1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 17/5/2010 10:21

    Partecipanti 6 : Giovanni, Maura, Simona , Roberto, Nadia, Josefa.

    Tour operator: Asco International

    Periodo dall’ 8 novembre al 26 novembre

    I giorno: Il nostro primo giorno di viaggio lo abbiamo trascorso interamente tra gli aeroporti ed in volo. Siamo decollati da Genova alle 7 di mattina per atterrare a Roma dopo circa un’ ora. Alle 13 siamo decollati alla volta di Kuala Lampur con la Malaysia Airlines . Il viaggio è stato piacevole, l’ aeroplano dotato di ogni confort anche se abbiamo riposato poco per l’ impazienza che avevamo di calpestare il suolo cambogiano. Dopo circa 12 ore siamo atterrati a Kuala Lampur , alle 7 del mattino (ora locale) per poi ripartire alle 9.30 per Phnom Penh

    II giorno 9/11/2009 : Alle 9.50 siamo finalmente giunti in Cambogia e , dopo aver compilato una marea di scartoffie , abbiamo recuperato i nostri bagagli che miracolosamente sono giunti a destinazione malgrado il cambio di ben 3 aerei. All’ uscita c’ era il rappresentante dell’ Asco International ad attenderci e ci ha accompagnati al nostro hotel.Il “ Goldiana” dista poco più di un km dal lungo Mekong ed è dotato di camere spaziose e confortevoli, vi è un internet point gratuito , una bella piscina e anche la cucina è dignitosa.Oggi la giornata avrebbe dovuta essere dedicata al riposo prima di intraprendere il tour ma l’ acqua della piscina era troppo invitante cosi abbiamo trascorso un paio d’ ore a crogiolarci al sole .Dopo una doccia ci siamo avviati per le strade adorne di bandiere della capitale: Oggi , infatti , è la festa dell’ indipendenza dal dominio francese. Abbiamo quindi preso un tuk tuk,, un motorino che traina un carretto e che funge da taxi, (qui i taxi tradizionali sono pressoché inesistenti!) e ci siamo fatti condurre al porto turistico dove abbiamo noleggiato una barca su cui abbiamo pigramente navigato sulle acque scure del Mekong mentre lentamente il sole tramontava alle spalle del Palazzo Reale .Il Mekong è punteggiato da una miriade di imbarcazioni di pescatori che ritiravano le reti assieme a tutta la loro famiglia, donne e bimbi inclusi. Tornati a terra abbiamo passeggiato un po’ in questa zona in cui ci sono un certo numero di locali eleganti ed un piccolo mercato dove i cambogiani si fermano per la cena. A questo punto la nostra attenzione è stata attirata da alcuni colpi: fuochi d’ artificio erano sparati sulle acque del Mekong per festeggiare l’ indipendenza cambogiana. Abbiamo quindi cambiato alcuni dollari in riel, la moneta locale, anche se poi la cosa è risultata superflua perché i dollari sono accettati ovunque e ogni venditore chiede il prezzo in dollari.Abbiamo quindi ripreso il tuk tuk che ci ha riportato in hotel dove abbiamo cenato a base di noodles, tagliolini di riso piccanti conditi con verdur e carne. Alle 21,30 ci siamo ritirati perché tutti faticavamo a tenere gli occhi aperti!

    II Giorno 10/11/2009: Sveglia alle 7 e dopo la colazione alle 8 Socheat, la nostra guida è venuta a prenderci per accompagnarci nella visita della città. La prima tappa è al Palazzo Reale , un complesso di costruzioni di cui fa parte anche l’ attuale residenza del re. Veramente bella la sala del trono, la Pagoda d’argento, l’ esposizione dei costumi reali e delle portantine usate durante le parate ufficiali. La temperatura superava sicuramente i 35 gradi e il tasso d’ umidità era veramente elevato quindi la ricerca di un fazzoletto d’ ombra era di vitale importanza! Abbiamo proseguito verso il Museo Nazionale dove sono custodite opere del periodo preangkoriano , principalmente di cultura induista, e angkoriano in cui la cultura diventa buddista. Raggiungiamo , quindi, la collina di Wat Phnom , la collina più alta della città da cui si accede tramite una scalinata contornata da 2 naga e sulla cui sommità si trovano un paio di templi ed alcuni stupa.Nella piazza antistante si trova una statua della signora Penh la fondatrice della città. Siamo andati a pranzo in un delizioso ristorante tipico e qui ci siamo incontrati con Stefano Cazzola,,responsabile dell’Asco International con cui abbiamo sempre comunicato per l’ organizzazione del viaggio.Il pomeriggio è interamente dedicato ai luoghi della memoria della guerra civile. La prima sosta è stata al museo di Toul Sleng , un liceo adibito a zona di detenzione e di tortura dei khmer rossi durante la dittatura di Pol Pot. Si visitano le aule tramutate in anguste celle, larghe pochi centimetri senza aperture né servizi dove i prigionieri versavano in condizioni disumane, prima di venire giustiziati, infatti di 15000 prigionieri nei poco più di 3 anni di regime da Toul Sleng ne sono usciti vivi solo 7!!! Si possono vedere le foto di tutti coloro che sono stati rinchiusi là dentro e fa accapponare la pelle vedere quanti bambini e quante donne sono stati uccisi qui. Ci sono in mostra anche gli strumenti di tortura usati ed alcuni quadri che mostrano le torture , dipinti da uno dei 7 sopravvissuti. Abbiamo proseguito verso la periferia della città dove si trovano i Killing Field cioè il luogo delle esecuzioni. Qui sono state scoperte una quarantina di fosse comuni da cui sono stati estratti migliaia di scheletri conservati in un alto sacrario a a più piani .Rientrando in città ci siamo fermati al mercato russo ma il giro è stato alquanto frettoloso perché in Cambogia qualsiasi attività chiude alle 17 , sia mercato ,sia museo, sia tempio.Ci siamo incamminati a piedi verso il nostro hotel ed è spettacolare osservare il caos che si scatena qui al tramonto: motorini che viaggiano per ogni senso di marcia , anche sui marciapiedi, tuk tuk, automobili, persone che percorrono le strade con voluminosi oggetti, bambini anche piccolissimi che vagano da soli… un delirio da far girare la testa! Dopo un tuffo ristoratore in piscina abbiamo cenato in hotel e poi siamo tornati sul lungo fiume per un drink.Alle 23 ci siamo ritirati domani si riparte di buon’ ora!

    IV giorno 11/11/2009: Partenza alle 8 da Phnom Penh verso Battambang facendo soste in piccoli villaggi dove si lavora il pesce per produrre una pasta fermentata con cui si condisce il riso e dove si sbalza l’ argento (o meglio il bronzo argentato!)Siamo giunti a Udong , un’antica capitale della Cambogia . Attorno al sito si trovano molti banchetti che cucinano cibi “tipici” che i locali acquistano nei giorni di festa quando vengono qui a fare i pic nic . Ma qui la strada comincia a salire verso la sommità della collina ,e, tra una sudata e l’ altra, ci imbattiamo in vari templi e stuba e in una gigantesca statua di Buddha. Sulla cima si trovano i 4 stupa reali , in cui sono custodite le ceneri di alcuni re. Abbiamo proseguito verso Kompong Channang dove abbiamo potuto vedere presso un imbarcadero un villaggio di case galleggianti.Il pranzo è stato in un semplice locale che si trova sulla strada dove abbiamo gustato dell’ ottimo pollo ma sulla tavola c’ erano solo le bacchette… Socheat ha dovuto intercedere per noi perché ci portassero delle posate ! Dopo il pranzo abbiamo visitato un villaggio nelle campagne che produce terrecotte non decorate ma ugualmente molto belle .Abbiamo attraversato la provincia di Pursat visitando un villaggio dove si lavora la pietra ed un mercato in cui si vende pesce essiccato e per ultima un singolare pagoda a 2 piani con la facciata dipinta con divinità indù e scene della vita di Buddha . Qui abbiamo incontrato alcuni monaci con cui abbiamo parlato nel nostro inglese stentato.La guida ci ha spiegato che costoro sono molto socievoli con i turisti che consentono di perfezionare il loro inglese. Giunti a Battambang abbiamo pernottato nell’ hotel “Kemera Battambang” .L’ hotel è nuovissimo corredato di piscina e di SPA , le stanze sono grandi anche se piuttosto impersonali ,anche la cucina non è al top. E’ abbastanza lontano dal centro cosi dopo 4 chiacchiere al bordo della piscina siamo andati a nanna.

    V giorno 12/11/2009: Stamattina sveglia rocambolesca, malgrado Socheat avesse avvertito il personale della reception che ci dessero la sveglia se ne sono dimenticati…e questa è solo il primo degli inconvenienti legati alla sveglia del mattino, consiglio vivamente a chi voglia intraprendere un viaggio in Cambogia di munirsi di sveglie personali ! Abbiamo consumato la colazione alla velocità della luce e alle 8 eravamo pronti a partire per Phnom Banon . Per arrivare ai templi bisogna salire su per una scala di oltre 300 scalini sotto un sole cocente e una temperatura oltre i 30 gradi… una faticaccia!Sulla sommità possiamo ammirare 5 torri khmer a pannocchia del XI –XII secolo e uno splendido panorama della campagna circostante. La discesa è stata sicuramente più agevole e dopo esserci ristorati con un pò di frutta siamo andati a visitare un vigneto, uno dei pochissimi in questo paese ed abbiamo anche degustato il vino che si produce… decisamente non una DOCG ! Dopo il pranzo ci siamo fermati per una visita all’ ospedale di Emergency . Siamo stati accolti con calore dal personale che ci ha fatto visitare i vari reparti spesso affollati di bambini. Una delle infermiere era una ragazza di Brescia che ci ha raccontato un po’ la situazione sanitaria del paese e quante persone ancora oggi perdano la vita o vengano atrocemente mutilate dalle mine anti-uomo. Ripreso il viaggio attraverso la campagna ci siamo recati ad una delle stazioni del Bambù Train . Questo singolare mezzo di trasporto è costituito da una sorta di piattaforma di bambù dotato di motore a scoppio che viaggia sulle rotaie del treno ed è usato dai cambogiani per spostarsi da un villaggio all’ altro o per trasportare merci. La particolarità di questo mezzo è che quando 2 treni si incontrano il meno carico dovrà lasciare il passo a quello più carico, i passeggeri scendono e spostano il treno di peso e poi riprendono il viaggio. E’ stato emozionante percorrere questo breve tratto di ferrovia che si snoda attraverso risaie verdissime e pigri villaggi. L’ ultima visita della giornata è stata al tempio di Wat EK Phnom di cui rimangono veramente poche rovine .Di ritorno a Battambang abbiamo passeggiato al tramonto sul lungo fiume , qui i cambogiani si rilassano a fine giornata , fanno ginnastica in gruppo e …le mucche brucano indisturbate nelle aiule! Prima di cena ci siamo concessi un massaggio khmer che però non si è rivelato cosi rilassante , infatti consiste in una serie di stiramenti e pressioni talvolta anche dolorose. La cena è stata in un locale tipico con orchestra .

    VI Giorno 13/11/2009: Stamane si sono nuovamente dimenticati di darci la sveglia alle 5.30 cosi abbiamo rischiato di perdere la barca che partiva alle 7, che ci avrebbe condotto da Battambang a Siem Reap .La barca, una sorta di grossa chiatta era aperta lateralmente e coperta da un tettuccio era corredata di panchette su cui si sono accomodati un numero impressionante di turisti di ogni nazionalità. Il primo tratto lo abbiamo percorso sul fiume attraversando villaggi, dove abbiamo potuto osservare il risveglio degli indigeni : c’ era chi partiva con le loro piccole canoe cariche di merci , chi tirava le reti per la pesca, chi si dedicava alla toilette personale , chi andava a prendere l’ acqua al fiume, chi lavava i panni e una miriade di bambini festosi giocavano sguazzando nell’ acqua e salutandoci con la mano al nostro passaggio. Ad un certo punto il fiume si è immesso nel lago Tonle Sap , la massa d’ acqua è diventata molto estesa per molti tratti si passa in mezzo a vere e proprie corsie d’acqua tagliate fra una vegetazione acquatica cosi fitta che pare di attraversare un prato . Ogni tanto si potevano scorgere sulla riva villaggi di case galleggianti o di palafitte la cui acqua del lago lambiva i loro pavimenti , infatti questa è la stagione di maggior piena perché la stagione delle piogge è terminata ad ottobre. Per il pranzo il nostro tour operator ha previsto un box lunch ,in quanto la barca è sfornita di ogni genere di conforto ed è stata una bella sorpresa trovarvi dentro pasta e … pizza ! Abbiamo navigato per circa 6 ore e alle 13 siamo approdati a Siem Reap. Ad attenderci una nuova guida che ci accompagnerà nel sito di Angkor , Socheat lo rivedremo tra 5 giorni. Abbiamo fatto tappa in hotel per una doccia veloce e poi via verso i primi siti ! Il nostro hotel è “ Casa Angkor” raffinato, con ampie stanze ed una doccia enorme una graziosa piscina , SPA , internet point, aria condizionata in camera. Anche la cucina è buona anche se talvolta non troppo abbondante ma le brioches a colazione sono una delizia ! Il primo sito che visitiamo è un complesso di 3 templi denominato Roulos ed è il più antico della zona di Angkor infatti risale al IX secolo e le costruzioni sono in mattoni e non in pietra come la maggior parte degli altri templi. I primi due , il Lolei e il Preh Ko sono molto rovinati e risaltano solo parti di architravi o finte porte finemente scolpite; il terzo è il Bakong , delimitato da un grande fossato e comprendeva anticamente 22 torri ma ora ne sono rimaste solo 5 . Siamo saliti al primo livello e da qui abbiamo potuto ammirare uno splendido panorama dell’ intero sito ammantato dalla luce arancione del tramonto. Ottima la cena in hotel a base di specialità francesi e poi subito a nanna ..domani sveglia alla 4!

