1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 3/6/2010 15:40

    Premessa

    La nostra partenza per Mauritius era inizialmente prevista per aprile ed esattamente per il giorno 17 ma il vulcano islandese, che ha tenuto a terra milioni di viaggiatori, ha avuto la meglio. Ti trovi in aeroporto, convinto di partire per le vacanze tanto sognate e, invece, in un attimo, il sogno svanisce. Ti senti dire “il volo è annullato” e l’unica cosa che speri, a questo punto, è di non rivedere i soliti colleghi, di non riprendere il solito tram tram…. Che fare allora? Le alternative sono due: rientrare al lavoro o cogliere l’occasione per visitare posti vicini che spesso, per mancanza di tempo, vengono tralasciati. Guardiamo le nostre valigie e presi da un’improvvisa voglia di partire comunque, e a tutti i costi, ci dirigiamo verso il Lago d’Orta e il Piemonte a cui dedichiamo due giorni di visita. Al nostro rientro - era il 19/04/2010 - veniamo contattati dalla nostra agenzia che ci comunica la possibilità di partire per Mauritius il 09/05/2010. Non ce lo lasciamo dire due volte, ci organizziamo dal punto di vista lavorativo, e prenotiamo. Il nostro carissimo Vulcano islandese però pare proprio che non voglia farci partire, infatti, dopo 3 settimane di “calma piatta” – almeno per i voli italiani – ecco che il nostro amico si risveglia. E’ incredibile, amici e parenti iniziano a ironizzare, a commentare dicendoci “non partite nemmeno questa volta”, “quando voi siete in viaggio o dovete partire succede sempre qualcosa” – ebbene si, potremmo scrivere un libro sulle nostre avventure. Alle 13:00 circa del 09/05/2010 siamo in autrostrada quando, sconsolati e con lo sguardo perso sui nostri bellissimi biglietti aerei, sentiamo la notizia, si proprio quella tanto attesa “lo spazio aereo del nord Italia verrà riaperto alle ore 14:00”. Alla faccia di sua imponenza mister vulcano islandese, questa volta si parte!!!!

    Cosa ci ha spinti a scegliere quest’isola?

    La scelta di Mauritius è stata del tutto casuale. Non è facile scegliere; molte località sono sconsigliate dalla farnesina, altre non adatte dal punto di vista climatico, altre ancora da noi già visitate e per esclusione la scelta è ricaduta proprio su Mauritius, un’isola conosciuta per la sua tranquillità e per la pacifica convivenza delle diverse etnie che la popolano.

    Un’isola di ridotte dimensioni ma una varietà climatica da considerare.

    Il clima a Mauritius è una vera incognita. Sono sconsigliati i mesi di gennaio e febbraio a causa della probabile formazione di cicloni ma sull’isola il rischio pioggia è sempre dietro l’angolo soprattutto nella parte più interna e a est. Noi prenotiamo presso una struttura sulla costa occidentale, il Resort “The Sands” località Flic & Flac. Dei 7 giorni sull’isola, caso piu’ unico che raro, troviamo un solo pomeriggio di pioggia e 5 minuti di acquazzone durante un’escursione a Grand Bassin. Temperatura media - nonostante fosse iniziato il loro inverno - 30 gradi senza bisogno di maglioncino per la sera.

    La soap-opera prima, durante e dopo il decollo

    La partenza è prevista da Milano Malpensa alle 17:20. Effettuiamo l’imbarco ma ci viene comunicato di dover attendere oltre un’ora a causa di un ritardo del servizio di catering. Ad un certo punto, ancora fermi in aeroporto, e a pochi minuti dal decollo udiamo un urlo “lasciami passare, io scendo, non posso stare una settimana con te, come fanno i tuoi a sopportarti!!!”. Volgo lo sguardo sul lato sinistro dell’aereo e vedo una donna scavalcare il suo ragazzo e urlare “io scendo, io scendo…”. La ragazza si reca dalle Hostess cercando di convincerle a farla scendere sottolinenado loro l’impossibilità di resistere una settimana con lui. L’uomo, si lui, la causa di tutto, continua imperterrito a leggere la sua rivista come se niente fosse. Probabilmente la soap-opera era gia iniziata ancor prima, durante il check-in, quando, infatti, notammo lo stesso ragazzo parlare al telefonino ripetendo in continuazione “campioni campioni, siamo campioni” – probabilmente un interista che festeggiava in anticipo –. A posteriori, dopo aver assistito al tentativo di fuga della sua ragazza, la domanda viene spontanea “ma campione di che?”, mi chiedo io “la tua ragazza ti sta lasciando nel bel mezzo di una vacanza, anzi, ancor prima che la stessa inizi e tu ti senti un campione? mah.!! Abbastanza incuriositi, come il resto dei passeggeri, ci giriamo a guardare la ragazza e la vediamo in lacrime parlare con le Hostess che la invitano a sedersi per la fase di decollo. E lui, vi starete chiedendo, cosa ha fatto? Solo dopo un’ora di volo si è deciso ad andare a cercarla. Appoggia la sua rivista, si alza, inizia a piangere tra le braccia delle hostess e tra un sedile e l’altro va alla ricerca della sua metà, che però non ne vuol sapere. Cosa hanno fatto una volta giunti a Mauritius i nostri due protagonisti? Hanno continuato a litigare all’aeroporto e poi da lì le nostre strade si sono separate e li abbiamo rivisti solo al ritorno - seduti vicini vicini ed apparentemente riappacificati - ….. Mauritius fa miracoli!!!

    Il primo impatto: Mauritius vista dall’alto

    Finalmente dopo 10 ore di volo giungiamo a Mauritius. Già in fase di atterraggio l’isola si rivela in tutta la sua rigogliosa vegetazione. E’ sufficiente un colpo d’occhio dall’aereo per iniziare ad apprezzare anche la pioggia. Si perché, senza tutte quelle giornate piovose, Mauritius sarebbe un’altra cosa, una di quelle tante isole senz’anima, quelle che si trovano ovunque e che non hanno molto da offrire.

    Disbrigo delle formalità, mezzi di trasporto e arrivo al Resort (attenzione al voucher però!).

    Il disbrigo delle formalità comporta tempi di attesa piuttosto lunghi, meglio dunque armarsi di pazienza e attendere che la legge faccia il suo corso. Timbrati i passaporti e compilata la scheda sullo stato di salute, finalmente possiamo uscire e iniziare ad apprezare il clima piacevole dell’isola. L’aeroporto dista dal nostro Resort circa un’ora - un’ora e mezza in orari di punta. L’idea iniziale era quella di noleggiare un’auto e girare l’isola in tutta libertà ma consiedarato il traffico di alcune località e la difficoltà di adattarsi alla guida a sinistra, optiamo per i taxi. Una parentesi va sicuramente dedicata a questo mezzo di trasporto che, a nostro avviso, è per il turista il migliore da utilizzare. E’ necessario contrattare, ma dopo aver pattuito il prezzo, ci si trova ad avere a disposizone un taxista - anche per tutto il giorno- disposto ad aspettare scatti fotografici nei luoghi piu’ suggestivi, pranzi, cene ecc… Un esempio? Partenza da Flic & Flac, escursione a Le Morne e costa sud con rientro alle ore 13:00 al prezzo di € 45,00 (andata e ritorno) – con lo sconto applicato dopo una breve contrattazione € 25,00. Quando arriviamo al Resort, stanchi per le ore di volo e di trasferimento, non vediamo l’ora di riposare e prestiamo poca attenzione a quanto accade. Fortunatamente, ripresa la mia solita lucidità, faccio presente al mio ragazzo che qualcosa non va. Per quale motivo alla reception ci hanno staccato la pagina del Voucher con indicati i nostri nomi e la prenotazione del volo?. Verso la fine della settimana farò presente all’assistente in loco l’accaduto chiedendogli se il voucher mi verrà automaticamente riconsegnato il giorno della partenza o se devo richiederlo – “ assolutamente lo devi richiedere”, mi dice, “senza quello non partite”. Scampato il pericolo, messo in cassaforte il nostro voucher, pensiamo immediatamente a quella copia tanto simpatica (si fa per dire) che evitava tutto e tutti e che con la puzza sotto il naso non salutava nessuno. La tentazione di non dire loro nulla è forte, di vederli in affanno all’aeroporto il giorno della partenza… Come è andata a finire con la coppia simpatica? lo scoprirete solo leggendo..

