1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 20/4/2010 11:01

    Il nostro indimenticabile viaggio è iniziato il 21 Marzo, da Johannesbourg, la “città dell’oro”.

    Ad accoglierci abbiamo trovato un aeroporto estremamente chic e moderno, rinnovato di recente in occasione dei mondiali di calcio. La popolazione sudafricana attende questo evento con ansia, e sebbene gli stadi e le altre infrastrutture create o restaurate per la coppa del mondo si inseriscano spesso in un contesto del tutto diverso da quello cui noi siamo abituati (lontani da centri abitati, talvolta proprio in mezzo al nulla), ovunque, anche nei paesini più isolati e sperduti, si attende il calcio d’inizio con emozione. Come è naturale e come ci è stato confermato dalla guida che ci ha accompagnato il primo giorno nel nostro Tour per la Township di Johannesbourg, Soweto, molti sudafricani confidano in questo evento di risonanza mondiale per vedere aumentato il numero di turisti, e quindi di guadagni, nel loro Paese.

    Non eravamo molto convinti di voler fare un giro guidato per la township: “pagare qualcuno per vedere la gente che vive nelle baracche”, pensavamo,”è come considerarli un’attrazione turistica”…ci sembrava ingiusto da un punto di vista morale…ma col senno di poi siamo felicissimi di averlo fatto: entrare per un giorno nella vita degli abitanti di Soweto (nelle loro case, tra le loro strade, nei loro bazar) e sentire raccontare dal vivo la loro storia, la loro cultura, percepire il senso di comunità e di orgoglio che sono alla base della loro mentalità, è stato per noi molto importante per entrare in contatto con aspetti del popolo africano che altrimenti non avremmo potuto conoscere e capire. Girare per la township soli non è consigliabile ma con una guida locale non vi sentirete mai in pericolo o visti come degli intrusi, anzi troverete solo dei volti sorridenti ad accogliervi per le strade. Tour ben organizzati e a buon prezzo li potete trovare al sito “www.tasteofafrica.co.za”. Purtroppo noi ci siamo stati di lunedì, giorno in cui tutti i musei nazionali sono chiusi, ma a quanto dicono tutti l’Apartheid Museum è qualcosa d’imperdibile per quanti facciano tappa a Soweto e vogliano capire la lunga strada che ha portato all’abolizione delle leggi sull’Apartheid.

    I primi due giorni abbiamo pernottato presso il “Brown Sugar Backpackers” (www.brownsugarbackpackers.com), economico ed accogliente. E’ un po’ fuori dal centro ma vi viene offerto anche di esser prelevati all’aeroporto/stazione ferroviaria al vostro arrivo. Questo, come la maggior parte degli altri posti dove abbiamo dormito nei giorni successivi, è segnalato all’interno dei due libricini che potrete trovare ovunque nelle reception degli ostelli in sudafrica: “coast to coast” e “alternative route”. Grazie ad essi potrete prenotare con facilità i vostri pernottamenti anche con solo qualche giorno di preavviso e senza mai rimanerne delusi. I cosiddetti Backpackers (ostelli) sono la soluzione più economica per alloggiare in Sudafrica, e loro dettagliate descrizioni possono essere trovate anche nel sito www.hostelworld.com o nella insostituibile guida “Lonely Planet”. Vengono offerte diverse opportunità di alloggio, in camerata così come in doppia, e sono un ottima occasione per entrare in contatto con altri viaggiatori da tutto il mondo e scambiare con loro esperienze e consigli! In quasi tutti gli ostelli vi viene data anche la possibilità di cucinare la carne al fuoco (“braai” in afrikans), che è quello che ai sudafricani più piace fare. Quasi ovunque potrete trovare supermercati forniti di tutto, dove comprare carne di ottima qualità a prezzi economici (tipici e gustosi sono i “boerwurst”), e l’ostello vi mette a disposizione il suo fuoco, griglia, strumenti per il barbecue.

    All’aeroporto di Johannesbourg abbiamo prelevato l’auto che avevamo prenotato attraverso il sito www.billigermietwagen.de, che è in lingua tedesca, ma che offre prezzi di noleggio decisamente molto più convenienti rispetto alle altre aziende. In ogni caso, indipendentemente dall’azienda di noleggio cui vi rivolgiate, non dimenticate di segnalare la vostra intenzione di oltrepassare i confini sudafricani qualora intendiate farlo (nel nostro caso avevamo comunicato che volevamo andare per due giorni in Swaziland e ci è stato consegnato un documento da presentare alla frontiera). All’inizio sarà un po’ difficile abituarsi alla guida a sinistra, ma dopo un po’ di pratica ci si abitua senza problemi, non temete. La benzina è in Sudafrica molto economica (al momento circa 80 cent/L) quindi l’auto è la soluzione più conveniente da più punti di vista.

