1. 1: Altri TamTam

    di , il 21/5/2010 12:10

    Quando si organizza un viaggio da compiere con i propri figli si rimpiange la spensieratezza di quando partivamo da soli, si pensa che non potremo mai più viaggiare in libertà, che non assaporeremo mai più il gusto dell’avventura provata viaggiando attraverso paesi poco turistici, alla scoperta delle frontiere più remote ed estreme della nostra immaginazione. Beh, non si smette di viaggiare perché nascono i figli, ci si evolve a un livello successivo. L’esperienza è il tesoro necessario a trovare il coraggio di partire, sarà molto difficile infatti viaggiare con i figli se non lo si è fatto abbondantemente da soli. Eccetto per i viaggi all inclusive, che non sono assolutamente contemplati in questo post. Parlo di viaggi fai da te, dove si prenota un biglietto aereo di andata e ritorno, ahimè tornare si deve, e al limite le prime due notti in albergo, soprattutto se il vostro aereo atterra in terra straniera sul tardi. Soprattutto di viaggi che non ci devono costare una fortuna, con tanti soldi a disposizione si sa: tutti siamo capaci!

    Ho sempre viaggiato tanto, ogni centesimo del mio stipendio, detratte le spese del quotidiano vivere, va per i viaggi. Fortuna mia aver incontrato un eccezionale compagno di avventura, col quale sono partita dopo solo dodici giorni di conoscenza per un viaggio in tenda. E da allora non abbiamo mai smesso e adesso che c’è un figlio, che succederà? Non viaggeremo più? Figuriamoci! Appena abbiamo avuto il denaro necessario, un po’ più del solito certo per eventuali imprevisti, siamo partiti. Destinazione India, sicuramente la mia patria in una precedente vita.

    I preparativi sono iniziati con un po’ di anticipo, soprattutto per avere il tempo necessario per considerare a quali vaccinazioni sottoporre un bimbo di tre anni. Dopo aver valutato attentamente abbiamo deciso di vaccinarlo soltanto per le epatiti alimentari, questo perché sono più subdole, a volte nascoste dietro il più appetibile ristorante, non soltanto nei posti più sporchi. Potevamo vaccinarlo anche per tifo, colera e rabbia, ma non lo abbiamo fatto perché: il tifo si prende dall’acqua contaminata dalle feci degli animali; il colera è una tremenda diarrea che il vaccino non esclude mai del tutto e le zone colpite da epidemia sono sempre ampiamente segnalate e interdette, la rabbia si prende dai morsi degli animali e, pur vaccinati, se venissimo morsi da una scimmia ci toccherebbe comunque andare in ospedale. Stesso discorso vale per la malaria, la profilassi non esclude la possibilità di ammalarsi e considerato il fatto che avremmo viaggiato nella stagione secca (siamo partiti a Natale), transitato solo in zone costiere, non abbiamo assunto nessun farmaco. Tra l’altro, in un precedente viaggio in India quando ancora nostro figlio non era nato, abbiamo interrotto la profilassi in corso perché il nostro fegato non sopportava più i farmaci. Ci siamo però muniti di zanzariera e laddove non ce n’era una sul letto, piazzavamo la nostra, facendo attenzione e non fidandosi troppo di quelle alle finestre che spesso hanno delle lacerazioni. Inoltre la zanzara della malaria è soltanto notturna, quindi è buona norma coprirsi bene con abiti dai colori chiari e darsi abbondante insettifugo, ormai reperibile in tutte le zone turistiche dell’India.

