1. 3: Turisti Per Caso

    di , il 9/4/2010 13:04

    Isola di Maui, Hawaii.

    Accarezzati da una piacevole brezza serale, Paolo ed io stiamo attraversando il grande parcheggio di un’area commerciale per dirigerci all’ingresso di un supermercato. Generalmente negli Stati Uniti anche gli automezzi ingombranti come i motorhomes (da tutti noi comunemente chiamati camper) possono manovrare agevolmente in questi luoghi perché gli spazi sono molto ampi. Stiamo camminando vicino a queste grandi “case su ruote” e non possiamo fare a meno di osservare alcuni modelli da vicino. Oggi ce ne sono molti. Ci piacciono tanto e ci fanno ricordare con un po’ di nostalgia i primi viaggi negli States fatti proprio in motorhome. Paolo riconosce ad una certa distanza un inconfondibile “Jamboree”, il modello che ci ha accompagnato molti anni fa nella nostra prima avventura americana. Anche se non è proprio in linea con il nostro percorso ci dirigiamo verso l’automezzo. Siamo in vacanza, non abbiamo fretta e ci fa piacere rivederlo, almeno dall’esterno. Poco alla volta ci avviciniamo al Jamboree.

    - “Com’è bello, quanti ricordi! Mah…… cosa succede lì a fianco?”

    Semi-seduta sul grosso paraurti di una macchina relativamente piccola, una signora dall’età indefinibile ma dai tipici lineamenti locali ha una gamba accavallata sull’altra e si sta tagliando le unghie dei piedi! Siamo sorpresi e incuriositi; non capita tutti i giorni di assistere ad una scenetta di questo tipo perciò osserviamo la donna ancora per pochi attimi ma poi distogliamo lo sguardo perché ci sentiamo imbarazzati. In realtà non vorremmo andare via di lì quindi ci spostiamo di qualche metro e, fingendo di cercare qualcosa nei nostri zainetti, di tanto in tanto la osserviamo ancora. Ora sta massaggiando il piede ed applica una lozione: un pedicure in piena regola!

    - “Che strano, farlo qui e non a casa!”

    Per un attimo pensiamo che si tratti di una persona “senza tetto” ma notiamo che la signora è vestita normalmente ed ha un aspetto curato per cui abbandoniamo subito quel pensiero e la consideriamo solo un po’ stravagante. Lasciamo l’area parcheggio e raggiungiamo il supermercato. Come in tutti i “food store” americani (e non solo) la temperatura è bassissima. Metto un foulard sulle spalle (l’unica cosa che ho a disposizione) ma è ben poca cosa. Ci incamminiamo verso i reparti desiderati e mano a mano che ci avviciniamo all’area dei surgelati il freddo aumenta. Quasi quasi, se potessi, metterei un cappotto. Senza un motivo particolare volgo lo sguardo alla mia destra e in lontananza mi sembra di vedere proprio una persona in cappotto! Sgrano gli occhi, guardo meglio e dò una gomitata a Paolo perché mi rendo conto che si tratta invece di una signora in accappatoio e bigodini. Non possiamo fare a meno di ridacchiare anche se io in realtà la sto invidiando un po’. Ha sicuramente più caldo di me! La cosa interessante è che nessuno si volta a guardarla o ridacchia come noi. E pensare che nel nostro Paese difficilmente usciamo di casa se non ci sistemiamo per benino. Qui la gente si sente davvero più libera. Proseguiamo coi nostri acquisti e non ci capita più di incrociare la donna in bigodini e accappatoio; non la vediamo neanche alla lunga fila delle casse. Probabilmente è già uscita; noi invece abbiamo impiegato un certo tempo a fare una lunga spesa e abbiamo faticato a trovare alcune cose. La nostra macchina non è molto lontana ma dobbiamo camminare un po’. Ci dirigiamo subito verso il retro dell’auto perché bisogna mettere i prodotti surgelati nella borsa termica che si trova nel baule. Ci blocchiamo per un attimo perché ci sembra di vedere qualcuno o qualcosa dietro la nostra auto. Paolo esclama:

    - “Chi è?”

    Seduta alla meno peggio sul paraurti della nostra auto la signora in accappatoio e bigodini sta facendo il pedicure. Anche lei! Che sia un vizio collettivo?

    Paese che vai, usanze che trovi!