    1° giorno – La deliziosa cucina mauriziana e i soliti italiani all’estero“io mangiare solo spaghetti no cotti”.

    Il giorno d’arrivo si sa è perso. Vuoi per il tempo dedicato alla sistemazione delle valigie, vuoi per il necessario incontro informativo con l’assistente (di cui è meglio non parlare, abbiamo già segnalato a chi di dovere) e vuoi, infine, per la stanchezza del volo. Qualcosa però ci colpisce subito, la cucina mauriziana - creola chiamatela come volete - quel che è certo è che già dal primo pranzo abbiamo capito che Mauritius ci avrebbe stupiti dal punto di vista gastronomico. L’incipit culinario è stato a base di carpaccio di tonno, pesce alla griglia con patate, uno strano gelato di cui ora ignoro il nome e, il tutto, servito in un angolo della spiaggia con una splendita vista mare. Mi soffermerò solo brevemente sul buffet serale, che dire, all’altezza delle aspettative e anche piu’. Unica serata a basso tono quella dedicata alla cucina italiana. Come sempre, e non mi stancherò mai di ripeterlo, non si può pretendere di trovare la pizza napoletana, i pizzoccheri valtellinesi o le seadas sarde a Mauritius e in nessun’altra parte del mondo. Inorridisco nel sentire italiani lamentarsi per la cottura degli spaghetti anziché sprecare il loro fiato per apprezzare la cucina locale. E pensare che tra gli ospiti del Resort c’è stato qualcuno in grado di rovinarsi il viaggio di nozze perché non c’era ne la cucina ne l’animazione italiana. Che tristezza. Il pomeriggio lo dedichiamo alla spiaggia. Iniziamo a fare conoscenza con i suoi abitanti - piccoli granchi che si nascondono tra la sabbia e granchi di piu’ grandi dimensioni che nel tardo pomeriggio abitano gli scogli di fronte al Resort - I ragazzi in viaggio di nozze, sempre quelli di cui sopra, si lamentavano oltretutto perché il Resort era troppo tranquillo, avrebbero preferito quello a circa 200 mt dal nostro dove il caos che regnava non permetteva nemmeno di udire il rumore del mare, la musica dell’oceano indiano. Come è possibile sentir dire da due sposini, che avrebbero poi trascorso una settimana alle Seychelles, “speriamo che almeno là ci siano piu’ italiani altrimenti cosa facciamo io e lui da soli?” Mah, qualcosa da consigliare avrei ma probabilmente non saprebbero da che parte iniziare.

    2° giorno – Il sud dell’isola, l’inaspettata Mauritius inizia da qui: Vulcano di Trou aux cerfs, lago sacro di Grand Bassin e Chamarel.

    Per la nostra prima uscita dal Resort prenotiamo un’escursione organizzata che ha i suoi pro e i suoi contro. I pro: possibilità di visitare piu’ cose sfruttando al meglio il tempo e il tutto accompagnato dai commenti di una guida esperta, alla quale chiedere non solo informazioni su quanto si sta visitando ma anche tante altre curiosità sui mauriziani e sulla loro splendida isola. I contro: impossibilità di soffermarsi nei luoghi che piu’ ci colpiscono, immancabile sosta ai negozi convenzionati e, sicuramente, meno romanticismo. Per quanto ci riguarda possiamo ritenerci fortunati in quanto il gruppo – se così lo si puo’ definire – era composto da sole 6 persone: l’autista, la guida, noi e un’altra coppia con cui abbiamo avuto modo di effettuare un’altra escursione. Iniziamo la visita di Mauritius fermandoci a fotografare il vulcano di “Trou aux cerfs”, nulla a che vedere con quello islandese, si tratta di un vulcano spento, profondo 100 metri e circondato da una immensa vegetazione e da un panorama a tutto tondo sull’isola. La tappa successiva è all’immancabile serie di negozi a Curepipe che non possono proprio essere evitati. Interessante la visita ai laboratori di modellini di navi tipici di Mauritius. Le navi piu’ grandi possono richiedere anche 400 ore di lavoro e tutto viene realizzato rigorosamente a mano (come ricordo abbiamo acquistato il famoso Bounty). Io, amante dello shopping, mi sono vista costretta a sequestrare la carta di credito del mio ragazzo che, quasi fosse stato ipnotizzato, continuava a comprare cose per lui e per me. Le commesse lo seguivano con un cesto che lui, in continuazione, provvedeva a riempire. Non so se effettivamente fosse attratto dallo shopping sfrenato o invece dal fatto di essere circondato dalle signorine, fatto sta che, finito di svaligiare un negozio, iniziava con un altro. Ovviamente la nostra guida, resasi conto della situazione, e quasi sicuramente con una percentuale sui nostri acquisti, ha iniziato a starci alle costole, ignorando quasi totalmente l’altra coppia. Captava ogni vocale che veniva da noi pronunciata, anche a bassa voce, e appena sentiva dire “chissà se hanno ….” in men che non si dica l’oggetto del nostro desiderio si materializzava davanti a noi. Una volta riuscita a frenare gli istinti bestiali del mio amore inizio a lottare con la guida convincendolo del fatto che da noi chi comanda è la donna, e se io dico “adesso basta” è basta!! Resosi conto che non c’era piu’ nulla da fare, che la carta di credito era sequestrata, che i suoi afffari erano finiti finalmente ci fa ripartire e attraversiamo le foreste di Plaine Champagne alla volta del lago sacro. Abbiamo visitato diversi posti nel mondo ma ancora ci mancava la cultura indù. Il lago sacro di Grand Bassin è un buon inizio per fare una prima conoscenza di questa religione. La leggenda narra che Shiva e la propria consorte stavano girovagando intorno al mondo quando all’improvviso vennero abbagliati dalla luce emanata da un’isola circondata da un mare di smeraldo. Shiva, che in quel momento trasportava sulle proprie spalle il fiume Gange per salvare il mondo dalle alluvioni, decide di atterrare. Alcune gocce d’acqua del fiume caddero dalla sua testa e formarono un lago in un cratere. Il Gange era dispiaciuto del fatto che l’acqua venisse abbandonata in un luogo disabitato ma Shiva gli promise che un giorno gli abitanti delle sue rive si sarebbero trasferiti sull’isola e un volta l’anno avrebbero compiuto un pellegrinaggio in quel luogo per offrirgli in dono l’acqua del lago. L’isola in questione è ovviamente Mauritius ed il lago è quello di Grand Bassin. Sulle rive si trovano oggi statue di divinità indu, templi e luoghi di raccoglimento. Interessante vedere il loro modo di rendere omaggio alle divinità portando loro noci di cocco, banane, fiori ecc… L’atmosfera è coinvolgente tanto è vero che entriamo nel tempio e lasciamo che un “sacerdote” – se così si puo’ chiamare – ci dia la sua benedizione. Abbiamo appena il tempo di rimetterci le scarpe che subito un acquazzone improvviso – della durata di 5 minuti – ci fa capire che a Mauritius il meteo è un’incognita. Si alternano, infatti, acquazzoni violenti della breve durata a raggi di sole, il tutto con un’ evoluzione rapidissima che non ti lascia il tempo di capire cosa sta per accadere . L’escursione prosegue con il pranzo presso un ristorante tipico. In un luogo decisamente tranquillo gustiamo un antipasto a base di insalata di mare, “sushu” (credo si scriva così), salse al peperoncino, pesce alla griglia e gelato. Altro luogo che merita sicuramente una sosta sono le terre colorate e le cascate di Chamarel. Si ritiene che queste terre debbano il loro colore al raffreddamento non uniforme della massa rocciosa fusa. Se si osserva la varietà cromatica alla luce del sole non si può che restare a bocca aperta. Vicino a questo sito si trovano delle belle cascate dell’altezza di 100 metri. Tutto il tratto di strada che porta a Chamarel merita di essere percorso in quanto circondato da una splendida vegetazione caratteristica dell’isola. Rientriamo al resort alle 15:30 in un’orario che ci consente di rilassarci in spiaggia. Ogni sera un gruppo musicale cerca, per quanto possibile, di intrattenere gli ospiti con musica dal vivo. Sulle note di una splendida canzone riesco a convincere il mio amore a ballare. Quando l’orchestra ha ormai terminato la sua esibizione e stiamo per andarcene veniamo fermati da un ragazzo del gruppo che, in inglese, ci dice di essersi particolarmente emozionato nel vederci ballare, ci fa i complimenti e a nome di tutto lo staff presente a quell’ora ci offre due Cocktails (ovviamente all’insaputa del proprietario non essendoci il trattamento all inclusive). L’indomani anche le cameriere e i responsabili della Reception ci fermeranno a farci i complimenti. La cosa ci ha fatto enormemente piacere ma, allo stesso tempo, iniziamo a sentirci un poco osservati.

