1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 4/5/2010 10:22

    Sono partita per la mia seconda volta in Ladakh per scrivere la mia tesi di laurea sulla musica nei rituali buddhisti tibetani e il posto che avevo visitato 2 anni prima per pochi giorni è finito col diventare il paradiso che avevo sempre sognato. Per di più ho scoperto che si può spendere molto poco! Se vi posso dare un consiglio bibliografico, oltre alla “Bibbia” Lonely Planet, sul sito www.marcovasta.net potete comprare il libro che si intitola “Ladakh” (io 5 anni fa l’ho pagato 20 €) in cui ci sono tantissime indicazioni sui percorsi da fare a piedi e sui posti da vedere; secondo me è fatto molto bene. Tenete presente, prima di iniziare, che dall’ultima volta che sono stata in Ladakh sono passati 5 anni. Prima cosa fondamentale: iniziate ad abituarvi a salutare dicendo “Juley” e non Namaste: è il saluto ladaki! Iniziando, l’arrivo in aereo a Leh è un po’ traumatico, sia per la stanchezza data dal viaggio che per l’altitudine. Per i primi 2 giorni prevedete riposo, tanta acqua, niente camminate, cibo leggero e magari portatevi qualcosa che vi aiuti a dormire. Per quanto riguarda l’alloggio, a Leh le possibilità per dormire sono nel centro della cittadina e a Changspa. Se volete stare tranquilli, la seconda opzione è certamente la migliore. Tenendo presente che sui bagni sarà ogni volta un terno al lotto, io mi sento di consigliare (ci sono andata 2 volte nel giro di 2 anni) l’Asia Guesthouse ,forse c’è anche sulla Lonely. La cosa più carina, oltre che le stanze che danno sul ruscello e sul grandissimo orto di famiglia, è che anche se non alloggiate lì, ogni sera loro preparano una cena vegetariana (ogni sera diversa ma tutte molto simili) in cui tutti si siedono a due tavolate e con pochissimi soldi si mangia e si chiacchiera con tutti i commensali. Io l’ho trovato meraviglioso. Comunque per dormire, in zona ci sono tante opzioni simili, magari più piccole e anche più pulite (io ho provato un po’ di tutto). Anche in centro ci sono delle buone soluzioni ma bisogna cercare un po’ (ora come ora non saprei dirvi un nome). Se volete mangiare dolci ottimi andate alla Pumpernickel German backery, fanno ottime colazioni sia dolci che salate; di fronte (circa) c’è il mercato, a me è capitato di comprarci verdure (che poi vanno lavate molto bene) e formaggio davvero ottimi. Poco più giù nella stessa strada c’è (o c’era…) un’ottima libreria di libri usati in tutte le lingue mentre andando verso Changspa, a pochi metri, c’è la dzomsa laundry & water refill. Oltre a garantire che i tuoi vestiti verranno lavati con metodi non inquinanti (anche Leh inizia ad avere gravi problemi di inquinamento), ti fanno riempire le bottiglie o le borracce con acqua “sana” evitando lo spreco di plastica, poi vendono i prodotti della Women Alliance of Ladakh (si chiama così o qualcosa di simile) ed anche questo è un ottimo luogo d incontro per viaggiatori. Dovete assolutamente andare a comprare il pane nelle viuzze dietro alla moschea, tra l’altro molto carine. I prezzi sono uguali in tutti i forni, sta a voi scoprire qual è il più buono! Ah, altra cosa da non perdere: dovete assolutamente assaggiare la marmellata di albicocche. E’ uno dei prodotti tipici ladaki ed è effettivamente ottima, un’altra cosa rispetto alla nostra. Entrambi gli anni in cui sono andata io, il Leh Palace era in ristrutturazione ma ora dovrebbe essere aperto. Chissà, credo sia bello. Bellissimo lo Shanti stupa (bella anche la passeggiata per arrivarci). A Leh si va abbastanza tranquilli per il cibo, io credo di aver provato quasi tutti i ristoranti mangiando praticamente sempre bene e spendendo poco. A Changspa ci sono diversi giardinetti tranquilli con ristorantini senza pretese ma rilassanti, troverete sicuramente qualche ricetta israeliana (almeno negli anni in cui ci sono andata io, changspa era una colonia di giovani israeliani quasi tutti reduci dai 3 anni di servizio militare che si prendevano un anno sabbatico in India) e qualche birretta. In centro si mangia bene al Montessori, all’Upel tibetan kitchen (parlo di prezzi easy), all’Himalaya Cafè. Poi c’è tutta una zona che si incontra girando a destra alla fine di Old Fort Roar arrivando dal centro in cui ci sono diversi localini, ricordo una buona colazione da Gesmo e che il Summer harvest fosse carino. Ah! A Leh andate a vedere il video “Ancient Futures. Learning From Ladakh”, lo fanno al Women's Alliance Centre. Io, nonostante l’abbia visto 2 volte, sono riuscita anche a scaricarlo da emule (può essere interessante vederlo prima di andare, anche se ormai è u po’ vecchiotto e quello che ho trovato io non era proprio di ottima qualità) Se vi interessa riuscire a dormire nelle case della gente del posto in paesini abbastanza sperduti, io ho usufruito diversi giorni dell’”Homestay”. Praticamente si prenota in un’agenzia di Leh (ho gli indirizzi: 1) Snow Leopard – c/o Hotel Kanglachen Complex; 2) Maitreya Tours, LBA Complex, Zangsti; 3) Himalayan Safaris, emis Complex, Zangsti), si paga una quota al giorno che comprende vitto e alloggio presso una famiglia (vi allego la scansione il volantino) e si sta con loro. Per me è stato davvero rivelatorio, ho scoperto tante cose della cultura ladaki che non sapevo, ho rivalutato molto il linguaggio dei segni (non tutti parlano un ottimo inglese!). Spero lo facciano ancora. Ah sì, ho trovato il sito : http://www.himalayan-homestays.com/ladakpages/default.html