    Da Johannesbourg ci siamo quindi diretti alla volta dello Swaziland (se programmate di arrivarci nel pomeriggio/serata assicuratevi che il punto di frontiera che volete attraversare sia aperto: alcune postazioni sono aperte fino alle 16, altre fino alle 18 o alle 22), dove abbiamo raggiunto il “Sondzela Backpackers “, che si trova all’interno della fantastica riserva naturale “Mlilwane”. Trascorrere del tempo alla scoperta di questa riserva è d’obbligo: oltre a innumerevoli specie di uccelli potrete vedere zebre, coccodrilli, ippopotami, mpala, cinghiali in grandi quantità…la natura lì è davvero qualcosa di indimenticabile. Per chi fosse interessato all’interno della riserva si trovano anche una lodge molto chic dove poter pernottare, così come un ristorante molto carino.

    Nello Swaziland abbiamo vissuto qualcosa di estremamente particolare ed emozionante: un vero e proprio safari guidato durato 24 ore. Noi abbiamo optato per l’opzione che prevedeva di essere prelevati al punto di incontro alle ore 16 e che ci ha riportato nello stesso punto alle 16 del giorno dopo. Le nostre 24 ore sono state organizzate nel modo seguente: tour in jeep di due ore all’interno della riserva (che già ci ha permesso di avere una bella idea di quello che si trovava al suo interno: giraffe, elefanti, rinoceronti bianchi e neri, bufali, cinghiali,…), cena estremamente curata e sfiziosa, pernottamento in un romanticissimo cottage dal tetto di paglia e con pareti di pietra di altezza di un metro (di modo che la sensazione era proprio quella di dormire nella natura, coccolati dai suoi odori e rumori), senza elettricità ma illuminato da torce e dotato di ogni comfort; un secondo tour in jeep scoperta all’alba per vedere la savana immersa in una luce particolare e vedere molti degli animali che poi per il caldo si nascondono durante il giorno; colazione con abbondante buffet; passeggiata di due ore per poter vedere gli animali ancora più da vicino; pranzo ed ultimo tour in jeep scoperta. Ad accompagnarci in tutto questo è stato un giovane ranger, assolutamente simpatico e competente, che ci ha guidato alla scoperta dell’incredibile linguaggio degli animali attraverso la “lettura” delle loro impronte sul suolo, dei loro escrementi, delle foglie strappate dagli alberi…è stata un’esperienza a dir poco indimenticabile, qualcosa di molto intimo ma allo stesso tempo avventuroso. Nel nostro caso si è trattato di un safari un po’ particolare e anche un po’ costoso (nel sito www.biggameparks.org troverete ogni informazione e foto al riguardo) ma se siete interessati a farne uno ve ne sono anche di più economici. Cercare di vedere gli animali da soli e magari anche riuscirci, è una gioia altrettanto bella e dà una certa soddisfazione, ma l’accompagnamento da parte di un esperto vi permette di conoscere più a fondo questo mondo naturale, così sconosciuto per noi europei. In ogni caso, comunque voi decidiate di fare il safari, sarà opportuno munirvi di binocolo!

    Altre mete interessanti all’interno del regno dello Swaziland sono Manzini (dove potrete assaggiare un po’ di vita di città africana, piena di gente per le strade, un po’ caotica, viva…e comprare qualche souvenir nel mercatino locale), la capitale Mbabane, la Pine Valley.

    Dallo Swaziland ci siamo poi spostati verso la costa, raggiungendo la famosa spiaggia di Sant Lucia. Chilometri di spiaggia bianca, deserta, e le montagne che la incorniciano. Per chi cerca un angolo in cui rilassarsi e fare un po’ di sano mare, è il posto adatto. La città in realtà è di per sé molto turistica, ma il paesaggio merita. Noi abbiamo alloggiato al “BIB’s International Backpackers” (www.bibs.co.za), niente di speciale ma economico. Se avete in programma la tappa a Sant Lucia non potete perdervi la vicinissima riserva naturale di Cape Vidal. Al suo interno spiaggie altrettanto meravigliose e soprattutto moltissimi animali in un contesto naturale spettacolare.

