1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 6/4/2010 12:04

    4 SETTEMBRE 2009

    Eccoci arrivati al fatidico giorno della partenza per raggiungere l’altro capo del mondo … andiamo a trovare Leti e Cri in Australia!!!

    Volo AIR CHINA delle 20:45 quindi si va comunque al lavoro però io esco prima. Una mia collega mi dice che partire da casa mia alle 17:00 vuol dire arrivare pelo pelo con i tempi! Ma cosa possiamo fare? Peter finisce di lavorare alle 16:30. Chiamo Peter e gli dico che appena stacca deve volare per potersi fare una doccia ed essere pronto a saltare in macchina massimo per le 17:00. Chiamo mia madre per anticipare l’orario per venirci a prendere alle 16:45 e lei arriva addirittura alle 16:30, sembra lo debba prendere lei il volo per Sidney!!!

    Comunque alla fine siamo tutti in macchina per le 16:55; arrivo a Fiumicino alle 17:30 (perfettamente 3 ore in anticipo); check in fatto alle 17:45 e io sono più tranquilla!!!

    Bighelloniamo un po’ per l’aeroporto tra bar e sigarette, salutiamo i miei genitori e allora via di corsa al gate e io sono sempre più tranquilla. Ora siamo in attesa di salire sul nostro aereo planino (lo vediamo parcheggiato fuori e dobbiamo ammettere che ce lo immaginavamo più grande).

    A proposito abbiamo scoperto che avevo fatto male i calcoli: pensavamo di arrivare sabato alle 20:00(già mi pregustavo la cena a casa di Leti e Cri) e invece arriveremo per la colazione di domenica.

    6 SETTEMBRE 2009

    Siamo arrivati a destinazione dopo 27 ore di viaggio. Però in fin dei conti non è stato così stancante giusto stare seduto sulla piccola poltrona dei voli Air China ti rende verso la fine un po’ insofferente.

    A Pechino ci siamo stupiti o più che altro ci è stata data conferma dell’ordine nell’eseguire esattamente alla lettera ogni procedura di controllo. Tutti educati, disponibili ma molto silenziosi.

    Finalmente ieri mattina alle 8:00 siamo atterrati a Sidney. Effettuati tutti i controlli d’ingresso ci hanno fatto entrare in terra d’Australia!!!

    Fatta un’abbondante colazione siamo partiti alla volta di un primo sguardo alla città. Da casa di Leti e Cri già si gode di una vista mozzafiato e poi abbiamo fatto una passeggiata lungo il così chiamato “domaine” fino ad arrivare all’ Opera House ed iniziare a scattare migliaia di foto Insomma si comincia a prendere confidenza con la città. Si va a pranzo al Fish Market e ci facciamo una mangiata pazzesca di pesce ad un prezzo veramente basso. Certo immaginate il tutto stile pic-nic seduti su un praticello vicino al molo dove sono attraccati i pescherecci.

    7 SETTEMBRE 2009

    Il secondo giorno invece ci svegliamo con un po’ più di calma per recuperare il fuso e poi mia sorella ci propone di andare nella zona punk di Sydney dato che il tempo non è granchè. Ci dirigiamo verso Newtown. Diciamo l’equivalente di Camden Market a Londra ed in effetti è proprio così dato che questi paesi anglo - sassoni si somigliano nello stile e struttura di queste zone: le stesse case basse, piccole caffetterie. Peccato che essendo lunedì mattina la zona non è animata come nel week end. Comunque per pranzo ci fermiamo lì per un panino in un piccolo bar. Leti inizialmente è un po’ restia data la semplicità del posto ma sono proprio tutte queste situazioni che fanno molto tradizionale.

    Rientriamo verso il centro e decidiamo di andare all’acquario visto che la pioggia non ci aiuta a passare un po’ di tempo all’aperto. L’acquario si trova nella zona do Darling Harbour esattamente lì dove si trova il treno sospeso su un binario ma in realtà ci spiegava Letizia essere una piccola tratta e per di più il biglietto è caro rispetto alla media degli altri mezzi di trasporto perché gestito da un’azienda privata.

    Questa zona mi piace molto, l’avevamo già attraversata il giorno precedente e fermati per una birretta in uno di questi pub che costeggiano il molo.

    All’acquario ci divertiamo molto e poi la vasca del Dugong ci lascia affascinati. Si tratta di un mammifero con il corpo somigliante un po’ ai leoni marini e la faccia tenerissima con una bocca da aspirapolvere. Anche l’ultima vasca è suggestiva, in sottofondo una musica e tutti pesciolini colorati in mezzo agli squali.

    8 SETTEMBRE 2009

    Oggi la giornata è dedicata alla visita del Taronga Zoo. Sono emozionata perché Leti mi ha detto che lì si possono toccare i canguri!!!

    Per arrivare alTaronga Zoo si prende il traghetto da Circular Quay in centro. Dal traghetto si gode di una vista meravigliosa di tutta la City, l’Opera House e l’Harbour Bridge. Infatti chiedo a Peter di farmi tante foto!!! L’area dello zoo è abbastanza estesa e anche da lì si gode una suggestiva vista sulla City. Assistiamo allo spettacolo delle foche che in realtà ci fanno un po’ pena per quanto saranno trattate benissimo. Invece lo spettacolo degli uccelli mi emoziona tra suoni e la loro danza nel cielo. Rimango delusa perché non riuscirò a toccare i canguri dato che la zona del wildlife Australia (dove appunto ti danno la possibilità di venire a contatto con gli animali) è chiusa per mantenimento.

    Nel tardo pomeriggio ci rincontriamo con Leti e Cristiano che hanno finito di lavorare e ci andiamo a prendere una birra in un locale che si trova sotto l’Opera House. Anche qui come un po’ ovunque finora si sorseggia una birra deliziandosi della splendida vista di Sidney sotto le luci della sera.

    9 SETTEMBRE 2009

    Partenza per Melbourne alle 9:15 inizia la seconda parte del viaggio. Arriviamo in centro e portiamo i nostri bagagli da veri Bagpackers all’ostello. Questa volta ci siamo presi una stanza all’Elephant Hostel per un totale di 30€ sia io che Peter ed abbiamo capito il perché. Certo per la somma non avevamo grandi aspettative però il tutto è un po’ squallidino. In realtà il personale è molto cordiale ma forse siamo noi a non essere veri bagpackers!!!

    Iniziamo il giro della città prendendo il tram gratuito n. 35 che percorre tutto il perimetro del centro e a tuo piacimento si scende e si risale. Devo dire che Melbourne inizialmente non ci colpisce anzi io ho un attimo di disorientamento nel come sviluppare la giornata. Decidiamo di buttarci lungo la passeggiata sul fiume che si rivela molto carina e piena di sculture moderne in mezzo ai giardini. Certo la passeggiata non sarà lunghissima dato che qui ci ha accolto una temperatura di 9°c. Poi andiamo a vedere un altro giardino nel mezzo del quale si trova il museo di Melbourne e la sede è una struttura assolutamente avveniristica. Se pensiamo che girando per Melbourne sono in atto molti cantieri per la costruzione di nuovi edifici architettonicamente moderni (soprattutto nella zona dei Docklands) ci chiediamo come poteva essere questa città 30 anni fa.

    Poi nel tardo pomeriggio saliamo sulla Rialto Tower che ci fa impazzire per la vista che ci offre dal 59° piano. Ci doniamo anche qui una birretta alle luci della sera seduti al bar di questo grattacielo.

    10 SETTEMBRE 2009

    Il nostro ostello era squallido ma ci siamo fatti una dormita!!! quasi non riusciamo ad alzarci e continuiamo a posticipare la sveglia!!! Infatti da che avevamo preventivato di ritirare la macchina per le 9:00 arriviamo all’ufficio dell’Hertz con una mezzoretta di ritardo sulla tabella di marcia.

    Comunque per le 10:00 siamo fuori da Melbourne in direzione della “Great Ocean Road”. L’intento è quello di arrivare fino a Port Fairy per poi risalire attraverso il Grampians National Park e giù di nuovo verso Melbourne.

    Percorrere la Great Ocean Road è molto piacevole, certo in alcuni punti il panorama è molto simile a quello irlandese. Lungo la strada avvistiamo il nostro primo koala, che emozione vedere il primo animale australiano in libertà questa volta. La parte più interessante è sicuramente quella tra Apollo Bay e Port Campbell.

