1. 2: Altri TamTam

    di , il 12/5/2010 14:36

    Paolo ed io siamo seduti ai piedi del letto nel nostro residence a St. Thomas. Abbiamo appena finito di chiudere ed etichettare le valige. Nell’appartamento non è rimasto più niente in giro; il nostro soggiorno alle Isole Vergini americane e inglesi sta per finire.

    E’ molto difficile pronunciare il fatidico “andiamo!” e mettere la parola fine alla nostra indimenticabile vacanza. E allora ci concediamo qualche nostalgico flashback.

    Ripensiamo ai nostri primi snorkeling in acque cristalline, al bruttissimo barracuda che ci ha fissato dietro l’oblò del sottomarino Atlantis, al gelato che ci è costato quasi come una cena, alle incantevoli piscine naturali fra gigantesche rocce granitiche a Virgin Gorda, alle nostre escursioni giornaliere in barca di mattina presto, fra studenti e pendolari, e alla pazienza della gente al controllo obbligatorio presso l’ufficio immigrazione americano necessario per rientrare in territorio USA dopo una sosta, anche breve, nelle isole Vergini Inglesi.

    Ci sarebbe piaciuto restare ancora qualche giorno in quel paradiso caraibico ma non è possibile; il lavoro e la nostra Marianna ci aspettano a casa.

    Si è da poco concluso il primo trasferimento aereo che ci ha portato all’aeroporto internazionale di Miami ed ora siamo in attesa di imbarcarci per Milano. Paolo scatta qualche foto agli aeroplani in sosta attraverso le vetrate dei gates; io invece preferisco stare seduta, assorta nei miei pensieri e fortunatamente riesco a trovare un posticino libero nell’area d’attesa. Nella poltrona alla mia destra una signora di mezza età mi sorride ed io ricambio il sorriso. La signora si rivolge a me in inglese e mi chiede informazioni sull’aeroporto di Miami e poi in generale sugli aeroporti negli Stati Uniti. E’ curiosa! Le sue domande specifiche continuano e a quel punto credo che mi abbia scambiata per una cittadina americana, quindi provvedo subito ad informarla che non so rispondere perché sono soltanto una turista in vacanza col marito.

    La conversazione comunque prosegue ancora per un po’ in inglese perché le nostre reciproche provenienze ci sono sconosciute ma basta poco per renderci piacevolmente conto di essere italiane. Ora siamo entrambe curiose di andare nei dettagli! Apprendo che la signora abita a Milano mentre io le comunico che abitiamo in provincia di Ravenna. L’informazione sulla nostra provenienza provoca in lei un certo entusiasmo e prontamente mi chiede: - “Dove, in provincia di Ravenna?” - “A Russi” rispondo. La signora comincia a ridere e anch’io, come avviene spontaneamente in questi casi, sto ridacchiando pur senza saperne il motivo. Esaurite le risate le chiedo il perchè di tanta ilarità. La signora mi spiega che da tre anni si è trasferita a Milano ma che ha sempre abitato a Russi! La cosa comincia ad essere simpatica. -“A Russi!” esclamo. “E non ci conosciamo neanche!” Nel frattempo anche Paolo si è unito a noi. Ci chiediamo i rispettivi nomi e cognomi e scopro che Silvana conosce molto bene buona parte della mia famiglia come pure la mia datrice di lavoro ed una mia cara collega d’ufficio.

    Dal seguito della conversazione poi emerge la cosa più sorprendente. Lei è la persona, a noi finora sconosciuta, che vent’anni prima, proprio tramite la mia collega d’ufficio, ci aveva procurato appunti di viaggio ed informazioni preziose per la nostra prima vacanza in assoluto, proprio negli Stati Uniti. In varie occasioni Paolo ed io avevamo pensato a quella “misteriosa” signora così gentile e disponibile ad aiutare due giovani inesperti alle prese con la loro prima avventura in terra americana ma, come spesso accade, non eravamo mai riusciti ad incontrarla. E allora, all’epoca, incaricai la mia collega di ringraziarla infinitamente da parte nostra, ma quel giorno di vent’anni dopo, per caso all’aeroporto di Miami, abbiamo potuto conoscere di persona quella dolce e cara signora e dirle di cuore: -“Mille grazie, Silvana!"

