Dalla Florida alla Georgia tra orsetti lavatori, alligatori e orsi

Viaggio on the road, a zonzo per gli States

  • di mxp2000
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

DATI TECNICI

Periodo: dal 08/08/08 al 20/08/08

Modalità: Fly and Drive (British Airways + Hertz)

Chilometri percorsi: 2,668 miglia, cioè 4,294 KM in totale

Stati Visitati: 5

1) Florida: Sunshine State (la terra del sole) 2) Tennessee: Volunteer State (stato dei volontari) 4) Georgia: Peach State (stato delle pesche) 5) North Carolina: Tar Heel State (stato del tacco di asfalto) 6) South Carolina: Palmetto State (stato delle palme)

… e … ritorno al punto di partenza

Hotels: prenotati tramite contatti diretti, o attraverso Expedia e come sempre con l’ausilio di TripAdvisor che fornisce opinioni di chi c’e’ già stato e pubblica foto “reali” delle camere e delle strutture. In questo modo siamo riusciti anche quest’anno a trovare sistemazioni uniche e particolari dato che non ci accontentiamo di “semplici” hotel, ma siamo sempre alla ricerca di qualcosa di unico… DIARIO DI VIAGGIO 8 Agosto: Milano - Miami Tic tac tic tac…Quante volte durante l’anno ho pensato “pochi minuti e l’odiato suono mi costringerà ad alzarmi…”. Chissà come mai stavolta e’ diverso…Suona la sveglia…e non vedevo l’ora!! Un rapido sguardo alla valigia, abiti comodi e via! Mio padre, sempre impeccabilmente puntuale, ci aspetta fuori dal portone. Siamo giunti finalmente al momento sognato da mesi, dato che come ogni anno l’acquisto dei biglietti e’ scattato lo scorso dicembre dopo perlustrazioni di settimane sul web alla ricerca di una super offerta che avrebbe poi rappresentato il nostro regalo di Natale: biglietti per Miami per le vacanze estive. E’ tradizione ormai infatti acquistare così in anticipo i biglietti per la porzione di USA che intendiamo visitare le vacanze successive…Questo perché nei mesi a venire stendiamo un itinerario dettagliato, prenotando una sistemazione al mese scegliendo di volta in volta cio’ che piu’ ci piace a un prezzo ragionevole e con certa disponibilità. Partiamo in ritardo da Malpensa, ma abbiamo previsto un ampio margine per il volo in coincidenza e non ci agitiamo per nulla. Nonostante il ritardo e il CAOS che troviamo a Heathrow riusciamo ad arrivare con relativa calma (e dopo km all’interno dell’aeroporto) davanti al nostro volo Londra – Miami, per scoprire che anche questo volo e’ in ritardo. Il volo e’ tranquillo anche se i pasti a bordo sono i peggiori mai provati in decine di viaggi effettuati e finalmente atterriamo in suolo statunitense alle 18 locali. I controlli di sicurezza sono incredibilmente veloci per un colpo di fortuna: siamo tra i primi a scendere dall’aereo e, quando gli agenti si accorgono della coda che si sta formando, decidono di smistarci nella fila riservata agli americani, ecco che quindi pochi minuti e il gioco e’ fatto. Questo risparmio di tempo in compenso lo pagheremo con la coda che troveremo ai banchi Hertz che sara’ la parte piu’ snervante del viaggio…In compenso l’auto che ci viene assegnata e’ come ogni anno impeccabile: quest’anno abbiamo una Ford Explorer grigia con all’attivo 11,925 miles. La troviamo allo stall W04 e, preso possesso, impostiamo con impazienza il navigatore Neverlost, compagno fidato di ogni anno. Ben presto arriviamo in Ocean Drive e trovare parcheggio e’ letteralmente una missione impossibile essendo sabato sera…Affidiamo pertanto l’auto a un valet e ci dirigiamo verso il nostro hotel, il Colony Hotel che abbiamo scelto dato che la sua insegna e’ tra quello piu’ fotografate del mondo. La camera e’ stata appena rinnovata, con letto e comodini in wenge’, ma quello che conta maggiormente e’ che e’ pulita a differenza di molti altri hotel di cui abbiamo sentito parlare…Siamo distrutti ma non vogliamo cedere alla tentazione di dormire per cercare di contenere i Danni del jet lag. Decidiamo pertanto di uscire a fare una passeggiata e di andare a cenare da Johnny Rockets, una delle nostre catene preferite, un diner in stile anni ’50. Che meraviglia! Finalmente il primo pasto USA dopo mesi di sogni, a Miami, con la brezza dell’oceano che ci accarezza i capelli. Il caldo e’ assolutamente sopportabile e dopo cena facciamo due passi in mezzo alla movida di un piacevolissimo sabato sera a Miami. 