1. 1: Diario di Viaggio

    di , il 23/3/2010 15:54

    Ero tornato da un viaggio in Giappone in cui l'ordine e la rigorosità regnavano sovrane e mi sono detto: "Proviamo tutto l'opposto!". Bene, il Cairo è l'opposto.

    In questo racconto non mi soffermerò nell'esplicazione dei luoghi d'interesse visitati perchè d'informazioni su piramidi e antichi egizi esiste una bibliografia vastissima, bensì mi concentrerò sull'Egitto moderno.

    Le città visitate sono state il Cairo e Alessandria d'Egitto. In entrambe le località, il minimo comune denominatore è il caos. Le più basilari regole del vivere tranquillo sono sovrastate dal suono dei clacson (strumento usato dall'egiziano per affermare il proprio orgoglio di autista alla Gilles Villenueve) e la conformazione degli agglomerati urbani sembra più un puzzle da comporre che una capitale.

    La prima regola nel trasporto urbano è che non ci sono regole. Centauri in moto senza casco o con casco edile o ancora meglio con casco indossato alla rovescia, semafori impazziti che segnalano verde alle macchine e allo stesso tempo ai pedoni, milioni di taxi che sfrecciano, le precedenze usate come optional e dulcis in fundo gente aggrappata agli autobus stile Fantozzi sono le caratteristiche di una media giornata egiziana. Sinceramente a me è piaciuto moltissimo vivere certe situazioni, anche se le mie vie respiratorie hanno subito sicuramente delle compromissioni dovute all’elevatissima emissione di smog. Il mangiare, come in tutto il nord dell’Africa, è apprezzabile. Le spezie la fanno da padrone e l'igiene qualche volta lascia a desiderare.

    L'egiziano è una persona molto disponibile e ospitale (Remon docet!) ma che proprio non ha nel suo Dna la conformità e l'ordine civile e architettonico. Basti dire che davanti alla magnifica Sfinge e alle tre più importate piramidi dell’Antico Egitto c'è un Pizza Hut che di Antico Egitto non ha assolutamente niente.

    Citazione particolare va fatta al mercato e gran bazar della zona di Khan El Kalili del Cairo, luogo mistico ed affascinante dove tutto ha un prezzo...dove tutto ha più di un prezzo, dove la contrattazione è d'obbligo, dove pagare la metà può sembrare un affare, dove quasi sempre loro fanno l’affare e tu no...ma viste le loro dimore... si può anche chiudere un occhio... noi abbiamo l'oppurtinità di confrontare...loro.. l'obbligo di sopravvivere.

    Non inganni però quanto scritto sopra perchè l'Egitto vi rimarrà nel cuore per la sua storia, innumerevoli siti da visitare e ammirare e per il suo caratteristico e rumoroso caos cittadino.

  2. Biagiolandia
    , 23/3/2010 15:54
    Ero tornato da un viaggio in Giappone in cui l'ordine e la rigorosità regnavano sovrane e mi sono detto: "Proviamo tutto l'opposto!". Bene, il Cairo è l'opposto.<?xml version='1.0' encoding='utf-8'?>
    In questo racconto non mi soffermerò nell'esplicazione dei luoghi d'interesse visitati perchè d'informazioni su piramidi e antichi egizi esiste una bibliografia vastissima, bensì mi concentrerò sull'Egitto moderno.
    Le città visitate sono state il Cairo e Alessandria d'Egitto. In entrambe le località, il minimo comune denominatore è il caos. Le più basilari regole del vivere tranquillo sono sovrastate dal suono dei clacson (strumento usato dall'egiziano per affermare il proprio orgoglio di autista alla Gilles Villenueve) e la conformazione degli agglomerati urbani sembra più un puzzle da comporre che una capitale.
    La prima regola nel trasporto urbano è che non ci sono regole. Centauri in moto senza casco o con casco edile o ancora meglio con casco indossato alla rovescia, semafori impazziti che segnalano verde alle macchine e allo stesso tempo ai pedoni, milioni di taxi che sfrecciano, le precedenze usate come optional e dulcis in fundo gente aggrappata agli autobus stile Fantozzi sono le caratteristiche di una media giornata egiziana. Sinceramente a me è piaciuto moltissimo vivere certe situazioni, anche se le mie vie respiratorie hanno subito sicuramente delle compromissioni dovute all’elevatissima emissione di smog. Il mangiare, come in tutto il nord dell’Africa, è apprezzabile. Le spezie la fanno da padrone e l'igiene qualche volta lascia a desiderare.
    L'egiziano è una persona molto disponibile e ospitale (Remon docet!) ma che proprio non ha nel suo Dna la conformità e l'ordine civile e architettonico. Basti dire che davanti alla magnifica Sfinge e alle tre più importate piramidi dell’Antico Egitto c'è un Pizza Hut che di Antico Egitto non ha assolutamente niente.
    Citazione particolare va fatta al mercato e gran bazar della zona di Khan El Kalili del Cairo, luogo mistico ed affascinante dove tutto ha un prezzo...dove tutto ha più di un prezzo, dove la contrattazione è d'obbligo, dove pagare la metà può sembrare un affare, dove quasi sempre loro fanno l’affare e tu no...ma viste le loro dimore... si può anche chiudere un occhio... noi abbiamo l'oppurtinità di confrontare...loro.. l'obbligo di sopravvivere.
    Non inganni però quanto scritto sopra perchè l'Egitto vi rimarrà nel cuore per la sua storia, innumerevoli siti da visitare e ammirare e per il suo caratteristico e rumoroso caos cittadino.