    Thiksey Per quanto riguarda Thiksey, credo che sia uno dei monasteri più belli, soprattutto al primo impatto. Se vi interessa fermarvi a dormire lì io, dal momento che per la mia tesi dovevo partecipare alla preghiera (che qui è alle 6 del mattino), ho alloggiato in quella che direi essere l’unica guesthouse, all’ingresso del paese, ci si passa davanti per salire al gompa. C’è anche un ristorante, ma ricordo di aver mangiato una cosina striminzita e non buona (reminescenze). Passare la serata lì mi ha però dato la possibilità di conoscere una famiglia del paesino, essere invitata per un thè ed essere accompagnata alla preghiera del giorno dopo da uno dei monaci, che casualmente era un nipote della signora che mi ha ospitata. Solo nei paesini vi posso capitare queste cose!

    Hemis Di Hemis la Lonely Planet diceva che l’unica possibilità di dormire era lontano dal monastero, ma la fortuna/sfortuna ha voluto che sapendo della mia ricerca, i monaci ci abbiano ospitati in una parte appena costruita del loro monastero con due vecchi materassi, senza bagno e con una sola candela. Non è stato il massimo, un’esperienza! Il monastero è molo bello. Lamayuru Ah! Lamayuru! Che bello! Il paesino non ha davvero nulla, noi abbiamo dormito (credo) all’Hotel Dragon, mangiando lì, visto che se non ricordo male non ci sono ristoranti. La strada per arrivarci regala dei paesaggi davvero spettacolari, noi abbiamo affittato una moto da leh per andarci, ma è un viaggio piuttosto impegnativo. Se riuscite fermatevi per la preghiera (almeno un pezzo), l fanno sia al mattino che alla sera . Alchi Anche Alchi offre una natura stupenda. In agosto c’è la mietitura del grano e si vedono tutte le donnine che lavorano nei campi, è davvero bello. Il monastero è uno dei più celebri, se vi capita guardate il libro “Alci, Il santuario buddhista nascosto del Ladakh. Il Sumtsek”, edito da Adelphi. Io l’avevo trovato anche in biblioteca; ci sono delle bellissime foto. Io ho dormito in due Guest house. L prima volta era di fronte allentata del gompa, ma non era proprio la fine del mondo. La seconda volta invece ci siamo fermati all’entrata del paese, sulla sinistra; la camera era grande e la vista dalla finestra era bellissima. Penso che fosse la Choskor Guest House, ma non sono sicurissima. Per mangiare ricordo con molto piacere un giardino sulla strada verso il monastero in cui la vista era bellissima e ho mangiato bene. Non ricordo il nome (e non l’ho scritto da nessuna parte). Likir Il monastero di Likir è molto bello, molto abitato da monaci. Qui ho dormito alla Norboo Guest House, mezza pensione e cena tutti insieme con gli altri ospiti in sala da pranzo, seduti su cuscini. Serchu Manali (via terra) Io l’ho fatto nel senso contrario, Manali-Leh, e devo dire che è stato un viaggio davvero massacrante. Le tappe sono poche, una delle quali a Sarchu, in cui ho dormito in un tendone insieme a tutte le persone che erano sul pullman con me. Ci sono pochissime altre tappe, nella maggior parte dei casi i luoghi sono sprovvisti di bagni (bisogna un po’ arrangiarsi), mentre i posti di blocco della polizia sono tanti, ogni volta con controllo e registrazione dei passaporti dei turisti. Forse partendo da Leh già acclimatati il viaggio può risultare meno pesante; io, una volta arrivata al passo Lachlung-La il secondo più alto, appena scesa dal pullman sono svenuta e poi ho dovuto affrontare la parte mancante del viaggio (ancora