    Poco dopo Apollo Bay si devia per il Cape Otway lighthouse che si rivela solo una trovata commerciale perché si paga addirittura l’ingresso ed inoltre noi non abbiamo così tanto tempo da dedicare per questa visita. In compenso lungo questa deviazione un altro koala ci attraversa la strada e lo vediamo come si arrampica su di un albero. Riusciamo a fare anche un po’ di riprese mentre il koala ci guarda incuriosito. Poi ne avvistiamo ancora tantissimi che dormono sui rami degli alberi. E pensare che questi animali tenerissimi passano la maggior parte della loro giornata a dormire. Tappa super veloce per un pranzo lungo la strada e i Dodici apostoli ci aspettano. Devo dire che il panorama merita, la potenza del mare che si infrange su questi faraglioni è impressionante. Veramente uno spettacolo della forza della natura. Comunque continuando verso Port Campbell si trovano tantissime altre aree di sosta che ti offrono un paesaggio mozzafiato. Per esempio c’è tutta un’altra parte di scogliere chiamata Isola dei Martiri che all’ora del tramonto ci offre delle sfumature di colore meravigliose. Ci facciamo gli ultimi 70 km che è ormai buio. Arriviamo a Port Fairy la meta che ci eravamo prefissati per passare la notte. Una strada di casette, due motel, una pizzeria il tutto con il silenzio che predomina a meno che non si entri nel pub del motel dove ci siamo presi una camera che appunto ti offre questa tipica atmosfera anglosassone che spesso abbiamo provato anche in Irlanda quando si incontravano piccoli villaggi solo che stavolta ci troviamo nella desolazione australiana.

    11 SETTEMBRE 2009

    Siamo sull’aereo per Brisbane dove poi ci aspetta un'altra connexion per Proserpine. Abbiamo solo 35 minuti per questo trasferimento … oddio dobbiamo sbrigarci!!! All’acquisto del biglietto non mi ero resa conto del poco tempo tra l’uno e l’altro, ma d’altronde meglio così si aspetterà di meno. Al massimo Leti e Cristiano che appunto vengono da Sydney simuleranno un attacco di panico!!! Scherzo io non sono preoccupata o ansiosa ma non so perché tutti pensano che lo sia …Comunque torno a raccontare la giornata di ieri.

    Sveglia nel nostro motel di Port Fairy, deliziosa colazione in stanza. Full optional c’è il bollitore per il thè o caffè, il toaster, marmellata e latte in frigo e ti servi da solo sul tavolino della stanza.

    Dedichiamo un po’ di tempo a dare un’occhiatina a questa cittadina che fa molto caratteristica qui in Australia. Un’ unica strada con qualche negozietto e case basse, il porto con attraccati numerosi pescherecci e ci si butta verso il mare dove passiamo un po’ di tempo a guardare i surfisti. Sono in acqua tutti imbacuccati di muta anche perché il tempo è brutto e le temperature sono quasi invernali. Ma che importa forse è proprio questo il bello di fare surf, non aspettare per forza la giornata di sole, la passione è tale che un tuffetto si fa tutti i giorni. Comunque anche se non sembrano le onde sono alte e potenti.

    Per le 10:00 iniziamo la nostra risalita verso l’interno prima tappa Dunkelk. Lungo questa strada si incontrano solo fattorie. E ci divertiamo un sacco a fotografare le tipiche cassettine della posta all’ingresso di queste fattorie. Il paesaggio è gradevole. Queste enormi distese di terreno verde e pianeggiante con in lontananza le montagne del Grampians National Park.

    Arrivati a Dunkelk “ fast second breakfast” e io prenderò un ottimo muffin che non finisco e si rivelerà estremamente utile poi capirete il motivo!!

    Cominciamo ad attraversare i Grampians. Boschi e boschi in mezzo alle montagne (non poi così alte ma di conformazione interessante) ed a predominare la folta vegetazione di eucalipti.

    Continuamente incrociamo il segnale stradale di fare attenzione ai canguri ma sinceramente non ne vediamo neanche uno o più che altro ne vediamo solo di morti sul ciglio della strada.

    Adesso iniziamo a costeggiare un lago dunque decidiamo di fermarci in un’area di sosta per godere del panorama. E qui ci divertiamo da morire perché è pieno di pappagalli colorati ed in questo momento entra in gioco il muffin!! Iniziamo a dargli le briciole e loro delicatamente le prendono direttamente dalla mia mano anzi mi salgono proprio in mano e sulle spalle.

    Veramente emozionante il contatto con gli animali in libertà e forse è proprio questa una delle sensazioni più belle vissute in Australia, venire a contatto con la natura quando rimane così selvaggia.

    Siamo quasi arrivati ad Halls Gap. Qui ci rendiamo conto che non abbiamo tempo per arrivare al “Pinnacle” e “Macquenzie Falls” perché entrambe queste mete comportano passeggiate lunghe di almeno due ore. Allora ci accontentiamo di pranzare take away in uno dei punti panoramici intorno ad Halls Gap. Sulla via del ritorno prima di uscire dal Grampians National Park inizialmente avvistiamo il nostro primo canguro in libertà ed anche abbastanza grande!!! Anzi un signore del posto ci consiglia in un inglese per me quasi incomprensibile per il forte accento australiano di non avvicinarci troppo.

    Da Halls Gap a Melbourne ce la facciamo più o meno diretta senza ulteriori soste.

    A Melbourne ritorniamo all’ostello dell’andata ma stavolta prendiamo ad un prezzo leggermente superiore la stanza con bagno e devo dire che lo standard è nettamente superiore a quella della prima sera.

    Melbourne alla luce di una serata più calda si rivela gradevole e la rivalutiamo sorseggiando a fine serata una birra sul lungo fiume in uno di questi localini tanto carini che caratterizzano la città.

    12 SETTEMEBRE 2009

    Arriviamo a Brisbane dove rincontriamo Letizia e Cristiano. Da Brisbane prendiamo un altro volo per Proserpine, un’altra oretta e mezzo. E’ impressionante come già ci siamo abituati a percorrere distanze in aereo che solitamente in Europa sembrano lontane, invece qui si affrontano tre ore di volo quasi pensando che siano poche. Arriviamo ad Airlie Beach dove abbiamo preso una camera per quattro in un ostello. C’è anche il bagno in camera e tutto è pulitissimo. Questo villaggio molto turistico è gradevole ma non riusciamo a capire perché nessuno si fa il bagno … e dopo un po’ capiamo che Cristiano aveva ragione la zona è popolata da coccodrilli o per lo meno ne sono stati avvistati. Allora che fanno in Australia … dato che non si può fare il bagno al mare ti costruiscono una splendida piscina stile resort con la vista sul mare e l’area pic-nic dunque anche noi ne approfittiamo, ci compriamo sei birre e ce le andiamo a godere appunto nell’area pic-nic perché leggiamo che unicamente in quella zona è consentita la consumazione di alcool. Ma in realtà non abbiamo capito proprio niente perché il cartello dice “ALCOOL FREE AREA” ovvero che quest’area deve rimanere libera dalla consumazione di alcolici. Eh vabbè che dobbiamo fare ormai??? Proviamo il brivido del proibito e ce le beviamo lo stesso.

    Proseguiamo la nostra giornata ormai con temperature decisamente più tropicali rispetto a Melbourne con una bella passeggiata al tramonto verso il porto e una cena thailandese. Cristiano non è proprio in formissima perché ha preso freddo giocando a calcetto, speriamo bene per i prossimi giorni in barca.

    Dopo cena scendiamo sulla spiaggia a vedere le stelle e qui ci rendiamo conto senza le luci della città di quante ce ne siano in quest’emisfero. Il bello che da qui si vede anche la via lattea!! Mentre siamo sulla spiaggia vediamo una stella cadente o non so bene cosa sia: è lenta e assume veramente l’aspetto di una palla di fuoco che si disintegra a mano a mano che entra nell’atmosfera. Rimaniamo tutti e quattro in silenzio e a bocca aperta perché nessuno di noi ha mai visto niente di simile, anzi ad un cero punto ci siamo pure un po’ spaventati perché si avvicinava sempre di più. Insomma l’Australia ci ha regalato anche questa esperienza.

