1. 1: Patrizio & Syusy

    di , il 23/3/2010 12:13

    Ma come si fa a capire il Messico? Lo abbiamo chiesto allo scrittore Paco Ignacio Taibo II (quello che ha scritto La bicicletta di Leonardo, la biografia del Che e di Pancho Villa). Ci ha portati nella sua casa di Città del Messico il nostro amico Pino Cacucci, scrittore anche lui (Puerto Escondido, San Isidro Futbol, La polvere del Messico e Un po’ per amore e un po’ per rabbia). Paco Taibo sta telefonando con due telefoni, con uno parla con il padre, con l’altro con il fratello, uno per orecchio. Pare che stiano litigando. Allora Paco si stufa, lega le due cornette assieme e lascia che se la sbrighino tra loro. Intanto beve Coca-cola a collo. Pare che sia Coca-cola-dipendente. Va in cucina, prende dal frigo un piatto di salame già tagliato. Il salame gli cade per terra. Il suo cane si avventa sul salame, Paco glielo strappa di bocca e lo raccoglie da terra, poi ce lo offre. E, dopo altri due o tre lunghi sorsi di coca-cola, sentenzia: “Per capire il Messico andate all’alba allo Zocalo, a vedere l’alzabandiera”.

    La mattina dopo, alle 5 e mezza, andiamo allo Zocalo, la piazza di Città del Mexico, che per i messicani è la piazza più grande del mondo. Non c’è nessuno, soltanto un signore che gira per la piazza, con una bandierina messicana: protesta per un broglio elettorale subito dal suo partito, da solo, 24 ore al giorno, con determinazione “pannelliana”. Poi, nel silenzio surreale, si spalanca il portone del Palazzo Nazionale, dove si intravedono i murales di Diego Rivera, ed esce uno squadrone di militari che trascina un lenzuolone lunghissimo, mentre nel silenzio esplode la banda che rimbomba sulla facciata della Cattedrale. Nel centro della piazza issano la bandiera del Messico, la bandiera più grande del mondo, un bandierone smisurato che inizia a sbattere come una vela immensa. Musica, ordini concitati, tacchi che sbattono, saluti, poi il drappello torna dentro, si chiude il portone, silenzio. E intanto il manifestante solitario ha continuato imperterrito a marciare lungo il perimetro della piazza (sia chiaro: la più grande del mondo), che di soprannome fa Zocalo, ma di nome fa piazza della Costituzione!

    Poco dopo spuntano gli artigiani e gli operai (fabbri, idraulici, muratori, elettricisti) che si mettono in fila lungo il bordo della piazza, in attesa che venga qualcuno ad ingaggiarli. Più in là apre il Monte di Pietà, il più grande e frequentato del mondo.

    Eccolo il Messico: smisurato, orgoglioso, povero, ricchissimo, patriottico, esplosivo, anarchico, rivoluzionario, passionale...

    Il Messico è mille strade, mille percorsi, mille viaggi...

  2. Turisti Per Caso.it
    , 23/3/2010 12:13
    Ma come si fa a capire il Messico? Lo abbiamo chiesto allo scrittore<b> Paco Ignacio Taibo II</b> (quello che ha scritto La bicicletta di Leonardo, la biografia del Che e di Pancho Villa). Ci ha portati nella sua casa di Città del Messico il nostro amico <b>Pino Cacucci</b>, scrittore anche lui (Puerto Escondido, San Isidro Futbol, La polvere del Messico e Un po’ per amore e un po’ per rabbia).
    Paco Taibo sta telefonando con due telefoni, con uno parla con il padre, con l’altro con il fratello, uno per orecchio. Pare che stiano litigando. Allora Paco si stufa, lega le due cornette assieme e lascia che se la sbrighino tra loro. Intanto beve Coca-cola a collo. Pare che sia Coca-cola-dipendente. Va in cucina, prende dal frigo un piatto di salame già tagliato. Il salame gli cade per terra. Il suo cane si avventa sul salame, Paco glielo strappa di bocca e lo raccoglie da terra, poi ce lo offre. E, dopo altri due o tre lunghi sorsi di coca-cola, sentenzia: “<b>Per capire il Messico andate all’alba allo Zocalo, a vedere l’alzabandiera</b>”.

    La mattina dopo, alle 5 e mezza, andiamo allo <b>Zocalo</b>, la piazza di Città del Mexico, che per i messicani è la piazza più grande del mondo. Non c’è nessuno, soltanto un signore che gira per la piazza, con una bandierina messicana: protesta per un broglio elettorale subito dal suo partito, da solo, 24 ore al giorno, con determinazione “pannelliana”. Poi, nel silenzio surreale, si spalanca il portone del Palazzo Nazionale, dove si intravedono i murales di Diego Rivera, ed esce uno squadrone di militari che trascina un lenzuolone lunghissimo, mentre nel silenzio esplode la banda che rimbomba sulla facciata della Cattedrale. Nel centro della piazza issano la bandiera del Messico, la bandiera più grande del mondo, un bandierone smisurato che inizia a sbattere come una vela immensa. Musica, ordini concitati, tacchi che sbattono, saluti, poi il drappello torna dentro, si chiude il portone, silenzio. E intanto il manifestante solitario ha continuato imperterrito a marciare lungo il perimetro della piazza (sia chiaro: la più grande del mondo), che di soprannome fa Zocalo, ma di nome fa piazza della Costituzione!

    Poco dopo spuntano gli artigiani e gli operai (fabbri, idraulici, muratori, elettricisti) che si mettono in fila lungo il bordo della piazza, in attesa che venga qualcuno ad ingaggiarli. Più in là apre il Monte di Pietà, il più grande e frequentato del mondo.

    Eccolo il Messico: smisurato, orgoglioso, povero, ricchissimo, patriottico, esplosivo, anarchico, rivoluzionario, passionale...


    Il Messico è mille strade, mille percorsi, mille viaggi...