    3° e 4° giorno: Relax e Spa

    L’imperativo, per questa settimana di vacanza è la parola “relax”. Venendo da un periodo lavorativo particolarmente intenso la necessità di riposarsi è impellente. Decidiamo dunque di dedicare almeno 2 giornate al riposo. La spiaggia offre lunghe e romantiche passeggiate, soprattutto per ammirare il tramonto e il resort permette di dedicare parte del proprio tempo a coccolare se stessi. Il pomeriggio (l’unico di pioggia trovato) prenotiamo un bel massaggio di coppia. La spa, non di grandi dimensioni, è molto accogliente e di atmosfera. Paghiamo 120,00 euro per un’ora di relax totale. La sera prendiamo un taxi ed andiamo in centro a Flic & Flac. Siamo gli unici in giro per il paese. Troviamo un locale con musica dove ci fermiamo a prendere un cocktail. Il taxista che ci ha accompagnati non ha voluto denaro, ci ha promesso di ripassare a prenderci dopo un’ora (tempo piu’ che sufficiente considerata la sonnolenza del paese). Quando usciamo dal locale, però, non c’è nessuno. Che fare? Prendere un altro taxi o aspettare il signore al quale tra l’altro dovevamo dei soldi? Scegliamo di attendere e dopo 20 lunghi minuti ecco spuntare un taxista che si avvicina e chiede “Hotel the Sands?” è lui, finalmente! Ci avevano detto che Flic & Flac era la località piu’ viva di Mauritius ma, in realtà, il concetto di vita qui è relativo. Chiunque pensi di andare a Mauritius per il divertimento è bene che cambi destinazione e prenoti una settimana ad Ibiza. Mauritius è, come già detto, sinonimo di romanticismo, tranquillittà assoluta, perché mai sarebbe altrimenti una meta così gettonata per i viaggi di nozze? Eppure in questa atmosfera magnifica, dove anche due come noi senza la classica fede al dito luccicante riescono a trovare il giusto equilbrio, si riesce a sentire coppie lamentarsi per l’assenza di vita mondana. “Restate a casa vostra” - mi dico - perché mai venire qui? Già mi immagino queste coppie al primo anniversario di matrimonio. Dove volete che facciano la prossima vacanza? Sicuramente accompagnati da amici e parenti in qualche località affollata per poi trovarsi l’annno successivo già separati e liberi.

    5° giorno: Il Nord dell’Isola: il giardino botanico di Pamplemousses e la capitale Port Luis

    Prenotiamo per mezza giornata un’escursione organizzata nel nord dell’isola che comprende il giardino botanico di Pamplemousses e la capitale Port Luis. Il parco di Pamplemousses merita sicuramente una visita. Creato nel 1735 dal governatore Mahè de la Bourdonnais ebbe da allora fortune alterne sino al 1849 anno in cui un orticoltore inglese James Duncan lo rilevò piantandovi un gran numero di palme.Ci sono al suo interno delle specie veramente rare come, per esempio, il Talipot Palm che germoglia solo dopo 50 anni con un’infiorescenza composta da tantissimi piccoli fiori destinati ad appassire dopo poco tempo. Splendide anche le ninfee giganti, gli esemplari di bambu dorato gli alberi della gomma e molto altro ancora. All’interno del parco sono inoltre visibili le tartarughe giganti e i cervi. Lasciato il giardino botanico riprendiamo la strada per Port Luis non prima però di fare l’immancabile tappa in un negozio. La guida del giorno precedente aveva consigliato al nuovo accompagnatore di farci fare shopping, ma purtroppo per lui, avevamo già dato, e tanto, dunque niente affari. Giungiamo a Port Luis intorno alle 11:00 e la prima visita è al mercato. Mentre l’altra coppia si lascia coinvolgere negli acquisti dei soliti souvenir turistici, in una zona del mercato dove i venditori sono assillanti, noi ci dedichiamo alla scoperta del mercato della frutta. Bancarelle colorate, scene di vita vera quotidiana sono decisamente meglio. Quando terminiamo il nostro giro e raggiungiamo gli altri li troviamo scoraggiati e con una irrefrenabile voglia di scappare. “Avete visto il mercato della frutta?” gli chiediamo “assolutamente no, ne abbiamo avuto abbastanza di questo” ci rispondono. Beh forse era meglio addentrarsi nella vita vera e non in quella turistica che comunque ci avrebbe aspettati dopo 5 minuti; infatti, attraversata la strada veniamo portati nel famoso centro commerciale sull’acqua dove venditori meno insistenti presentano i loro prodotti artigianali. Molto interessante anche l’esposizione di sculture di pane che si trovava all’interno. Quando rientriamo al Resort pranziamo come al solito in riva al mare e a base di pesce - Insalata di gamberi (squisita), carpaccio, spiedini di pesce, frutta gratinata, gelato, insomma una delizia -. Il pomeriggio lo dedichiamo al relax in spiaggia e all’avvistamento dei granchi. La sera viene allietata da un grazioso spettacolo di “SEGA” il ballo tipico maurizano.

    6° giorno: Safari in Quad e coccole ai leoni!

    Il Casela Park dista dal nostro Resort pochi chilometri. La giornata è splendida, nessuna nuvola all’orizzonte, l’ideale per vedere l’isola dal parco. Ci passa a pendere un taxista, raggiungiamo l’ingresso del parco e attendiamo l’apertura alle 9:00. Nel frattempo, incuriositi dalle tante attività che si possono effettuare all’interno del “Casela Park”, l’occhio ci cade sul manifesto con scritto “Big cats/felins - Feel-touch/interaction – 15 minutes”. Dalla foto sembrano dei docili, innocenti cuccioli di leoni. Impossibile resistere alla tentazione di passare 15 minuti della nostra vita ad accarezzarli e chiediamo dunque di poter prenotare questa splendida esperienza. Nel frattempo, dopo aver pagato il supplemento di € 26,00 per accarezzare i leoncini, ci vengono a prendere per iniziare il safari. Ci immergiamo in 45 km quadrati di riserva incontrando di tanto in tanto qualche tartaruga gigante, cervi, struzzi, zebre ecc… Il safari non è da consigliare per l’avvistamento degli animali ma quanto piuttosto per la bellezza del paesaggio. Già dopo pochi minuti di escursione mi accorgo però del perché avessero richiesto una guida esperta. Mi sono dovuta avventurare, sola con il mio quad, dentro fiumi, superando scarpate su un terreno tutt’altro che agevole. Ecco perché ero l’unica donna alla guida, tutte le altre avevano visto bene di fare guidare il ragazzo; noi, come sempre, abbiamo optato per la scelta di un quad a testa. Dopo ben 2 ore di safari viene per noi il momento dei leoni. Parcheggiamo i nostri quad e ci dirigiamo a piedi verso la zona dei felini. Quando giungiamo a destinazione la sorpresa! I cuccioli di leone sulle foto sono diventati delle bestie enormi. Che fare? Oramai abbiamo pagato, abbiamo la possibilità di vivere un’esperienza unica e che potrebbe però trasformarsi anche in irripetibile. Entriamo all’interno di un’area recintata di circa 300 mq (o forse piu’) con all’interno 4 leonesse e lui, il re leone ”Kimba”. Le raccomandazioni che ci vengono fatte sono quelle di non abbandonare mai la presa del bastone che ci è stato dato, di restare sempre con il busto eretto anche quando ci si abbassa per accarezzarli e soprattutto di non isolarsi dal resto del gruppo (eravamo 8 persone). Sono la prima a vivere questa emozione, saluto Kimba, gli dico di fare il bravo e lo accarezzo ripetutamente. Stupendo. Tocca poi al mio ragazzo e via via a tutti gli altri. Quando iniziamo a pensare che forse 5 leoni liberi, e sottolineo liberi, potrebbbero anche essere pericolosi pur se adddestrati, felici dell’esperienza vissuta pensiamo “adesso usciamo e li ammiriamo da fuori”; invece no, ci fanno spostare e avvicinare a 3 leonesse e accarezziamo anche loro. Che dire, un’esperienza da provare almeno una volta nella vita! Pericoloso? Forse, come lo è anche un cane randagio affamato, la nostra speranza era proprio che avessero già fatto una buona e abbondante colazione. Il pomeriggio, come sempre, lo dedichiamo al relax e alla spiaggia. La sera, solita musica dal vivo. Siamo in debito di un Cocktail con il ragazzo del gruppo e gli chiediamo se vuole bere qualcosa con noi. Incredibilmente ci dice che non puo’, se il capo lo vede seduto a bere con i clienti sono guai. Cerca di convincerci a ballare di nuovo ma inutilmente, troppi occhi ci osservano. Quando l’orchestra termina la sua esibizione lo convinciamo a sedersi con noi, si guarda attorno titubante e decide finalmente di bere qualcosa. Passiamo momenti piacevoli a conversare con lui (rigorosamente in inglese, qui nessuno parla italiano). Ci racconta la sua esperienza lavorativa e il “regime” imposto loro dal proprietario “nessun rapporto di amicizia con i clienti che sono “Guest no Friends”.

