1. Diario di Viaggio Israele: Israele, un totale cambio di prospettiva (e di anima)

    di , il 17/6/2010 12:39

    Tre amiche on the road in unpaese che conoscevamo solo dai giornali (e di cui, onestamente, pensavamo maluccio)

  2. Alex Zarfati
    , 22/8/2012 08:28
    Vedi Giulia, tu dall'alto della tua innocenza ed educazione correggi giustamente or.ma che ha appena utilizzato una delle sciocchezze che i paesi vicini ad Israele, incapaci di organizzarsi, inventano per addossare ad altri la colpa della loro miseria (e che purtroppo la propaganda antiisraeliana ama ripetere). I fatti sono 3:

    - Israele controlla le risorse in quanto stato sovrano. Quando ci saranno altri interlocutori, si vedrà. Se fosse l'ANP o quelli di Hamas a gestire l'acqua, altro che fiori, gli israeliani sarebbero letteralmente morti di sete.
    - Israele è all'avanguardia da sempre nella gestione delle acque per usi civili, agricoltura, ecc. Ci sono aziende come Netafim, che hanno letteralmente inventato l'irrigazione a goccia ed esportano il loro know-how al mondo intero
    - Il Negev fiorisce con l'acqua desalinizzata del mar Rosso. Or.na fatti un giretto tra Taba (Egitto), Aqaba (Giordania) ed Eilat (Israele) e dimmi quali sono le differenze, e se dai un'occhiata ad una cartina geografica guarda quant'è la lunghezza di costa che Israele ha rispetto ai suoi vicini. Non è la mancanza d'acqua a fare la differenza, sono il lavoro e l'ingegno.
    - Quando Israele si ritirò da Gush Katif (Gaza) nel 2005 come atto di buona volontà nei confronti dei palestinesi, le case vennero distrutte e (soprattutto, per quello che concerne questa discussione) le serre rigogliose lasciate come gesto di pace alla popolazione di casa furono smantellate e trasformate in rampe di lancio per i missili.

    Ovviamente amare la natura, i paesaggio e "la fioritura del deserto" non è che sia obbligatorio per i libanesi, i siriani (che oggi hanno altro a cui pensare), i giordani e i palestinesi, perché ciascuno a casa sua fa quello che vuole. Basta che non addossi ad Israele la responsabilità della propria incapacità.
  3. Giulai 71
    , 17/6/2010 12:39
    Tre amiche on the road in unpaese che conoscevamo solo dai giornali (e di cui, onestamente, pensavamo maluccio)