1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 21/4/2010 17:09

    30 Novembre – 20 Dicembre 2009

    In un primo momento pensavamo di fare un viaggio di quattro settimane e visitare tutta l’ Argentina ma, appena abbiamo iniziato a studiare l’itinerario ci siamo resi conto che il progetto non era realizzabile sia in termini di tempo, troppo poco, sia in termini climatici, dato che il paese si estende dal 22° al 56° parallelo, dal Tropico del Capricorno fin quasi al Circolo Polare Antartico, ha, nella stessa stagione, zone climatiche completamente diverse. Da qui la decisione di fare due viaggi ed, il primo, partendo a fine Novembre, effettuarlo in Patagonia e Terra del Fuoco, limitando al minimo gli spostamenti in aereo e privilegiando l’uso dell’auto per “vivere” il territorio. Abbiamo avuto molta fortuna, sia per quanto riguarda il tempo che è stato da buono ad ottimo, sia per tutto il resto e la “buena suerte” serviva realmente in un viaggio che è risultato essere una vera avventura. Descrivere le bellezze naturali che la Patagonia e la Terra del Fuoco offrono è un compito per artisti, non per me, e quindi mi limiterò a scrivere un arido “diario di bordo” non prima di sottolineare, se mai ce ne fosse bisogno, che siamo rimasti entusiasti per ciò che abbiamo visto e vissuto. Un’ altra annotazione doverosa riguarda la cordialità delle persone incontrate.

    1° giorno – Lunedì 30 Novembre – PISA – ROMA – BUENOS AIRES

    Grazie alla gentilezza di nostro genero alle 09:15 mia moglie ed io eravamo all’aeroporto di Pisa banco accettazione del volo di linea ALITALIA (AZ) 1664 (Aeromobile: Embraer 170 – Tempo di volo: 55 minuti) diretto per ROMA alle ore 11.20. Consegniamo il biglietto elettronico e ritiriamo le carte d’imbarco relative ai voli PISA / ROMA e ROMA / BUENOS AIRES spedendo il bagaglio alla destinazione finale. La partenza è avvenuta quasi con un’ ora di ritardo, ma non ci ha dato particolare fastidio in quanto dovevamo aspettare a Roma la tarda serata per il volo successivo. Sono da poco passate le 13:00 quando atterriamo e tra pranzo, passeggio in aerostazione, partite a carte, merenda, consumiamo il lungo tempo di attesa. Alle 20:30 ci dirigiamo al Terminal 3 e, con il trenino, raggiungiamo il “gate” da dove dovrebbe partire il volo di linea ALITALIA (AZ) 680 (Aeromobile: Boeing 777-200– Posti assegnati in classe turistica: 40D e 40G – Tempo totale di volo: 14h00) diretto per BUENOS AIRES alle ore 21:50. Partiamo, senza che nessuno ci spieghi il motivo, con oltre un’ora di ritardo e l’aereo è pieno “a tappo”; non c’ è un solo posto libero. Scopriamo subito che i nostri monitor non funzionano : poco male, tanto dopo la cena vogliamo dormire. In dotazione abbiamo cuscino e coperta, aboliti tutti gli altri confort. Abolito anche il “pannicello caldo” prima dei pasti e nel vassoietto del pranzo niente stuzzicadenti, sale e pepe. Siamo decisamente al risparmio per risanare la nostra “compagnia di bandiera” ma il massimo viene raggiunto quando chiedendo del vino rosso me ne viene servito un bicchiere, di infima qualità, prelevandolo da un bottiglione : ottima pubblicità per il nostro Paese. La qualità del cibo è sulla stessa linea e così pure il servizio. Grazie alle “goccine” riusciamo a dormire per alcune ore disturbati solo da un lungo periodo di perturbazioni atmosferiche durante le quali “balliamo” parecchio. Dice che è cosa normale su questa rotta ma a noi è parso eccezionale. Chiediamo ad un assistente di volo se è in grado di farci vedere un film e, dopo svariati tentativi, riesce nell’impresa e direttamente dalla sala comandi ci trasmette “State of play” con Russel Crowe; molto bello. 2° giorno – Martedì 01 Dicembre – BUENOS AIRES – TRELEW – PUERTO PIRAMIDES – KM. 159 Sono le 08:50 ( in Italia le 12:50) quando arriviamo a Buenos Aires e sbarchiamo all’ aeroporto Pistarini. Fra immigrazione, ritiro bagagli e dogana trascorrono circa 60 minuti. All’uscita , nella hall troviamo ad attenderci la Sig.ra Adriana della agenzia Delapaz Tur per darci eventuale assistenza ed accompagnarci all’ aeroporto J. Newberry, da dove partono i voli interni. Prima dello spostamento effettuiamo il cambio della valuta presso lo sportello del “Banco de la Nacion” che ha commissioni più contenute rispetto agli uffici cambi privati. I contanti sono indispensabili perché gli esercizi che accettano le carte di credito sono rari. Impieghiamo circa 50 minuti d’auto per cambiare aeroporto. Facciamo immediatamente il check-in per il volo di linea AEROLINAS ARGENTINAS (AR) 2810 (Aeromobile: Boeing MD 88 – Posti assegnati in classe turistica: 9 A e 9 B – Tempo di volo: 2h00 – Volo operato da Austral Lineas Aereas) diretto per TRELEW alle ore 16.35. (Attenzione che sui voli interni argentina la franchigia bagaglio e’ di 15 kg. Per persona. Liberati dei bagagli salutiamo Adriana e per impiegare proficuamente l’attesa prendiamo un radiotaxi (diffidare degli abusivi) ed andiamo a Piazza Italia per vedere il monumento a Giuseppe Garibaldi e poi scendiamo a Piazza Int. Seeber e passeggiamo nel parco ammirando le Jacaranda fiorite. Con altro radiotaxi torniamo in aeroporto. Proprio davanti all’ingresso, attraversato un ampio viale scorre il Rio de la Plata che pare un mare dato che non si scorge la riva opposta; l’acqua è di color nocciola, il sole splende ed è molto, molto caldo. Prima di imbarcarci abbiamo anche il tempo di iniziare ad apprezzare la cucina locale che, fortunatamente, trae origine da quella italiana e spagnola; gnocchi al ragù per me ed “empanadas” di pollo per Luciana : ottimo ed abbondante. Con un ritardo di trenta minuti partiamo. Volo tranquillo con sbarco alle 19:00 ed ad attenderci troviamo la Sig. Gabriella della DUBROVNIK RENT A CAR che ci consegna l’ auto, tipo FORD ECO SPORT (4X2) prenotata per 16 giorni con rilascio presso l’aeroporto di USHUAIA. Il noleggio comprende: 6.400 km., assicurazione contro i danni al veicolo con una franchigia di USD 600.=, assicurazione contro il ribaltamento con una franchigia di USD 3.600.=, due ruote di scorta, drop-off ad Ushuaia e sconfinamento in Cile. Costo dell’eventuale chilometraggio extra: USD 0,25.= al chilometro. Ci chiede se, passando per Puerto Madryn (km. 70) possiamo accompagnarla in ufficio. Lo facciamo volentieri proseguendo poi verso la penisola di Valdes. La strada è ancora asfaltata per 43 km. Fino all’ingresso del parco (ARS 93 per 2 persone + auto) poi sarà tutto sterrato anche se in buone condizioni di fondo. All’ imbrunire, dopo 22 km., arriviamo all’ Istmo Carlos Ameghino, situato tra il Golfo di San Jose’ a nord ed il Golfo Nuevo a sud. Qui c’ è un ufficio informazioni del parco e, nonostante siano le 20:15 un ranger ci fa entrare e ci da anche una cartina del parco. Ancora circa 30 km. E sono quasi le 21:00 quando arriviamo a Puerto Piramides e vediamo subito l’ insegna luminosa dell’ Hotel Las Restringas prenotato con trattamento di pernottamento e prima colazione. Depositati i bagagli in una bella camera usciamo per fare due passi ed approfittiamo dei negozi ancora aperti (!) per fare provviste d’ acqua. A 1.200 da Buenos Aires si trova una delle riserve faunistiche più belle del Paese: otarie, leoni marini, guanaco, nandù, ma soprattutto, da maggio a dicembre, la balena australe sono frequentatori numerosi ed assidui della zona di Peninsula di Valdes. Le acque circostanti, zona di riproduzione della balena franca, sono state dichiarate monumento nazionale naturale. L'interno della penisola è formato da una delle depressioni continentali più basse al mondo (Salina Grande e Chica - 42 mt sotto il livello del mare). La Penisola di Valdés è una penisola situata lungo la costa atlantica nella provincia del Chubut, in Argentina. Ha un'estensione di circa 3,625 km². L'unico nucleo abitato è il villaggio di Puerto Pyramides. Buona parte della penisola è costituita da terreno arido con qualche lago salato. Il più grande di questi laghi si trova ad un'altitudine stimata di 40 metri sotto il livello del mare, ed era fino a poco tempo fa considerato il punto più basso dell'Argentina e dell'intero Sudamerica. È un'importante riserva naturale, designata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1999. La costa è abitata da mammiferi marini, come il leone marino sudamericano, l'elefante marino e la foca sudamericana. La balena franca può essere inoltre avvistata nel Golfo Nuevo e nel Golfo San José, specchi d'acqua protetti, situati fra la penisola e la terraferma della Patagonia. Queste balene migrano in queste acque fra Maggio e Dicembre, per l'accoppiamento e il parto, poiché le acque nel golfo sono più calme e più calde che in mare aperto. Anche l'Orca è visibile lungo la costa, nel mare aperto oltre la penisola.L'interno della penisola è abitato da nandù, guanachi e maras. Nell'isola è presente anche una grande varietà di uccelli: almeno 181 specie, 66 delle quali migratorie, vivono nella regione, incluso il piccione Antartico. 3° giorno – Mercoledì 02 Dicembre – PUERTO PIRAMIDES – PENISOLA VALDES – CALETA VALDES - km.158 Sveglia alle 07:00 ed ottima colazione a buffet ; inizia l’indigestione di “medialunas”dolci. Il cielo è leggermente coperto. Ci muoviamo alla ricerca di un tour per l’ avvistamento delle balene. Tutti gli operatori hanno più o meno lo stesso prezzo di ARS 120 a testa e noi optiamo per Bottazzi che ha già la barca sulla spiaggia e sarà il primo a uscire in mare. Ci forniscono un poncio “cerato” sul quale indossiamo un giubbotto salvagente e così imbacuccati saliamo sulla barca che è posizionata, in spiaggia, su un grosso carrello e con l’aiuto di un trattore che la spinge entriamo in mare. Mare che è abbastanza agitato ma il disagio è presto superato dato che incontriamo subito le balene. Spettacolo meraviglioso e, anche se non siamo nel pieno della stagione, nelle due ore e mezzo di gita, abbiamo la fortuna di avvicinare parecchie coppie madre/figlio o figlia. Sono quasi le 12:00 quando, risaliti in auto prendiamo la strada n. 3 per raggiungere Punta Norte ( 87 km. – 1h 37’). Ci fermiamo per un picnic con la vista della spiaggia popolata da leoni marini, elefanti marini e pinguini. Troppo bello. Procediamo verso Sud sulla n. 47 fino a Caleta Valdes ( 50 km. – 1h 20’) dove vive una numerosa colonia di Pinguini di Magellano. La successiva fermata è 7 km. Più a Sud a Punta Cantor dove c’ è un “guarda fauna” ed alcuni sentieri per vedere la flora locale e gli animali marini. Molti sono gli elefanti marini ed, in questo periodo, i piccoli stanno cambiando la pelliccia dopo di che andranno per mare. L’ avvistamento non è molto ravvicinato perché loro sono o in mare o sulla spiaggia, mentre noi siamo in alto sulla scogliera. Incontro ravvicinato invece con un Armadillo e con una Volpe Grigia (più fascinoso il nome spagnolo Zorro Gris). Trascorriamo due ore meravigliose. L’albergo prenotato per una notte con trattamento di mezza pensione è sette chilometri nell’interno. Si tratta della Estencia La Elvira, elegante dimora dove siamo gli unici clienti ma non deve mai esserci la folla dato che dispone di cinque camere. Ottimo trattamento anche se il Cordero Patagonico al forno risulta un po’ troppo grasso per i nostri gusti. Dimenticavo di dire che da quando siamo arrivati in Patagonia gli animali che abbiamo visto più di frequente in ogni dove, sono il Guanaco ed il Nandù (che qui chiamano Choique) e continueremo a vederli durante tutto il viaggio. 4° giorno – Giovedì 03 Dicembre - CALETA VALDES – TRELEW - Km. 380 Dopo una squisita colazione con biscottini fatti in casa sono quasi le 08:00 ed il proprietario Sig. Daniel Sciamarella ci chiede se abbiamo tempo per andare con lui in un terreno di sua proprietà a vedere da vicino gli Elefanti Marini. Accettiamo con entusiasmo la sua offerta e lo seguiamo a Punta Cero dove, aperto un cancello e parcheggiata l’ auto procediamo lungo un breve sentiero che ci porta direttamente sulla spiaggia fra nidi di Pinguini. Ci muoviamo lentamente in assoluto silenzio e ci sediamo a non più di quattro metri da un folto gruppo di Elefanti Marini. E’ una splendida giornata di sole e noi siamo li quasi increduli e ci sembra di sognare quando vediamo arrivare dal mare un primo gruppo di Orche e, poco dopo, un secondo gruppo di Orche seguito da un maschio solitario con una pinna immensa. Da non credere se non avessimo scattato un sacco di foto quale inoppugnabile testimonianza dell’accaduto. Sono da poco passate le 10:00 quando riprendiamo il viaggio verso Sud e la prima fermata è a Punta Delgada ( km.31 – 40’ ) al “mirador” pubblico, ma è così alto sulla scogliera che, anche con il binocolo, gli Elefanti Marini sono appena visibili. Eravamo rimasti molto, molto contrariati dal fatto di non aver trovato posto al Faro Punta Delgada Hotel (www.puntadelgada.com ) che, solo per gli ospiti organizza visite guidate sulla spiaggia ma, dopo quanto successoci ne siamo contenti anche se ci eravamo procurati una soluzione di scorta : fermandoci nell’ albergo per il pranzo avremmo avuto la possibilità di partecipare ai suddetti tour. Tutto superato. Con la strada n. 2, bella la visione, sia pure in lontananza, della Salina Grande ripassiamo da Puerto Piramides ( km. 71 – 1h 20’ ) per fare provviste. Proseguiamo fino al centro visitatori dell’ Istmo Carlos Ameghino dove sostiamo brevemente per visitare il piccolo ma interessante museo e, da qui, prendiamo una deviazione per vedere il Golfo San Josè e l’ Isla De Los Pajaros. Ritorniamo sulla n. 2 e proseguiamo fino alla deviazione, ben segnalata, ma sterrata, per la spiaggia El Doradillo ( km. 71 – 1h 25’). Vi sono molti punti dai quali nel mese di Settembre si possono avvistare le balene; siamo fuori stagione e ci limitiamo ad ammirare l’immensa spiaggia ghiaiosa. Traversiamo rapidamente Puerto Madryn (ritorna l’asfalto) che non merita neanche di soffermarsi e decidiamo di non andare a Punta Loma, dicendoci che di Leoni Marini ne abbiamo già visti a sufficienza, privilegiando la visita di Gaiman e Rawson. Errore di valutazione. Gaiman (km.127 – 3h 10’) con le tanto pubblicizzate sale da te è di una tristezza assoluta mentre la tanto decantata cittadina balneare di Rawson (km.44 – 45’) risulta bruttina con Playa Union spiaggia di sabbia grigiastra e con un mare di color nocciola. Mentre stiamo procedendo verso Trilew (km.36) mi accorgo con un certo ritardo di un dosso di notevole altezza; freno per ridurre la velocità ma l’ auto fa ugualmente un bel salto dopo di che comincia ad andare “a singhiozzo”. Panico!!. Procedo con la 3° marcia perché in 1° ed in 2° il motore non reagisce all’ accelleratore ed ho il terrore di spengere il motore. Non manca molto alla città ma sono circa 20 minuti che sembrano 2 ore. Mi soffermo da un benzinaio e chiedo di una concessionaria Ford che, fortunatamente è a 100 metri. Parcheggio, spengo il motore e chiedo di un meccanico; mi dicono di fare il giro dell’isolato ed entrare in officina. Riaccendo il motore e la macchina funziona perfettamente. Ho difficoltà ad accettare la nuova situazione e ricovero l’auto spiegando, non senza difficoltà usando un po’ d’ italiano ed un po’ d’ inglese, ad un meccanico, che si mette immediatamente a disposizione, cosa è accaduto. Mette la macchina sul “ponte”, la ispeziona attentamente, fa varie prove, si consulta con un collega e poi mi dice che secondo loro è tutto a posto, ma di attendere un minuto che avrebbe interpellato il titolare il quale arriva prontamente e mi comunica che, per maggior sicurezza, intende provare l’auto su strada; partiamo e lui guida in modo brillante per un buon quarto d’ ora mettendo l’ auto a dura prova. Rientrati in officina mi assicura che la macchina è in perfette condizioni. Chiedo quanto devo e mi sento rispondere, con un sorriso, che non devo pagare niente perché non hanno fatto niente!!!. Piacevolmente sorpreso ringrazio e lascio una mancia ai due meccanici L’ Hotel Libertador dove abbiamo prenotato per una notte pernottamento e prima colazione è a due soli isolati in pieno centro. Ha visto tempi migliori ma la camera è grande ed accogliente. Lasciamo l’ auto in garage e facciamo un giro a piedi tanto per calarsi nell’ ambiente. Approfittiamo per far provvista di acqua e di generi di sopravvivenza; andiamo anche all’ ufficio turistico per informarci circa la strada per Punta Tombo e riceviamo buone notizie delle quali parlerò domani. A cena da Sugar, 25 Demayo n. 247, dove mangiamo molto bene spendendo pochissimo anche perché le porzioni sono così abbondanti che possiamo dividerle in due. 5° giorno – Venerdì 04 Dicembre – TRELEW – COMODORO RIVADAVIA – Km. 516 Ottima colazione a buffet e partenza alle 08:20. Giornata di sole pieno. Prendiamo la strada n.3 in direzione Sud fin quando troviamo sulla sinistra una nuova strada (n.75), asfaltata come la precedente, con l’indicazione Punta Tombo. Quando ci immettiamo sulla n.1 la strada diventa sterrata. Sono le 10:00 quando arriviamo alla “pinguineria” (km. 133) e siamo i primi visitatori. L’ingresso costa ARS. 35 a testa. La location è stupenda ed i Pinguini di Magellano sono simpaticissimi ed in numero spropositato. Sono abituati ai visitatori e si lasciano avvicinare, sia pure “ragliando”. In questo periodo in ogni tana ci sono i piccoli protetti da uno dei genitori. Trascorriamo due ore meravigliose e poi riprendiamo il viaggio facendo il percorso a ritroso fino a raggiungere la n.3 (km.64 – 1h 15’). Direzione Sud e ci aspettano molti chilometri di steppa desertica e man mano che procederemo verso Sud la vegetazione diventerà sempre più rada e sempre più “bassa”. Il paesaggio è infinito, siamo su un altopiano e lo sguardo spazia a 360°. E’ una strana sensazione quella del cielo che pare curvarsi, da tutti i lati, verso terra. Provare per credere. Arriviamo a Commodoro Rivadavia alle 17:15 (km.319 – 4h) ed andiamo direttamente nel parcheggio coperto dell’Hotel Austral Express. Si presenta bene con una ampia hall con pavimento in marmo, ma le camere sono minuscole anche se c’ è tutto il necessario. E’ situato in pieno centro e ne approfittiamo per andarcene a spasso. Le vie sono molto animate sia per il traffico pedonale che per quello delle auto ma la cittadina avrebbe bisogno di un restauro generale ed è priva di qualsiasi attrattiva. Ceniamo molto bene ( ottimi ed abbondantissimi i maccheroni ripieni al forno) spendendo pochissimo alla Pizzeria Giulietta, Belgrano 851, frequentata solo da locali.