    VII giorno 14/11/2009 : Sveglia alle 4 per godere del magico spettacolo del sole che sorge alle spalle del complesso di Angkor Wat .Siamo arrivati là che era ancora notte fonda e, per giungere nella postazione migliore, ci siamo aiutati con le torce . Purtroppo l’ evento non è stato cosi speciale come ci saremmo aspettati: per primo la massa enorme di turisti che si accalcavano sulle rive del piccolo laghetto antistante il tempio e poi … il tempo! Il cielo invece di farsi via via più chiaro era sempre più cupo e l’ unica luce che si scorgeva all’ orizzonte era quella dei lampi! Appena la luce è stata sufficiente abbiamo potuto notare un vero e proprio obbrobrio : la maggiore delle 5 torri del santuario era parzialmente coperta da un tendone verde mela ed uno blu cobalto, causa restauri. Siamo rimasti veramente sconcertati sul perché le Belle Arti o l’ Unesco (visto che ne è patrimonio!) abbiano permesso una tale mostruosità su un sito che è considerato una delle 7 meraviglie del mondo moderno, quando bastava che le reti di protezione fossero state grigie! A questo punto i nuvoloni grigi si sono sciolti in un violento acquazzone che ci ha fatto letteralmente correre ai ripari, provvidenziali le nostre mantelle che ci siamo portati sempre appresso, infatti in questi paesi i temporali sono improvvisi e soprattutto violentissimi, anche se la stagione delle piogge in novembre dovrebbe essere finita . Siamo rientrati in hotel per la colazione e alle 8.30, quando il sole splendeva ormai alto siamo partiti per la visita di Angkor Tom. L’ accesso è stato attraverso la porta sud , la principale delle 5 porte di accesso alla città di Angkor , che dell’ 8° al 13° secolo contava più di un milione di abitanti. La pota è sormontata da 4 enormi facce di Buddha e per accedervi un ponte sopra il Baray ( bacino idrico) le cui balaustre sono costituite da una fila di dei e una di demoni che sorreggono un naga (serpente sacro ai buddisti ). Siamo giunti al sito di Preah Khan ovvero la Spada Sacra costituito da un monastero e anche da una università . Un lungo camminamento tra le varie sale e cortili conduce ad una stuba centrale e poi prosegue fino all’ altra entrata del tempio. Molte delle sale laterali sono state invase dalla vegetazione che ha affondato le radici tra le mura . Notevole la sala della danza con bassorilievi raffiguranti apsara in ottima conservazione. Siamo ritornati sui nostri passi per far visita alla Terrazza del Re Lebbroso detta cosi perche pare che il re che l’ebbe commissionata fosse affetto da tale malattia e pare fosse usata come luogo di cremazione dei re. In mezzo alla foresta abbiamo visitato il piccolo tempio di Preah Palilay costituito da un’ unica torre a più piani avvolta dalla vegetazione . Il palazzo reale costruito in legno è andato distrutto sono giunti a noi solo gli edifici sacri costruiti in pietra cosi dopo aver costeggiato il lago delle donne, un bacino dedicato allo svago più che alle cerimonie sacre, siamo giunti alla Terrazza degli Elefanti ,cosi detta perché scolpita con una serie di immagini di elefanti quasi a grandezza naturale, era il luogo dove il re conferiva con il popolo e dove si facevano spettacoli. Viste le temperature non abbiamo avuto il coraggio di scalare il Phimeanakas un tempio sulla cui sommità si trova un sacrario e vi si accede solo per una ripida scalinata costituita di scalini strettissimi .La visita al Baphon non è stata possibile in quanto chiuso per restauri da forse 10 anni . L’ ultimo tempio della mattina è il Bayon, un tempio di un’ immensità e una bellezza da togliere il fiato ! E’ un tempio buddista costruito su 3 livelli e costituito da 54 torri, ognuna delle quali terminanti con 4 colossali facce di Buddha , ognuna rivolta verso uno dei 4 punti cardinali. Sul terzo muro di cinta si trovano pregevoli bassorilevi che rappresentano battaglie e scene di vita contadina. Abbiamo pranzato in un ottimo locale nel centro di Siem Reap “ Indocina Cafè” a base di piatti tipici e poi ci siamo avviati verso il tanto sognato Angkor Wat. Questo è il maggiore complesso che si trova in questa zona archeologica di quasi 400 km2 ,risale al XII secolo ed è circondato da un grande bacino artificiale. Il quarto recinto, l’ inferiore è costituito da un muro lungo oltre 200m e da qui si accede alla terrazza d’ onore che ci porterà ai livelli superiori. Si può arrivare solo fino al secondo livello , perché , come già detto, le torri sono in fase di restauro. Ridiscesi al primo livello abbiamo ammirato la galleria con i bassorilevi di gran pregio che descrivono battaglie , la leggenda della burrificazione dell’ oceano di latte e altre storie della cultura khmer … peccato che la nostra guida non si sia dilungata troppo in tali spiegazioni ! Su consiglio della nostra guida ci siamo arrampicati su per un sentiero che ci ha condotto al tempio di Bakheng , che sorge su di una collina ,da cui , a detta sua,si poteva godere di un eccezionale tramonto. A parte la fatica dei 15 minuti di cammino in salita ai soliti 35 ° ma giunti lassù pareva di essere allo stadio per la finale dei mondiali ! C’ era gente seduta in ogni dove tanto da coprire per intero la struttura del tempio e poi il sole tramontava sulla jungla non verso Angkor Wat ! Un’ esperienza da non fare! Dopo una doccia ristoratrice cena al “Kulen “ ristorante tipico a buffet con spettacolo di danze tipiche.

    VIII giorno 15/11/2009: Stamane partenza alle 7 dall’ hotel per evitare la grande massa di turisti che si assiepano nei vari templi, cosi prima delle 8 eravamo già a Bantey Srey , il tempio delle donne, detto così per la grazia e la bellezza delle sue decorazioni. Questo piccolo tempio è contornato da un fossato punteggiato di ninfee e comprende 3 torri santuario e 2 biblioteche . Usciti di lì abbiamo fatto pochi chilometri in auto fino a Kbal Spien e poi ci siamo incamminati nella giungla percorrendo circa 1,5 km di strada in salita sotto una folta vegetazione fino ad arrivare al letto del fiume dove , sul fondo sono stati scolpiti numerosi linga. Il linga è il simbolo fallico di Shiva ed è simbolo di fecondità. Questo tratto di fiume è contornato di sculture indù che si tuffano nell’ acqua e tanti cilindri sul fondo spuntano sotto il pelo della corrente … uno spettacolo unico che ripaga abbondantemente la fatica fatta per arrivare lassù. Discendendo ci siamo fermati un po’ alla cascata che il fiume forma dove molti cambogiani si fermano a fare un bagno purificatore. Ripresa l’ auto abbiamo fatto tappa a Bantey Samre, un altro piccolo tempio rifinito finemente e a Pre Rup , un grande tempio in mattoni destinato alle cremazioni reali. Dopo il pranzo abbiamo ripreso la via che ci ha condotti al Ta Phrom ovvero il tempio antico divenuto celebre anche grazie al film di Tomb Raider . Questo enorme tempio è in avanzato stato di degrado con moltissimi muri crollati , ma la particolarità di questo sito sta negli enormi alberi di kapok che affondano le loro radici aeree sui tetti , sulle pareti, contornando le finestre, creando uno spettacolo in cui la forza della natura sovrasta l’ abilità umana . A questo punto abbiamo richiesto alla guida una variazione di programma , ci siamo fatti accompagnare a Neak Pean , un piccolo tempietto che si trova al centro di un bacino artificiale e per accedervi abbiamo attraversato il lago camminando su 2 assi appaiate . Il nome di questo tempio significa serpenti incrociati ed aveva una funzione taumaturgica , infatti nelle acque del lago andavano ad immergersi i malati nella speranza di una guarigione. Purtroppo la mancanza di tempo non ci ha permesso di visitare gli altri 2 templi in programma ma abbiamo fatto una breve sosta al Mebon orientale. Purtroppo il sito stava chiudendo ed abbiamo solo raggiunto la prima terrazza dove ai quattro angoli si trovano 4 grandi statue di elefanti quasi a grandezza naturale. Rientrati in hotel ci siamo concessi un bagno in piscina e dopo cena , con un tuk tuk , siamo andati al night market aperto quasi fino a mezzanotte dove si trovano numerosi banchetti che vendono vari prodotti artigianali.

    IX giorno 16/11/2009 : Oggi giornata alla coperta dei villaggi situati sulle rive del Tonle Sap; alle 8.30 partenza dal poro di Siem Reap con una lancia a motore. La prima visita è stata al villaggio galleggiante di Chong Kneas , abitato per lo più da un’ etnia vietnamita che vive di pesca, e , con le loro case galleggianti , sotto cui ci sono ulteriori allevamenti di pesci, si spostano verso il centro del lago man mano che le acque di quest’ ultimo si ritirano. Interessante è stato vedere queste persone al lavoro e soprattutto quando battono le reti stese sotto le loro abitazioni per disincagliarne il pesce rimasto intrappolato. Abbiamo ripreso la navigazione per oltre 2 ore e poi ci siamo inoltrati nella foresta alluvionale allagata ,da cui le mangrovie spuntano dall’ acqua solo con la chioma. Questa foresta ci ha condotto al villaggio di Kompong Pleouk , un villaggio costruito su palafitte . Al termine della stagione monsonica le vie sono completamente allagate e per potersi muovere è indispensabile l’ uso di canoe o altre piccole imbarcazioni, mentre durante la stagione secca ricompaiono le strade e le abitazioni si stagliano a 7 / 8 metri sopra il terreno e vi si arriva grazia a ripide scale a pioli. Dopo un giro con la lancia nel centro siamo approdati al tempio dove sorge anche la scuola del villaggio e siamo rimasti a guardare come si svolge al vita in questa piccola comunità: un traffico caotico di piccole imbarcazioni spesso guidate da bambini veramente piccoli,che le usano per recarsi a scuola con le loro divise bianche e blu; donne che commerciano verdure con canoe stracariche e abbiamo anche potuto assistere ad un funerale , in cui la prima canoa era quella che trasportava la salma seguita da quella dei monaci officianti e quindi quelle dei famigliari. I bambini sono lo spettacolo più toccante : dopo la rigorosità della scuola si spogliano e giocano nelle acque fangose del villaggio , si tuffano dalle scale delle loro case , talvolta aiutano gli adulti nelle mansioni domestiche sempre con un sorriso che scalda il cuore ! Dopo il pranzo consumato con un ricco box lunch in un bar locale abbiamo preso a noleggio le loro canoe e ci siamo fatti condurre attraverso le vie del villaggio fino ad arrivare alla foresta di mangrovie , un luogo incantato, in cui l’ unico rumore che si sente è quello dei remi che fendono l’ acqua e degli uccelli che popolano la foresta , l’ acqua è cristallina e brilla sotto i raggi del sole che filtrano attraverso le fronde degli alberi. La nostra lancia ci aspettava sul limitare della foresta e siamo ripartiti verso il centro del lago e dopo circa 2 ore abbiamo attraversato un altro villaggio galleggiante in cui abbiamo fatto tappa per visitare un allevamento di coccodrilli e un rudimentale acquario in cui viene mostrata parte della fauna del lago. Arrivati in porto ci siamo fermati in un mercato usato dai cambogiani per la spesa quotidiana e qui abbiamo potuto assaggiare piccoli serpenti che cuocevano sulla griglia ! Ancora un tappa all’ Old Market per completare gli acquisti, che però sembrano non finire mai e poi abbiamo terminato la serata in hotel.

