1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 3/6/2010 16:01

    Già a marzo i biglietti aerei (Alitalia) erano stati prenotati, la macchina e i primi due alberghi anche e l’assicurazione medica stipulata con Mondial Assistance con lo sconto avuto grazie a turisti per caso!.

    Finalmente 8 Aprile 2010

    Alle 2:11 suona la sveglia… Al telefono ieri Alitalia ha detto che dovevamo essere necessariamente a Malpensa 3 ore prima per i controlli verso gli States. Alla mia domanda: ‘mah.. Anche se facciamo scalo a Roma??’ Risposta: Assolutamente sì! . Tre ore prima noi c’eravamo… loro No!

    Pazienza, dopo 30 minuti sono arrivati per il check in e alle 5.11 minuti siamo desolatamente seduti davanti ad un gate vuoto in un aereoporto con i negozi tutti chiusi e nemmeno un caffè a pagare oro. O meglio, io sono seduta.. Il mio amore è già in giro a fotografare.. Ebbene sì!

    Leggero ritardo in partenza ma arrivo a Roma in orario. Ci fanno attraversare letteralmente di corsa il terminal, prendere un treno e finalmente il gate: imbarco immediato. Era una coincidenza stretta!!! Abbiamo scelto uno scalo in Europa (non essendoci un diretto su Miami da Malpensa) piuttosto che negli States per evitare necessariamente più ore di viaggio, negli States avremmo per forza dovuto prevedere uno scalo di minimo tre ore per tutti i controlli.

    I posti assegnati sono niente male, fila 15 centrale. Dopo un’ora seduti in aereo si parte. Di fianco a noi tre bambini piccolissimi che piangeranno – alternandosi - per tutto il volo e il maritino si è pentito di non avermi dato retta e portato i tappi per le orecchie ;-) Sarà stato il relax della vacanza che cominciava ma a me non hanno dato fastidio.

    Siamo arrivati a Miami verso le 15 senza nessun problema, il servizio a bordo di Alitalia si distingue da quello di altre compagnie e il cibo è più che discreto. Dopo le formalità doganali andiamo alla Hertz a ritirare la macchina(fuori dal terminal ci sono navette dei vari autonoleggio) Ci hanno dato una corolla rossa, spaziosa. Abbiamo esteso l’assicurazione.. Siamo pur sempre in America!!!

    Il satellitare (ma le indicazioni stradali sono chiare e comprensibili) ci guida al nostro albergo: Lo Shelley Hotel in Collins Ave – selezionato grazie alla nostra guida Lonely e agli amici di TripAdvisor. Prima di arrivare all’hotel (300 mt. Circa) lasciamo la macchina in un parcheggio pubblico due isolati più indietro, sulla settima, fra la Washington e la Collins. L’hotel fornisce il servizio di valet parking ma è bastata una recensione di un turista su TripAdvisor che spiegava le sue disavventure e una grossa multa presa grazie ai parcheggiatori dello Shelley che abbiamo preferito evitare. Un giorno al parcheggio pubblico: 20$.

    Il check in è veloce e le ragazze sono gentili. La nostra stanza è la 215, al primo piano in fondo al corridoio. (Di notte quando siamo rientrati c’era musica alta nella hall ma dalla camera non si sentiva.) Dopo una doccia veloce scendiamo per un drink approfittando dell’happy hour dell’hotel dalle 7 alle 8 (gratis solo la mancia al barista - di solito un dollaro a drink) Se vi capita attenzione a cosa ordinate: non tutto è gratis e se chiedete qualcosa che non è free ( e non potete saperlo a meno di chiederlo al barista) poi vi presentano il conto... L’albergo è un po’ decadente e non troppo pulito ma siamo nell’art decò district, ad un passo dalla spiaggia e offre un buon rapporto qualità prezzo. Non dimentichiamoci poi che lo Shelley hotel è una dimora storica! ;-)

    Poi subito in Ocean Drive! Due passi in spiaggia e stanca com’ero per il viaggio… il solo vedere tutte quelle persone che facevano jogging mi ha stesa;-) non così il maritino che non vedeva l’ora di correre sulla Promenade. Passeggiamo davanti ai Bar Ristoranti di Ocean Drive dove la festa è cominciata. È un delirio di PR che offrono sconti per il loro ristorante (Peccato poi che quando ti presentano il conto tu glielo debba ricordare!). Presi per sfinimento da un pr un po’ più insistente di altri ceniamo all’Atlantic a base di Pesce e Paella e due mega Mojito! Il cibo non è niente di speciale ma l’atmosfera è effervescente. Quando una Ferrari ha parcheggiato davanti a noi sono partiti i flash.. Chi è arrivato? Nessuno.. La Ferrari.. Per non parlare della Villa di Versace, l’abbiamo riconosciuta perché tutti la stavano fotografando. Ora pare che sia un club privato molto esclusivo, guardando in alto, dalle finestre illuminate abbiamo intravisto il soffitto di travi in legno. Alle 22, ormai troppo stanchi andiamo a nanna.

    9 Aprile 2010

    Colazione su Ocean Drive. Vista impagabile e rilassante. Giretto nell’Art Decò District e poi spiaggia. Ancora devo spiegarmi come, visto che avevo spalmato per bene la protezione, ma…. Scottatura da paura! A parte l’inconveniente la spiaggia è stata rilassante. Torniamo in albergo per una doccia veloce e poi via! Direzione Lincoln Road!!! La via dello shopping. Ma prima ci fermiamo per un drink in Ocean dr. Dopo un’oretta proseguiamo (tanto ci è voluto a finire il beverone!) Arrivati a Lincoln Rd… scatta la caccia al… bagno! McDonald ci salva.. Lincoln Road è un negozio dopo l’altro e troviamo qualche buon affare. E’ anche un ristorante dopo l’altro, l’atmosfera è vacanziera ma non scatenata come su Ocean Dr., però i piatti sembrano più vari e di qualità superiore. Torniamo sulla Washington Ave e ci dirigiamo verso l’albergo per un riposino prima di cena. Poi fuori di nuovo, all’Ocean’s ten per una cena leggera.io (chicken salad) e un po’ meno lui: BBQ ribs! Eravamo seduti all’aperto, proprio davanti al palco dove un gruppo si stava esibendo. Ancora una passeggiata, un altro drink nella lobby dell’hotel e poi a dormire.