    13 SETTEMBRE

    Oggi siamo pronti per la nostra prima esperienza in barca a vela.

    Navigheremo per due giorni tra le isole di Whitsundays con altre 24 persone. Siamo tutti molto curiosi di come sarà questa esperienza … sicuramente sarà tutto in stile campeggio, non ci aspettiamo assolutamente la barca extra lusso anche perché il nostro budget non lo avrebbe permesso. L’agenzia con la quale abbiamo prenotato ci manda in un altro ufficio per fare il check in e lì ci dicono che ognuno di noi può portare solo una borsetta che ci danno loro per l’appunto con lo stretto necessario per stare in barca. I nostri mega bagagli (in realtà si tratta semplicemente del solito bagaglio a mano) li possiamo lasciare gratuitamente all’agenzia. Siamo o meglio sono un po’ in crisi perché non riesco a fare una selezione di quello che mi potrà servire … mi renderò conto che non sarebbe servito neanche il pigiama!!! Resteremo tutti vestiti uguali giusto con il cambio del costume.

    Ci imbarchiamo alle 12:00 e si salpa alle 13:00. Nel pomeriggio è prevista la prima uscita di snorkeling. Sinceramente io, Leti e Peter siamo un po’ intimoriti nel buttarci in acqua. Tra le meduse velenose a livello mortale e squali ci si fa condizionare parecchio, inoltre all’inizio del viaggio ci fanno firmare un foglio nel quale ci chiedono se saremmo disposti a pagare l’elicottero nel caso ci sia bisogno di un trasporto d’emergenza in ospedale in caso di incidente. Insomma ci tengono ad informarti e a farti assumere la responsabilità su eventuali rischi. Comunque è ovvio che indossiamo le mute e ci buttiamo in acqua, non ci facciamo scappare questa occasione … siamo qui per questo. Il mondo subacqueo come al solito ha la capacità di sorprenderti. Tra coralli e pesci lo spettacolo è meraviglioso. Vediamo anche un pesce abbastanza grosso e un po’ goffo che ci dicono successivamente viene chiamato “Elvis”. Comunque per fare snorkeling ci portano sempre abbastanza vicini alla riva. Quando risaliamo in barca ci aspetta una bella merenda: thè o caffè con biscotti. Buono è proprio quello che ci voleva …

    Proseguiamo la navigazione alla luce del tramonto verso l’approdo in rada per la notte. Il tutto bevendoci una bella birretta comprata alla partenza. Le bevande infatti non sono incluse nel pacchetto dei due giorni quindi ognuno si è comprato le proprie. La cena non è molto buona bisogna ammetere anzi … invece va bene a Peter che non mangiando carne gli hanno servito un bel pesciolino surgelato con riso in bianco. Ma che importa del cibo il tutto è ricompensato dal passare la notte fuori, dormiamo sul ponte guardando queste magnifiche stelle e ci facciamo una di quelle dormite niente male cullati dal dondolio del mare!!!

    14 SETTEMBRE

    Ovviamente in barca si va a letto presto e ci si alza altrettanto presto. Verso le 6:30 siamo tutti svegli e dopo un’ottima colazione si va in direzione della tanto attesa spiaggia di Whitheven.

    Approdiamo in una baia e da lì col gommone arriveremo fino alla spiaggia di fronte e proseguiremo a piedi. Questa baia è famosa per essere popolata da tartarughe e infatti ne avvistiamo immediatamente due. Scesi a terra si fa una camminata di una quindicina di minuti e si arriva al punto panoramico di Whitheven. Il panorama da quassù è meraviglioso, peccato che si debba lottare un po’ troppo per trovare lo spazio per una fotografia senza gli altri intorno. Invece quando si scende in spiaggia lo spazio è talmente grande che l’afflusso di turisti non si sente così tanto. Qui passiamo un’oretta e mezzo tra bagno, fotografie e passeggiata alla scoperta dei diversi colori assunti dal mare. E’ una spiaggia tropicale con sabbia bianchissima e finissima, insomma è il posto perfetto per fare un po’ di fotografie da modella!!!

    Al rientro abbiamo una piccola avventura sul gommone. La ragazza della crew, da noi soprannominata Andrea(perché è un maschiaccio e assomiglia pure ad un nostro amico), sbaglia il percorso e rimaniamo incastrati tra i coralli. I ragazzi, tra cui anche i nostri valorosi uomini Peter e Cristiano, aiutano a portare il gommone fuori dalla zona critica tra lamenti vari per il dolore sotto ai piedi. Alla fine usciamo ma certo abbiamo sentito svariate botte … qualche danno è stato fatto!!!

    Sulla barca ci servono il pranzo, sarà la fame ma era molto buono!!! E poi via verso la nuova meta per fare snorkeling. Stavolta la navigazione è lunga però durante il tragitto vediamo un’aquila. Per la verità è il nostro skipper a farcela notare e la chiama con un fischio. Tutta la barca è riversa a guardare l’eleganza di questo uccello e la nostra crew le lancia un pezzetto di carne che l’aquila prende al volo. Ancora una volta assistiamo ad uno spettacolo della natura!!!

    Lo snorkeling del pomeriggio io e Leti non ce lo godiamo tantissimo perché sentiamo freddo quasi subito allora decidiamo di andare sulla spiaggia. La guida ha detto che ci sarebbe venuta a prendere lì però noi vediamo tutto il gruppo un po’ troppo lontano e ci ributtiamo in acqua per raggiungerli. La cosa brutta in queste acque, almeno per noi europei che non siamo abituati ad animali pericolosi in mare, è che si cade un po’ in paranoia subito pensando a quali pesci … squali più che altro … potrebbero spuntare sotto di te, oppure ti inizia a pizzicare qualche parte del corpo pensando che ti abbia punto qualche medusa mortale!!!

    Comunque Letizia dice di essere stanca ma poco dopo ammette di avere un po’ paura. Il gommone è ancora lontano ma Peter che già ci sta sopra ci vede e io gli faccio segno di venirci a prendere. Il nostro eroe ci ha salvate!!! La nottata stavolta la passiamo in mezzo al mare vicino ad una secca che la mattina presto emergerà maggiormente.

    Il nostro skipper prima di cena ci illustra sulla cartina il percorso che abbiamo fatto e tutti i pesci che ci sono in questo mare, ci dice anche che il giorno dopo lo snorkeling per chi lo vuole fare è previsto per le 7:00 del mattino dato che alle 11:00 dobbiamo essere di nuovo ad Arlie Beach. Dopo cena lo skipper ci spiega anche le stelle e ci aiuta a vedere qualche costellazione da questa parte dell’emisfero. La costellazione dello scorpione è visibilissima e la via lattea appare luminosissima. Comunque il cielo così luminoso è impressionante e bisogna ammettere che nel nostro emisfero ce ne sono molte ma molte meno. Io e Peter dormiamo di nuovo fuori perché non possiamo perdere questa esperienza. Cristiano poverino ci abbandona non si sente per niente bene perché come dice Letizia non si è curato bene … quindi loro vanno sotto coperta.

    15 SETTEMBRE

    Sveglia prestissimo ed è Leti che ci sveglia oggi facendoci il solletico sotto ai piedi. La crew già sta preparando la colazione e dicendo di prepararsi per lo snorkeling per chi vuole scendere. Cristiano ancora dorme, Leti e Peter sono tra l’assonnato e troppo freddo così di prima mattina. Io sono indecisa perché ho un po’ timore a buttarmi così in mare aperto anche se con la mattina la secca è emersa essendoci bassa marea. Alla fine mi precipito a prepararmi quando mi ricapita più e poi lo skipper ha detto che questa è zona di tartarughe e questo è il mio obiettivo … vederne almeno una!!!

    Inizialmente a buttarci in acqua siamo solo in quattro ed io mi aggrego ad una inglese un po’ acidella ma preferisco non nuotare da sola. Poi arriva un altro gruppetto di persone ed ecco qua che appare una bellissima tartaruga che nuota. Un’esperienza unica e io le nuoto quasi accanto e lei non si cura quasi per niente di tutto il gruppetto che la segue. Dopo questo meraviglioso avvistamento per me l’esperienza snorkeling si è conclusa magnificamente. Risalgo sulla barca ed entusiasta racconto agli altri la mia esperienza. Devo dire che anche la sensazione di buttarsi in acqua così presto sentire l’acqua ancora fredda tempra il fisico e dopo una buonissima colazione per continuare una giornata già iniziata in maniera attiva.