    X giorno 17/11/2009 : Partenza alle 7.30 stavolta in jeep , viste le condizioni delle strade, per Koh Ker . Questa città è stata capitale del regno khmer nel IX secolo ed è stata solo riaperta al turismo da poco più di un anno , cioè da quando è stato completato lo sminamento in questo sito. I l viaggio è stato piuttosto lungo anche se distasse solo 70 km da Siem Reap perché le strade sono per la maggior parte sterrate e piene di buche. Abbiamo visitato parecchi templi sparsi per la giungla , alcuni dei quali stritolati tra le possenti radici degli alberi e in cui non è ancora cominciato un lavoro di restauro perché il sito non è ancora stato dichiarato patrimonio dell’ UNESCO. Abbiamo quindi attraversato la zona dei “linga” , tutta una serie di torri contenenti statue di linga , e pare se ne trovasse uno lungo 8 metri ! Il tempio principale è il Prasat Thom l’ unica costruzione khmer a forma di piramide, simile alla piramide maya di Chichen Itza , alta più di 35 m e formata da 7 livelli ; una ripida scalinata conduce alla sommità da cui si può scorgere il confine thailandese anche se ad oggi non accessibile ai visitatori. Vista la mancanza di strutture di ricezione turistica per il pranzo ci è stato consegnato un ricco box lunch e poi abbiamo ripreso la strada del ritorno facendo tappa al Beng Mealea , un grande tempio parzialmente sepolto nella foresta e quasi interamente crollato, anche se si possono ancora ammirare bellissimi fregi di portali o di apsara . Il sito è visitabile grazie ad una passerella sopraelevata costruita da un cast francese per la realizzazione del film “I due fratelli”.Appena rientrati in hotel si è scatenato un violento acquazzone che, per fortuna , è durato solo il tempo della doccia e cosi siamo riusciti ad uscire per concederci un massaggio con l’ olio. Il massaggio con l’ olio è decisamente piacevole e rilassante assolutamente preferibile a quello khmer ad un prezzo assolutamente popolare: 10 dollari per un’ ora in luoghi puliti e ben arredati effettuato da personale serio e competente; a Siem Reap se ne trova uno ogni 10 metri ! Dopo cena un altro salto al Night Market … meglio approfittarne visto che è l’ unica città dove se ne trova uno aperto la sera .

    XI giorno 18/11/2009: Abbiamo lasciato Siem Reap alla volta di Kompon Thom. Ci siamo fermati al Kompon Khdey Bridge uno dei ponti khmer più ben conservati e poi abbiamo proseguito per Sambor Prei Kuk , una capitale pre-angkoriana risalente al VI secolo. Anche questo sito è costretto tra la vegetazione rigogliosa e delle cento torri e più ne sono rimaste solo una ventina , di alcune resta solo la base ,di altre i muri sono parzialmente crollati , oltre che per gli agenti atmosferici anche per i bombardamenti avvenuti in questa zona durante la guerra civile. Alcune di queste torri costruite in mattoni sono di forma ottagonale e conservano all’ interno piedistalli su cui poggiavano linga che venivano spostati nelle cerimonie sacre. Il sito è rallegrato da una folla di bambini vocianti che vendono sciarpe ed accompagnano i turisti durante la passeggiata e sorprendentemente conoscono la spiegazione di ogni monumento in tutte le lingue …anche in italiano! Ci siamo fermati a Kompon Thom per il pranzo e poi abbiamo proseguito per Kompon Cham passando attraverso risaie sterminate , dove , come unico mezzo di lavoro è ancora il bue e i contadini mietono il riso maturo ancora a mano. Kompon Cham è una grande città moderna senza molte attrattive turistiche ; abbiamo passeggiato al tramonto sul lungo Mekong dove, i cittadini si riuniscono per fare una lezione di aerobica tutti insieme . Abbiamo fatto una visita alla pagoda dove è custodita la barca sacra usata per le regate ufficiali. Siamo giunti , quindi all’ hotel “Mekong” , un edificio adibito in precedenza ad ospedale ed attualmente ancora in restauro, tanto che il primo piano è ancora un cantiere; la posizione è molto bella perché di fronte al Mekong e le poche stanze agibili sono dignitose anche se essenziali , probabilmente quando il restauro sarà terminato diventerà un’ ottima sistemazione. Ci siamo concessi un aperitivo sulla terrazza della nostra stanza e poi la cena in un ristorante tipico , quindi a nanna…., le attrattive della città sono praticamente inesistenti.

    XII giorno 19/11/2009 : Stamane la colazione è stata in un grazioso bar sul lungo fiume perché nel bel mezzo del cantiere la sala da pranzo non era ancora agibile. La prima tappa della giornata è stata nelle piantagioni di cauciù , una delle maggiori industrie cambogiane. Qui si trovano milioni di alberi disposti in filari in appezzamenti di terreno che si estendono per molti chilometri . Il cauciù comincia ad essere estratto da alberi di almeno 3 anni di età ,tramite incisioni della corteccia da cui cola il liquido biancastro , che viene raccolto in piccole ciotoline, che poi gli operai passano a svuotare ogni giorno e riempiono grandi cisterne che vengono a loro volta portate in fabbrica per la lavorazione di quest’ ultimo. Ci hanno concesso di visitare la fabbrica dove arriva il cauciù liquido e attraverso tutta una serie di processi viene trasformato in balle di cautciù di 33kg di peso che vengono esportate in tutto il mondo per il confezionamento di articoli in gomma. Abbiamo ripreso la strada verso Wat Nokor , un tempio del VIII secolo ormai inglobato tra le mura di un tempio moderno risalente agli anni 90 : è curioso vedere questa mescolanza di fregi antichi con i colori sgargianti delle figure moderne. Il viaggio continua verso Wat Phnom Bpcos ovvero la collina degli uomini . La leggenda vuole che un gruppo di uomini e di donne di Kompon Cham decidessero di fare a gara a chi costruisse lo stuba più alto in una sola notte ; malgrado il lavoro fervesse le donne usarono un artefizio per vincere: appiccarono un falò dietro la collina tanto da far credere agli uomini che il sole stesse sorgendo così gli uomini cessarono il lavoro e le donne vinsero. Sulla collina degli uomini , quindi la più bassa delle due, ci sono alcuni templi risalenti agli anni 60 popolati da un allegro branco di scimmiette che si avvicinano ai turisti con la speranza che allunghino loro un pò di cibo. Dopo il pranzo la strada è ripresa verso Skun un piccolo villaggio in cui si allevano tarantole per scopi alimentari e l’ assaggio è stato doveroso ! Il viaggio è proseguito ancora per un paio d’ ore e siamo arrivati a Phnom Penh al tramonto ; abbiamo preso possesso delle nostre stanze nuovamente al “Goldiana” e poi , abbiamo fatto un giro nell’ unico centro commerciale di tutta la Cambogia . Questo , al contrario di ciò che si possa pensare è l’ unica sede del “tarocco” del paese. Vi si trovano orologi delle marche più prestigiose a pochi dollari; magliette , jeans ed abbigliamento in genere delle griffes più esclusive veramente ben imitate e , per chi è interessato alla cosa è necessario ne approfitti qui perché non ne troverà un altro in tutto il paese !

    XIII giorno 20/11/2009: Alle 8 partenza dalla capitale per la provincia di Takeo .Abbiamo visitato un altro Ta Phrom che conserva notevoli bassorilievi scolpiti sulle pareti esterne e sugli architravi delle porte. E’ un tempio molto raffinato abbellito da numerose piante fiorite ma con una serie di vecchie petulanti come guardiane. Il sito si trova sulle sponde del lago Tonle Bati e dopo alcuni chilometri in auto abbiamo preso una piccola lancia a motore per raggiungere Angkor Borei ovvero la piccola Angkor . Le acque del lago erano piuttosto agitate da un forte vento e più di un’ ora di navigazione in queste condizioni è stata una notevole sofferenza ! Purtroppo giunti sull’ isola ci siamo accorti che il museo era chiuso (controllate accuratamente perché anche in quest’ angolo sperduto della Cambogia i musei hanno un orario di apertura segnalato dalle migliori guide in commercio ! ) così abbiamo ripreso la barca , questa volta il vento era meno forte, per arrivare ad un'altra isola : Phnom Da . Il nostro sbarco è stato accolto da tutti i bambini dell’ isola che ci hanno seguito nella scalata della collina su cui si trovano due templi in laterite del VI secolo . Dalla sommità della collina si gode uno splendido panorama del lago che si sta via via ritirando lasciando cosi il posto alle risaie . Siamo scesi nel villaggio di pescatori dove abbiamo comprato dei biscotti da offrire a quello stuolo di bimbi che ci ha seguito per tutto il percorso . Abbiamo ripreso la barca a motore per tornare a riva …il ritorno è stato movimentato, ci siamo bagnati ma tutto sommato meno peggio dell’ andata ! Abbiamo pranzato sul lago a base di pesce ,che però spesso sa di terra viste le acque limacciose in cui vive, mentre ottime erano le aragoste di fiume .Abbiamo ripreso il viaggio per oltre 100 chilometri alla volta di Kompot , un cittadina tranquilla sul fiume senza grosse attrattive ma tappa obbligata per chi vuol proseguire per il mare o per intraprendere il trekking nel parco nazionale di Bokor . La cosa più bella è stato il nostro hotel dal nome impronunciabile il “Rikitikitavi “ . Ha solo 5 o 6 stanze arredate con gusto impeccabile in puro stile cambogiano con copriletti in seta colorata ; la sala ristorante si trova al piano superiore in una grande terrazza che si affaccia sul fiume . Anche la cena è stata di livello superiore , i cibi tipici sono stati serviti in piatti individuali molto ben disposti . Dopo un aperitivo in terrazza abbiamo fatto quattro passi prima di cena ma è una vera desolazione : ci sono un paio di bar , alcuni centri di massaggio gestiti da ciechi e una discoteca dall’ aria dubbia , quindi dopo la cena ci siamo ritirati presto .

    XIV giorno 21/11/2009 : Stamane l’ escursione al parco nazionale di Bokor è saltata per inagibilità della strada e pare che i lavori non saranno terminati per i prossimi 2 o 3 anni ! Abbiamo fatto un giro sul mercato locale , è sempre interessante vedere gli abitanti intenti nelle loro occupazioni quotidiane e poi , per riempire la giornata la nostra guida ci ha consigliato la visita del tempio Phnom Sorscha che noi, però ,sconsigliamo vivamente , infatti si arriva ad una caverna in cui nidificano i pipistrelli attraverso un sentiero non segnato e irto di sterpaglie per poi non parlare del tempio , assolutamente ordinario in confronto ai tanti capolavori visti fin’ ora . Ci siamo quindi fermati a Kep ,la più antica località balneare della Cambogia . La specialità del luogo sono i granchi che ti portano a scegliere in grandi ceste .Inoltre qui si vendono gamberetti secchi, totani e gamberi cotti sulla brace , veramente invitanti ! Visto che il programma della giornata era quindi saltato abbiamo chiesto alla nostra guida di condurci subito a Sihanukville . Nel primo pomeriggio prendevamo possesso delle nostre stanze all’ hotel “Seaside”. Questo è uno dei primi hotel costruiti a Sihanukville , esternamente molto imponente, dall’ aspetto di una pagoda anche se l’ interno è molto essenziale , e si trova esattamente davanti all’ accesso della spiaggia di Ochheauteal beach . La voglia di fare un bagno era tanta cosi ci siamo affrettati a raggiungere la spiaggia . Qui lettini e ombrelloni arrivano fino sul bagnasciuga e non appena si poggia il piede sulla sabbia si è letteralmente assaliti da un nugolo di persone che vogliono farti un messaggio, la manicure , la depilazione ,che vogliono venderti dai braccialetti , alla frutta , ai gamberi cotti sulla brace … non ti concedono un minuto per rilassanti ! Abbiamo contrattato un po’ con il titolare di un’ agenzia turistica che domani dovrebbe accompagnarci sull’ isola di Bambù anche se poi ci siamo accorti che hanno tutti gli stessi prezzi . Dopo il bagno nelle acque tiepide e cristalline del golfo di Siam abbiamo fatto una capatina al mercato della città che si trova sotto un grande capannone , quindi caldo e soffocante e gli odori forti quasi ti stordiscono e poi essendo le 5 la maggior parte dei banchi era già chiusa , alle 6 è tutto chiuso ! Abbiamo cenato in hotel e avendo chiesto un pò di pesce abbiamo rischiato di fare la fame ! dopo cena abbiamo passeggiato lungo la spiaggia dove si trovano una miriade di locali l’ uno accanto all’ altro e offrono pesce cotto alla brace per pochissimi dollari … sarà per domani sera!