    10 Aprile 2010

    Anche stamattina abbiamo iniziato con una buona colazione su Ocean Dr. (la vista del mare durante la colazione è irrinunciabile) poi siamo andati a ritirare la macchina dal parcheggio (40$) e ci siamo diretti verso Little Havana, Calle Ocho. Senza il navigatore ci saremmo probabilmente persi. Parcheggiamo senza troppe difficoltà (ma dando fondo alla nostra scorta di monetine) in una laterale di Calle Ocho e armati della nostra guida Lonely ci prepariamo all’itinerario a piedi consigliato. Qui fa molto più caldo e c’è molto più umido rispetto a Sobe (la temperatura oscillerà fra il 25 e i 27 gradi per tutta la durata della vacanza e il tempo sarà variabile) Calle Ocho è una via con case basse e spagnoleggianti, già avvicinandoci avevamo notato che lo stile delle case stava cambiando. È sabato mattina, i residenti vanno e vengono e anche qui i negozi del parrucchiere sono pieni. Ci fermiamo a Los Pinareños Fruterìa per del succo di canna da zucchero che la signora ha preparato davanti a noi: è davvero un centrifugato di canna da zucchero!!! Entriamo in un negozio/fabbrica di sigari, elegantissimo, poltrone e divani in pelle… non resistamo all’acquisto.

    Riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Downtown, abbiamo deciso di girarcela in MetroMover (un trenino sopraelevato guidato da remoto e gratuito – aria condizionata a palla) Parcheggiamo di fronte a Bayfront Park, molto bello! Altra caccia al bagno… Davanti a noi abbiamo il parco . Stranissimo non troviamo i bagni pubblici! – dietro grattacieli e la stazione del metromover.. Nessun bar all’orizzonte.. Per fortuna c’è un Intercontinental, con la scusa di visitare la lobby cerchiamo e troviamo anche le amate Restrooms!!! Parte il giro in metromover per vedere Miami dall’alto. Scendiamo alla fermata di Goverment Center dove ammiriamo il palazzo di giustizia e ci addentriamo nel centro culturale. Visitiamo la biblioteca e mi piacerebbe aspettare lo speciale tour organizzato dal museo sui ‘Crimini a Miami’ (una visita guidata all’esposizione) ma le due ore del parchimetro stanno per scadere e quindi.. Di nuovo sul metromover, finiamo il giro e torniamo a Bayfront giusto in tempo! Una ‘vigilessa’ stava già controllando i biglietti!!! Decidiamo di spostarci verso Coral Gable, giriamo in macchina per le belle abitazioni e poi torniamo a Sobe per una merenda al famoso Jerry’s Famous Deli sulla Collins. Il Pastrami (carne affumicata) è ottimo! Finora è l’unico posto dove non ci hanno caricato la Gratuity (mancia) e si sono beccati di più… Torniamo in albergo per una doccia veloce e di nuovo via verso Lincoln Road (a piedi ovviamente) dove acquistiamo qualche souvenir, un paio di scarpe shape – ups per me e un orologio per il japan (ormai lo chiamo così.. Fotografa e riprende l’impossibile). 2 ottimi affari che in Italia avremmo pagato il doppio. Mi viene in mente che non sono ancora stata nel negozio di Tommy.. Ma è sulla sesta.. Da tutt’altra parte… Ceniamo in Española Way, lì vicino. La zona è bellina, un po’ finta ma bellina. Ottimo il burrito da ‘Oh Mexico’, gentilissimi i camerieri e mangiare qui costa circa 40$ in meno rispetto a Ocean Dr.. Da metà pomeriggio ad ora ogni tanto piove, approfittiamo di un momento senza pioggia per andare in albergo dove, stanchissimi, crolliamo addormentati, io con la tele accesa e jappy con le istruzioni del nuovo orologio in mano.

    11 Aprile 2010

    Tarda colazione su Ocean Dr. E passeggiata sulla Promenade. Decidiamo di fare un giro a Key Biscayne. Attraversiamo il ponte ed eccoci arrivati. Passiamo in macchina Crandon Park ed entriamo nel ‘Bill Baggs Cape Florida State Park’ (8$ la macchina) dove parcheggiamo e andiamo nella spiaggia vicino al faro. Dopo un paio d’ore ci dirigiamo verso Virginia Key per provare i gamberi tanto decantati di Jimbo’s. Per arrivarci dobbiamo entrare nel Virginia Key Park e sono altri 5 $. Avvicinandoci notiamo che ci sono tantissime macchine e moto.. Parcheggiamo ed entriamo. Jimbo’s è un giardinetto in riva al mare con delle baracche di lamiera o legno e in una di quelle friggono i gamberi. Non sapremo mai se la domenica i locali si rovesciano qui per ubriacarsi e suonare in riva al mare o se siamo capitati in mezzo ad un moto raduno. Il tempo di guardaci attorno e vedere una fila lunghissima di persone davanti al chiosco dei gamberi, una donna ubriaca che si spogliava per chi volesse riprenderla o fotografarla, essere calpestata da un tipo simpatico che si è poi lanciato in una spiegazione di come tutto si muoveva lo stesso anche se lui era fermo e abbiamo deciso che Jimbo’s non faceva per noi. Siamo tornati in albergo e dopo la doccia, via per un drink e uno spuntino da salasso (è quasi ora di cena) sulla Ocean. È così divertente che ne siamo calamitati. Decidiamo di passeggiare fino a South Point Park. Sono circa 5 isolati ma sembra di essere in un altro mondo. Begli alberghi chiaramente rivolti ad un tipo di clientela meno chiassosa e festaiola. Il parco poi, e la passeggiata.. Che bello! La vista sul mare assolutamente impagabile! Ci piacerebbe fermarci di più, magari per cenare nel ristorante che c’è in fondo al parco ma ci sono nuvoloni neri che non promettono nulla di buono quindi ci avviciniamo all’albergo. Ci fermiamo a cena in un ristorantino che esponeva piatti molto invitanti all’altezza della Sesta: il CJ’s Crab Shack. Ho gustato il granchio più buono che abbia mai assaggiato: il granchio di scoglio della Florida, al forno e con una spruzzata di paprika! Che gioia! Jappy ha preso un piattone di pesce fritto a suo dire buono ma secondo me niente in confronto al mio magico piatto! Ho ancora l’acquolina!!! Assonnati e stanche facciamo un giretto e poi a letto dove crolliamo.