    Altra cosa da considerare con attenzione è l’acqua; al nostro bambino abbiamo tagliato i capelli molto corti in modo da poterglieli lavare con acqua minerale, scongiurando così che bevesse sotto la doccia. L’acqua infatti in India non è assolutamente sicura, perciò non bisogna berla mai e nemmeno utilizzarla per lavarsi i denti. Usate sempre l’acqua minerale e assicuratevi che la bottiglia sia chiusa bene, che il tappo sia sigillato con la dentellatura. C’è successo una volta di rimandare indietro una bottiglia perché non sigillata e può capitare, soprattutto nei villaggi più sperduti, che i negozianti utilizzino l’espediente di riempire bottiglie d’acqua minerale con acqua del rubinetto. Fate attenzione ai succhi di frutta, spesso sono allungati con acqua; al ghiaccio, spesso presente nei bicchieri o nelle bibite che ordinate in caraffa; all’acqua che è sempre disponibile e gratis sul tavolo di ogni ristorante, tavola calda o bettola del continente. Scegliete sempre ristoranti frequentati, questo vi garantirà non solo una cucina più buona ma un maggior consumo di cibi, quindi maggiore freschezza. Considerate che spesso i frigoriferi, per coloro che li possiedono, vengono utilizzati solo per le bibite, quindi evitate le unte bottiglie di ketchup che vi portano insieme alle patatine. Scegliete sempre cibi cotti, frutta che si può sbucciare e lasciate da parte, almeno all’inizio, le verdure. Questo per dare tempo sufficiente al vostro intestino per sviluppare la flora batterica necessaria a non farvi trascorrere momenti poco piacevoli alla toilette. Lasciate perdere il cibo delle bancarelle, ma è difficile soprattutto perché l’India è tutta una bancarella e le leccornie proposte sono buonissime. Quindi scegliete quelle maggiormente frequentate non solo dai turisti ma anche dagli indiani stessi.

    Capiterà sicuramente che vostro figlio voglia mangiare il gelato, evitate quelli di produzione artigianale e acquistatene solo di confezionati. Il latte è sicuro soltanto se è pastorizzato, meglio se acquistato la mattina, quando è stato appena consegnato al negoziante che spesso non lo mette in frigorifero ma lo lascia esposto come tutte le altre merci. Se vostro figlio, come il nostro, è abituato a berlo anche la sera, accertatevi che sia stato conservato adeguatamente oppure acquistate quello in polvere. Attenzione perché in alcune zone non c’è la centrale del latte e quindi i negozi vengono riforniti direttamente con latte appena munto: acquistatelo solo se avete la possibilità di farlo bollire, altrimenti lasciate perdere, non fidatevi di nessun negoziante; gli indiani hanno una strana indole, non ti dicono mai di no e nutrono un sincero desiderio di accontentarti sempre, anche con qualche bugia...

  2. Turisti Per Caso.it
    , 21/5/2010 12:10
    Quando si organizza un viaggio da compiere con i propri figli si rimpiange la spensieratezza di quando partivamo da soli, si pensa che non potremo mai più viaggiare in libertà, che non assaporeremo mai più il gusto dell’avventura provata viaggiando attraverso paesi poco turistici, alla scoperta delle frontiere più remote ed estreme della nostra immaginazione. Beh, non si smette di viaggiare perché nascono i figli, ci si evolve a un livello successivo. L’esperienza è il tesoro necessario a trovare il coraggio di partire, sarà molto difficile infatti viaggiare con i figli se non lo si è fatto abbondantemente da soli. Eccetto per i viaggi all inclusive, che non sono assolutamente contemplati in questo post. Parlo di viaggi fai da te, dove si prenota un biglietto aereo di andata e ritorno, ahimè tornare si deve, e al limite le prime due notti in albergo, soprattutto se il vostro aereo atterra in terra straniera sul tardi. Soprattutto di viaggi che non ci devono costare una fortuna, con tanti soldi a disposizione si sa: tutti siamo capaci!

    Ho sempre viaggiato tanto, ogni centesimo del mio stipendio, detratte le spese del quotidiano vivere, va per i viaggi. Fortuna mia aver incontrato un eccezionale compagno di avventura, col quale sono partita dopo solo dodici giorni di conoscenza per un viaggio in tenda. E da allora non abbiamo mai smesso e adesso che c’è un figlio, che succederà? Non viaggeremo più? Figuriamoci! Appena abbiamo avuto il denaro necessario, un po’ più del solito certo per eventuali imprevisti, siamo partiti. Destinazione <b>India</b>, sicuramente la mia patria in una precedente vita.