lunga, se non ricordo male). Per questo motivo al ritorno ho cercato un volo da Leh a Delhi. La rotta è battuta da Jet Airways e Indian Airlines. La prima volta ho prenotato pochi giorni prima spendendo circa 80 $, ma era luglio, credo che ad agosto sia più difficile. Ho visto che adesso ci sono anche la Kingfisher Airlines Comunque se siete convinti, è un’esperienza che una volta nella vita si può fare, io credo che non me la dimenticherò mai! Delhi Della pericolosità (secondo me relativa) di Delhi parla già ampiamente la lonely Planet, quindi non mi dilungo. Fate molta attenzione in aeroporto, i taxi vi portano un po’ dove gli pare, specialmente di notte. Ma voi non dovreste averne bisogno, visto che i pullman da manali arrivano in centro città. Bisogna seguire le solite regole di buon senso che sicuramente avete già adottato in altri viaggi. Io a dehli non ho avuto nessun problema neanche girando da sola, molto peggio è stato a Bombay (ma questa è un’altra storia). Ogni volta che passo da Delhi vado a dormire a Paharganj, è la zona più economica e più pittoresca anche se ad agosto vi sembrerà di essere arrivati all’inferno (questa è la prima cosa che ho pensato…!!!). La strada è piena di cacche di vacche e quando piove si crea un pantano misto di schifezze varie accompagnato dall’odore tipico di Dehli… una meraviglia. Non lasciatevi scoraggiare, se inizierete a camminare vi renderete conto che comunque Paharganj è un quartierino davvero caratteristico e forse meno pericoloso di altri. E’ pieno di baracchini in cui comprare ogni genere di “indianata” (io le amo!), dalle sciarpine all’abbigliamento, dagli incensi alle spezie. Se volete comprare ciabattine di cuoio vi consiglio Vishal Foot wear, nel main bazar. Ci sono andata due volte a distanza di due anni e le ciabattine erano sempre bellissime. Io ho comprato anche due sari di cui vado molto fiera! Basta esplorare anche le stradine laterali e confrontare i prezzi per fare ottimi affari. La prima volta che sono andata in India sono passata più volte dall’Hotel The Spot, l’indirizzo 867-868 Gali Chandiwali Paharganj. E’ economicissimo e tutto sommato, rispetto a quello che ho sperimentato in India, è abbastanza pulito. L’ultima volta invece ero da sola e mi sono fiondata all’Hotel Prince Polonia. Costa molto (tipo 20 euro la doppia uso singola con aria condizionata), ma loro sono molto carini e io mi sono trovata bene (purtroppo una donna che gira sola in India non è vista molto bene). Per mangiare a Paharganj avete solo l’imbarazzo della scelta ma dovete stare molto più attenti al cibo che in Ladakh (il Dehli belly è sempre in agguato!). Per la colazione, nel main bazar c’è una buonissima German bakery, credo sia la Appetite. Ottimi dolci. La Lonely Planet (almeno dell’edizione che ho io) consigliava il Malhotra restaurant, ma noi siamo rimasti abbastanza delusi. Io mi ero innamorata del Sonu chat house, ci mangiano praticamente solo indiani, il menu è semplice e molto piccante (bisogna assolutamente dirgli di farlo non piccante, perché comunque arriverà un piatto infuocato!), ma very indian! Hanno i fornelli in vista e sono piuttosto simpatici. Le cose da vedere a Delhi sono tantissime, con la lonely Planet andate sul sicuro. Agra Purtroppo ad Agra non sono stata perché nel 2003 non mi potevo permettere di spendere 750 rupie solo per vedere il Taj Mahal, quando con gli stessi soldi ci mangiavo e dormivo per almeno 4 giorni…