    XV giorno 22//11/2009: Stamattina sulla spiaggia antistante l’ hotel ci attendeva il ragazzo dell’ agenzia e ci ha condotto alla barca a motore alla volta dell’ isola di Bambù . Il sole era coperto da uno spesso strato di nubi così non ci siamo fermati per fare snorkeling . Dopo circa un’ ora di navigazione siamo approdati sull’ isola di Bambù: una spiaggia bianca semideserta con un piccolo bar da cui abbiamo noleggiato le sdraio e poi ci siamo accomodati al sole che talvolta appariva timido fra le nubi ; ogni tanto ci si tuffava tra le acque limpide e abbiamo trascorso cosi l’ intera giornata alla rassegna dell’ ozio. Dopo un’ ora di totale tranquillità hanno cominciato ad arrivare un bel numero di barche cosi la spiaggia si è affollata un po’ , ma nulla di fastidioso. A mezzogiorno ci hanno il pranzo : pesce alla griglia ,insalata e … pane ! Verso le 2 siamo ripartiti e in prossimità di un’ altra isola ci siamo fermati per lo snorkeling ma i fondali qui non sono particolarmente ricchi di pesce e di coralli . Ci siamo quindi intrattenuti ancora un po’ a Ochheaunteal Beach e dopo una doccia veloce in hotel i ci siamo fatti condurre da un tuk tuk ad un mercato che, poi, si è rivelato solo un negozio di artigianato , mentre il night market è solo un luogo di ritrovo serale dei cambogiani con un paio di banchetti , insomma, stasera in fatto di acquisti ci è andata male ! Siamo poi tornati in spiaggia in uno degli innumerevoli bar per cenare , abbiamo scelto il Full Moon che ci ha servito un piattone di gamberi e calamari alla griglia con patatine fritte innaffiato con un boccale di birra …per la folle cifra di 3.5 dollari a testa ! Stasera è anche l’ ultima sera che trascorriamo con Simo e Roby ,loro rientrano in Italia 2 giorni prima cosi abbiamo brindato insieme con il vino acquistato a Udong .

    XVI giorno 23/11/2009 : Stamattina ci siamo sentiti un po’ orfani a colazione ma ci siamo subito organizzati per trascorrere la giornata in completo relax :ci siamo avviati a piedi perso Sokha Beach e ci siamo fermati sulla strada per organizzare la gita di domani al Ream National Park :in prossimità della strada si trovano molte agenzie turistiche ma i prezzi sono comunque gli stessi , cioè 20 dollari pro capite, e così il programma della giornata , abbiamo scelto in base all’affidabilità che poteva ispirarci il gestore . Abbiamo attraversato a piedi questa zona della città fermandoci in alcuni negozietti e in alcuni banchetti che esponevano manufatti di conchiglie e poi siamo scesi a Sokha Beach . Questo è realmente un paradiso : una spiaggia bianchissima con un mare turchese ,limpidissimo ; questa spiaggia è proprietà privata del Sokha Resort quindi per accedervi bisogna pagare una somma pari a 4 dollari a testa e poi si può usufruire di lettini sistemati sotto grandi alberi direttamente sulla spiaggia asciugamani e anche l’ uso della piscina. La giornata è passata facendo il bagno, prendendo il sole, sonnecchiando, leggendo . Il pranzo ci è stato servito direttamente sui nostri lettini dal servizio bar . Vedendo come è trascorsa la giornata oggi abbiamo concluso che l’ escursione di ieri all’ isola di Bambù avrebbe potuto essere evitata , la spiaggia qui è sublime al confronto e la spesa decisamente minore. Siamo rientrati al tramonto a piedi e ci siamo fermati in un paio di negozi che producono oggetti di artigianato fabbricati dai bambini di strada e il ricavato va per mandarli a scuola e liberarli dalla piaga della prostituzione. Abbiamo cenato nuovamente al Full Moon e abbiamo giocato con un simpatico bimbo figlio di una ragazza che chiedeva la carità, c’ è veramente tanta povertà in questo paese anche se le persone hanno una dignità incredibile e il sorriso dei bimbi cosi spontaneo spesso ci fanno dimenticare le loro condizioni di vita.

    XVII giorno 24/11/2009: Stamattina il pullmino dell’ agenzia è venuto a prenderci in hotel puntuale e , poi , caricata una famiglia di tedeschi ,abbiamo percorso i 18 km che ci separavano dal parco nazionale di Ream. Là ci siamo imbarcati su una barca a motore accompagnati da un giovane ranger che parlava un inglese stentato e ci siamo avviati giù per la foce del fiume contornato da grandi alberi di mangrovie , incontrando molte barche di pescatori che tiravano le reti ed alcuni, con tanto di maschere che pescavano le ostriche . Il parco è grande 21.000 ettari quindi per arrivare all’ estuario abbiamo impiegato più di un’ ora ed abbiamo anche fatto l’ incontro con un timido delfino. Siamo quindi sbarcati a Koh Sam Pouch , una spiaggia bianca disseminata di conchiglie dove abbiamo fatto un bagno nelle acque calde e basse .Dopo circa un’ ora il ranger è tornato a prenderci e ci ha accompagnato in un trekking attraverso la foresta , ma oltre ad un paio di grandi termitai , un grande ragno nella sua ragnatela non abbiamo visto altro , anche perché il ranger non ci ha dato la nonché minima spiegazione della flora tropicale .Scollinando siamo giunti in un villaggio di pescatori dove c’ erano enormi distese di gamberetti stesi al sole a seccare , montagne di pasta di pesce fermentata , bufali al pascolo immersi in pozze d’ acqua e una miriade di bambini festanti che al nostro passaggio sono usciti dalla scuola per correrci incontro. Il pranzo è stato un disastro : seduti sotto una tettoia al fondo di un piccolo molo con il piatto appoggiato sulle ginocchia con una porzione minima di pesce che sapeva solo di aglio . Se ci avessero fatto fare il giro al contrario sarebbe stato sicuramente meglio avremmo attraversato la foresta in un’ ora meno calda e poi avremmo mangiato sulla spiaggia dove poi c’ era anche un bar con ombrelloni e tavolini … non è stato un gran giro ! Prendendo la strada del ritorno ci siamo fermati al “Mangrovia Tower “ , una sorta di piattaforma aerea da cui si possono ammirare le mangrovie dall’ alto ma non sufficientemente alte da permettere di vedere il fiume e i villaggi . Ripresa la via del ritorno ci siamo fatti lasciare al mercato ma dopo un breve giro ci siamo diretti verso il nostro hotel e dopo la doccia ci siamo recati a cena al solito posto.

    XVIII giorno 25/11/2009 : Oggi è l’ ultimo giorno che trascorriamo in Cambogia , ci siamo fatti portare da un tuk tuk a Otres Beach , una spiaggia che dista dalla nostra circa 3 km e l’ ultimo tratto di strada è sconnesso e sterrato , ma , appena arrivati sulla spiaggia siamo rimasti piacevolmente sorpresi : km e km di spiaggia bianca disseminati di piccoli bar con lettini e ombrelloni . Dopo aver percorso parte della spiaggia ci siamo accomodati su dei bei lettini in legno coperti da materassini blu del Daiquiri Bar , gratuiti per i clienti del bar , quindi abbiamo cominciato con un caffè freddo . La mattinata è trascorsa facendo bagni e crogiolandoci al sole e dondolandoci su di un’ amaca. A pranzo ci hanno servito una porzione di noodles con i gamberi veramente superbi ! Pennichella e poi ..massaggi in spiaggia conclusosi con un bel pedicure ! Ci siamo fermati ad Ochheutal Beach per vedere l’ ultimo tramonto , che tra le nubi ha incendiato il cielo di un rosso rubino. Dopo la doccia cena al solito locale che , avendo detto loro che era l’ ultima sera ci hanno offerto 4 birre , quindi siamo rientrati in hotel prima del solito per preparare le valigie infatti domattina verranno a prenderci alle 6.30 .

    XIX giorno 26/11/2009 : Sveglia alle 5,30 e malgrado non fosse l’orario ci hanno servito la colazione e poi , dopo un piccolo disguido , siamo partiti verso L’aeroporto di Phnom Penh . Il nostro autista era veramente calmo e Abbiamo rischiato di non giungere in tempo a prendere l’ aereo, provvidenziale è stato l’ intervento di Stefano , che ha telefonato in aeroporto pregando di non chiudere il check in . Siamo decollati alle 11 ed atterrati all’ aeroporto di Kuala Lampur alle 14 e qui siamo rimasti quasi 12 ore , passeggiando tra negozi e riposando sui divanetti .Alle 23.45 siamo partiti per l’ Italia e abbiamo viaggiato molto comodi infatti l’aereo era mezzo vuoto così abbiamo potuto riposare sdraiati sui sedili. Alle 5.30 siamo atterrati a Roma per poi ripartire per Genova alle 8.30 . Dopo circa un’ ora di volo siamo atterrati a Genova e con nostra grande gioia anche i bagagli sono arrivati puntuali !

    CONCLUSIONI: E’ stato un viaggio fantastico ! Abbiamo vissuto intensamente i 18 giorni trascorsi in Cambogia e non ci siamo accontentati di una breve tappa ad Angkor , come spesso consigliano la maggior parte dei tour operator . La Cambogia è un paese verdissimo dalle distese infinite di risaie, dagli innumerevoli laghi e laghetti disseminati di ninfee e fiori di loto ; dai tantissimi fiumi e laghi , le cui rive sono densamente popolate di pescatori che ne solcano le acque placide con piatte canoe che governano seduti a gambe incrociate sulla prua e, molte delle quali guidate da bambini veramente piccoli . Phnom Penh , la capitale , è caoticissima , specialmente al tramonto , quando le strade si affollano di persone che rientrano dal lavoro , di scolari, di motorini e di tuk tuk . Qui, anche sul lungo Mekong, la zona più viva della città , regna tanta sporcizia e ..tanta povertà : tante persone dormono sui marciapiedi , bambini laceri chiedono la carità , cosi come il gran numero di mutilati e ciechi che vivono ai margini della società , senza alcun aiuto da parte dello stato . Angkor è il sito archeologico più grande al mondo , comprende centinaia di templi di raffinata manifattura khmer risalenti dall’ VIII al XIII secolo , disseminati nelle giungla e molti dei quali sovrastati dalla flora tropicale . IL carattere dei suoi abitanti è molto pacato, non si scompongono mai e sorridono sempre, anche se spesso non riuscivamo a farci capire con il nostro inglese stentato . I bambini sono a dir poco incredibili giocano tutto il giorno seminudi tuffandosi nei laghi fangosi o nelle pozzanghere ed hanno sempre il sorriso sulle labbra , basta una caramella o uno degli spazzolini che ci fornivano giornalmente gli hotel per illuminare il loro sguardo . Qui la gente vive in condizioni veramente inumane : la maggior parte delle abitazioni sono capanne in legno col tetto fatto di fronde ed hanno una scala a pioli che porta alla zona abitativa posta ad alcuni metri dal terreno infatti durante i monsoni le strade e i terreni sono completamente allagati ed è problematico veramente uscire di casa ! Un altro elemento a sfavore di questo popolo gia’ così duramente provato da anni ed anni di guerra civile è il clima : la temperatura supera sempre i 30 gradi e il tasso di umidità è tangibile , tanto da essere sempre madidi di sudore , e pensare che noi abbiamo viaggiato durante la stagione che viene definita fresca e secca !

    Un doveroso grazie va alla Asco International e in particolar modo a Stefano Cazzola che ci ha seguito passo passo nella realizzazione del tour ed è sempre stato disponibile a risolvere ogni piccolo problema in loco , anche se di problemi non ne sono sorti , infatti il programma è stato rispettato alla lettera , gli hotel e i ristoranti di buon livello . Un grazie particolare va anche al nostro autista e alle nostre guide , in particolare al dolce Socheat che ci ha fatto “ assaporare “ la vera Cambogia .

    CONSIGLI UTILI: All’arrivo in aereoporto in Cambogia e’ necessario procurarsi il visto di ingresso . Per evitare perdite di tempo e’ opportuno portarsi una fototessera

    Ricordarsi che in uscita bisogna pagare una tassa di 25 Dollari.

    Per visitare il sito di Angkor e’ opportuno dedicare almeno tre giorni alla sua visita ( vi e’ un biglietto di ingresso che vale tre giorni ) Consigliamo di aspettare il tramonto

    Invece che sulla collina del Bakeng ( sembra di essere allo stadio ) su di uno dei templi di Angkor Thom .

    Tra i templi da non perdere Banteay Srey, il Bayon, Ta Prohm, e Preah Neak mentre tra l’escuersioni in loco Kompong Pleouk e’ sicuramente una delle piu’ suggestive insieme a Kbal Spean con in linga scolpiti nel letto del fiume.

    Per raggiungere Siem Reap consigliamo la navigazione da Battambang ed inoltre concedetevi almeno una volta un rilassante massaggio con l’olio.

    Se come noi intendete terminare il viaggio con qualche giorno di relax al mare di Sianoukville, godetevi le diverse spiagge del posto evitando le escursioni all’isola di bamboo ed al parco nazionale di Riem che non offrono nulla di particolarmente interessante. Anche per quanto riguarda gli acquisti la localita’ balneare non offre grosse opportunità meglio quindi che provvediate a Phonm Phen o Siem Reap.

    Per conoscere la storia cambogiana prima di partire consigliamo di vedere il film “ Urla del Silenzio” e leggere : “Fantasmi” di Terzani, “Il cancello” di Bizot mentre tra le guide di viaggio , oltre alle solite, quella di Claudio Bossolino il titolare della Asco Travel l’agenzia locale che ci ha organizzato il viaggio.

  2. ollygio
    , 17/5/2010 10:21
    Partecipanti 6 : Giovanni, Maura, Simona , Roberto, Nadia, Josefa.

