1. G8 che ne pensate?

    di , il 22/6/2001 00:00

    Mi stupisce che nessuno abbia ancora accennato a questo argomento. Non voglio provocare, ma mi piacerebbe sapere quanto gli amici che frequentano questo bellisimo sito sanno o pensano dei grandi potenti della terra e del popolo di seattle.

    Sono di Genova e vivo questo momento con immenso stupore, stupore per l'enormità dell'evento, o meglio, di come hanno voluto terrorizzare la gente rispetto ai ragazzi (e non solo) che verranno a manifestare pacificamente (spero tutti, anche se si sa che la madre degli stronzi è sempre incinta) dando come sempre pochissimo spazio a chi ci può spiegare meglio cosa vogliono e perchè manifesteranno queste persone.

    Intanto a genova per quei giorni non potremo muoverci !!!! O ce ne andiamo prima e decisamente vorrei esserci, o saremo prigionieri in casa nostra. Bello eh??

    Ciao

    Ste

  2. Denise R
    , 23/2/2002 00:00
    qualcuno qui lo sta facendo apposta:inserendo un intervento ogni tanto,mantiene vivo il forum!Ma basta!
  3. Xy Z
    , 22/2/2002 00:00
    nessuno, eh? ok, capito...
  4. Xy Z
    , 18/2/2002 00:00
    Scusate, non ho letto gli oltre 240 interventi.... A qualcuno è venuto in mente di paragonare la violenza della protesta al G8 con la non-violenza dei manifestanti di Tienammen? E qualcuno ha provato a paragonare la reazione delle forze dell'ordine della fascistissima Italia con quella dell'esercito dell'illuminata Cina? No, così per sapere, eh? Mica per far polemica....
  5. Stefania Volonghi
    , 31/1/2002 00:00
    http://www.nonsoloparole.com/eventi.htm

    pace
    ste
  6. Stefania Volonghi
    , 28/1/2002 00:00
    sempre per chi è interessato all'"argomento" e non alla mia presenza
    pace
    ste


    http://www.gruppokaos.it/pagine/Documenti/Globalizzazione%20e%20sviluppo/g8.htm

    G8: storia e ambiguità di un governo planetario

    di Maurizio Meloni

    "Credevano di essere al potere e invece erano solamente al governo”. Invitato a qualche iniziativa in vista del prossimo G8 di Genova (20-22 luglio 2001) Karl Kraus, lui, gli otto potenti del pianeta li avrebbe forse liquidati così.
    La storia dei summit del G7/G8, il gruppo che comprende i governi più industrializzati del pianeta (Usa, Canada, Francia, Inghilterra, Germania, Italia, Giappone, Russia e Commissione europea), si snoda tutta dentro questa ambiguità: il carattere informale del vertice, che non ha, ricordiamolo, alcun carattere ufficiale di istituzione internazionale, e le sue pretese di farsi governo del pianeta; la smodatezza delle sue dichiarazioni e della sua agenda omnicomprensiva, e la modestia dei risultati raggiunti.

    Il G7 oggi G8 ha venticinque anni suonati: tutto ebbe inizio nel lontano 1975, mese di novembre, Francia, castello di Rambouillet. L’idea venne per primo a Valery Giscard D’Estaing, presidente francese, e al suo collega tedesco, il cancelliere socialdemocratico Helmut Schmidt. Fu un incontro informale, solo sei i partecipanti (mancava il Canada, ma c’era l’Italia, col presidente Aldo Moro, diversamente da quanto ha sostenuto Giuliano Amato nella conferenza stampa di presentazione del G8 di Genova, vedi foto qui sopra). 1975 dunque, un anno troppo significativo per non legare la nascita del G7 alla svolta che proprio in quegli anni si verifica nell’economia mondiale e che porta alla nascita di quella che oggi chiamiamo globalizzazione (che per taluni, vedi il recente volume di Harold James, è nata proprio quel giorno al castello di Rambouillet).

