1. Posta : Marocco

    di , il 30/1/2007 17:11

    El janub ua kasbah (maroc)

    Pian piano che i verdi altipiani

    Scompaiono

    Dietro di me...

    I miei occhi imparano a guardare lontano....

    Si dissetano del distante orizzonte....

    Il serpente che si snoda...

    Nero e liscio sotto di me,

    È l unico contatto col mondo che conosco....

    I rumori si fanno radi....

    Le auto pure...

    Il cielo azzurro scende su di me....

    Stranamente senza saperlo

    Mi lascio andare all impotenza...

    Lascio che mi sovrastino le nuvole bianche...

    Pecorelle smarrite....

    Il rosso della roccia ormai mi è familiare..

    Case fantasma sulla collina...

    Paesi arroccati...

    Invisibili uomini camminano nel nulla...

    Brandendo

    Al posto della spada

    Una tanica logora

    In cerca di acqua....

    Animali sparsi fra ciuffi d erba riarsa....

    Il tempo si ferma...

    I passi diventano lenti

    E pesanti...

    D improvviso l orologio

    Perde tutta l importanza data....

    Muri di roccia come castelli

    A guardia del nastro

    D acqua che scorre ai loro piedi...

    Squillanti voci di gruppetti

    Riuniti alla fonte della vita....

    Le lacrime

    Si mescolano al paradiso....

    Mi entrano nei pori

    Le sensazioni, gli odori,

    Le musiche....

    Questa profonda ferita nel mio cuore

    Mi farà felice nei momenti bui,

    Nel freddo del mio paese....

    Una parte della mia anima

    Rimarrà là,

    Guardiana

    Di un mondo ormai perduto...

    Edy

  2. edy
    , 30/1/2007 17:11
    El janub ua kasbah (maroc)
    Pian piano che i verdi altipiani
    scompaiono
    dietro di me...
    i miei occhi imparano a guardare lontano....
    si dissetano del distante orizzonte....
    il serpente che si snoda...
    nero e liscio sotto di me,
    è l unico contatto col mondo che conosco....
    i rumori si fanno radi....
    le auto pure...
    il cielo azzurro scende su di me....
    stranamente senza saperlo
    mi lascio andare all impotenza...
    lascio che mi sovrastino le nuvole bianche...
    pecorelle smarrite....
    il rosso della roccia ormai mi è familiare..
    case fantasma sulla collina...
    paesi arroccati...
    invisibili uomini camminano nel nulla...
    brandendo
    al posto della spada
    una tanica logora
    in cerca di acqua....
    animali sparsi fra ciuffi d erba riarsa....
    il tempo si ferma...
    i passi diventano lenti
    e pesanti...
    d improvviso l orologio
    perde tutta l importanza data....
    muri di roccia come castelli
    a guardia del nastro
    d acqua che scorre ai loro piedi...
    squillanti voci di gruppetti
    riuniti alla fonte della vita....
    le lacrime
    si mescolano al paradiso....
    mi entrano nei pori
    le sensazioni, gli odori,
    le musiche....
    questa profonda ferita nel mio cuore
    mi farà felice nei momenti bui,
    nel freddo del mio paese....
    una parte della mia anima
    rimarrà là,
    guardiana
    di un mondo ormai perduto...
    edy