1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 14/6/2010 14:20

    Eccoci alla nostra prima esperienza spagnola con Ludovica (2 anni e mezzo). Partiamo da Bergamo avendo usufruito di una fantastica offerta Ryanair, 6 Euro A/R a persona tasse incluse, a cui pero’ abbiamo aggiunto un bagaglio da imabrcare ed inbarco proritario, Totale 103 Euro A/R per tutta la famiglia. Come sistemazione abbiamo optato per l’affitto di un appartamento utilizzando il sito www.homeaway.it. Arrivati a Valencia intorno alle 22:00 ci concediamo un taxi fino alla nostra “casa nuova” come direbbe Ludovica. La casa si trova in Calle Organista Placencia appena fuori dal centro, a sud-est della citta’. L’appartamneto e’ carino, peccato che si trova al pian terreno ed affaccia direttamente sulla strada, ma per fortuna un piccolo cortile privato interno risolve i problemi di luce e spazio. Si sono fatte gia’ le undici e decidiamo di andare a dormire rimandando all’indomani la conoscenza della citta’.

    Domenica 6 Giugno:

    Usciamo non tanto presto, ma Valencia ancora dorme. Ci incamminiamo verso i giardini del Turia, un lungo percorso di parchi che si susseguono lungo quello che un tempo era il letto del fiume Turia seguendo tutta la parte est della citta’. Notiamo subito il contrasto tra la tipica citta’ del sud, con alcuni edifici vecchi e cadenti, e l’incredibile pulizia delle strade anche se periferiche. Noi, tipici lavoratori viaggianti per le citta’ del nord Europa con il cuore al sud, ci sentiamo a casa, ma in una casa piu’ accogliente. Arriviamo al Gulliver. Una scultura rappresentante appunto un grande “Gulliver” disteso dove i bambini (e non solo) si arrampicano con l’aiuto di corde o scale per poi scendere giu’ utilizzando alti scivoli. Guardando tutto dall’alto e’ proprio divertente vedere i bimbi lillipuziani che attaccano il dormiente Gulliver. Se avete bambini a seguito dovete mettere in conto almeno un’ora di sosta. Proseguiamo verso nord sempre seguendo il parco ed incontriamo il Palazzo della Musica con le sue splendide fontane, ci fermiamo a gustarci il sole e notiamo il gran numero di biciclette in giro. Valencia e’ totalmente percorribile in bici con una pista ciclabile che attraversa tutta la citta’, ci sono diverse compagnie che affittano bici ai turisti. Il traffico non ci e’ sembrato particolarmente caotico e la bici e’ un ottimo modo per vedere la citta’ in modo diverso.

    Continuando a camminare, ci imbattiamo nel “Festival Alternativo”. Tra musica e folla decidiamo di mangiare assaggiando delle specialita’ vegetariane. A questo punto deviamo verso il centro ma ci sono nuvoloni all’orizzonte e la pioggia ci coglie di sorpresa, nessun problema copertura per il passeggino della Ludo e veloce ritorno a casa approfittando dell’inconveniente per un riposino pomeridiano. Usciamo di nuovo nel tardo pomeriggio, per visitare il centro della citta’ con il suo Barrio del Carmen. Gia’ arrivati nei pressi di Plaza Ayuntamento notiamo una certa confusione, le strade sono chiuse al traffico, ma solo arrivati a Plaza de la Reina ci rendiamo conto di essere nel cuore della Festa del Corpus Christi. Tutti i valenciani sono in strada seduti sul bordo delle strade per assistere alla sfilata dei maestosi carri trionfali “le Rocas” che aprono la processione su cui sono rappresentati i Misteri. Visitiamo la Cattedrale e la Chiesa di Santa Caterina e camminiamo attraverso le strade del Carmen. Guardandoci intorno e’ impossibile non accorgersi di quanto i valenciani sentano questa festa, non a caso leggiamo poi che viene chiamata Fiesta Grande y Principal de la Ciudad. E’ ormai ora di cena e non avendo deciso in anticipo dove mangiare ci facciamo guidare dall’istinto che in fatto di sapori e atmosfere culinarie non ci abbandona quasi mai, ed infatti sulla strada verso casa troviamo la “nostra locanda” dove tra l’altro torneremo una seconda volta. Siamo in Calle de Ruzafa e notiamo una vetrina con in mostra salumi e formaggi che fanno venire proprio voglia di entare. Il posto si chiama “A qui, Teruel” , anticipo che non siamo proprio nel tipico valenciano visto che il Teruel e’ una zona a nord che confina con la regione di Valencia, ma l’atmosfera e’ veramente rilassante, il locale e’ semplice, i clienti sembrano piu’ che altro degli habitue’ e i gestori (ne abbiamo incontrati quattro sempre diversi) sono tutti molto cortesi, soprattutto con le piccole pesti. Lì si possono gustare Tapas con prodotti tipici o assaggiare uno dei quattro menu’ di carne o pesce. Costo, circa 15 Euro a persona, birra e rhum incluso. Perfetto. Torniamo a casa contenti e siddisfatti. Lunedì 7 Giugno Bioparco (www.bioparcvalencia.es)