    Tour operator: Asco International

    Periodo dall’ 8 novembre al 26 novembre

    <b>I giorno: </b>Il nostro primo giorno di viaggio lo abbiamo trascorso interamente tra gli aeroporti ed in volo. Siamo decollati da Genova alle 7 di mattina per atterrare a Roma dopo circa un’ ora. Alle 13 siamo decollati alla volta di Kuala Lampur con la Malaysia Airlines . Il viaggio è stato piacevole, l’ aeroplano dotato di ogni confort anche se abbiamo riposato poco per l’ impazienza che avevamo di calpestare il suolo cambogiano. Dopo circa 12 ore siamo atterrati a Kuala Lampur , alle 7 del mattino (ora locale) per poi ripartire alle 9.30 per Phnom Penh

    <b>II giorno 9/11/2009 :</b> Alle 9.50 siamo finalmente giunti in Cambogia e , dopo aver compilato una marea di scartoffie , abbiamo recuperato i nostri bagagli che miracolosamente sono giunti a destinazione malgrado il cambio di ben 3 aerei. All’ uscita c’ era il rappresentante dell’ Asco International ad attenderci e ci ha accompagnati al nostro hotel.Il “ Goldiana” dista poco più di un km dal lungo Mekong ed è dotato di camere spaziose e confortevoli, vi è un internet point gratuito , una bella piscina e anche la cucina è dignitosa.Oggi la giornata avrebbe dovuta essere dedicata al riposo prima di intraprendere il tour ma l’ acqua della piscina era troppo invitante cosi abbiamo trascorso un paio d’ ore a crogiolarci al sole .Dopo una doccia ci siamo avviati per le strade adorne di bandiere della capitale: Oggi , infatti , è la festa dell’ indipendenza dal dominio francese. Abbiamo quindi preso un tuk tuk,, un motorino che traina un carretto e che funge da taxi, (qui i taxi tradizionali sono pressoché inesistenti!) e ci siamo fatti condurre al porto turistico dove abbiamo noleggiato una barca su cui abbiamo pigramente navigato sulle acque scure del Mekong mentre lentamente il sole tramontava alle spalle del Palazzo Reale .Il Mekong è punteggiato da una miriade di imbarcazioni di pescatori che ritiravano le reti assieme a tutta la loro famiglia, donne e bimbi inclusi. Tornati a terra abbiamo passeggiato un po’ in questa zona in cui ci sono un certo numero di locali eleganti ed un piccolo mercato dove i cambogiani si fermano per la cena. A questo punto la nostra attenzione è stata attirata da alcuni colpi: fuochi d’ artificio erano sparati sulle acque del Mekong per festeggiare l’ indipendenza cambogiana. Abbiamo quindi cambiato alcuni dollari in riel, la moneta locale, anche se poi la cosa è risultata superflua perché i dollari sono accettati ovunque e ogni venditore chiede il prezzo in dollari.Abbiamo quindi ripreso il tuk tuk che ci ha riportato in hotel dove abbiamo cenato a base di noodles, tagliolini di riso piccanti conditi con verdur e carne. Alle 21,30 ci siamo ritirati perché tutti faticavamo a tenere gli occhi aperti!

    <b> </b>
    <b>II Giorno 10/11/2009: </b>Sveglia alle 7 e dopo la colazione alle 8 Socheat, la nostra guida è venuta a prenderci per accompagnarci nella visita della città. La prima tappa è al Palazzo Reale , un complesso di costruzioni di cui fa parte anche l’ attuale residenza del re. Veramente bella la sala del trono, la Pagoda d’argento, l’ esposizione dei costumi reali e delle portantine usate durante le parate ufficiali. La temperatura superava sicuramente i 35 gradi e il tasso d’ umidità era veramente elevato quindi la ricerca di un fazzoletto d’ ombra era di vitale importanza! Abbiamo proseguito verso il Museo Nazionale dove sono custodite opere del periodo preangkoriano , principalmente di cultura induista, e angkoriano in cui la cultura diventa buddista. Raggiungiamo , quindi, la collina di Wat Phnom , la collina più alta della città da cui si accede tramite una scalinata contornata da 2 naga e sulla cui sommità si trovano un paio di templi ed alcuni stupa.Nella piazza antistante si trova una statua della signora Penh la fondatrice della città. Siamo andati a pranzo in un delizioso ristorante tipico e qui ci siamo incontrati con Stefano Cazzola,,responsabile dell’Asco International con cui abbiamo sempre comunicato per l’ organizzazione del viaggio.Il pomeriggio è interamente dedicato ai luoghi della memoria della guerra civile. La prima sosta è stata al museo di Toul Sleng , un liceo adibito a zona di detenzione e di tortura dei khmer rossi durante la dittatura di Pol Pot. Si visitano le aule tramutate in anguste celle, larghe pochi centimetri senza aperture né servizi dove i prigionieri versavano in condizioni disumane, prima di venire giustiziati, infatti di 15000 prigionieri nei poco più di 3 anni di regime da Toul Sleng ne sono usciti vivi solo 7!!! Si possono vedere le foto di tutti coloro che sono stati rinchiusi là dentro e fa accapponare la pelle vedere quanti bambini e quante donne sono stati uccisi qui. Ci sono in mostra anche gli strumenti di tortura usati ed alcuni quadri che mostrano le torture , dipinti da uno dei 7 sopravvissuti. Abbiamo proseguito verso la periferia della città dove si trovano i Killing Field cioè il luogo delle esecuzioni. Qui sono state scoperte una quarantina di fosse comuni da cui sono stati estratti migliaia di scheletri conservati in un alto sacrario a a più piani .Rientrando in città ci siamo fermati al mercato russo ma il giro è stato alquanto frettoloso perché in Cambogia qualsiasi attività chiude alle 17 , sia mercato ,sia museo, sia tempio.Ci siamo incamminati a piedi verso il nostro hotel ed è spettacolare osservare il caos che si scatena qui al tramonto: motorini che viaggiano per ogni senso di marcia , anche sui marciapiedi, tuk tuk, automobili, persone che percorrono le strade con voluminosi oggetti, bambini anche piccolissimi che vagano da soli… un delirio da far girare la testa! Dopo un tuffo ristoratore in piscina abbiamo cenato in hotel e poi siamo tornati sul lungo fiume per un drink.Alle 23 ci siamo ritirati domani si riparte di buon’ ora!

    <b> </b>
    <b>IV giorno 11/11/2009: </b>Partenza alle 8 da Phnom Penh verso Battambang facendo soste in piccoli villaggi dove si lavora il pesce per produrre una pasta fermentata con cui si condisce il riso e dove si sbalza l’ argento (o meglio il bronzo argentato!)Siamo giunti a Udong , un’antica capitale della Cambogia . Attorno al sito si trovano molti banchetti che cucinano cibi “tipici” che i locali acquistano nei giorni di festa quando vengono qui a fare i pic nic . Ma qui la strada comincia a salire verso la sommità della collina ,e, tra una sudata e l’ altra, ci imbattiamo in vari templi e stuba e in una gigantesca statua di Buddha. Sulla cima si trovano i 4 stupa reali , in cui sono custodite le ceneri di alcuni re. Abbiamo proseguito verso Kompong Channang dove abbiamo potuto vedere presso un imbarcadero un villaggio di case galleggianti.Il pranzo è stato in un semplice locale che si trova sulla strada dove abbiamo gustato dell’ ottimo pollo ma sulla tavola c’ erano solo le bacchette… Socheat ha dovuto intercedere per noi perché ci portassero delle posate ! Dopo il pranzo abbiamo visitato un villaggio nelle campagne che produce terrecotte non decorate ma ugualmente molto belle .Abbiamo attraversato la provincia di Pursat visitando un villaggio dove si lavora la pietra ed un mercato in cui si vende pesce essiccato e per ultima un singolare pagoda a 2 piani con la facciata dipinta con divinità indù e scene della vita di Buddha . Qui abbiamo incontrato alcuni monaci con cui abbiamo parlato nel nostro inglese stentato.La guida ci ha spiegato che costoro sono molto socievoli con i turisti che consentono di perfezionare il loro inglese. Giunti a Battambang abbiamo pernottato nell’ hotel “Kemera Battambang” .L’ hotel è nuovissimo corredato di piscina e di SPA , le stanze sono grandi anche se piuttosto impersonali ,anche la cucina non è al top. E’ abbastanza lontano dal centro cosi dopo 4 chiacchiere al bordo della piscina siamo andati a nanna.

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    <b>V giorno 12/11/2009: </b>Stamattina sveglia rocambolesca, malgrado Socheat avesse avvertito il personale della reception che ci dessero la sveglia se ne sono dimenticati…e questa è solo il primo degli inconvenienti legati alla sveglia del mattino, consiglio vivamente a chi voglia intraprendere un viaggio in Cambogia di munirsi di sveglie personali ! Abbiamo consumato la colazione alla velocità della luce e alle 8 eravamo pronti a partire per Phnom Banon . Per arrivare ai templi bisogna salire su per una scala di oltre 300 scalini sotto un sole cocente e una temperatura oltre i 30 gradi… una faticaccia!Sulla sommità possiamo ammirare 5 torri khmer a pannocchia del XI –XII secolo e uno splendido panorama della campagna circostante. La discesa è stata sicuramente più agevole e dopo esserci ristorati con un pò di frutta siamo andati a visitare un vigneto, uno dei pochissimi in questo paese ed abbiamo anche degustato il vino che si produce… decisamente non una DOCG ! Dopo il pranzo ci siamo fermati per una visita all’ ospedale di Emergency . Siamo stati accolti con calore dal personale che ci ha fatto visitare i vari reparti spesso affollati di bambini. Una delle infermiere era una ragazza di Brescia che ci ha raccontato un po’ la situazione sanitaria del paese e quante persone ancora oggi perdano la vita o vengano atrocemente mutilate dalle mine anti-uomo. Ripreso il viaggio attraverso la campagna ci siamo recati ad una delle stazioni del Bambù Train . Questo singolare mezzo di trasporto è costituito da una sorta di piattaforma di bambù dotato di motore a scoppio che viaggia sulle rotaie del treno ed è usato dai cambogiani per spostarsi da un villaggio all’ altro o per trasportare merci. La particolarità di questo mezzo è che quando 2 treni si incontrano il meno carico dovrà lasciare il passo a quello più carico, i passeggeri scendono e spostano il treno di peso e poi riprendono il viaggio. E’ stato emozionante percorrere questo breve tratto di ferrovia che si snoda attraverso risaie verdissime e pigri villaggi. L’ ultima visita della giornata è stata al tempio di Wat EK Phnom di cui rimangono veramente poche rovine .Di ritorno a Battambang abbiamo passeggiato al tramonto sul lungo fiume , qui i cambogiani si rilassano a fine giornata , fanno ginnastica in gruppo e …le mucche brucano indisturbate nelle aiule! Prima di cena ci siamo concessi un massaggio khmer che però non si è rivelato cosi rilassante , infatti consiste in una serie di stiramenti e pressioni talvolta anche dolorose. La cena è stata in un locale tipico con orchestra .


    <b>VI Giorno 13/11/2009: </b>Stamane si sono nuovamente dimenticati<b> </b>di darci la sveglia alle 5.30 cosi abbiamo rischiato di perdere la barca che partiva alle 7, che ci avrebbe condotto da Battambang a Siem Reap .La barca, una sorta di grossa chiatta era aperta lateralmente e coperta da un tettuccio era corredata di panchette su cui si sono accomodati un numero impressionante di turisti di ogni nazionalità. Il primo tratto lo abbiamo percorso sul fiume attraversando villaggi, dove abbiamo potuto osservare il risveglio degli indigeni : c’ era chi partiva con le loro piccole canoe cariche di merci , chi tirava le reti per la pesca, chi si dedicava alla toilette personale , chi andava a prendere l’ acqua al fiume, chi lavava i panni e una miriade di bambini festosi giocavano sguazzando nell’ acqua e salutandoci con la mano al nostro passaggio. Ad un certo punto il fiume si è immesso nel lago Tonle Sap , la massa d’ acqua è diventata molto estesa per molti tratti si passa in mezzo a vere e proprie corsie d’acqua tagliate fra una vegetazione acquatica cosi fitta che pare di attraversare un prato . Ogni tanto si potevano scorgere sulla riva villaggi di case galleggianti o di palafitte la cui acqua del lago lambiva i loro pavimenti , infatti questa è la stagione di maggior piena perché la stagione delle piogge è terminata ad ottobre. Per il pranzo il nostro tour operator ha previsto un box lunch ,in quanto la barca è sfornita di ogni genere di conforto ed è stata una bella sorpresa trovarvi dentro pasta e … pizza ! Abbiamo navigato per circa 6 ore e alle 13 siamo approdati a Siem Reap. Ad attenderci una nuova guida che ci accompagnerà nel sito di Angkor , Socheat lo rivedremo tra 5 giorni. Abbiamo fatto tappa in hotel per una doccia veloce e poi via verso i primi siti ! Il nostro hotel è “ Casa Angkor” raffinato, con ampie stanze ed una doccia enorme una graziosa piscina , SPA , internet point, aria condizionata in camera. Anche la cucina è buona anche se talvolta non troppo abbondante ma le brioches a colazione sono una delizia ! Il primo sito che visitiamo è un complesso di 3 templi denominato Roulos ed è il più antico della zona di Angkor infatti risale al IX secolo e le costruzioni sono in mattoni e non in pietra come la maggior parte degli altri templi. I primi due , il Lolei e il Preh Ko sono molto rovinati e risaltano solo parti di architravi o finte porte finemente scolpite; il terzo è il Bakong , delimitato da un grande fossato e comprendeva anticamente 22 torri ma ora ne sono rimaste solo 5 . Siamo saliti al primo livello e da qui abbiamo potuto ammirare uno splendido panorama dell’ intero sito ammantato dalla luce arancione del tramonto. Ottima la cena in hotel a base di specialità francesi e poi subito a nanna ..domani sveglia alla 4!


