1. Famiglia, divorzio o abnegazione per i figli?

    di , il 5/5/2001 00:00

    Cosa ne pensate dei matrimoni che falliscono dopo pochissimi anni ?

    Forse non esiste più quel senso di sacrificio di un tempo, oppure si è giunti oramai ad una consapevolezza dell'IO a tutti i costi, anche a costo di sacrificare la famiglia e, peggio ancora, il proprio figlio che si vede diviso o conteso tra quelle due persone nelle quali aveva riversato tutta la sua fiducia?

    Urge consiglio veramente e vivamente spassionato!!!

  2. Mariagrazia Simmini
    , 24/7/2001 00:00
    Vorrei ringraziare tutti ,perchè non mi avete fatto sentire sola, perchè mi avete dato tutti la dolce illusione di avere mille amici, perchè è meraviglioso sapere di non vivere da soli quella strana ,triste, buffa...realtà!!!Non dimenticherò i vs nomi , le vs parole, i vs consigli,non dimenticherò questa fantastica avventura .Un abbraccio particolare a Siusy e Patrizio
  3. Riccardo Marchetti
    , 21/6/2001 00:00
    Ciao a tutti, mi sono letto il forum tutto di un fiato ! E' bello scoprirsi un po' meno soli, soprattutto quando in preda ad una crisi mistica si ha la spiacevole sensazione di prendere a testate il solito muro di gomma... Quello che ci circonda è un mondo ricco di sofferenza e povero di sentimenti. Ho 31 anni, a 23 penso di aver conosciuto l'amore della mia vita e di essere stato l'uomo più innamorato del pianeta, contro tutto e tutti, convinto e testardo da buon capricorno...Un giorno, dopo anni vissuti insieme, intensamente, mi accorgo che non provo più quel sentimento, che la vita di coppia è diventata una gabbia, non il castello che volevamo costruire. Mi ci è voluto più di un anno per realizzare fino in fondo il significato di questo cambiamento, penso di essere felice, oggi, di aver preso la decisione migliore (non riesco ancora a dire "la piu' giusta") possibile ovvero di dirlo chiaramente prima che la vita insieme degenerasse in sopportazione. Non ci sono arrivato con la logica, ma ascoltando il cuore. Logica, certezza e condanna degli uomini presuntuosi, logica che fa chiamare amore la mera accettazione di uno status quo. Sono passati alcuni mesi dal "distacco", e chi di Voi ci è passato penso sappia il dolore profondo, intimo che questo porta in dote alla vita di ogni giorno. Cercare le stesse sensazioni vecchie di anni, radicate nella memoria, in qualcun'altra è come inseguire una chimera. Pian piano sono arrivato alla conclusione che è necessario reimpostare tutto daccapo, senza porsi limiti di tempo e di spazio. L'unico messaggio che desidero lasciare è questo: meglio essere sinceri e onesti, negli affetti e con se stessi. Auguri di serenità a tutti gli amici di "Turistipercaso" ! Riccardo
  4. Franco Simeoni
    , 20/6/2001 00:00
    bello questo forum.
    io sono gay e ho 31 anni. Ho conosciuto da poco un ragazzo della mia stessa età che due anni fa stava quasi sposandosi..se in macchina gli tocco la mano, lui si guarda tutto intorno, attento agli sguardi degli altri e comunque di non essere visti..
    ma così gli dico io dai ragione a chi vedendo due gay che si tengono la mano gli direbbero "froci", checche, etc..etc..
    non so..io sono cosi evoluto nella mia scelta di vita che mi trovo fi fronte alla scelta di amarlo pensando che cambierà, che deve solo capire che non c'è nessun male a essere del terzo sesso, oppure lasciandolo ed evitarmni quel senso di frustrazione che mi da ogni suo rifiuto a scambiarci tenerezze..