    Stiamo tornando alla base e purtroppo non vedremo nessuna balena pur essendo periodo. Beh non è poi così facile l’avvistamento delle balene da quello che ci dice la crew.

    Finita la nostra gita in barca andiamo a recuperare le valigie, mangiamo un boccone e andiamo all’aeroporto. Nel pomeriggio tardi siamo di nuovo a Sidney e Leti ci prepara una bella pasta, è proprio quello che ci vuole dopo i manicaretti che abbiamo mangiato in barca … ovviamente è ironico!!!!

    16 SETTEMBRE

    Dedicheremo gli ultimi giorni della nostra vacanza a Sidney e una gita nei dintorni. La giornata non è bellissima ma siamo fiduciosi quindi facciamo la nostra solita abbondante colazione a base di pancake, toast, caffelatte e aranciata e partiamo per Manly, zona di surfisti sulla baia di Sidney. Leti oggi lavora ma tutti gli altri giorni è riuscita a prenderseli liberi.

    Prendiamo il traghetto e verso le 12:00 siamo a destinazione. Arriviamo sulla spiaggia e immaginatela grande e lunga e tantissimi surfisti ad aspettare l’onda giusta nell’acqua. E’ proprio come nei film!!! Ci prendiamo un bel falafel, meno male che Leti ci cucina bene la sera perché durante il giorno non facciamo che mangiare schifezze. Insomma con questo buon falafel ci sediamo a mangiare sulla spiaggia mentre guardiamo le acrobazie dei surfisti in acqua. Troppo divertente e non essendo abituati a vedere praticare questo sport resteremmo a guardarli per ore. Restiamo parecchio tempo qui a passeggiare sulla spiaggia fino a fare un’altra lunga passeggiata fino alle scogliere. Panorama bellissimo però per le 16:30 siamo di nuovo a Manly centro perché è anche arrivato il momento dello shopping … Negozio della Billabong e Quick Silver a prezzi incredibili paragonati all’Italia. Facciamo i nostro acquisti e ne siamo più che soddisfatti, facendoci poi accompagnare dalla nostra consueta birretta lungomare. Torniamo verso casa dove ci aspetta Leti, mangiamo qualcosa al volo e pronti per uscire di nuovo perché stasera si va a sentire un concerto jazz in un posto molto particolare. Si tratta di un loft in un palazzo occupato dove la gente abita, ci sono veri e propri appartamenti. La situazione è molto carina si paga l’ingresso ognuno si porta da bere e si ascolta buona musica.

    Questa è la cosa positiva dei viaggi quando si ha qualcuno che ti porta in posti meno turistici e si assapora un po’ di più la vera vita del luogo.

    17 SETTEMBRE

    Oggi Letizia ha la giornata libera e ci porterà un po’ in giro per le boutique di Paddington e poi il giro delle spiagge. Devo dire che questi ultimi giorni ce li godiamo a pieno senza la fretta da turisti. Dopo un giro per Paddington dove colpisco qualche boutique vintage e rimango veramente estasiata da una boutique di cappellini manufatti per le signore in occasione della Melbourne cup, una delle corse di cavalli più famose nel mondo. Il proprietario della boutique me ne fa provare qualcuno ma sono chiara fin dall’inizio a dire che non acquisterò nulla, i prezzi ovviamente sono oltre il nostro budget.

    E’ arrivata l’ora diavviarci verso il mare e arriviamo a Tamarama Beach. Da qui inizia la nostra lunga passeggiata fino ad arrivare alla famosissima Bondi Beach. L’attrazione più grande per noi sono sempre le acrobazie dei surfisti e poi oggi le onde sono abbastanza alte, infatti mentre siamo sugli scogli una ci travolge e moriamo dalle risate e anche un po’ gelati dato che l’estate ancora non è arrivata. A Bondi Beach ci mangiamo dei fantastici noddles take away seduti ai tavoli che si trovano lungo la spiaggia. Poi di corsa a comprare un costume per Peter dato che l’ho lasciato a casa e ci vogliamo buttare in spiaggia e provare a fare un bagno. Costume comprato siamo pronti per buttarci in acqua anche se c’è un po’ di brezza e non è che faccia molto caldo e infatti appena mettiamo le caviglie in acqua ci si gela il sangue!!!! Fa ancora troppo freddo e anche Letizia ci dice che anche d’estate l’acqua rimane sempre un po’ fredda di quella che ti tempra bene il fisico. Ricordiamoci sempre che siamo ancora ad inizi della primavera.

    Comunque il bello di queste spiagge è osservare la gente che fa surf e tutti i tipi di sport, i ragazzi di tutte le età che fanno le loro evoluzioni nello skatepark.

    18 SETTEMBRE

    Oggi dedichiamo la mattinata ad una bella passeggiata a Watsons Bay e poi giro di shopping per gli ultimi acquisti.

    Watsons Bay è una zona residenziale e si fa una bellissima camminata lungo le scogliere che si affacciano sulla baia di Sidney. Ci sono anche delle spiagge un po’ più riservate rispetto a Bondi Beach e l’acqua è anche più calma e pulitissima, ma peccato sia gelata … io avrei voglia di fare un bagnetto ma fa ancora freddo e rinuncio all’idea. Per pranzo ci mangiamo un ottimo “fish and chips” di pesce fresco sul moletto di Watson Bay.

    Riprendiamo il traghetto per tornare verso il centro e andiamo in cerca del didgeridoo, il famoso strumento suonato dagli aborigeni. Non ci mettiamo poi tanto troviamo subito quello che ci piace e ci regalano anche un cd per imparare a suonarlo. Peter ha trovato il passatempo per le 12 ore di scalo a Pechino che dovremo affrontare nel viaggio di ritorno.

    19 SETTEMBRE

    Oggi è il nostro ultimo giorno e lo passiamo tutti e quattro insieme. Decidiamo di affittare la macchina per andare verso la penisola di Port Stephens. Si trova a tre ore da Sidney dove ci sono anche delle dune di sabbia che si estendono lungo il mare per una trentina di kilometri.

    La distanza non è molta e poi è tutta autostrada il fatto è che qui in Australia bisogna stare molto attenti a non superare i limiti di velocità perché sono molto severi a riguardo. Comunque siamo partiti abbastanza presto da Sidney quindi verso le 11:30 siamo a destinazione. Ci mettiamo un po’ a trovare il punto adatto a noi per accedere alle dune perché da altri punti è possibile solo in jeep o con i quad. Parcheggiata la macchina parte la nostra spedizione … la particolarità di questo posto è proprio questa lingua di terra di deserto immersa in una penisola estremamente rigogliosa e verde. Passiamo un paio di ore in questo paesaggio sembra veramente il deserto che si è abituati a vedere nei paesi africani ma poi si arriva anche su una lunga spiaggia. Per fortuna il luogo non è così deserto dato che troviamo un chioschetto dove possiamo mangiare un bel hamburger e patatine fritte giusto giusto in fronte al mare. Ci godiamo questo paesaggio per un altro po’ e poi si torna in macchina, continuiamo il giro della penisola di Port Stephens tra questi bei paesaggi, ormai sta scendendo il tramonto e si è fatta l’ora di tornare verso Sydney.

    Quando torniamo a casa iniziamo a preparare le valigie e Letizia si rattrista un po’ … queste due settimane sono volate e ci siamo divertiti tantissimo tutti e quattro insieme.

    In serata ci andiamo a bere una birra, è sabato sera e la vita notturna nel centro di Sidney impazza e ci divertiamo da morire a guardare la gente dalla maniera di vestire stravagante alla esuberanza in cui gli australiano si divertono il sabato sera. Devo però dire che anche in tutta questa esuberanza c’è anche molta sicurezza, nel senso che basta scatti una rissa che la polizia interviene immediatamente.

    Ed ecco che il nostro viaggio è giunto veramente al termine la mattina dopo ci svegliamo presto per andare all’aeroporto facciamo colazione con Letizia e Cristiano e giungiamo al momento dei saluti che non è per niente facile quando la distanza a separare due sorelle molto legate passa attraverso più continenti.