    Mi piacerebbe raccontarvi di tanti altri posti ma il viaggio diventerebbe lunghissimo. Se avete qualche domanda chiedete pure. Tanti saluti e buon viaggio Valentina

  2. birofanello
    , 4/5/2010 10:22
    Sono partita per la mia seconda volta in Ladakh per scrivere la mia tesi di laurea sulla musica nei rituali buddhisti tibetani e il posto che avevo visitato 2 anni prima per pochi giorni è finito col diventare il paradiso che avevo sempre sognato. Per di più ho scoperto che si può spendere molto poco!
    Se vi posso dare un consiglio bibliografico, oltre alla “Bibbia” Lonely Planet, sul sito <a href="http://www.marcovasta.net/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.marcovasta.net</u></a> potete comprare il libro che si intitola “Ladakh” (io 5 anni fa l’ho pagato 20 €) in cui ci sono tantissime indicazioni sui percorsi da fare a piedi e sui posti da vedere; secondo me è fatto molto bene.
    Tenete presente, prima di iniziare, che dall’ultima volta che sono stata in Ladakh sono passati 5 anni.

    Prima cosa fondamentale: iniziate ad abituarvi a salutare dicendo “Juley” e non Namaste: è il saluto ladaki!

    Iniziando, l’arrivo in aereo a Leh è un po’ traumatico, sia per la stanchezza data dal viaggio che per l’altitudine. Per i primi 2 giorni prevedete riposo, tanta acqua, niente camminate, cibo leggero e magari portatevi qualcosa che vi aiuti a dormire.

    Per quanto riguarda l’alloggio, a Leh le possibilità per dormire sono nel centro della cittadina e a Changspa. Se volete stare tranquilli, la seconda opzione è certamente la migliore. Tenendo presente che sui bagni sarà ogni volta un terno al lotto, io mi sento di consigliare (ci sono andata 2 volte nel giro di 2 anni) l’Asia Guesthouse ,forse c’è anche sulla Lonely. La cosa più carina, oltre che le stanze che danno sul ruscello e sul grandissimo orto di famiglia, è che anche se non alloggiate lì, ogni sera loro preparano una cena vegetariana (ogni sera diversa ma tutte molto simili) in cui tutti si siedono a due tavolate e con pochissimi soldi si mangia e si chiacchiera con tutti i commensali. Io l’ho trovato meraviglioso. Comunque per dormire, in zona ci sono tante opzioni simili, magari più piccole e anche più pulite (io ho provato un po’ di tutto). Anche in centro ci sono delle buone soluzioni ma bisogna cercare un po’ (ora come ora non saprei dirvi un nome).