    6° giorno - Sabato 05 Dicembre – COMODORO RIVADAVIA – FORESTA PIETRIFICATA DI SARMIENTO – ESTANCIA LOS TOLDOS - Km. 670

    Stamani sveglia presto perché ci aspetta una lunga tappa. L’orario d’ inizio della colazione a buffet è alle 06:00 e questo ci consente di partire alle 06:45. Prendiamo la n.26 (asfaltata) in direzione Ovest ed alle 08:45 arriviamo alla cittadina di Sarmiento (km.155). Ci fermiamo all’ufficio turistico per avere informazioni su quale strada prendere, dopo aver visto la Foresta Pietrificata, per raggiungere la città Perito Moreno; ci dicono che non ci sono alternative proseguire sulla n.26 fino a Rio Mayo da dove immettersi sulla n.40 (sterrata) con direzione Sud, aggiungono che il fondo stradale è pessimo ma le altre strade sono impraticabili per una vettura che non sia 4x4. Da Sarmiento una strada sterrata, ma in buone condizioni ci conduce al Bosco Pietrificato di Sarmento (km.32 – 55’). Sono le 09:40 e siamo i primi visitatori. L’ingresso costa ARS 20 a testa ed un gentilissimo ranger ci spiega il percorso che dobbiamo fare e ci avverte che non possiamo abbandonare il sentiero segnato e che non possiamo prelevare ricordini; al ritorno saremo perquisiti. Centinaia e centinaia di tronchi mineralizzati giacciono disseminati su una vasta area, in uno dei più importanti siti paleontologici dell’ Argentina. Il processo di pietrificazione della preesistente foresta è stato causato dall’eruzione dei vulcani che ha sepolto il bosco ed al lento defluire delle acque che hanno fatto si che il legno sia stato modificato molecola per molecola in minerale; i tronchi sono uno spettacolo in quanto sembra di vedere la trama legnosa e poi, toccandoli, la consistenza è quella della pietra. Il paesaggio è lunare e molto suggestivo. Durante precedenti viaggi abbiamo visto foreste di pietra ma questa è veramente speciale. Ci tratteniamo per 1h 30’ poi ripercorriamo lo sterrato fino alla n.26 e proseguiamo in direzione Ovest per raggiungere il bivio per Rio Mayo. La strada è asfaltata, il traffico praticamente inesistente, noi procediamo spediti e…….sbagliamo strada o meglio, superiamo senza vederlo il bivio e continuiamo sulla n.26. Il tempo passa e ci rendiamo conto che qualcosa non quadra ma sono molti chilometri che non troviamo cartelli stradali ( è la norma non una eccezione). Ci fermiamo, scendiamo dall’auto e fermiamo la prima vettura che passa ( è un camion e sono trascorsi 15’). Abbiamo la conferma di aver superato il bivio e non ci rimane che tornare indietro e stavolta lo vediamo chiaramente perché segnalato con un cartello verde (km.235 – 3h 05’). Quale parziale scusante della nostra imperdonabile disattenzione possiamo solo dire che nel senso dal quale arrivavamo non c’ era il solito cartello verde ma un folcloristico cartellone bianco con molte scritte…………. Arrivati, sempre su strada asfaltata a Rio Mayo (km.55 – 35’), un paese che definirei “di frontiera”, facciamo il pieno di benzina ed, usciti dall’abitato, ci immettiamo sulla Ruta 40 in direzione Sud. Invece che su una strada sembra essere sul letto ghiaioso di un fiume. Terrificante. Oltre alla difficoltà del fondo stradale non sono da sottovalutare i “guardaganado”, oltretutto non sempre adeguatamente segnalati; trattasi di quelle griglie in ferro poste di traverso sulla strada e che devono essere superate a bassissima velocità perche spesso sono dei veri e propri gradini. Impieghiamo oltre 3h per percorrere i 130 km. Che ci separano dalla città Perito Moreno. Facciamo il pieno di carburante. Occhio che fra qui ed El Chalten o El Calafate ci sono due soli distributori, uno a Bajo Caracoles e l’ altro a Tres Lagos. La 40 diventa asfaltata e proseguiamo per 63 km. Verso sud fino al bivio per l’ Estancia Los Toldos situata a 7 km. Nell’interno e che ha cambiato nome in Estancia Cueva de las Manos fortunatamente segnalandolo in modo adeguato. Ottima sistemazione, siamo gli unici ospiti e mangiamo benissimo. Poiché dall’ estancia c’ è una strada che dopo 18 km. Arriva al Rio Pinturas chiediamo se sia il caso di utilizzarla per visitare le incisioni rupestri de La Cueva De Las Manos ma ce lo sconsigliano in quanto da dove finisce la strada c’ è un sentiero mal segnalato e molto disagevole con l’attraversamento di un fiume non facile. Pazienza avremmo risparmiato un lungo tragitto su strada sterrata. Ci penseremo domani per il momento ci godiamo un bel cielo stellato.

    7° giorno – Domenica 06 Dicembre - ES. LOS TOLDOS – ES. MENELIK - Km. 413

    Alle 08:00partiamo sulla 40 in direzione Sud. Dopo 70 km. (1h 20’) troviamo il bivio con, a sinistra, la n. 97 e proseguiamo verso Nord arrivando all’ ingresso della riserva naturale Cueva De Las Manos Rio Pinturas (km.45 – 40’). Ingresso ARS. 50 a testa. La Cueva de las Manos (che in spagnolo significa Caverna delle Mani) è una caverna famosa (e infatti a questo deve il suo nome) per le incisioni rupestri rappresentanti mani, che appartenevano al popolo indigeno di questa regione (probabilmente progenitori dei Tehuelche), vissuto fra i 9.300 e i 13.000 anni fa. Gli inchiostri sono di origine minerale, quindi l'età delle pitture rupestri è stata calcolata dai resti degli strumenti (ricavati da ossa) usati per spruzzare la vernice sulla roccia.La caverna principale è profonda 24 metri, con un ingresso largo 15 metri ed un'altezza iniziale di 10 metri. All'interno della caverna il terreno è inclinato, in salita, mentre l'altezza si riduce a non più di 2 metri.Le immagini delle mani sono spesso in negativo, e oltre a queste ci sono scene di caccia, esseri umani, lama, nandù, felini ed altri animali, nonché figure geometriche e rappresentazioni del sole. Dipinti simili, anche se in numero minore, sono presenti anche nelle caverne circostanti. Sul soffitto si trovano puntini rossi, ottenuti probabilmente da quelle popolazioni immergendo nell'inchiostro le bolas e tirandole successivamente verso l'alto. I colori usati per dipingere le scene variano dal rosso (ottenuto dall'ematite) al bianco, nero e giallo. La maggior parte delle mani sono sinistre, il che suggerisce che i "pittori" tenessero gli strumenti che spruzzavano l'inchiostro con la destra. Le dimensioni delle mani sembrano quelle di un bambino di 13 anni ma, considerando che probabilmente esse sono più piccole di quanto non fossero in realtà, si pensa che le mani appartenessero a persone di qualche anno più vecchie: in questo caso potremmo trovarci di fronte ad un rito, lasciare l'impronta della propria mano sul muro della caverna (probabilmente sacra) poteva significare il passaggio dall'età infantile all'età matura. La visita, guidata, dura circa 1h e 30’ e merita un solo commento : da non perdere. Percorriamo a ritroso la n.97 e, raggiunta la n.40 riprendiamo il viaggio verso Sud. Una breve sosta per fare il pieno di carburante a Bajo Caracoles e proseguimo fino ad incontrare, a destra, la n. 37 ( km. 157 – 3h 20’). Ci dirigiamo ad Ovest verso le Ande ed alle 16:20 arriviamo all’ Estancia Menelik. Ci accoglie una simpatica ragazzona di origine inglese. La sistemazione è spartana ma non mancano i confort di base. L’ energia elettrica è fornita da un generatore dalle 20: 00 alle 24:00 Data l’ora decidiamo di raggiungere il Parco Nazionale Perito Moreno, che dista solo una ventina di chilometri, per una prima esplorazione. Un gentilissimo ranger ci consegna un permesso gratuito d’ingresso ed una cartina del parco con spiegazioni in italiano!! Ci fermiamo ad osservare Cigni dal collo nero e Fenicotteri oltre a moltissime altre specie di uccelli acquatici nella Lagunas Del Miè poi andiamo al Lago Burmeister, l’ unico posto del parco dove sono presenti alberi di alto fusto anche se in realtà si tratta di “Lenga” piuttosto bassi e cresciuti inclinati a causa del vento sempre presente. Rientriamo alle 19:30 perché abbiamo prenotato la cena per le 20:00 e siamo gli unici ospiti. Le giornate si sono ulteriormente allungate ed il sole tramonta dopo le 21:00. Da segnalare una possibilità molto utile offerta da tutte le Estancia della provincia di Santa Cruz ai propri clienti : l’acquisto di un massimo di 20 litri di carburante per ogni auto. A noi fa molto comodo e ci permetterà di spostarci a piacimento senza preoccuparsi di rimanere “a secco”. 8° giorno – Lunedì 07 Dicembre – ES. MENELIK – ES. LA ANGOSTURA – Km. 282 Alle 08:00, dopo una sobria colazione, saliamo in macchina e ritorniamo nel Parco Nazionale Perito Moreno dove rimaniamo fino alle 14:10 percorrendo oltre 100 km. Di strade sterrate e strettissime. Il parco è molto bello, pochissimo frequentato dagli umani, mentre tantissimi sono gli animali sia acquatici che terrestri. Approfittando del tempo bello, di una temperatura mite e della assenza di vento ci concediamo alcune breve escursioni a piedi. Come credo di aver già detto la n.37 ha un fondo sterrato molto brutto e……foriamo; ma fortuna vuole che capiti quando arriviamo ad incrociare la 40 (km.82 – 1h 40’) che in questo tratto è asfaltata e lo sarà ancora per circa 60 km.. Il cambio della gomma non da nessun problema anche se richiede 25 minuti durante i quali non passa neppure un auto!!! Riprendiamo il viaggio verso Sud, attraverso la steppa patagonica con una vegetazione sempre più piccola, sempre più rada, immersi nel nulla, circondati dall’orizzonte. Sono le 18:00 (km. 95 – 1h 45’) quando arriviamo alla Estancia La Angostura. E’ un tipico ranch costruito al riparo di una bassa collina, contornato da alti alberi, davanti ad una zona palustre letteralmente invasa da animali acquatici. Una vera oasi faunistica in mezzo al deserto. Ci sono anche tanti cavalli che pascolano liberi. Anche in questo caso le camere sono spartane ma dotate di ogni confort. Stavolta ci sono altri ospiti : una coppia di motociclisti tedeschi che è in giro da 16 mesi partendo da Vancouver e percorrendo tutta la dorsale continentale sul Pacifico. Per tranquillità acquistiamo 20 litri di benzina prima di una cena tipicamente locale (eccetto che per un’ ottima pizza servita come antipasto) ottima ed abbondante.

    9° giorno – Martedì 08 Dicembre – ES. LA ANGOSTTURA – EL CHALTEN – Km. 348

    Sveglia presto, colazione continentale ed alle 07:00 partiamo sempre in direzione Sud sulla 40 che rimane sterrata fino a Tres Lagos (km.161 – 3h). Nel frattempo ci siamo avvicinati alla catena delle Ande che diventa man mano sempre più visibile alla nostra destra. Ancora pochi chilometri e deviamo a destra sulla n.23 procedendo verso Ovest. La giornata è bellissima con poche nuvole in cielo. In lontananza appare il Fitz Roy ed udite, udite è privo di nuvole. La “buena suerte” continua ad accompagnarci. Adesso distinguiamo anche il Cerro Torre e scattiamo foto a ripetizione nella fase di avvicinamento. Costeggiamo l’ immenso Lago Viedma ammirando, in lontananza, il fronte dell’ omonimo ghiacciaio che si tuffa nel lago. Alle 11:15 siamo a El Chalten (km.124 – 1h 15’) e per prima cosa andiamo alla ricerca di un gommista che ripari la ruota bucata; operazione che si rivela non semplicissima perché le officine in paese sono due ma, una è chiusa ed il titolare ed unico operaio dell’ altra è a casa febbricitante e raffreddato. Andiamo a trovarlo a casa, capisce la situazione, con calma si veste, apre l’officina e ripara la gomma (ARS 40). Più tranquilli andiamo al bel Visitor Centre e, lasciata l’ auto dopo aver fatto provviste di cibo, camminiamo fino al Mirador De Las Aquilas. Una posizione unica con vista spettacolare a distanza ravvicinata del Cerro Fitz Roy , una delle montagne più belle fra le molte che abbiamo visto. Il Fitz Roy è detto anche Chaltèn, monte che fuma. Così l’avevano battezzata gli Indios, credendolo un vulcano per via della nebbia che ne avvolge la cima. Alto poco più di tremila metri, il Fitz Roy deve la sua fama d’impossibile alle enormi pareti rocciose spesso ricoperte da lastroni di ghiaccio ed alle proibitive condizioni climatiche. Le stesse condizioni climatiche che fecero dire a Lionel Terray, il mitico alpinista francese che nel febbraio 1952 fu il primo, con 7 compagni, a scalare il Fitz Roy: "È stata l'unica montagna che ha messo alla prova la mia capacità di sopportazione e anche il mio morale”. Chaltèn… Fitz Roy, la montagna dai due nomi. E’ curioso ritrovarsi a pensare quale nome sia più adatto per il colosso di granito che domina di slancio tutta la Patagonia. Chaltèn, il monte che fuma, per via di quelle nubi vorticose che avvolgendone spesso la cima si sfilacciano poi veloci nel cielo. Sarebbe questo il vero nome, l’originale dato dagli indios Tehuelche a quella imponente montagna che credevano fosse un vulcano. Ed a pensarci bene è stato un vero peccato che, in piena era coloniale, di sterminio fisico, di odio e di annientamento della tradizione india, al Perito Francisco Moreno sia venuto in mente, purtroppo, di ribattezzare quella magnifica montagna con il nome del capitano della nave inglese Beagle. Sarebbe davvero suggestivo se questo splendido simbolo di pietra dagli infiniti orizzonti potesse ritornare ad essere il Chaltèn degli antichi Tehuelche. Di questi tempi votati al turismo globale, quando si dice Chaltèn balza ormai subito alla mente quel villaggio sorto ai suoi piedi troppo in fretta per questioni politiche, senza regole né buon senso, gran brutto esempio di anarchia urbanistica al limite tra la pampa desolata e gli sterminati ghiacciai, i grandi laghi ed il parco nazionale. Mentre stiamo mangiando, con gli occhi pieni di tanto splendore, un’ ombra passa rapida sulle nostre teste: è un magnifico Condor che ci coglie di sorpresa e, quando riusciamo a scattare una foto, è già lontano. Ne vedremo altri nei giorni a seguire ma mai così da vicino. Ammirare il volo del Condor è una esperienza che non si può dimenticare. Alle 15:00 recuperiamo l’ auto, traversiamo il paese, che è un agglomerato disordinato di alberghi e negozi di ogni genere, e proseguiamo sullo sterrato fino al Lago Del Deserto (km.30 – 1h 45’). Più del lago dalle invitanti ma fredde acque trasparenti ci ha impressionato il bosco che lo circonda con piante e fiori che sono, per noi, una novità assoluta. Facciamo la strada a ritroso fermandoci dopo 23 km. Alla Hosteria El Pilar bellissima costruzione in una ambientazione da favola con vista panoramica sulla parte retrostante il Fitz Roy. Abbiamo atteso il tramonto del sole seduto su una panchina in giardino. Camera ben arredata e spaziosa; ottima cena. Da raccomandare.

    10° giorno – Mercoledì 09 Dicembre – EL CHALTEN – EL CALAFATE – Km. 236

    La colazione è in linea con il resto e ci porta via un po’ di tempo ma alle 07:30 partiamo ripercorrendo la n.37 fino alla 40 procedendo poi verso Sud fino ad immetterci nella n.11. Finalmente oggi tutto asfalto e sono le 10:15 quando arriviamo a El Calafate (km.236 –2h 15’). El Calfate, situata nella la baia Rotonda del Lago Argentino, prende il suo nome da un piccolo arbusto tipico della Patagonia australe ed è la porta d´entrata al maestoso mondo dei ghiacciai. La città è il capoluogo urbano del Parco Nazionale “I Ghiacciai”, che fu fondata nel 1927 e ha sperimentato negli ultimi anni una crescita meravigliosa grazie al turismo.Il Calafate è un oasi di pioppi, salici e pini al bordo della steppa patagonica. Il clima è secco, con una temperatura media massima in estate di 19º C e una media minima in inverno di -2º C. La durata del giorno varia secondo l´epoca dell´anno, dato che in estate schiarisce alle 5.30 e incomincia l´imbrunire appena alle 23.00. In inverno, invece, il giorno è piú breve, con soltanto 8 ore di luce. In pieno centro è situata la fiera degli Artigiani che riunisce bancarelle d´artigianato argentine e latinoamericane. Fu inaugurato in ottobre del 2000 e fu realizzato integralmente con legni e pietre della zona. Breve sosta all’ufficio informazioni per ragguagli circa la strada per il Ghiacciaio Perito Moreno : asfaltata. Li di fronte c’ è il ristorante La Tablita e ne approfittiamo per prenotare per la sera. Perdiamo più di un’ ora per cambiare i Pesos Argentini in Pesos Cileni perché a causa di errate informazioni facciamo una lunga coda al Banco di Santa Cruz prima di scoprire che questo tipo di cambio è effettuato solo da Thaler. Raggiungiamo quindi il B&B Casa de Grillos accolti molto calorosamente da Marta e Alejandro. La sistemazione è ottima : camera grande, cordialità, te mate e caffè a volontà tutto il giorno, internet gratuito, colazione varia e abbondante ( assaggeremo due marmellate che non ci sono in Italia, quella di Calafate, pianta tipica del Sud della Patagonia simile al mirtillo, ma molto dolce e quella di Grisella, che sarebbe Ribes, buonissima. Lasciati i bagagli andiamo prima a Porto Banderas per un sopraluogo in vista del programma di domani e poi al Ghiacciaio Perito Moreno (Km.87 – 1h 25’). Ne abbiamo visti di ghiacciai nel nostro peregrinare per il mondo ma il Perito è unico, troppo bello. Percorriamo tutte le innumerevoli passerelle cogliendo immagini indimenticabili dei diversi “fronti”, scattando tante foto riuscendo a cogliere i momenti salienti di frane in mare della parete ghiacciata con formazione di piccoli iceberg di un azzurro incredibile. Dopo tre ore riprendiamo la stada per El Calafate per prenotare le gite che ci eravamo prefissi da fare. Con Fernandez Campbell fissiamo la gita “Todo Glaciares” sul Lago Argentino, mentre grande è la nostra delusione per non poter fare il “Mini Trekking” sul ghiacciaio a causa dell’ età; il limite massimo, indipendentemente dalla forma fisica, è 65 anni e noi lo abbiamo superato. A La Tablita mangiamo benissimo spendendo poco e le porzioni sono più che abbondanti.