    <b>VII giorno 14/11/2009</b> : Sveglia alle 4 per godere del magico spettacolo del sole che sorge alle spalle del complesso di Angkor Wat .Siamo arrivati là che era ancora notte fonda e, per giungere nella postazione migliore, ci siamo aiutati con le torce . Purtroppo l’ evento non è stato cosi speciale come ci saremmo aspettati: per primo la massa enorme di turisti che si accalcavano sulle rive del piccolo laghetto antistante il tempio e poi … il tempo! Il cielo invece di farsi via via più chiaro era sempre più cupo e l’ unica luce che si scorgeva all’ orizzonte era quella dei lampi! Appena la luce è stata sufficiente abbiamo potuto notare un vero e proprio obbrobrio : la maggiore delle 5 torri del santuario era parzialmente coperta da un tendone verde mela ed uno blu cobalto, causa restauri. Siamo rimasti veramente sconcertati sul perché le Belle Arti o l’ Unesco (visto che ne è patrimonio!) abbiano permesso una tale mostruosità su un sito che è considerato una delle 7 meraviglie del mondo moderno, quando bastava che le reti di protezione fossero state grigie! A questo punto i nuvoloni grigi si sono sciolti in un violento acquazzone che ci ha fatto letteralmente correre ai ripari, provvidenziali le nostre mantelle che ci siamo portati sempre appresso, infatti in questi paesi i temporali sono improvvisi e soprattutto violentissimi, anche se la stagione delle piogge in novembre dovrebbe essere finita . Siamo rientrati in hotel per la colazione e alle 8.30, quando il sole splendeva ormai alto siamo partiti per la visita di Angkor Tom. L’ accesso è stato attraverso la porta sud , la principale delle 5 porte di accesso alla città di Angkor , che dell’ 8° al 13° secolo contava più di un milione di abitanti. La pota è sormontata da 4 enormi facce di Buddha e per accedervi un ponte sopra il Baray ( bacino idrico) le cui balaustre sono costituite da una fila di dei e una di demoni che sorreggono un naga (serpente sacro ai buddisti ). Siamo giunti al sito di Preah Khan ovvero la Spada Sacra costituito da un monastero e anche da una università . Un lungo camminamento tra le varie sale e cortili conduce ad una stuba centrale e poi prosegue fino all’ altra entrata del tempio. Molte delle sale laterali sono state invase dalla vegetazione che ha affondato le radici tra le mura . Notevole la sala della danza con bassorilievi raffiguranti apsara in ottima conservazione. Siamo ritornati sui nostri passi per far visita alla Terrazza del Re Lebbroso detta cosi perche pare che il re che l’ebbe commissionata fosse affetto da tale malattia e pare fosse usata come luogo di cremazione dei re. In mezzo alla foresta abbiamo visitato il piccolo tempio di Preah Palilay costituito da un’ unica torre a più piani avvolta dalla vegetazione . Il palazzo reale costruito in legno è andato distrutto sono giunti a noi solo gli edifici sacri costruiti in pietra cosi dopo aver costeggiato il lago delle donne, un bacino dedicato allo svago più che alle cerimonie sacre, siamo giunti alla Terrazza degli Elefanti ,cosi detta perché scolpita con una serie di immagini di elefanti quasi a grandezza naturale, era il luogo dove il re conferiva con il popolo e dove si facevano spettacoli. Viste le temperature non abbiamo avuto il coraggio di scalare il Phimeanakas un tempio sulla cui sommità si trova un sacrario e vi si accede solo per una ripida scalinata costituita di scalini strettissimi .La visita al Baphon non è stata possibile in quanto chiuso per restauri da forse 10 anni . L’ ultimo tempio della mattina è il Bayon, un tempio di un’ immensità e una bellezza da togliere il fiato ! E’ un tempio buddista costruito su 3 livelli e costituito da 54 torri, ognuna delle quali terminanti con 4 colossali facce di Buddha , ognuna rivolta verso uno dei 4 punti cardinali. Sul terzo muro di cinta si trovano pregevoli bassorilevi che rappresentano battaglie e scene di vita contadina. Abbiamo pranzato in un ottimo locale nel centro di Siem Reap “ Indocina Cafè” a base di piatti tipici e poi ci siamo avviati verso il tanto sognato Angkor Wat. Questo è il maggiore complesso che si trova in questa zona archeologica di quasi 400 km2 ,risale al XII secolo ed è circondato da un grande bacino artificiale. Il quarto recinto, l’ inferiore è costituito da un muro lungo oltre 200m e da qui si accede alla terrazza d’ onore che ci porterà ai livelli superiori. Si può arrivare solo fino al secondo livello , perché , come già detto, le torri sono in fase di restauro. Ridiscesi al primo livello abbiamo ammirato la galleria con i bassorilevi di gran pregio che descrivono battaglie , la leggenda della burrificazione dell’ oceano di latte e altre storie della cultura khmer … peccato che la nostra guida non si sia dilungata troppo in tali spiegazioni ! Su consiglio della nostra guida ci siamo arrampicati su per un sentiero che ci ha condotto al tempio di Bakheng , che sorge su di una collina ,da cui , a detta sua,si poteva godere di un eccezionale tramonto. A parte la fatica dei 15 minuti di cammino in salita ai soliti 35 ° ma giunti lassù pareva di essere allo stadio per la finale dei mondiali ! C’ era gente seduta in ogni dove tanto da coprire per intero la struttura del tempio e poi il sole tramontava sulla jungla non verso Angkor Wat ! Un’ esperienza da non fare! Dopo una doccia ristoratrice cena al “Kulen “ ristorante tipico a buffet con spettacolo di danze tipiche.

    <b>VIII giorno 15/11/2009</b>: Stamane partenza alle 7 dall’ hotel per evitare la grande massa di turisti che si assiepano nei vari templi, cosi prima delle 8 eravamo già a Bantey Srey , il tempio delle donne, detto così per la grazia e la bellezza delle sue decorazioni. Questo piccolo tempio è contornato da un fossato punteggiato di ninfee e comprende 3 torri santuario e 2 biblioteche . Usciti di lì abbiamo fatto pochi chilometri in auto fino a Kbal Spien e poi ci siamo incamminati nella giungla percorrendo circa 1,5 km di strada in salita sotto una folta vegetazione fino ad arrivare al letto del fiume dove , sul fondo sono stati scolpiti numerosi linga. Il linga è il simbolo fallico di Shiva ed è simbolo di fecondità. Questo tratto di fiume è contornato di sculture indù che si tuffano nell’ acqua e tanti cilindri sul fondo spuntano sotto il pelo della corrente … uno spettacolo unico che ripaga abbondantemente la fatica fatta per arrivare lassù. Discendendo ci siamo fermati un po’ alla cascata che il fiume forma dove molti cambogiani si fermano a fare un bagno purificatore. Ripresa l’ auto abbiamo fatto tappa a Bantey Samre, un altro piccolo tempio rifinito finemente e a Pre Rup , un grande tempio in mattoni destinato alle cremazioni reali. Dopo il pranzo abbiamo ripreso la via che ci ha condotti al Ta Phrom ovvero il tempio antico divenuto celebre anche grazie al film di Tomb Raider . Questo enorme tempio è in avanzato stato di degrado con moltissimi muri crollati , ma la particolarità di questo sito sta negli enormi alberi di kapok che affondano le loro radici aeree sui tetti , sulle pareti, contornando le finestre, creando uno spettacolo in cui la forza della natura sovrasta l’ abilità umana . A questo punto abbiamo richiesto alla guida una variazione di programma , ci siamo fatti accompagnare a Neak Pean , un piccolo tempietto che si trova al centro di un bacino artificiale e per accedervi abbiamo attraversato il lago camminando su 2 assi appaiate . Il nome di questo tempio significa serpenti incrociati ed aveva una funzione taumaturgica , infatti nelle acque del lago andavano ad immergersi i malati nella speranza di una guarigione. Purtroppo la mancanza di tempo non ci ha permesso di visitare gli altri 2 templi in programma ma abbiamo fatto una breve sosta al Mebon orientale. Purtroppo il sito stava chiudendo ed abbiamo solo raggiunto la prima terrazza dove ai quattro angoli si trovano 4 grandi statue di elefanti quasi a grandezza naturale. Rientrati in hotel ci siamo concessi un bagno in piscina e dopo cena , con un tuk tuk , siamo andati al night market aperto quasi fino a mezzanotte dove si trovano numerosi banchetti che vendono vari prodotti artigianali.


    <b>IX giorno 16/11/2009 : </b>Oggi giornata alla coperta dei villaggi situati sulle rive del Tonle Sap; alle 8.30 partenza dal poro di Siem Reap con una lancia a motore. La prima visita è stata al villaggio galleggiante di Chong Kneas , abitato per lo più da un’ etnia vietnamita che vive di pesca, e , con le loro case galleggianti , sotto cui ci sono ulteriori allevamenti di pesci, si spostano verso il centro del lago man mano che le acque di quest’ ultimo si ritirano. Interessante è stato vedere queste persone al lavoro e soprattutto quando battono le reti stese sotto le loro abitazioni per disincagliarne il pesce rimasto intrappolato. Abbiamo ripreso la navigazione per oltre 2 ore e poi ci siamo inoltrati nella foresta alluvionale allagata ,da cui le mangrovie spuntano dall’ acqua solo con la chioma. Questa foresta ci ha condotto al villaggio di Kompong Pleouk , un villaggio costruito su palafitte . Al termine della stagione monsonica le vie sono completamente allagate e per potersi muovere è indispensabile l’ uso di canoe o altre piccole imbarcazioni, mentre durante la stagione secca ricompaiono le strade e le abitazioni si stagliano a 7 / 8 metri sopra il terreno e vi si arriva grazia a ripide scale a pioli. Dopo un giro con la lancia nel centro siamo approdati al tempio dove sorge anche la scuola del villaggio e siamo rimasti a guardare come si svolge al vita in questa piccola comunità: un traffico caotico di piccole imbarcazioni spesso guidate da bambini veramente piccoli,che le usano per recarsi a scuola con le loro divise bianche e blu; donne che commerciano verdure con canoe stracariche e abbiamo anche potuto assistere ad un funerale , in cui la prima canoa era quella che trasportava la salma seguita da quella dei monaci officianti e quindi quelle dei famigliari. I bambini sono lo spettacolo più toccante : dopo la rigorosità della scuola si spogliano e giocano nelle acque fangose del villaggio , si tuffano dalle scale delle loro case , talvolta aiutano gli adulti nelle mansioni domestiche sempre con un sorriso che scalda il cuore ! Dopo il pranzo consumato con un ricco box lunch in un bar locale abbiamo preso a noleggio le loro canoe e ci siamo fatti condurre attraverso le vie del villaggio fino ad arrivare alla foresta di mangrovie , un luogo incantato, in cui l’ unico rumore che si sente è quello dei remi che fendono l’ acqua e degli uccelli che popolano la foresta , l’ acqua è cristallina e brilla sotto i raggi del sole che filtrano attraverso le fronde degli alberi. La nostra lancia ci aspettava sul limitare della foresta e siamo ripartiti verso il centro del lago e dopo circa 2 ore abbiamo attraversato un altro villaggio galleggiante in cui abbiamo fatto tappa per visitare un allevamento di coccodrilli e un rudimentale acquario in cui viene mostrata parte della fauna del lago. Arrivati in porto ci siamo fermati in un mercato usato dai cambogiani per la spesa quotidiana e qui abbiamo potuto assaggiare piccoli serpenti che cuocevano sulla griglia ! Ancora un tappa all’ Old Market per completare gli acquisti, che però sembrano non finire mai e poi abbiamo terminato la serata in hotel.

