagnolo situato in una via un po’ discosta dalla Place de Forum, “La querida”, dove abbiam cenato bene nel piccolo dehor all’aperto. Se invece potete non badare a spese, nei pressi dell’arena si trova il ristorante“Cilantro” che pare essere il migliore di Arles almeno stando alla stella con cui la Guida Michelin lo ha insignito.

    Il giorno seguente, nonostante il Mistral che soffiava incessantemente, ci siamo diretti verso Les Saintes Marie de la Mer e di strada ci siamo fermati al Parco ornitologico dove abbiam potuto osservare da vicino fenicotteri, gru e tanti altri uccelli di palude liberi…..molto interessante! Al ritorno ci siamo fermati ad Aigues Mortes, un piccolo villaggio fortificato molto scenografico, ma anche invaso da persone, negozietti di souvenirs tutti uguali e caffè…però basta avventurarsi per qualche stradina lontana dalla piazza principale per ritrovare un po’ di calma.

    Il terzo giorno della nostra vacanza abbiamo lasciato la Camargue che ci è sicuramente piaciuta molto anche se l’abbiamo appena assaggiata ed era un po’ troppo affollata (pensare che eravamo ancora in bassa stagione!!) e ci siamo diretti verso le colline del Luberon, destinazione Russillon poco fuori dal quale avevamo prenotato il b&b “Le close des cigales” tramite il sito www.provenceweb.fr (€ 85 a notte con ottima colazione compresa). Abbiam trovato ad attenderci il proprietario Phlippe, molto cordiale, che ci ha fatti accomodare nella nostra stanza in mezzo ad un bosco di querce ed affacciata su una bella piscina….. Wow, che pace!! Ci innamoriamo immediatamente del b&b che raccomandiamo con calore a tutti i romantici, gli amanti del vino, della quiete ed i gourmandes! Philippe, cartina del Luberon alla mano, ci spiega che per fare un giro completo della sua terra servirebbe almeno una settimana…..e con il senno di poi ci sentiamo di dargli ragione. Purtroppo noi abbiamo solo 2 giorni e dobbiamo ottimizzare, per cui saltiamo in auto e in un solo pomeriggio visitiamo Bonnieaux, Lacoste, Menerbes, Oppède le Vieux e Goult. I paesini sono tutti incantevoli, uno diverso dall’altro, uno più pittoresco dell’altro e anche se tira un vento pazzesco non ci facciamo fermare! Le foto si sprecano, ogni angolo ci pare degno di essere immortalato e portato a casa con noi. Ci riempiamo gli occhi di bellezza, i polmoni di profumo di fiori e pini e il cuore di serenità ed allegria….per chi come noi aveva bisogno di una pausa dallo stress cittadino questo angolo di Francia è stato un vero toccasana!! Come dicevamo il tempo era poco per cui abbiam dovuto correre un po’, ma tutti i paesini del Luberon di fatto distano pochi chilometri gli uni dagli altri e sono davvero minuscoli. Sulla cartina che ci ha dato Philippe sono indicati i giorni in cui si tengono i mercati e le cantine in cui ci si può fermare per le degustazioni dei vini prodotti in questa zona. Di strada non mancano le boulangerie (di solito chiudono verso le 12 e riaprono verso le 14) per procurarsi quiches e baguettes per il pranzo. Seguendo i cartelli ci ritroviamo a degustare marmellate favolose appena fuori Menerbes e ci buttiamo così a capofitto nella perdizione iniziando dalla confettura di fragole, menta ed aceto balsamico che viene, ovviamente, a Torino con noi insieme alla tapenade e alla crema di carciofi ed aglio, tutto rigorosamente fatto in casa! I prezzi non sono poi così convenienti (in media circa € 7 a barattolo, ma abbiamo potuto fare i confronti con le marmellate del mercato di Gordes e dobbiamo dire che costavano un po’ meno, ma non erano né altrettanto buone, né altrettanto ricercate!).

