1. 1: Scrittori per caso

    di , il 31/5/2010 16:56

    Vorrei segnalare questo libro: Tiziano Terzani, "La fine è il mio inizio". Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita...

    Tiziano,ormai consapevole che il suo male è incurabile e lo porterà alla morte, decide di dettare a suo figlio Fosco una sorta di testamento spirituale.

    “Che gioia, figlio mio. Ho sessantasei anni e questo grande viaggio della mia vita è arrivato alla fine. Sono al capolinea. Ma ci sono senza alcuna tristezza, anzi, quasi con un po' di divertimento”. E’ con queste parole che Tiziano invita suo figlio all’Orsigna, sull’appenino Toscano, dove si è ritirato per concludere i suoi ultimi giorni in solitudine e meditazione.

    Vorrei concludere questa segnalazione con un passo del libro secondo me molto significativo per capire lo spirito del libro:

    “Il corpo non siamo noi. Allora cosa siamo? Crediamo di essere tutte le cose che ci preoccupa di perdere morendo. Con l'identità - giornalista, avvocato, direttore di banca - ti ci sei identificato e l'idea che tutto questo scompaia, che tu non sia più il grande giornalista, il bravo direttore di banca, che la morte ti porti via tutto questo ti sconvolge. Tu possiedi la bicicletta, l'automobile, un bel quadro che hai comprato con i risparmi di tutta una vita, un campo, una casetta al mare. E tua! E ora muori e la perdi. La ragione per la quale si ha tanta paura della morte è che con quella bisogna rinunciare a tutto quel che ci stava tanto a cuore, proprietà, desideri, identità. Io l'ho già fatto. Negli ultimi anni non ho fatto che buttare a mare tutto questo e non c'è più nulla a cui sono legato.”

    Libro molto bello e toccante che ti porta a riflettere sul senso della vita dell'uomo.

  2. Silvia
    , 31/5/2010 16:56
    Vorrei segnalare questo libro: <b>Tiziano Terzani</b>, "<b>La fine è il mio inizio</b>". Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita...

    Tiziano,ormai consapevole che il suo male è incurabile e lo porterà alla morte, decide di dettare a suo figlio Fosco una sorta di testamento spirituale.

    “Che gioia, figlio mio. Ho sessantasei anni e questo grande viaggio della mia vita è arrivato alla fine. Sono al capolinea. Ma ci sono senza alcuna tristezza, anzi, quasi con un po' di divertimento”. E’ con queste parole che Tiziano invita suo figlio all’Orsigna, sull’appenino Toscano, dove si è ritirato per concludere i suoi ultimi giorni in solitudine e meditazione.

    Vorrei concludere questa segnalazione con un passo del libro secondo me molto significativo per capire lo spirito del libro:

    “Il corpo non siamo noi. Allora cosa siamo? Crediamo di essere tutte le cose che ci preoccupa di perdere morendo. Con l'identità - giornalista, avvocato, direttore di banca - ti ci sei identificato e l'idea che tutto questo scompaia, che tu non sia più il grande giornalista, il bravo direttore di banca, che la morte ti porti via tutto questo ti sconvolge. Tu possiedi la bicicletta, l'automobile, un bel quadro che hai comprato con i risparmi di tutta una vita, un campo, una casetta al mare. E tua! E ora muori e la perdi. La ragione per la quale si ha tanta paura della morte è che con quella bisogna rinunciare a tutto quel che ci stava tanto a cuore, proprietà, desideri, identità. Io l'ho già fatto. Negli ultimi anni non
    ho fatto che buttare a mare tutto questo e non c'è più nulla a cui sono legato.”

    Libro molto bello e toccante che ti porta a riflettere sul senso della vita dell'uomo.