    <b>X giorno 17/11/2009 : </b>Partenza alle 7.30 stavolta in jeep , viste le condizioni delle strade, per Koh Ker . Questa città è stata capitale del regno khmer nel IX secolo ed è stata solo riaperta al turismo da poco più di un anno , cioè da quando è stato completato lo sminamento in questo sito. I l viaggio è stato piuttosto lungo anche se distasse solo 70 km da Siem Reap perché le strade sono per la maggior parte sterrate e piene di buche. Abbiamo visitato parecchi templi sparsi per la giungla , alcuni dei quali stritolati tra le possenti radici degli alberi e in cui non è ancora cominciato un lavoro di restauro perché il sito non è ancora stato dichiarato patrimonio dell’ UNESCO. Abbiamo quindi attraversato la zona dei “linga” , tutta una serie di torri contenenti statue di linga , e pare se ne trovasse uno lungo 8 metri ! Il tempio principale è il Prasat Thom l’ unica costruzione khmer a forma di piramide, simile alla piramide maya di Chichen Itza , alta più di 35 m e formata da 7 livelli ; una ripida scalinata conduce alla sommità da cui si può scorgere il confine thailandese anche se ad oggi non accessibile ai visitatori. Vista la mancanza di strutture di ricezione turistica per il pranzo ci è stato consegnato un ricco box lunch e poi abbiamo ripreso la strada del ritorno facendo tappa al Beng Mealea , un grande tempio parzialmente sepolto nella foresta e quasi interamente crollato, anche se si possono ancora ammirare bellissimi fregi di portali o di apsara . Il sito è visitabile grazie ad una passerella sopraelevata costruita da un cast francese per la realizzazione del film “I due fratelli”.Appena rientrati in hotel si è scatenato un violento acquazzone che, per fortuna , è durato solo il tempo della doccia e cosi siamo riusciti ad uscire per concederci un massaggio con l’ olio. Il massaggio con l’ olio è decisamente piacevole e rilassante assolutamente preferibile a quello khmer ad un prezzo assolutamente popolare: 10 dollari per un’ ora in luoghi puliti e ben arredati effettuato da personale serio e competente; a Siem Reap se ne trova uno ogni 10 metri ! Dopo cena un altro salto al Night Market … meglio approfittarne visto che è l’ unica città dove se ne trova uno aperto la sera .


    <b>XI giorno 18/11/2009: </b>Abbiamo lasciato Siem Reap alla volta di Kompon Thom. Ci siamo fermati al Kompon Khdey Bridge uno dei ponti khmer più ben conservati e poi abbiamo proseguito per Sambor Prei Kuk , una capitale pre-angkoriana risalente al VI secolo. Anche questo sito è costretto tra la vegetazione rigogliosa e delle cento torri e più ne sono rimaste solo una ventina , di alcune resta solo la base ,di altre i muri sono parzialmente crollati , oltre che per gli agenti atmosferici anche per i bombardamenti avvenuti in questa zona durante la guerra civile. Alcune di queste torri costruite in mattoni sono di forma ottagonale e conservano all’ interno piedistalli su cui poggiavano linga che venivano spostati nelle cerimonie sacre. Il sito è rallegrato da una folla di bambini vocianti che vendono sciarpe ed accompagnano i turisti durante la passeggiata e sorprendentemente conoscono la spiegazione di ogni monumento in tutte le lingue …anche in italiano! Ci siamo fermati a Kompon Thom per il pranzo e poi abbiamo proseguito per Kompon Cham passando attraverso risaie sterminate , dove , come unico mezzo di lavoro è ancora il bue e i contadini mietono il riso maturo ancora a mano. Kompon Cham è una grande città moderna senza molte attrattive turistiche ; abbiamo passeggiato al tramonto sul lungo Mekong dove, i cittadini si riuniscono per fare una lezione di aerobica tutti insieme . Abbiamo fatto una visita alla pagoda dove è custodita la barca sacra usata per le regate ufficiali. Siamo giunti , quindi all’ hotel “Mekong” , un edificio adibito in precedenza ad ospedale ed attualmente ancora in restauro, tanto che il primo piano è ancora un cantiere; la posizione è molto bella perché di fronte al Mekong e le poche stanze agibili sono dignitose anche se essenziali , probabilmente quando il restauro sarà terminato diventerà un’ ottima sistemazione. Ci siamo concessi un aperitivo sulla terrazza della nostra stanza e poi la cena in un ristorante tipico , quindi a nanna…., le attrattive della città sono praticamente inesistenti.


    <b>XII giorno 19/11/2009 : </b>Stamane la colazione è stata in un grazioso bar sul lungo fiume perché nel bel mezzo del cantiere la sala da pranzo non era ancora agibile. La prima tappa della giornata è stata nelle piantagioni di cauciù , una delle maggiori industrie cambogiane. Qui si trovano milioni di alberi disposti in filari in appezzamenti di terreno che si estendono per molti chilometri . Il cauciù comincia ad essere estratto da alberi di almeno 3 anni di età ,tramite incisioni della corteccia da cui cola il liquido biancastro , che viene raccolto in piccole ciotoline, che poi gli operai passano a svuotare ogni giorno e riempiono grandi cisterne che vengono a loro volta portate in fabbrica per la lavorazione di quest’ ultimo. Ci hanno concesso di visitare la fabbrica dove arriva il cauciù liquido e attraverso tutta una serie di processi viene trasformato in balle di cautciù di 33kg di peso che vengono esportate in tutto il mondo per il confezionamento di articoli in gomma. Abbiamo ripreso la strada verso Wat Nokor , un tempio del VIII secolo ormai inglobato tra le mura di un tempio moderno risalente agli anni 90 : è curioso vedere questa mescolanza di fregi antichi con i colori sgargianti delle figure moderne. Il viaggio continua verso Wat Phnom Bpcos ovvero la collina degli uomini . La leggenda vuole che un gruppo di uomini e di donne di Kompon Cham decidessero di fare a gara a chi costruisse lo stuba più alto in una sola notte ; malgrado il lavoro fervesse le donne usarono un artefizio per vincere: appiccarono un falò dietro la collina tanto da far credere agli uomini che il sole stesse sorgendo così gli uomini cessarono il lavoro e le donne vinsero. Sulla collina degli uomini , quindi la più bassa delle due, ci sono alcuni templi risalenti agli anni 60 popolati da un allegro branco di scimmiette che si avvicinano ai turisti con la speranza che allunghino loro un pò di cibo. Dopo il pranzo la strada è ripresa verso Skun un piccolo villaggio in cui si allevano tarantole per scopi alimentari e l’ assaggio è stato doveroso ! Il viaggio è proseguito ancora per un paio d’ ore e siamo arrivati a Phnom Penh al tramonto ; abbiamo preso possesso delle nostre stanze nuovamente al “Goldiana” e poi , abbiamo fatto un giro nell’ unico centro commerciale di tutta la Cambogia . Questo , al contrario di ciò che si possa pensare è l’ unica sede del “tarocco” del paese. Vi si trovano orologi delle marche più prestigiose a pochi dollari; magliette , jeans ed abbigliamento in genere delle griffes più esclusive veramente ben imitate e , per chi è interessato alla cosa è necessario ne approfitti qui perché non ne troverà un altro in tutto il paese !


    <b>XIII giorno 20/11/2009: </b>Alle 8 partenza dalla capitale per la provincia di Takeo .Abbiamo visitato un altro Ta Phrom che conserva notevoli bassorilievi scolpiti sulle pareti esterne e sugli architravi delle porte. E’ un tempio molto raffinato abbellito da numerose piante fiorite ma con una serie di vecchie petulanti come guardiane. Il sito si trova sulle sponde del lago Tonle Bati e dopo alcuni chilometri in auto abbiamo preso una piccola lancia a motore per raggiungere Angkor Borei ovvero la piccola Angkor . Le acque del lago erano piuttosto agitate da un forte vento e più di un’ ora di navigazione in queste condizioni è stata una notevole sofferenza ! Purtroppo giunti sull’ isola ci siamo accorti che il museo era chiuso (controllate accuratamente perché anche in quest’ angolo sperduto della Cambogia i musei hanno un orario di apertura segnalato dalle migliori guide in commercio ! ) così abbiamo ripreso la barca , questa volta il vento era meno forte, per arrivare ad un'altra isola : Phnom Da . Il nostro sbarco è stato accolto da tutti i bambini dell’ isola che ci hanno seguito nella scalata della collina su cui si trovano due templi in laterite del VI secolo . Dalla sommità della collina si gode uno splendido panorama del lago che si sta via via ritirando lasciando cosi il posto alle risaie . Siamo scesi nel villaggio di pescatori dove abbiamo comprato dei biscotti da offrire a quello stuolo di bimbi che ci ha seguito per tutto il percorso . Abbiamo ripreso la barca a motore per tornare a riva …il ritorno è stato movimentato, ci siamo bagnati ma tutto sommato meno peggio dell’ andata ! Abbiamo pranzato sul lago a base di pesce ,che però spesso sa di terra viste le acque limacciose in cui vive, mentre ottime erano le aragoste di fiume .Abbiamo ripreso il viaggio per oltre 100 chilometri alla volta di Kompot , un cittadina tranquilla sul fiume senza grosse attrattive ma tappa obbligata per chi vuol proseguire per il mare o per intraprendere il trekking nel parco nazionale di Bokor . La cosa più bella è stato il nostro hotel dal nome impronunciabile il “Rikitikitavi “ . Ha solo 5 o 6 stanze arredate con gusto impeccabile in puro stile cambogiano con copriletti in seta colorata ; la sala ristorante si trova al piano superiore in una grande terrazza che si affaccia sul fiume . Anche la cena è stata di livello superiore , i cibi tipici sono stati serviti in piatti individuali molto ben disposti . Dopo un aperitivo in terrazza abbiamo fatto quattro passi prima di cena ma è una vera desolazione : ci sono un paio di bar , alcuni centri di massaggio gestiti da ciechi e una discoteca dall’ aria dubbia , quindi dopo la cena ci siamo ritirati presto .


    <b>XIV giorno 21/11/2009 : </b>Stamane l’ escursione al parco nazionale di Bokor è saltata per inagibilità della strada e pare che i lavori non saranno terminati per i prossimi 2 o 3 anni ! Abbiamo fatto un giro sul mercato locale , è sempre interessante vedere gli abitanti intenti nelle loro occupazioni quotidiane e poi , per riempire la giornata la nostra guida ci ha consigliato la visita del tempio Phnom Sorscha che noi, però ,sconsigliamo vivamente , infatti si arriva ad una caverna in cui nidificano i pipistrelli attraverso un sentiero non segnato e irto di sterpaglie per poi non parlare del tempio , assolutamente ordinario in confronto ai tanti capolavori visti fin’ ora . Ci siamo quindi fermati a Kep ,la più antica località balneare della Cambogia . La specialità del luogo sono i granchi che ti portano a scegliere in grandi ceste .Inoltre qui si vendono gamberetti secchi, totani e gamberi cotti sulla brace , veramente invitanti ! Visto che il programma della giornata era quindi saltato abbiamo chiesto alla nostra guida di condurci subito a Sihanukville . Nel primo pomeriggio prendevamo possesso delle nostre stanze all’ hotel “Seaside”. Questo è uno dei primi hotel costruiti a Sihanukville , esternamente molto imponente, dall’ aspetto di una pagoda anche se l’ interno è molto essenziale , e si trova esattamente davanti all’ accesso della spiaggia di Ochheauteal beach . La voglia di fare un bagno era tanta cosi ci siamo affrettati a raggiungere la spiaggia . Qui lettini e ombrelloni arrivano fino sul bagnasciuga e non appena si poggia il piede sulla sabbia si è letteralmente assaliti da un nugolo di persone che vogliono farti un messaggio, la manicure , la depilazione ,che vogliono venderti dai braccialetti , alla frutta , ai gamberi cotti sulla brace … non ti concedono un minuto per rilassanti ! Abbiamo contrattato un po’ con il titolare di un’ agenzia turistica che domani dovrebbe accompagnarci sull’ isola di Bambù anche se poi ci siamo accorti che hanno tutti gli stessi prezzi . Dopo il bagno nelle acque tiepide e cristalline del golfo di Siam abbiamo fatto una capatina al mercato della città che si trova sotto un grande capannone , quindi caldo e soffocante e gli odori forti quasi ti stordiscono e poi essendo le 5 la maggior parte dei banchi era già chiusa , alle 6 è tutto chiuso ! Abbiamo cenato in hotel e avendo chiesto un pò di pesce abbiamo rischiato di fare la fame ! dopo cena abbiamo passeggiato lungo la spiaggia dove si trovano una miriade di locali l’ uno accanto all’ altro e offrono pesce cotto alla brace per pochissimi dollari … sarà per domani sera!


