In questo pomeriggio d’un inverno che sembra non voglia andare a morire mai, mi ritrovo seduta su una vecchia poltrona di pelle, la stessa che un tempo ospitava mio nonno.
Aldo si chiamava e ricordo che, puntualmente, ogni mattina dopo essersi accomodato sulla poltrona e aver letto il quotidiano indossava quei simpatici occhiali gialli e volgendo lo sguardo fuori dalla finestra restava lì ore ad osservare uno squallido scenario squarciato da un ponte autostradale.
Forse quegli occhiali gialli erano magici? Forse indossandoli si riusciva a vedere un mondo diverso ...