  2. ceci78
    , 6/4/2010 12:04
    4 SETTEMBRE 2009

    Eccoci arrivati al fatidico giorno della partenza per raggiungere l’altro capo del mondo … andiamo a trovare Leti e Cri in Australia!!!

    Volo AIR CHINA delle 20:45 quindi si va comunque al lavoro però io esco prima. Una mia collega mi dice che partire da casa mia alle 17:00 vuol dire arrivare pelo pelo con i tempi! Ma cosa possiamo fare? Peter finisce di lavorare alle 16:30. Chiamo Peter e gli dico che appena stacca deve volare per potersi fare una doccia ed essere pronto a saltare in macchina massimo per le 17:00. Chiamo mia madre per anticipare l’orario per venirci a prendere alle 16:45 e lei arriva addirittura alle 16:30, sembra lo debba prendere lei il volo per Sidney!!!

    Comunque alla fine siamo tutti in macchina per le 16:55; arrivo a Fiumicino alle 17:30 (perfettamente 3 ore in anticipo); check in fatto alle 17:45 e io sono più tranquilla!!!

    Bighelloniamo un po’ per l’aeroporto tra bar e sigarette, salutiamo i miei genitori e allora via di corsa al gate e io sono sempre più tranquilla. Ora siamo in attesa di salire sul nostro aereo planino (lo vediamo parcheggiato fuori e dobbiamo ammettere che ce lo immaginavamo più grande).

    A proposito abbiamo scoperto che avevo fatto male i calcoli: pensavamo di arrivare sabato alle 20:00(già mi pregustavo la cena a casa di Leti e Cri) e invece arriveremo per la colazione di domenica.

    6 SETTEMBRE 2009

    Siamo arrivati a destinazione dopo 27 ore di viaggio. Però in fin dei conti non è stato così stancante giusto stare seduto sulla piccola poltrona dei voli Air China ti rende verso la fine un po’ insofferente.

    A Pechino ci siamo stupiti o più che altro ci è stata data conferma dell’ordine nell’eseguire esattamente alla lettera ogni procedura di controllo. Tutti educati, disponibili ma molto silenziosi.

    Finalmente ieri mattina alle 8:00 siamo atterrati a Sidney. Effettuati tutti i controlli d’ingresso ci hanno fatto entrare in terra d’Australia!!!

    Fatta un’abbondante colazione siamo partiti alla volta di un primo sguardo alla città. Da casa di Leti e Cri già si gode di una vista mozzafiato e poi abbiamo fatto una passeggiata lungo il così chiamato “domaine” fino ad arrivare all’ Opera House ed iniziare a scattare migliaia di foto Insomma si comincia a prendere confidenza con la città. Si va a pranzo al Fish Market e ci facciamo una mangiata pazzesca di pesce ad un prezzo veramente basso. Certo immaginate il tutto stile pic-nic seduti su un praticello vicino al molo dove sono attraccati i pescherecci.

    7 SETTEMBRE 2009

    Il secondo giorno invece ci svegliamo con un po’ più di calma per recuperare il fuso e poi mia sorella ci propone di andare nella zona punk di Sydney dato che il tempo non è granchè. Ci dirigiamo verso Newtown. Diciamo l’equivalente di Camden Market a Londra ed in effetti è proprio così dato che questi paesi anglo - sassoni si somigliano nello stile e struttura di queste zone: le stesse case basse, piccole caffetterie. Peccato che essendo lunedì mattina la zona non è animata come nel week end. Comunque per pranzo ci fermiamo lì per un panino in un piccolo bar. Leti inizialmente è un po’ restia data la semplicità del posto ma sono proprio tutte queste situazioni che fanno molto tradizionale.

    Rientriamo verso il centro e decidiamo di andare all’acquario visto che la pioggia non ci aiuta a passare un po’ di tempo all’aperto. L’acquario si trova nella zona do Darling Harbour esattamente lì dove si trova il treno sospeso su un binario ma in realtà ci spiegava Letizia essere una piccola tratta e per di più il biglietto è caro rispetto alla media degli altri mezzi di trasporto perché gestito da un’azienda privata.

    Questa zona mi piace molto, l’avevamo già attraversata il giorno precedente e fermati per una birretta in uno di questi pub che costeggiano il molo.

    All’acquario ci divertiamo molto e poi la vasca del Dugong ci lascia affascinati. Si tratta di un mammifero con il corpo somigliante un po’ ai leoni marini e la faccia tenerissima con una bocca da aspirapolvere. Anche l’ultima vasca è suggestiva, in sottofondo una musica e tutti pesciolini colorati in mezzo agli squali.

    8 SETTEMBRE 2009

    Oggi la giornata è dedicata alla visita del Taronga Zoo. Sono emozionata perché Leti mi ha detto che lì si possono toccare i canguri!!!

    Per arrivare alTaronga Zoo si prende il traghetto da Circular Quay in centro. Dal traghetto si gode di una vista meravigliosa di tutta la City, l’Opera House e l’Harbour Bridge. Infatti chiedo a Peter di farmi tante foto!!! L’area dello zoo è abbastanza estesa e anche da lì si gode una suggestiva vista sulla City.
    Assistiamo allo spettacolo delle foche che in realtà ci fanno un po’ pena per quanto saranno trattate benissimo. Invece lo spettacolo degli uccelli mi emoziona tra suoni e la loro danza nel cielo. Rimango delusa perché non riuscirò a toccare i canguri dato che la zona del wildlife Australia (dove appunto ti danno la possibilità di venire a contatto con gli animali) è chiusa per mantenimento.

    Nel tardo pomeriggio ci rincontriamo con Leti e Cristiano che hanno finito di lavorare e ci andiamo a prendere una birra in un locale che si trova sotto l’Opera House. Anche qui come un po’ ovunque finora si sorseggia una birra deliziandosi della splendida vista di Sidney sotto le luci della sera.

    9 SETTEMBRE 2009

    Partenza per Melbourne alle 9:15 inizia la seconda parte del viaggio. Arriviamo in centro e portiamo i nostri bagagli da veri Bagpackers all’ostello. Questa volta ci siamo presi una stanza all’Elephant Hostel per un totale di 30€ sia io che Peter ed abbiamo capito il perché. Certo per la somma non avevamo grandi aspettative però il tutto è un po’ squallidino. In realtà il personale è molto cordiale ma forse siamo noi a non essere veri bagpackers!!!

    Iniziamo il giro della città prendendo il tram gratuito n. 35 che percorre tutto il perimetro del centro e a tuo piacimento si scende e si risale. Devo dire che Melbourne inizialmente non ci colpisce anzi io ho un attimo di disorientamento nel come sviluppare la giornata. Decidiamo di buttarci lungo la passeggiata sul fiume che si rivela molto carina e piena di sculture moderne in mezzo ai giardini.
    Certo la passeggiata non sarà lunghissima dato che qui ci ha accolto una temperatura di 9°c. Poi andiamo a vedere un altro giardino nel mezzo del quale si trova il museo di Melbourne e la sede è una struttura assolutamente avveniristica. Se pensiamo che girando per Melbourne sono in atto molti cantieri per la costruzione di nuovi edifici architettonicamente moderni (soprattutto nella zona dei Docklands) ci chiediamo come poteva essere questa città 30 anni fa.

    Poi nel tardo pomeriggio saliamo sulla Rialto Tower che ci fa impazzire per la vista che ci offre dal 59° piano. Ci doniamo anche qui una birretta alle luci della sera seduti al bar di questo grattacielo.

    10 SETTEMBRE 2009

    Il nostro ostello era squallido ma ci siamo fatti una dormita!!! quasi non riusciamo ad alzarci e continuiamo a posticipare la sveglia!!! Infatti da che avevamo preventivato di ritirare la macchina per le 9:00 arriviamo all’ufficio dell’Hertz con una mezzoretta di ritardo sulla tabella di marcia.

    Comunque per le 10:00 siamo fuori da Melbourne in direzione della “Great Ocean Road”. L’intento è quello di arrivare fino a Port Fairy per poi risalire attraverso il Grampians National Park e giù di nuovo verso Melbourne.

    Percorrere la Great Ocean Road è molto piacevole, certo in alcuni punti il panorama è molto simile a quello irlandese. Lungo la strada avvistiamo il nostro primo koala, che emozione vedere il primo animale australiano in libertà questa volta. La parte più interessante è sicuramente quella tra Apollo Bay e Port Campbell.