    <b>XV giorno 22//11/2009: </b>Stamattina sulla spiaggia antistante l’ hotel ci attendeva il ragazzo dell’ agenzia e ci ha condotto alla barca a motore alla volta dell’ isola di Bambù . Il sole era coperto da uno spesso strato di nubi così non ci siamo fermati per fare snorkeling . Dopo circa un’ ora di navigazione siamo approdati sull’ isola di Bambù: una spiaggia bianca semideserta con un piccolo bar da cui abbiamo noleggiato le sdraio e poi ci siamo accomodati al sole che talvolta appariva timido fra le nubi ; ogni tanto ci si tuffava tra le acque limpide e abbiamo trascorso cosi l’ intera giornata alla rassegna dell’ ozio. Dopo un’ ora di totale tranquillità hanno cominciato ad arrivare un bel numero di barche cosi la spiaggia si è affollata un po’ , ma nulla di fastidioso. A mezzogiorno ci hanno il pranzo : pesce alla griglia ,insalata e … pane ! Verso le 2 siamo ripartiti e in prossimità di un’ altra isola ci siamo fermati per lo snorkeling ma i fondali qui non sono particolarmente ricchi di pesce e di coralli . Ci siamo quindi intrattenuti ancora un po’ a Ochheaunteal Beach e dopo una doccia veloce in hotel i ci siamo fatti condurre da un tuk tuk ad un mercato che, poi, si è rivelato solo un negozio di artigianato , mentre il night market è solo un luogo di ritrovo serale dei cambogiani con un paio di banchetti , insomma, stasera in fatto di acquisti ci è andata male ! Siamo poi tornati in spiaggia in uno degli innumerevoli bar per cenare , abbiamo scelto il Full Moon che ci ha servito un piattone di gamberi e calamari alla griglia con patatine fritte innaffiato con un boccale di birra …per la folle cifra di 3.5 dollari a testa ! Stasera è anche l’ ultima sera che trascorriamo con Simo e Roby ,loro rientrano in Italia 2 giorni prima cosi abbiamo brindato insieme con il vino acquistato a Udong .

    <b>XVI giorno 23/11/2009 : </b>Stamattina ci siamo sentiti un po’ orfani a colazione ma ci siamo subito organizzati per trascorrere la giornata in completo relax :ci siamo avviati a piedi perso Sokha Beach e ci siamo fermati sulla strada per organizzare la gita di domani al Ream National Park :in prossimità della strada si trovano molte agenzie turistiche ma i prezzi sono comunque gli stessi , cioè 20 dollari pro capite, e così il programma della giornata , abbiamo scelto in base all’affidabilità che poteva ispirarci il gestore . Abbiamo attraversato a piedi questa zona della città fermandoci in alcuni negozietti e in alcuni banchetti che esponevano manufatti di conchiglie e poi siamo scesi a Sokha Beach . Questo è realmente un paradiso : una spiaggia bianchissima con un mare turchese ,limpidissimo ; questa spiaggia è proprietà privata del Sokha Resort quindi per accedervi bisogna pagare una somma pari a 4 dollari a testa e poi si può usufruire di lettini sistemati sotto grandi alberi direttamente sulla spiaggia asciugamani e anche l’ uso della piscina. La giornata è passata facendo il bagno, prendendo il sole, sonnecchiando, leggendo . Il pranzo ci è stato servito direttamente sui nostri lettini dal servizio bar . Vedendo come è trascorsa la giornata oggi abbiamo concluso che l’ escursione di ieri all’ isola di Bambù avrebbe potuto essere evitata , la spiaggia qui è sublime al confronto e la spesa decisamente minore. Siamo rientrati al tramonto a piedi e ci siamo fermati in un paio di negozi che producono oggetti di artigianato fabbricati dai bambini di strada e il ricavato va per mandarli a scuola e liberarli dalla piaga della prostituzione. Abbiamo cenato nuovamente al Full Moon e abbiamo giocato con un simpatico bimbo figlio di una ragazza che chiedeva la carità, c’ è veramente tanta povertà in questo paese anche se le persone hanno una dignità incredibile e il sorriso dei bimbi cosi spontaneo spesso ci fanno dimenticare le loro condizioni di vita.


    <b>XVII giorno 24/11/2009: </b>Stamattina il pullmino dell’ agenzia è venuto a prenderci in hotel puntuale e , poi , caricata una famiglia di tedeschi ,abbiamo percorso i 18 km che ci separavano dal parco nazionale di Ream. Là ci siamo imbarcati su una barca a motore accompagnati da un giovane ranger che parlava un inglese stentato e ci siamo avviati giù per la foce del fiume contornato da grandi alberi di mangrovie , incontrando molte barche di pescatori che tiravano le reti ed alcuni, con tanto di maschere che pescavano le ostriche . Il parco è grande 21.000 ettari quindi per arrivare all’ estuario abbiamo impiegato più di un’ ora ed abbiamo anche fatto l’ incontro con un timido delfino. Siamo quindi sbarcati a Koh Sam Pouch , una spiaggia bianca disseminata di conchiglie dove abbiamo fatto un bagno nelle acque calde e basse .Dopo circa un’ ora il ranger è tornato a prenderci e ci ha accompagnato in un trekking attraverso la foresta , ma oltre ad un paio di grandi termitai , un grande ragno nella sua ragnatela non abbiamo visto altro , anche perché il ranger non ci ha dato la nonché minima spiegazione della flora tropicale .Scollinando siamo giunti in un villaggio di pescatori dove c’ erano enormi distese di gamberetti stesi al sole a seccare , montagne di pasta di pesce fermentata , bufali al pascolo immersi in pozze d’ acqua e una miriade di bambini festanti che al nostro passaggio sono usciti dalla scuola per correrci incontro. Il pranzo è stato un disastro : seduti sotto una tettoia al fondo di un piccolo molo con il piatto appoggiato sulle ginocchia con una porzione minima di pesce che sapeva solo di aglio . Se ci avessero fatto fare il giro al contrario sarebbe stato sicuramente meglio avremmo attraversato la foresta in un’ ora meno calda e poi avremmo mangiato sulla spiaggia dove poi c’ era anche un bar con ombrelloni e tavolini … non è stato un gran giro ! Prendendo la strada del ritorno ci siamo fermati al “Mangrovia Tower “ , una sorta di piattaforma aerea da cui si possono ammirare le mangrovie dall’ alto ma non sufficientemente alte da permettere di vedere il fiume e i villaggi . Ripresa la via del ritorno ci siamo fatti lasciare al mercato ma dopo un breve giro ci siamo diretti verso il nostro hotel e dopo la doccia ci siamo recati a cena al solito posto.


    <b>XVIII giorno 25/11/2009 : </b>Oggi è l’ ultimo giorno che trascorriamo in Cambogia , ci siamo fatti portare da un tuk tuk a Otres Beach , una spiaggia che dista dalla nostra circa 3 km e l’ ultimo tratto di strada è sconnesso e sterrato , ma , appena arrivati sulla spiaggia siamo rimasti piacevolmente sorpresi : km e km di spiaggia bianca disseminati di piccoli bar con lettini e ombrelloni . Dopo aver percorso parte della spiaggia ci siamo accomodati su dei bei lettini in legno coperti da materassini blu del Daiquiri Bar , gratuiti per i clienti del bar , quindi abbiamo cominciato con un caffè freddo . La mattinata è trascorsa facendo bagni e crogiolandoci al sole e dondolandoci su di un’ amaca. A pranzo ci hanno servito una porzione di noodles con i gamberi veramente superbi ! Pennichella e poi ..massaggi in spiaggia conclusosi con un bel pedicure ! Ci siamo fermati ad Ochheutal Beach per vedere l’ ultimo tramonto , che tra le nubi ha incendiato il cielo di un rosso rubino. Dopo la doccia cena al solito locale che , avendo detto loro che era l’ ultima sera ci hanno offerto 4 birre , quindi siamo rientrati in hotel prima del solito per preparare le valigie infatti domattina verranno a prenderci alle 6.30 .



    <b>XIX giorno 26/11/2009 : </b>Sveglia alle 5,30 e malgrado non fosse l’orario ci hanno servito la colazione e poi , dopo un piccolo disguido , siamo partiti verso L’aeroporto di Phnom Penh . Il nostro autista era veramente calmo e Abbiamo rischiato di non giungere in tempo a prendere l’ aereo, provvidenziale è stato l’ intervento di Stefano , che ha telefonato in aeroporto pregando di non chiudere il check in . Siamo decollati alle 11 ed atterrati all’ aeroporto di Kuala Lampur alle 14 e qui siamo rimasti quasi 12 ore , passeggiando tra negozi e riposando sui divanetti .Alle 23.45 siamo partiti per l’ Italia e abbiamo viaggiato molto comodi infatti l’aereo era mezzo vuoto così abbiamo potuto riposare sdraiati sui sedili. Alle 5.30 siamo atterrati a Roma per poi ripartire per Genova alle 8.30 . Dopo circa un’ ora di volo siamo atterrati a Genova e con nostra grande gioia anche i bagagli sono arrivati puntuali !


    <b>CONCLUSIONI: </b>E’ stato un viaggio fantastico ! Abbiamo vissuto intensamente i 18 giorni trascorsi in Cambogia e non ci siamo accontentati di una breve tappa ad Angkor , come spesso consigliano la maggior parte dei tour operator . La Cambogia è un paese verdissimo dalle distese infinite di risaie, dagli innumerevoli laghi e laghetti disseminati di ninfee e fiori di loto ; dai tantissimi fiumi e laghi , le cui rive sono densamente popolate di pescatori che ne solcano le acque placide con piatte canoe che governano seduti a gambe incrociate sulla prua e, molte delle quali guidate da bambini veramente piccoli . Phnom Penh , la capitale , è caoticissima , specialmente al tramonto , quando le strade si affollano di persone che rientrano dal lavoro , di scolari, di motorini e di tuk tuk . Qui, anche sul lungo Mekong, la zona più viva della città , regna tanta sporcizia e ..tanta povertà : tante persone dormono sui marciapiedi , bambini laceri chiedono la carità , cosi come il gran numero di mutilati e ciechi che vivono ai margini della società , senza alcun aiuto da parte dello stato . Angkor è il sito archeologico più grande al mondo , comprende centinaia di templi di raffinata manifattura khmer risalenti dall’ VIII al XIII secolo , disseminati nelle giungla e molti dei quali sovrastati dalla flora tropicale . IL carattere dei suoi abitanti è molto pacato, non si scompongono mai e sorridono sempre, anche se spesso non riuscivamo a farci capire con il nostro inglese stentato . I bambini sono a dir poco incredibili giocano tutto il giorno seminudi tuffandosi nei laghi fangosi o nelle pozzanghere ed hanno sempre il sorriso sulle labbra , basta una caramella o uno degli spazzolini che ci fornivano giornalmente gli hotel per illuminare il loro sguardo . Qui la gente vive in condizioni veramente inumane : la maggior parte delle abitazioni sono capanne in legno col tetto fatto di fronde ed hanno una scala a pioli che porta alla zona abitativa posta ad alcuni metri dal terreno infatti durante i monsoni le strade e i terreni sono completamente allagati ed è problematico veramente uscire di casa ! Un altro elemento a sfavore di questo popolo gia’ così duramente provato da anni ed anni di guerra civile è il clima : la temperatura supera sempre i 30 gradi e il tasso di umidità è tangibile , tanto da essere sempre madidi di sudore , e pensare che noi abbiamo viaggiato durante la stagione che viene definita fresca e secca !
    Un doveroso grazie va alla Asco International e in particolar modo a Stefano Cazzola che ci ha seguito passo passo nella realizzazione del tour ed è sempre stato disponibile a risolvere ogni piccolo problema in loco , anche se di problemi non ne sono sorti , infatti il programma è stato rispettato alla lettera , gli hotel e i ristoranti di buon livello . Un grazie particolare va anche al nostro autista e alle nostre guide , in particolare al dolce Socheat che ci ha fatto “ assaporare “ la vera Cambogia .

    <b>CONSIGLI UTILI:</b> All’arrivo in aereoporto in Cambogia e’ necessario procurarsi il visto di ingresso . Per evitare perdite di tempo e’ opportuno portarsi una fototessera
    Ricordarsi che in uscita bisogna pagare una tassa di 25 Dollari.
    Per visitare il sito di Angkor e’ opportuno dedicare almeno tre giorni alla sua visita ( vi e’ un biglietto di ingresso che vale tre giorni ) Consigliamo di aspettare il tramonto
    invece che sulla collina del Bakeng ( sembra di essere allo stadio ) su di uno dei templi di Angkor Thom .
    Tra i templi da non perdere Banteay Srey, il Bayon, Ta Prohm, e Preah Neak mentre tra l’escuersioni in loco Kompong Pleouk e’ sicuramente una delle piu’ suggestive insieme a Kbal Spean con in linga scolpiti nel letto del fiume.
    Per raggiungere Siem Reap consigliamo la navigazione da Battambang ed inoltre concedetevi almeno una volta un rilassante massaggio con l’olio.
    Se come noi intendete terminare il viaggio con qualche giorno di relax al mare di Sianoukville, godetevi le diverse spiagge del posto evitando le escursioni all’isola di bamboo ed al parco nazionale di Riem che non offrono nulla di particolarmente interessante. Anche per quanto riguarda gli acquisti la localita’ balneare non offre grosse opportunità meglio quindi che provvediate a Phonm Phen o Siem Reap.

    Per conoscere la storia cambogiana prima di partire consigliamo di vedere il film “ Urla del Silenzio” e leggere : “Fantasmi” di Terzani, “Il cancello” di Bizot mentre tra le guide di viaggio , oltre alle solite, quella di Claudio Bossolino il titolare della Asco Travel l’agenzia locale che ci ha organizzato il viaggio.