    Stanchi della spiaggia ci siamo indirizzati verso le montagne, ossia alla volta delle Drachensbergen. Per chi ama fare lunghe passeggiate è il luogo ideale per fare biking o anche semplici escursioni. L’ “Amphitheater Backpackers” (www.amphibackpackers.co.za) è stato il nostro meraviglioso alloggio e ottimo punto di partenza per le passeggiate nei dintorni, da soli o in compagnia (il backpackers offre ogni giorno la possibilità di fare una qualche gita giornaliera guidata). Si tratta davvero di una piccola oasi ai piedi del Royal Natal National Park e vicino al Cathedral Peak, isolato dal resto del mondo ma fornito di ogni comfort e della migliore atmosfera. Noi abbiamo colto ,l’occasione per fare una visita guidata in Lesotho, e assaggiare così un po’ anche di quel regno, così poco turistico e ancora così ancorato a tradizioni e usanze antiche.

    Dopo un paio di giorni abbiamo raggiunto Durban, da dove abbiamo preso l’aereo per Cape Town. Per prenotare voli lowcost interni al Sudafrica vi segnaliamo i siti: www.kulula.com; www.onetime.com; www.southafricanairways.com. Con il senno di poi, visto il tour che abbiamo fatto nei giorni successivi, sarebbe stato più conveniente volare a Port Elisabeth, ed è così che vi consiglieremmo di fare se siete intenzionati a fare la Garden Route e approdare per qualche giorno a Cape Town. A Durban ci siamo fermati solo qualche ora, ma la città è riuscita comunque a colpirci tanto pullula di vita, colori, persone, razze…

    Cape Town è praticamente l’unica città sudafricana che potrete considerare città di standard europeo. Per girarla è indispensabile l’auto (i mezzi pubblici sono in tutto il Paese scarsi-assenti). Oltre alle sue numerose baie di sabbia bianchissima (Camps Bay, Clifton,Landondo…), molto suggestivo è il quartiere di Bo-Kaap, dove troverete coloratissime vie e gallerie di arte e artigianato locale. Proprio in quel quartiere abbiamo trovato il nostro ristorante preferito: “Noon Gun Tearoom & Restaurant”(Longmarket St 273), dove potrete assaggiare la tipica cucina Cape Malay. Per avere una visione dall’alto della città vi consigliamo una passeggiata fino al cucuzzolo del Lion’s Head, una delle montagne che sovrastano la città. Il sentiero che vi trovereste a fare permette di vedere Cape Town da ogni sua angolazione e ne vale davvero lapena. Per i più temerari ci sarebbe anche la scalata della Table Mountain, che noi non abbiamo fatto ma che dicono essere altrettanto bella. Eventualmente considerate l’ipotesi di salirvi con la funivia. Ovunque troverete ristorantini carini dove poter cenare o locali e caffè dove poter far colazione. Se voleste andare sul sicuro vi consigliamo di far colazione da “Arnold’s”, locale assai vivace che offre diverse soluzioni per una colazione di tipo continentale, e il ristorante portoghese-mozambicano “Toni’s”, dove imperdibile è il pollo peri-peri. Per dormire noi ci siamo trovati molto bene ai due Backpackers “Zebra crossing” e “Capetownbackpackers” (www.capetownbackpackers.com), entrambi a pochi passi dalla fine della Long Street. Long Street è da molti considerata l’unica via sicura per i turisti desiderosi di vita notturna, perché ben illuminata e sorvegliata. Di giorno è il cuore della città perché accoglie il maggior numero di negozietti, ristoranti e locali vari. Per una gita fuoriporta a partenza da Cape Town potreste scegliere un giro che abbia come tappe Cape Point- Chapman’s Peak- Cape of Good Hope- Simon’s Town (la città dei pinguini) e così raggiungere il punto più a sudest del continente africano!

    Imperdibile è altresì una gita a Robben Island, l’isola dove Mandela e tanti altri prigionieri politici per decenni sono stati deportati. La prenotazione per il giro sull’isola dev’esser fatta almeno 2 settimane prima (volendo è possibile farlo anche via internet) perché altrimenti rischiereste di non ottenere i biglietti. A farvi da guida per le celle e a spiegarvi la vita dei prigionieri sull’isola saranno ex-deportati, il che rende quelle due ore assolutamente commoventi e indimenticabili.