    Poco dopo Apollo Bay si devia per il Cape Otway lighthouse che si rivela solo una trovata commerciale perché si paga addirittura l’ingresso ed inoltre noi non abbiamo così tanto tempo da dedicare per questa visita. In compenso lungo questa deviazione un altro koala ci attraversa la strada e lo vediamo come si arrampica su di un albero. Riusciamo a fare anche un po’ di riprese mentre il koala ci guarda incuriosito. Poi ne avvistiamo ancora tantissimi che dormono sui rami degli alberi. E pensare che questi animali tenerissimi passano la maggior parte della loro giornata a dormire. Tappa super veloce per un pranzo lungo la strada e i Dodici apostoli ci aspettano. Devo dire che il panorama merita, la potenza del mare che si infrange su questi faraglioni è impressionante. Veramente uno spettacolo della forza della natura. Comunque continuando verso Port Campbell si trovano tantissime altre aree di sosta che ti offrono un paesaggio mozzafiato. Per esempio c’è tutta un’altra parte di scogliere chiamata Isola dei Martiri che all’ora del tramonto ci offre delle sfumature di colore meravigliose. Ci facciamo gli ultimi 70 km che è ormai buio. Arriviamo a Port Fairy la meta che ci eravamo prefissati per passare la notte. Una strada di casette, due motel, una pizzeria il tutto con il silenzio che predomina a meno che non si entri nel pub del motel dove ci siamo presi una camera che appunto ti offre questa tipica atmosfera anglosassone che spesso abbiamo provato anche in Irlanda quando si incontravano piccoli villaggi solo che stavolta ci troviamo nella desolazione australiana.

    11 SETTEMBRE 2009

    Siamo sull’aereo per Brisbane dove poi ci aspetta un'altra connexion per Proserpine. Abbiamo solo 35 minuti per questo trasferimento … oddio dobbiamo sbrigarci!!! All’acquisto del biglietto non mi ero resa conto del poco tempo tra l’uno e l’altro, ma d’altronde meglio così si aspetterà di meno. Al massimo Leti e Cristiano che appunto vengono da Sydney simuleranno un attacco di panico!!! Scherzo io non sono preoccupata o ansiosa ma non so perché tutti pensano che lo sia …Comunque torno a raccontare la giornata di ieri.

    Sveglia nel nostro motel di Port Fairy, deliziosa colazione in stanza. Full optional c’è il bollitore per il thè o caffè, il toaster, marmellata e latte in frigo e ti servi da solo sul tavolino della stanza.

    Dedichiamo un po’ di tempo a dare un’occhiatina a questa cittadina che fa molto caratteristica qui in Australia. Un’ unica strada con qualche negozietto e case basse, il porto con attraccati numerosi pescherecci e ci si butta verso il mare dove passiamo un po’ di tempo a guardare i surfisti. Sono in acqua tutti imbacuccati di muta anche perché il tempo è brutto e le temperature sono quasi invernali. Ma che importa forse è proprio questo il bello di fare surf, non aspettare per forza la giornata di sole, la passione è tale che un tuffetto si fa tutti i giorni. Comunque anche se non sembrano le onde sono alte e potenti.

    Per le 10:00 iniziamo la nostra risalita verso l’interno prima tappa Dunkelk. Lungo questa strada si incontrano solo fattorie. E ci divertiamo un sacco a fotografare le tipiche cassettine della posta all’ingresso di queste fattorie. Il paesaggio è gradevole. Queste enormi distese di terreno verde e pianeggiante con in lontananza le montagne del Grampians National Park.

    Arrivati a Dunkelk “ fast second breakfast” e io prenderò un ottimo muffin che non finisco e si rivelerà estremamente utile poi capirete il motivo!!

    Cominciamo ad attraversare i Grampians. Boschi e boschi in mezzo alle montagne (non poi così alte ma di conformazione interessante) ed a predominare la folta vegetazione di eucalipti.

    Continuamente incrociamo il segnale stradale di fare attenzione ai canguri ma sinceramente non ne vediamo neanche uno o più che altro ne vediamo solo di morti sul ciglio della strada.

    Adesso iniziamo a costeggiare un lago dunque decidiamo di fermarci in un’area di sosta per godere del panorama. E qui ci divertiamo da morire perché è pieno di pappagalli colorati ed in questo momento entra in gioco il muffin!! Iniziamo a dargli le briciole e loro delicatamente le prendono direttamente dalla mia mano anzi mi salgono proprio in mano e sulle spalle.

    Veramente emozionante il contatto con gli animali in libertà e forse è proprio questa una delle sensazioni più belle vissute in Australia, venire a contatto con la natura quando rimane così selvaggia.

    Siamo quasi arrivati ad Halls Gap. Qui ci rendiamo conto che non abbiamo tempo per arrivare al “Pinnacle” e “Macquenzie Falls” perché entrambe queste mete comportano passeggiate lunghe di almeno due ore. Allora ci accontentiamo di pranzare take away in uno dei punti panoramici intorno ad Halls Gap. Sulla via del ritorno prima di uscire dal Grampians National Park inizialmente avvistiamo il nostro primo canguro in libertà ed anche abbastanza grande!!! Anzi un signore del posto ci consiglia in un inglese per me quasi incomprensibile per il forte accento australiano di non avvicinarci troppo.

    Da Halls Gap a Melbourne ce la facciamo più o meno diretta senza ulteriori soste.

    A Melbourne ritorniamo all’ostello dell’andata ma stavolta prendiamo ad un prezzo leggermente superiore la stanza con bagno e devo dire che lo standard è nettamente superiore a quella della prima sera.

    Melbourne alla luce di una serata più calda si rivela gradevole e la rivalutiamo sorseggiando a fine serata una birra sul lungo fiume in uno di questi localini tanto carini che caratterizzano la città.

    12 SETTEMEBRE 2009

    Arriviamo a Brisbane dove rincontriamo Letizia e Cristiano. Da Brisbane prendiamo un altro volo per Proserpine, un’altra oretta e mezzo. E’ impressionante come già ci siamo abituati a percorrere distanze in aereo che solitamente in Europa sembrano lontane, invece qui si affrontano tre ore di volo quasi pensando che siano poche. Arriviamo ad Airlie Beach dove abbiamo preso una camera per quattro in un ostello. C’è anche il bagno in camera e tutto è pulitissimo. Questo villaggio molto turistico è gradevole ma non riusciamo a capire perché nessuno si fa il bagno … e dopo un po’ capiamo che Cristiano aveva ragione la zona è popolata da coccodrilli o per lo meno ne sono stati avvistati. Allora che fanno in Australia … dato che non si può fare il bagno al mare ti costruiscono una splendida piscina stile resort con la vista sul mare e l’area pic-nic dunque anche noi ne approfittiamo, ci compriamo sei birre e ce le andiamo a godere appunto nell’area pic-nic perché leggiamo che unicamente in quella zona è consentita la consumazione di alcool. Ma in realtà non abbiamo capito proprio niente perché il cartello dice “ALCOOL FREE AREA” ovvero che quest’area deve rimanere libera dalla consumazione di alcolici. Eh vabbè che dobbiamo fare ormai??? Proviamo il brivido del proibito e ce le beviamo lo stesso.

    Proseguiamo la nostra giornata ormai con temperature decisamente più tropicali rispetto a Melbourne con una bella passeggiata al tramonto verso il porto e una cena thailandese. Cristiano non è proprio in formissima perché ha preso freddo giocando a calcetto, speriamo bene per i prossimi giorni in barca.

    Dopo cena scendiamo sulla spiaggia a vedere le stelle e qui ci rendiamo conto senza le luci della città di quante ce ne siano in quest’emisfero. Il bello che da qui si vede anche la via lattea!! Mentre siamo sulla spiaggia vediamo una stella cadente o non so bene cosa sia: è lenta e assume veramente l’aspetto di una palla di fuoco che si disintegra a mano a mano che entra nell’atmosfera. Rimaniamo tutti e quattro in silenzio e a bocca aperta perché nessuno di noi ha mai visto niente di simile, anzi ad un cero punto ci siamo pure un po’ spaventati perché si avvicinava sempre di più. Insomma l’Australia ci ha regalato anche questa esperienza.

