1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 27/5/2010 15:33

    Non è forse la prima destinazione che verrebbe in mente ad un incallito viaggiatore, tuttavia l’incredibile sviluppo della compagnia di bandiera fa del Qatar una meta – anche se solo di passaggio – sempre più frequente. Numerosissimi sono i collegamenti per i paesi asiatici e l’aeroporto di Doha stenta a contenere il grande flusso di passeggeri, pertanto fervono i lavori per la costruzione di nuove aree.

    L’emirato, nonostante la modesta estensione, vanta enormi giacimenti di petrolio e gas naturale che gli permettono di essere il primo paese al mondo per ricchezza pro-capite.

    Doha, la capitale, è una città moderna: lungo la corniche bordata di palme svettano i grattaceli del centro, molti dei quali ancora in costruzione, che ospitano uffici e ministeri.

    Il paese è caratterizzato dalla tipica e variegata stratificazione sociale dei ricchi paesi del golfo: soltanto un quarto del 1.600.000 abitanti sono autoctoni, il resto sono per lo più immigrati provenienti dal subcontinente indiano, Filippine oltre che dagli altri paesi arabi “fratelli” meno fortunati economicamente i quali, come tutti gli altri espatriati, mai potranno sperare di ottenere un giorno la preziosa cittadinanza che garantisce la generosa politica redistributiva dell’emiro.

    Degno di nota è il museo di arte islamica anche per l’architettura dell’edificio sul mare che lo ospita, progettato da Pei (lo stesso che ha realizzato la piramide del museo del Louvre a Parigi). Il souq al Waqif – detto anche vecchio souq – è forse l’area più caratteristica della città. In realtà di “vecchio” c’è ben poco: gli edifici dall’aria più tradizionale ed il reticolo di vicoli coperti che offrono un fresco riparo dalla calura esterna sono in realtà stati costruiti di recente, tuttavia non sono privi di un certo fascino. Si concentrano in quest’area anche ristoranti e caffè alla moda, particolarmente frequentati il venerdì sera dai giovani locali oltre che dagli occidentali residenti per lavoro in Qatar per lo più nel settore petrolifero.

    Decisamente si nota una maggiore disinvoltura delle donne giovani, molte delle quali vestono tranquillamente all’occidentale senza badare a restrizioni particolari nell’abbigliamento. Sembra che da 5 anni a questa parte le abitudini di questo paese siano repentinamente cambiate, da quando cioè il Qatar ha deciso di diventare “moderno”, grazie anche all’influente ed affascinante seconda moglie dell’emiro Mozah, che ha un peso notevole nella gestione degli affari economici e sugli investimenti del Paese.

    Il Qatar, grazie anche alle ottime infrastrutture in continuo miglioramento, può essere visitato con macchina a noleggio (le tariffe sono estremamente convenienti) in un paio di giorni. Non ho avuto il tempo di recarmi a nord e sulla costa ovest, tuttavia con una gita di 4 ore, è possibile andare a visitare Khor al Udaid, a 70 km a sud della capitale, forse la principale attrazione del Paese: in prossimità del confine con l’Arabia Saudita, il mare penetra in profondità nel deserto per circa una trentina di chilometri creando uno scenario surreale con il contrasto delle dune sabbiose alte anche 60 metri. Per raggiungere Khor al Udaid è tuttavia necessario disporre di un 4x4. Le gite sono facilmente organizzabili presso gli alberghi in contatto con le agenzie viaggio del posto. L’aeroporto, con mia notevole sorpresa, non è assolutamente organizzato per dare informazioni ai turisti e soprattutto non dispone nemmeno di depositi per lasciare temporaneamente i bagagli a mano (pare per la strettissima regolamentazione sulla sicurezza).

    Attualmente la disciplina legislativa per il rilascio del visto è molto informale: si ottiene all’arrivo in aeroporto e lo si paga con carta di credito (20 €), consentendo una permanenza di massimo un mese. Sembra tuttavia che a breve questa politica cambierà e che il visto verrà rilasciato esclusivamente dalle ambasciate.

    Se, come noi, siete incuriositi a dare un’occhiata a questo Paese e disponete di uno stop over prolungato tra un volo e l’altro, affrettatevi a visitare il Qatar, un’esotica ed inaspettata parentesi mediorientale da inserire nel corso di un itinerario a più ampio raggio.