    Da Cape Town abbiamo poi proseguito lungo la Garden Route, facendo prima tappa a Wilderness. Di tutto cuore vi consigliamo di dormire al Backpackers “Wild Farm”(www.wildfarm.co.za), da dove potrete godere di un’ottima veduta e dove sarete accolti in modo assolutamente cordiale. Nei paraggi potrete andare alla scoperta della riserva naturalistica del paese, che offre passeggiate di diversa lunghezza. Quando siamo stati noi a Wilderness era proprio il giorno di Pasqua, ed è così che abbiamo avuto l’idea di recarci alla funzione nella chiesetta anglicana in paese. Ad accoglierci una comunità estremamente gentile, solare ed un clima familiare: se aveste un’oretta libera la domenica mattina fateci un salto!

    Da Wilderness abbiamo proseguito lungo la Garden Route in direzione Knysna ma, forse per il cattivo tempo, forse perché è una città molto turistica, non ne siamo rimasti particolarmente colpiti e già nel pomeriggio ci siamo indirizzati alla volta di Oudtshoorn. Qui siamo capitati proprio nel bel mezzo del festival di cultura afrikaans che si tiene annualmente nel mese di aprile. Stand gastronomici e di oggettistica varia sono in quell’occasione attrazione per gli Afrikans della zona, che vi si recano davvero numerosi. Ad Oudtshoorn abbiamo pernottato al Backpackers “Amber Lagoon”(www.amberlagoon.co.za), un oasi all’interno dello sterminato deserto Little Karoo. Quel posto ci rimarrà nel cuore soprattutto per l’accoglienza dei due tedeschi che lo gestiscono e per la splendida veduta che lo circonda: distese di terra rossa e recinti pieni di struzzi si stendono per chilometri e chilometri all’orizzonte.

    Dal Little Karoo ci siamo infine rimessi sulla strada verso Cape Town, da dove avremmo ripreso l’aereo, facendo tappa a Stellenbosch e così vedendo anche le famose Winelands. In questa regione potrete trovare innumerevoli aziende vinicole dove potrete assaggiare i vini locali, esportati in tutto il mondo. Il paesaggio che vi troverete di fronte è ancora una volta estremamente diverso da ciò che avete visto finora: una natura rigogliosa, verde, ma allo stesso tempo molto “organizzata” e regolamentata dall’azione umana. Se voleste per una sera vivere qualcosa di davvero speciale culinariamente parlando, fate tappa al ristorante “Moyo” all’interno dell’azienda vinicola Spier (Lynedoch Rd). Qui vi troverete davanti un buffet di circa venti metri, con innumerevoli pietanze della cucina africana e malese, in un’atmosfera del tutto particolare, intima e allegra insieme. I tavoli sono all’aperto, sotto eleganti tendaggi e giochi d’acqua. La serata è inoltre allietata da pezzi di musica e danza…davvero un qualcosa di particolare!

    Il volo di ritorno, così come quello d’andata, era prenotato con la compagnia Emirates, davvero da consigliare per la sua precisione e professionalità. Gli aerei sono dotati di ogni comfort e i prezzi sono spesso i più convenienti per il continente africano: nel sito internet ufficiale si trovano di solito tariffe più economiche rispetto agli siti di compravendita di biglietti aerei.

    Ultimi consigli tecnici: per chi preveda un soggiorno nelle zone endemiche per la malaria (nord-est del Paese) è consigliabile la profilassi con il malarone. Per risparmiare circa un 30% sul prezzo d’acquisto europeo, potreste procurarvi qualche pastiglia in patria (va iniziato due giorni prima) e poi comprare una scatola di farmaco in sudafrica, dove è disponibile in ogni farmacia senza ricetta medica sotto il nome di Malinil. Utile è in ogni caso una copertura sanitaria per ogni evenienza…offerte economiche vengono proposte in internet nel sito “www.worldwideinsure.com”.

    Ecco, questo è tutto quanto abbiamo da consigliarvi…ci fermiamo qui con i racconti non perché non ci sia più nulla da dire ma perché è un Paese così ricco di risorse, paesaggi, opportunità che il nostro obiettivo era solo quello di invogliarvi a partire…una volta che avrete deciso di scoprirlo da soli non vi deluderà di certo! Buon viaggio!

    Maddalena e Patrick

  2. madpat
    , 20/4/2010 11:01
    Il nostro indimenticabile viaggio è iniziato il 21 Marzo, da
    Johannesbourg, la “città dell’oro”.