    Destinazione Bioparco. Abbiamo visto il sito del Bioparco così tante volte che la Ludina e’ eccitatissima nel sapere che finalmente vedra’ il suo amato ippopotamo. Il Bioparco si trova nella parte nord-est della citta’ appena fuori dal centro. Come ci si arriva? Semplicemente in autobus. Studiamo il percorso su internet. Il sito dell’ EMT (www.emtvalencia.es) mette a disposizione un servizio dove, definito punto di partenza e di arrivo, ottieni indicazioni la fermata piu’ vicina, la linea e tutti i cambi che sono previsti dal percorso richiesto.

    Il nostro autobus è il 7, la fermata e’ di fronte la porta di casa. I biglietti? Si acquistano direttamente sul bus. Il costo del biglietto all’interno della citta’ e’ di 1.25 Euro a persona, Lodovica e passeggino non pagano. L’entrata del Bioparco si apre con un ponte sul canale ottenuto dalla deviazione del fiume. Vediamo dei pedalo’ a forma di grande cigno che possono essere affittati, sarebbe proprio carino farci un giro, ma la visita agli animali ci attende. C’e’ un sole battente ma per fortuna il vento del mare ci accompagna. Il Bioparco e’ ovviamente ben organizzato, e non molto grande. E’ lunedì e non c’e’ quasi nessuno, condizione perfetta per poter osservare da vicino gli animali che si avvicinano al bordo dei recinti ed offrono a Ludovica una grandissima emozione. Usciamo dal Bioparco verso le quattro del pomeriggio ritorniamo a casa per il consueto riposino e decidiamo di dedicare la serata al Paseo Maritimo e alla zona del porto. Saltiamo giu’ dall’autobus proprio dove cominciano gli hangar dei team velici. In questo momento la zona e’ transennata perche’ da qui a poco ci sara’ il Gran Premio, ma si puo’ camminare tranquillamente sulla pista. Di nuovo ci meraviglia la pulizia anche in pieno cantiere. Il Paseo Maritimo comincia con il bellissimo edificio il “Veles e Vent”. Una moderna costruzione bianca che si estende come un promontorio sul mare. Ci godiamo il panorama e proseguiamo verso il lungo mare. Che sorpresa! La spiaggia si estende per chilometri ed e’ anche molto ampia. Rimaniamo un bel po’ lì a giocare sulla sabbia e alla fine con non poche difficolta’ trascinaiamo via Ludovica.

    Per la cena? C’e’ solo l’imbarazzo della scelta. Lungo il Paseo Maritimo si trovano dozzine di piccoli locali, praticamente sulla spiaggia dove poter mangiare Tapas di tutti i tipi o la famosa Paella Valenciana (quella tipica e’ a base di pollo e coniglio, vongole, fagioli e rosmarino). Anche in questo caso ci facciamo guidare dall’istinto, ma devo dire che non c’e’ grossa possibilita’ di errore. In pace con il mondo, torniamo verso casa e si conclude così il nostro secondo giorno di viaggio, gia’ consapevoli che questa citta’ ci manchera’.