    12 Aprile 2010

    Colazione di fronte al mare (ormai abbiamo imparato il trucco per non spendere più di 10 dollari in due: scegliere un posto con gli ‘specials’ a 4.25$ e fare i preziosi finchè i PR –attivissimi già a colazione – ci offrivano caffè e succo di frutta per convincerci a sederci!) e poi sotto a continui e poco incoraggianti acquazzoni ci siamo diretti verso le Keys. Purtroppo pioveva così tanto da togliere la visibilità quindi sul paesaggio verso le Keys posso dire ben poco. Ci siamo fermati a pranzo a Marathon, lungo la strada in un simpatico ristorantino sul mare. Verso le 16 siamo arrivati a Key West al nostro hotel, L’Albury Court dove miracolosamente troviamo un parcheggio libero davanti all’ingresso. La stanza è proprio bella, pulita e luminosa. La doccia è larghissima. Usciamo per una passeggiata e per partecipare alla festa del tramonto. In Mallory square c’erano ‘saltimbanchi’ in ogni angolo e l’atmosfera era chiassosa e allegra ma ci sentivamo romantici e ci siamo spostati verso il bar sul molo proprio di fianco, seduti di fronte al mare e aspettato il tramonto mentre il cantante si esibiva in canzoni romanticissime. Dalla guida selezioniamo un ristorante ‘tranquillo’, fuori dai classici itinerari turistici, il Cafè Sole, peraltro vicinissimo all’albergo dove gustiamo : Hogsnapper e Mangrove Snapper (pesce- dentice mi è parso) e per finire un Key Lime Pie paradisiaco.

    13 Aprile 2010

    Dopo la colazione in piscina (piccolina la piscina) scendiamo verso Duval Street percorrendo la Fleming dove entriamo a fare un giro nella biblioteca pubblica di Key West. Il mio è interesse professionale ma resta un buon modo per leggere il giornale gratis. Per prendere i libri in prestito bisogna avere una tessera che costa 30 $ l’anno. Dopo pochi metri sulla destra entriamo nel Key West Island Books: libri nuovi, usati, rari, per lettori e collezionisti. E lì perdo la nozione del tempo. Attraersiamo la Duval e arriviamo a Whitehead Str. Dove giriamo a sinistra e proseguiamo verso la casa di Hemingway che visitiamo (mai visto così tanti gatti assieme!!!) e poi verso il Southermost Point (il punto più a sud degli Stati Uniti) dove facciamo la fila per scattarci una foto davanti alla boa. Siamo stanchi e accaldati, pranziamo al ristorante El Siboney in Catherine St. , consiglio della nostra inseparabile guida, la cucina è cubana, i piatti buoni e abbondanti e non ci sono solo turisti ma anche operai in pausa pranzo e gente del posto. Torniamo in albergo per un riposino e nel ritorno passiamo dietro ad un grandissimo cimitero. Usciamo verso le 19 con l’intenzione di fare il giro dei locali e iniziamo da Sloppy Joe, ceniamo all’immancabile Hard Rock e dopo la seconda birra ci rendiamo conto di non essere in grado di bere altro. Ma il tour prosegue, entriamo ed usciamo dai vari pub lungo la strada, sulle terrazze. L’ultimo che visitiamo è ‘The Eden garden’, pare che lì i vestiti non siano obbligatori. All’ingresso siamo allertati da cartelli che vietano di usare cellulari,macchine fotografiche, telecamere e.. Di fare sesso! Saliti in terrazza sembrano tutti vestiti ma.. Laggiù in un angolo ecco 5 nudisti!

    14 aprile 2010

    Questa mattina Jappy ha deciso che dobbiamo vedere la parte nord di Old Town, arrivare fino alla boa (quella ppiù a sud degli States, dove siamo stati ieri), vedere le spiaggie e arrivare fino a Fort Zachary Park. Ci vogliono più o meno due ore e mezzo di cammino: ammiriamo le casette in stile coloniale, facciamo una passeggiata sul molo della White Str. Proprio davanti al monumento che Key West ha dedicato ai suoi morti di AIDS. C’era mare e qualche onda bagnava il molo. Le spiagge libere, 2 o 3 , sono piccole. Costeggiamo dei mega alberghi con la spiaggia privata ma non mi piacciono, preferisco l’alloggio stile coloniale e intimo dove stiamo. Arrivati a Fort Zachary paghiamo l’ingresso, 2$ a testa se non ricordo male , e diamo un’occhiata veloce al forte. Sto morendo di caldo, ho sete e fame. Pranziamo nella spiaggia attrezzata di F.Z. (c’è un barettino) e ci sdraiamo in spiaggia. Ci fermiamo un’oretta, ci sono folate di vento e la sabbia si infila ovunque.

    Torniamo in albergo per una doccia e poi usciamo per l’ultima passeggiata per Duval Str. Anche perché abbiamo ancora qualche souvenir da comprare. Scendiamo percorrendo (sempre a piedi, la macchina non l’abbiamo toccata per tutto il tempo che siamo stati qui) l’Harbour Walk (passeggiata sul molo del porto) che è molto suggestiva e piena di locali carini. Se dovessi dare un consiglio: venite a Key West per lo stil coloniale, per la vita notturna ma non per le spiaggie.

