Viaggio a formentera fai da te. Fuori dalla stagione piena di italiani fuori dal caos. Tra mare, apertivi e tramonti da sogno.
Era Aprile e volevamo andare in un posto di mare, anticipando la stagione o le date delle masse. Da Milano non ci andava di fare il mare ligure, toscano o della romagna: siamo pugliesi e quindi non ci accontentiamo. Dove trovare un mare a distanza di poche ore ed economico? Facile Formentera. Ero già stato nel 2006 nell’isola della baleari una sola giornata, all’epoca soggiornavo a Ibiza. Ero rimasto incantato per la naturale bellezza delle spiagge, del mare e la sua in contaminazione. Una vacanza relax, senza discoteche e folla. Anche perché Formentera ha solo una discoteca che funziona solo il sabato sera.
Il volo scelto è quello di Lufthansa, compagnia aerea che è balzata in testa alle mie preferenze per qualità prezzo di sicuro affidamento. Compriamo un economy andata e ritorno a soli 150 euro totali (75 a testa). Sul volo c’era Massimo Ambrosini, con famiglia e tata annessa. Atterriamo verso le 19 e non fa caldo. Taxi e via verso il puerto. Prendiamo al volo la penultima nave, quella delle 20 (25 euro a testa con balearia).
Arriviamo al tramonto sull’isola di Formetera, decisamente più silenziosa della sua gemella Ibiza. Dal porto ci spostiamo con taxi a es pujols e facciamo in tempo per saldare la nostra casetta, prenotata presso un agenzia immobiliare del luogo, consigliata e testata da un caro amico in questi anni.
L’appartamento è sul lungomare di Es Pujols, il balcone è sul mare. Una meraviglia. Nel complesso è un appartamentino spazioso (per esser un bilocale), probabilmente di proprietà di tedeschi (il satellite era tedesco).
Il mattino dopo andiamo a Illetas, parco naturale contraddistinto da Saline, il sole picchia e fa molto caldo. Alla fine della giornata torneremo in appartamento molto colpiti dai raggi! Nel pomeriggio decidiamo di concederci una pausa e ci spostiamo verso il Pilar della Mola alla punta estrema dell’isola. Veniamo a conoscenza del mercatino dell’artigianato e ci fermiamo a curiosare. I prezzi sono da turisti, ma l’ambiente che si respira è quello originario dell’isola degli hippy. C’è anche Firefox, un vecchio e irriducibile hippy che con il suo walkman, residuo anni 90, continuava a dipingere i suoi quadri psichedelici.
Proseguiamo proprio per la Mola, uno dei fari dell’isola. Facciamo un aperitivo e ci inoltriamo nella vegetazione per osservare il mare a strapiombo e gli uccelli tipici e protetti dell’isola. Torniamo a casa e ceniamo con qualcosa comprato da noi al supermarket. L’isola è cara, ma nei supermercati o negli alimentari locali si risparmia, meglio in luoghi diversi da es pujols. Nei giorni seguenti andiamo a visitare le altre spiagge. Cominciamo con tutte quelle all’interno del parco naturale, che non è solo Illetas. Ma poi visitiamo anche Migjorn (non eccellente), siamo andati ad es arenals, spiaggia molto carina e poco affollata. Sull’isola sono ben integrati i naturisti con i bagnanti che utilizzano il costume. E li davanti a questa natura e alla tranquillità del luogo che mi accorgo come il lavoro è aberrante, abbrutisce l’uomo, che invece dovrebbe essere dedito alla contemplazione della splendida natura. Nei giorni seguenti compriamo e utilizziamo l’ombrellino, il sole picchia e noi siamo al limite dell’ustione, ma a fine vacanza lo apprezzeremo guardando la nostra abbronzatura. La nostra liturgia per la spiaggia prevede anche il passaggio dalla locanda bocanegra dove rapiamo due boccadillos veramente squisiti. Saranno il nostro pranzo settimanale. Per le nostra comunicazioni usiamo internet, ma non quello di Es Pujols. Per fortuna incappiamo in un internet cafe a St