    Se avessimo avuto più tempo ci saremmo di certo concessi una sosta al Musè de la Boulangerie e a quello dei tire-bouchones, ma sarà per un’altra volta (perché sicuramente torneremo in Luberon il prima possibile, magari in Luglio quando la lavanda sarà fiorita oppure alla fine di Settembre durante la vendemmia!). Tra i paesi summenzionati, tutti degni di una sosta, quelli che ci hanno più colpiti sono stati Lacoste dove il vecchio borgo è stato interamente ristrutturato ed ora ospita una scuola di design. Lo stilista Pierre Cardin è stato il fautore di questa ristrutturazione e non possiamo che essergliene grati! Goult è bellissima, si sale fino al castello dove si trovano ancora due mulini a vento ed il panorama che si ammira da lassù è incredibile. Oppede le Vieux è un vecchio borgo abbandonato sovrastato da una piccola chiesa piena di atmosfera. Qui abbiamo fatto una sosta nel cafè della piazza per goderci un po’ di sole e poi ci siamo inerpicati fino in cima sugli antichi sentieri…..una passeggiata da non tralasciare.

    Prima di rientrare al b&b ci fermiamo alla cantina “La garelle” a degustare ed acquistare il vino. Ce ne sono tantissime e bisognerebbe potersi fermare in tutte!

    Alla sera, su consiglio di Philippe, ceniamo a Roussillon, appena fuori dalla strada principale, nel bel ristorante “Le Piquebaure” (menù da 25 € a testa) dove ci godiamo una deliziosa e romantica cena francese….consigliatissimo, ma meglio prenotare!

    Il giorno dopo, rimpinzati da Phierre con una colazione con tanto di torte e marmellate fatte in casa, siamo “rotolati” fino all’Abbazia di Senanque dove però abbiamo constatato che le piante di lavanda sono state appena ripiantate e quindi perdeva molto del suo fascino. Poi finalmente Gordes, il paese più bello del Luberon. Che dire? Come descriverlo? Non si può, bisogna vederlo! Dal punto panoramico lungo la strada si gode di una vista davvero struggente e se non fosse stato per i pullman che sfornavano turisti su turisti che volevano conquistarsi un buon posto da cui fare una foto, saremmo rimasti lì ore, inchiodati dal panorama. A Gordes il martedì è giorno di mercato per cui ci aggiriamo felici tra i banchi in cerca di prodotti tipici da portare a casa. C’è l’imbarazzo della scelta. Dopo la classica baguette del pranzo seguiamo ispirati la freccia che indica una boulangerie dove ci aspetta in vetrina la famosa “Tarte Tropezienne” e qui rischiamo uno svenimento. Per chi non l’avesse mai assaggiata si tratta di una torta di pan brioche farcita di crema pasticcera, ma questa descrizione semplicistica non le rende assolutamente giustizia….solo assaggiandola si può comprendere la nostra felicità!! Cerchiamo un angolino tranquillo e ci dedichiamo alla torta mentre ammiriamo le colline del Luberon che ci circondano….già così è tutto meraviglioso e ci chiediamo come potrebbe essere se i campi di lavanda fossero fioriti.

    Nel primo pomeriggio facciam tappa alla cantina di Lumiere, vicino a Goult, dove degustiamo il vino e scopriamo che il rosè, da noi tanto snobbato, in realtà è ottimo. Ovviamente facciam scorta di vini per rimpinguare la nostra cantina che comunque non è mia vuota….

    Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Roussillon per percorrere il sentiero delle ocre. Su consiglio di Philippe partiamo a piedi seguendo il percorso segnalato che parte dal b&b e che ci fa arrivare in paese attraverso il bosco nel giro di mezz’ora…..mica male! Il “Sentier des ocres”chiude verso le 18.30 e l’ultima entrata è un’ora prima della chiusura. Cerchiamo di entrare proprio all’ultimo minuto per avere la luce migliore per le foto e ci troviamo dentro un bellissimo canyon multicolore dove l’azzurro intenso del cielo ed il verde brillante degli alberi si fondono con tutte le sfumature dell’ocra che vanno dal rosso al giallo…. Mai visto niente del genere prima! Anche il paesino è suggestivo con i suoi piccoli atelier di pittura e le case rosse dipinte con l’ocra.

