1. 1: Scrittori per caso

    di , il 11/5/2010 16:25

    Volevo segnalare il libro Il re del Mondo di Renè Guenon.

    Re del Mondo è l’intermediario fra il divino e l’umano, fra l’immanente e il trascendente. Così, come l’universo ruota attorno al Creatore, l’umanità è guidata dal Re del Mondo che ne è il centro, l’asse portante. Egli è, dunque, un archetipo che, come sottolinea Guenon, si associa a quelli della rosa, del loto, della ruota, dell’albero primordiale o della vita, della svastica e del bethil. La descrizione della reggia del Re del Mondo ricorda, invece, il Potala, la residenza del Dalai Lama a Lhasa. Il palazzo, infatti, si erge sulla sommità di un’altura e domina santuari e monasteri, abbarbicati alle sue pendici. Il mito del Re del Mondo e della terra perduta d’Agartha, sono dunque simboli che rispondono all’esigenza umana di sacralizzare lo spazio e la società e di supporre il permanere di un rapporto fra creato e creante che, "al di là delle umane sventure, garantisce la salvezza finale". Ho trovato questo libro molto affascinante. Un libro piacevolissimo, colto anche se non di facile lettura.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 11/5/2010 16:25
    Volevo segnalare il libro <b>Il re del Mondo</b> di <b>Renè Guenon</b>.

    Re del Mondo è l’intermediario fra il divino e l’umano, fra l’immanente e il trascendente. Così, come l’universo ruota attorno al Creatore, l’umanità è guidata dal Re del Mondo che ne è il centro, l’asse portante. Egli è, dunque, un archetipo che, come sottolinea Guenon, si associa a quelli della rosa, del loto, della ruota, dell’albero primordiale o della vita, della svastica e del bethil.
    La descrizione della reggia del Re del Mondo ricorda, invece, il <b>Potala</b>, la residenza del Dalai Lama a <b>Lhasa</b>. Il palazzo, infatti, si erge sulla sommità di un’altura e domina santuari e monasteri, abbarbicati alle sue pendici.
    Il mito del Re del Mondo e della terra perduta d’Agartha, sono dunque simboli che rispondono all’esigenza umana di sacralizzare lo spazio e la società e di supporre il permanere di un rapporto fra creato e creante che, "al di là delle umane sventure, garantisce la salvezza finale".
    Ho trovato questo libro molto affascinante. Un libro piacevolissimo, colto anche se non di facile lettura.