    franco
  5. Nicoletta vittoria Santoni
    , 19/6/2001 00:00
    Quando ho deciso di sposarmi avevo diciassette anni e benchè fossi incinta nessuno mi ha costretto,anzi i miei genitori sarebbero stati ben contenti se avessi riflettuto un pò e magari decidere dopo che fosse nato il bambino.Ma io sentivo che quel ragazzo, appena più grande di me,era parte della mia vita ancor di più della vita che avevo in me.Ora ho quarantaquattro anni nostro figlio ne ha ventisei come gli anni del nostro matrimonio e sono ancora della stessa idea,non è stato facile,abbiamo lottato per crescere,per capire ognuno se stesso e allo stesso tempo per capire l'altro,per imparare ad essere dei genitori decenti,quasi prima di essere stati figli!Tutto questo è stato un gran bel viaggio,che continua ancora rinnovandosi ogni giorno,non ci siamo annullati l'uno per l'altra o viceversa e nemmeno per nostro figlio,abbiamo cercato semplicemente di essere una famiglia(seppur piccolina..)con quei ruoli(madre,padre,figlio!)che sembrano così fuori moda,che per altro non ci hanno impedito di essere anche amici.Abbiamo vissuto con grande passione tutti questi anni e così continuiamo a vivere facendo quello che ci appassiona insieme o ognuno per conto suo,l'amore è essenziale ma la passione è fondamentale.un bacio a tutti,ciao nico
  6. Raffaella Belogi
    , 18/6/2001 00:00
    Rispondo con qualche giorno di ritardo a -ela, quello che mi hai scritto l'ho sempre pensato, ma cerco di non concretizzarlo perchè ho una gran paura.
    Non ho voglia di ricominciare un nuovo rapporto forse perchè intorno a me non ho trovato nessun'altro che mi interessasse.
    Io cerco solo felicità da condividere con la persona che amo! ciao Raffa
  7. Giorgia Mai
    , 10/6/2001 00:00
    per Raffaella,
    se lui ora prende le sue decisioni da solo, escludendoti, forse non c'è posto per te nella sua vita. Pensaci, e scrivimi se vuoi. Ciao!
  8. Emma Tassi-carboni
    , 7/6/2001 00:00
    Tutto quello che fa funzionare un matrimonio lo si impara prima da un'altra parte.
    Amore è comprensione, tolleranza, rispetto, condivisione, calore, passione, unione profonda di anime, semplicità e grandi risate!Tutte queste belle cose in elenco si apprendono vivendo. I genitori, gli amici, i fratelli, le persone che incontri per strada (anche i vicini và!) gli animali, le foglie e persino i sassi, insomma i classici cani e porci, ti indicano le strade per imparare ad amare.
    Imparare ad accettare i difetti del proprio padre e della propria madre e continuare ad amarli appassionatamente, anzi amarli ancora di più.
    Imparare che gli umani (accidenti a loro...) sono tutti difettosi (macchine difettose), non fidatevi degli esseri perfetti...
    Imparare a conoscersi e capire i propri limiti vedendoli anche riflessi negli altri, imparare ad amarsi e rispettarsi (una faticaccia...) avere cura di sé e diventare custodi del proprio orticello (la vita che pulsa). Scoprire la propria vera natura (tutte robette che impegnano una vita o due...).
    Capire, e qui si entra nel vivo, che infilata una strada (a scelta) ci sono sentieri alternativi, molte allettanti vie di fuga, ma non si possono percorrere tutte insieme, o per di qua o per di là!
    A volte (anche troppe) lungo la strada si scorgono panorami invitanti, ma perché allontanarsi per andare a scoprire che quelle ombre azzurrine là in fondo ce le avevi sotto i piedi? Quanti bei sassetti, foglioline e insetti strambi, da conoscere e con cui spassartela, ci sono lungo la tua strada!
    La tua strada é il tuo universo, un passo dopo l'altro.
    P.S. Non penserete con ciò che io non sia un tipo avventuroso. Al contrario io amo le avventure, i cambiamenti, le sorprese e odio con tutta l'anima la routine. Ma non è forse una grande avventura amare una persona e vivere insieme tutta (oddiooo!) la vita, non é una straordinaria avventura avere dei figli e crescerli?
