1. 2: Altri TamTam

    di , il 26/5/2010 15:35

    Stati Uniti.

    Oggi trasferimento da Toledo, Ohio, a Pittsburgh, Pennsylvania. Siamo liberi e spensierati e la nostra vacanza in motorhome (camper) ci sta piacendo sempre di più. Visto il mio entusiasmo, Paolo mi propone di provare ad andare alla guida. Sono un po’ titubante e mi chiedo se riuscirò a tenere sotto controllo questa grande casa su ruote e a familiarizzare velocemente col cambio automatico. D’altra parte Paolo sta guidando da migliaia di chilometri….. E allora mi faccio coraggio.

    Sono al volante già da un po’ e sono molto concentrata. Non faccio sorpassi e mantengo un’andatura regolare, un po’ noiosa in verità. L’automezzo ha un movimento ondeggiante e non sento più la voce di Paolo che, cullato dal dondolio del camper, si è addormentato profondamente.

    Il tempo passa e mi accorgo che il cielo in lontananza sta diventando scuro. In pochi minuti si alza un vento fortissimo, nuvole nere avanzano senza pietà, sembra notte, e una pioggia violentissima bombarda il tetto del camper e il parabrezza. Le spazzole dei tergicristalli non riescono a contrastare l’impeto dell’acqua. - “Paolo, non senti?” La risposta è solo un cupo suono. - “Paolo, svegliati! C’è la fine del mondo!” Le dimensioni del camper non mi consentono di raggiungere il braccio del mio consorte che dorme ancora tranquillamente. Ora sono quasi ferma e mi sembra di intravedere un tipico cartello stradale che indica le uscite. Fortunatamente è così. Volto a destra lentamente, esco dall’autostrada e mi fermo vicino ad un edificio. Tuoni e fulmini si sono aggiunti a ciò che per me era già un inferno. Il camper dondola paurosamente e temo che si possa rovesciare su un fianco. Slaccio la cintura di sicurezza e scuoto vigorosamente Paolo che si sveglia di soprassalto e mi rivolge la tipica domanda di chi non è ancora ben presente:

    -“Cosa succede?” E’ inutile rispondere, lo vede subito da sé. Non ci sentiamo affatto al sicuro e quindi ci accostiamo ancor di più all’edificio che ci può garantire stabilità. Restiamo seduti al centro dell’automezzo e poi in pochissimi minuti il cielo, alla stessa velocità con cui era diventato spaventosamente nero, ritorna terso. Non c’è una nuvola e il sole splende. Ora sono più sollevata e Paolo cerca di farmi tornare il buon umore, però.. Che esperienza!

    Ore 12,30. La paura è quasi del tutto passata e, dato l’orario, parliamo di cibo e di come agli americani piace mischiare tanti alimenti in un unico enorme piatto mentre a noi italiani, quando non andiamo di fretta, piace gustare un primo piatto di pasta, poi una pietanza con contorno, la frutta e magari anche un caffé. Paolo si è accorto che le chiacchiere mi stanno facendo tornare il sorriso e conoscendo i miei gusti alimentari, mi fa presente che se fossimo dalle nostre parti in Emilia Romagna, potremmo fare una sosta in un autogrill per mangiare un buon panino col prosciutto crudo.

    In quale località ci si potrebbe fermare? La risposta è davanti a noi, ad una quarantina di metri al massimo, forse meno. Un cartello autostradale indicante l’uscita per PARMA ci stranisce.

    -“Parma! Che facciamo, usciamo?”

    Abbiamo solo pochi secondi per decidere, altrimenti l’uscita salta. I nostri sguardi si incrociano rapidamente poi entrambi incliniamo il capo a destra come per dire “usciamo”.

    In questa Parma ne approfittiamo per pranzare. Al supermercato cerchiamo e troviamo il famoso prosciutto, anche se già confezionato e non affettato al momento, compriamo due pezzi di pane e ci prepariamo due gustosi e familiari panini.

    Per curiosità percorriamo qualche strada della cittadina che in pratica è un satellite di Cleveland, notiamo alcuni nomi di origine italiana e poco dopo rientriamo in autostrada. - “Però, che buffa coincidenza! Dobbiamo assolutamente raccontarla a casa”.

    Siamo di nuovo sulla highway e riprendiamo le nostre chiacchiere.

    A proposito di casa, parliamo del fatto che al rientro dalle vacanze Paolo dovrà subito completare qualche lavoretto di falegnameria interrotto per aver terminato il materiale prima della nostra partenza. Facciamo una stima di quanto legno acquistare nel negozio di fiducia vicino a Ravenna per poter terminare il lavoro. Parlare del nostro capoluogo di provincia, a una manciata di chilometri da casa, e vedere qui a poche decine di metri l’uscita per RAVENNA, per un attimo sembra normale ma poi ....

    -“E’ incredibile, un’ altra coincidenza!”

    Non ci poniamo neppure la questione se uscire o meno … perché stiamo già voltando! Siamo un po’ emozionati ma non c’è proprio somiglianza fra la nostra storica capitale bizantina e questa Ravenna, però a pochi chilometri di distanza c’è una specie di castello che osserviamo da vicino.

    Però, che giornata!

    E pensare che doveva essere solo una banale tappa di trasferimento! Terremo bene a mente gli episodi odierni meritevoli di essere annoverati fra le cose da raccontare, oltre che a parenti ed amici, anche ai nipoti, quando li avremo.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 26/5/2010 15:35
    Stati Uniti.