    Se volete mangiare dolci ottimi andate alla Pumpernickel German backery, fanno ottime colazioni sia dolci che salate; di fronte (circa) c’è il mercato, a me è capitato di comprarci verdure (che poi vanno lavate molto bene) e formaggio davvero ottimi. Poco più giù nella stessa strada c’è (o c’era…) un’ottima libreria di libri usati in tutte le lingue mentre andando verso Changspa, a pochi metri, c’è la dzomsa laundry & water refill. Oltre a garantire che i tuoi vestiti verranno lavati con metodi non inquinanti (anche Leh inizia ad avere gravi problemi di inquinamento), ti fanno riempire le bottiglie o le borracce con acqua “sana” evitando lo spreco di plastica, poi vendono i prodotti della Women Alliance of Ladakh (si chiama così o qualcosa di simile) ed anche questo è un ottimo luogo d incontro per viaggiatori.
    Dovete assolutamente andare a comprare il pane nelle viuzze dietro alla moschea, tra l’altro molto carine. I prezzi sono uguali in tutti i forni, sta a voi scoprire qual è il più buono! Ah, altra cosa da non perdere: dovete assolutamente assaggiare la marmellata di albicocche. E’ uno dei prodotti tipici ladaki ed è effettivamente ottima, un’altra cosa rispetto alla nostra.

    Entrambi gli anni in cui sono andata io, il Leh Palace era in ristrutturazione ma ora dovrebbe essere aperto. Chissà, credo sia bello.
    Bellissimo lo Shanti stupa (bella anche la passeggiata per arrivarci).
    A Leh si va abbastanza tranquilli per il cibo, io credo di aver provato quasi tutti i ristoranti mangiando praticamente sempre bene e spendendo poco. A Changspa ci sono diversi giardinetti tranquilli con ristorantini senza pretese ma rilassanti, troverete sicuramente qualche ricetta israeliana (almeno negli anni in cui ci sono andata io, changspa era una colonia di giovani israeliani quasi tutti reduci dai 3 anni di servizio militare che si prendevano un anno sabbatico in India) e qualche birretta. In centro si mangia bene al Montessori, all’Upel tibetan kitchen (parlo di prezzi easy), all’Himalaya Cafè. Poi c’è tutta una zona che si incontra girando a destra alla fine di Old Fort Roar arrivando dal centro in cui ci sono diversi localini, ricordo una buona colazione da Gesmo e che il Summer harvest fosse carino.
    Ah! A Leh andate a vedere il video “Ancient Futures. Learning From Ladakh”, lo fanno al Women's Alliance Centre. Io, nonostante l’abbia visto 2 volte, sono riuscita anche a scaricarlo da emule (può essere interessante vederlo prima di andare, anche se ormai è u po’ vecchiotto e quello che ho trovato io non era proprio di ottima qualità)

    Se vi interessa riuscire a dormire nelle case della gente del posto in paesini abbastanza sperduti, io ho usufruito diversi giorni dell’”Homestay”. Praticamente si prenota in un’agenzia di Leh (ho gli indirizzi: 1) Snow Leopard – c/o Hotel Kanglachen Complex; 2) Maitreya Tours, LBA Complex, Zangsti; 3) Himalayan Safaris, emis Complex, Zangsti), si paga una quota al giorno che comprende vitto e alloggio presso una famiglia (vi allego la scansione il volantino) e si sta con loro. Per me è stato davvero rivelatorio, ho scoperto tante cose della cultura ladaki che non sapevo, ho rivalutato molto il linguaggio dei segni (non tutti parlano un ottimo inglese!). Spero lo facciano ancora. Ah sì, ho trovato il sito : <a href="http://www.himalayan-homestays.com/ladakpages/default.html" target="_blank" rel="nofollow"><u>http://www.himalayan-homestays.com/ladakpages/default.html</u></a>