    Piccola fola esemplificativa: l'altra sera nel tentativo di fare addormentare l'adorato pargolo (anni 2) ribelle, mi pareva di essere in mezzo al mare in balia di una tempesta. Le onde-urli mi scuotevano tutta e io mi aggrappavo con tutte le forze all'albero della barca per resistere alle furie dell'uragano-bambino, l'istinto (core di mamma) mi spingeva a resistere. Ero una navicella che si faceva strada nella buia notte tempestosa (era una notte...) per condurre in porto il bambino uragano (e anche un poò rompiballe) e da lì un girno lasciarlo rpartire per una qualche isola esotica (la parte più difficile).
    Beh insomma, cosa volete che vi dica, quella sera io la ricorda come una serata avventurosa...
    saluti dalla lupa di mare
  9. Michele V.
    , 5/6/2001 00:00
    Salve a tutti,
    a proposito di matrimonio, vorrei sapere cosa s'intende per "matrimonio in crisi". Io sono sposato da 6 anni dopo un fidanzamento di altrettanti 6, ho 36 anni, mia moglie ne ha 35 e non abbiamo figli. Quando mi sono accorto che lei si stava staccando sentimentalmente da me le ho chiesto cosa c'era e... BUM!! ho preso una bella mazzata in testa: mi ha confidato che si e' innamorata di un'altro, di un collega di lavoro che poi e' diventato amico e poi confidente fino a sentirsi legata sentimentalmente. Io per lei sono diventato poco piu' di un amico. Ma non vuole slegarsi da me per via del vincolo del matrimonio cristiano. Lei, infatti, e' una persona molto credente e vuole rispettare fino in fondo l'impegno che si e' assunta dinanzi a Dio. E pensare che e' andata ad innamorarsi di un tizio tutto casa e chiesa, di un "mangiaparticole a tradimento" come lo chiamo io. Tutt'oggi, spero che questo momento sia passeggero perche' a differenza di lei, io l'amo e non poco.
    Non so se ringraziare questo "vincolo cristiano" per la speranza che mi da', oppure se dannarlo per la sofferenza altrettanto forte che mi sta' procurando. L'attesa mi sta' bruciando molto ed e' indescrivibile quello che sto' passando. E' questa la crisi di matrimonio che sento spesso nominare? Spero di si' perche' allora, visto che piu' di qualcuno ne e' uscito, forse ho una possibilita' anch'io di superarla...
  10. Paola Bruno
    , 4/6/2001 00:00
    Bellissime testimonianze, forti emozioni......
    Vorrei ringraziare in particolare Lalù C. per le sue bellissime parole. Certe erano mie.....dentro!
    Anzi vorrei poterti scrivere ma non ho il tuo indirizzo e-mail.
    Se ti va puoi mandarmelo?
    Grazie comunque a Susy e Pat per questo meraviglioso sito ogni giorno incontro persone che mi somigliano e questo mi rassicura molto. Grazie a Voi. Paola.
  11. Perla Libera
    , 2/6/2001 00:00
    ciao a tutti sono una ragazza di 17 anni e in questo periodo i miei genitori stanno pensando di cambiare casa e a me va benissimo.quando mia madre mi ha detto che ne volevamo prendere 2 x dividerci,ci sono rimasta.poi ho realizzato.ora i miei pensando di farmi soffrire vogliono continuare a stare insieme senza capire che a me non me ne frega niente:sentirli litigare sempre non è bello,regna il nervosismo,mentre io cresco e tra un paio d'anni ho pensato di andare a convivere con delle amiche.io voglio bene ai miei genitori ma loro non mi conoscono(anche perchè non ci parlo mai)e pretendono di sapere quello che penso e provo.poi in questo periodo di fine scuola mi sento confusa e in conflitto col mondo.però vorrei il bene x tutti!
    bè ok,lascio qui una testimonianza...ciao a tutti.