    Oggi trasferimento da Toledo, Ohio, a Pittsburgh, Pennsylvania. Siamo liberi e spensierati e la nostra vacanza in <i>motorhome</i> (camper) ci sta piacendo sempre di più.
    Visto il mio entusiasmo, Paolo mi propone di provare ad andare alla guida.
    Sono un po’ titubante e mi chiedo se riuscirò a tenere sotto controllo questa grande casa su ruote e a familiarizzare velocemente col cambio automatico. D’altra parte Paolo sta guidando da migliaia di chilometri….. E allora mi faccio coraggio.

    Sono al volante già da un po’ e sono molto concentrata. Non faccio sorpassi e mantengo un’andatura regolare, un po’ noiosa in verità. L’automezzo ha un movimento ondeggiante e non sento più la voce di Paolo che, cullato dal dondolio del camper, si è addormentato profondamente.

    Il tempo passa e mi accorgo che il cielo in lontananza sta diventando scuro. In pochi minuti si alza un vento fortissimo, nuvole nere avanzano senza pietà, sembra notte, e una pioggia violentissima bombarda il tetto del camper e il parabrezza. Le spazzole dei tergicristalli non riescono a contrastare l’impeto dell’acqua.
    - “Paolo, non senti?”
    La risposta è solo un cupo suono.
    - “Paolo, svegliati! C’è la fine del mondo!”
    Le dimensioni del camper non mi consentono di raggiungere il braccio del mio consorte che dorme ancora tranquillamente.
    Ora sono quasi ferma e mi sembra di intravedere un tipico cartello stradale che indica le uscite. Fortunatamente è così. Volto a destra lentamente, esco dall’autostrada e mi fermo vicino ad un edificio. Tuoni e fulmini si sono aggiunti a ciò che per me era già un inferno. Il camper dondola paurosamente e temo che si possa rovesciare su un fianco. Slaccio la cintura di sicurezza e scuoto vigorosamente Paolo che si sveglia di soprassalto e mi rivolge la tipica domanda di chi non è ancora ben presente:

    -“Cosa succede?”
    E’ inutile rispondere, lo vede subito da sé.
    Non ci sentiamo affatto al sicuro e quindi ci accostiamo ancor di più all’edificio che ci può garantire stabilità. Restiamo seduti al centro dell’automezzo e poi in pochissimi minuti il cielo, alla stessa velocità con cui era diventato spaventosamente nero, ritorna terso. Non c’è una nuvola e il sole splende.
    Ora sono più sollevata e Paolo cerca di farmi tornare il buon umore, però.. Che esperienza!

    Ore 12,30. La paura è quasi del tutto passata e, dato l’orario, parliamo di cibo e di come agli americani piace mischiare tanti alimenti in un unico enorme piatto mentre a noi italiani, quando non andiamo di fretta, piace gustare un primo piatto di pasta, poi una pietanza con contorno, la frutta e magari anche un caffé. Paolo si è accorto che le chiacchiere mi stanno facendo tornare il sorriso e conoscendo i miei gusti alimentari, mi fa presente che se fossimo dalle nostre parti in Emilia Romagna, potremmo fare una sosta in un autogrill per mangiare un buon panino col prosciutto crudo.

    In quale località ci si potrebbe fermare?
    La risposta è davanti a noi, ad una quarantina di metri al massimo, forse meno. Un cartello autostradale indicante l’uscita per PARMA ci stranisce.

    -“Parma!
    Che facciamo, usciamo?”

    Abbiamo solo pochi secondi per decidere, altrimenti l’uscita salta. I nostri sguardi si incrociano rapidamente poi entrambi incliniamo il capo a destra come per dire “usciamo”.

    In questa Parma ne approfittiamo per pranzare. Al supermercato cerchiamo e troviamo il famoso prosciutto, anche se già confezionato e non affettato al momento, compriamo due pezzi di pane e ci prepariamo due gustosi e familiari panini.

    Per curiosità percorriamo qualche strada della cittadina che in pratica è un satellite di Cleveland, notiamo alcuni nomi di origine italiana e poco dopo rientriamo in autostrada.
    - “Però, che buffa coincidenza! Dobbiamo assolutamente raccontarla a casa”.

    Siamo di nuovo sulla <i>highway</i> e riprendiamo le nostre chiacchiere.

    A proposito di casa, parliamo del fatto che al rientro dalle vacanze Paolo dovrà subito completare qualche lavoretto di falegnameria interrotto per aver terminato il materiale prima della nostra partenza. Facciamo una stima di quanto legno acquistare nel negozio di fiducia vicino a Ravenna per poter terminare il lavoro. Parlare del nostro capoluogo di provincia, a una manciata di chilometri da casa, e vedere qui a poche decine di metri l’uscita per RAVENNA, per un attimo sembra normale ma poi ....

    -“E’ incredibile, un’ altra coincidenza!”

    Non ci poniamo neppure la questione se uscire o meno … perché stiamo già voltando! Siamo un po’ emozionati ma non c’è proprio somiglianza fra la nostra storica capitale bizantina e questa Ravenna, però a pochi chilometri di distanza c’è una specie di castello che osserviamo da vicino.

    Però, che giornata!

    E pensare che doveva essere solo una banale tappa di trasferimento! Terremo bene a mente gli episodi odierni meritevoli di essere annoverati fra le cose da raccontare, oltre che a parenti ed amici, anche ai nipoti, quando li avremo.