    7° giorno Da Le Morne a Souilac

    Il cielo è leggermente coperto, quasi sicuramente non pioverà ma l’idea di stare in spiaggia ad aspettare il sole che verrà non ci alletta. Decidiamo di uscire dal resort e di prendere un taxi per andare alla scoperta della parte sud occidentale dell’isola. Dopo una breve contrattazione troviamo il taxista che fa per noi e via alla scoperta di nuovi paesaggi mauriziani. La prima tappa la facciamo a Le Morne. Ai piedi di questo imponente massiccio roccioso di 555 metri d’altezza troviamo un monumento in ricordo dei tanti schiavi che qui pare persero la vita gettandosi dal monte. Il nostro taxista ci fa anche un’po da guida e quando ci avviciniamo ad angoli caratteristici di Mauritius è il primo a fermarsi per farci scattare qualche foto. Lasciato sulla nostra sinistra il monumento prendiamo un sentiero che porta sulla costa. La prima cosa che notiamo è il colore dell’acqua; decisamente piu’ bella di quella che si trova a Flic & Flac. Strano ma vero, qui non ci sono turisti, il tempo sembra essersi fermato, il mare è stupendo e la tranquillità regna assoluta. Ammiriamo quasi incantati la strana vegetazione che circonda la spiaggia, alberi dalle forme contorne che fanno da cornice a questo quadro surreale. Riprendiamo la strada e percorriamo la via costiera che collega Le Morne a Baie du Cap, una fra le piu’ panoramiche del paese sino a giungere a Suillac. Visitiamo spiagge dove gli stessi mauriziani amano passare la domenica a riposare e tratti di mare dove troviamo pescatori dediti al lavoro. Il nostro taxista gentilmente si ferma di tanto in tanto anche per lasciarci assaporare momenti di vita quotidiana come la vendita di pesce, la raccolta di frutti ecc.. Si è fatto tardi, il rientro previsto per le 13:00 ci impone di fare dietro front, abbiamo le valigie da preparare (purtroppo) e l’ultimo pomeriggio da passare in spiaggia. Un’ultima lunga passeggiata in attesa del tramonto è d’obbligo prima di salutare questo mare e quest’isola.

    la partenza

    Sveglia alle 3:00. È giunta l’ora di partire, le valigie sono pronte, i voucher pure ma, quella coppia? Quei due simpatici sposini che per tutta settimana hanno evitato tutti saranno pronti? Come detto in precedenza la tentazione di farli giungere sino all’aeroporto senza biglietti è tanta. Resisto sino all’ultimo, poi, presa da un’po di compassione, quando il pulmino che ci porta in aeroporto sta per partire, le porte si chiudono e io me ne esco con una frase del tipo “ma anche a voi hanno staccato i biglietti con il nominativo e la prenotazione del volo quando siete arrivati? Perché se cosi’ fosse la guida ci ha detto che assolutamente senza quelli non si parte!”, all’improvviso, il silenzio che li ha contraddistinti per tutta settimana, si rompe “Fermo, fermo” dicono all’autista. Scendono, si dirigono alla reception, noi attendiamo una decina di minuti e finalmente risalgono con i loro biglietti. Sentiamo un lamento, un flebile verso “grazie” ci dicono e poi aggiungono ad alta voce ”va beh, al massimo prendevamo un taxi dall’aeroporto per venirli a prendere”. E’ in questo istante che mi rendo conto che forse avremmo fatto bene a non dire nulla, e si, tanto l’aereo senza di loro non sarebbe partito, figuriamoci (2 ore a/r aeroporto – resort cosa vuoi che siano) li avrebbero aspettati!! Una piccola soddisfazione però ce la prendiamo; 11 ore d’aereo sono tante e loro, che con la puzzetta sotto il naso avevano richiesto il posto vicino al finestrino davanti all’ala (e sottolineo davanti all’ala), fidandosi di quell’assistente inesistente si sono trovati a fare tutto il volo nei sedili interni senza poter ammirare dall’alto la Somalia, Il Sudan, l’Egitto, la Libia. E chi avevano vicino a loro? Noi, che al motto di fidarsi è bene non fidarsi è meglio, avevamo richiesto al chek-in il tanto desiderato oblò. Basta poco che ce vo’.

    Gastronomia e ricette

    La gastronomia mauriziana è un mix di sapori. Si và dalla cucina creola, dai sapori decisamente forti e speziati, alla raffinata cucina francese, alle zuppe della cucina cinese. L’oceano indiano contribuisce ad arricchire i sapori con pesci e crostacei. Un esempio di piatti tipici sono la rougaille, salsa creola speziata a base di pomodoro e zenzero ottima per condire sia pesce che carne; la Vindaye, salsa di senape servita con pesce freddo; la Youm Koumg, specialità a base di frutti di mare al cocco. Per non parlare poi dei dolci, uno piu’ buono dell’altro. Per i lettori interessati alla cucina creola ho trovato la ricetta della Rougaille: ingredienti: pomodori, cipolla, aglio, zenzero, timo, prezzemolo, sale, pepe, olio e peperoncino. “Scottare i pomodori e passarli. Far scaldare dell’olio con un peperoncino in un wok (panciuta padella cinese), aggiungere aglio e zenzero in polvere e, continuando a mescolare, versare la cipolla e farla imbiondire. Aggingere la passata di pomodoro, salare e pepare. Quando, dopo qualche minuto, la salsa avrà acquisito una consistenza cremosa, potrà essere condita con timo e prezzemolo come accompagnamento di carne o pesce.” Cotto e mangiato!

    Notizie Utili:

    - moneta locale rupia mauriziana (1 euro = circa 40 rupie) non ovunque sono accettati gli euro;

    - carte di credito accettate sono quelle dei circuiti American Express, Diners, Master Card e Visa;

    - Fuso orario +3 (+2 rispetto all’Italia quando da noi vige l’ora legale);

    - Lingua: Inglese. Parlate anche creolo, francese e hindi

    - voltaggio 220V (consigliabile un adattatore, non in tutti gli hotel è reperibile);

    - Chiamate d’emergenza: 114 Ambulanza, 999/112 Polizia, 999/115 incendi;

    Conclusioni

    Innamorarsi a Mauritius e di Mauritius è facile. Il mare color smeraldo, i parchi che la ricoprono, i tramonti mozzafiato e la cordialità dei suoi abitanti fanno di quest’isola l’ideale nido d’amore. Lasciatevi coccolare nelle spa dei resort di lusso, avventuratevi nella parte interna dell’isola alla ricerca di paesaggi insoliti, assaporate i piaceri della cucina locale e saprete così immergervi nell’atmosfera di un’isola che sarà in grado di stupirvi piu’ di quanto possiate immaginare. Mauritius l’isola che non ti aspetti!