    Concludiamo la nostra ultima sera in Luberon in un altro ristorante consigliatoci da Philippe: “Aux fines herbes” sulla piazza di Goult, un bel localino dove ceniamo divinamente (menù da 25 € a testa, meglio prenotare!). La cucina francese ci mancherà….dovremo assolutamente attrezzarci per imparare a cucinare almeno qualche piatto onde scacciare la nostalgia…..

    Il mattino dopo, purtroppo, è già ora di ripartire….salutiamo Philippe e gli promettiamo di tornare. Quanto riusciremo a stare distanti da queste colline? Peccato che non abbiamo avuto abbastanza tempo per visitare anche Lourmarin (il paesino più fighetto del Luberon), Cucuron, Vaugines, il “colorado provençal” e Chateau la Canorgue per degustare il vino……ce li teniamo per la prossima volta insieme ad altri che non stiamo ad elencare!!

    Prima di attraversare le Alpi ci concediamo altre due tappe: Isle sur la Sourge, un paesino costruito su canali di acqua limpida, molto pittoresco e poi via verso Chateauneuf du Pape, nei pressi di Avignon, per degustare l’omonimo vino pregiato. Qui le viti crescono in un terreno sassoso ed i sassi assorbono il calore del sole per poi rilasciarlo durante la notte, contribuendo così alla crescita di grappoli d’uva da cui si ricava un vino eccezionale! …. Il paese in sé è minuscolo e su 2000 anime ci sono almeno 200 produttori di vino. Ci fermiamo per pranzo nel ristorante “Le Pistou”, dove ci attende una buona cucina casalinga. Finalmente alle 14 le cantine aprono ed è di nuovo ora di bere vino… tra i tanti produttori, famosi e non, ne scegliamo un paio di piccoli che producano un buon vino a prezzi ragionevoli. In particolare Pierre Laget ci accoglie nel giardino di casa sua e ci fa visitare la cantina spiegandoci per filo e per segno come viene prodotto il vino. Alla fine, preso dall’entusiasmo, ci ha fa pure assaggiare il vino del 2008 ancora dalla botte e non filtrato! E poi c’è chi dice che i francesi sono antipatici….ok, qualcuno di odioso ci sarà, esattamente come in Italia, ma noi durante questo viaggio abbiamo avuto la fortuna di incontrare tutte persone molto cordiali! E così si sono fatte le 16 e l’Italia ci aspetta (sob, sob)…..attraversiamo il Frejus notando che il versante francese è molto più bello e più verde di quello italiano ed arriviamo a casa felici e rilassati….è stato un viaggio semplice, ma infinitamente bello, romantico ed interessante che ci ha fatto concludere che per trovare posti meravigliosi spesso non serve prendere un aereo….basta guardarsi intorno e partire!!

    Francesca & Alberto.