  2. Turisti Per Caso.it
    , 12/5/2010 14:36
    Paolo ed io siamo seduti ai piedi del letto nel nostro residence a St. Thomas. Abbiamo appena finito di chiudere ed etichettare le valige. Nell’appartamento non è rimasto più niente in giro; il nostro soggiorno alle Isole Vergini americane e inglesi sta per finire.

    E’ molto difficile pronunciare il fatidico “<i>andiamo!”</i> e mettere la parola <i>fine</i> alla nostra indimenticabile vacanza.
    E allora ci concediamo qualche nostalgico<i> flashback</i>.


    Ripensiamo ai nostri primi <i>snorkeling</i> in acque cristalline, al bruttissimo barracuda che ci ha fissato dietro l’oblò del sottomarino Atlantis, al gelato che ci è costato quasi come una cena, alle incantevoli piscine naturali fra gigantesche rocce granitiche a Virgin Gorda, alle nostre escursioni giornaliere in barca di mattina presto, fra studenti e pendolari, e alla pazienza della gente al controllo obbligatorio presso l’ufficio immigrazione americano necessario per rientrare in territorio USA dopo una sosta, anche breve, nelle isole Vergini Inglesi.

    Ci sarebbe piaciuto restare ancora qualche giorno in quel paradiso caraibico ma non è possibile; il lavoro e la nostra Marianna ci aspettano a casa.

    Si è da poco concluso il primo trasferimento aereo che ci ha portato all’aeroporto internazionale di Miami ed ora siamo in attesa di imbarcarci per Milano. Paolo scatta qualche foto agli aeroplani in sosta attraverso le vetrate dei<i> gates;</i> io invece preferisco stare seduta, assorta nei miei pensieri e fortunatamente riesco a trovare un posticino libero nell’area d’attesa.
    Nella poltrona alla mia destra una signora di mezza età mi sorride ed io ricambio il sorriso. La signora si rivolge a me in inglese e mi chiede informazioni sull’aeroporto di Miami e poi in generale sugli aeroporti negli Stati Uniti. E’ curiosa! Le sue domande specifiche continuano e a quel punto credo che mi abbia scambiata per una cittadina americana, quindi provvedo subito ad informarla che non so rispondere perché sono soltanto una turista in vacanza col marito.



    La conversazione comunque prosegue ancora per un po’ in inglese perché le nostre reciproche provenienze ci sono sconosciute ma basta poco per renderci piacevolmente conto di essere italiane. Ora siamo entrambe curiose di andare nei dettagli! Apprendo che la signora abita a Milano mentre io le comunico che abitiamo in provincia di Ravenna. L’informazione sulla nostra provenienza provoca in lei un certo entusiasmo e prontamente mi chiede:
    - “Dove, in provincia di Ravenna?”
    - “A Russi” rispondo.
    La signora comincia a ridere e anch’io, come avviene spontaneamente in questi casi, sto ridacchiando pur senza saperne il motivo.
    Esaurite le risate le chiedo il perchè di tanta ilarità. La signora mi spiega che da tre anni si è trasferita a Milano ma che ha sempre abitato a Russi!
    La cosa comincia ad essere simpatica.
    -“A Russi!” esclamo. “E non ci conosciamo neanche!”
    Nel frattempo anche Paolo si è unito a noi. Ci chiediamo i rispettivi nomi e cognomi e scopro che Silvana conosce molto bene buona parte della mia famiglia come pure la mia datrice di lavoro ed una mia cara collega d’ufficio.

    Dal seguito della conversazione poi emerge la cosa più sorprendente. Lei è la persona, a noi finora sconosciuta, che vent’anni prima, proprio tramite la mia collega d’ufficio, ci aveva procurato appunti di viaggio ed informazioni preziose per la nostra prima vacanza in assoluto, proprio negli Stati Uniti. In varie occasioni Paolo ed io avevamo pensato a quella “misteriosa” signora così gentile e disponibile ad aiutare due giovani inesperti alle prese con la loro prima avventura in terra americana ma, come spesso accade, non eravamo mai riusciti ad incontrarla.
    E allora, all’epoca, incaricai la mia collega di ringraziarla infinitamente da parte nostra, ma quel giorno di vent’anni dopo, per caso all’aeroporto di Miami, abbiamo potuto conoscere di persona quella dolce e cara signora e dirle di cuore:
    -“Mille grazie, Silvana!"