  2. S75
    , 3/6/2010 15:40
    <b>Premessa</b>
    La nostra partenza per Mauritius era inizialmente prevista per aprile ed esattamente per il giorno 17 ma il vulcano islandese, che ha tenuto a terra milioni di viaggiatori, ha avuto la meglio. Ti trovi in aeroporto, convinto di partire per le vacanze tanto sognate e, invece, in un attimo, il sogno svanisce. Ti senti dire “il volo è annullato” e l’unica cosa che speri, a questo punto, è di non rivedere i soliti colleghi, di non riprendere il solito tram tram…. Che fare allora? Le alternative sono due: rientrare al lavoro o cogliere l’occasione per visitare posti vicini che spesso, per mancanza di tempo, vengono tralasciati. Guardiamo le nostre valigie e presi da un’improvvisa voglia di partire comunque, e a tutti i costi, ci dirigiamo verso il Lago d’Orta e il Piemonte a cui dedichiamo due giorni di visita. Al nostro rientro - era il 19/04/2010 - veniamo contattati dalla nostra agenzia che ci comunica la possibilità di partire per Mauritius il 09/05/2010. Non ce lo lasciamo dire due volte, ci organizziamo dal punto di vista lavorativo, e prenotiamo. Il nostro carissimo Vulcano islandese però pare proprio che non voglia farci partire, infatti, dopo 3 settimane di “calma piatta” – almeno per i voli italiani – ecco che il nostro amico si risveglia. E’ incredibile, amici e parenti iniziano a ironizzare, a commentare dicendoci “<i>non partite nemmeno questa volta</i>”, “<i>quando voi siete in viaggio o dovete partire succede sempre qualcosa</i>” – ebbene si, potremmo scrivere un libro sulle nostre avventure. Alle 13:00 circa del 09/05/2010 siamo in autrostrada quando, sconsolati e con lo sguardo perso sui nostri bellissimi biglietti aerei, sentiamo la notizia, si proprio quella tanto attesa “<i>lo spazio aereo del nord Italia verrà riaperto alle ore 14:00</i>”. Alla faccia di sua imponenza mister vulcano islandese, questa volta si parte!!!!

    <b><u>Cosa ci ha spinti a scegliere quest’isola?</u></b>
    La scelta di Mauritius è stata del tutto casuale. Non è facile scegliere; molte località sono sconsigliate dalla farnesina, altre non adatte dal punto di vista climatico, altre ancora da noi già visitate e per esclusione la scelta è ricaduta proprio su Mauritius, un’isola conosciuta per la sua tranquillità e per la pacifica convivenza delle diverse etnie che la popolano. <u></u>

    <b><u>Un’isola di ridotte dimensioni ma una varietà climatica da considerare.</u></b>
    Il clima a Mauritius è una vera incognita. Sono sconsigliati i mesi di gennaio e febbraio a causa della probabile formazione di cicloni ma sull’isola il rischio pioggia è sempre dietro l’angolo soprattutto nella parte più interna e a est. Noi prenotiamo presso una struttura sulla costa occidentale, il Resort “The Sands” località Flic & Flac. Dei 7 giorni sull’isola, caso piu’ unico che raro, troviamo un solo pomeriggio di pioggia e 5 minuti di acquazzone durante un’escursione a Grand Bassin. Temperatura media - nonostante fosse iniziato il loro inverno - 30 gradi senza bisogno di maglioncino per la sera.
    <b><u></u></b>
    <b><u>La soap-opera prima, durante e dopo il decollo</u></b>
    La partenza è prevista da Milano Malpensa alle 17:20. Effettuiamo l’imbarco ma ci viene comunicato di dover attendere oltre un’ora a causa di un ritardo del servizio di catering. Ad un certo punto, ancora fermi in aeroporto, e a pochi minuti dal decollo udiamo un urlo “<i>lasciami passare, io scendo, non posso stare una settimana con te, come fanno i tuoi a sopportarti!!!</i>”. Volgo lo sguardo sul lato sinistro dell’aereo e vedo una donna scavalcare il suo ragazzo e urlare “<i>io scendo, io scendo…</i>”. La ragazza si reca dalle Hostess cercando di convincerle a farla scendere sottolinenado loro l’impossibilità di resistere una settimana con lui. L’uomo, si lui, la causa di tutto, continua imperterrito a leggere la sua rivista come se niente fosse. Probabilmente la soap-opera era gia iniziata ancor prima, durante il check-in, quando, infatti, notammo lo stesso ragazzo parlare al telefonino ripetendo in continuazione “<i>campioni campioni, siamo campioni</i>” – probabilmente un interista che festeggiava in anticipo –. A posteriori, dopo aver assistito al tentativo di fuga della sua ragazza, la domanda viene spontanea “<i>ma campione di che</i>?”, mi chiedo io “<i>la tua ragazza ti sta lasciando nel bel mezzo di una vacanza, anzi, ancor prima che la stessa inizi e tu ti senti un campione? mah.!!</i> Abbastanza incuriositi, come il resto dei passeggeri, ci giriamo a guardare la ragazza e la vediamo in lacrime parlare con le Hostess che la invitano a sedersi per la fase di decollo. E lui, vi starete chiedendo, cosa ha fatto? Solo dopo un’ora di volo si è deciso ad andare a cercarla. Appoggia la sua rivista, si alza, inizia a piangere tra le braccia delle hostess e tra un sedile e l’altro va alla ricerca della sua metà, che però non ne vuol sapere. Cosa hanno fatto una volta giunti a Mauritius i nostri due protagonisti? Hanno continuato a litigare all’aeroporto e poi da lì le nostre strade si sono separate e li abbiamo rivisti solo al ritorno - seduti vicini vicini ed apparentemente riappacificati - ….. Mauritius fa miracoli!!!

    <b><u>Il primo impatto: Mauritius vista dall’alto</u></b>
    Finalmente dopo 10 ore di volo giungiamo a Mauritius. Già in fase di atterraggio l’isola si rivela in tutta la sua rigogliosa vegetazione. E’ sufficiente un colpo d’occhio dall’aereo per iniziare ad apprezzare anche la pioggia. Si perché, senza tutte quelle giornate piovose, Mauritius sarebbe un’altra cosa, una di quelle tante isole senz’anima, quelle che si trovano ovunque e che non hanno molto da offrire.
    <b> </b>
    <b><u>Disbrigo delle formalità, mezzi di trasporto e arrivo al Resort (attenzione al voucher però!).</u></b>
    Il disbrigo delle formalità comporta tempi di attesa piuttosto lunghi, meglio dunque armarsi di pazienza e attendere che la legge faccia il suo corso. Timbrati i passaporti e compilata la scheda sullo stato di salute, finalmente possiamo uscire e iniziare ad apprezare il clima piacevole dell’isola. L’aeroporto dista dal nostro Resort circa un’ora - un’ora e mezza in orari di punta. L’idea iniziale era quella di noleggiare un’auto e girare l’isola in tutta libertà ma consiedarato il traffico di alcune località e la difficoltà di adattarsi alla guida a sinistra, optiamo per i taxi. Una parentesi va sicuramente dedicata a questo mezzo di trasporto che, a nostro avviso, è per il turista il migliore da utilizzare. E’ necessario contrattare, ma dopo aver pattuito il prezzo, ci si trova ad avere a disposizone un taxista - anche per tutto il giorno- disposto ad aspettare scatti fotografici nei luoghi piu’ suggestivi, pranzi, cene ecc… Un esempio? Partenza da Flic & Flac, escursione a Le Morne e costa sud con rientro alle ore 13:00 al prezzo di € 45,00 (andata e ritorno) – con lo sconto applicato dopo una breve contrattazione € 25,00. Quando arriviamo al Resort, stanchi per le ore di volo e di trasferimento, non vediamo l’ora di riposare e prestiamo poca attenzione a quanto accade. Fortunatamente, ripresa la mia solita lucidità, faccio presente al mio ragazzo che qualcosa non va. Per quale motivo alla reception ci hanno staccato la pagina del Voucher con indicati i nostri nomi e la prenotazione del volo?. Verso la fine della settimana farò presente all’assistente in loco l’accaduto chiedendogli se il voucher mi verrà automaticamente riconsegnato il giorno della partenza o se devo richiederlo – <i>“ assolutamente lo devi richiedere”</i>, mi dice, “<i>senza quello non partite”</i>. Scampato il pericolo, messo in cassaforte il nostro voucher, pensiamo immediatamente a quella copia tanto simpatica (si fa per dire) che evitava tutto e tutti e che con la puzza sotto il naso non salutava nessuno. La tentazione di non dire loro nulla è forte, di vederli in affanno all’aeroporto il giorno della partenza… Come è andata a finire con la coppia simpatica? lo scoprirete solo leggendo..