    15 aprile 2010

    Partiamo alla volta delle Everglades, destinazione finale Naples (forse) La Overseas Hwy con il sole è proprio bella, un po’ lenta per il traffico ed i lavori in corso e per questo il maritino non l’ha apprezzata. Arriviamo al Tamiami Trail, pranziamo in un ristorante dei Miccosukee (indiani d’America) a base di bocconcini fritti di alligatore e pesce gatto. Dall’altra parte della strada c’è lo Shark Valley Information Center ed è lì che ci dirigiamo per visitare in trenino (su ruote) le Everglades. La scelta di non visitarle in Airboat è stata mia, un senso di colpa ambientalistico. Il tour dura due ore e abbiamo visto un sacco di alligatori e anche un airone blu.

    Proseguiamo per Naples dove prima di trovare un hotel la giriamo un po’. Tantissimi Country Club, golf, quartieri residenziali di lusso con cancelli all’ingresso. Scegliamo un albergo a caso con il navigatore: il Bayfront Inn sulla V Strada che si trova sulla baia, poco distante dai negozi (la V str. Appunto) Per 159 $ tasse incluse prendiamo una stanza vista baia. Davvero bella. Sarà il più bell’hotel di tutto il viaggio. Riprendiamo la macchina e scendiamo lungo la V, i negozi sono eleganti (e chisi! Sono le 21 passate) e gli edifici anche (eleganti). Se dovessi definire in due parole Naples direi che è artificiale e pretenziosa. Ceniamo in un ristorante che serve cucina americana sulla V, molto elegante (all’apparenza, in realtà i camerieri sono piuttosto distratti) il Lurcat. Consiglio la Ceviche! Buonissima! Il mattino dopo facciamo colazione sulla terrazza dell’albergo e la vista mitiga il mio giudizio sferzante su Naples.. Chissenefrega! Qui è veramente bello e rilassante, finto o meno.

    16 aprile 2010

    Ci svegliamo con la notizia (in tele) dell’eruzione vulcanica in Islanda e ci chiediamo se chiuderanno anche gli aereoporti di Fiumicino e Malpensa. Per la verità ci eravamo anche addormentati con questa notizia ma l’avevo liquidata con un ‘staranno parlando delle emissioni nocive nell’ambiente’

    Dopo colazione riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Bonita Beach (a nord di Naples) poi verso Fort Myers Beach dove ci fermiamo in spiaggia. Un piccolo paradiso, l’acqua è alla temperatura giusta e trasparente, la spiaggia bianca e ‘fredda’, sembra di stare in Messico. Prendiamo un po’ di sole, c’è veramente caldo. Poi via verso la SR80 che ci riporterà sull’altro lato della Florida, a Palm Beach. Pranziamo in una tavola calda tipica e mi è sembrato di essere nel telefilm ‘Alice’. Passiamo in macchina sul lungomare di Palm Beach e per caso entriamo nella via dello shopping. Somiglia molto a Beverly Hills e Rodeo Drive, bel posto.

    Sotto una pioggia battente, tanto da faticare a vedere la strada, raggiungiamo Fort Lauderdale. Siamo curiosi di vedere le spiaggie che la Lonely definisce anche più belle di quelle di Miami. Secondo noi non c’è assolutamente paragone. Il problema è stato l’albergo, selezionato dalla guida, impostato l’indirizzo sul navigatore, arriviamo al Beach Plaza Hotel, di fronte alla spiaggia. Sulla guida veniva definito comeun’opzione mediamente economica ma confortevole (109$). Ora, la guida è del 2009, pubblicata però ad ottobre 2008 in America. Le ricerche forse saranno state fatte prima…. I due anni trascorsi devono aver fatto la differenza, il prezzo abbassato a 59$, alla reception il portiere stava cenando e la stanza era assolutamente orribile. Eravamo stanchi, e pioveva molto, se solo avessimo fatto due passi in più ci sarebbero state (poi abbiamo visto) opzioni migliori. Ci spostiamo a piedi verso il centro del divertimento.. Ma anche quello è deludente. Dopo una cena discreta a base di pesce crudo e un paio di drink che ci garantissero una vista sufficientemente annebbiata per ignorare la stanza torniamo in albergo.

    17 Aprile 2010

    Alle 7 del mattino, già svegli e dopo aver trovato nel letto due insetti che somigliano paurosamente a zecche, siamo pronti per il check-out. Direzione Miami alla ricerca di un albergo vicino al mare per goderci l’ultimo giorno in spiaggia. Troviamo la Ocean chiusa dalla 5 in po.. Sembra esserci una manifestazione. Percorriamo la Ocean verso sud e troviamo una camera al Savoy per 219$ (+ tax). È sulla spiaggia e possiamo usare – compresi nel prezzo – i lettini e gli ombrelloni della spiaggia. Ci spostiamo a piedi verso i bar della Ocean per fare colazione e prima pensiamo al carnevale ma ci servono un paio di secondi per capire che stanno allestendo la Gay Parade alla quale assistiamo e poi spiaggia! Prima di sera poi un giro da Tommy e l’ultima cena a Miami e anche stasera faccio rifare il conto perché si erano dimenticati gli sconti promessi..J

    18 Aprile 2010

    Un saluto veloce al mare e via in aereoporto.L’autista della navetta Hertz è simpaticissimo e come me un appassionato di ‘Indagini ad alta quota’… più tardi in volo mi pentirò di questa mia passione… il volo è stato tranquillo ma io ho avuto un paio di momenti di tensione.. Il nostro volo su Roma è l’unico verso l’Europa che non hanno cancellato… Torniamo a casa.

    Siamo felici ed entusiasti della vacanza, non credevo fosse possibile divertirsi tanto. Miami è la party town per eccellenza e credo ci torneremo. Magari, la prossima volta, con una deviazione alle Bahamas e visti i prezzi.. Prenotate in loco!!!!