    Ad accoglierci abbiamo trovato un aeroporto estremamente
    chic e moderno, rinnovato di recente in occasione dei mondiali di calcio. La popolazione sudafricana attende questo evento con ansia, e sebbene gli stadi e le altre infrastrutture create o restaurate per la coppa del mondo si inseriscano spesso in un contesto del tutto diverso da quello cui noi siamo abituati (lontani da centri abitati, talvolta proprio in mezzo al nulla), ovunque, anche nei paesini più isolati e sperduti, si attende il calcio d’inizio con emozione. Come è naturale e come ci è stato confermato dalla guida che ci ha accompagnato il primo giorno nel nostro Tour per la Township di Johannesbourg, Soweto, molti sudafricani confidano in questo evento di risonanza mondiale per vedere aumentato il numero di turisti, e quindi di guadagni, nel loro Paese.

    Non eravamo molto convinti di voler fare un giro guidato per
    la township: “pagare qualcuno per vedere la gente che vive nelle baracche”, pensavamo,”è come considerarli un’attrazione turistica”…ci sembrava ingiusto da un punto di vista morale…ma col senno di poi siamo felicissimi di averlo fatto: entrare per un giorno nella vita degli abitanti di Soweto (nelle loro case, tra le loro strade, nei loro bazar) e sentire raccontare dal vivo la loro storia, la loro cultura, percepire il senso di comunità e di orgoglio che sono alla base della loro mentalità, è stato per noi molto importante per entrare in contatto con aspetti del popolo africano che altrimenti non avremmo potuto conoscere e capire. Girare per la township soli non è consigliabile ma con una guida locale non vi sentirete mai in pericolo o visti come degli intrusi, anzi troverete solo dei volti sorridenti ad accogliervi per le strade. Tour ben organizzati e a buon prezzo li potete trovare al sito<u> “www.tasteofafrica.co.za”</u>. Purtroppo noi ci siamo stati di lunedì, giorno in cui tutti i musei nazionali sono chiusi, ma a quanto dicono tutti l’Apartheid Museum è qualcosa d’imperdibile per quanti facciano tappa a Soweto e vogliano capire la lunga strada che ha portato all’abolizione delle leggi sull’Apartheid.

    I primi due giorni abbiamo pernottato presso il “Brown Sugar
    Backpackers” (www.brownsugarbackpackers.com), economico ed accogliente. E’ un po’ fuori dal centro ma vi viene offerto anche di esser prelevati all’aeroporto/stazione ferroviaria al vostro arrivo. Questo, come la maggior parte degli altri posti dove abbiamo dormito nei giorni successivi, è segnalato all’interno dei due libricini che potrete trovare ovunque nelle reception degli ostelli in
    sudafrica: “coast to coast” e “alternative route”. Grazie ad essi potrete prenotare con facilità i vostri pernottamenti anche con solo qualche giorno di preavviso e senza mai rimanerne delusi. I cosiddetti Backpackers (ostelli) sono la soluzione più economica per alloggiare in Sudafrica, e loro dettagliate descrizioni possono essere trovate anche nel sito <a href="http://www.hostelworld.com/" target="_blank" rel="nofollow">www.hostelworld.com</a> o nella insostituibile guida “Lonely Planet”. Vengono offerte diverse opportunità di alloggio, in camerata così come in doppia, e sono un ottima occasione per entrare in contatto con altri viaggiatori da tutto il mondo e scambiare con loro esperienze e consigli! In quasi tutti gli ostelli vi viene data anche la possibilità di cucinare la carne al fuoco (“braai” in afrikans), che è quello che ai sudafricani più piace fare. Quasi ovunque potrete trovare supermercati forniti di tutto, dove comprare carne di ottima qualità a prezzi economici (tipici e gustosi sono i “boerwurst”), e l’ostello vi mette a disposizione il suo fuoco, griglia, strumenti per il barbecue.

    All’aeroporto di Johannesbourg abbiamo prelevato l’auto che avevamo prenotato attraverso il sito <a href="http://www.billigermietwagen.de/" target="_blank" rel="nofollow">www.billigermietwagen.de</a>, che è in lingua tedesca, ma che offre prezzi di noleggio decisamente molto più convenienti rispetto alle altre aziende. In ogni caso, indipendentemente dall’azienda di noleggio cui vi rivolgiate, non dimenticate di segnalare la vostra intenzione di oltrepassare i confini sudafricani qualora intendiate farlo (nel nostro caso avevamo comunicato che volevamo andare per due giorni in Swaziland e ci è stato consegnato un documento da presentare alla frontiera). All’inizio sarà un po’ difficile abituarsi alla guida a sinistra, ma dopo un po’ di pratica ci si abitua senza problemi, non temete. La benzina è in Sudafrica molto economica (al momento circa 80 cent/L) quindi l’auto è la soluzione più conveniente da più punti di vista.