    Il 1975 è un anno difficile per le potenze occidentali, ed in quel contesto va posta la nascita di questo summit. Proprio in quell’anno, grazie all’indipendenza di Angola e Mozambico e alla rivoluzione socialista dei garofani in Portogallo, il numero dei Paesi del Terzo Mondo legati a Mosca raggiunge il massimo storico. Problemi anche nel sistema monetario internazionale: nel 1971 la decisione del Presidente Usa Nixon di sganciare il dollaro dall’oro porta alla fine degli accordi di Bretton Woods. Nel 1973 c’è stata la crisi petrolifera che fa tremare il Nord del pianeta. Infine, mai come in quegli anni la forza lavoro occidentale riesce a imporre il suo potere contrattuale. Sommati insieme questi fattori spingono le potenze occidentali a cercare una maggior coordinazione delle loro politiche e a pensare una controstrategia per passare dalla difesa all’attacco: ecco dunque Rambouillet. L’anno dopo, a Porto Rico, sotto la Presidenza Ford e l’attenta regia di Henry Kissinger, segretario di Stato Usa, si decide di trasformare il meeting informale in una riunione periodica: vi entra anche il Canada e nasce ufficialmente il gruppo dei Sette. Da allora inizia a lavorarci in maniera sistematica il neo presidente Usa Carter: si affaccia per la prima volta il ruolo dei cosiddetti “sherpa”, tecnici e consulenti governativi di alto livello che preparano minuziosamente l’agenda del Vertice. Il vertice si espande nella misura e nella durata: dal giorno e mezzo di Rambouillet si arriverà presto ai tre giorni di incontri, decuplicando spese e numero di giornalisti presenti.
    Dal 1977 vi entra come osservatrice anche la Commissione Europea. Fino al 1989 è possibile affermare che è il confronto Est-Ovest a dominare l’agenda del vertice.
    Nel vertice del 1983, in Virginia, il presidente Reagan prende la decisione di installare gli euromissili. Altro tema caldo di quegli anni il Round sulla liberalizzazione del commercio mondiale (il Gatt) su cui il G7 ha sempre fatto pressione per una positiva conclusione.
    Dal 1990, col crollo del Muro di Berlino, il Vertice si avvicina di più alla fisionomia attuale, con l’Occidente non più in difesa ma anzi trionfatore e in agenda i temi cosiddetti globali: povertà, clima, energia, il tutto in un’ottica di solenni dichiarazioni finali. Al summit principale coi capi di Stato e di governo si affiancano una serie di G7 settoriali, dedicati all’ambiente, alle finanze, all’economia, all’agricoltura, al commercio. Meno noti al grande pubblico, sono i pochi G7 in cui la sostanza prevalga sull’immagine. Finalmente, convertita ai principi di Washington, anche la Russia sotto la regia di Eltsin si congiunge progressivamente al gruppo dei Sette: prima informalmente, poi da Napoli 1994 ufficialmente partecipando alla seconda parte del summit, quella politica, col che la denominazione ufficiale del vertice diviene G7-G8.
    Da Denver (1997) la Russia partecipa all’intero vertice, eccetto la parte finanziaria (dove ha piuttosto il ruolo di osservato speciale e malato cronico). Infine, su indicazione del G8 di Colonia, nasce nel 1999 il G20, Forum di ministri delle finanze e di governatori delle banche centrali dei Paesi dei Sette e di altre potenze regionali del Sud del pianeta, oltre a rappresentanti di Ue, Banca mondiale e Fmi: tra i nuovi arrivi, Australia, Messico, Brasile, Cina, Sudafrica, Argentina, India, Corea del Sud, Arabia Saudita, Turchia. Questo summit, nelle dichiarazioni dei Sette, è finalizzato a favorire un dialogo informale tra le varie regioni del pianeta sui temi della riforma delle istituzioni globali e dell’architettura finanziaria. Il G20 finanziario è naturalmente solo un primo passo verso il progressivo restyling del G8 che rimane imbarazzante nella sua composizione eurocentrica e vecchio coloniale che sembra piuttosto uscita dalla Conferenza di Berlino di fine ottocento che dalle esigenze di governo del nuovo mondo globale.