    I preparativi sono iniziati con un po’ di anticipo, soprattutto per avere il tempo necessario per considerare a quali <b>vaccinazioni</b> sottoporre un bimbo di tre anni. Dopo aver valutato attentamente abbiamo deciso di vaccinarlo soltanto per le <b>epatiti alimentari</b>, questo perché sono più subdole, a volte nascoste dietro il più appetibile ristorante, non soltanto nei posti più sporchi. Potevamo vaccinarlo anche per tifo, colera e rabbia, ma non lo abbiamo fatto perché: il tifo si prende dall’acqua contaminata dalle feci degli animali; il colera è una tremenda diarrea che il vaccino non esclude mai del tutto e le zone colpite da epidemia sono sempre ampiamente segnalate e interdette, la rabbia si prende dai morsi degli animali e, pur vaccinati, se venissimo morsi da una scimmia ci toccherebbe comunque andare in ospedale. Stesso discorso vale per la malaria, la profilassi non esclude la possibilità di ammalarsi e considerato il fatto che avremmo viaggiato nella stagione secca (siamo partiti a Natale), transitato solo in zone costiere, non abbiamo assunto nessun farmaco. Tra l’altro, in un precedente viaggio in India quando ancora nostro figlio non era nato, abbiamo interrotto la profilassi in corso perché il nostro fegato non sopportava più i farmaci. Ci siamo però muniti di zanzariera e laddove non ce n’era una sul letto, piazzavamo la nostra, facendo attenzione e non fidandosi troppo di quelle alle finestre che spesso hanno delle lacerazioni. Inoltre la zanzara della malaria è soltanto notturna, quindi è buona norma coprirsi bene con abiti dai colori chiari e darsi abbondante insettifugo, ormai reperibile in tutte le zone turistiche dell’India.

    Altra cosa da considerare con <b>attenzione è l’acqua</b>; al nostro bambino abbiamo tagliato i capelli molto corti in modo da poterglieli lavare con acqua minerale, scongiurando così che bevesse sotto la doccia. L’acqua infatti in India non è assolutamente sicura, perciò <b>non bisogna berla mai e nemmeno utilizzarla per lavarsi i denti</b>. Usate sempre l’acqua minerale e assicuratevi che la bottiglia sia chiusa bene, che il tappo sia sigillato con la dentellatura. C’è successo una volta di rimandare indietro una bottiglia perché non sigillata e può capitare, soprattutto nei villaggi più sperduti, che i negozianti utilizzino l’espediente di riempire bottiglie d’acqua minerale con acqua del rubinetto. Fate attenzione ai succhi di frutta, spesso sono allungati con acqua; al ghiaccio, spesso presente nei bicchieri o nelle bibite che ordinate in caraffa; all’acqua che è sempre disponibile e gratis sul tavolo di ogni ristorante, tavola calda o bettola del continente. Scegliete sempre ristoranti frequentati, questo vi garantirà non solo una cucina più buona ma un maggior consumo di cibi, quindi maggiore freschezza. Considerate che spesso i frigoriferi, per coloro che li possiedono, vengono utilizzati solo per le bibite, quindi evitate le unte bottiglie di ketchup che vi portano insieme alle patatine.
    Scegliete sempre cibi cotti, frutta che si può sbucciare e lasciate da parte, almeno all’inizio, le verdure. Questo per dare tempo sufficiente al vostro intestino per sviluppare la flora batterica necessaria a non farvi trascorrere momenti poco piacevoli alla toilette. Lasciate perdere il cibo delle bancarelle, ma è difficile soprattutto perché l’India è tutta una bancarella e le leccornie proposte sono buonissime. Quindi scegliete quelle maggiormente frequentate non solo dai turisti ma anche dagli indiani stessi.

    Capiterà sicuramente che vostro figlio voglia mangiare il gelato, evitate quelli di produzione artigianale e acquistatene solo di confezionati.<b> Il latte è sicuro soltanto se è pastorizzato</b>, meglio se acquistato la mattina, quando è stato appena consegnato al negoziante che spesso non lo mette in frigorifero ma lo lascia esposto come tutte le altre merci. Se vostro figlio, come il nostro, è abituato a berlo anche la sera, accertatevi che sia stato conservato adeguatamente oppure acquistate quello in polvere. Attenzione perché in alcune zone non c’è la centrale del latte e quindi i negozi vengono riforniti direttamente con latte appena munto: acquistatelo solo se avete la possibilità di farlo bollire, altrimenti lasciate perdere, non fidatevi di nessun negoziante; gli indiani hanno una strana indole, non ti dicono mai di no e nutrono un sincero desiderio di accontentarti sempre, anche con qualche bugia...