    11° giorno – Giovedì 10 Dicembre – EL CALAFATE – Km. 106

    Disponendo di auto propria l’appuntamento per la crociera è alle 08:30 a Porto Banderas. Usciamo alle 07:40 ed alle 08:15 siamo a pagare ARS 60 a testa per l’ingresso al Parco Nazionale non compreso nel prezzo del tour. Non è compreso neppure il pranzo e ci siamo dotati di box lunch, ma a bordo bevande e biscotti sono a disposizione. La crociera è bella ed offre incontri con grossi iceberg di un azzurro incredibile oltre a panorami inusuali e di rara bellezza. Quando arriviamo alla Laguna Ornelli il cammino è sbarrato da una serie di imponenti iceberg e quindi dobbiamo limitarci ad osservare con il binocolo i ghiacciai Usala e Ornelli. Miglior fortuna l’ abbiamo con il ghiacciaio Spegazzini del possiamo ammirare molto da vicino il fronte che si getta nel lago.

    Per compensare i ghiacciai saltati il capitano ci porta al Perito Moreno e così, dopo averlo visto da terra, ce lo gustiamo anche dal mare. La crociera termina alle 16:45 e rientrati a El Calafate ci diamo allo shopping sfrenato. E’ una cittadina turistica con vasto assortimento e buoni prezzi. Per cena da Mi Viejo; buono. 12° giorno – Venerdì 11 Dicembre – EL CALAFATE – Km. 155 Oggi andiamo alla scoperta di una zona poco frequentata : il Lago Roca. Fuori dalle rotte del turismo di massa trascorriamo una tranquilla giornata immersi in una natura, contemporaneamente, dolce e selvaggia. All’andata usiamo la n.11 mentre per tornare prendiamo la n.15 che è sterrata ma in buoni condizioni ed, essendo a mezza costa, ha una bella vista sul Lago Argentino. Rientrati a El calafate facciamo una piacevole passeggiata intorno alla Laguna Nimez. A cena da Vaca Ateda : consigliato.

    13° giorno – Sabato 12 Dicembre – EL CALAFATE – TORRES DEL PAINE – Km. 444

    Dopo la solita ottima colazione alle 07:20 siamo in macchina. Il tempo continua ad essere bello. Alle 09:00 arriviamo a La Esperancia (km.169 – 1h 40’) dove facciamo il pieno di carburante proseguendo verso la frontiera con il Cile. Dopo 82 km. Troviamo, con sorpresa, una piccola stazione di servizio non segnalata da nessuno; ovviamente rifacciamo il pieno. Ancora 42 km e lasciamo la mitica 40, dispensatrice di gioie e tormenti, e prendiamo la sterrata per Cancha Carrera, posto di confine argentino che raggiungiamo dopo 6 km. Grande è il numero di funzionari in servizio, poca la voglia di lavorare, tanti i registri sui quali annotare documenti vari. La storia si ripete dopo 9 km. Quando arriviamo a Cerro Castello, dogana cilena, con l’aggravante dell’ispezione minuziosa di tutti i bagagli. Siamo nel bel mezzo delle Ande ed il paesaggio è magnifico. Alle 11:20 entriamo in Cile e ci dirigiamo verso la Laguna Azul; che spettacolo le Torres Del Paine anche se parzialmente incappucciate dalle nuvole.. Passiamo dalla bella Cascata Del Rio Paine, andiamo alla Laguna Amara ed alle 14:20 (km.84) siamo all’ ingresso ufficiale del Parco Nazionale Torres Del Paine, dove si paga il biglietto (Pesos 15.000 a testa) e dove i ranger sono a disposizione dei turisti per informazioni. Proseguiamo verso Sud lungo una “carretera” dominata dalla massiccia presenza delle Torres Del Paine che mutano aspetto con il cambiare della prospettiva. La strada è tutta un saliscendi con, alla sinistra, il Lago Sarmiento. Ci fermiamo a Salto Grande (km.21 – 1h 10’) da dove inizia una spettacolare passeggiata di circa 60 minuti per arrivare al Mirador Quernos. Siamo agli antipodi rispetto alla Laguna Azul e le nubi si sono alzate dalla cima delle montagne che, illuminate dal sole, si mostrano nella loro immensa bellezza. Rimaniamo un po’ ad ammirare il paesaggio : siamo su un poggio a strapiombo sul lattiginoso Lago Nordenskjold e di fronte alle Torri. Come dicevamo da ragazzi : cinema!! Alle 17:35 rifacciamo la strada percorsa fino all’ ingresso del parco da dove una strada, o meglio un tratturo quasi impraticabile, di 7 km. Porta all’ Hosteria Las Torres dove abbiamo prenotato e che sembrava offrisse una vista sulle Torri mentre rimane in un avvallamento del terreno con panorama non eccezionale. Sono le 19:00, ed abbiamo percorso 31 km., quando prendiamo possesso della camera assegnataci : bella certamente ma non molto spaziosa. Ottima cena in albergo, passeggiata sotto un cielo ammantato di stelle ed a nanna. Dimenticavo di annotare che durante tutta la permanenza in questo Parco siamo stati allietati dalla vista di un numero spropositato di Guanachi che non fuggivano impauriti al nostro apparire ma che ci ignoravano continuando, imperturbabili, nelle loro occupazioni.

    14° giorno – Domenica 13 Dicembre – TORRES DEL PAINE – PUNTA ARENAS – Km. 430

    Alle 08:00, già “colazionati”, siamo in macchina e ripercorriamo la strada di ieri fino a Guarderia Pudeto e, proseguendo lungo il Lago Penoè fino alla Sede Amministrativa del Parco sulle rive del Lago Toro (km.27 – 2h ). Deviamo a destra per raggiungere il Lago Grey (km.18 – 40’). Il percorso continua ad offrire spettacoli impagabili ed il tempo aiuta mantenendosi bello. Lasciata la macchina al parcheggio facciamo una passeggiata di 40 minuti per raggiungere il lago e percorrere tutta la sponda Sud. All’inizio si vedono solo alcuni iceberg che galleggiano ma, proseguendo si scorge, in lontananza, il fronte del Ghiacciaio Grey che si tuffa nell’ acqua. E’ un paesaggio unico ed il Lago Grey è il più bello fra i laghi della zona. Alle 11:50 riprendiamo il viaggio verso Sud uscendo dal Parco e proseguendo per Rio Serrano, Ruta 9, per arrivare a Puerto Natales alle 14:50 (km. 109). Pioviggina, la città non offre niente oltre ad una passeggiata a mare con vista di uccelli acquatici e Cigni dal collo nero. Facciamo benzina e proseguiamo lasciando lo sterrato per una bella strada asfaltata. Il panorama continua ad essere interessante. Alle 17:40 siamo a Punta Arenas, facciamo benzina ed raggiungiamo l’ Hotel Finis Terrae (km. 256). Andiamo a fare due passi per vedere la cittadina e trovare un ristorante. In centro l’animazione è tanta, la città è meglio scordarla ed i ristoranti sono tutti chiusi. Scelta obbligata mangiare in albergo dove ci danno si da mangiare (bene fra l’altro), ma non servono alcolici e ci spiegano che oggi è vietato in quanto giorno di elezioni; ora capiamo anche perché i ristoranti sono chiusi.

    15° giorno – Lunedì 14 Dicembre – PUNTA ARENAS – USHUAIA – Km. 638

    Oggi ci aspetta il “tappone dolomitico”, 638 km per raggiungere Ushuaia. Sveglia alle 06:00, colazione ed alle 07:00 siamo già partiti. Risaliamo verso Nord sulla n.9 fino ad incontrare la n.255 (c’è un distributore di benzina in prossimità dell’incrocio) che prendiamo in direzione Est fino a Primera Angostura dove c’è un ferry per traversare lo Stretto di Magellano. Grazie ad un’ ottima strada percorriamo i 173 km in 1h e 40’ ed inoltre abbiamo la fortuna di prendere il traghetto che avrebbe dovuto partire alle 08:30 (il primo della mattinata) e che è in leggero ritardo. Il cielo è coperto ma non fa freddo e soprattutto non tira vento. Per la prima volta nel corso di questo viaggio avremo un’ora di pioggerellina sottile. La traversata dura 20 minuti; sbarchiamo a Puerto Esplora e proseguiamo verso Sud sulla n. 257 fino a Cerro Sombrero (km38 – 25’). Non manca un’ episodio da brivido: un camion che procede in senso contrario, senza nessun motivo invade la nostra corsia e, per scansarlo, usciamo dalla carreggiata asfaltata e fortuna vuole che in quel punto vi sia un ampio sterrato che consente una manovra di rientro. Da Cerro Sombrero ricomincia lo sterrato fino alla frontiera cilena di San Sebastian (km.110 – 2h 10’). Nessun problema in uscita, poi terra di nessuno per 14 km. Fino alla frontiera argentina di……San Sebastian. Un grosso cartello avverte che non è permessa l’ introduzione di generi alimentari per cui, anche se sono le12:00 facciamo un picnic su un prato in pieno sole, onde evitare intoppi con i doganieri. Subito dopo la frontiera c’ è un distributore di carburante e ne approfittiamo per fare il pieno. La strada torna asfaltata e proseguiamo verso Sud sulla n.3 fino a Tolhuin (km.197 -2h 10’) sulle rive del Lago Fagnano dove ci fermiamo sia per vedere il lago che per sgranchirci le gambe. L’ aria è frizzante, nonostante il sole, ed il paesaggio ameno. Da qui la strada inizia a salire ed, al Passo Garibaldi (450 m.s.l.m.) troviamo la neve. Bel panorama : siamo a strapiombo su un piccolo lago azzurro (Lago Escondido) ed in lontananza il Lago Fagnano circondato da una foresta di Faggi Australi. Scendiamo ripidi tornanti ed alle 17:00 eccoci a Ushuaia (km.105 – 1h 40’). E’ andata molto, molto bene. Ushuaia (30000 abitanti), il cui nome è di origine yahgan e significa "baia che penetra a ovest", oltre ad essere la capitale della Terra del Fuoco, dell'Antardide Argentino e delle Isole dell'Atlantico Sud, è anche la città più australe del mondo: 54° e 46' di latitudine sud. È situata ai piedi dei monti Martiales, sopra la costa settentrionale dell'omonima baia sul canale di Beagle; a sud il paesaggio è chiuso dalle agresti montagne delle isole cilene di Navarino e Hoste. Le principali fonti di reddito degli abitanti sono l'impiego nella pubblica amministrazione, il lavoro presso le numerose industrie elettroniche di assemblaggio e recentemente le attività legate al settore del turismo.La crescita vertiginosa che ha investito la città negli ultimi anni ha dato origine a uno sviluppo urbanistico disordinato e alla nascita di nuovi quartieri decisamente poco aggraziati che in verità non stonano con lo stile di città di frontiera che permea Ushuaia; un'impressione che trova conferma passeggiando per l'Avenida San Martin, la via principale parallela al canale di Beagle, dove le vetrine dei negozi espongono articoli di importazione duty free, ma soprattutto tabacchi e liquori. La zona dove oggi sorge Ushuaia era il centro della regione occupata dagli Yahgan e si possono ancora distinguere tracce della loro passata presenza: i pozzi circolari visibili giungendo a Ushuaia in aereo o i monticoli formati dalle conchiglie vuote dei molluschi, che gli indigeni mangiavano in grandi quantità, diffusi un po' ovunque nei dintorni. La fondazione ufficiale di Ushuaia risale alla spedizione del comandante A. Lasserre che vi stabilì la prefettura nel 1884. Il vescovo Stirling, primo uomo bianco che visse nella Terra del Fuoco, nel 1869 rimase accampato per sei mesi sulla costa meridionale di Ushuaia. Nel 1870 Thomas Bridges creò, sempre nello stesso luogo, una missione anglicana e con la moglie Mary e la figlioletta di un anno fu il primo bianco residente, seguito da John e Clara Lawrence nel 1873. Thomas Bridges fu il vero "padre" della Terra del Fuoco: apprese l'idioma yahgan, di cui compilò un preziosissimo dizionario, tradusse parti della Bibbia nella lingua locale, esplorò i canali a bordo della lancia "Leeloom" e cercò di rendere più sicura la vita dei bianchi coltivando rapporti di amicizia con gli indigeni, di cui comunque fu sempre strenuo difensore. La missione Anglicana fu attiva sino al 1907 e numerose famiglie continuarono ad abitarla fino al 1948, quando l'armata argentina ne prese possesso; attualmente tutta l'area è interdetta al pubblico. Sul luogo dove sorgeva Casa Stirling, abitazione dei primi missionari, è stato eretto un monumento commemorativo.Elemento determinante nello sviluppo della città fu la creazione del carcere, poiché la vita e il lavoro degli abitanti erano strettamente intrecciati con la presenza e i compiti dei prigionieri che, d'altra parte, contribuivano fattivamente con le loro fatiche alla costruzione della città. Essi erano addetti alla raccolta della legna anche per la comunità e alla costruzione di edifici, come il carcere, eretto nel 1902, e la casa che attualmente ospita il Museo territoriale: quotidianamente venivano trasportati ai posti di lavoro con un trenino che attraversava la città lungo il percorso dell'odierna Avenida Maipù. All'interno della prigione, inoltre, si dedicavano alla fabbricazione di mobili e oggetti di arredamento e alla confezione di vestiti. Nel Museo del Fin del Mundo sono esposti vari documenti e testimonianze sulla vita della colonia penale e sull'attività dei carcerati. La prigione venne definitivamente chiusa nel 1974, ma uno dei padiglioni è ancora conservato allo stato originale e si può visitare all'interno della base navale Almirante Berisso. Troviamo facilmente la Posada Del Fin Del Mundo situata molto vicino al centro. Non si presenta male ma sorge subito un problema nel bagno della camera assegnataci : la doccia non funziona. Ci cambiano di camera; nuovo problema : un fischio intermittente pare provenire dal dispositivo per segnalare un incendio. Risolvono il problema con un semplice cambio di pile. Finalmente sistemati andiamo a dare un’ occhiata alla cittadina. Molto sviluppata grazie al turismo non ha niente di particolare da offrire se non un’ atmosfera rilassata e nel contempo viva con tanti negozi e ristoranti. A cena da Chicho’s dove assaggio la “centolla” : buonissima. Ottimo rapporto qualità/prezzo.

    16° giorno – Martedì 15 Dicembre – USHUAIA – Km. 139

    Dobbiamo cambiare camera ma allo spostamento dei bagagli penserà il personale della posada. La colazione, in un’ ampia sala soleggiata con vista sul porto, è superiore alla media; dimenticavo, te, mate, caffè con biscotti a disposizione tutto il giorno e gratuito anche l’ uso di internet. Visto che il tempo non è male, anche se un po’ coperto, decidiamo di fare subito la classica crociera nel Canale di Beagle avendo un voucher da utilizzare a nostro piacimento con Catamaranes Canoero. Partenza alle 09:30, si passa vicino a L’ Isla de los Pajaros, paradiso di uccelli marini, all’ Isla de los Lobos, piena di Leoni Marini, si circumnaviga il Faro Les Eclaireurs dove nidificano i Cormorani Imperiali, che si scambiano facilmente per Pinguini avendo gli stessi colori e le stesse dimensioni. E’ previsto un breve, ma interessantissimo, trekking sull’ Isla Bridges alla scoperta della flora locale. Organizzazione perfetta. Tornati in porto recuperiamo l’ auto per andare alla scoperta del Parco Nazionale Della Terra Del Fuoco. Percorriamo la n.3 fino ad un cartello che ci informa che siamo arrivati alla fine della strada : siamo a Bahia Lapataia. Breve trekking al Mirador Lapataia a seguire atro trekking Del Turbal+Castorera; il primo è bello mentre gli altri non offrono molto. E’ superfluo dire che non vediamo i Castori mentre notiamo un numero impressionante di Conigli. Visitiamo anche Laguna Negra con le sue torbiere colorate ed il Lago Roca, poi andiamo a Bahia Ensenada, bellissima insenatura con al largo l’ Isla Redonda; percorriamo, sia pur parzialmente, il o la Senda Costera, un sentiero non facilissimo, ma molto bello, che segue la costa frastagliata offrendo scorci panoramici interessanti. Si attraversa un bosco di Guindo che arriva fin sul mare. E’ giunto il momento dello shopping e notiamo che i prezzi sono più cari che in altre città ma ciò è giustificato dal fatto che qui siamo “alla fine del mondo”. Fanno molta leva su questo concetto. Annullo speciale sul passaporto presso Ufficio del Turismo Ottima cena da Volver dove assaggiamo la buonissima birra prodotta a Ushuaia. 17° giorno – Mercoledì 16 Dicembre – USHUAIA – Km. 61 Altra bella giornata, anzi oggi è meglio di ieri ed il vento continua ad essere moderato. Nuovo spostamento di camera : tre camere diverse per tre notti nello stesso albergo, probabilmente è un record. Dato che abbiamo visto il panorama dal mare e da terra non ci rimane che vederlo dall’ alto e pertanto andiamo, in auto ai piedi del Ghiacciaio Martial, a 7 km. Dal centro. Da qui una “areosillas” (seggiovia) a due posti sale fino a 585 metri s.l.d.m.. Siamo in altura e quasi tutti i sentieri sono chiusi per troppa neve. Saliamo fino a 750 metri camminando in parte sull’ erba ma in massima parte sulla neve; menomale che siamo attrezzati per tutte le evenienze. Da quassù si gode un’ ottima vista del Canale di Beagle con tutte le isole. Ritornando in città ci fermiamo in aeroporto per prenderne visione in previsione della partenza di domani. Poi passeggiamo per il centro e cerchiamo di comprare semi di Lupinos (fiori coloratissimi che avevamo trovato anche alle Torres Del Paine) ma non ce lo consentono dicendo che detti semi devono essere piantati all’ inizio dell’ inverno per fiorire a primavera ma hanno assolutamente bisogno di molto, molto freddo e quindi, alle nostre temperature, non sarebbero mai fioriti. Alle 17:30 partiamo per l’ ultima escursione : la Castorera di Valle Hermoso. A 25 km. Da Ushuaia, sulla n.3 c’ è una posada che organizza una visita guidata, che parte alle 18:30, per vedere i Castori nel loro ambiente naturale, o meglio sarebbe dire nell’ ambiente che hanno rivoluzionato per le loro esigenze, dopo essere stati trasferiti quaggiù dal Canada. Si è trattato di un errore clamoroso in quanto i Castori hanno creato un sacco di problemi al territorio ma ormai è tardi per rimediare essendosi moltiplicati in maniera impressionante in assenza di nemici naturali. Noi in Canada non li avevamo visti mentre qui ce li siamo goduti per un paio d’ore. Eravamo un gruppo di solo sei persone e, seguendo la guida, abbiamo potuto vedere, molto da vicino, una famiglia di castori durante il pasto serale rigorosamente in acqua. Adorabili. Siamo rientrati alle 21:30 in città andando a cena da La Casa De Los Mariscos. Mi spiace ripetermi ma : ottimo e abbondante.