  2. Elly030
    , 3/6/2010 16:01
    Già a marzo i biglietti aerei (Alitalia) erano stati prenotati, la macchina e i primi due alberghi anche e l’assicurazione medica stipulata con Mondial Assistance con lo sconto avuto grazie a turisti per caso!.
    Finalmente 8 Aprile 2010
    Alle 2:11 suona la sveglia… Al telefono ieri Alitalia ha detto che dovevamo essere necessariamente a Malpensa 3 ore prima per i controlli verso gli States. Alla mia domanda: ‘mah.. Anche se facciamo scalo a Roma??’ Risposta: Assolutamente sì! . Tre ore prima noi c’eravamo… loro No!
    Pazienza, dopo 30 minuti sono arrivati per il check in e alle 5.11 minuti siamo desolatamente seduti davanti ad un gate vuoto in un aereoporto con i negozi tutti chiusi e nemmeno un caffè a pagare oro. O meglio, io sono seduta.. Il mio amore è già in giro a fotografare.. Ebbene sì!
    Leggero ritardo in partenza ma arrivo a Roma in orario. Ci fanno attraversare letteralmente di corsa il terminal, prendere un treno e finalmente il gate: imbarco immediato. Era una coincidenza stretta!!! Abbiamo scelto uno scalo in Europa (non essendoci un diretto su Miami da Malpensa) piuttosto che negli States per evitare necessariamente più ore di viaggio, negli States avremmo per forza dovuto prevedere uno scalo di minimo tre ore per tutti i controlli.
    I posti assegnati sono niente male, fila 15 centrale. Dopo un’ora seduti in aereo si parte. Di fianco a noi tre bambini piccolissimi che piangeranno – alternandosi - per tutto il volo e il maritino si è pentito di non avermi dato retta e portato i tappi per le orecchie ;-) Sarà stato il relax della vacanza che cominciava ma a me non hanno dato fastidio.
    Siamo arrivati a Miami verso le 15 senza nessun problema, il servizio a bordo di Alitalia si distingue da quello di altre compagnie e il cibo è più che discreto. Dopo le formalità doganali andiamo alla Hertz a ritirare la macchina(fuori dal terminal ci sono navette dei vari autonoleggio) Ci hanno dato una corolla rossa, spaziosa. Abbiamo esteso l’assicurazione.. Siamo pur sempre in America!!!
    Il satellitare (ma le indicazioni stradali sono chiare e comprensibili) ci guida al nostro albergo: Lo Shelley Hotel in Collins Ave – selezionato grazie alla nostra guida Lonely e agli amici di TripAdvisor. Prima di arrivare all’hotel (300 mt. Circa) lasciamo la macchina in un parcheggio pubblico due isolati più indietro, sulla settima, fra la Washington e la Collins. L’hotel fornisce il servizio di valet parking ma è bastata una recensione di un turista su TripAdvisor che spiegava le sue disavventure e una grossa multa presa grazie ai parcheggiatori dello Shelley che abbiamo preferito evitare. Un giorno al parcheggio pubblico: 20$.
    Il check in è veloce e le ragazze sono gentili. La nostra stanza è la 215, al primo piano in fondo al corridoio. (Di notte quando siamo rientrati c’era musica alta nella hall ma dalla camera non si sentiva.) Dopo una doccia veloce scendiamo per un drink approfittando dell’happy hour dell’hotel dalle 7 alle 8 (gratis solo la mancia al barista - di solito un dollaro a drink) Se vi capita attenzione a cosa ordinate: non tutto è gratis e se chiedete qualcosa che non è free ( e non potete saperlo a meno di chiederlo al barista) poi vi presentano il conto... L’albergo è un po’ decadente e non troppo pulito ma siamo nell’art decò district, ad un passo dalla spiaggia e offre un buon rapporto qualità prezzo. Non dimentichiamoci poi che lo Shelley hotel è una dimora storica! ;-)
    Poi subito in Ocean Drive! Due passi in spiaggia e stanca com’ero per il viaggio… il solo vedere tutte quelle persone che facevano jogging mi ha stesa;-) non così il maritino che non vedeva l’ora di correre sulla Promenade. Passeggiamo davanti ai Bar Ristoranti di Ocean Drive dove la festa è cominciata. È un delirio di PR che offrono sconti per il loro ristorante (Peccato poi che quando ti presentano il conto tu glielo debba ricordare!). Presi per sfinimento da un pr un po’ più insistente di altri ceniamo all’Atlantic a base di Pesce e Paella e due mega Mojito! Il cibo non è niente di speciale ma l’atmosfera è effervescente. Quando una Ferrari ha parcheggiato davanti a noi sono partiti i flash.. Chi è arrivato? Nessuno.. La Ferrari.. Per non parlare della Villa di Versace, l’abbiamo riconosciuta perché tutti la stavano fotografando. Ora pare che sia un club privato molto esclusivo, guardando in alto, dalle finestre illuminate abbiamo intravisto il soffitto di travi in legno. Alle 22, ormai troppo stanchi andiamo a nanna.
    9 Aprile 2010
