Il viaggio comincia la mattina della vigilia di Natale quando, invece di sfinirmi di aperitivi a Bari vecchia com'è usanza, ero incolonnata al check-in della Cathay Pacific dell'aeroporto di Fiumicino insieme a centinaia di filippini pimpanti che impugnavano carrelli carichi di valigie, misteriose scatole di cartone e alcuni panettoni e pandori, molti dei quali sarebbero arrivati a destinazione mezzi sfondati. In quel momento pensavo che i filippini immigrati all'estero se la tirassero di più rispetto ai filippini rimasti a casa loro, anche se poi ho scoperto che ...