    Ricucire la tela di seattle: non solo genova: in marzo a Trieste il G8 ambiente
    Genova sarà il momento culminante della presidenza italiana del G8. Ma altri appuntamenti costelleranno il calendario 2001. Sui temi della Wto, il ministro Letta si sta dando un gran da fare per ricucire la tela strappata a Seattle: in programma almeno due conferenze in Italia, di cui una sulla proprietà intellettuale. Vi saranno poi diversi G8 settoriali: sull’ambiente a Trieste (2, 3 e 4 marzo), sulle finanze in Sicilia, sulla sicurezza.
    Sul G7-G8 oltre al libro di James, “Rambouillet 15 novembre 1975”, Il Mulino, 2000, è utile consultare il sito che l’università di Toronto ha dedicato al tema: www.g7.utoronto.ca. Per l’iniziativa di Genova, icona speciale sul sito del Governo: www.governo.it

    Protesta giusta. parola di ruggiero
    Comunque vada “il popolo di Seattle” ci sarà. Ma non come pensano tutti per le strade a manifestare, ma proprio lì, al governo. È noto infatti che, chiunque vinca le elezioni, un assai probabile ministro del commercio con l’Estero sarà nientemeno che Renato Ruggiero, già Fiat, già capo della Wto, uomo super partes a detta di tutti e perciò in predicato di giocare con chiunque. E che dice Ruggiero? Su Repubblica di gennaio dice proprio così: “Questa protesta (quella di Seattle ndr) non interpreta chissà quale strana richiesta dal momento che sollecita la tutela dell’ambiente in cui viviamo, la genuinità dei cibi che mangiamo, la difesa dei diritti umani, la lotta al lavoro minorile, la fine dello sfruttamento dei Paesi poveri (sic: sfruttamento dice) e altre cose sacrosante”. Qualcuno prepari una tuta bianca extralarge per Ruggiero, il futuro ministro barricadero...

    Promesse poco credibili
    Due economisti americani hanno fatto uno studio sul livello di mantenimento delle promesse dei primi quindici anni di G7, fino all’89 cioè. Ne è risultata una percentuale piuttosto bassa, -0,317, considerato che il massimo di credibilità è +1 e il minimo, quando tutte le dichiarazioni risultano non avverate cioè, -1.
    E a Genova come andranno le cose e soprattutto intorno a cosa verterà il dibattito?
    Il presidente Amato, nel presentare alla stampa l’iniziativa, ha messo l’accento su una serie di priorità. Quattro per la precisione: cancellazione del debito e lotta alla povertà; lotta alle malattie, Aids in primis; sostegno alle imprese locali; superamento del gap tecnologico tra Nord e Sud. Ci sono poi in agenda i problemi globali degli ultimi anni: l’ambiente e la riforma dell’architettura finanziaria. Infine, secondo voci interne alla preparazione del summit, l’Italia vorrebbe ottenere da Genova il rilancio del Millennium Round sulla Wto, impantanatosi a Seattle, e addirittura una qualche forma di risurrezione nientemeno che dell’Accordo multilaterale sugli investimenti.

    Ma se questo è l’elenco dei temi aperti, rimane una questione di fondo, evidenziata dallo stesso Amato al momento della presentazione del G8: chi è legittimato a prendere queste decisioni, le cui ricadute travalicano evidentemente i confini degli Otto per diventare globali?
    È il problema della “governance”, parolina inglese molto usata per dire che non si sa che pesci pigliare nella ridefinizione della sovranità una volta che è andata in crisi quella tradizionale sul piano nazionale.
    La sfida alla legittimità degli Otto viene da due parti. Dall’alto, multinazionali, mercati finanziari, Fmi, Wto e Banca mondiale. E dal basso, da parte di organizzazioni non governative e movimenti sociali.
    L’agenda alternativa a Genova 2001 (www.retelilliput.it) chiede ad esempio che sul debito la quota di cancellazione di Fmi e Banca mondiale passi dall’attuale 30% al100% e si istituisca una Corte internazionale di giustizia che arbitri i conflitti tra creditori e debitori; che a Genova si decida l’immediata applicazione del Protocollo di Kyoto e si abbandoni la strada paventata all’Aja.
    Sulla riforma del Fmi si chiede l’istituzione di un ufficio internazionale indipendente ed esterno al quale possano rivolgersi tutte le parti in causa e le popolazioni penalizzate dai programmi del Fondo.
    Infine sulla Wto, si chiede una precisa dichiarazione “che gli accordi non si estendano ad aspetti determinanti per il benessere degli esseri umani e dei sistemi naturali, come l'acqua, il cibo, i servizi sociali di base, la salute e la sicurezza, la protezione degli esseri viventi. Quindi le trattative per il rinnovo del Gats non devono riguardare settori come la sanità, l'educazione, l'energia”.