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    <i>Thiksey </i>
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    Per quanto riguarda Thiksey, credo che sia uno dei monasteri più belli, soprattutto al primo impatto. Se vi interessa fermarvi a dormire lì io, dal momento che per la mia tesi dovevo partecipare alla preghiera (che qui è alle 6 del mattino), ho alloggiato in quella che direi essere l’unica guesthouse, all’ingresso del paese, ci si passa davanti per salire al gompa. C’è anche un ristorante, ma ricordo di aver mangiato una cosina striminzita e non buona (reminescenze). Passare la serata lì mi ha però dato la possibilità di conoscere una famiglia del paesino, essere invitata per un thè ed essere accompagnata alla preghiera del giorno dopo da uno dei monaci, che casualmente era un nipote della signora che mi ha ospitata. Solo nei paesini vi posso capitare queste cose!


    <i> Hemis</i>

    Di Hemis la Lonely Planet diceva che l’unica possibilità di dormire era lontano dal monastero, ma la fortuna/sfortuna ha voluto che sapendo della mia ricerca, i monaci ci abbiano ospitati in una parte appena costruita del loro monastero con due vecchi materassi, senza bagno e con una sola candela. Non è stato il massimo, un’esperienza! Il monastero è molo bello.


    <i>Lamayuru</i>
    Ah! Lamayuru! Che bello! Il paesino non ha davvero nulla, noi abbiamo dormito (credo) all’Hotel Dragon, mangiando lì, visto che se non ricordo male non ci sono ristoranti. La strada per arrivarci regala dei paesaggi davvero spettacolari, noi abbiamo affittato una moto da leh per andarci, ma è un viaggio piuttosto impegnativo. Se riuscite fermatevi per la preghiera (almeno un pezzo), l fanno sia al mattino che alla sera .
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    <i>Alchi</i>
    Anche Alchi offre una natura stupenda. In agosto c’è la mietitura del grano e si vedono tutte le donnine che lavorano nei campi, è davvero bello. Il monastero è uno dei più celebri, se vi capita guardate il libro “<b>Alci, Il santuario buddhista nascosto del Ladakh. Il Sumtsek”,</b><b> </b> edito da Adelphi. Io l’avevo trovato anche in biblioteca; ci sono delle bellissime foto.
    Io ho dormito in due Guest house. L prima volta era di fronte allentata del gompa, ma non era proprio la fine del mondo. La seconda volta invece ci siamo fermati all’entrata del paese, sulla sinistra; la camera era grande e la vista dalla finestra era bellissima. Penso che fosse la Choskor Guest House, ma non sono sicurissima.
    Per mangiare ricordo con molto piacere un giardino sulla strada verso il monastero in cui la vista era bellissima e ho mangiato bene. Non ricordo il nome (e non l’ho scritto da nessuna parte).

    Likir

    Il monastero di Likir è molto bello, molto abitato da monaci. Qui ho dormito alla Norboo Guest House, mezza pensione e cena tutti insieme con gli altri ospiti in sala da pranzo, seduti su cuscini.