    18° giorno – Gioved’ 17 Dicembre – USHUAIA – BUENOS AIRES

    Preparate le valige andiamo in centro, visitiamo il mercato artigianale, passeggiamo sul porto. Recuperiamo auto e bagagli ed alle 11:30 siamo in aeroporto. Ci incontriamo con un incaricato della Dubrovnik Rent A Car al quale riconsegniamo l’ auto, sporca ma senza ammaccature, con la quale abbiamo percorso 5.323 km.. Dopo il check-in paghiamo la tassa d’ imbarco di ARS 25 ed accediamo all’ area partenze dove attendiamo l’imbarco sul volo AEROLINAS ARGENTINAS (AR) 2849 diretto per BUENOS AIRES alle ore 14.05. (Aeromobile: Boeing MD 88– Posti assegnati in classe turistica: 7° e 7b – Tempo di volo: 3h28 minuti). La rotta è sul mare per cui niente panorama. Arriviamo in perfetto orario alle 17:40 all’ Aeroporto J. NEWBERY di BUENOS AIRES e, preso un radiotaxi ci facciamo portare all’ Hotel Frossard prenotato per due notti con trattamento di pernottamento e prima colazione. La posizione è perfetta, nel Microcentro, a due passi dalle vie pedonali di Florida e Lavalle, mentre il resto lascia un po’ a desiderare : colazione misera in una stanza disadorna e triste, mobili traballanti; ma l’ aria condizionata funziona, il bagno anche, la stanza è grande con due bei letti e tutto è pulito. Dal punto di vista sicurezza c’ è il portiere tutta la notte. Uscendo dall’ albergo per fare un giro nella zona pedonale, che risulterà molto piacevole piena di vita e di allegria, notiamo un particolare che evidenzia la grande miseria di una parte degli abitanti di questa metropoli e che fa stringere il cuore : la raccolta differenziata dei rifiuti ad opera di bambini e giovani che aprono i sacchi della spazzatura, lasciati nei punti di raccolta, per recuperare generi alimentari e materiale da riciclare quali lattine e bottiglie di plastica. All’ angolo fra Lavalle e Florida assistiamo ad uno spettacolo di Tango. Indubbiamente interessante ma troppo lontano dalla nostra cultura per apprezzarlo oltre il lato folcloristico. I negozi stanno chiudendo mentre venditori ambulanti stendono a terra la loro merce massimamente frutto di lavoro artigianale. A cena in Lavalle 735 da El Palacio De La Papa Frita; si tratta di un antico ristorante, molto grande e che ha visto tempi migliori, ma si mangia veramente bene con una spesa modestissima.

    19° giorno – Venerdì 18 Dicembre – BUENOS AIRES

    Abbiamo appuntamento in albergo alle 09:30 con Mimma, una impiegata della Delapaz Tur che ci farà da guida in un giro alla scoperta dei vari quartieri di Buenos Aires. Arriva puntualissima con auto ed autista e partiamo per un tour di oltre tre ore. Facciamo anche tre soste, una in Plaza de Mayo con visita alla Catedral Metropolitana ed assistiamo al cambio della guardia alla tomba del “Libertador” generale Josè De San Martin, eroe nazionale amatissimo da tutti gli argentini. Altra fermata al Cementerio De La Recoleta, cimitero monumentale molto interessante che ospita le tombe dei personaggi più importanti del paese fra i quali, quella modesta, dell’ amatissima Evita Peron. Ultima fermata nel quartiere malfamato de La Boca. Qui si può venire fino alle 17:00, ora in cui la polizia si ritira dalle tre o quattro strade turistiche ( fra le quali la coloratissima Caminito) presidiate durante il giorno e che sono un susseguirsi di negozi, bar, ristoranti che per intrattenere i numerosi turisti, ricostruiscono un’ atmosfera primi ‘900. Grossa delusione è la mitica “La Bomboniera” , sede del Boca Juniores; mi sarei aspettato qualcosa di molto più imponente mentre è un piccolo e brutto stadio di periferia. Nel complesso si tratta indubbiamente di una bella città che ha avuto momenti di grande splendore e che, attualmente, cerca di mantenersi al passo ( vedi ristrutturazione di Puerto Madero) con molte difficoltà. In pomeriggio visitiamo il Microcentro percorrendo tutto l’ itinerario a piedi proposta dalla Lonely Planet. Stancante ma esauriente. Prima di rientrare ci fermiamo negli uffici della Delapaz Tur, che dista duecento metri dal nostro albergo, per salutare la Sig.ra Adriana e discutere con lei circa un programma per visitare, in un futuro prossimo, l’ Argentina del Nord. Uscendo per cena ci fermiamo a vedere un altro spettacolo di Tango, in strada, e poi andiamo in Lavalle 746 al ristorante Los Immortales. Consigliato. Dopo cena passeggiamo tranquillamente perché in strada c’ è tanta gente.

    20° giorno – Sabato 19 Dicembre – BUENOS AIRES – ROMA

    Tramite l’ albergo abbiamo prenotato per le 11:30 un taxi per l’ aeroporto e quindi usufruiamo del tempo che ci rimane per un altro giro a piedi. Oggi è Sabato e si può visitare la Casa Rosada, a gruppi e guidati da un gendarme in alta uniforme ; l’ ambiente è così triste e deprimente che, giunti al secondo piano, ci stacchiamo dal gruppo per affacciarci allo storico balcone dal quale illustri personaggi del passato arringavano la folla e dal quale Maratona mostrò agli argentini ed al mondo la Coppa del Mondo di calcio. Riguadagniamo l’uscita senza essere arrestati e proseguiamo il giro rientrando in albergo. Il tassista si chiama Carlos H. Suarez e si vanta di avere origini napoletane ed in un italiano colorito parla a raffica per tutti i cinquanta minuti che impieghiamo per raggiungere l’aeroporto Pistarini. Evitiamo l’ abbraccio ed alle 12:30 siamo in coda al banco accettazione del volo di linea ALITALIA (AZ) 681 diretto per ROMA alle ore 15:25 (Aeromobile: Boeing 777– Posti assegnati in classe turistica: 38D e 38G – Tempo di volo: 12h55 minuti). Presentiamo il biglietto elettronico e ritiriamo le carte d’imbarco relative ai voli BUENOS AIRES / ROMA e ROMA / PISA spedendo il bagaglio direttamente a Pisa. Mentre siamo in attesa del volo scoppia un grosso temporale ed il sistema elettronico va in tilt e…partiremo con due ore di ritardo. L’ aereo è pieno ma fortuna vuole che uno dei pochi posti liberi sia fra i nostri due. Il vitto è orrendo come all’andata ma stavolta il sistema di intrattenimento funziona e ci vediamo “Pelham 1-2-3 : ostaggi” con Denzel Washington. Molto bello. Prendiamo le solite “15 goccine” e ci addormentiamo beati. Alle 4 del mattino( ora a destinazione) si accendono le luci e ci svegliano per darci colazione. PURA PAZZIA ed alle nostre rimostranze un assistente di volo si dice perfettamente d’accordo con noi ma queste sono le disposizioni del capo equipaggio. Terminato il servizio rispendono le luci e fortunatamente riusciamo a prendere sonno per essere definitivamente svegliati alle 06:00 con un’ altra assurdità : ci servono uno snak.

    21° giorno – Domenico 20 Dicembre – ROMA - PISA

    Arriviamo a ROMA FIUMICINO – TERMINAL 3 con oltre un’ ora di ritardo ed inizia la corsa affannosa per raggiungere il Terminal 1nel tentativo di non perdere il volo di linea ALITALIA (AZ) 1663 diretto per PISA alle ore 09.40. (Aeromobile: Embraer 170 – Tempo di volo: 1h05 minuti – Volo operato da Alitalia Express). Arriviamo alla mitica “Uscita 22” che sono le 09:20 e scopriamo sia che la partenza è ritardata di una ora sia che ci avevano cancellati dalla lista passeggeri!!! C’ è posto e quindi tutto si risolve felicemente. Il volo non ha storia ma appena entrati nella zona del ritiro bagagli vado direttamente a prendere il “numerino” all’ ufficio “Bagagli Smarriti” ed infatti le nostre valige non arrivano, come quelle di altri passeggeri, ma sarò il primo a fare la denuncia di smarrimento. Usciamo dall’ aerostazione ed andiamo a prendere l’ autobus. Alle 13:30 siamo a casa. P.S. – L’indomani mattina ci telefonano che le valige sono arrivate ed, in pomeriggio, andiamo in aeroporto a ritirarle e qui oltre il danno la beffa : dobbiamo per forza passare l’ispezione doganale che rileva la presenza di una decina di conchiglie che vorrebbero confiscarci; piangiamo un po’ dicendo anche che non sapevamo che era proibito portarle in Italia da un paese che non impedisce di asportarle, e, quale regalo natalizio ce le lasciano. Stefano04 “Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta” Gabriel Garzia Marquez RIEPILOGO VOLI PRENOTATI 30 NOVEMBRE PISA – ROMA AZ 1664 11.20-12.15 30 NOVEMBRE ROMA – BUENOS AIRES AZ 680 21.50-07.50 01 DICEMBRE BUENOS AIRES – TRELEW AR 2810 16.35-18.35 17 DICEMBRE USHUAIA – BUENOS AIRES AR 2849 14.05-17.33 19 DICEMBRE BUENOS AIRES – ROMA AZ 681 15.25-07.20 20 DICEMBRE ROMA – PISA AZ 1663 09.40-10.45 RIEPILOGO HOTELS PRENOTATI 01 – 02 DICEMBRE: PUERTO PIRAMIDES LAS RESTINGAS Primera Bajada Al Mar Puerto Piramides Penisola Valdes, Chubut Tel. 0054 – 02965 – 495 101 info@lasrestingas.com www.lasrestringas.com 02 – 03 DICEMBRE: PENSOLA VALDES ESTANCIA LA ELVIRA Caleta Valdes Ufficio prenotazioni: Av. Hipolito Yrigoyen 257 (9120) - Puerto Madryn Phone: (+54) (02965) 474248 Cell. (02965) 15698709 / Hotel: (02965) 15669153 www.laelviracom 03 – 04 DICEMBRE: TRELEW LIBERTADOR Rivadavia, 31 Trelew, Chubut Tel. 02965 – 420 220 Hotel_libertador@speedy.com.ar www.hotellibertadortw.com 04 – 05 DICEMBRE: COMODORO RIVADAVIA AUSTRAL EXPRESS Moreno 725 Comodoro Rivadavia Chubut Tel. 0054 – 297 – 447 22 00 info@australhotel.com.ar www.australhotel.com.ar 05 – 06 DICEMBRE ESTANCIA LOS TOLDOS www.estanciasdesantacruz.com 06 – 07 DICEMBRE ESTANCIA MENELIK www.estanciasdesantacruz.com 07 – 08 DICEMBRE ESTANCIA LA ANGOSTURA www.estanciasdesantacruz.com 08 – 09 DICEMBRE: EL CHALTEN HOSTERIA EL PILAR Ruta Provincial 23, km. 17 El Chalten Santa Cruz Tel. 0054 – 11 – 5031 0755 info@hosteriaelpilar.com.ar www.hosteriaelpilar.com.ar 09 – 12 DICEMBRE : EL CALAFATE CASA DE GRILLOS Los Condores Str. 1215 El Calafate Santa Cruz Tel./Fax. 0054 – 2902 – 491160 info@casadegrillos.com.ar www.casadegrillos.com.ar 12 – 13 DICEMBRE: PARQUE NACIONAL TORRES DEL PAINE LAS TORRES Parque Nacional Torred del Paine Tel. 0056 – 61 – 360364 – 360 365 info@lastorres.com www.lastorres.com 13 – 14 DICEMBRE: PUNTA ARENAS FINES TERRAE Avida Colon, 766 Punta Arenas Tel. 0056 – 61 – 209 100 reservas@hotelfinisterrae.cl www.hotelfinisterrae.com 14 – 17 DICEMBRE : USHUAIA LA POSADA DEL FIN DEL MONDO Rivadavia y Gob. Valdez Ushuaia - Tietta Del Fuego Tel. 0054 -2901-434847 Fax. 0054 – 2901-424755 ana@posadafindelmundo.com.ar www.posadafindelmundo.com.ar 17 – 19 DICEMBRE : BUENOS AIRES HOTEL FROSSARD Tucuman 686 – Microcentro Buenos Aires Tel./Fax. 0054 – 11-4322-1811 info@hotelfrossard.com.ar www.hotelfrossard.com.ar AGENZIA ITALIANA OASI AGENZIA VIAGGI srl Sir.ra Rita Via Francesco Carrara, 14 55100 – LUCCA - ITALY Tel. 0039 0583 496482 Fax. 0039 0583 48297 oasislu@tin.it A R G E N T I N A AMBASCIATA D'ITALIA A BUENOS AIRES Calle Billinghurst, 2577 1425 Buenos Aires tel. 005411 40112100 fax 005411 40112159 Fuori dell'orario d'ufficio: cellulare 0054 9 11 51134530 CONSOLATO GENERALE D'ITALIA BUENOS AIRES Reconquista 572 1003 Buenos Aires Tel. 005411 41144800 Fax 41144799 Fuori dell'orario d'ufficio: cellulare 0054 9 11 45305629 Sito web: www.consbuenosaires.esteri.it E-mail: segreteriacg.buenosaires@esteri.it POLIZIA : TEL. 800 999 5000 oppure Tel. 101 (servizio 24h solo in inglese) PRONTO SOCCORSO MEDICO : Tel. 107 SOCCORSO STRADALE : Tel. 0800 777 2894 COMMISSARIATO DEL TURISTA : Av. Corrientes 436 – Buenos Aires – Tel. : 4346 5748 Tel. : 4328 2135 - turista@policiafederal.gov.ar C I L E AMBASCIATA D'ITALIA A SANTIAGO Calle Clemente Fabres, 1050 - Providencia Santiago, Cile Tel.: +562 4708400/49 Fax: 2232467 E-mail: info.santiago@esteri.it cellulare emergenza: 0056 978098998 VICE CONSOLATO ONORARIO PUNTA ARENAS Vice Console Onorario Hector Stefani 21 de Mayo, 1577 Tel: 00 56 61 614107 Fax: 00 56 61 614108 AUTOMOVIL CLUB DE CHILE (ACCHI) Avenida Andres Bello n. 1863 Providencia Santiago Tel. 0056 2 431 1000/ 0056 2 212 5702 Fax. 0056 2 431 1162 acchinfo@automovilclub.cl www.automovilclub.cl SOCCORSO STRADALE - Tel. 600 6000 600 Con portatile 0056 2 4311313

  2. stefano04
    , 21/4/2010 17:09
    <h3><strong><u> </u></strong></h3>
    <strong></strong><strong><u>30 Novembre – 20 Dicembre 2009</u></strong>

    In un primo momento pensavamo di fare un viaggio di quattro settimane e visitare tutta l’ Argentina ma, appena abbiamo iniziato a studiare l’itinerario ci siamo resi conto che il progetto non era realizzabile sia in termini di tempo, troppo poco, sia in termini climatici, dato che il paese si estende dal 22° al 56° parallelo, dal Tropico del Capricorno fin quasi al Circolo Polare Antartico, ha, nella stessa stagione, zone climatiche completamente diverse. Da qui la decisione di fare due viaggi ed, il primo, partendo a fine Novembre, effettuarlo in Patagonia e Terra del Fuoco, limitando al minimo gli spostamenti in aereo e privilegiando l’uso dell’auto per “vivere” il territorio.
    Abbiamo avuto molta fortuna, sia per quanto riguarda il tempo che è stato da buono ad ottimo, sia per tutto il resto e la “buena suerte” serviva realmente in un viaggio che è risultato essere una vera avventura.
    Descrivere le bellezze naturali che la Patagonia e la Terra del Fuoco offrono è un compito per artisti, non per me, e quindi mi limiterò a scrivere un arido “diario di bordo” non prima di sottolineare, se mai ce ne fosse bisogno, che siamo rimasti entusiasti per ciò che abbiamo visto e vissuto. Un’ altra annotazione doverosa riguarda la cordialità delle persone incontrate.