    13 SETTEMBRE

    Oggi siamo pronti per la nostra prima esperienza in barca a vela.

    Navigheremo per due giorni tra le isole di Whitsundays con altre 24 persone. Siamo tutti molto curiosi di come sarà questa esperienza … sicuramente sarà tutto in stile campeggio, non ci aspettiamo assolutamente la barca extra lusso anche perché il nostro budget non lo avrebbe permesso. L’agenzia con la quale abbiamo prenotato ci manda in un altro ufficio per fare il check in e lì ci dicono che ognuno di noi può portare solo una borsetta che ci danno loro per l’appunto con lo stretto necessario per stare in barca. I nostri mega bagagli (in realtà si tratta semplicemente del solito bagaglio a mano) li possiamo lasciare gratuitamente all’agenzia. Siamo o meglio sono un po’ in crisi perché non riesco a fare una selezione di quello che mi potrà servire … mi renderò conto che non sarebbe servito neanche il pigiama!!! Resteremo tutti vestiti uguali giusto con il cambio del costume.

    Ci imbarchiamo alle 12:00 e si salpa alle 13:00. Nel pomeriggio è prevista la prima uscita di snorkeling. Sinceramente io, Leti e Peter siamo un po’ intimoriti nel buttarci in acqua. Tra le meduse velenose a livello mortale e squali ci si fa condizionare parecchio, inoltre all’inizio del viaggio ci fanno firmare un foglio nel quale ci chiedono se saremmo disposti a pagare l’elicottero nel caso ci sia bisogno di un trasporto d’emergenza in ospedale in caso di incidente.
    Insomma ci tengono ad informarti e a farti assumere la responsabilità su eventuali rischi. Comunque è ovvio che indossiamo le mute e ci buttiamo in acqua, non ci facciamo scappare questa occasione … siamo qui per questo. Il mondo subacqueo come al solito ha la capacità di sorprenderti. Tra coralli e pesci lo spettacolo è meraviglioso. Vediamo anche un pesce abbastanza grosso e un po’ goffo che ci dicono successivamente viene chiamato “Elvis”. Comunque per fare snorkeling ci portano sempre abbastanza vicini alla riva. Quando risaliamo in barca ci aspetta una bella merenda: thè o caffè con biscotti. Buono è proprio quello che ci voleva …

    Proseguiamo la navigazione alla luce del tramonto verso l’approdo in rada per la notte. Il tutto bevendoci una bella birretta comprata alla partenza. Le bevande infatti non sono incluse nel pacchetto dei due giorni quindi ognuno si è comprato le proprie. La cena non è molto buona bisogna ammetere anzi … invece va bene a Peter che non mangiando carne gli hanno servito un bel pesciolino surgelato con riso in bianco. Ma che importa del cibo il tutto è ricompensato dal passare la notte fuori, dormiamo sul ponte guardando queste magnifiche stelle e ci facciamo una di quelle dormite niente male cullati dal dondolio del mare!!!

    14 SETTEMBRE

    Ovviamente in barca si va a letto presto e ci si alza altrettanto presto. Verso le 6:30 siamo tutti svegli e dopo un’ottima colazione si va in direzione della tanto attesa spiaggia di Whitheven.

    Approdiamo in una baia e da lì col gommone arriveremo fino alla spiaggia di fronte e proseguiremo a piedi. Questa baia è famosa per essere popolata da tartarughe e infatti ne avvistiamo immediatamente due. Scesi a terra si fa una camminata di una quindicina di minuti e si arriva al punto panoramico di Whitheven. Il panorama da quassù è meraviglioso, peccato che si debba lottare un po’ troppo per trovare lo spazio per una fotografia senza gli altri intorno. Invece quando si scende in spiaggia lo spazio è talmente grande che l’afflusso di turisti non si sente così tanto. Qui passiamo un’oretta e mezzo tra bagno, fotografie e passeggiata alla scoperta dei diversi colori assunti dal mare. E’ una spiaggia tropicale con sabbia bianchissima e finissima, insomma è il posto perfetto per fare un po’ di fotografie da modella!!!

    Al rientro abbiamo una piccola avventura sul gommone. La ragazza della crew, da noi soprannominata Andrea(perché è un maschiaccio e assomiglia pure ad un nostro amico), sbaglia il percorso e rimaniamo incastrati tra i coralli. I ragazzi, tra cui anche i nostri valorosi uomini Peter e Cristiano, aiutano a portare il gommone fuori dalla zona critica tra lamenti vari per il dolore sotto ai piedi. Alla fine usciamo ma certo abbiamo sentito svariate botte … qualche danno è stato fatto!!!

    Sulla barca ci servono il pranzo, sarà la fame ma era molto buono!!! E poi via verso la nuova meta per fare snorkeling. Stavolta la navigazione è lunga però durante il tragitto vediamo un’aquila. Per la verità è il nostro skipper a farcela notare e la chiama con un fischio. Tutta la barca è riversa a guardare l’eleganza di questo uccello e la nostra crew le lancia un pezzetto di carne che l’aquila prende al volo. Ancora una volta assistiamo ad uno spettacolo della natura!!!

    Lo snorkeling del pomeriggio io e Leti non ce lo godiamo tantissimo perché sentiamo freddo quasi subito allora decidiamo di andare sulla spiaggia. La guida ha detto che ci sarebbe venuta a prendere lì però noi vediamo tutto il gruppo un po’ troppo lontano e ci ributtiamo in acqua per raggiungerli. La cosa brutta in queste
    acque, almeno per noi europei che non siamo abituati ad animali pericolosi in mare, è che si cade un po’ in paranoia subito pensando a quali pesci … squali più che altro … potrebbero spuntare sotto di te, oppure ti inizia a pizzicare qualche parte del corpo pensando che ti abbia punto qualche medusa mortale!!!

    Comunque Letizia dice di essere stanca ma poco dopo ammette di avere un po’ paura. Il gommone è ancora lontano ma Peter che già ci sta sopra ci vede e io gli faccio segno di venirci a prendere. Il nostro eroe ci ha salvate!!! La nottata stavolta la passiamo in mezzo al mare vicino ad una secca che la mattina presto emergerà maggiormente.

    Il nostro skipper prima di cena ci illustra sulla cartina il percorso che abbiamo fatto e tutti i pesci che ci sono in questo mare, ci dice anche che il giorno dopo lo snorkeling per chi lo vuole fare è previsto per le 7:00 del mattino dato che alle 11:00 dobbiamo essere di nuovo ad Arlie Beach. Dopo cena lo skipper ci spiega anche le stelle e ci aiuta a vedere qualche costellazione da questa parte dell’emisfero. La costellazione dello scorpione è visibilissima e la via lattea appare luminosissima. Comunque il cielo così luminoso è impressionante e bisogna ammettere che nel nostro emisfero ce ne sono molte ma molte meno. Io e Peter dormiamo di nuovo fuori perché non possiamo perdere questa esperienza. Cristiano poverino ci abbandona non si sente per niente bene perché come dice Letizia non si è curato bene … quindi loro vanno sotto coperta.

    15 SETTEMBRE

    Sveglia prestissimo ed è Leti che ci sveglia oggi facendoci il solletico sotto ai piedi. La crew già sta preparando la colazione e dicendo di prepararsi per lo snorkeling per chi vuole scendere. Cristiano ancora dorme, Leti e Peter sono tra l’assonnato e troppo freddo così di prima mattina. Io sono indecisa perché ho un po’ timore a buttarmi così in mare aperto anche se con la mattina la secca è emersa essendoci bassa marea. Alla fine mi precipito a prepararmi quando mi ricapita più e poi lo skipper ha detto che questa è zona di tartarughe e questo è il mio obiettivo … vederne almeno una!!!

    Inizialmente a buttarci in acqua siamo solo in quattro ed io mi aggrego ad una inglese un po’ acidella ma preferisco non nuotare da sola. Poi arriva un altro gruppetto di persone ed ecco qua che appare una bellissima tartaruga che nuota. Un’esperienza unica e io le nuoto quasi accanto e lei non si cura quasi per niente di tutto il gruppetto che la segue. Dopo questo meraviglioso avvistamento per me l’esperienza snorkeling si è conclusa magnificamente. Risalgo sulla barca ed entusiasta racconto agli altri la mia esperienza. Devo dire che anche la sensazione di buttarsi in acqua così presto sentire l’acqua ancora fredda tempra il fisico e dopo una buonissima colazione per continuare una giornata già iniziata in maniera attiva.