    Da Johannesbourg ci siamo quindi diretti alla volta dello Swaziland (se programmate di arrivarci nel pomeriggio/serata assicuratevi che il punto di frontiera che volete attraversare sia aperto: alcune postazioni sono aperte fino alle 16, altre fino alle 18 o alle 22), dove abbiamo raggiunto il “Sondzela Backpackers “, che si trova all’interno della fantastica riserva naturale “Mlilwane”. Trascorrere del tempo alla scoperta di questa riserva è d’obbligo: oltre a innumerevoli specie di uccelli potrete vedere zebre, coccodrilli, ippopotami, mpala, cinghiali in grandi quantità…la natura lì è davvero qualcosa di indimenticabile. Per chi fosse interessato all’interno della riserva si trovano anche una lodge molto chic dove poter pernottare, così come un ristorante molto carino.

    Nello Swaziland abbiamo vissuto qualcosa di estremamente particolare ed emozionante: un vero e proprio safari guidato durato 24 ore. Noi abbiamo optato per l’opzione che prevedeva di essere prelevati al punto di incontro alle ore 16 e che ci ha riportato nello stesso punto alle 16 del giorno dopo. Le nostre 24 ore sono state organizzate nel modo seguente: tour in jeep di due ore all’interno della riserva (che già ci ha permesso di avere una
    bella idea di quello che si trovava al suo interno: giraffe, elefanti,
    rinoceronti bianchi e neri, bufali, cinghiali,…), cena estremamente curata e sfiziosa, pernottamento in un romanticissimo cottage dal tetto di paglia e con pareti di pietra di altezza di un metro (di modo che la sensazione era proprio quella di dormire nella natura, coccolati dai suoi odori e rumori), senza elettricità ma illuminato da torce e dotato di ogni comfort; un secondo tour in jeep scoperta all’alba per vedere la savana immersa in una luce particolare e vedere molti degli animali che poi per il caldo si nascondono durante il giorno; colazione con abbondante buffet; passeggiata di due ore per poter vedere gli animali ancora più da vicino; pranzo ed ultimo tour in jeep scoperta. Ad accompagnarci in tutto questo è stato un giovane ranger, assolutamente simpatico e competente, che ci ha guidato alla scoperta dell’incredibile linguaggio degli animali attraverso la “lettura” delle loro impronte sul suolo, dei loro escrementi, delle foglie strappate dagli alberi…è stata un’esperienza a dir poco indimenticabile, qualcosa di molto intimo ma allo stesso tempo avventuroso. Nel nostro caso si è trattato di un safari un po’ particolare e anche un po’ costoso (nel sito <u><a href="http://www.biggameparks/" target="_blank" rel="nofollow">www.biggameparks</a>.org</u> troverete ogni informazione e foto al riguardo) ma se siete interessati a farne uno ve ne sono anche di più economici. Cercare di vedere gli animali da soli e magari anche riuscirci, è una gioia altrettanto bella e dà una certa soddisfazione, ma l’accompagnamento da parte di un esperto vi permette di conoscere più a fondo questo mondo naturale, così sconosciuto per noi europei. In ogni caso, comunque voi decidiate di fare il safari, sarà opportuno munirvi di binocolo!

    Altre mete interessanti all’interno del regno dello Swaziland sono Manzini (dove potrete assaggiare un po’ di vita di città africana, piena di gente per le strade, un po’ caotica, viva…e comprare qualche souvenir nel mercatino locale), la capitale Mbabane, la Pine Valley.

    Dallo Swaziland ci siamo poi spostati verso la costa, raggiungendo la famosa spiaggia di Sant Lucia. Chilometri di spiaggia bianca, deserta, e le montagne che la incorniciano. Per chi cerca un angolo in cui rilassarsi e fare un po’ di sano mare, è il posto adatto. La città in realtà è di per sé molto turistica, ma il paesaggio merita. Noi abbiamo alloggiato al “BIB’s International Backpackers” (www.bibs.co.za), niente di speciale ma economico. Se avete in programma la tappa a Sant Lucia non potete perdervi la vicinissima riserva naturale di Cape Vidal. Al suo
    interno spiaggie altrettanto meravigliose e soprattutto moltissimi animali in un contesto naturale spettacolare.