    <i>Serchu Manali (via terra)</i>
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    Io l’ho fatto nel senso contrario, Manali-Leh, e devo dire che è stato un viaggio davvero massacrante. Le tappe sono poche, una delle quali a Sarchu, in cui ho dormito in un tendone insieme a tutte le persone che erano sul pullman con me. Ci sono pochissime altre tappe, nella maggior parte dei casi i luoghi sono sprovvisti di bagni (bisogna un po’ arrangiarsi), mentre i posti di blocco della polizia sono tanti, ogni volta con controllo e registrazione dei passaporti dei turisti.
    Forse partendo da Leh già acclimatati il viaggio può risultare meno pesante; io, una volta arrivata al passo Lachlung-La il secondo più alto, appena scesa dal pullman sono svenuta e poi ho dovuto affrontare la parte mancante del viaggio (ancora lunga, se non ricordo male).
    Per questo motivo al ritorno ho cercato un volo da Leh a Delhi. La rotta è battuta da Jet Airways e Indian Airlines. La prima volta ho prenotato pochi giorni prima spendendo circa 80 $, ma era luglio, credo che ad agosto sia più difficile. Ho visto che adesso ci sono anche la Kingfisher Airlines Comunque se siete convinti, è un’esperienza che una volta nella vita si può fare, io credo che non me la dimenticherò mai!
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    <i>Delhi</i>
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    Della pericolosità (secondo me relativa) di Delhi parla già ampiamente la lonely Planet, quindi non mi dilungo. Fate molta attenzione in aeroporto, i taxi vi portano un po’ dove gli pare, specialmente di notte. Ma voi non dovreste averne bisogno, visto che i pullman da manali arrivano in centro città. Bisogna seguire le solite regole di buon senso che sicuramente avete già adottato in altri viaggi. Io a dehli non ho avuto nessun problema neanche girando da sola, molto peggio è stato a Bombay (ma questa è un’altra storia).
    Ogni volta che passo da Delhi vado a dormire a Paharganj, è la zona più economica e più pittoresca anche se ad agosto vi sembrerà di essere arrivati all’inferno (questa è la prima cosa che ho pensato…!!!). La strada è piena di cacche di vacche e quando piove si crea un pantano misto di schifezze varie accompagnato dall’odore tipico di Dehli… una meraviglia. Non lasciatevi scoraggiare, se inizierete a camminare vi renderete conto che comunque Paharganj è un quartierino davvero caratteristico e forse meno pericoloso di altri. E’ pieno di baracchini in cui comprare ogni genere di “indianata” (io le amo!), dalle sciarpine all’abbigliamento, dagli incensi alle spezie. Se volete comprare ciabattine di cuoio vi consiglio Vishal Foot wear, nel main bazar. Ci sono andata due volte a distanza di due anni e le ciabattine erano sempre bellissime. Io ho comprato anche due sari di cui vado molto fiera! Basta esplorare anche le stradine laterali e confrontare i prezzi per fare ottimi affari.
    La prima volta che sono andata in India sono passata più volte dall’Hotel The Spot, l’indirizzo 867-868 Gali Chandiwali Paharganj. E’ economicissimo e tutto sommato, rispetto a quello che ho sperimentato in India, è abbastanza pulito. L’ultima volta invece ero da sola e mi sono fiondata all’Hotel Prince Polonia. Costa molto (tipo 20 euro la doppia uso singola con aria condizionata), ma loro sono molto carini e io mi sono trovata bene (purtroppo una donna che gira sola in India non è vista molto bene).
    Per mangiare a Paharganj avete solo l’imbarazzo della scelta ma dovete stare molto più attenti al cibo che in Ladakh (il Dehli belly è sempre in agguato!). Per la colazione, nel main bazar c’è una buonissima German bakery, credo sia la Appetite. Ottimi dolci.
    La Lonely Planet (almeno dell’edizione che ho io) consigliava il Malhotra restaurant, ma noi siamo rimasti abbastanza delusi. Io mi ero innamorata del Sonu chat house, ci mangiano praticamente solo indiani, il menu è semplice e molto piccante (bisogna assolutamente dirgli di farlo non piccante, perché comunque arriverà un piatto infuocato!), ma very indian! Hanno i fornelli in vista e sono piuttosto simpatici.
    Le cose da vedere a Delhi sono tantissime, con la lonely Planet andate sul sicuro.

    <i>Agra</i>
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    Purtroppo ad Agra non sono stata perché nel 2003 non mi potevo permettere di spendere 750 rupie solo per vedere il Taj Mahal, quando con gli stessi soldi ci mangiavo e dormivo per almeno 4 giorni…


    Mi piacerebbe raccontarvi di tanti altri posti ma il viaggio diventerebbe lunghissimo. Se avete qualche domanda chiedete pure.
    Tanti saluti e buon viaggio

    Valentina