    Martedì 8 Giugno Ciudad de las Artes y de las Ciencias (www.cac.es)

    Avevamo letto tanto e visto tante foto di questo complesso futuristico che ospita il Palazzo Delle Arti, il Museo della Scienza, l’Emisfero, il giardini El Umbracle e L’Oceanografico, ma credetemi, arrivare lì e sentirsi sovrastare da questa gigantesca struttura e’ tutta un’altra cosa. La prospettiva e’ grandiosa e il colpo d’occhio va subilto al bianco accecante delle strutture esposte in pieno sole. Attraversiamo i giardini accedendo dal lato e camminando sotto la serie di alti archi che compongono l’intera struttura e arriviamo al piazzale centrale che e’ occupato interamente da basse piscine ricoperte di maioliche azzurro chiaro. Anche in questo caso ci sorprende il contrasto tra l’architettura ammirata ieri in centro e quella a cui ci troviamo di fronte oggi (come dicevamo “Per tutti i gusti”). Vorremmo rimanere lì ancora un po’, ma Ludovica vuole visitare l’Oceanografico, e come non accontentarla. Per visitare i vari padiglioni si possono fare biglietti d’ingresso singoli o combinati, scegliamo un combinato oceanografico e museo della scienza e iniziamo il nostro tour. All’oceanografico ammiriamo le grandi vasche che ospitano squlali, pesci luna, e tante altre varieta’ di pesci. Passiamo sotto i tunnel con i pesci che corrono sulle nostre teste. Ludovica e’ estasiata, Unica cosa che ci rattrista un po’ e’ lo spazio che ospita i pinguini, pensiamo a Happy Feet e usciamo. Finalmente inizia lo spettacolo dei dei delfini. Siamo piu’ eccitati noi di Ludovica. Salti, schizzi e capriole. Ma come si fa’ a diventare istruttore di delfini? Pranziamo all’interno dell’oceanografico e poi ci spostiamo al Museo della Scienza. Come abbiamo letto questo museo e’ completamente interattivo, per i piu’ piccoli c’e’ una sezione dove e’ riprodotto un cantiere edile con mattoncini di gomma piuma, carriole che si muovono su binari, piccole gru e puleggie. Una vasca riproduce l’ffetto delle dighe con chiuse di legno che si alzano e si abbassano per simulare le diverse portate dei canali. Ludovica decide di fermarsi lì, prende uno dei grembiulini di gomma a disposizione per non bagnarsi e inizia le sue sperimentazioni, sarebbe rimasta lì fino a sera, per fortuna dopo circa un’ora di gioco con l’acqua riusciamo ad attirarla verso dei mobiletti dove vengono messe alla prova le proprieta’ sensoriali. Si infila la mano in un foro e si indovina cosa c’e’ dentro: Una spazzola, un trenino di legno, un pupazzo, un piatto...Ludovica tentenna un po’ quando arriva alla stella marina. Questa proprio non l’avava mai toccata. Passiamo alle altre sezioni ma per lei e tutto troppo da grandi. Prima di uscire ci fermiamo all’esposizione dei personaggi della Marvel. Una foto con Hulk una carezza all’Uomo Ragno e finalmente siamo soddisfatti. Sono ormai le sette passate e siamo veramente stanchi, per fortuna sappiamo dove riposarci, prendiamo un autobus e siamo di nuovo da “A qui el Teruel”. Ormai conosciamo il menu’, Ludovica viene accolta come fossimo di casa, e alla fine della serata i proprietari la salutano regalandole un bastoncino. Crediamo sia liquirizia ed invece e’ un bel salamino, di cui ovviamente lei va pazza, per cui non lo molla fino a casa. Eccocì qui la nostra breve fuga e’ finita. Siamo tutti molto contenti, e come ho letto su uno dei diari: “Vale Valencia”. Domani con minimo sforzo utilizzando il metrò arriveremo tranquillamente in aereoporto e poi via a pensare al prossimo viaggio. Sempre al sud, ma questa volta sara’ l’Italia, questa volta sara’ Salento.

    Luigia, Lorenzo & Ludovica.