  2. f_bignone
    , 9/7/2010 09:08
    Data la vicinanza con le Alpi, per il ponte del 2 Giugno abbiam fatto rotta verso la Francia, così vicina ed ancora così sconosciuta per noi che per viaggiare dobbiamo prendere almeno un aereo altrimenti ci sembra di non essere partiti….
    Abbiamo suddiviso i nostri 5 giorni di viaggio fermandoci 2 notti ad <b>Arles</b> e visitando brevemente un tratto di Camargue e poi spostandoci a nord nel Luberon, terra di boschi e vigneti ormai nota a tutti da quando Ridley Scott vi ha girato il film “Un’ottima annata”.
    Spendiamo proprio poche righe su Arles, peraltro davvero graziosa con la sua atmosfera spagnoleggiante, l’arena ed i paesaggi immortalati da Van Gogh nei suoi dipinti più famosi.
    Abbiam pernottato all’hotel “Les Acacias” in ottima posizione per la sua vicinanza ad un grande parcheggio gratuito in cui il sabato mattina si svolge il mercato, nonché all’arena. La stanza era piccola, ma graziosa e pulitissima, il personale molto cordiale ed il prezzo decisamente buono: € 60 la notte più € 6 a testa per la colazione a buffet….insomma, lo consigliamo!
    A pranzo ci siamo sempre arrangiati con una baguette sgranocchiata al sole seduti sul bordo di qualche fontana o punto panoramico scovato sul momento, ma cenare ad Arles non è stato facile. La cittadina è disseminata di brasserie, cafè, ristoranti e chi più ne ha più ne metta, però nessuno ci attirava, erano tutti smaccatamente turistici e decisamente cari, anche se merita segnalare che tutti offrivano anche a cena una formula menù a prezzo fisso piuttosto conveniente. Gira rigira, tra una foto e l’altra abbiamo optato per un ristorantino spagnolo situato in una via un po’ discosta dalla Place de Forum, “La querida”, dove abbiam cenato bene nel piccolo dehor all’aperto. Se invece potete non badare a spese, nei pressi dell’arena si trova il ristorante“Cilantro” che pare essere il migliore di Arles almeno stando alla stella con cui la Guida Michelin lo ha insignito.
    Il giorno seguente, nonostante il Mistral che soffiava incessantemente, ci siamo diretti verso Les Saintes Marie de la Mer e di strada ci siamo fermati al Parco ornitologico dove abbiam potuto osservare da vicino fenicotteri, gru e tanti altri uccelli di palude liberi…..molto interessante! Al ritorno ci siamo fermati ad Aigues Mortes, un piccolo villaggio fortificato molto scenografico, ma anche invaso da persone, negozietti di souvenirs tutti uguali e caffè…però basta avventurarsi per qualche stradina lontana dalla piazza principale per ritrovare un po’ di calma.
    Il terzo giorno della nostra vacanza abbiamo lasciato la Camargue che ci è sicuramente piaciuta molto anche se l’abbiamo appena assaggiata ed era un po’ troppo affollata (pensare che eravamo ancora in bassa stagione!!) e ci siamo diretti verso le colline del <b>Luberon</b>, destinazione Russillon poco fuori dal quale avevamo prenotato il b&b “Le close des cigales” tramite il sito <u>www.provenceweb.fr</u> (€ 85 a notte con ottima colazione compresa). Abbiam trovato ad attenderci il proprietario Phlippe, molto cordiale, che ci ha fatti accomodare nella nostra stanza in mezzo ad un bosco di querce ed affacciata su una bella piscina….. Wow, che pace!! Ci innamoriamo immediatamente del b&b che raccomandiamo con calore a tutti i romantici, gli amanti del vino, della quiete ed i gourmandes! Philippe, cartina del Luberon alla mano, ci spiega che per fare un giro completo della sua terra servirebbe almeno una settimana…..e con il senno di poi ci sentiamo di dargli ragione. Purtroppo noi abbiamo solo 2 giorni e dobbiamo ottimizzare, per cui saltiamo in auto e in un solo pomeriggio visitiamo Bonnieaux, Lacoste, Menerbes, Oppède le Vieux e Goult. I paesini sono tutti incantevoli, uno diverso dall’altro, uno più pittoresco dell’altro e anche se tira un vento pazzesco non ci facciamo fermare! Le foto si sprecano, ogni angolo ci pare degno di essere immortalato