    <h3 align="left"><u>1° giorno – Lunedì 30 Novembre – PISA – ROMA – BUENOS AIRES</u></h3>
    Grazie alla gentilezza di nostro genero alle 09:15 mia moglie ed io eravamo all’aeroporto di Pisa banco accettazione del volo di linea ALITALIA (AZ) 1664 (Aeromobile: Embraer 170 – Tempo di volo: 55 minuti) diretto per ROMA alle ore 11.20. Consegniamo il biglietto elettronico e ritiriamo le carte d’imbarco relative ai voli PISA / ROMA e ROMA / BUENOS AIRES spedendo il bagaglio alla destinazione finale.
    La partenza è avvenuta quasi con un’ ora di ritardo, ma non ci ha dato particolare fastidio in quanto dovevamo aspettare a Roma la tarda serata per il volo successivo.
    Sono da poco passate le 13:00 quando atterriamo e tra pranzo, passeggio in aerostazione, partite a carte, merenda, consumiamo il lungo tempo di attesa. Alle 20:30 ci dirigiamo al Terminal 3 e, con il trenino, raggiungiamo il “gate” da dove dovrebbe partire il volo di linea ALITALIA (AZ) 680 (Aeromobile: Boeing 777-200– Posti assegnati in classe turistica: 40D e 40G – Tempo totale di volo: 14h00) diretto per BUENOS AIRES alle ore 21:50.
    Partiamo, senza che nessuno ci spieghi il motivo, con oltre un’ora di ritardo e l’aereo è pieno “a tappo”; non c’ è un solo posto libero. Scopriamo subito che i nostri monitor non funzionano : poco male, tanto dopo la cena vogliamo dormire. In dotazione abbiamo cuscino e coperta, aboliti tutti gli altri confort. Abolito anche il “pannicello caldo” prima dei pasti e nel vassoietto del pranzo niente stuzzicadenti, sale e pepe. Siamo decisamente al risparmio per risanare la nostra “compagnia di bandiera” ma il massimo viene raggiunto quando chiedendo del vino rosso me ne viene servito un bicchiere, di infima qualità, prelevandolo da un bottiglione : ottima pubblicità per il nostro Paese. La qualità del cibo è sulla stessa linea e così pure il servizio.
    Grazie alle “goccine” riusciamo a dormire per alcune ore disturbati solo da un lungo periodo di perturbazioni atmosferiche durante le quali “balliamo” parecchio. Dice che è cosa normale su questa rotta ma a noi è parso eccezionale.
    Chiediamo ad un assistente di volo se è in grado di farci vedere un film e, dopo svariati tentativi, riesce nell’impresa e direttamente dalla sala comandi ci trasmette “State of play” con Russel Crowe; molto bello.

    <b><u>2° giorno – Martedì 01 Dicembre – BUENOS AIRES – TRELEW – PUERTO PIRAMIDES – KM. 159 </u></b>
    Sono le 08:50 ( in Italia le 12:50) quando arriviamo a Buenos Aires e sbarchiamo all’ aeroporto Pistarini. Fra immigrazione, ritiro bagagli e dogana trascorrono circa 60 minuti. All’uscita , nella hall troviamo ad attenderci la Sig.ra Adriana della agenzia Delapaz Tur per darci eventuale assistenza ed accompagnarci all’ aeroporto J. Newberry, da dove partono i voli interni. Prima dello spostamento effettuiamo il cambio della valuta presso lo sportello del “Banco de la Nacion” che ha commissioni più contenute rispetto agli uffici cambi privati. I contanti sono indispensabili perché gli esercizi che accettano le carte di credito sono rari.
    Impieghiamo circa 50 minuti d’auto per cambiare aeroporto. Facciamo immediatamente il check-in per il volo di linea AEROLINAS ARGENTINAS (AR) 2810 (Aeromobile: Boeing MD 88 – Posti assegnati in classe turistica: 9 A e 9 B – Tempo di volo: 2h00 – Volo operato da Austral Lineas Aereas) diretto per TRELEW alle ore 16.35. (Attenzione che sui voli interni argentina la franchigia bagaglio e’ di 15 kg. Per persona.
    Liberati dei bagagli salutiamo Adriana e per impiegare proficuamente l’attesa prendiamo un radiotaxi (diffidare degli abusivi) ed andiamo a Piazza Italia per vedere il monumento a Giuseppe Garibaldi e poi scendiamo a Piazza Int. Seeber e passeggiamo nel parco ammirando le Jacaranda fiorite. Con altro radiotaxi torniamo in aeroporto. Proprio davanti all’ingresso, attraversato un ampio viale scorre il Rio de la Plata che pare un mare dato che non si scorge la riva opposta; l’acqua è di color nocciola, il sole splende ed è molto, molto caldo.
    Prima di imbarcarci abbiamo anche il tempo di iniziare ad apprezzare la cucina locale che, fortunatamente, trae origine da quella italiana e spagnola; gnocchi al ragù per me ed “empanadas” di pollo per Luciana : ottimo ed abbondante.
    Con un ritardo di trenta minuti partiamo. Volo tranquillo con sbarco alle 19:00 ed ad attenderci troviamo la Sig. Gabriella della DUBROVNIK RENT A CAR che ci consegna l’ auto, tipo FORD ECO SPORT (4X2) prenotata per 16 giorni con rilascio presso l’aeroporto di USHUAIA. Il noleggio comprende: 6.400 km., assicurazione contro i danni al veicolo con una franchigia di USD 600.=, assicurazione contro il ribaltamento con una franchigia di USD 3.600.=, due ruote di scorta, drop-off ad Ushuaia e sconfinamento in Cile. Costo dell’eventuale chilometraggio extra: USD 0,25.= al chilometro.
    Ci chiede se, passando per Puerto Madryn (km. 70) possiamo accompagnarla in ufficio. Lo facciamo volentieri proseguendo poi verso la penisola di Valdes. La strada è ancora asfaltata per 43 km. Fino all’ingresso del parco (ARS 93 per 2 persone + auto) poi sarà tutto sterrato anche se in buone condizioni di fondo. All’ imbrunire, dopo 22 km., arriviamo all’ Istmo Carlos Ameghino, situato tra il Golfo di San Jose’ a nord ed il Golfo Nuevo a sud.
    Qui c’ è un ufficio informazioni del parco e, nonostante siano le 20:15 un ranger ci fa entrare e ci da anche una cartina del parco. Ancora circa 30 km. E sono quasi le 21:00 quando arriviamo a Puerto Piramides e vediamo subito l’ insegna luminosa dell’ Hotel Las Restringas prenotato con trattamento di pernottamento e prima colazione.
    Depositati i bagagli in una bella camera usciamo per fare due passi ed approfittiamo dei negozi ancora aperti (!) per fare provviste d’ acqua.
    A 1.200 da Buenos Aires si trova una delle riserve faunistiche più belle del Paese: otarie, leoni marini, guanaco, nandù, ma soprattutto, da maggio a dicembre, la balena australe sono frequentatori numerosi ed assidui della zona di Peninsula di Valdes.
    Le acque circostanti, zona di riproduzione della balena franca, sono state dichiarate monumento nazionale naturale. L'interno della penisola è formato da una delle depressioni continentali più basse al mondo (Salina Grande e Chica - 42 mt sotto il livello del mare).
    La <strong>Penisola</strong><strong> di Valdés</strong> è una penisola situata lungo la costa atlantica nella provincia del Chubut, in Argentina. Ha un'estensione di circa 3,625 km². L'unico nucleo abitato è il villaggio di Puerto Pyramides. Buona parte della penisola è costituita da terreno arido con qualche lago salato. Il più grande di questi laghi si trova ad un'altitudine stimata di 40 metri sotto il livello del mare, ed era fino a poco tempo fa considerato il punto più basso dell'Argentina e dell'intero Sudamerica. È un'importante riserva naturale, designata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1999. La costa è abitata da mammiferi marini, come il leone marino sudamericano, l'elefante marino e la foca sudamericana. La balena franca può essere inoltre avvistata nel Golfo Nuevo e nel Golfo San José, specchi d'acqua protetti, situati fra la penisola e la terraferma della Patagonia. Queste balene migrano in queste acque fra Maggio e Dicembre, per l'accoppiamento e il parto, poiché le acque nel golfo sono più calme e più calde che in mare aperto. Anche l'Orca è visibile lungo la costa, nel mare aperto oltre la penisola.L'interno della penisola è abitato da nandù, guanachi e maras. Nell'isola è presente anche una grande varietà di uccelli: almeno 181 specie, 66 delle quali migratorie, vivono nella regione, incluso il piccione Antartico.


    <b><u>3° giorno – Mercoledì 02 Dicembre – PUERTO PIRAMIDES – PENISOLA VALDES – CALETA VALDES - km.158</u></b>
    Sveglia alle 07:00 ed ottima colazione a buffet ; inizia l’indigestione di “medialunas”dolci.
    Il cielo è leggermente coperto. Ci muoviamo alla ricerca di un tour per l’ avvistamento delle balene. Tutti gli operatori hanno più o meno lo stesso prezzo di ARS 120 a testa e noi optiamo per Bottazzi che ha già la barca sulla spiaggia e sarà il primo a uscire in mare. Ci forniscono un poncio “cerato” sul quale indossiamo un giubbotto salvagente e così imbacuccati saliamo sulla barca che è posizionata, in spiaggia, su un grosso carrello e con l’aiuto di un trattore che la spinge entriamo in mare. Mare che è abbastanza agitato ma il disagio è presto superato dato che incontriamo subito le balene. Spettacolo meraviglioso e, anche se non siamo nel pieno della stagione, nelle due ore e mezzo di gita, abbiamo la fortuna di avvicinare parecchie coppie madre/figlio o figlia.
    Sono quasi le 12:00 quando, risaliti in auto prendiamo la strada n. 3 per raggiungere Punta Norte ( 87 km. – 1h 37’). Ci fermiamo per un picnic con la vista della spiaggia popolata da leoni marini, elefanti marini e pinguini. Troppo bello.
    Procediamo verso Sud sulla n. 47 fino a Caleta Valdes ( 50 km. – 1h 20’) dove vive una numerosa colonia di Pinguini di Magellano. La successiva fermata è 7 km. Più a Sud a Punta Cantor dove c’ è un “guarda fauna” ed alcuni sentieri per vedere la flora locale e gli animali marini. Molti sono gli elefanti marini ed, in questo periodo, i piccoli stanno cambiando la pelliccia dopo di che andranno per mare. L’ avvistamento non è molto ravvicinato perché loro sono o in mare o sulla spiaggia, mentre noi siamo in alto sulla scogliera. Incontro ravvicinato invece con un Armadillo e con una Volpe Grigia (più fascinoso il nome spagnolo Zorro Gris). Trascorriamo due ore meravigliose.
    L’albergo prenotato per una notte con trattamento di mezza pensione è sette chilometri nell’interno. Si tratta della Estencia La Elvira, elegante dimora dove siamo gli unici clienti ma non deve mai esserci la folla dato che dispone di cinque camere. Ottimo trattamento anche se il Cordero Patagonico al forno risulta un po’ troppo grasso per i nostri gusti.
    Dimenticavo di dire che da quando siamo arrivati in Patagonia gli animali che abbiamo visto più di frequente in ogni dove, sono il Guanaco ed il Nandù (che qui chiamano Choique) e continueremo a vederli durante tutto il viaggio.

    <b><u>4° giorno – Giovedì 03 Dicembre - CALETA VALDES – TRELEW - Km. 380</u></b>
    Dopo una squisita colazione con biscottini fatti in casa sono quasi le 08:00 ed il proprietario Sig. Daniel Sciamarella ci chiede se abbiamo tempo per andare con lui in un terreno di sua proprietà a vedere da vicino gli Elefanti Marini. Accettiamo con entusiasmo la sua offerta e lo seguiamo a Punta Cero dove, aperto un cancello e parcheggiata l’ auto procediamo lungo un breve sentiero che ci porta direttamente sulla spiaggia fra nidi di Pinguini. Ci muoviamo lentamente in assoluto silenzio e ci sediamo a non più di quattro metri da un folto gruppo di Elefanti Marini. E’ una splendida giornata di sole e noi siamo li quasi increduli e ci sembra di sognare quando vediamo arrivare dal mare un primo gruppo di Orche e, poco dopo, un secondo gruppo di Orche seguito da un maschio solitario con una pinna immensa. Da non credere se non avessimo scattato un sacco di foto quale inoppugnabile testimonianza dell’accaduto.
    Sono da poco passate le 10:00 quando riprendiamo il viaggio verso Sud e la prima fermata è a Punta Delgada ( km.31 – 40’ ) al “mirador” pubblico, ma è così alto sulla scogliera che, anche con il binocolo, gli Elefanti Marini sono appena visibili. Eravamo rimasti molto, molto contrariati dal fatto di non aver trovato posto al Faro Punta Delgada Hotel (<a href="http://www.puntadelgada.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.puntadelgada.com</u></a> ) che, solo per gli ospiti organizza visite guidate sulla spiaggia ma, dopo quanto successoci ne siamo contenti anche se ci eravamo procurati una soluzione di scorta : fermandoci nell’ albergo per il pranzo avremmo avuto la possibilità di partecipare ai suddetti tour. Tutto superato.
    Con la strada n. 2, bella la visione, sia pure in lontananza, della Salina Grande ripassiamo da Puerto Piramides ( km. 71 – 1h 20’ ) per fare provviste. Proseguiamo fino al centro visitatori dell’ Istmo Carlos Ameghino dove sostiamo brevemente per visitare il piccolo ma interessante museo e, da qui, prendiamo una deviazione per vedere il Golfo San Josè e l’ Isla De Los Pajaros. Ritorniamo sulla n. 2 e proseguiamo fino alla deviazione, ben segnalata, ma sterrata, per la spiaggia El Doradillo ( km. 71 – 1h 25’). Vi sono molti punti dai quali nel mese di Settembre si possono avvistare le balene; siamo fuori stagione e ci limitiamo ad ammirare l’immensa spiaggia ghiaiosa.
    Traversiamo rapidamente Puerto Madryn (ritorna l’asfalto) che non merita neanche di soffermarsi e decidiamo di non andare a Punta Loma, dicendoci che di Leoni Marini ne abbiamo già visti a sufficienza, privilegiando la visita di Gaiman e Rawson. Errore di valutazione. Gaiman (km.127 – 3h 10’) con le tanto pubblicizzate sale da te è di una tristezza assoluta mentre la tanto decantata cittadina balneare di Rawson (km.44 – 45’) risulta bruttina con Playa Union spiaggia di sabbia grigiastra e con un mare di color nocciola.
    Mentre stiamo procedendo verso Trilew (km.36) mi accorgo con un certo ritardo di un dosso di notevole altezza; freno per ridurre la velocità ma l’ auto fa ugualmente un bel salto dopo di che comincia ad andare “a singhiozzo”. Panico!!. Procedo con la 3° marcia perché in 1° ed in 2° il motore non reagisce all’ accelleratore ed ho il terrore di spengere il motore. Non manca molto alla città ma sono circa 20 minuti che sembrano 2 ore. Mi soffermo da un benzinaio e chiedo di una concessionaria Ford che, fortunatamente è a 100 metri. Parcheggio, spengo il motore e chiedo di un meccanico; mi dicono di fare il giro dell’isolato ed entrare in officina. Riaccendo il motore e la macchina funziona perfettamente. Ho difficoltà ad accettare la nuova situazione e ricovero l’auto spiegando, non senza difficoltà usando un po’ d’ italiano ed un po’ d’ inglese, ad un meccanico, che si mette immediatamente a disposizione, cosa è accaduto. Mette la macchina sul “ponte”, la ispeziona attentamente, fa varie prove, si consulta con un collega e poi mi dice che secondo loro è tutto a posto, ma di attendere un minuto che avrebbe interpellato il titolare il quale arriva prontamente e mi comunica che, per maggior sicurezza, intende provare l’auto su strada; partiamo e lui guida in modo brillante per un buon quarto d’ ora mettendo l’ auto a dura prova. Rientrati in officina mi assicura che la macchina è in perfette condizioni. Chiedo quanto devo e mi sento rispondere, con un sorriso, che non devo pagare niente perché non hanno fatto niente!!!. Piacevolmente sorpreso ringrazio e lascio una mancia ai due meccanici
    L’ Hotel Libertador dove abbiamo prenotato per una notte pernottamento e prima colazione è a due soli isolati in pieno centro. Ha visto tempi migliori ma la camera è grande ed accogliente. Lasciamo l’ auto in garage e facciamo un giro a piedi tanto per calarsi nell’ ambiente. Approfittiamo per far provvista di acqua e di generi di sopravvivenza; andiamo anche all’ ufficio turistico per informarci circa la strada per Punta Tombo e riceviamo buone notizie delle quali parlerò domani.
    A cena da Sugar, 25 Demayo n. 247, dove mangiamo molto bene spendendo pochissimo anche perché le porzioni sono così abbondanti che possiamo dividerle in due.

    <b><u>5° giorno – Venerdì 04 Dicembre – TRELEW – COMODORO RIVADAVIA – Km. 516</u></b>
    Ottima colazione a buffet e partenza alle 08:20. Giornata di sole pieno. Prendiamo la strada n.3 in direzione Sud fin quando troviamo sulla sinistra una nuova strada (n.75), asfaltata come la precedente, con l’indicazione Punta Tombo. Quando ci immettiamo sulla n.1 la strada diventa sterrata. Sono le 10:00 quando arriviamo alla “pinguineria” (km. 133) e siamo i primi visitatori. L’ingresso costa ARS. 35 a testa. La location è stupenda ed i Pinguini di Magellano sono simpaticissimi ed in numero spropositato. Sono abituati ai visitatori e si lasciano avvicinare, sia pure “ragliando”. In questo periodo in ogni tana ci sono i piccoli protetti da uno dei genitori.
    Trascorriamo due ore meravigliose e poi riprendiamo il viaggio facendo il percorso a ritroso fino a raggiungere la n.3 (km.64 – 1h 15’). Direzione Sud e ci aspettano molti chilometri di steppa desertica e man mano che procederemo verso Sud la vegetazione diventerà sempre più rada e sempre più “bassa”.
    Il paesaggio è infinito, siamo su un altopiano e lo sguardo spazia a 360°. E’ una strana sensazione quella del cielo che pare curvarsi, da tutti i lati, verso terra. Provare per credere.
    Arriviamo a Commodoro Rivadavia alle 17:15 (km.319 – 4h) ed andiamo direttamente nel parcheggio coperto dell’Hotel Austral Express. Si presenta bene con una ampia hall con pavimento in marmo, ma le camere sono minuscole anche se c’ è tutto il necessario. E’ situato in pieno centro e ne approfittiamo per andarcene a spasso. Le vie sono molto animate sia per il traffico pedonale che per quello delle auto ma la cittadina avrebbe bisogno di un restauro generale ed è priva di qualsiasi attrattiva.
    Ceniamo molto bene ( ottimi ed abbondantissimi i maccheroni ripieni al forno) spendendo pochissimo alla Pizzeria Giulietta, Belgrano 851, frequentata solo da locali.