  2. ludo1
    , 14/6/2010 14:20
    Eccoci alla nostra prima esperienza spagnola con Ludovica (2 anni e mezzo). Partiamo da Bergamo avendo usufruito di una fantastica offerta Ryanair, 6 Euro A/R a persona tasse incluse, a cui pero’ abbiamo aggiunto un bagaglio da imabrcare ed inbarco proritario, Totale 103 Euro A/R per tutta la famiglia. Come sistemazione abbiamo optato per l’affitto di un appartamento utilizzando il sito <u><a href="http://www.homeaway.it/" target="_blank" rel="nofollow">www.homeaway.it</a></u>. Arrivati a Valencia intorno alle 22:00 ci concediamo un taxi fino alla nostra “casa nuova” come direbbe Ludovica. La casa si trova in Calle Organista Placencia appena fuori dal centro, a sud-est della citta’. L’appartamneto e’ carino, peccato che si trova al pian terreno ed affaccia direttamente sulla strada, ma per fortuna un piccolo cortile privato interno risolve i problemi di luce e spazio. Si sono fatte gia’ le undici e decidiamo di andare a dormire rimandando all’indomani la conoscenza della citta’.

    Domenica 6 Giugno:

    Usciamo non tanto presto, ma Valencia ancora dorme. Ci incamminiamo verso i giardini del Turia, un lungo percorso di parchi che si susseguono lungo quello che un tempo era il letto del fiume Turia seguendo tutta la parte est della citta’. Notiamo subito il contrasto tra la tipica citta’ del sud, con alcuni edifici vecchi e cadenti, e l’incredibile pulizia delle strade anche se periferiche. Noi, tipici lavoratori viaggianti per le citta’ del nord Europa con il cuore al sud, ci sentiamo a casa, ma in una casa piu’ accogliente. Arriviamo al Gulliver. Una scultura rappresentante appunto un grande “Gulliver” disteso dove i bambini (e non solo) si arrampicano con l’aiuto di corde o scale per poi scendere giu’ utilizzando alti scivoli. Guardando tutto dall’alto e’ proprio divertente vedere i bimbi lillipuziani che attaccano il dormiente Gulliver. Se avete bambini a seguito dovete mettere in conto almeno un’ora di sosta. Proseguiamo verso nord sempre seguendo il parco ed incontriamo il Palazzo della Musica con le sue splendide fontane, ci fermiamo a gustarci il sole e notiamo il gran numero di biciclette in giro. Valencia e’ totalmente percorribile in bici con una pista ciclabile che attraversa tutta la citta’, ci sono diverse compagnie che affittano bici ai turisti. Il traffico non ci e’ sembrato particolarmente caotico e la bici e’ un ottimo modo per vedere la citta’ in modo diverso.

    Continuando a camminare, ci imbattiamo nel “Festival Alternativo”. Tra musica e folla decidiamo di mangiare assaggiando delle specialita’ vegetariane. A questo punto deviamo verso il centro ma ci sono nuvoloni all’orizzonte e la pioggia ci coglie di sorpresa, nessun problema copertura per il passeggino della Ludo e veloce ritorno a casa approfittando dell’inconveniente per un riposino pomeridiano.
    Usciamo di nuovo nel tardo pomeriggio, per visitare il centro della
    citta’ con il suo Barrio del Carmen. Gia’ arrivati nei pressi di Plaza Ayuntamento notiamo una certa confusione, le strade sono chiuse al traffico, ma solo arrivati a Plaza de la Reina ci rendiamo conto di essere nel cuore della Festa del Corpus Christi. Tutti i valenciani sono in strada seduti sul bordo delle strade per assistere alla sfilata dei maestosi carri trionfali <i>“le Rocas”</i> che aprono la processione su cui sono rappresentati i <i>Misteri</i>. Visitiamo la Cattedrale e la Chiesa di Santa Caterina e camminiamo attraverso le strade del Carmen. Guardandoci intorno e’ impossibile non accorgersi di quanto i valenciani sentano questa festa, non a caso leggiamo poi che viene chiamata<i> Fiesta Grande y Principal de la Ciudad.</i><i> </i>E’ ormai ora di cena e non avendo deciso in anticipo dove mangiare
    ci facciamo guidare dall’istinto che in fatto di sapori e atmosfere
    culinarie non ci abbandona quasi mai, ed infatti sulla strada verso casa troviamo la “nostra locanda” dove tra l’altro torneremo una seconda volta. Siamo in Calle de Ruzafa e notiamo una vetrina con in mostra salumi e formaggi che fanno venire proprio voglia di entare. Il posto si chiama “A qui, Teruel” , anticipo che non siamo proprio nel tipico valenciano visto che il Teruel e’ una zona a nord che confina con la regione di Valencia, ma l’atmosfera e’ veramente rilassante, il locale e’ semplice, i clienti sembrano piu’ che altro degli habitue’ e i gestori (ne abbiamo incontrati quattro sempre diversi) sono tutti molto cortesi, soprattutto con le piccole pesti. Lì si possono gustare Tapas con prodotti tipici o assaggiare uno dei quattro menu’ di carne o pesce. Costo, circa 15 Euro a persona, birra e rhum incluso. Perfetto. Torniamo a casa contenti e siddisfatti. Lunedì
    7 Giugno
    Bioparco<i> </i>(www.bioparcvalencia.es)