    <b>1° giorno – La deliziosa cucina mauriziana e i soliti italiani all’estero“io mangiare solo spaghetti no cotti”.</b>
    Il giorno d’arrivo si sa è perso. Vuoi per il tempo dedicato alla sistemazione delle valigie, vuoi per il necessario incontro informativo con l’assistente (di cui è meglio non parlare, abbiamo già segnalato a chi di dovere) e vuoi, infine, per la stanchezza del volo. Qualcosa però ci colpisce subito, la cucina mauriziana - creola chiamatela come volete - quel che è certo è che già dal primo pranzo abbiamo capito che Mauritius ci avrebbe stupiti dal punto di vista gastronomico. L’incipit culinario è stato a base di carpaccio di tonno, pesce alla griglia con patate, uno strano gelato di cui ora ignoro il nome e, il tutto, servito in un angolo della spiaggia con una splendita vista mare. Mi soffermerò solo brevemente sul buffet serale, che dire, all’altezza delle aspettative e anche piu’. Unica serata a basso tono quella dedicata alla cucina italiana. Come sempre, e non mi stancherò mai di ripeterlo, non si può pretendere di trovare la pizza napoletana, i pizzoccheri valtellinesi o le seadas sarde a Mauritius e in nessun’altra parte del mondo. Inorridisco nel sentire italiani lamentarsi per la cottura degli spaghetti anziché sprecare il loro fiato per apprezzare la cucina locale. E pensare che tra gli ospiti del Resort c’è stato qualcuno in grado di rovinarsi il viaggio di nozze perché non c’era ne la cucina ne l’animazione italiana. Che tristezza. Il pomeriggio lo dedichiamo alla spiaggia. Iniziamo a fare conoscenza con i suoi abitanti - piccoli granchi che si nascondono tra la sabbia e granchi di piu’ grandi dimensioni che nel tardo pomeriggio abitano gli scogli di fronte al Resort - I ragazzi in viaggio di nozze, sempre quelli di cui sopra, si lamentavano oltretutto perché il Resort era troppo tranquillo, avrebbero preferito quello a circa 200 mt dal nostro dove il caos che regnava non permetteva nemmeno di udire il rumore del mare, la musica dell’oceano indiano. Come è possibile sentir dire da due sposini, che avrebbero poi trascorso una settimana alle Seychelles, “<i>speriamo che almeno là ci siano piu’ italiani altrimenti cosa facciamo io e lui da soli?</i>” Mah, qualcosa da consigliare avrei ma probabilmente non saprebbero da che parte iniziare.

    <b>2° giorno – Il sud dell’isola, l’inaspettata Mauritius inizia da qui: Vulcano di Trou aux cerfs, lago sacro di Grand Bassin e Chamarel.</b>
    Per la nostra prima uscita dal Resort prenotiamo un’escursione organizzata che ha i suoi pro e i suoi contro. I pro: possibilità di visitare piu’ cose sfruttando al meglio il tempo e il tutto accompagnato dai commenti di una guida esperta, alla quale chiedere non solo informazioni su quanto si sta visitando ma anche tante altre curiosità sui mauriziani e sulla loro splendida isola. I contro: impossibilità di soffermarsi nei luoghi che piu’ ci colpiscono, immancabile sosta ai negozi convenzionati e, sicuramente, meno romanticismo. Per quanto ci riguarda possiamo ritenerci fortunati in quanto il gruppo – se così lo si puo’ definire – era composto da sole 6 persone: l’autista, la guida, noi e un’altra coppia con cui abbiamo avuto modo di effettuare un’altra escursione. Iniziamo la visita di Mauritius fermandoci a fotografare il vulcano di “Trou aux cerfs”, nulla a che vedere con quello islandese, si tratta di un vulcano spento, profondo 100 metri e circondato da una immensa vegetazione e da un panorama a tutto tondo sull’isola. La tappa successiva è all’immancabile serie di negozi a Curepipe che non possono proprio essere evitati. Interessante la visita ai laboratori di modellini di navi tipici di Mauritius. Le navi piu’ grandi possono richiedere anche 400 ore di lavoro e tutto viene realizzato rigorosamente a mano (come ricordo abbiamo acquistato il famoso Bounty). Io, amante dello shopping, mi sono vista costretta a sequestrare la carta di credito del mio ragazzo che, quasi fosse stato ipnotizzato, continuava a comprare cose per lui e per me. Le commesse lo seguivano con un cesto che lui, in continuazione, provvedeva a riempire. Non so se effettivamente fosse attratto dallo shopping sfrenato o invece dal fatto di essere circondato dalle signorine, fatto sta che, finito di svaligiare un negozio, iniziava con un altro. Ovviamente la nostra guida, resasi conto della situazione, e quasi sicuramente con una percentuale sui nostri acquisti, ha iniziato a starci alle costole, ignorando quasi totalmente l’altra coppia. Captava ogni vocale che veniva da noi pronunciata, anche a bassa voce, e appena sentiva dire “<i>chissà se hanno ….”</i> in men che non si dica l’oggetto del nostro desiderio si materializzava davanti a noi. Una volta riuscita a frenare gli istinti bestiali del mio amore inizio a lottare con la guida convincendolo del fatto che da noi chi comanda è la donna, e se io dico <i>“adesso basta”</i> è basta!! Resosi conto che non c’era piu’ nulla da fare, che la carta di credito era sequestrata, che i suoi afffari erano finiti finalmente ci fa ripartire e attraversiamo le foreste di Plaine Champagne alla volta del lago sacro. Abbiamo visitato diversi posti nel mondo ma ancora ci mancava la cultura indù. Il lago sacro di Grand Bassin è un buon inizio per fare una prima conoscenza di questa religione<i>. La leggenda narra che Shiva e la propria consorte stavano girovagando intorno al mondo quando all’improvviso vennero abbagliati dalla luce emanata da un’isola circondata da un mare di smeraldo. Shiva, che in quel momento trasportava sulle proprie spalle il fiume Gange per salvare il mondo dalle alluvioni, decide di atterrare. Alcune gocce d’acqua del fiume caddero dalla sua testa e formarono un lago in un cratere. Il Gange era dispiaciuto del fatto che l’acqua venisse abbandonata in un luogo disabitato ma Shiva gli promise che un giorno gli abitanti delle sue rive si sarebbero trasferiti sull’isola e un volta l’anno avrebbero compiuto un pellegrinaggio in quel luogo per offrirgli in dono l’acqua del lago</i>. L’isola in questione è ovviamente Mauritius ed il lago è quello di Grand Bassin. Sulle rive si trovano oggi statue di divinità indu, templi e luoghi di raccoglimento. Interessante vedere il loro modo di rendere omaggio alle divinità portando loro noci di cocco, banane, fiori ecc… L’atmosfera è coinvolgente tanto è vero che entriamo nel tempio e lasciamo che un “sacerdote” – se così si puo’ chiamare – ci dia la sua benedizione. Abbiamo appena il tempo di rimetterci le scarpe che subito un acquazzone improvviso – della durata di 5 minuti – ci fa capire che a Mauritius il meteo è un’incognita. Si alternano, infatti, acquazzoni violenti della breve durata a raggi di sole, il tutto con un’ evoluzione rapidissima che non ti lascia il tempo di capire cosa sta per accadere . L’escursione prosegue con il pranzo presso un ristorante tipico. In un luogo decisamente tranquillo gustiamo un antipasto a base di insalata di mare, “sushu” (credo si scriva così), salse al peperoncino, pesce alla griglia e gelato. Altro luogo che merita sicuramente una sosta sono le terre colorate e le cascate di Chamarel. Si ritiene che queste terre debbano il loro colore al raffreddamento non uniforme della massa rocciosa fusa. Se si osserva la varietà cromatica alla luce del sole non si può che restare a bocca aperta. Vicino a questo sito si trovano delle belle cascate dell’altezza di 100 metri. Tutto il tratto di strada che porta a Chamarel merita di essere percorso in quanto circondato da una splendida vegetazione caratteristica dell’isola. Rientriamo al resort alle 15:30 in un’orario che ci consente di rilassarci in spiaggia. Ogni sera un gruppo musicale cerca, per quanto possibile, di intrattenere gli ospiti con musica dal vivo. Sulle note di una splendida canzone riesco a convincere il mio amore a ballare. Quando l’orchestra ha ormai terminato la sua esibizione e stiamo per andarcene veniamo fermati da un ragazzo del gruppo che, in inglese, ci dice di essersi particolarmente emozionato nel vederci ballare, ci fa i complimenti e a nome di tutto lo staff presente a quell’ora ci offre due Cocktails (ovviamente all’insaputa del proprietario non essendoci il trattamento all inclusive). L’indomani anche le cameriere e i responsabili della Reception ci fermeranno a farci i complimenti. La cosa ci ha fatto enormemente piacere ma, allo stesso tempo, iniziamo a sentirci un poco osservati.