    <h3 align="left"><u>6° giorno - Sabato 05 Dicembre – COMODORO RIVADAVIA – FORESTA PIETRIFICATA DI SARMIENTO – ESTANCIA LOS TOLDOS - Km. 670</u></h3>
    Stamani sveglia presto perché ci aspetta una lunga tappa. L’orario d’ inizio della colazione a buffet è alle 06:00 e questo ci consente di partire alle 06:45. Prendiamo la n.26 (asfaltata) in direzione Ovest ed alle 08:45 arriviamo alla cittadina di Sarmiento (km.155). Ci fermiamo all’ufficio turistico per avere informazioni su quale strada prendere, dopo aver visto la Foresta Pietrificata, per raggiungere la città Perito Moreno; ci dicono che non ci sono alternative proseguire sulla n.26 fino a Rio Mayo da dove immettersi sulla n.40 (sterrata) con direzione Sud, aggiungono che il fondo stradale è pessimo ma le altre strade sono impraticabili per una vettura che non sia 4x4. Da Sarmiento una strada sterrata, ma in buone condizioni ci conduce al Bosco Pietrificato di Sarmento (km.32 – 55’). Sono le 09:40 e siamo i primi visitatori. L’ingresso costa ARS 20 a testa ed un gentilissimo ranger ci spiega il percorso che dobbiamo fare e ci avverte che non possiamo abbandonare il sentiero segnato e che non possiamo prelevare ricordini; al ritorno saremo perquisiti.
    Centinaia e centinaia di tronchi mineralizzati giacciono disseminati su una vasta area, in uno dei più importanti siti paleontologici dell’ Argentina. Il processo di pietrificazione della preesistente foresta è stato causato dall’eruzione dei vulcani che ha sepolto il bosco ed al lento defluire delle acque che hanno fatto si che il legno sia stato modificato molecola per molecola in minerale; i tronchi sono uno spettacolo in quanto sembra di vedere la trama legnosa e poi, toccandoli, la consistenza è quella della pietra. Il paesaggio è lunare e molto suggestivo. Durante precedenti viaggi abbiamo visto foreste di pietra ma questa è veramente speciale. Ci tratteniamo per 1h 30’ poi ripercorriamo lo sterrato fino alla n.26 e proseguiamo in direzione Ovest per raggiungere il bivio per Rio Mayo. La strada è asfaltata, il traffico praticamente inesistente, noi procediamo spediti e…….sbagliamo strada o meglio, superiamo senza vederlo il bivio e continuiamo sulla n.26. Il tempo passa e ci rendiamo conto che qualcosa non quadra ma sono molti chilometri che non troviamo cartelli stradali ( è la norma non una eccezione). Ci fermiamo, scendiamo dall’auto e fermiamo la prima vettura che passa ( è un camion e sono trascorsi 15’). Abbiamo la conferma di aver superato il bivio e non ci rimane che tornare indietro e stavolta lo vediamo chiaramente perché segnalato con un cartello verde (km.235 – 3h 05’). Quale parziale scusante della nostra imperdonabile disattenzione possiamo solo dire che nel senso dal quale arrivavamo non c’ era il solito cartello verde ma un folcloristico cartellone bianco con molte scritte………….
    Arrivati, sempre su strada asfaltata a Rio Mayo (km.55 – 35’), un paese che definirei “di frontiera”, facciamo il pieno di benzina ed, usciti dall’abitato, ci immettiamo sulla Ruta 40 in direzione Sud. Invece che su una strada sembra essere sul letto ghiaioso di un fiume. Terrificante. Oltre alla difficoltà del fondo stradale non sono da sottovalutare i “guardaganado”, oltretutto non sempre adeguatamente segnalati; trattasi di quelle griglie in ferro poste di traverso sulla strada e che devono essere superate a bassissima velocità perche spesso sono dei veri e propri gradini.
    Impieghiamo oltre 3h per percorrere i 130 km. Che ci separano dalla città Perito Moreno. Facciamo il pieno di carburante. Occhio che fra qui ed El Chalten o El Calafate ci sono due soli distributori, uno a Bajo Caracoles e l’ altro a Tres Lagos.
    La 40 diventa asfaltata e proseguiamo per 63 km. Verso sud fino al bivio per l’ Estancia Los Toldos situata a 7 km. Nell’interno e che ha cambiato nome in Estancia Cueva de las Manos fortunatamente segnalandolo in modo adeguato. Ottima sistemazione, siamo gli unici ospiti e mangiamo benissimo.
    Poiché dall’ estancia c’ è una strada che dopo 18 km. Arriva al Rio Pinturas chiediamo se sia il caso di utilizzarla per visitare le incisioni rupestri de La Cueva De Las Manos ma ce lo sconsigliano in quanto da dove finisce la strada c’ è un sentiero mal segnalato e molto disagevole con l’attraversamento di un fiume non facile. Pazienza avremmo risparmiato un lungo tragitto su strada sterrata. Ci penseremo domani per il momento ci godiamo un bel cielo stellato.




    <h3 align="left"><u>7° giorno – Domenica 06 Dicembre - ES. LOS TOLDOS – ES. MENELIK - Km. 413 </u></h3>
    Alle 08:00partiamo sulla 40 in direzione Sud. Dopo 70 km. (1h 20’) troviamo il bivio con, a sinistra, la n. 97 e proseguiamo verso Nord arrivando all’ ingresso della riserva naturale Cueva De Las Manos Rio Pinturas (km.45 – 40’). Ingresso ARS. 50 a testa.
    La Cueva de las Manos (che in spagnolo significa Caverna delle Mani) è una caverna famosa (e infatti a questo deve il suo nome) per le incisioni rupestri rappresentanti mani, che appartenevano al popolo indigeno di questa regione (probabilmente progenitori dei Tehuelche), vissuto fra i 9.300 e i 13.000 anni fa. Gli inchiostri sono di origine minerale, quindi l'età delle pitture rupestri è stata calcolata dai resti degli strumenti (ricavati da ossa) usati per spruzzare la vernice sulla roccia.La caverna principale è profonda 24 metri, con un ingresso largo 15 metri ed un'altezza iniziale di 10 metri. All'interno della caverna il terreno è inclinato, in salita, mentre l'altezza si riduce a non più di 2 metri.Le immagini delle mani sono spesso in negativo, e oltre a queste ci sono scene di caccia, esseri umani, lama, nandù, felini ed altri animali, nonché figure geometriche e rappresentazioni del sole. Dipinti simili, anche se in numero minore, sono presenti anche nelle caverne circostanti. Sul soffitto si trovano puntini rossi, ottenuti probabilmente da quelle popolazioni immergendo nell'inchiostro le bolas e tirandole successivamente verso l'alto. I colori usati per dipingere le scene variano dal rosso (ottenuto dall'ematite) al bianco, nero e giallo.
    La maggior parte delle mani sono sinistre, il che suggerisce che i "pittori" tenessero gli strumenti che spruzzavano l'inchiostro con la destra. Le dimensioni delle mani sembrano quelle di un bambino di 13 anni ma, considerando che probabilmente esse sono più piccole di quanto non fossero in realtà, si pensa che le mani appartenessero a persone di qualche anno più vecchie: in questo caso potremmo trovarci di fronte ad un rito, lasciare l'impronta della propria mano sul muro della caverna (probabilmente sacra) poteva significare il passaggio dall'età infantile all'età matura.
    La visita, guidata, dura circa 1h e 30’ e merita un solo commento : da non perdere.
    Percorriamo a ritroso la n.97 e, raggiunta la n.40 riprendiamo il viaggio verso Sud. Una breve sosta per fare il pieno di carburante a Bajo Caracoles e proseguimo fino ad incontrare, a destra, la n. 37 ( km. 157 – 3h 20’).
    Ci dirigiamo ad Ovest verso le Ande ed alle 16:20 arriviamo all’ Estancia Menelik. Ci accoglie una simpatica ragazzona di origine inglese. La sistemazione è spartana ma non mancano i confort di base. L’ energia elettrica è fornita da un generatore dalle 20: 00 alle 24:00
    Data l’ora decidiamo di raggiungere il Parco Nazionale Perito Moreno, che dista solo una ventina di chilometri, per una prima esplorazione. Un gentilissimo ranger ci consegna un permesso gratuito d’ingresso ed una cartina del parco con spiegazioni in italiano!! Ci fermiamo ad osservare Cigni dal collo nero e Fenicotteri oltre a moltissime altre specie di uccelli acquatici nella Lagunas Del Miè poi andiamo al Lago Burmeister, l’ unico posto del parco dove sono presenti alberi di alto fusto anche se in realtà si tratta di “Lenga” piuttosto bassi e cresciuti inclinati a causa del vento sempre presente.
    Rientriamo alle 19:30 perché abbiamo prenotato la cena per le 20:00 e siamo gli unici ospiti. Le giornate si sono ulteriormente allungate ed il sole tramonta dopo le 21:00.
    Da segnalare una possibilità molto utile offerta da tutte le Estancia della provincia di Santa Cruz ai propri clienti : l’acquisto di un massimo di 20 litri di carburante per ogni auto. A noi fa molto comodo e ci permetterà di spostarci a piacimento senza preoccuparsi di rimanere “a secco”.

    <b><u>8° giorno – Lunedì 07 Dicembre – ES. MENELIK – ES. LA ANGOSTURA – Km. 282 </u></b>
    Alle 08:00, dopo una sobria colazione, saliamo in macchina e ritorniamo nel Parco Nazionale Perito Moreno dove rimaniamo fino alle 14:10 percorrendo oltre 100 km. Di strade sterrate e strettissime. Il parco è molto bello, pochissimo frequentato dagli umani, mentre tantissimi sono gli animali sia acquatici che terrestri. Approfittando del tempo bello, di una temperatura mite e della assenza di vento ci concediamo alcune breve escursioni a piedi.
    Come credo di aver già detto la n.37 ha un fondo sterrato molto brutto e……foriamo; ma fortuna vuole che capiti quando arriviamo ad incrociare la 40 (km.82 – 1h 40’) che in questo tratto è asfaltata e lo sarà ancora per circa 60 km.. Il cambio della gomma non da nessun problema anche se richiede 25 minuti durante i quali non passa neppure un auto!!!
    Riprendiamo il viaggio verso Sud, attraverso la steppa patagonica con una vegetazione sempre più piccola, sempre più rada, immersi nel nulla, circondati dall’orizzonte. Sono le 18:00 (km. 95 – 1h 45’) quando arriviamo alla Estancia La Angostura. E’ un tipico ranch costruito al riparo di una bassa collina, contornato da alti alberi, davanti ad una zona palustre letteralmente invasa da animali acquatici. Una vera oasi faunistica in mezzo al deserto. Ci sono anche tanti cavalli che pascolano liberi. Anche in questo caso le camere sono spartane ma dotate di ogni confort. Stavolta ci sono altri ospiti : una coppia di motociclisti tedeschi che è in giro da 16 mesi partendo da Vancouver e percorrendo tutta la dorsale continentale sul Pacifico. Per tranquillità acquistiamo 20 litri di benzina prima di una cena tipicamente locale (eccetto che per un’ ottima pizza servita come antipasto) ottima ed abbondante.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>9° giorno – Martedì 08 Dicembre – ES. LA ANGOSTTURA – EL CHALTEN – Km. 348</u></h3>
    Sveglia presto, colazione continentale ed alle 07:00 partiamo sempre in direzione Sud sulla 40 che rimane sterrata fino a Tres Lagos (km.161 – 3h). Nel frattempo ci siamo avvicinati alla catena delle Ande che diventa man mano sempre più visibile alla nostra destra. Ancora pochi chilometri e deviamo a destra sulla n.23 procedendo verso Ovest. La giornata è bellissima con poche nuvole in cielo. In lontananza appare il Fitz Roy ed udite, udite è privo di nuvole. La “buena suerte” continua ad accompagnarci. Adesso distinguiamo anche il Cerro Torre e scattiamo foto a ripetizione nella fase di avvicinamento. Costeggiamo l’ immenso Lago Viedma ammirando, in lontananza, il fronte dell’ omonimo ghiacciaio che si tuffa nel lago. Alle 11:15 siamo a El Chalten (km.124 – 1h 15’) e per prima cosa andiamo alla ricerca di un gommista che ripari la ruota bucata; operazione che si rivela non semplicissima perché le officine in paese sono due ma, una è chiusa ed il titolare ed unico operaio dell’ altra è a casa febbricitante e raffreddato. Andiamo a trovarlo a casa, capisce la situazione, con calma si veste, apre l’officina e ripara la gomma (ARS 40).
    Più tranquilli andiamo al bel Visitor Centre e, lasciata l’ auto dopo aver fatto provviste di cibo, camminiamo fino al Mirador De Las Aquilas. Una posizione unica con vista spettacolare a distanza ravvicinata del Cerro Fitz Roy , una delle montagne più belle fra le molte che abbiamo visto.
    <i>Il Fitz Roy è detto anche Chaltèn, monte che fuma. Così l’avevano battezzata gli Indios, credendolo un vulcano per via della nebbia che ne avvolge la cima. Alto poco più di tremila metri, il Fitz Roy deve la sua fama d’impossibile alle enormi pareti rocciose spesso ricoperte da lastroni di ghiaccio ed alle proibitive condizioni climatiche. Le stesse condizioni climatiche che fecero dire a Lionel Terray, il mitico alpinista francese che nel febbraio 1952 fu il primo, con 7 compagni, a scalare il Fitz Roy: "È stata l'unica montagna che ha messo alla prova la mia capacità di sopportazione e anche il mio morale”.</i><i></i>
    <i>Chaltèn… Fitz Roy, la montagna dai due nomi. E’ curioso ritrovarsi a pensare quale nome sia più adatto per il colosso di granito che domina di slancio tutta la Patagonia.
    Chaltèn, il monte che fuma, per via di quelle nubi vorticose che avvolgendone spesso la cima si sfilacciano poi veloci nel cielo. Sarebbe questo il vero nome, l’originale dato dagli indios Tehuelche a quella imponente montagna che credevano fosse un vulcano. Ed a pensarci bene è stato un vero peccato che, in piena era coloniale, di sterminio fisico, di odio e di annientamento della tradizione india, al Perito Francisco Moreno sia venuto in mente, purtroppo, di ribattezzare quella magnifica montagna con il nome del capitano della nave inglese Beagle. Sarebbe davvero suggestivo se questo splendido simbolo di pietra dagli infiniti orizzonti potesse ritornare ad essere il Chaltèn degli antichi Tehuelche. Di questi tempi votati al turismo globale, quando si dice Chaltèn balza ormai subito alla mente quel villaggio sorto ai suoi piedi troppo in fretta per questioni politiche, senza regole né buon senso, gran brutto esempio di anarchia urbanistica al limite tra la pampa desolata e gli sterminati ghiacciai, i grandi laghi ed il parco nazionale.</i>
    Mentre stiamo mangiando, con gli occhi pieni di tanto splendore, un’ ombra passa rapida sulle nostre teste: è un magnifico Condor che ci coglie di sorpresa e, quando riusciamo a scattare una foto, è già lontano. Ne vedremo altri nei giorni a seguire ma mai così da vicino. Ammirare il volo del Condor è una esperienza che non si può dimenticare.
    Alle 15:00 recuperiamo l’ auto, traversiamo il paese, che è un agglomerato disordinato di alberghi e negozi di ogni genere, e proseguiamo sullo sterrato fino al Lago Del Deserto (km.30 – 1h 45’). Più del lago dalle invitanti ma fredde acque trasparenti ci ha impressionato il bosco che lo circonda con piante e fiori che sono, per noi, una novità assoluta.
    Facciamo la strada a ritroso fermandoci dopo 23 km. Alla Hosteria El Pilar bellissima costruzione in una ambientazione da favola con vista panoramica sulla parte retrostante il Fitz Roy. Abbiamo atteso il tramonto del sole seduto su una panchina in giardino.
    Camera ben arredata e spaziosa; ottima cena. Da raccomandare.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>10° giorno – Mercoledì 09 Dicembre – EL CHALTEN – EL CALAFATE – Km. 236</u></h3>
    La colazione è in linea con il resto e ci porta via un po’ di tempo ma alle 07:30 partiamo ripercorrendo la n.37 fino alla 40 procedendo poi verso Sud fino ad immetterci nella n.11. Finalmente oggi tutto asfalto e sono le 10:15 quando arriviamo a El Calafate (km.236 –2h 15’). El Calfate, situata nella la baia Rotonda del Lago Argentino, prende il suo nome da un piccolo arbusto tipico della Patagonia australe ed è la porta d´entrata al maestoso mondo dei ghiacciai. La città è il capoluogo urbano del Parco Nazionale “I Ghiacciai”, che fu fondata nel 1927 e ha sperimentato negli ultimi anni una crescita meravigliosa grazie al turismo.Il Calafate è un oasi di pioppi, salici e pini al bordo della steppa patagonica. Il clima è secco, con una temperatura media massima in estate di 19º C e una media minima in inverno di -2º C. La durata del giorno varia secondo l´epoca dell´anno, dato che in estate schiarisce alle 5.30 e incomincia l´imbrunire appena alle 23.00. In inverno, invece, il giorno è piú breve, con soltanto 8 ore di luce.
    In pieno centro è situata la fiera degli Artigiani che riunisce bancarelle d´artigianato argentine e latinoamericane. Fu inaugurato in ottobre del 2000 e fu realizzato integralmente con legni e pietre della zona.
    Breve sosta all’ufficio informazioni per ragguagli circa la strada per il Ghiacciaio Perito Moreno : asfaltata. Li di fronte c’ è il ristorante La Tablita e ne approfittiamo per prenotare per la sera.
    Perdiamo più di un’ ora per cambiare i Pesos Argentini in Pesos Cileni perché a causa di errate informazioni facciamo una lunga coda al Banco di Santa Cruz prima di scoprire che questo tipo di cambio è effettuato solo da Thaler.
    Raggiungiamo quindi il B&B Casa de Grillos accolti molto calorosamente da Marta e Alejandro. La sistemazione è ottima : camera grande, cordialità, te mate e caffè a volontà tutto il giorno, internet gratuito, colazione varia e abbondante ( assaggeremo due marmellate che non ci sono in Italia, quella di Calafate, pianta tipica del Sud della Patagonia simile al mirtillo, ma molto dolce e quella di Grisella, che sarebbe Ribes, buonissima.
    Lasciati i bagagli andiamo prima a Porto Banderas per un sopraluogo in vista del programma di domani e poi al Ghiacciaio Perito Moreno (Km.87 – 1h 25’). Ne abbiamo visti di ghiacciai nel nostro peregrinare per il mondo ma il Perito è unico, troppo bello. Percorriamo tutte le innumerevoli passerelle cogliendo immagini indimenticabili dei diversi “fronti”, scattando tante foto riuscendo a cogliere i momenti salienti di frane in mare della parete ghiacciata con formazione di piccoli iceberg di un azzurro incredibile.
    Dopo tre ore riprendiamo la stada per El Calafate per prenotare le gite che ci eravamo prefissi da fare. Con Fernandez Campbell fissiamo la gita “Todo Glaciares” sul Lago Argentino, mentre grande è la nostra delusione per non poter fare il “Mini Trekking” sul ghiacciaio a causa dell’ età; il limite massimo, indipendentemente dalla forma fisica, è 65 anni e noi lo abbiamo superato.
    A La Tablita mangiamo benissimo spendendo poco e le porzioni sono più che abbondanti.