    Stiamo tornando alla base e purtroppo non vedremo nessuna balena pur essendo periodo. Beh non è poi così facile l’avvistamento delle balene da quello che ci dice la crew.

    Finita la nostra gita in barca andiamo a recuperare le valigie, mangiamo un boccone e andiamo all’aeroporto. Nel pomeriggio tardi siamo di nuovo a Sidney e Leti ci prepara una bella pasta, è proprio quello che ci vuole dopo i manicaretti che abbiamo mangiato in barca … ovviamente è ironico!!!!

    16 SETTEMBRE

    Dedicheremo gli ultimi giorni della nostra vacanza a Sidney e una gita nei dintorni. La giornata non è bellissima ma siamo fiduciosi quindi facciamo la nostra solita abbondante colazione a base di pancake, toast, caffelatte e aranciata e partiamo per Manly, zona di surfisti sulla baia di Sidney. Leti oggi lavora ma tutti gli altri giorni è riuscita a prenderseli liberi.

    Prendiamo il traghetto e verso le 12:00 siamo a destinazione. Arriviamo sulla spiaggia e immaginatela grande e lunga e tantissimi surfisti ad aspettare l’onda giusta nell’acqua. E’ proprio come nei film!!! Ci prendiamo un bel falafel, meno male che Leti ci cucina bene la sera perché durante il giorno non facciamo che mangiare schifezze. Insomma con questo buon falafel ci sediamo a mangiare sulla spiaggia mentre guardiamo le acrobazie dei surfisti in acqua. Troppo divertente e non essendo abituati a vedere praticare questo sport resteremmo a guardarli per ore. Restiamo parecchio tempo qui a passeggiare sulla spiaggia fino a fare un’altra lunga passeggiata fino alle scogliere. Panorama bellissimo però per le 16:30 siamo di nuovo a Manly centro perché è anche arrivato il momento dello shopping
    … Negozio della Billabong e Quick Silver a prezzi incredibili paragonati all’Italia. Facciamo i nostro acquisti e ne siamo più che soddisfatti, facendoci poi accompagnare dalla nostra consueta birretta lungomare. Torniamo verso casa dove ci aspetta Leti, mangiamo qualcosa al volo e pronti per uscire di nuovo perché stasera si va a sentire un concerto jazz in un posto molto particolare. Si tratta di un loft in un palazzo occupato dove la gente abita, ci sono veri e propri appartamenti. La situazione è molto carina si paga l’ingresso ognuno si porta da bere e si ascolta buona musica.

    Questa è la cosa positiva dei viaggi quando si ha qualcuno che ti porta in posti meno turistici e si assapora un po’ di più la vera vita del luogo.

    17 SETTEMBRE

    Oggi Letizia ha la giornata libera e ci porterà un po’ in giro per le boutique di Paddington e poi il giro delle spiagge. Devo dire che questi ultimi giorni ce li godiamo a pieno senza la fretta da turisti. Dopo un giro per Paddington dove colpisco qualche boutique vintage e rimango veramente estasiata da una boutique di cappellini manufatti per le signore in occasione della Melbourne cup, una delle corse di cavalli più famose nel mondo. Il proprietario della boutique me ne fa provare qualcuno ma sono chiara fin dall’inizio a dire che non acquisterò nulla, i prezzi ovviamente sono oltre il nostro budget.

    E’ arrivata l’ora diavviarci verso il mare e arriviamo a Tamarama Beach. Da qui inizia la nostra lunga passeggiata fino ad arrivare alla famosissima Bondi Beach. L’attrazione più grande per noi sono sempre le acrobazie dei surfisti e poi oggi le onde sono abbastanza alte, infatti mentre siamo sugli scogli una ci travolge e moriamo dalle risate e anche un po’ gelati dato che l’estate ancora non è arrivata. A Bondi Beach ci mangiamo dei fantastici noddles take away seduti ai tavoli che si trovano lungo la spiaggia. Poi di corsa a comprare un costume per Peter dato che l’ho lasciato a casa e ci vogliamo buttare in spiaggia e provare a fare un bagno. Costume comprato siamo pronti per buttarci in acqua anche se c’è un po’ di brezza e non è che faccia molto caldo e infatti appena mettiamo le caviglie in acqua ci si gela il sangue!!!! Fa ancora troppo freddo e anche Letizia ci dice che anche d’estate l’acqua rimane sempre un po’ fredda di quella che ti tempra bene il fisico. Ricordiamoci sempre che siamo ancora ad
    inizi della primavera.

    Comunque il bello di queste spiagge è osservare la gente che fa surf e tutti i tipi di sport, i ragazzi di tutte le età che fanno le loro evoluzioni nello skatepark.

    18 SETTEMBRE

    Oggi dedichiamo la mattinata ad una bella passeggiata a Watsons Bay e poi giro di shopping per gli ultimi acquisti.

    Watsons Bay è una zona residenziale e si fa una bellissima camminata lungo le scogliere che si affacciano sulla baia di Sidney. Ci sono anche delle spiagge un po’ più riservate rispetto a Bondi Beach e l’acqua è anche più calma e pulitissima, ma peccato sia gelata … io avrei voglia di fare un bagnetto ma fa ancora freddo e rinuncio all’idea. Per pranzo ci mangiamo un ottimo “fish and chips” di pesce fresco sul moletto di Watson Bay.

    Riprendiamo il traghetto per tornare verso il centro e andiamo in cerca del didgeridoo, il famoso strumento suonato dagli aborigeni. Non ci mettiamo poi tanto troviamo subito quello che ci piace e ci regalano anche un cd per imparare a suonarlo. Peter ha trovato il passatempo per le 12 ore di scalo a Pechino che dovremo
    affrontare nel viaggio di ritorno.

    19 SETTEMBRE

    Oggi è il nostro ultimo giorno e lo passiamo tutti e quattro insieme. Decidiamo di affittare la macchina per andare verso la penisola di Port Stephens. Si trova a tre ore da Sidney dove ci sono anche delle dune di sabbia che si estendono lungo il mare per una trentina di kilometri.

    La distanza non è molta e poi è tutta autostrada il fatto è che qui in Australia bisogna stare molto attenti a non superare i limiti di velocità perché sono molto severi a riguardo. Comunque siamo partiti abbastanza presto da Sidney quindi verso le 11:30 siamo a destinazione. Ci mettiamo un po’ a trovare il punto adatto a noi per accedere alle dune perché da altri punti è possibile solo in jeep o con i quad. Parcheggiata la macchina parte la nostra spedizione … la particolarità di questo posto è proprio questa lingua di terra di deserto immersa in una penisola estremamente rigogliosa e verde. Passiamo un paio di ore in questo paesaggio sembra veramente il deserto che si è abituati a vedere nei paesi africani ma poi si arriva anche su una lunga spiaggia. Per fortuna il luogo non è così deserto dato che troviamo un chioschetto dove possiamo mangiare un bel hamburger e patatine fritte giusto
    giusto in fronte al mare. Ci godiamo questo paesaggio per un altro po’ e poi si torna in macchina, continuiamo il giro della penisola di Port Stephens tra questi bei paesaggi, ormai sta scendendo il tramonto e si è fatta l’ora di tornare verso Sydney.

    Quando torniamo a casa iniziamo a preparare le valigie e Letizia si rattrista un po’ … queste due settimane sono volate e ci siamo divertiti tantissimo tutti e quattro insieme.

    In serata ci andiamo a bere una birra, è sabato sera e la vita notturna nel centro di Sidney impazza e ci divertiamo da morire a guardare la gente dalla maniera di vestire stravagante alla esuberanza in cui gli australiano si divertono il sabato sera. Devo però dire che anche in tutta questa esuberanza c’è anche molta sicurezza, nel senso che basta scatti una rissa che la polizia interviene immediatamente.

    Ed ecco che il nostro viaggio è giunto veramente al termine la mattina dopo ci svegliamo presto per andare all’aeroporto facciamo colazione con Letizia e Cristiano e giungiamo al momento dei saluti che non è per niente facile quando la distanza a separare due sorelle molto legate passa attraverso più continenti.