    Colazione su Ocean Drive. Vista impagabile e rilassante. Giretto nell’Art Decò District e poi spiaggia. Ancora devo spiegarmi come, visto che avevo spalmato per bene la protezione, ma…. Scottatura da paura! A parte l’inconveniente la spiaggia è stata rilassante. Torniamo in albergo per una doccia veloce e poi via! Direzione Lincoln Road!!! La via dello shopping. Ma prima ci fermiamo per un drink in Ocean dr. Dopo un’oretta proseguiamo (tanto ci è voluto a finire il beverone!) Arrivati a Lincoln Rd… scatta la caccia al… bagno! McDonald ci salva.. Lincoln Road è un negozio dopo l’altro e troviamo qualche buon affare. E’ anche un ristorante dopo l’altro, l’atmosfera è vacanziera ma non scatenata come su Ocean Dr., però i piatti sembrano più vari e di qualità superiore. Torniamo sulla Washington Ave e ci dirigiamo verso l’albergo per un riposino prima di cena. Poi fuori di nuovo, all’Ocean’s ten per una cena leggera.io (chicken salad) e un po’ meno lui: BBQ ribs! Eravamo seduti all’aperto, proprio davanti al palco dove un gruppo si stava esibendo. Ancora una passeggiata, un altro drink nella lobby dell’hotel e poi a dormire.
    10 Aprile 2010
    Anche stamattina abbiamo iniziato con una buona colazione su Ocean Dr. (la vista del mare durante la colazione è irrinunciabile) poi siamo andati a ritirare la macchina dal parcheggio (40$) e ci siamo diretti verso Little Havana, Calle Ocho. Senza il navigatore ci saremmo probabilmente persi. Parcheggiamo senza troppe difficoltà (ma dando fondo alla nostra scorta di monetine) in una laterale di Calle Ocho e armati della nostra guida Lonely ci prepariamo all’itinerario a piedi consigliato. Qui fa molto più caldo e c’è molto più umido rispetto a Sobe (la temperatura oscillerà fra il 25 e i 27 gradi per tutta la durata della vacanza e il tempo sarà variabile) Calle Ocho è una via con case basse e spagnoleggianti, già avvicinandoci avevamo notato che lo stile delle case stava cambiando. È sabato mattina, i residenti vanno e vengono e anche qui i negozi del parrucchiere sono pieni. Ci fermiamo a Los Pinareños Fruterìa per del succo di canna da zucchero che la signora ha preparato davanti a noi: è davvero un centrifugato di canna da zucchero!!! Entriamo in un negozio/fabbrica di sigari, elegantissimo, poltrone e divani in pelle… non resistamo all’acquisto.
    Riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Downtown, abbiamo deciso di girarcela in MetroMover (un trenino sopraelevato guidato da remoto e gratuito – aria condizionata a palla) Parcheggiamo di fronte a Bayfront Park, molto bello! Altra caccia al bagno… Davanti a noi abbiamo il parco . Stranissimo non troviamo i bagni pubblici! – dietro grattacieli e la stazione del metromover.. Nessun bar all’orizzonte.. Per fortuna c’è un Intercontinental, con la scusa di visitare la lobby cerchiamo e troviamo anche le amate Restrooms!!! Parte il giro in metromover per vedere Miami dall’alto. Scendiamo alla fermata di Goverment Center dove ammiriamo il palazzo di giustizia e ci addentriamo nel centro culturale. Visitiamo la biblioteca e mi piacerebbe aspettare lo speciale tour organizzato dal museo sui ‘Crimini a Miami’ (una visita guidata all’esposizione) ma le due ore del parchimetro stanno per scadere e quindi.. Di nuovo sul metromover, finiamo il giro e torniamo a Bayfront giusto in tempo! Una ‘vigilessa’ stava già controllando i biglietti!!! Decidiamo di spostarci verso Coral Gable, giriamo in macchina per le belle abitazioni e poi torniamo a Sobe per una merenda al famoso Jerry’s Famous Deli sulla Collins. Il Pastrami (carne affumicata) è ottimo! Finora è l’unico posto dove non ci hanno caricato la Gratuity (mancia) e si sono beccati di più… Torniamo in albergo per una doccia veloce e di nuovo via verso Lincoln Road (a piedi ovviamente) dove acquistiamo qualche souvenir, un paio di scarpe shape – ups per me e un orologio per il japan (ormai lo chiamo così.. Fotografa e riprende l’impossibile). 2 ottimi affari che in Italia avremmo pagato il doppio. Mi viene in mente che non sono ancora stata nel negozio di Tommy.. Ma è sulla sesta.. Da tutt’altra parte… Ceniamo in Española Way, lì vicino. La zona è bellina, un po’ finta ma bellina. Ottimo il burrito da ‘Oh Mexico’, gentilissimi i camerieri e mangiare qui costa circa 40$ in meno rispetto a Ocean Dr.. Da metà pomeriggio ad ora ogni tanto piove, approfittiamo di un momento senza pioggia per andare in albergo dove, stanchissimi, crolliamo addormentati, io con la tele accesa e jappy con le istruzioni del nuovo orologio in mano.