    Giu & Gabry

  2. giubren
    , 27/5/2010 15:33
    Non è forse la prima destinazione che verrebbe in mente ad un incallito viaggiatore, tuttavia l’incredibile sviluppo della compagnia di bandiera fa del Qatar una meta – anche se solo di passaggio – sempre più frequente. Numerosissimi sono i collegamenti per i paesi asiatici e l’aeroporto di Doha stenta a contenere il grande flusso di passeggeri, pertanto fervono i lavori per la costruzione di nuove aree.
    L’emirato, nonostante la modesta estensione, vanta enormi giacimenti di petrolio e gas naturale che gli permettono di essere il primo paese al mondo per ricchezza pro-capite.
    Doha, la capitale, è una città moderna: lungo la corniche bordata di palme svettano i grattaceli del centro, molti dei quali ancora in costruzione, che ospitano uffici e ministeri.
    Il paese è caratterizzato dalla tipica e variegata stratificazione sociale dei ricchi paesi del golfo: soltanto un quarto del 1.600.000 abitanti sono autoctoni, il resto sono per lo più immigrati provenienti dal subcontinente indiano, Filippine oltre che dagli altri paesi arabi “fratelli” meno fortunati economicamente i quali, come tutti gli altri espatriati, mai potranno sperare di ottenere un giorno la preziosa cittadinanza che garantisce la generosa politica redistributiva dell’emiro.
    Degno di nota è il museo di arte islamica anche per l’architettura dell’edificio sul mare che lo ospita, progettato da Pei (lo stesso che ha realizzato la piramide del museo del Louvre a Parigi). Il souq al Waqif – detto anche vecchio souq – è forse l’area più caratteristica della città. In realtà di “vecchio” c’è ben poco: gli edifici dall’aria più tradizionale ed il reticolo di vicoli coperti che offrono un fresco riparo dalla calura esterna sono in realtà stati costruiti di recente, tuttavia non sono privi di un certo fascino. Si concentrano in quest’area anche ristoranti e caffè alla moda, particolarmente frequentati il venerdì sera dai giovani locali oltre che dagli occidentali residenti per lavoro in Qatar per lo più nel settore petrolifero.
    Decisamente si nota una maggiore disinvoltura delle donne giovani, molte delle quali vestono tranquillamente all’occidentale senza badare a restrizioni particolari nell’abbigliamento. Sembra che da 5 anni a questa parte le abitudini di questo paese siano repentinamente cambiate, da quando cioè il Qatar ha deciso di diventare “moderno”, grazie anche all’influente ed affascinante seconda moglie dell’emiro Mozah, che ha un peso notevole nella gestione degli affari economici e sugli investimenti del Paese.
    Il Qatar, grazie anche alle ottime infrastrutture in continuo miglioramento, può essere visitato con macchina a noleggio (le tariffe sono estremamente convenienti) in un paio di giorni. Non ho avuto il tempo di recarmi a nord e sulla costa ovest, tuttavia con una gita di 4 ore, è possibile andare a visitare Khor al Udaid, a <?xml version='1.0' encoding='utf-8'?>70 km a sud della capitale, forse la principale attrazione del Paese: in prossimità del confine con l’Arabia Saudita, il mare penetra in profondità nel deserto per circa una trentina di chilometri creando uno scenario surreale con il contrasto delle dune sabbiose alte anche 60 metri. Per raggiungere Khor al Udaid è tuttavia necessario disporre di un 4x4. Le gite sono facilmente organizzabili presso gli alberghi in contatto con le agenzie viaggio del posto. L’aeroporto, con mia notevole sorpresa, non è assolutamente organizzato per dare informazioni ai turisti e soprattutto non dispone nemmeno di depositi per lasciare temporaneamente i bagagli a mano (pare per la strettissima regolamentazione sulla sicurezza).
    Attualmente la disciplina legislativa per il rilascio del visto è molto informale: si ottiene all’arrivo in aeroporto e lo si paga con carta di credito (20 €), consentendo una permanenza di massimo un mese. Sembra tuttavia che a breve questa politica cambierà e che il visto verrà rilasciato esclusivamente dalle ambasciate.
    Se, come noi, siete incuriositi a dare un’occhiata a questo Paese e disponete di uno <i>stop over</i> prolungato tra un volo e l’altro, affrettatevi a visitare il Qatar, un’esotica ed inaspettata parentesi mediorientale da inserire nel corso di un itinerario a più ampio raggio.
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    Giu & Gabry