1. Diario di Viaggio Mongolia: Mongolia: gli spazi e la luce

    di , il 23/10/2001 00:00

    La cosa che colpisce di più noi viaggiatori occidentali, un pò oppressi dalle nostre città con i loro rumori, la loro gente, i loro orizzonti limitati è lo spazio: basta uscire dall'unica città veramente tale che è la capitale Ulaan Baatar, per ritrovarsi in una dimensione a metà tra l'irreale e il magico: è la steppa senza fine, punteggiata di cavalli, greggi e mandrie di yak, apparentemente liberi.

    La presenza dell'uomo è, per usare un eufemismo, molto discreta e la si può intuire dalle sperdute gher che ...

  2. Andrea Rasetti
    , 23/10/2001 00:00
    La cosa che colpisce di più noi viaggiatori occidentali, un pò oppressi dalle nostre città con i loro rumori, la loro gente, i loro orizzonti limitati è lo spazio: basta uscire dall'unica città veramente tale che è la capitale Ulaan Baatar, per ritrovarsi in una dimensione a metà tra l'irreale e il magico: è la steppa senza fine, punteggiata di cavalli, greggi e mandrie di yak, apparentemente liberi.
    La presenza dell'uomo è, per usare un eufemismo, molto discreta e la si può intuire dalle sperdute gher che ...