    11 Aprile 2010
    Tarda colazione su Ocean Dr. E passeggiata sulla Promenade. Decidiamo di fare un giro a Key Biscayne. Attraversiamo il ponte ed eccoci arrivati. Passiamo in macchina Crandon Park ed entriamo nel ‘Bill Baggs Cape Florida State Park’ (8$ la macchina) dove parcheggiamo e andiamo nella spiaggia vicino al faro. Dopo un paio d’ore ci dirigiamo verso Virginia Key per provare i gamberi tanto decantati di Jimbo’s. Per arrivarci dobbiamo entrare nel Virginia Key Park e sono altri 5 $. Avvicinandoci notiamo che ci sono tantissime macchine e moto.. Parcheggiamo ed entriamo. Jimbo’s è un giardinetto in riva al mare con delle baracche di lamiera o legno e in una di quelle friggono i gamberi. Non sapremo mai se la domenica i locali si rovesciano qui per ubriacarsi e suonare in riva al mare o se siamo capitati in mezzo ad un moto raduno. Il tempo di guardaci attorno e vedere una fila lunghissima di persone davanti al chiosco dei gamberi, una donna ubriaca che si spogliava per chi volesse riprenderla o fotografarla, essere calpestata da un tipo simpatico che si è poi lanciato in una spiegazione di come tutto si muoveva lo stesso anche se lui era fermo e abbiamo deciso che Jimbo’s non faceva per noi. Siamo tornati in albergo e dopo la doccia, via per un drink e uno spuntino da salasso (è quasi ora di cena) sulla Ocean. È così divertente che ne siamo calamitati. Decidiamo di passeggiare fino a South Point Park. Sono circa 5 isolati ma sembra di essere in un altro mondo. Begli alberghi chiaramente rivolti ad un tipo di clientela meno chiassosa e festaiola. Il parco poi, e la passeggiata.. Che bello! La vista sul mare assolutamente impagabile! Ci piacerebbe fermarci di più, magari per cenare nel ristorante che c’è in fondo al parco ma ci sono nuvoloni neri che non promettono nulla di buono quindi ci avviciniamo all’albergo. Ci fermiamo a cena in un ristorantino che esponeva piatti molto invitanti all’altezza della Sesta: il CJ’s Crab Shack. Ho gustato il granchio più buono che abbia mai assaggiato: il granchio di scoglio della Florida, al forno e con una spruzzata di paprika! Che gioia! Jappy ha preso un piattone di pesce fritto a suo dire buono ma secondo me niente in confronto al mio magico piatto! Ho ancora l’acquolina!!! Assonnati e stanche facciamo un giretto e poi a letto dove crolliamo.
    12 Aprile 2010
    Colazione di fronte al mare (ormai abbiamo imparato il trucco per non spendere più di 10 dollari in due: scegliere un posto con gli ‘specials’ a 4.25$ e fare i preziosi finchè i PR –attivissimi già a colazione – ci offrivano caffè e succo di frutta per convincerci a sederci!) e poi sotto a continui e poco incoraggianti acquazzoni ci siamo diretti verso le Keys. Purtroppo pioveva così tanto da togliere la visibilità quindi sul paesaggio verso le Keys posso dire ben poco. Ci siamo fermati a pranzo a Marathon, lungo la strada in un simpatico ristorantino sul mare. Verso le 16 siamo arrivati a Key West al nostro hotel, L’Albury Court dove miracolosamente troviamo un parcheggio libero davanti all’ingresso. La stanza è proprio bella, pulita e luminosa. La doccia è larghissima. Usciamo per una passeggiata e per partecipare alla festa del tramonto. In Mallory square c’erano ‘saltimbanchi’ in ogni angolo e l’atmosfera era chiassosa e allegra ma ci sentivamo romantici e ci siamo spostati verso il bar sul molo proprio di fianco, seduti di fronte al mare e aspettato il tramonto mentre il cantante si esibiva in canzoni romanticissime. Dalla guida selezioniamo un ristorante ‘tranquillo’, fuori dai classici itinerari turistici, il Cafè Sole, peraltro vicinissimo all’albergo dove gustiamo : Hogsnapper e Mangrove Snapper (pesce- dentice mi è parso) e per finire un Key Lime Pie paradisiaco.
    13 Aprile 2010
    Dopo la colazione in piscina (piccolina la piscina) scendiamo verso Duval Street percorrendo la Fleming dove entriamo a fare un giro nella biblioteca pubblica di Key West. Il mio è interesse professionale ma resta un buon modo per leggere il giornale gratis. Per prendere i libri in prestito bisogna avere una tessera che costa 30 $ l’anno. Dopo pochi metri sulla destra entriamo nel Key West Island Books: libri nuovi, usati, rari, per lettori e collezionisti. E lì perdo la nozione del tempo. Attraersiamo la Duval e arriviamo a Whitehead Str. Dove giriamo a sinistra e proseguiamo verso la casa di Hemingway che visitiamo (mai visto così tanti gatti assieme!!!) e poi verso il Southermost Point (il punto più a sud degli Stati Uniti) dove facciamo la fila per scattarci una foto davanti alla boa. Siamo stanchi e accaldati, pranziamo al ristorante El Siboney in Catherine St. , consiglio della nostra inseparabile guida, la cucina è cubana, i piatti buoni e abbondanti e non ci sono solo turisti ma anche operai in pausa pranzo e gente del posto. Torniamo in albergo per un riposino e nel ritorno passiamo dietro ad un grandissimo cimitero. Usciamo verso le 19 con l’intenzione di fare il giro dei locali e iniziamo da Sloppy Joe, ceniamo all’immancabile Hard Rock e dopo la seconda birra ci rendiamo conto di non essere in grado di bere altro. Ma il tour prosegue, entriamo ed usciamo dai vari pub lungo la strada, sulle terrazze. L’ultimo che visitiamo è ‘The Eden garden’, pare che lì i vestiti non siano obbligatori. All’ingresso siamo allertati da cartelli che vietano di usare cellulari,macchine fotografiche, telecamere e.. Di fare sesso! Saliti in terrazza sembrano tutti vestiti ma.. Laggiù in un angolo ecco 5 nudisti!
    14 aprile 2010
    Questa mattina Jappy ha deciso che dobbiamo vedere la parte nord di Old Town, arrivare fino alla boa (quella ppiù a sud degli States, dove siamo stati ieri), vedere le spiaggie e arrivare fino a Fort Zachary Park. Ci vogliono più o meno due ore e mezzo di cammino: ammiriamo le casette in stile coloniale, facciamo una passeggiata sul molo della White Str. Proprio davanti al monumento che Key West ha dedicato ai suoi morti di AIDS. C’era mare e qualche onda bagnava il molo. Le spiagge libere, 2 o 3 , sono piccole. Costeggiamo dei mega alberghi con la spiaggia privata ma non mi piacciono, preferisco l’alloggio stile coloniale e intimo dove stiamo. Arrivati a Fort Zachary paghiamo l’ingresso, 2$ a testa se non ricordo male , e diamo un’occhiata veloce al forte. Sto morendo di caldo, ho sete e fame. Pranziamo nella spiaggia attrezzata di F.Z. (c’è un barettino) e ci sdraiamo in spiaggia. Ci fermiamo un’oretta, ci sono folate di vento e la sabbia si infila ovunque.