    Destinazione Bioparco. Abbiamo visto il sito del Bioparco così tante volte che la Ludina e’ eccitatissima nel sapere che finalmente vedra’ il suo amato ippopotamo. Il Bioparco si trova nella parte nord-est della citta’ appena fuori dal centro. Come ci si arriva? Semplicemente in autobus. Studiamo il percorso su internet. Il sito dell’ EMT (<u><a href="http://www.emtvalencia.es/" target="_blank" rel="nofollow">www.emtvalencia.es</a></u>) mette a disposizione un servizio dove, definito punto di partenza e di arrivo, ottieni indicazioni la fermata piu’ vicina, la linea e tutti i cambi che sono previsti dal percorso richiesto.

    Il nostro autobus è il 7, la fermata e’ di fronte la porta di casa. I
    biglietti? Si acquistano direttamente sul bus. Il costo del biglietto all’interno della citta’ e’ di 1.25 Euro a persona, Lodovica e passeggino non pagano. L’entrata del Bioparco si apre con un ponte sul canale ottenuto dalla deviazione del fiume. Vediamo dei pedalo’ a forma di grande cigno che possono essere affittati, sarebbe proprio carino farci un giro, ma la visita agli animali ci attende. C’e’ un sole battente ma per fortuna il vento del mare ci accompagna. Il Bioparco e’ ovviamente ben organizzato, e non molto grande. E’ lunedì e non c’e’ quasi nessuno, condizione perfetta per poter osservare da vicino gli animali che si avvicinano al bordo dei recinti ed offrono a Ludovica una grandissima emozione. Usciamo dal Bioparco verso le quattro del pomeriggio ritorniamo a casa per il consueto riposino e decidiamo di dedicare la serata al Paseo Maritimo e alla zona del porto. Saltiamo giu’ dall’autobus proprio dove cominciano gli hangar dei team velici. In questo momento la zona e’ transennata perche’ da qui a poco ci sara’ il Gran Premio, ma si puo’ camminare tranquillamente sulla pista. Di nuovo ci meraviglia la pulizia anche in pieno cantiere. Il Paseo Maritimo comincia con il bellissimo edificio il “Veles e Vent”. Una moderna costruzione bianca che si estende come un promontorio sul mare. Ci godiamo il panorama e proseguiamo verso il lungo mare. Che sorpresa! La spiaggia si estende per chilometri ed e’ anche molto ampia. Rimaniamo un bel po’ lì a giocare sulla sabbia e alla fine con non poche difficolta’ trascinaiamo via Ludovica.

    Per la cena? C’e’ solo l’imbarazzo della scelta. Lungo il Paseo
    Maritimo si trovano dozzine di piccoli locali, praticamente sulla spiaggia dove poter mangiare Tapas di tutti i tipi o la famosa Paella Valenciana (quella tipica e’ a base di pollo e coniglio, vongole, fagioli e rosmarino). Anche in questo caso ci facciamo guidare dall’istinto, ma devo dire che non c’e’ grossa possibilita’ di errore. In pace con il mondo, torniamo verso casa e si conclude così il nostro secondo giorno di viaggio, gia’ consapevoli che questa citta’ ci manchera’.

