Fuga d'inverno in Florida

Una settimana tra grandi città, mare cristallino, spiagge circondate da mangrovie e palme, sentieri che si snodano in mezzo a una natura rigogliosa e una fauna incredibile...

  • di lima
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Tra gli altri ci saltano subito all’occhio le facciate dei famosi hotel Leslie, di colore giallo pastello e del Carlyle, dallo stile modernista, del Cardozo con le sue linee arrotondate, del Winter Haven Hotel con i suoi splendidi pavimenti in battuto alla veneziana. Il caldo inizia a farsi sentire per cui decidiamo di noleggiare due bici presso una delle tante stazioni di Decobike presenti in zona. Si tratta di un programma di bikesharing molto semplice da usare: basta inserire nella macchinetta la carta di credito e per 6,5$ l’ora (4 $per 30’) potete pedalare lungo oceano nelle ampie e pianeggianti piste ciclabili, per poi restituirle presso la stazione a voi più vicina. Il giro è davvero gradevole, facciamo sosta ogni tanto per dare un’occhiata alla spiaggia con le sue inconfondibili torrette di salvataggio e i grattacieli sullo sfondo… c’è già molta gente che a quest’ora corre e fa sport sul lungomare. Devo dire che un panorama del genere di certo invoglia! Arriviamo fino alla pedonale Lincoln Road, cuore di South Beach, densa di gioiellerie, boutique, ristoranti, bar, in un susseguirsi di vetrine e tavolini all’aperto. La passeggiata è davvero gradevole, non mancano fontane, aiuole e un anfiteatro d’epoca oltre al bel Colony Theater di recente restauro. Restituiamo le bici e visti i costi non proprio contenuti della zona (ma della città in generale) optiamo per fare un po' di spesa e mangiare qualcosa nel vicino Whole Foods in Alton Rd. Rientriamo a piedi al garage, prendiamo l’auto e ci dirigiamo a Little Havana, il quartiere cubano di Miami. La sua strada principale è Calle Ocho (SW 8th St) ed è lì che si concentrano la maggior parte delle attrazioni della zona. Respiriamo l’atmosfera cubana nel parco Maximo Gomez dove gli anziani giocano al tradizionale domino, fumando un sigaro, nei suoi piccoli ristoranti e negozi di alimentari, vediamo la lavorazione delle foglie di tabacco per ricavarne i famosi sigari e i tanti colorati murales a tema della zona.

Non possiamo fermarci a lungo perché questa sera abbiamo un evento importante: una partita di basket NBA all’American Airlines Arena a Dowtown. Dobbiamo tornare in hotel a cambiarci e a lasciare la fotocamera (non sono ammesse all’interno macchine fotografiche con obiettivi professionali), ma ne approfittiamo per allungare il giro fino a Key Biscaine, un’isola lunga 11 km collegata alla terraferma da cui si gode una splendida vista sullo skyline di Miami. Lungo il tragitto facciamo una sosta nella lunghissima spiaggia all’interno del Crandon Park, una distesa di sabbia finissima orlata da palme che si affaccia su acque verdi smeraldo. E’ quasi l’ora del tramonto e la luce è davvero bella… nonostante il traffico andiamo e torniamo dall’hotel velocemente, eccoci a downtown davanti all’imponente AA Arena, una enorme struttura a forma di nave spaziale che dal 2000 ospita le partite dei Miami Heat che stasera si scontreranno con i Brooklyn Nets. Abbiamo acquistato on line i biglietti per la partita ad un prezzo irrisorio (anche se i posti sono un po' in alto si vede davvero molto bene). Unica nota dolente il parcheggio… parcheggiare in quello dell’Arena costa 45 $, per cui rinunciamo e proviamo con il garage di fronte che per “soli” 15 $ ci fa lasciare l’auto per tutta la durata dell’evento. Dopo i vari controlli di sicurezza entriamo all’interno, saliamo e il colpo d’occhio è pazzesco: 20.000 posti per quello che sarà uno spettacolo incredibile! All’interno è pieno di posti dove comprare ogni tipo di cibo e bevanda (a prezzi folli ovviamente!), ma non avendo cenato optiamo per 2 pretzels e una bottiglia d’acqua (circa 14 $). Finalmente ci siamo…iniziano le musiche, luci, effetti speciali, dj set…insomma un vero spettacolo! Onestamente ci sembra che della partita non interessi molto ai presenti, più che altro si tratta di una grande festa, con le tante inquadrature a personaggi più o meno improbabili della kiss cam, le cheerleaders, la mascotte, i cori, i maxischermi, il tanto, tantissimo cibo spazzatura, i giochi a premi ecc. Non siamo esperti di basket, ma le azioni sono spettacolari e si susseguono canestri anche dalla metà campo!

Usciamo ancora emozionati per la bella esperienza, ma non abbiamo forza di fare altro…domani si parte per le Keys!

31/1

Anche oggi la sveglia suona presto, ci aspetta un viaggio di quasi 4 ore per raggiungere le Florida Keys ed in particolare la meta da tanto sognata: Key West! Usciti dal traffico mattutino di Miami, la strada che si snoda da Key Largo a Key West è la spettacolare Overseas Highway, un’autostrada di circa 200km che corre sull’acqua e che regala bellissime vedute sull’oceano. Facciamo alcune soste intermedie, a Islamorada per vedere Anne’s Beach, una spiaggia circondata da mangrovie e con una passerella sopraelevata di legno da cui si gode di uno splendido panorama e al Bahia Honda State Park (ingresso auto 9 dollari). In questo parco si trovano numerosi sentieri naturalistici, una bella spiaggia bianca e quel che resta del vecchio Bahia Honda Rail Bridge un ponte ferroviario da cui si possono osservare le isole circostanti. Ma abbiamo fretta di arrivare alla meta, per cui giusto il tempo di scattare un paio di foto, e ripartiamo veloci alla volta di Key West. Arriviamo finalmente vero l’ora di pranzo al Banana Bay Resort, l’hotel in assoluto più economico che abbiamo trovato (170 dollari a notte!), a pochi minuti in auto dal centro o in alternativa a 15 minuti di bici (noleggio bici 18 dollari al giorno). Se pensavamo che Miami fosse cara non avevamo ancora visto niente! La struttura è piuttosto vecchia e trascurata, ha una piccola piscina e una spiaggetta privata, ma in compenso le stanze sono molto spaziose e silenziose (ci sveglierà solo il canto del gallo)

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