    Torniamo in albergo per una doccia e poi usciamo per l’ultima passeggiata per Duval Str. Anche perché abbiamo ancora qualche souvenir da comprare. Scendiamo percorrendo (sempre a piedi, la macchina non l’abbiamo toccata per tutto il tempo che siamo stati qui) l’Harbour Walk (passeggiata sul molo del porto) che è molto suggestiva e piena di locali carini. Se dovessi dare un consiglio: venite a Key West per lo stil coloniale, per la vita notturna ma non per le spiaggie.
    15 aprile 2010
    Partiamo alla volta delle Everglades, destinazione finale Naples (forse) La Overseas Hwy con il sole è proprio bella, un po’ lenta per il traffico ed i lavori in corso e per questo il maritino non l’ha apprezzata. Arriviamo al Tamiami Trail, pranziamo in un ristorante dei Miccosukee (indiani d’America) a base di bocconcini fritti di alligatore e pesce gatto. Dall’altra parte della strada c’è lo Shark Valley Information Center ed è lì che ci dirigiamo per visitare in trenino (su ruote) le Everglades. La scelta di non visitarle in Airboat è stata mia, un senso di colpa ambientalistico. Il tour dura due ore e abbiamo visto un sacco di alligatori e anche un airone blu.
    Proseguiamo per Naples dove prima di trovare un hotel la giriamo un po’. Tantissimi Country Club, golf, quartieri residenziali di lusso con cancelli all’ingresso. Scegliamo un albergo a caso con il navigatore: il Bayfront Inn sulla V Strada che si trova sulla baia, poco distante dai negozi (la V str. Appunto) Per 159 $ tasse incluse prendiamo una stanza vista baia. Davvero bella. Sarà il più bell’hotel di tutto il viaggio. Riprendiamo la macchina e scendiamo lungo la V, i negozi sono eleganti (e chisi! Sono le 21 passate) e gli edifici anche (eleganti). Se dovessi definire in due parole Naples direi che è artificiale e pretenziosa. Ceniamo in un ristorante che serve cucina americana sulla V, molto elegante (all’apparenza, in realtà i camerieri sono piuttosto distratti) il Lurcat. Consiglio la Ceviche! Buonissima! Il mattino dopo facciamo colazione sulla terrazza dell’albergo e la vista mitiga il mio giudizio sferzante su Naples.. Chissenefrega! Qui è veramente bello e rilassante, finto o meno.
    16 aprile 2010
    Ci svegliamo con la notizia (in tele) dell’eruzione vulcanica in Islanda e ci chiediamo se chiuderanno anche gli aereoporti di Fiumicino e Malpensa. Per la verità ci eravamo anche addormentati con questa notizia ma l’avevo liquidata con un ‘staranno parlando delle emissioni nocive nell’ambiente’
    Dopo colazione riprendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Bonita Beach (a nord di Naples) poi verso Fort Myers Beach dove ci fermiamo in spiaggia. Un piccolo paradiso, l’acqua è alla temperatura giusta e trasparente, la spiaggia bianca e ‘fredda’, sembra di stare in Messico. Prendiamo un po’ di sole, c’è veramente caldo. Poi via verso la SR80 che ci riporterà sull’altro lato della Florida, a Palm Beach. Pranziamo in una tavola calda tipica e mi è sembrato di essere nel telefilm ‘Alice’. Passiamo in macchina sul lungomare di Palm Beach e per caso entriamo nella via dello shopping. Somiglia molto a Beverly Hills e Rodeo Drive, bel posto.
    Sotto una pioggia battente, tanto da faticare a vedere la strada, raggiungiamo Fort Lauderdale. Siamo curiosi di vedere le spiaggie che la Lonely definisce anche più belle di quelle di Miami. Secondo noi non c’è assolutamente paragone. Il problema è stato l’albergo, selezionato dalla guida, impostato l’indirizzo sul navigatore, arriviamo al Beach Plaza Hotel, di fronte alla spiaggia. Sulla guida veniva definito comeun’opzione mediamente economica ma confortevole (109$). Ora, la guida è del 2009, pubblicata però ad ottobre 2008 in America. Le ricerche forse saranno state fatte prima…. I due anni trascorsi devono aver fatto la differenza, il prezzo abbassato a 59$, alla reception il portiere stava cenando e la stanza era assolutamente orribile. Eravamo stanchi, e pioveva molto, se solo avessimo fatto due passi in più ci sarebbero state (poi abbiamo visto) opzioni migliori. Ci spostiamo a piedi verso il centro del divertimento.. Ma anche quello è deludente. Dopo una cena discreta a base di pesce crudo e un paio di drink che ci garantissero una vista sufficientemente annebbiata per ignorare la stanza torniamo in albergo.
    17 Aprile 2010
    Alle 7 del mattino, già svegli e dopo aver trovato nel letto due insetti che somigliano paurosamente a zecche, siamo pronti per il check-out. Direzione Miami alla ricerca di un albergo vicino al mare per goderci l’ultimo giorno in spiaggia. Troviamo la Ocean chiusa dalla 5 in po.. Sembra esserci una manifestazione. Percorriamo la Ocean verso sud e troviamo una camera al Savoy per 219$ (+ tax). È sulla spiaggia e possiamo usare – compresi nel prezzo – i lettini e gli ombrelloni della spiaggia. Ci spostiamo a piedi verso i bar della Ocean per fare colazione e prima pensiamo al carnevale ma ci servono un paio di secondi per capire che stanno allestendo la Gay Parade alla quale assistiamo e poi spiaggia! Prima di sera poi un giro da Tommy e l’ultima cena a Miami e anche stasera faccio rifare il conto perché si erano dimenticati gli sconti promessi..J
    18 Aprile 2010
    Un saluto veloce al mare e via in aereoporto.L’autista della navetta Hertz è simpaticissimo e come me un appassionato di ‘Indagini ad alta quota’… più tardi in volo mi pentirò di questa mia passione… il volo è stato tranquillo ma io ho avuto un paio di momenti di tensione.. Il nostro volo su Roma è l’unico verso l’Europa che non hanno cancellato… Torniamo a casa.
    Siamo felici ed entusiasti della vacanza, non credevo fosse possibile divertirsi tanto. Miami è la party town per eccellenza e credo ci torneremo. Magari, la prossima volta, con una deviazione alle Bahamas e visti i prezzi.. Prenotate in loco!!!!