  12. Pat Pat 1
    , 1/6/2001 00:00
    PURTROPPO L'ESPERIENZA DELLA SEPERAZIONE E' CAPITATA ANCHE A ME A "SOLI" 26 ANNI, CON UN FIGLIO DI 2.
    E' STATA UNA SCELTA DIFFICILE E IMPORTANTE SIA PER ME CHE PER IL MIO POPO, MA SONO CONVINTA CHE NE SIA VALSA LA PENA, DANDO PIù SERENITA' ALLA CRESCITA DEL PICCOLO CHE NON HA COLPE.
    RICORDATEVI CHE I FIGLI CRESCONO E FANNO LA LORO STRADA E RIMANETE VOI DI FIANCO A UNA PERSONA CHE NON AMATE E NON VI RIPAGA DI NESSUN SACRIFICIO X IL RESTO DELLA VOSTRA VITA.
    CON QUESTO NON PENSO DI AVERE TOLTO AMORE O ATTENZIONE A MIO FIGLIO, ANZI.....
    E LA MIA VITA OGGI E' PIU' BELLA DI IERI!
    COMUNQUE BISOGNA TROVARSI DENTRO PER POI CAPIRE TUTTE LE COMPLICAZIONI CHE PORTANO A FARE CERTE SCELTE.
    CI VUOLE CORAGGIO!!
    X CHI INVECE SI DEVE ANCORA SPOSARE NON PARTITE DEMORALIZZATI XCHE' NON TUTTI FINISCONO MALE, LOTTATE X TENERE VIVO IL VOSTRO RAPPORTO
    MA CON GLI OCCHI APERTI ALLA REALTA'.
    IO MI RISPOSEREI MA NON CON LO STESSO UOMO.
  13. Raffaella Belogi
    , 1/6/2001 00:00
    Quante storie ho letto in questo forum. Ragazzi/e mi avete appassionato! Vorrei scrivere anche di me visto che la cosa che accomuna ognuno di noi è quella di essere sempre se stessi. Stò con un ragazzo che abita a più di 300 km da me da ben 7 anni e nessuno ci credeva (come io del resto!)Lui i primi anni era di una gelosia ossessiva ed io lo ascoltavo annullandomi completamente! Lui è un lupo di mare nel vero senso della parola perchè è un ufficiale di marina civile e quindi ha fatto i suoi viaggi. Io non sono mai stata gelosa e non ho mai fatto domande, solo che adesso lui ha trovato lavoro fisso nella sua città e se voglio stare con lui devo andare ad abitare lì. NO, non so se ci riuscirò ad abbandonare casa, animali, amici, famiglia e lavoro per una persona che è sempre e costantemente burbera con me! Però io gli voglio bene, non credo di essere innamorata, ma io non sono una persona predisposta all'amore (forse!)Adesso a 28 anni devo decidere da sola perchè lui ha già deciso per se. Scusate lo sfogo, ma non ci dormo per il pensiero. Saluto tutti e vi giuro che troverò il coraggio di decidere.Ciao
  14. Veronica S.
    , 31/5/2001 00:00
    Ciao...ricordo liti dei miei da quando ho memoria, mai un momento di serenita'in casa:mi sono spesso immaginata nella mia testa di bimba i miei innamorati, ma non ne ho mai visto i riscontri nella realta':come vederli in un bacio appassionatao alla "via col vento"?Eppure lei mi raccontava favole di loro due!
    Vedevo il sacrificio nei suoi occhi ogni giorno, la tristezza nelle sue risate.
    Poi qualcosa in lei ha fatto crack:non so ne come,ne quando ha scelto la morte senza nemmeno chiedermelo(100 volte ho pensato alle ultime cose dette, magari qualcosa delle mie parole l'avrebbe fermata!)o avvertirmi.D'improvviso senza di lei nei miei 14 anni con un padre che reputavo la causa del suo male!Sono cresciuta (ho 26 anni ora) all'insegna del terrore dell'amore e dei compromessi affettivi:ho un fidanzato che mi darebbe il suo respiro, ma che in fondo al cuore non amo!Sono ormai 5 anni e lui preme per le nozze, vorrei chiudere questo scempio di falsita'verso un uomo meraviglioso che paga il mio dolore, ma il mio bisogno di sicurezza mi induce a credere che potrei trovare solo peggio, quel peggio che non so se tollererei!