    Martedì
    8 Giugno
    Ciudad de las Artes y de las Ciencias (<u><a href="http://www.cac.es/" target="_blank" rel="nofollow">www.cac.es</a></u>)

    Avevamo letto tanto e visto tante foto di questo complesso futuristico che ospita il Palazzo Delle Arti, il Museo della Scienza, l’Emisfero, il giardini El Umbracle e L’Oceanografico, ma credetemi, arrivare lì e sentirsi sovrastare da questa gigantesca struttura e’ tutta un’altra cosa. La prospettiva e’ grandiosa e il colpo d’occhio va subilto al bianco accecante delle strutture esposte in pieno sole. Attraversiamo i giardini accedendo dal lato e camminando sotto la serie di alti archi che compongono
    l’intera struttura e arriviamo al piazzale centrale che e’ occupato interamente da basse piscine ricoperte di maioliche azzurro chiaro.<i> </i>Anche in questo caso ci sorprende il contrasto tra l’architettura ammirata ieri in centro e quella a cui ci troviamo di fronte oggi (come dicevamo “Per tutti i gusti”). Vorremmo rimanere lì ancora un po’, ma Ludovica vuole visitare l’Oceanografico, e come non accontentarla. Per visitare i vari padiglioni si possono fare biglietti d’ingresso singoli o combinati, scegliamo un combinato oceanografico e museo della scienza e iniziamo il nostro tour. All’oceanografico ammiriamo le grandi vasche che ospitano squlali, pesci luna, e tante altre varieta’ di pesci. Passiamo sotto i tunnel con i pesci che corrono sulle nostre teste. Ludovica e’ estasiata, Unica cosa che ci rattrista un po’ e’ lo spazio che ospita i pinguini, pensiamo a Happy Feet e usciamo. Finalmente inizia lo spettacolo dei dei delfini. Siamo piu’ eccitati noi di Ludovica. Salti, schizzi e capriole. Ma come si fa’ a diventare istruttore di delfini? Pranziamo all’interno dell’oceanografico e poi ci spostiamo al Museo della Scienza. Come abbiamo letto questo museo e’ completamente interattivo, per i piu’ piccoli c’e’ una sezione dove e’ riprodotto un cantiere edile con mattoncini di gomma piuma, carriole che si muovono su binari, piccole gru e puleggie. Una vasca riproduce l’ffetto delle dighe con chiuse di legno che si alzano e si abbassano per simulare le diverse portate dei canali. Ludovica decide di fermarsi lì, prende uno dei grembiulini di gomma a disposizione per non bagnarsi e inizia le sue sperimentazioni, sarebbe rimasta lì fino a sera, per fortuna dopo circa un’ora di gioco con l’acqua riusciamo ad attirarla verso dei mobiletti dove vengono messe alla
    prova le proprieta’ sensoriali. Si infila la mano in un foro e si indovina cosa c’e’ dentro: Una spazzola, un trenino di legno, un
    pupazzo, un piatto...Ludovica tentenna un po’ quando arriva alla
    stella marina. Questa proprio non l’avava mai toccata.
    Passiamo alle altre sezioni ma per lei e tutto troppo da grandi. Prima di uscire ci fermiamo all’esposizione dei personaggi della Marvel. Una foto con Hulk una carezza all’Uomo Ragno e finalmente siamo soddisfatti.
    Sono ormai le sette passate e siamo veramente stanchi, per fortuna sappiamo dove riposarci, prendiamo un autobus e siamo di nuovo da “A qui el Teruel”. Ormai conosciamo il menu’, Ludovica viene accolta come fossimo di casa, e alla fine della serata i proprietari la salutano regalandole un bastoncino. Crediamo sia liquirizia ed invece e’ un bel salamino, di cui ovviamente lei va pazza, per cui non lo molla fino a casa.
    Eccocì qui la nostra breve fuga e’ finita. Siamo tutti molto contenti, e come ho letto su uno dei diari: “Vale Valencia”.
    Domani con minimo sforzo utilizzando il metrò arriveremo tranquillamente in aereoporto e poi via a pensare al prossimo viaggio. Sempre al sud, ma questa volta sara’ l’Italia, questa volta sara’ Salento.

    <i>Luigia, Lorenzo & Ludovica. </i>