    <b>3° e 4° giorno: Relax e Spa</b>
    L’imperativo, per questa settimana di vacanza è la parola “relax”. Venendo da un periodo lavorativo particolarmente intenso la necessità di riposarsi è impellente. Decidiamo dunque di dedicare almeno 2 giornate al riposo. La spiaggia offre lunghe e romantiche passeggiate, soprattutto per ammirare il tramonto e il resort permette di dedicare parte del proprio tempo a coccolare se stessi. Il pomeriggio (l’unico di pioggia trovato) prenotiamo un bel massaggio di coppia. La spa, non di grandi dimensioni, è molto accogliente e di atmosfera. Paghiamo 120,00 euro per un’ora di relax totale. La sera prendiamo un taxi ed andiamo in centro a Flic & Flac. Siamo gli unici in giro per il paese. Troviamo un locale con musica dove ci fermiamo a prendere un cocktail. Il taxista che ci ha accompagnati non ha voluto denaro, ci ha promesso di ripassare a prenderci dopo un’ora (tempo piu’ che sufficiente considerata la sonnolenza del paese). Quando usciamo dal locale, però, non c’è nessuno. Che fare? Prendere un altro taxi o aspettare il signore al quale tra l’altro dovevamo dei soldi? Scegliamo di attendere e dopo 20 lunghi minuti ecco spuntare un taxista che si avvicina e chiede “Hotel the Sands?” è lui, finalmente! Ci avevano detto che Flic & Flac era la località piu’ viva di Mauritius ma, in realtà, il concetto di vita qui è relativo. Chiunque pensi di andare a Mauritius per il divertimento è bene che cambi destinazione e prenoti una settimana ad Ibiza. Mauritius è, come già detto, sinonimo di romanticismo, tranquillittà assoluta, perché mai sarebbe altrimenti una meta così gettonata per i viaggi di nozze? Eppure in questa atmosfera magnifica, dove anche due come noi senza la classica fede al dito luccicante riescono a trovare il giusto equilbrio, si riesce a sentire coppie lamentarsi per l’assenza di vita mondana. “<i>Restate a casa vostra</i>” - mi dico - <i>perché mai venire qui</i>? Già mi immagino queste coppie al primo anniversario di matrimonio. Dove volete che facciano la prossima vacanza? Sicuramente accompagnati da amici e parenti in qualche località affollata per poi trovarsi l’annno successivo già separati e liberi.

    <b><u>5° giorno: Il Nord dell’Isola: il giardino botanico di Pamplemousses e la capitale Port Luis</u></b>
    Prenotiamo per mezza giornata un’escursione organizzata nel nord dell’isola che comprende il giardino botanico di Pamplemousses e la capitale Port Luis. Il parco di Pamplemousses merita sicuramente una visita. Creato nel 1735 dal governatore Mahè de la Bourdonnais ebbe da allora fortune alterne sino al 1849 anno in cui un orticoltore inglese James Duncan lo rilevò piantandovi un gran numero di palme.Ci sono al suo interno delle specie veramente rare come, per esempio, il Talipot Palm che germoglia solo dopo 50 anni con un’infiorescenza composta da tantissimi piccoli fiori destinati ad appassire dopo poco tempo. Splendide anche le ninfee giganti, gli esemplari di bambu dorato gli alberi della gomma e molto altro ancora. All’interno del parco sono inoltre visibili le tartarughe giganti e i cervi. Lasciato il giardino botanico riprendiamo la strada per Port Luis non prima però di fare l’immancabile tappa in un negozio. La guida del giorno precedente aveva consigliato al nuovo accompagnatore di farci fare shopping, ma purtroppo per lui, avevamo già dato, e tanto, dunque niente affari. Giungiamo a Port Luis intorno alle 11:00 e la prima visita è al mercato. Mentre l’altra coppia si lascia coinvolgere negli acquisti dei soliti souvenir turistici, in una zona del mercato dove i venditori sono assillanti, noi ci dedichiamo alla scoperta del mercato della frutta. Bancarelle colorate, scene di vita vera quotidiana sono decisamente meglio. Quando terminiamo il nostro giro e raggiungiamo gli altri li troviamo scoraggiati e con una irrefrenabile voglia di scappare. “<i>Avete visto il mercato della frutta</i>?” gli chiediamo “<i>assolutamente no, ne abbiamo avuto abbastanza di questo</i>” ci rispondono. Beh forse era meglio addentrarsi nella vita vera e non in quella turistica che comunque ci avrebbe aspettati dopo 5 minuti; infatti, attraversata la strada veniamo portati nel famoso centro commerciale sull’acqua dove venditori meno insistenti presentano i loro prodotti artigianali. Molto interessante anche l’esposizione di sculture di pane che si trovava all’interno. Quando rientriamo al Resort pranziamo come al solito in riva al mare e a base di pesce - Insalata di gamberi (squisita), carpaccio, spiedini di pesce, frutta gratinata, gelato, insomma una delizia -. Il pomeriggio lo dedichiamo al relax in spiaggia e all’avvistamento dei granchi. La sera viene allietata da un grazioso spettacolo di “SEGA” il ballo tipico maurizano.

    <b><u>6° giorno: Safari in Quad e coccole ai leoni!</u></b>
    Il Casela Park dista dal nostro Resort pochi chilometri. La giornata è splendida, nessuna nuvola all’orizzonte, l’ideale per vedere l’isola dal parco. Ci passa a pendere un taxista, raggiungiamo l’ingresso del parco e attendiamo l’apertura alle 9:00. Nel frattempo, incuriositi dalle tante attività che si possono effettuare all’interno del “Casela Park”, l’occhio ci cade sul manifesto con scritto “Big cats/felins - Feel-touch/interaction – 15 minutes”. Dalla foto sembrano dei docili, innocenti cuccioli di leoni. Impossibile resistere alla tentazione di passare 15 minuti della nostra vita ad accarezzarli e chiediamo dunque di poter prenotare questa splendida esperienza. Nel frattempo, dopo aver pagato il supplemento di € 26,00 per accarezzare i leoncini, ci vengono a prendere per iniziare il safari. Ci immergiamo in 45 km quadrati di riserva incontrando di tanto in tanto qualche tartaruga gigante, cervi, struzzi, zebre ecc… Il safari non è da consigliare per l’avvistamento degli animali ma quanto piuttosto per la bellezza del paesaggio. Già dopo pochi minuti di escursione mi accorgo però del perché avessero richiesto una guida esperta. Mi sono dovuta avventurare, sola con il mio quad, dentro fiumi, superando scarpate su un terreno tutt’altro che agevole. Ecco perché ero l’unica donna alla guida, tutte le altre avevano visto bene di fare guidare il ragazzo; noi, come sempre, abbiamo optato per la scelta di un quad a testa. Dopo ben 2 ore di safari viene per noi il momento dei leoni. Parcheggiamo i nostri quad e ci dirigiamo a piedi verso la zona dei felini. Quando giungiamo a destinazione la sorpresa! I cuccioli di leone sulle foto sono diventati delle bestie enormi. Che fare? Oramai abbiamo pagato, abbiamo la possibilità di vivere un’esperienza unica e che potrebbe però trasformarsi anche in irripetibile. Entriamo all’interno di un’area recintata di circa 300 mq (o forse piu’) con all’interno 4 leonesse e lui, il re leone ”Kimba”. Le raccomandazioni che ci vengono fatte sono quelle di non abbandonare mai la presa del bastone che ci è stato dato, di restare sempre con il busto eretto anche quando ci si abbassa per accarezzarli e soprattutto di non isolarsi dal resto del gruppo (eravamo 8 persone). Sono la prima a vivere questa emozione, saluto Kimba, gli dico di fare il bravo e lo accarezzo ripetutamente. Stupendo. Tocca poi al mio ragazzo e via via a tutti gli altri. Quando iniziamo a pensare che forse 5 leoni liberi, e sottolineo liberi, potrebbbero anche essere pericolosi pur se adddestrati, felici dell’esperienza vissuta pensiamo <i>“adesso usciamo e li ammiriamo da fuori”;</i> invece no, ci fanno spostare e avvicinare a 3 leonesse e accarezziamo anche loro. Che dire, un’esperienza da provare almeno una volta nella vita! Pericoloso? Forse, come lo è anche un cane randagio affamato, la nostra speranza era proprio che avessero già fatto una buona e abbondante colazione. Il pomeriggio, come sempre, lo dedichiamo al relax e alla spiaggia. La sera, solita musica dal vivo. Siamo in debito di un Cocktail con il ragazzo del gruppo e gli chiediamo se vuole bere qualcosa con noi. Incredibilmente ci dice che non puo’, se il capo lo vede seduto a bere con i clienti sono guai. Cerca di convincerci a ballare di nuovo ma inutilmente, troppi occhi ci osservano. Quando l’orchestra termina la sua esibizione lo convinciamo a sedersi con noi, si guarda attorno titubante e decide finalmente di bere qualcosa. Passiamo momenti piacevoli a conversare con lui (rigorosamente in inglese, qui nessuno parla italiano). Ci racconta la sua esperienza lavorativa e il “regime” imposto loro dal proprietario “nessun rapporto di amicizia con i clienti che sono “Guest no Friends”.

