1. I budda afgani

    di , il 20/4/2001 00:00

    Che effetto vi ha fatto vedere distruggere le statue millenarie dei budda afgani?

    Vi sembra che si possa liquidare la questione dicendo che bisogna rispettare le loro convinzioni?

  2. Marco Berti
    , 8/6/2001 00:00
    Di quelle affascinanti statue di Bhudda che si ergono in una valle dell’Afghanistan ne parlavo con un compagno di viaggio, in Yemen, alcuni mesi fa. Lui ci era stato a bordo di una Fiat 500, partendo da Padova, nel 1967, e ne parlava con l’entusiasmo di chi aveva condiviso la storia ed era parte della memoria. Io, come ogni viaggiatore, ascoltavo affascinato e già sognavo il giorno in cui anch’io avrei avuto la possibilità di addentrarmi in quelle valli, di godere di quella antica ed importante storia, di poter immaginare, chiudendo gli occhi, quello che quel mondo e quelle statue avevano visto e ascoltato. La storia non è nuova a distruzioni, allo scempio del bello, all’annullamento della memoria storica ma in questo momento è difficile accettare quanto sta facendo un fondamentalismo assurdo, violento, come quello dei talibani, sostenuto dall’opportunismo di una superpotenza (gli Stati Uniti d’America) accusata anche di coltivare terroristi come Oman Bin Laden e che li usa per farsi paladina alla difesa di un mondo da lei creato. Una superpotenza che fa parte dell’Unesco nella tutela dei beni artistici e archeologici nel mondo e che non interviene, come potrebbe, per bloccare quanto un gruppo di esaltati stanno cercando di annullare. Io amo la cultura islamica che ho conosciuto sempre di più grazie ad illuminati amici yemeniti, giordani e indiani che ho incontrato in numerosi e frequenti viaggi in quei paesi. Io amo mostrare alle mie figlie qualche piccolo oggetto che fa parte delle mie ricerche da viaggiatore, oggetti antichi dei quali cerco di immaginare la storia, il percorso, l’utilizzo. “Rubare”, fare proprie le esperienze del passato è un arricchimento che ogni persona dovrebbe cercare per sapere, per sentirsi orgoglioso di esserne parte. Non sopporto quando la religione diventa dittatura esplicita o subdola (che è ben peggiore) che permette di annullare il bello, il positivo e i simboli di altre filosofie di vita. Già si ricomincia a godere di quanto rimasto dalla scempio fatto dall’esercito cinese in Tibet che ci ritroviamo a rivivere, in Afghanistan, dopo quaranta anni, le stesse ansie, lo stesso nervosismo causato da una gerarchia politico-religiosa che non concede spazio alla memoria. Distruggere il passato per impedire di pensare. Adesso i giornali ne parlano, anche le televisioni e poi tutto diventerà un momento, passato remoto, con la consuetudine imposta (per nostra scelta) dal progresso, dalla necessità di correre per non rimanere indietro a capire, senza cercare di trattenere per le maniche qualcuno che potrebbe aiutarti a fermare quanto di sbagliato sta succedendo ma che viene dimenticato nella fretta di andare avanti. Così duemila anni di storia cadranno sotto i colpi di cannoni puntati con la precisione dell’arroganza e tra qualche anno, o un po’ dopo, un cantante farà un bel video sulle statue afghane di Bhudda (che non ci saranno più) perché il suo ufficio marketing lo consiglia, e venderà tanti dischi che l’anno dopo i più avranno dimenticato. Sarebbe bello costituire un esercito pacifico di viaggiatori, sarebbe troppo bello vedere centinaia di persone con zaino in spalla “invadere” l’Afganisthan e piazzarsi davanti alla statue. E’ il pensiero di un vaneggiatore perchè la storia, quando è accompagnata dalla stupidità e dall’opportunismo, è più forte dei sogni.
    marco berti
  3. Marco Morselli
    , 22/4/2001 00:00
    L'Afghanistan è sicuramente il paese più problematico del mondo islamico, in nessun altro paese musulmano, nemmeno il più integralista, si sarebbe assistito a una follia come questa (Khomeini in Iran ha fatto di tutto tranne che distruggere le rovine di Persepoli o i grandiosi monumenti dell'Antica Persia). Spero però che questo movimento di sdegno che si è creato a livello mondiale sull'"affare" dei Buddha giganti non si fermi qua. Ora che i Buddha sono stati distrutti, non bisogna dimenticare che questo paese sta subendo la più feroce dittatura mai conosciuta, quella dei Talebani, dopo essere faticosamente uscito dalla non meno cruenta occupazione sovietica. Occorre comunque dire che è sbagliato definire tale regime 'integralista', dato che la legge che viene applicata in Afghanistan non è esattamente quella coranica, ma è una libera e astrusa (nonchè assurda) interpretazione del testo sacro islamico, e tale interpretazione non è affatto riconosciuta nè approvata dalla stragrande maggioranza dei teologi musulmani, tantomeno dall'opinione pubblica di religione islamica.
    Ma vorrei tornare a dire che, nonostante in Afghanistan abbiano luogo cose ben più gravi di questa, la distruzione dei Buddha rimane una pazzia che deve suscitare grande sdegno. Non solo in quanto sono stati distrutti dei monumenti che appartengono al mondo, e ai quali siamo quindi direttamente o indirettamente legati, ma anche perchè la sistematica eliminazione di tutte le opere d'arte preislamiche (che costituivano la maggior parte del patrimonio culturale afghano) ha significato anche la definitiva distruzione di una risorsa importante come il turismo, di cui il paese avrebbe potuto beneficiare in un futuro in cui il regime dei Talebani venisse abbattuto.

    Invito comunque tutti coloro che fossero interessati alla situazione in Afghanistan, a visitare il sito www.rawa.org. Si tratta di un sito molto interessante e completo sulle continue violazioni dei diritti umani perpetrate dai Talebani al popolo afghano. Ci sono poi dei links ad altri siti che si occupano di quel paese, sia dal punto di vista politico che da quello geografico e culturale.
  4. Maria novella Orsanigo
    , 21/4/2001 00:00
    Dispiace sicuramente vedere che statua di così rilevanza storica siano distrutte.
    Chiaro che non si possa lasciare andare la questione nel dimenticatoio.
    Vero anche che si avrebbe a che fare con una popolazione integralista senza apertura mentale.Il cui dialogo si esprime in attentati o affini.
    Bisogna cercare di privilegiare le cose più pratiche e purtroppo magari trascurare delle opere d'arte.
  5. Iris Russo
    , 20/4/2001 00:00
    Che effetto vi ha fatto vedere distruggere le statue millenarie dei budda afgani?
    vi sembra che si possa liquidare la questione dicendo che bisogna rispettare le loro convinzioni?