e portato a casa con noi. Ci riempiamo gli occhi di bellezza, i polmoni di profumo di fiori e pini e il cuore di serenità ed allegria….per chi come noi aveva bisogno di una pausa dallo stress cittadino questo angolo di Francia è stato un vero toccasana!! Come dicevamo il tempo era poco per cui abbiam dovuto correre un po’, ma tutti i paesini del Luberon di fatto distano pochi chilometri gli uni dagli altri e sono davvero minuscoli. Sulla cartina che ci ha dato Philippe sono indicati i giorni in cui si tengono i mercati e le cantine in cui ci si può fermare per le degustazioni dei vini prodotti in questa zona. Di strada non mancano le boulangerie (di solito chiudono verso le 12 e riaprono verso le 14) per procurarsi quiches e baguettes per il pranzo. Seguendo i cartelli ci ritroviamo a degustare marmellate favolose appena fuori Menerbes e ci buttiamo così a capofitto nella perdizione iniziando dalla confettura di fragole, menta ed aceto balsamico che viene, ovviamente, a Torino con noi insieme alla tapenade e alla crema di carciofi ed aglio, tutto rigorosamente fatto in casa! I prezzi non sono poi così convenienti (in media circa € 7 a barattolo, ma abbiamo potuto fare i confronti con le marmellate del mercato di Gordes e dobbiamo dire che costavano un po’ meno, ma non erano né altrettanto buone, né altrettanto ricercate!).
    Se avessimo avuto più tempo ci saremmo di certo concessi una sosta al Musè de la Boulangerie e a quello dei tire-bouchones, ma sarà per un’altra volta (perché sicuramente torneremo in Luberon il prima possibile, magari in Luglio quando la lavanda sarà fiorita oppure alla fine di Settembre durante la vendemmia!). Tra i paesi summenzionati, tutti degni di una sosta, quelli che ci hanno più colpiti sono stati Lacoste dove il vecchio borgo è stato interamente ristrutturato ed ora ospita una scuola di design. Lo stilista Pierre Cardin è stato il fautore di questa ristrutturazione e non possiamo che essergliene grati! Goult è bellissima, si sale fino al castello dove si trovano ancora due mulini a vento ed il panorama che si ammira da lassù è incredibile. Oppede le Vieux è un vecchio borgo abbandonato sovrastato da una piccola chiesa piena di atmosfera. Qui abbiamo fatto una sosta nel cafè della piazza per goderci un po’ di sole e poi ci siamo inerpicati fino in cima sugli antichi sentieri…..una passeggiata da non tralasciare.
    Prima di rientrare al b&b ci fermiamo alla cantina “La garelle” a degustare ed acquistare il vino. Ce ne sono tantissime e bisognerebbe potersi fermare in tutte!
    Alla sera, su consiglio di Philippe, ceniamo a Roussillon, appena fuori dalla strada principale, nel bel ristorante “Le Piquebaure” (menù da 25 € a testa) dove ci godiamo una deliziosa e romantica cena francese….consigliatissimo, ma meglio prenotare!
    Il giorno dopo, rimpinzati da Phierre con una colazione con tanto di torte e marmellate fatte in casa, siamo “rotolati” fino all’Abbazia di Senanque dove però abbiamo constatato che le piante di lavanda sono state appena ripiantate e quindi perdeva molto del suo fascino. Poi finalmente Gordes, il paese più bello del Luberon. Che dire? Come descriverlo? Non si può, bisogna vederlo! Dal punto panoramico lungo la strada si gode di una vista davvero struggente e se non fosse stato per i pullman che sfornavano turisti su turisti che volevano conquistarsi un buon posto da cui fare una foto, saremmo rimasti lì ore, inchiodati dal panorama. A Gordes il martedì è giorno di mercato per cui ci aggiriamo felici tra i banchi in cerca di prodotti tipici da portare a casa. C’è l’imbarazzo della scelta. Dopo la classica baguette del pranzo seguiamo ispirati la freccia che indica una boulangerie dove ci aspetta in vetrina la famosa “Tarte Tropezienne” e qui rischiamo uno svenimento. Per chi non l’avesse mai assaggiata si tratta di una torta di pan brioche farcita di crema pasticcera, ma questa descrizione semplicistica non le rende assolutamente giustizia….solo assaggiandola si può comprendere la nostra felicità!! Cerchiamo un angolino tranquillo e ci dedichiamo alla torta mentre ammiriamo le colline del Luberon che ci circondano….già così è tutto meraviglioso e ci chiediamo come potrebbe essere se i campi di lavanda fossero fioriti.