    <b><u>7° giorno Da Le Morne a Souilac </u></b>
    Il cielo è leggermente coperto, quasi sicuramente non pioverà ma l’idea di stare in spiaggia ad aspettare il sole che verrà non ci alletta. Decidiamo di uscire dal resort e di prendere un taxi per andare alla scoperta della parte sud occidentale dell’isola. Dopo una breve contrattazione troviamo il taxista che fa per noi e via alla scoperta di nuovi paesaggi mauriziani. La prima tappa la facciamo a Le Morne. Ai piedi di questo imponente massiccio roccioso di 555 metri d’altezza troviamo un monumento in ricordo dei tanti schiavi che qui pare persero la vita gettandosi dal monte. Il nostro taxista ci fa anche un’po da guida e quando ci avviciniamo ad angoli caratteristici di Mauritius è il primo a fermarsi per farci scattare qualche foto. Lasciato sulla nostra sinistra il monumento prendiamo un sentiero che porta sulla costa. La prima cosa che notiamo è il colore dell’acqua; decisamente piu’ bella di quella che si trova a Flic & Flac. Strano ma vero, qui non ci sono turisti, il tempo sembra essersi fermato, il mare è stupendo e la tranquillità regna assoluta. Ammiriamo quasi incantati la strana vegetazione che circonda la spiaggia, alberi dalle forme contorne che fanno da cornice a questo quadro surreale. Riprendiamo la strada e percorriamo la via costiera che collega Le Morne a Baie du Cap, una fra le piu’ panoramiche del paese sino a giungere a Suillac. Visitiamo spiagge dove gli stessi mauriziani amano passare la domenica a riposare e tratti di mare dove troviamo pescatori dediti al lavoro. Il nostro taxista gentilmente si ferma di tanto in tanto anche per lasciarci assaporare momenti di vita quotidiana come la vendita di pesce, la raccolta di frutti ecc.. Si è fatto tardi, il rientro previsto per le 13:00 ci impone di fare dietro front, abbiamo le valigie da preparare (purtroppo) e l’ultimo pomeriggio da passare in spiaggia. Un’ultima lunga passeggiata in attesa del tramonto è d’obbligo prima di salutare questo mare e quest’isola.
    <b><u>la partenza</u></b>
    Sveglia alle 3:00. È giunta l’ora di partire, le valigie sono pronte, i voucher pure ma, quella coppia? Quei due simpatici sposini che per tutta settimana hanno evitato tutti saranno pronti? Come detto in precedenza la tentazione di farli giungere sino all’aeroporto senza biglietti è tanta. Resisto sino all’ultimo, poi, presa da un’po di compassione, quando il pulmino che ci porta in aeroporto sta per partire, le porte si chiudono e io me ne esco con una frase del tipo “<i>ma anche a voi hanno staccato i biglietti con il nominativo e la prenotazione del volo quando siete arrivati</i>? <i>Perché se cosi’ fosse la guida ci ha detto che assolutamente senza quelli non si parte!”,</i> all’improvviso, il silenzio che li ha contraddistinti per tutta settimana, si rompe “<i>Fermo, fermo</i>” dicono all’autista. Scendono, si dirigono alla reception, noi attendiamo una decina di minuti e finalmente risalgono con i loro biglietti. Sentiamo un lamento, un flebile verso “<i>grazie</i>” ci dicono e poi aggiungono ad alta voce ”<i>va beh, al massimo prendevamo un taxi dall’aeroporto per venirli a prendere</i>”. E’ in questo istante che mi rendo conto che forse avremmo fatto bene a non dire nulla, e si, tanto l’aereo senza di loro non sarebbe partito, figuriamoci (2 ore a/r aeroporto – resort cosa vuoi che siano) li avrebbero aspettati!! Una piccola soddisfazione però ce la prendiamo; 11 ore d’aereo sono tante e loro, che con la puzzetta sotto il naso avevano richiesto il posto vicino al finestrino davanti all’ala (e sottolineo davanti all’ala), fidandosi di quell’assistente inesistente si sono trovati a fare tutto il volo nei sedili interni senza poter ammirare dall’alto la Somalia, Il Sudan, l’Egitto, la Libia. E chi avevano vicino a loro? Noi, che al motto di fidarsi è bene non fidarsi è meglio, avevamo richiesto al chek-in il tanto desiderato oblò. Basta poco che ce vo’.

    <b><u>Gastronomia e ricette</u></b>
    La gastronomia mauriziana è un mix di sapori. Si và dalla cucina creola, dai sapori decisamente forti e speziati, alla raffinata cucina francese, alle zuppe della cucina cinese. L’oceano indiano contribuisce ad arricchire i sapori con pesci e crostacei. Un esempio di piatti tipici sono la <i>rougaille</i>, salsa creola speziata a base di pomodoro e zenzero ottima per condire sia pesce che carne; la <i>Vindaye</i>, salsa di senape servita con pesce freddo; la <i>Youm Koumg</i>, specialità a base di frutti di mare al cocco. Per non parlare poi dei dolci, uno piu’ buono dell’altro. Per i lettori interessati alla cucina creola ho trovato la ricetta della Rougaille: <i>ingredienti: pomodori, cipolla, aglio, zenzero, timo, prezzemolo, sale, pepe, olio e peperoncino. “Scottare i pomodori e passarli. Far scaldare dell’olio con un peperoncino in un wok (panciuta padella cinese), aggiungere aglio e zenzero in polvere e, continuando a mescolare, versare la cipolla e farla imbiondire. Aggingere la passata di pomodoro, salare e pepare. Quando, dopo qualche minuto, la salsa avrà acquisito una consistenza cremosa, potrà essere condita con timo e prezzemolo come accompagnamento di carne o pesce.” Cotto e mangiato!</i>

    <b><u>Notizie Utili:</u></b>
    - moneta locale rupia mauriziana (1 euro = circa 40 rupie) non ovunque sono accettati gli euro;
    - carte di credito accettate sono quelle dei circuiti American Express, Diners, Master Card e Visa;
    - Fuso orario +3 (+2 rispetto all’Italia quando da noi vige l’ora legale);
    - Lingua: Inglese. Parlate anche creolo, francese e hindi
    - voltaggio 220V (consigliabile un adattatore, non in tutti gli hotel è reperibile);
    - Chiamate d’emergenza: 114 Ambulanza, 999/112 Polizia, 999/115 incendi;

    <b><u>Conclusioni</u></b>
    Innamorarsi a Mauritius e di Mauritius è facile. Il mare color smeraldo, i parchi che la ricoprono, i tramonti mozzafiato e la cordialità dei suoi abitanti fanno di quest’isola l’ideale nido d’amore. Lasciatevi coccolare nelle spa dei resort di lusso, avventuratevi nella parte interna dell’isola alla ricerca di paesaggi insoliti, assaporate i piaceri della cucina locale e saprete così immergervi nell’atmosfera di un’isola che sarà in grado di stupirvi piu’ di quanto possiate immaginare. Mauritius l’isola che non ti aspetti!