    Amo la vita e tutto quello che ne fa parte, ma il mettersi in discussione nei sentimenti mi terrorizza.
    Con la mia testimonianza estrema credo sia assurdo generalizzare, ma mille e una volta mi sono chiesta come sarebbe con una madre separata nelle mia vita.
    Mi manca tutto di lei e sono convinta che l'amore non sia sacrificio, ma condivisione.Quando il matrimonio diventa sacrificio, forse e'ora di guardarsi dentro e trovare la forza e la dignita'di porre una fine a un qualcosa di rovinoso per se'e per i figli, nulla di buono puo'scturire da un matrimonio nato dal sacrificio di uno dei 2 partners!Saluti a tutti
  15. Debora Stenta
    , 31/5/2001 00:00
    tanti auguri a lalu'!!
    e a dscarpa vorrei dire che sono molto felice se tu sei convinta e contenta della scelta che hai fatto, mi fa solo piacere! non ti conosco di persona e quindi non mi permetterei mai di giudicarla, infatti ho parlato dei miei conoscenti nel mio intervento precedente.
    per quanto riguarda il tradimento non credo affatto che sia un sacrificio perdonarlo quando ci sono le premesse per farlo, cmq non credo molto nella fedelta' coatta e penso che troppa gente la pratichi.
    auguri anche a te cmq!!!
    ciao!
  16. Lalù C.
    , 31/5/2001 00:00
    I miei complimenti a chi ha lanciato il forum!
    Leggere qui e lì le tante testimonianze a proposito di famiglia e matrimonio mi ha innescato un meccanismo di associazioni libere senza fine. Tutte le lettere mi sono sembrate, a loro modo interessanti e ricche di spunti. Purtroppo la capacità di sintesi mi fa tendezialmente difetto e quindi per un po' mi sono astenuta dal partecipare... però il dibattito mi interessa, come a molti in prima persona. Mi sono sentita chiamata in causa per due motivi: da un lato sono una giovane donna (ho 26 anni) che da uno ha fatto la libera e consapevole scelta di sposarsi, dall'altro sono figlia di genitori giovani che hanno affrontato, in tempi non lontani, le burrascose vicende di tante coppie in crisi.
    Per prima cosa sottolineo quella che è la mia generale tendenza ad interpretare le storie di ciascuno come percorsi individuali, assolutamente non riconducibili a fenomeni e teorie generalizzabili.
    Dietro ad ogni storia c'è una persona, anzi più persone, con la loro personalità, il loro carattere, il loro sistema di valori. Questa almeno è la mia opinione, che mi porta a provare fastidio nei confronti di ogni tentativo di astrazione e banalizzazione. Per tentare di fare ordine, devo ammettere che uno dei motivi che mi hanno spinto a scrivere è la mia avversione per quel diffuso atteggiamento, che ho riscontrato anche da queste parti, a spiegare certe cose con il ricorso alla differenza tra uomini e donne. Comunque ci si schieri, femministe, anti-femministe, maschilisti eccetera, si corre, a mio avviso, il rischio di trascurare ricchezze e meriti di ogni esperienza individuale.
    Mi si obbietterà che sono giovane, che certe cose non le ho vissute sulla mia pelle e che quindi non posso esprimermi a riguardo. A tali ipotetiche critiche rispondo che , come ho detto, sono figlia di genitori giovani, si legga sessantottini, che hanno veicolato nel loro modo di educarmi tutti quei valori di parità e ugualianza propri di una generazione che ha vissuto sulla propria pelle certe battaglie e certe lotte.