    Nel primo pomeriggio facciam tappa alla cantina di Lumiere, vicino a Goult, dove degustiamo il vino e scopriamo che il rosè, da noi tanto snobbato, in realtà è ottimo. Ovviamente facciam scorta di vini per rimpinguare la nostra cantina che comunque non è mia vuota….
    Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Roussillon per percorrere il sentiero delle ocre. Su consiglio di Philippe partiamo a piedi seguendo il percorso segnalato che parte dal b&b e che ci fa arrivare in paese attraverso il bosco nel giro di mezz’ora…..mica male! Il “Sentier des ocres”chiude verso le 18.30 e l’ultima entrata è un’ora prima della chiusura. Cerchiamo di entrare proprio all’ultimo minuto per avere la luce migliore per le foto e ci troviamo dentro un bellissimo canyon multicolore dove l’azzurro intenso del cielo ed il verde brillante degli alberi si fondono con tutte le sfumature dell’ocra che vanno dal rosso al giallo…. Mai visto niente del genere prima! Anche il paesino è suggestivo con i suoi piccoli atelier di pittura e le case rosse dipinte con l’ocra.
    Concludiamo la nostra ultima sera in Luberon in un altro ristorante consigliatoci da Philippe: “Aux fines herbes” sulla piazza di Goult, un bel localino dove ceniamo divinamente (menù da 25 € a testa, meglio prenotare!). La cucina francese ci mancherà….dovremo assolutamente attrezzarci per imparare a cucinare almeno qualche piatto onde scacciare la nostalgia…..
    Il mattino dopo, purtroppo, è già ora di ripartire….salutiamo Philippe e gli promettiamo di tornare. Quanto riusciremo a stare distanti da queste colline? Peccato che non abbiamo avuto abbastanza tempo per visitare anche Lourmarin (il paesino più fighetto del Luberon), Cucuron, Vaugines, il “colorado provençal” e Chateau la Canorgue per degustare il vino……ce li teniamo per la prossima volta insieme ad altri che non stiamo ad elencare!!
    Prima di attraversare le Alpi ci concediamo altre due tappe: Isle sur la Sourge, un paesino costruito su canali di acqua limpida, molto pittoresco e poi via verso Chateauneuf du Pape, nei pressi di Avignon, per degustare l’omonimo vino pregiato. Qui le viti crescono in un terreno sassoso ed i sassi assorbono il calore del sole per poi rilasciarlo durante la notte, contribuendo così alla crescita di grappoli d’uva da cui si ricava un vino eccezionale! …. Il paese in sé è minuscolo e su 2000 anime ci sono almeno 200 produttori di vino. Ci fermiamo per pranzo nel ristorante “Le Pistou”, dove ci attende una buona cucina casalinga. Finalmente alle 14 le cantine aprono ed è di nuovo ora di bere vino… tra i tanti produttori, famosi e non, ne scegliamo un paio di piccoli che producano un buon vino a prezzi ragionevoli. In particolare Pierre Laget ci accoglie nel giardino di casa sua e ci fa visitare la cantina spiegandoci per filo e per segno come viene prodotto il vino. Alla fine, preso dall’entusiasmo, ci ha fa pure assaggiare il vino del 2008 ancora dalla botte e non filtrato! E poi c’è chi dice che i francesi sono antipatici….ok, qualcuno di odioso ci sarà, esattamente come in Italia, ma noi durante questo viaggio abbiamo avuto la fortuna di incontrare tutte persone molto cordiali! E così si sono fatte le 16 e l’Italia ci aspetta (sob, sob)…..attraversiamo il Frejus notando che il versante francese è molto più bello e più verde di quello italiano ed arriviamo a casa felici e rilassati….è stato un viaggio semplice, ma infinitamente bello, romantico ed interessante che ci ha fatto concludere che per trovare posti meravigliosi spesso non serve prendere un aereo….basta guardarsi intorno e partire!!
    Francesca & Alberto.