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Il cuore verde dell'isola blu

Formentera, conosciuta per la movida sotto le stelle, mostra un'anima ecofriendly, con percorsi di trekking e itinerari per birdwatcher

 

Volta pagina e si propone con un nuovo “stile di vita” la più piccola delle isole Baleari. Formentera non è più solo la terra di feste e movida sotto le stelle, seppur più rilassate rispetto a quelle sfrenate della vicina Ibiza. Ora batte un cuore verde votato all’ecoturismo, la tendenza più cool del momento per vivere una vacanza a tutta natura. Non a caso sono stati ideati 13 percorsi ben segnalati da percorre a piedi e in bicicletta, ma anche con i bastoncini da nordic walking, la particolare camminata sportiva nata e praticata nel Nord Europa e adesso approdata nel cuore del Mediterraneo. Inoltre, l’anno scorso è stato creato anche un itinerario di birdwatching che si snoda intorno ai laghetti Estany Pudent (letteralmente stagno puzzolente) e Estany des Peix, rifugi di oltre duecento varietà di uccelli. A seconda delle stagioni, non è raro osservare il volo di fenicotteri rosa, upupe, falchi pellegrini, cardellini e tante altre specie ornitologiche stanziali e migratorie (formenterabirding.com).

illetes e llevant, le spiagge Famose

Certo, Formentera non ha smesso in toto la vocazione vivaiola, ma la nuova filosofia ha influenzato l’imprinting dei decenni passati, e originato l’attuale mood: meno caos ed eccessi e maggiore qualità. Molto amata dagli italiani che, soprattutto d’estate segnano una presenza del 60 per cento dei turisti, tanto che si può considerare una sorta di “colonia tricolore” oltre confine, rinforzata dai numerosi connazionali che qui hanno aperto vari ristoranti e negozi, è un’isola che colpisce al cuore. Da queste parti, il colpo di fulmine è pressoché inevitabile, come il richiamo del mare. Per rendersene conto al primo approccio, basta recarsi nel nord-ovest dell’isola sulla sottile penisola protesa come un dito nel Mediterraneo, dove si allungano le due spiagge più famose e più frequentate: Llevant da un lato, Llevant dall’altro. In una mescolanza di nudisti e non, gli arenili protetti alle spalle da dune e bassa vegetazione, sono il massimo per trascorrere una giornata al sole. E tra un tuffo e l’altro, ci si rigenera nei diversi ristoranti-chiringuiti on the beach, dove ci si rilassa tra tavoli nella sabbia ascoltando musica di sottofondo e gustando la sfiziosa cucina di pesce. Si va a colpo sicuro al Tanga (a Llevant) che propone una prelibata paella di pesce. El Pirata (a Illetes) con vista su micro caletta, invece, è il primo dei ritrovi sulla spiaggia a inaugurare la stagione estiva (da fine marzo) e nell’elegante Juan y Andrea (a Illetes) frequentato da una clientela high-level, richiamata dalle aragoste cucinate alla plancia. Il locale, inoltre, effettua servizio navetta gratuito con gommoni per gli ospiti che arrivano in barca.

A Cala Saona invece, c'è l’unica spiaggia della costa occidentale, attrezzata con tre ristoranti e un hotel, stretta in una suggestiva insenatura di rocce rosse e pini. La piccola baia di sabbia è a buon diritto considerata una delle più belle dell’isola. Dalla plaja dirigendosi verso l’estremo sud, in un susseguirsi di pinete, muretti a secco e campi agricoli che rivelano l’anima contadina dell’isola, si arriva a uno scenario sorprendente. E' il paesaggio lunare di Cap de Barbaria, dove Formentera respira l’alito dell’Africa. Vigilato da un faro, è un luogo fascinoso, evocatore di solitudine, di misticismo, privo di vegetazione, con vertiginose pareti pelate a strapiombo sul mare. Venite al tramonto, è un’esperienza unica: nel nulla, tutto si accende di rosso. In quest’isola piatta e sabbiosa, in cui si alternano zone aride e macchie verdi di pinete e flora mediterranea, aree rurali e piccole località, è facile orientarsi: una strada principale la attraversa da nord a sud. Il tutto, segnalatodal numero dei chilometri, utilizzato ancora come una volta dagli abitanti per arrivare agli indirizzi delle varie strutture, soprattutto sul mare. Ed è così, per esempio, che al km 9,5 si devia per giungere nel piacevole bar-ristorante Vogamari, inaugurato a Pasqua e gestito da Juan, classe 1975, natio di Formentera. Tra arredi minimal, le papille fanno festa con i piatti di cucina tradizionale rivisitata

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