    Stanchi della spiaggia ci siamo indirizzati verso le montagne, ossia alla volta delle Drachensbergen. Per chi ama fare lunghe passeggiate è il luogo ideale per fare biking o anche semplici escursioni. L’ “Amphitheater Backpackers” (www.amphibackpackers.co.za) è stato il nostro meraviglioso alloggio e ottimo punto di partenza per le passeggiate nei dintorni, da soli o in compagnia (il backpackers offre ogni giorno la possibilità di fare una qualche gita giornaliera guidata). Si tratta davvero di una piccola oasi ai piedi del Royal Natal National Park e vicino al Cathedral Peak, isolato dal resto del mondo ma fornito di ogni comfort e della migliore atmosfera. Noi abbiamo colto ,l’occasione per fare una visita guidata in Lesotho, e assaggiare così un po’ anche di quel regno, così poco turistico e ancora così ancorato a tradizioni e usanze antiche.

    Dopo un paio di giorni abbiamo raggiunto Durban, da dove abbiamo preso l’aereo per Cape Town. Per prenotare voli lowcost interni al Sudafrica vi segnaliamo i siti: <a href="http://www.kulula.com/" target="_blank" rel="nofollow">www.kulula.com</a>;<a href="http://www.onetime.com/" target="_blank" rel="nofollow"> www.onetime.com</a>; <a href="http://www.southafricanairways.com/" target="_blank" rel="nofollow">www.southafricanairways.com</a>. Con il senno di poi, visto il tour che abbiamo fatto nei giorni successivi, sarebbe stato più conveniente volare a Port Elisabeth, ed è così che vi consiglieremmo di fare se siete intenzionati a fare la Garden Route e approdare per qualche giorno a Cape Town. A Durban ci siamo fermati solo qualche ora, ma la città è riuscita comunque a colpirci tanto pullula di vita, colori, persone, razze…

    Cape Town è praticamente l’unica città sudafricana che potrete considerare città di standard europeo. Per girarla è indispensabile l’auto (i mezzi pubblici sono in tutto il Paese scarsi-assenti). Oltre alle sue numerose baie di sabbia bianchissima (Camps Bay, Clifton,Landondo…), molto suggestivo è il quartiere di Bo-Kaap, dove troverete coloratissime vie e gallerie di arte e artigianato locale. Proprio in quel quartiere abbiamo trovato il nostro ristorante preferito: “Noon Gun Tearoom & Restaurant”(Longmarket St 273), dove potrete assaggiare la tipica cucina Cape Malay. Per avere una visione dall’alto della città vi consigliamo una passeggiata fino al cucuzzolo del Lion’s Head, una delle montagne che sovrastano la città. Il sentiero che vi trovereste a fare permette di vedere Cape Town da ogni sua angolazione e ne vale davvero lapena. Per i più temerari ci sarebbe anche la scalata della Table Mountain, che noi non abbiamo fatto ma che dicono essere altrettanto bella. Eventualmente considerate l’ipotesi di salirvi con la funivia. Ovunque troverete ristorantini carini dove poter cenare o locali e caffè dove poter far colazione. Se voleste andare sul sicuro vi consigliamo di far colazione da “Arnold’s”, locale assai vivace che offre diverse soluzioni per una colazione di tipo continentale, e il ristorante portoghese-mozambicano “Toni’s”, dove imperdibile è il pollo peri-peri. Per dormire noi ci siamo trovati molto bene ai due Backpackers “Zebra crossing” e “Capetownbackpackers” (www.capetownbackpackers.com), entrambi a pochi passi dalla fine della Long Street. Long Street è da molti considerata l’unica via sicura per i turisti desiderosi di vita notturna, perché ben illuminata e sorvegliata. Di giorno è il cuore della città perché accoglie il maggior numero di negozietti, ristoranti e locali vari. Per una gita fuoriporta a partenza da Cape Town potreste scegliere un giro che abbia come tappe Cape Point- Chapman’s Peak- Cape of Good Hope- Simon’s Town (la città dei pinguini) e così raggiungere il punto più a sudest del continente africano!

    Imperdibile è altresì una gita a Robben Island, l’isola dove Mandela e tanti altri prigionieri politici per decenni sono stati deportati. La prenotazione per il giro sull’isola dev’esser fatta almeno 2 settimane prima (volendo è possibile farlo anche via internet) perché altrimenti rischiereste di non ottenere i biglietti. A farvi da guida per le celle e a spiegarvi la vita dei prigionieri sull’isola saranno ex-deportati, il che rende quelle due ore assolutamente commoventi e indimenticabili.