    <h3 align="left"><u>11° giorno – Giovedì 10 Dicembre – EL CALAFATE – Km. 106</u></h3>
    Disponendo di auto propria l’appuntamento per la crociera è alle 08:30 a Porto Banderas. Usciamo alle 07:40 ed alle 08:15 siamo a pagare ARS 60 a testa per l’ingresso al Parco Nazionale non compreso nel prezzo del tour. Non è compreso neppure il pranzo e ci siamo dotati di box lunch, ma a bordo bevande e biscotti sono a disposizione. La crociera è bella ed offre incontri con grossi iceberg di un azzurro incredibile oltre a panorami inusuali e di rara bellezza. Quando arriviamo alla Laguna Ornelli il cammino è sbarrato da una serie di imponenti iceberg e quindi dobbiamo limitarci ad osservare con il binocolo i ghiacciai Usala e Ornelli. Miglior fortuna l’ abbiamo con il ghiacciaio Spegazzini del possiamo ammirare molto da vicino il fronte che si getta nel lago.

    Per compensare i ghiacciai saltati il capitano ci porta al Perito Moreno e così, dopo averlo visto da terra, ce lo gustiamo anche dal mare.
    La crociera termina alle 16:45 e rientrati a El Calafate ci diamo allo shopping sfrenato. E’ una cittadina turistica con vasto assortimento e buoni prezzi.
    Per cena da Mi Viejo; buono.

    <b><u>12° giorno – Venerdì 11 Dicembre – EL CALAFATE – Km. 155</u></b>
    Oggi andiamo alla scoperta di una zona poco frequentata : il Lago Roca. Fuori dalle rotte del turismo di massa trascorriamo una tranquilla giornata immersi in una natura, contemporaneamente, dolce e selvaggia.
    All’andata usiamo la n.11 mentre per tornare prendiamo la n.15 che è sterrata ma in buoni condizioni ed, essendo a mezza costa, ha una bella vista sul Lago Argentino.
    Rientrati a El calafate facciamo una piacevole passeggiata intorno alla Laguna Nimez.
    A cena da Vaca Ateda : consigliato.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>13° giorno – Sabato 12 Dicembre – EL CALAFATE – TORRES DEL PAINE – Km. 444</u></h3>
    Dopo la solita ottima colazione alle 07:20 siamo in macchina. Il tempo continua ad essere bello. Alle 09:00 arriviamo a La Esperancia (km.169 – 1h 40’) dove facciamo il pieno di carburante proseguendo verso la frontiera con il Cile. Dopo 82 km. Troviamo, con sorpresa, una piccola stazione di servizio non segnalata da nessuno; ovviamente rifacciamo il pieno. Ancora 42 km e lasciamo la mitica 40, dispensatrice di gioie e tormenti, e prendiamo la sterrata per Cancha Carrera, posto di confine argentino che raggiungiamo dopo 6 km. Grande è il numero di funzionari in servizio, poca la voglia di lavorare, tanti i registri sui quali annotare documenti vari. La storia si ripete dopo 9 km. Quando arriviamo a Cerro Castello, dogana cilena, con l’aggravante dell’ispezione minuziosa di tutti i bagagli. Siamo nel bel mezzo delle Ande ed il paesaggio è magnifico.
    Alle 11:20 entriamo in Cile e ci dirigiamo verso la Laguna Azul; che spettacolo le Torres Del Paine anche se parzialmente incappucciate dalle nuvole.. Passiamo dalla bella Cascata Del Rio Paine, andiamo alla Laguna Amara ed alle 14:20 (km.84) siamo all’ ingresso ufficiale del Parco Nazionale Torres Del Paine, dove si paga il biglietto (Pesos 15.000 a testa) e dove i ranger sono a disposizione dei turisti per informazioni. Proseguiamo verso Sud lungo una “carretera” dominata dalla massiccia presenza delle Torres Del Paine che mutano aspetto con il cambiare della prospettiva. La strada è tutta un saliscendi con, alla sinistra, il Lago Sarmiento. Ci fermiamo a Salto Grande (km.21 – 1h 10’) da dove inizia una spettacolare passeggiata di circa 60 minuti per arrivare al Mirador Quernos. Siamo agli antipodi rispetto alla Laguna Azul e le nubi si sono alzate dalla cima delle montagne che, illuminate dal sole, si mostrano nella loro immensa bellezza. Rimaniamo un po’ ad ammirare il paesaggio : siamo su un poggio a strapiombo sul lattiginoso Lago Nordenskjold e di fronte alle Torri. Come dicevamo da ragazzi : cinema!!
    Alle 17:35 rifacciamo la strada percorsa fino all’ ingresso del parco da dove una strada, o meglio un tratturo quasi impraticabile, di 7 km. Porta all’ Hosteria Las Torres dove abbiamo prenotato e che sembrava offrisse una vista sulle Torri mentre rimane in un avvallamento del terreno con panorama non eccezionale.
    Sono le 19:00, ed abbiamo percorso 31 km., quando prendiamo possesso della camera assegnataci : bella certamente ma non molto spaziosa.
    Ottima cena in albergo, passeggiata sotto un cielo ammantato di stelle ed a nanna.
    Dimenticavo di annotare che durante tutta la permanenza in questo Parco siamo stati allietati dalla vista di un numero spropositato di Guanachi che non fuggivano impauriti al nostro apparire ma che ci ignoravano continuando, imperturbabili, nelle loro occupazioni.




    <h3 align="left"><u>14° giorno – Domenica 13 Dicembre – TORRES DEL PAINE – PUNTA ARENAS – Km. 430</u></h3>
    Alle 08:00, già “colazionati”, siamo in macchina e ripercorriamo la strada di ieri fino a Guarderia Pudeto e, proseguendo lungo il Lago Penoè fino alla Sede Amministrativa del Parco sulle rive del Lago Toro (km.27 – 2h ). Deviamo a destra per raggiungere il Lago Grey (km.18 – 40’). Il percorso continua ad offrire spettacoli impagabili ed il tempo aiuta mantenendosi bello. Lasciata la macchina al parcheggio facciamo una passeggiata di 40 minuti per raggiungere il lago e percorrere tutta la sponda Sud. All’inizio si vedono solo alcuni iceberg che galleggiano ma, proseguendo si scorge, in lontananza, il fronte del Ghiacciaio Grey che si tuffa nell’ acqua. E’ un paesaggio unico ed il Lago Grey è il più bello fra i laghi della zona. Alle 11:50 riprendiamo il viaggio verso Sud uscendo dal Parco e proseguendo per Rio Serrano, Ruta 9, per arrivare a Puerto Natales alle 14:50 (km. 109). Pioviggina, la città non offre niente oltre ad una passeggiata a mare con vista di uccelli acquatici e Cigni dal collo nero.
    Facciamo benzina e proseguiamo lasciando lo sterrato per una bella strada asfaltata. Il panorama continua ad essere interessante. Alle 17:40 siamo a Punta Arenas, facciamo benzina ed raggiungiamo l’ Hotel Finis Terrae (km. 256).
    Andiamo a fare due passi per vedere la cittadina e trovare un ristorante. In centro l’animazione è tanta, la città è meglio scordarla ed i ristoranti sono tutti chiusi. Scelta obbligata mangiare in albergo dove ci danno si da mangiare (bene fra l’altro), ma non servono alcolici e ci spiegano che oggi è vietato in quanto giorno di elezioni; ora capiamo anche perché i ristoranti sono chiusi.




    <h3 align="left"><u>15° giorno – Lunedì 14 Dicembre – PUNTA ARENAS – USHUAIA – Km. 638</u></h3>
    Oggi ci aspetta il “tappone dolomitico”, 638 km per raggiungere Ushuaia. Sveglia alle 06:00, colazione ed alle 07:00 siamo già partiti. Risaliamo verso Nord sulla n.9 fino ad incontrare la n.255 (c’è un distributore di benzina in prossimità dell’incrocio) che prendiamo in direzione Est fino a Primera Angostura dove c’è un ferry per traversare lo Stretto di Magellano. Grazie ad un’ ottima strada percorriamo i 173 km in 1h e 40’ ed inoltre abbiamo la fortuna di prendere il traghetto che avrebbe dovuto partire alle 08:30 (il primo della mattinata) e che è in leggero ritardo.
    Il cielo è coperto ma non fa freddo e soprattutto non tira vento. Per la prima volta nel corso di questo viaggio avremo un’ora di pioggerellina sottile.
    La traversata dura 20 minuti; sbarchiamo a Puerto Esplora e proseguiamo verso Sud sulla n. 257 fino a Cerro Sombrero (km38 – 25’). Non manca un’ episodio da brivido: un camion che procede in senso contrario, senza nessun motivo invade la nostra corsia e, per scansarlo, usciamo dalla carreggiata asfaltata e fortuna vuole che in quel punto vi sia un ampio sterrato che consente una manovra di rientro.
    Da Cerro Sombrero ricomincia lo sterrato fino alla frontiera cilena di San Sebastian (km.110 – 2h 10’). Nessun problema in uscita, poi terra di nessuno per 14 km. Fino alla frontiera argentina di……San Sebastian. Un grosso cartello avverte che non è permessa l’ introduzione di generi alimentari per cui, anche se sono le12:00 facciamo un picnic su un prato in pieno sole, onde evitare intoppi con i doganieri.
    Subito dopo la frontiera c’ è un distributore di carburante e ne approfittiamo per fare il pieno. La strada torna asfaltata e proseguiamo verso Sud sulla n.3 fino a Tolhuin (km.197 -2h 10’) sulle rive del Lago Fagnano dove ci fermiamo sia per vedere il lago che per sgranchirci le gambe. L’ aria è frizzante, nonostante il sole, ed il paesaggio ameno. Da qui la strada inizia a salire ed, al Passo Garibaldi (450 m.s.l.m.) troviamo la neve. Bel panorama : siamo a strapiombo su un piccolo lago azzurro (Lago Escondido) ed in lontananza il Lago Fagnano circondato da una foresta di Faggi Australi. Scendiamo ripidi tornanti ed alle 17:00 eccoci a Ushuaia (km.105 – 1h 40’). E’ andata molto, molto bene.
    <i>Ushuaia (30000 abitanti), il cui nome è di origine yahgan e significa "baia che penetra a ovest", oltre ad essere la capitale della Terra del Fuoco, dell'Antardide Argentino e delle Isole dell'Atlantico Sud, è anche la città più australe del mondo: 54° e 46' di latitudine sud.
    È situata ai piedi dei monti Martiales, sopra la costa settentrionale dell'omonima baia sul canale di Beagle; a sud il paesaggio è chiuso dalle agresti montagne delle isole cilene di Navarino e Hoste. Le principali fonti di reddito degli abitanti sono l'impiego nella pubblica amministrazione, il lavoro presso le numerose industrie elettroniche di assemblaggio e recentemente le attività legate al settore del turismo.La crescita vertiginosa che ha investito la città negli ultimi anni ha dato origine a uno sviluppo urbanistico disordinato e alla nascita di nuovi quartieri decisamente poco aggraziati che in verità non stonano con lo stile di città di frontiera che permea Ushuaia; un'impressione che trova conferma passeggiando per l'Avenida San Martin, la via principale parallela al canale di Beagle, dove le vetrine dei negozi espongono articoli di importazione duty free, ma soprattutto tabacchi e liquori. </i>
    <i>La zona dove oggi sorge Ushuaia era il centro della regione occupata dagli Yahgan e si possono ancora distinguere tracce della loro passata presenza: i pozzi circolari visibili giungendo a Ushuaia in aereo o i monticoli formati dalle conchiglie vuote dei molluschi, che gli indigeni mangiavano in grandi quantità, diffusi un po' ovunque nei dintorni.
    La fondazione ufficiale di Ushuaia risale alla spedizione del comandante A. Lasserre che vi stabilì la prefettura nel 1884. Il vescovo Stirling, primo uomo bianco che visse nella Terra del Fuoco, nel 1869 rimase accampato per sei mesi sulla costa meridionale di Ushuaia. Nel 1870 Thomas Bridges creò, sempre nello stesso luogo, una missione anglicana e con la moglie Mary e la figlioletta di un anno fu il primo bianco residente, seguito da John e Clara Lawrence nel 1873. Thomas Bridges fu il vero "padre" della Terra del Fuoco: apprese l'idioma yahgan, di cui compilò un preziosissimo dizionario, tradusse parti della Bibbia nella lingua locale, esplorò i canali a bordo della lancia "Leeloom" e cercò di rendere più sicura la vita dei bianchi coltivando rapporti di amicizia con gli indigeni, di cui comunque fu sempre strenuo difensore.
    La missione Anglicana fu attiva sino al 1907 e numerose famiglie continuarono ad abitarla fino al 1948, quando l'armata argentina ne prese possesso; attualmente tutta l'area è interdetta al pubblico. Sul luogo dove sorgeva Casa Stirling, abitazione dei primi missionari, è stato eretto un monumento commemorativo.Elemento determinante nello sviluppo della città fu la creazione del carcere, poiché la vita e il lavoro degli abitanti erano strettamente intrecciati con la presenza e i compiti dei prigionieri che, d'altra parte, contribuivano fattivamente con le loro fatiche alla costruzione della città. Essi erano addetti alla raccolta della legna anche per la comunità e alla costruzione di edifici, come il carcere, eretto nel 1902, e la casa che attualmente ospita il Museo territoriale: quotidianamente venivano trasportati ai posti di lavoro con un trenino che attraversava la città lungo il percorso dell'odierna Avenida Maipù. All'interno della prigione, inoltre, si dedicavano alla fabbricazione di mobili e oggetti di arredamento e alla confezione di vestiti</i>.<i></i>
    <i>Nel Museo del Fin del Mundo sono esposti vari documenti e testimonianze sulla vita della colonia penale e sull'attività dei carcerati. La prigione venne definitivamente chiusa nel 1974, ma uno dei padiglioni è ancora conservato allo stato originale e si può visitare all'interno della base navale Almirante Berisso.</i>
    Troviamo facilmente la Posada Del Fin Del Mundo situata molto vicino al centro. Non si presenta male ma sorge subito un problema nel bagno della camera assegnataci : la doccia non funziona. Ci cambiano di camera; nuovo problema : un fischio intermittente pare provenire dal dispositivo per segnalare un incendio. Risolvono il problema con un semplice cambio di pile. Finalmente sistemati andiamo a dare un’ occhiata alla cittadina. Molto sviluppata grazie al turismo non ha niente di particolare da offrire se non un’ atmosfera rilassata e nel contempo viva con tanti negozi e ristoranti.
    A cena da Chicho’s dove assaggio la “centolla” : buonissima. Ottimo rapporto qualità/prezzo.




    <h3 align="left"><u>16° giorno – Martedì 15 Dicembre – USHUAIA – Km. 139</u></h3>
    Dobbiamo cambiare camera ma allo spostamento dei bagagli penserà il personale della posada. La colazione, in un’ ampia sala soleggiata con vista sul porto, è superiore alla media; dimenticavo, te, mate, caffè con biscotti a disposizione tutto il giorno e gratuito anche l’ uso di internet.
    Visto che il tempo non è male, anche se un po’ coperto, decidiamo di fare subito la classica crociera nel Canale di Beagle avendo un voucher da utilizzare a nostro piacimento con Catamaranes Canoero. Partenza alle 09:30, si passa vicino a L’ Isla de los Pajaros, paradiso di uccelli marini, all’ Isla de los Lobos, piena di Leoni Marini, si circumnaviga il Faro Les Eclaireurs dove nidificano i Cormorani Imperiali, che si scambiano facilmente per Pinguini avendo gli stessi colori e le stesse dimensioni. E’ previsto un breve, ma interessantissimo, trekking sull’ Isla Bridges alla scoperta della flora locale. Organizzazione perfetta.
    Tornati in porto recuperiamo l’ auto per andare alla scoperta del Parco Nazionale Della Terra Del Fuoco. Percorriamo la n.3 fino ad un cartello che ci informa che siamo arrivati alla fine della strada : siamo a Bahia Lapataia. Breve trekking al Mirador Lapataia a seguire atro trekking Del Turbal+Castorera; il primo è bello mentre gli altri non offrono molto. E’ superfluo dire che non vediamo i Castori mentre notiamo un numero impressionante di Conigli. Visitiamo anche Laguna Negra con le sue torbiere colorate ed il Lago Roca, poi andiamo a Bahia Ensenada, bellissima insenatura con al largo l’ Isla Redonda; percorriamo, sia pur parzialmente, il o la Senda Costera, un sentiero non facilissimo, ma molto bello, che segue la costa frastagliata offrendo scorci panoramici interessanti. Si attraversa un bosco di Guindo che arriva fin sul mare.
    E’ giunto il momento dello shopping e notiamo che i prezzi sono più cari che in altre città ma ciò è giustificato dal fatto che qui siamo “alla fine del mondo”. Fanno molta leva su questo concetto. Annullo speciale sul passaporto presso Ufficio del Turismo
    Ottima cena da Volver dove assaggiamo la buonissima birra prodotta a Ushuaia.