    Un programma del tutto ragionevole di governance dal basso, trasparente e non oligarchica. Sapranno dargli ascolto?
    m.m.
  7. Giò De nittis
    , 27/1/2002 00:00
    Credo di essere un uomo tranquillo, ma ogni volta che vedo comparire in TV Agnolotto, Agnoletto...o come accidenti si chiama, mi prende un terribile prurito alle mani.
    Giò
  8. Denise R
    , 27/1/2002 00:00
    Basta!mi arrendo!ora che hai chiesto rinforzi(al tuo livello),ho capito che il forum è caduto per sempre.Peccato,perchè l'argomento era interessante.
  9. Stefania Volonghi
    , 27/1/2002 00:00
    e comincio subito ;)
    pace ste


    http://www.promiseland.it/inchieste/giocattoli.php
  10. Stefania Volonghi
    , 27/1/2002 00:00
    una gara? l'unica ad aver detto che non avrebbe più scritto sono io. E ho anche detto che continuerò a segnalare cose che "per me" vale la pena di leggere. Se non sei della stessa opinione che problema c'è, nessuno sentirà la tua mancanza, a parte i tuoi vari alter ego e gli intolleranti come te che non sanno accettare di vivere "ancora" in un paese democratico, dove ognuno può esprimere la sua opinione e leggere quello che gli pare. Mi auguro che possa continuare così, non mi piacerebbe rivedere i roghi di libri del nazismo...... e non solo. Hai piena libertà di leggere e scrivere tutto quello che ti pare, ti sembra poco? Se non accetti che anche altri possano farlo, scusami, ma il problema è solo tuo.
    Se invece è il fatto che "molte" persone vedano il mondo con altri occhi, diversi dai tuoi, a non piacerti, beh, sei messo male!
    Un ultima cosa e torno nel mio angolo. Mi hai offeso diverse volte con titoli più o meno coloriti e toni un tantino arroganti (non negare che sei sempre tu perchè non ci crede nemmeno il mio gatto). Mi dispiace deluderti, le tue parole non mi hanno mai ferito e non è certo per farti dispetto, o per fare una gara, che continuerò a segnalare cose da leggere. A chi vorrà, chiaramente :)
    pace
    ste
  11. Valentina D 1
    , 26/1/2002 00:00
    un appunto per PLaff:
    io non ho mai detto che non avrei scritto più, comunque pure se fosse che c'è di male? Cambiare idea non è mica un reato: sarebbe più sciocco aver voglia di dire qualcosa ma non farlo solo per orgoglio.
  12. Denise R
    , 26/1/2002 00:00
    d'accordo,ho capito.è una gara all'ultimo intervento,tra persone che avevano detto che non intervenivano più,ma continuano a farlo.va bene,si aprano le danze!
  13. Valentina D 1
    , 26/1/2002 00:00
    perchè ci tieni tanto che finisca?
    guarda che se non t'interessa puoi anche non partecipare eh, non preoccuparti per noi lettori ineressati: i tuoi interventi non ci mancheranno.
    Ciao
    vale
  14. Denise R
    , 25/1/2002 00:00
    finchè noi daremo corda a s.v.il forum non finirà,capito?
  15. Stefania Volonghi
    , 25/1/2002 00:00
    p.s.
    viva la democrazia!
  16. Stefania Volonghi
    , 25/1/2002 00:00
    io mi firmo, caro vasco, sempre, comunque credo di aver capito chi è il mollusco:)
    pace
    ste