    Da Cape Town abbiamo poi proseguito lungo la Garden Route,
    facendo prima tappa a Wilderness. Di tutto cuore vi consigliamo di dormire al Backpackers “Wild Farm”(www.wildfarm.co.za), da dove potrete godere di un’ottima veduta e dove sarete accolti in modo assolutamente cordiale. Nei paraggi potrete andare alla scoperta della riserva naturalistica del paese, che offre passeggiate di diversa lunghezza. Quando siamo stati noi a Wilderness era proprio il giorno di Pasqua, ed è così che abbiamo avuto l’idea di recarci alla funzione nella chiesetta anglicana in paese. Ad accoglierci una comunità estremamente gentile, solare ed un clima familiare: se aveste un’oretta libera la domenica mattina fateci un salto!

    Da Wilderness abbiamo proseguito lungo la Garden Route in direzione Knysna ma, forse per il cattivo tempo, forse perché è una città molto turistica, non ne siamo rimasti particolarmente colpiti e già nel pomeriggio ci siamo indirizzati alla volta di Oudtshoorn. Qui siamo capitati proprio nel bel mezzo del festival di cultura afrikaans che si tiene annualmente nel mese di aprile. Stand gastronomici e di oggettistica varia sono in quell’occasione
    attrazione per gli Afrikans della zona, che vi si recano davvero numerosi. Ad Oudtshoorn abbiamo pernottato al Backpackers “Amber Lagoon”(www.amberlagoon.co.za), un oasi all’interno dello sterminato deserto Little Karoo. Quel posto ci rimarrà nel cuore soprattutto per l’accoglienza dei due tedeschi che lo gestiscono e per la splendida veduta che lo circonda: distese di terra rossa e recinti pieni di struzzi si stendono per chilometri e chilometri all’orizzonte.

    Dal Little Karoo ci siamo infine rimessi sulla strada verso Cape Town, da dove avremmo ripreso l’aereo, facendo tappa a Stellenbosch e così vedendo anche le famose Winelands. In questa regione potrete trovare innumerevoli aziende vinicole dove potrete assaggiare i vini locali, esportati in tutto il mondo. Il paesaggio che vi troverete di fronte è ancora una volta estremamente diverso da ciò che avete visto finora: una natura rigogliosa, verde, ma allo stesso tempo molto “organizzata” e regolamentata dall’azione umana. Se voleste per una sera vivere qualcosa di davvero speciale culinariamente parlando, fate tappa al ristorante “Moyo” all’interno dell’azienda vinicola Spier (Lynedoch Rd). Qui vi troverete davanti un buffet di circa venti metri, con innumerevoli pietanze della cucina africana e malese, in un’atmosfera del tutto particolare, intima e allegra insieme. I tavoli sono all’aperto, sotto eleganti tendaggi e giochi d’acqua. La serata è inoltre allietata da pezzi di musica e danza…davvero un qualcosa di particolare!

    Il volo di ritorno, così come quello d’andata, era prenotato con la compagnia Emirates, davvero da consigliare per la sua precisione e professionalità. Gli aerei sono dotati di ogni comfort e i prezzi sono spesso i più convenienti per il continente africano: nel sito internet ufficiale si trovano di solito tariffe più economiche rispetto agli siti di compravendita di biglietti aerei.

    Ultimi consigli tecnici: per chi preveda un soggiorno nelle zone
    endemiche per la malaria (nord-est del Paese) è consigliabile la profilassi con il malarone. Per risparmiare circa un 30% sul prezzo d’acquisto europeo, potreste procurarvi qualche pastiglia in patria (va iniziato due giorni prima) e poi comprare una scatola di farmaco in sudafrica, dove è disponibile in ogni farmacia senza ricetta medica sotto il nome di Malinil. Utile è in ogni caso una copertura sanitaria per ogni evenienza…offerte economiche vengono proposte in internet nel sito “<u>www.worldwideinsure.com</u>”.

    Ecco, questo è tutto quanto abbiamo da consigliarvi…ci fermiamo qui con i racconti non perché non ci sia più nulla da dire ma perché è un Paese così ricco di risorse, paesaggi, opportunità che il nostro obiettivo era solo quello di invogliarvi a partire…una volta che avrete deciso di scoprirlo da soli non vi deluderà di certo! Buon viaggio!

    Maddalena e Patrick