    Proprio perchè credo in certi valori, credo che sia ormai tempo di deporre l'ascia di guerra. Perchè ostinarsi a voler vedere il mondo diviso in donne contro uomini, quando è ormai ovvio che esistono donne stronze e uomini meravigliosi?
    E qui arrivano le mie vicende personali. "Adolescente allegra" ho incontrato presto un uomo, quello con cui ho deciso di dividere la mia vita. Non un uomo meraviglioso, non la summa di pregi che molte ragazze cercano, un uomo ricco di meriti, ma anche dotato di difetti-optional a cui avrei rinunciato volentieri. Ma d'altronde io non sono una donna meravigliosa, anzi, credo che starmi vicino comporti una buona dose di pazienza e tolleranza, oltre che di amore.
    Sulla nostra storia non avrei scommesso due lire... avevo chiaro in mente che la giovinezza è tempo di allegria, sesso e tormento, e non avevo intenzione di rinunciare alla mia parte di pianti e divertimento. Senza nulla ipotecare, siamo rimasti vicini ed io ho scoperto che sesso, allegria e tormento potevo ritrovarli in una sola persona. Meriti e colpe sono stati equamente divisi, anche se mi sembra stupido metterli sul bilancino... (i paragoni sono, secondo me, la principale causa di rivendicazioni e recriminazioni). Rimanendo due persone e senza inseguire la pericolosa chimera dell'unica entità indivisibile, siamo giunti dopo un tortuoso cammino alla convivenza (3 anni) e poi al matrimonio. Certo siamo agli inizi, anche se 9 anni insieme non mi sembrano pochi... ma alcune idee me le sono già fatte: Innanzitutto credo che gli aspetti di cui mi sono innamorata sono gli stessi che mi fanno imbestialire nelle liti e nei momenti di crisi... Sì, perchè quel farmi da controaltare, quel bilanciarmi, quell'offrirmi un'altra prospettiva tipici di mio marito, si trasformano poi in "assoluta" incapacità di vedere le cose come le vedo io, di capire il mio punto di vista! Meraviglie e limiti della diversità umana... Noi abbiamo scelto la via della tolleranza e del rispetto, badate bene che non intendo "non capisco, ma mi adeguo"... e spero che negli anni a venire tale consapevoloezza rimanga in noi viva... Certo non siamo diametralmente opposti, sì i nostri caratteri sono diversi, come del resto molti nostri interessi, ma condividiamo gli stessi valori e gli stessi progetti per il fururo.

    La mia esperienza di figlia di genitori in crisi si è, ... per ora..., risolta bene. Dopo mesi, anni di crisi, nella più classica delle accezioni ("ho un'altra", "non ti amo più", "tu non mi capisci", "pensa ai bambini") la situazione si è risolta per il meglio con un rinnovato amore e la voglia di ricominciare nel migliore dei modi. A tutto ciò ho assistito da figlia maggiore di quattro fratelli, tredici-quattordicenne responsabilizzata, costretta a sorbirsi le confessioni del padre ("tu sei come me, mi capisci"), l'mmagine di una madre, riversa sul divano, vittima di se stessa prima che del marito e le faccie attonite e inconsapevoli (?) dei miei fratellini... Non è stato bello, anche se immagino che ci siano storie peggiori e sono contenta che i miei abbiano infine ritrovato la voglia di parlarsi ed incontrarsi... ma sarebbe potuta andare diversamente e personalmente sono arrivata a sperarlo. Nel mio caso, ci sono stati momenti in cui avrei preferito un secco punto e a capo all'infinito protrarsi del lento sfaldamento della nostra famiglia. Ma è andata bene e non posso che gioirne.

    Mi manca la fondamentale esperienza di madre... ma mi sto organizzando...

    (non rileggo perchè altrimenti cancellerei tutto, mi scuso quindi per eventuali errori e per l'italiano scadente)

    Saluto tutti e auguro a tutti la serenità. Io credo sinceramente che le cose possano sempre cambiare e non sempre lo fanno in peggio...