1. 1: Patrizio & Syusy

    di , il 23/3/2010 12:07

    Il Marocco è uno dei primi viaggi che abbiamo fatto, ci siamo andati con Patrick, un amico marocchino che vive in Italia, che ci ha portato a casa sua, a conoscere la sua famiglia. Ed è stato anche uno dei viaggi più belli, che mi ha riempito di immagini che non si cancellano: Marrakech con la piazza Djemaa el-Fna e il mercato di guaritori che vendevano rimedi “naturali”, ma anche le strade laterali con gli artigiani più bravi del mondo che, ormai, realizzano quasi tutte le intuizioni dei nostri architetti e designer. Fez, l’università più antica del mondo con le concerie e la colorazione delle stoffe, e la medina dove io mi sono "persa" metaforicamente tra le scuole coraniche e invece Patrizio si è perso davvero perché ha un senso dell’orientamento che fa schifo. Poi i Monti dell’Atlante, col loro nome che evoca la leggenda della Regina di Atlantide, Antinea. E qui Patrizio ha mangiato carne di capra ed è stato male.

    Il Marocco per me è la terra più bella del mondo, una terra fertile, rossa, ricchissima. È il deserto dove siamo andati per vedere il tramonto e l’alba, ma non abbiamo visto niente perché… è piovuto! Non succedeva da 20 anni, e volevano tenerci là perché dicevano che portiamo fortuna, visto avevamo portato l'acqua.

    Il Marocco sono le donne che mi hanno insegnato a fare il cus cus, accosciate in cucina, mentre gli uomini fumavano di sopra, nel diwan, il soggiorno. Marocco sono gli uomini che io ho scandalizzato andando poi (una donna!) a chiacchierare e a fumare con loro, con grande disappunto di Patrizio. Sono i ragazzi che ho scoperto che vengono in Europa non solo per necessità, quanto per curiosità, come viaggio di iniziazione e per sottrarsi a una società chiusa e patriarcale, modellata sulla struttura gerarchica di potere dell’esercito, ma con una donna come giovane regina che ha voluto più libertà per le donne del suo paese.

    Poi il Marocco è la musica, la musica berbera e la musica contaminata di giovani autori come il mio amico Nureddin, che poi è venuto a trovarci in Italia. Quante cose è il Marocco.

  2. Turisti Per Caso.it
    , 23/3/2010 12:07
    Il Marocco è uno dei primi viaggi che abbiamo fatto, ci siamo andati con Patrick, un amico marocchino che vive in Italia, che ci ha portato a casa sua, a conoscere la sua famiglia. Ed è stato anche uno dei viaggi più belli, che mi ha riempito di immagini che non si cancellano: <b>Marrakech </b>con la piazza Djemaa el-Fna e il mercato di guaritori che vendevano rimedi “naturali”, ma anche le strade laterali con gli artigiani più bravi del mondo che, ormai, realizzano quasi tutte le intuizioni dei nostri architetti e designer. <b>Fez</b>, l’università più antica del mondo con le concerie e la colorazione delle stoffe, e la medina dove io mi sono "persa" metaforicamente tra le scuole coraniche e invece Patrizio si è perso davvero perché ha un senso dell’orientamento che fa schifo. Poi i <b>Monti dell’Atlante</b>, col loro nome che evoca la leggenda della Regina di Atlantide, Antinea. E qui Patrizio ha mangiato carne di capra ed è stato male.

    Il Marocco per me è la terra più bella del mondo, una terra fertile, rossa, ricchissima. È il deserto dove siamo andati per vedere il tramonto e l’alba, ma non abbiamo visto niente perché… è piovuto! Non succedeva da 20 anni, e volevano tenerci là perché dicevano che portiamo fortuna, visto avevamo portato l'acqua.

    Il Marocco sono le donne che mi hanno insegnato a fare il cus cus, accosciate in cucina, mentre gli uomini fumavano di sopra, nel <i>diwan</i>, il soggiorno. Marocco sono gli uomini che io ho scandalizzato andando poi (una donna!) a chiacchierare e a fumare con loro, con grande disappunto di Patrizio. Sono i ragazzi che ho scoperto che vengono in Europa non solo per necessità, quanto per curiosità, come viaggio di iniziazione e per sottrarsi a una società chiusa e patriarcale, modellata sulla struttura gerarchica di potere dell’esercito, ma con una donna come giovane regina che ha voluto più libertà per le donne del suo paese.

    Poi il Marocco è la musica, la musica berbera e la musica contaminata di giovani autori come il mio amico Nureddin, che poi è venuto a trovarci in Italia.
    Quante cose è il Marocco.