    <b><u>17° giorno – Mercoledì 16 Dicembre – USHUAIA – Km. 61</u></b>
    Altra bella giornata, anzi oggi è meglio di ieri ed il vento continua ad essere moderato.
    Nuovo spostamento di camera : tre camere diverse per tre notti nello stesso albergo, probabilmente è un record.
    Dato che abbiamo visto il panorama dal mare e da terra non ci rimane che vederlo dall’ alto e pertanto andiamo, in auto ai piedi del Ghiacciaio Martial, a 7 km. Dal centro. Da qui una “areosillas” (seggiovia) a due posti sale fino a 585 metri s.l.d.m.. Siamo in altura e quasi tutti i sentieri sono chiusi per troppa neve. Saliamo fino a 750 metri camminando in parte sull’ erba ma in massima parte sulla neve; menomale che siamo attrezzati per tutte le evenienze. Da quassù si gode un’ ottima vista del Canale di Beagle con tutte le isole.
    Ritornando in città ci fermiamo in aeroporto per prenderne visione in previsione della partenza di domani. Poi passeggiamo per il centro e cerchiamo di comprare semi di Lupinos (fiori coloratissimi che avevamo trovato anche alle Torres Del Paine) ma non ce lo consentono dicendo che detti semi devono essere piantati all’ inizio dell’ inverno per fiorire a primavera ma hanno assolutamente bisogno di molto, molto freddo e quindi, alle nostre temperature, non sarebbero mai fioriti.
    Alle 17:30 partiamo per l’ ultima escursione : la Castorera di Valle Hermoso. A 25 km. Da Ushuaia, sulla n.3 c’ è una posada che organizza una visita guidata, che parte alle 18:30, per vedere i Castori nel loro ambiente naturale, o meglio sarebbe dire nell’ ambiente che hanno rivoluzionato per le loro esigenze, dopo essere stati trasferiti quaggiù dal Canada.
    Si è trattato di un errore clamoroso in quanto i Castori hanno creato un sacco di problemi al territorio ma ormai è tardi per rimediare essendosi moltiplicati in maniera impressionante in assenza di nemici naturali. Noi in Canada non li avevamo visti mentre qui ce li siamo goduti per un paio d’ore. Eravamo un gruppo di solo sei persone e, seguendo la guida, abbiamo potuto vedere, molto da vicino, una famiglia di castori durante il pasto serale rigorosamente in acqua. Adorabili.
    Siamo rientrati alle 21:30 in città andando a cena da La Casa De Los Mariscos. Mi spiace ripetermi ma : ottimo e abbondante.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>18° giorno – Gioved’ 17 Dicembre – USHUAIA – BUENOS AIRES</u></h3>
    Preparate le valige andiamo in centro, visitiamo il mercato artigianale, passeggiamo sul porto. Recuperiamo auto e bagagli ed alle 11:30 siamo in aeroporto. Ci incontriamo con un incaricato della Dubrovnik Rent A Car al quale riconsegniamo l’ auto, sporca ma senza ammaccature, con la quale abbiamo percorso 5.323 km..
    Dopo il check-in paghiamo la tassa d’ imbarco di ARS 25 ed accediamo all’ area partenze dove attendiamo l’imbarco sul volo AEROLINAS ARGENTINAS (AR) 2849 diretto per BUENOS AIRES alle ore 14.05. (Aeromobile: Boeing MD 88– Posti assegnati in classe turistica: 7° e 7b – Tempo di volo: 3h28 minuti).
    La rotta è sul mare per cui niente panorama.
    Arriviamo in perfetto orario alle 17:40 all’ Aeroporto J. NEWBERY di BUENOS AIRES e, preso un radiotaxi ci facciamo portare all’ Hotel Frossard prenotato per due notti con trattamento di pernottamento e prima colazione. La posizione è perfetta, nel Microcentro, a due passi dalle vie pedonali di Florida e Lavalle, mentre il resto lascia un po’ a desiderare : colazione misera in una stanza disadorna e triste, mobili traballanti; ma l’ aria condizionata funziona, il bagno anche, la stanza è grande con due bei letti e tutto è pulito. Dal punto di vista sicurezza c’ è il portiere tutta la notte.
    Uscendo dall’ albergo per fare un giro nella zona pedonale, che risulterà molto piacevole piena di vita e di allegria, notiamo un particolare che evidenzia la grande miseria di una parte degli abitanti di questa metropoli e che fa stringere il cuore : la raccolta differenziata dei rifiuti ad opera di bambini e giovani che aprono i sacchi della spazzatura, lasciati nei punti di raccolta, per recuperare generi alimentari e materiale da riciclare quali lattine e bottiglie di plastica.
    All’ angolo fra Lavalle e Florida assistiamo ad uno spettacolo di Tango. Indubbiamente interessante ma troppo lontano dalla nostra cultura per apprezzarlo oltre il lato folcloristico.
    I negozi stanno chiudendo mentre venditori ambulanti stendono a terra la loro merce massimamente frutto di lavoro artigianale.
    A cena in Lavalle 735 da El Palacio De La Papa Frita; si tratta di un antico ristorante, molto grande e che ha visto tempi migliori, ma si mangia veramente bene con una spesa modestissima.




    <h3 align="left"><u>19° giorno – Venerdì 18 Dicembre – BUENOS AIRES</u></h3>
    Abbiamo appuntamento in albergo alle 09:30 con Mimma, una impiegata della Delapaz Tur che ci farà da guida in un giro alla scoperta dei vari quartieri di Buenos Aires. Arriva puntualissima con auto ed autista e partiamo per un tour di oltre tre ore. Facciamo anche tre soste, una in Plaza de Mayo con visita alla Catedral Metropolitana ed assistiamo al cambio della guardia alla tomba del “Libertador” generale Josè De San Martin, eroe nazionale amatissimo da tutti gli argentini. Altra fermata al Cementerio De La Recoleta, cimitero monumentale molto interessante che ospita le tombe dei personaggi più importanti del paese fra i quali, quella modesta, dell’ amatissima Evita Peron. Ultima fermata nel quartiere malfamato de La Boca. Qui si può venire fino alle 17:00, ora in cui la polizia si ritira dalle tre o quattro strade turistiche ( fra le quali la coloratissima Caminito) presidiate durante il giorno e che sono un susseguirsi di negozi, bar, ristoranti che per intrattenere i numerosi turisti, ricostruiscono un’ atmosfera primi ‘900. Grossa delusione è la mitica “La Bomboniera” , sede del Boca Juniores; mi sarei aspettato qualcosa di molto più imponente mentre è un piccolo e brutto stadio di periferia.
    Nel complesso si tratta indubbiamente di una bella città che ha avuto momenti di grande splendore e che, attualmente, cerca di mantenersi al passo ( vedi ristrutturazione di Puerto Madero) con molte difficoltà.
    In pomeriggio visitiamo il Microcentro percorrendo tutto l’ itinerario a piedi proposta dalla Lonely Planet. Stancante ma esauriente.
    Prima di rientrare ci fermiamo negli uffici della Delapaz Tur, che dista duecento metri dal nostro albergo, per salutare la Sig.ra Adriana e discutere con lei circa un programma per visitare, in un futuro prossimo, l’ Argentina del Nord.
    Uscendo per cena ci fermiamo a vedere un altro spettacolo di Tango, in strada, e poi andiamo in Lavalle 746 al ristorante Los Immortales. Consigliato.
    Dopo cena passeggiamo tranquillamente perché in strada c’ è tanta gente.




    <h3 align="left"><u>20° giorno – Sabato 19 Dicembre – BUENOS AIRES – ROMA</u></h3>
    Tramite l’ albergo abbiamo prenotato per le 11:30 un taxi per l’ aeroporto e quindi usufruiamo del tempo che ci rimane per un altro giro a piedi. Oggi è Sabato e si può visitare la Casa Rosada, a gruppi e guidati da un gendarme in alta uniforme ; l’ ambiente è così triste e deprimente che, giunti al secondo piano, ci stacchiamo dal gruppo per affacciarci allo storico balcone dal quale illustri personaggi del passato arringavano la folla e dal quale Maratona mostrò agli argentini ed al mondo la Coppa del Mondo di calcio. Riguadagniamo l’uscita senza essere arrestati e proseguiamo il giro rientrando in albergo.
    Il tassista si chiama Carlos H. Suarez e si vanta di avere origini napoletane ed in un italiano colorito parla a raffica per tutti i cinquanta minuti che impieghiamo per raggiungere l’aeroporto Pistarini. Evitiamo l’ abbraccio ed alle 12:30 siamo in coda al banco accettazione del volo di linea ALITALIA (AZ) 681 diretto per ROMA alle ore 15:25 (Aeromobile: Boeing 777– Posti assegnati in classe turistica: 38D e 38G – Tempo di volo: 12h55 minuti). Presentiamo il biglietto elettronico e ritiriamo le carte d’imbarco relative ai voli BUENOS AIRES / ROMA e ROMA / PISA spedendo il bagaglio direttamente a Pisa. Mentre siamo in attesa del volo scoppia un grosso temporale ed il sistema elettronico va in tilt e…partiremo con due ore di ritardo.
    L’ aereo è pieno ma fortuna vuole che uno dei pochi posti liberi sia fra i nostri due. Il vitto è orrendo come all’andata ma stavolta il sistema di intrattenimento funziona e ci vediamo “Pelham 1-2-3 : ostaggi” con Denzel Washington. Molto bello.
    Prendiamo le solite “15 goccine” e ci addormentiamo beati. Alle 4 del mattino( ora a destinazione) si accendono le luci e ci svegliano per darci colazione. PURA PAZZIA ed alle nostre rimostranze un assistente di volo si dice perfettamente d’accordo con noi ma queste sono le disposizioni del capo equipaggio.
    Terminato il servizio rispendono le luci e fortunatamente riusciamo a prendere sonno per essere definitivamente svegliati alle 06:00 con un’ altra assurdità : ci servono uno snak.



    <h3 align="left"><u> </u></h3>

    <h3 align="left"><u>21° giorno – Domenico 20 Dicembre – ROMA - PISA </u></h3>
    Arriviamo a ROMA FIUMICINO – TERMINAL 3 con oltre un’ ora di ritardo ed inizia la corsa affannosa per raggiungere il Terminal 1nel tentativo di non perdere il volo di linea ALITALIA (AZ) 1663 diretto per PISA alle ore 09.40. (Aeromobile: Embraer 170 – Tempo di volo: 1h05 minuti – Volo operato da Alitalia Express).
    Arriviamo alla mitica “Uscita 22” che sono le 09:20 e scopriamo sia che la partenza è ritardata di una ora sia che ci avevano cancellati dalla lista passeggeri!!! C’ è posto e quindi tutto si risolve felicemente.
    Il volo non ha storia ma appena entrati nella zona del ritiro bagagli vado direttamente a prendere il “numerino” all’ ufficio “Bagagli Smarriti” ed infatti le nostre valige non arrivano, come quelle di altri passeggeri, ma sarò il primo a fare la denuncia di smarrimento.
    Usciamo dall’ aerostazione ed andiamo a prendere l’ autobus. Alle 13:30 siamo a casa.

    P.S. – L’indomani mattina ci telefonano che le valige sono arrivate ed, in pomeriggio, andiamo in aeroporto a ritirarle e qui oltre il danno la beffa : dobbiamo per forza passare l’ispezione doganale che rileva la presenza di una decina di conchiglie che vorrebbero confiscarci; piangiamo un po’ dicendo anche che non sapevamo che era proibito portarle in Italia da un paese che non impedisce di asportarle, e, quale regalo natalizio ce le lasciano.

    Stefano04
    <i> </i>
    <i>“Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta”</i><i> </i>
    <i> </i>Gabriel Garzia Marquez
    <b><u> </u></b>
    <b><u> </u></b>
    <b><u> </u></b>
    <b><u>RIEPILOGO VOLI PRENOTATI </u></b>
    <b><u> </u></b>
    30 NOVEMBRE PISA – ROMA AZ 1664 11.20-12.15
    30 NOVEMBRE ROMA – BUENOS AIRES AZ 680 21.50-07.50
    01 DICEMBRE BUENOS AIRES – TRELEW AR 2810 16.35-18.35
    17 DICEMBRE USHUAIA – BUENOS AIRES AR 2849 14.05-17.33
    19 DICEMBRE BUENOS AIRES – ROMA AZ 681 15.25-07.20
    20 DICEMBRE ROMA – PISA AZ 1663 09.40-10.45

    <b><u>RIEPILOGO HOTELS PRENOTATI</u></b>
    01 – 02 DICEMBRE: PUERTO PIRAMIDES
    LAS RESTINGAS
    Primera Bajada Al Mar
    Puerto Piramides
    Penisola Valdes, Chubut
    Tel. 0054 – 02965 – 495 101
    <a href="mailto:info@lasrestingas.com" target="_blank" rel="nofollow"><u>info@lasrestingas.com</u></a>
    <a href="http://www.lasrestringas.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.lasrestringas.com</u></a>

    02 – 03 DICEMBRE: PENSOLA VALDES
    ESTANCIA LA ELVIRA
    Caleta Valdes
    Ufficio prenotazioni: Av. Hipolito Yrigoyen 257 (9120) - Puerto Madryn
    Phone: (+54) (02965) 474248
    Cell. (02965) 15698709 / Hotel: (02965) 15669153
    <a href="http://www.laelviracom/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.laelviracom</u></a>

    03 – 04 DICEMBRE: TRELEW <b><u></u></b>
    LIBERTADOR
    Rivadavia, 31
    Trelew, Chubut
    Tel. 02965 – 420 220
    <a href="mailto:Hotel_libertador@speedy.com.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>Hotel_libertador@speedy.com.ar</u></a>
    <a href="http://www.hotellibertadortw.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.hotellibertadortw.com</u></a>

    04 – 05 DICEMBRE: COMODORO RIVADAVIA
    AUSTRAL EXPRESS
    Moreno 725
    Comodoro Rivadavia
    Chubut
    Tel. 0054 – 297 – 447 22 00
    <a href="mailto:info@australhotel.com.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>info@australhotel.com.ar</u></a>
    <a href="http://www.australhotel.com.ar/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.australhotel.com.ar</u></a>
    05 – 06 DICEMBRE
    ESTANCIA LOS TOLDOS
    <a href="http://www.estanciasdesantacruz.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.estanciasdesantacruz.com</u></a>

    06 – 07 DICEMBRE
    ESTANCIA MENELIK
    <a href="http://www.estanciasdesantacruz.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.estanciasdesantacruz.com</u></a>

    07 – 08 DICEMBRE
    ESTANCIA LA ANGOSTURA
    <a href="http://www.estanciasdesantacruz.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.estanciasdesantacruz.com</u></a>

    08 – 09 DICEMBRE: EL CHALTEN
    HOSTERIA EL PILAR
    Ruta Provincial 23, km. 17
    El Chalten
    Santa Cruz
    Tel. 0054 – 11 – 5031 0755
    <a href="mailto:info@hosteriaelpilar.com.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>info@hosteriaelpilar.com.ar</u></a>
    <a href="http://www.hosteriaelpilar.com.ar/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.hosteriaelpilar.com.ar</u></a>

    09 – 12 DICEMBRE : EL CALAFATE
    CASA DE GRILLOS
    Los Condores Str. 1215
    El Calafate
    Santa Cruz
    Tel./Fax. 0054 – 2902 – 491160
    <a href="mailto:info@casadegrillos.com.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>info@casadegrillos.com.ar</u></a>
    <a href="http://www.casadegrillos.com.ar/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.casadegrillos.com.ar</u></a>

    12 – 13 DICEMBRE: PARQUE NACIONAL TORRES DEL PAINE
    LAS TORRES
    Parque Nacional Torred del Paine
    Tel. 0056 – 61 – 360364 – 360 365
    <a href="mailto:info@lastorres.com" target="_blank" rel="nofollow"><u>info@lastorres.com</u></a>
    <a href="http://www.lastorres.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.lastorres.com</u></a>

    13 – 14 DICEMBRE: PUNTA ARENAS
    FINES TERRAE
    Avida Colon, 766
    Punta Arenas
    Tel. 0056 – 61 – 209 100
    <a href="mailto:reservas@hotelfinisterrae.cl" target="_blank" rel="nofollow"><u>reservas@hotelfinisterrae.cl</u></a>
    <a href="http://www.hotelfinisterrae.com/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.hotelfinisterrae.com</u></a>

    14 – 17 DICEMBRE : USHUAIA
    LA POSADA DEL FIN DEL MONDO
    Rivadavia y Gob. Valdez
    Ushuaia - Tietta Del Fuego
    Tel. 0054 -2901-434847
    Fax. 0054 – 2901-424755
    <a href="mailto:ana@posadafindelmundo.com.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>ana@posadafindelmundo.com.ar</u></a>
    <a href="http://www.posadafindelmundo.com.ar/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.posadafindelmundo.com.ar</u></a>

    17 – 19 DICEMBRE : BUENOS AIRES
    HOTEL FROSSARD
    Tucuman 686 – Microcentro
    Buenos Aires
    Tel./Fax. 0054 – 11-4322-1811
    <a href="mailto:info@hotelfrossard.com.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>info@hotelfrossard.com.ar</u></a>
    <a href="http://www.hotelfrossard.com.ar/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.hotelfrossard.com.ar</u></a>

    <b><u> </u></b>
    <b><u>AGENZIA ITALIANA</u></b>
    OASI AGENZIA VIAGGI srl
    Sir.ra Rita
    Via Francesco Carrara, 14
    55100 – LUCCA - ITALY
    Tel. 0039 0583 496482
    Fax. 0039 0583 48297
    <a href="mailto:oasislu@tin.it" target="_blank" rel="nofollow"><u>oasislu@tin.it</u></a>

    <b> </b>
    <b>A R G E N T I N A</b>
    <strong><u>AMBASCIATA D'ITALIA A BUENOS AIRES</u></strong><b>
    </b>Calle Billinghurst, 2577
    1425 Buenos Aires
    tel. 005411 40112100 fax 005411 40112159
    Fuori dell'orario d'ufficio: cellulare 0054 9 11 51134530
    <strong><u>CONSOLATO GENERALE D'ITALIA BUENOS AIRES</u> </strong><b>
    </b>Reconquista 572
    1003 Buenos Aires
    Tel. 005411 41144800 Fax 41144799
    Fuori dell'orario d'ufficio: cellulare 0054 9 11 45305629
    Sito web: <a href="http://www.consbuenosaires.esteri.it/" target="_blank" rel="nofollow"><u>www.consbuenosaires.esteri.it</u></a>
    E-mail: <a href="mailto:segreteriacg.buenosaires@esteri.it" target="_blank" rel="nofollow"><u>segreteriacg.buenosaires@esteri.it</u></a>
    <b><u>POLIZIA</u></b> : TEL. 800 999 5000 oppure Tel. 101 (servizio 24h solo in inglese)
    <b><u>PRONTO SOCCORSO MEDICO</u></b> : Tel. 107
    <b><u>SOCCORSO STRADALE</u></b> : Tel. 0800 777 2894
    <b><u>COMMISSARIATO DEL TURISTA</u></b> : Av. Corrientes 436 – Buenos Aires – Tel. : 4346 5748 Tel. : 4328 2135 - <a href="mailto:turista@policiafederal.gov.ar" target="_blank" rel="nofollow"><u>turista@policiafederal.gov.ar</u></a>

    <b> </b>
    <b> </b>
    <b>C I L E</b>
    <strong><u>AMBASCIATA D'ITALIA A SANTIAGO</u></strong>
    Calle Clemente Fabres, 1050 - Providencia
    Santiago, Cile
    Tel.: +562 4708400/49 Fax: 2232467 E-mail: <a href="mailto:info.santiago@esteri.it" target="_blank" rel="nofollow"><u>info.santiago@esteri.it</u></a> cellulare emergenza: 0056 978098998
    <strong><u>VICE CONSOLATO ONORARIO PUNTA ARENAS</u></strong>
    Vice Console Onorario Hector Stefani
    21 de Mayo, 1577
    Tel: 00 56 61 614107 Fax: 00 56 61 614108
    <b><u>AUTOMOVIL CLUB DE CHILE (ACCHI)</u></b>
    Avenida Andres Bello n. 1863
    Providencia Santiago
    Tel. 0056 2 431 1000/ 0056 2 212 5702 Fax. 0056 2 431 1162
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