  2. Turisti Per Caso.it
    , 9/4/2010 13:04
    <i>Isola di Maui, Hawaii.</i>

    Accarezzati da una piacevole brezza serale, Paolo ed io stiamo attraversando il grande parcheggio di un’area commerciale per dirigerci all’ingresso di un supermercato. Generalmente negli Stati Uniti anche gli automezzi ingombranti come i motorhomes (da tutti noi comunemente chiamati camper) possono manovrare agevolmente in questi luoghi perché gli spazi sono molto ampi. Stiamo camminando vicino a queste grandi “case su ruote” e non possiamo fare a meno di osservare alcuni modelli da vicino. Oggi ce ne sono molti. Ci piacciono tanto e ci fanno ricordare con un po’ di nostalgia i primi viaggi negli States fatti proprio in motorhome. Paolo riconosce ad una certa distanza un inconfondibile “Jamboree”, il modello che ci ha accompagnato molti anni fa nella nostra prima avventura americana. Anche se non è proprio in linea con il nostro percorso ci dirigiamo verso l’automezzo.<i> Siamo in vacanza, non abbiamo fretta e ci fa piacere rivederlo, almeno dall’esterno. Poco alla volta ci avviciniamo al Jamboree.
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    <i>- </i>“Com’è bello, quanti ricordi! Mah…… cosa succede lì a fianco?”



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    </i>Semi-seduta sul grosso paraurti di una macchina relativamente piccola, una signora dall’età indefinibile ma dai tipici lineamenti locali ha una gamba accavallata sull’altra e si sta tagliando le unghie dei piedi! Siamo sorpresi e incuriositi; non capita tutti i giorni di assistere ad una scenetta di questo tipo perciò osserviamo la donna ancora per pochi attimi ma poi distogliamo lo sguardo perché ci sentiamo imbarazzati. In realtà non vorremmo andare via di lì quindi ci spostiamo di qualche metro e, fingendo di cercare qualcosa nei nostri zainetti, di tanto in tanto la osserviamo ancora. Ora sta massaggiando il piede ed applica una lozione: un pedicure in piena regola!

    <i>- </i>“Che strano, farlo qui e non a casa!”

    Per un attimo pensiamo che si tratti di una persona “senza tetto” ma notiamo che la signora è vestita normalmente ed ha un aspetto curato per cui abbandoniamo subito quel pensiero e la consideriamo solo un po’ stravagante. Lasciamo l’area parcheggio e raggiungiamo il supermercato. Come in tutti i “food store” americani (e non solo) la temperatura è bassissima. Metto un foulard sulle spalle (l’unica cosa che ho a disposizione) ma è ben poca cosa. Ci incamminiamo verso i reparti desiderati e mano a mano che ci avviciniamo all’area dei surgelati il freddo aumenta. Quasi quasi, se potessi, metterei un cappotto. Senza un motivo particolare volgo lo sguardo alla mia destra e in lontananza mi sembra di vedere proprio una persona in cappotto! Sgrano gli occhi, guardo meglio e dò una gomitata a Paolo perché mi rendo conto che si tratta invece di una signora in accappatoio e bigodini. Non possiamo fare a meno di ridacchiare anche se io in realtà la sto invidiando un po’. Ha sicuramente più caldo di me!
    La cosa interessante è che nessuno si volta a guardarla o ridacchia come noi. E pensare che nel nostro Paese difficilmente usciamo di casa se non ci sistemiamo per benino. Qui la gente si sente davvero più libera.
    Proseguiamo coi nostri acquisti e non ci capita più di incrociare la donna in bigodini e accappatoio; non la vediamo neanche alla lunga fila delle casse. Probabilmente è già uscita; noi invece abbiamo impiegato un certo tempo a fare una lunga spesa e abbiamo faticato a trovare alcune cose. La nostra macchina non è molto lontana ma dobbiamo camminare un po’. Ci dirigiamo subito verso il retro dell’auto perché bisogna mettere i prodotti surgelati nella borsa termica che si trova nel baule. Ci blocchiamo per un attimo perché ci sembra di vedere qualcuno o qualcosa dietro la nostra auto. Paolo esclama:

    <i>- “</i>Chi è?”

    Seduta alla meno peggio sul paraurti della nostra auto la signora in accappatoio e bigodini sta facendo il pedicure. Anche lei! Che sia un vizio collettivo?

    <b>Paese che vai, usanze che trovi!</b>