9 agosto: Miami-Key West Come abbastanza prevedibile, gli orari sono piuttosto sballati a causa del solito jet lag e alle 4 gli occhi sono sbarrati…Non ci lasciamo intimorire e riusciamo a posticipare il risveglio verso le 5. Ci prepariamo con calma e verso le 5.30 decidiamo di fare una passeggiata in riva al mare…mai scelta fu piu’ azzeccata per fare le foto meravigliose che abbiamo fatto! Pochissime sono le persone in giro, solo ragazzi che fanno jogging in riva al mare e persone intente a pulire la spiaggia o a ripulirla di eventuali monetine scovate con assurdi aggeggi che rilevano i metalli…La sabbia e’ bianchissima, il mare fresco, non freddo e tutto ci sembra meraviglioso. Dopo una passeggiata davvero rigenerante lasciamo l’hotel e riprendiamo possesso dell’auto. La nostra vacanza on the road ha ora davvero inizio: si parte per le isole Keys. La prima tappa e’ Key Largo dove approdiamo a John Pennekamp, famoso per lo snorkeling. Ci fermiamo una mezzora per scattare qualche foto e ci rimettiamo in viaggio macinando miglia letteralmente “a cavallo” dell’oceano grazie all’autostrada sospesa sull’acqua (Overseas Highway, lunga circa 200 km e dotata di oltre 40 ponti) che collega tra loro le Keys…Saltiamo Islamorada (con la famosa Anne’s Beach) per approdare a Big Pine Key e al National Key Deer Refuge, dove in teoria si dovrebbero scorgere dei piccoli cervi panciuti che pero’ non riusciamo a vedere purtroppo…Ci sono cartelli ovunque che invitano limitare la velocita’ dato che troppo frequentemente questi animali vengono investiti. Dopo un paio d’ore arriviamo finalmente a Key West e parcheggiamo l’auto presso il nostro Bed and Breakfast, il Key Lime Inn, che ci ha riservato una meravigliosa camera a bordo piscina. E’ ormai ora di pranzo e in attesa che finiscano di prepararci la camera (che ci verrà consegnata subito dopo pranzo nonostante il notevole anticipo con cui siamo arrivati) decidiamo di optare per un’altra catena tra le nostre favorite, Danny’s. E’ domenica e il locale è pieno per il classico brunch americano. Tornati in hotel, prendiamo possesso della camera e ci rinfreschiamo (vista la temperatura particolarmente elevata) con un tuffo nella splendida piscina adiacente alla nostra camera. Rinfrescati e ritemprati siamo pronti per un po’ di shopping in Duval Street, raggiungibile a piedi in meno di 5 minuti. La passeggiata procede con le immancabili foto alla casa di Hemingway (che decidiamo però di vedere da fuori visto che l’ingresso è di 12$ a testa), al faro e al mitico Southernmost Point, Il punto più meridionale della Florida e degli Stati Uniti continentali si trova a sole 90 miglia da Cuba. Il tempo scorre veloce e ci rendiamo presto conto che è meglio affrettarsi per non perdersi il tanto decantato tramonto a Mallory Square. Questo luogo è un pullulare di artisti di strada, bancarelle, danzatori ed equilibristi improvvisati e persino un addestratore di gatti che saremmo rimasti a guardare per ore…Arriviamo in tempo per la partenza di una nave gigantesca di Topolino, la Disney Magic che si allontana abbandonandosi alle acque dell’oceano sulle note della Canzone di Topolino, accompagnate da un venditore ambulante che intona lo stesso motivetto con una conchiglia…E’ giunta l’ora di godersi il favoloso tramonto di Key West assaporando lentamente “il secchiello”, un cocktail leggermente alcolico annegato in una deliziosa granita e servito appunto in un secchiello, come quello dei bambini che giocano in spiaggia. Questo “buclet” riflette le classiche porzioni americane (e’ enorme!) e ora troneggia nella nostra cucina, souvenir tra i piu’ invidiati…Il sole a poco a poco si addormenta per lasciare posto al risveglio di una luna placida e luminosa che regala temperature piu’ vivibili. Rimane da pensare alla cena e ci viene l’idea di optare per un tipico Take Away in cui ci procuriamo hamburger home made e patatine che gusteremo sotto le stelle a bordo piscina. 10 agosto: Key West – Sanibel Si decide di saltare la sontuosa colazione offerta dal nostro B&B nel giardino tropicale perché si farebbe troppo tardi…Peccato, ma oggi saranno circa 6 le ore di viaggio. Decidiamo di scattare qualche foto in solitaria a Southernmost Point (il punto è sempre molto affollato e pertanto la foto sono decisamente piu’ belle se scattate al mattino presto…). Ma è davvero ora di metterci in marcia per le Everglades, che raggiungiamo in circa 3 ore. Il paesaggio che ci accompagna lungo la strada fa scorrere veloci le miglia che ci separano dal nostro obiettivo e paludi con erba si alternano a grandi cipressi. Una veloce sosta a Homestead per fare il primo rifornimento di benzina e raggiungiamo di li’ a breve l’Everglades Safari, dove acquistiamo i biglietti per il nostro safari in airboat usando uno sconto trovato in Internet, che ci permette di risparmiare 3$ a testa. Dopo circa 10 minuti il nostro gruppo viene chiamato e ci accomodiamo cosi’ al dock 4, dove veniamo fatti salire sul nostro airboat e dove ci vengono forniti dei rudimentali tappi per le orecchie per reggere il fortissimo rumore che caratterizza questo mezzo di trasporto. Quelle che scattiamo sono delle foto indimenticabili, girovagando tra grandi tartarughe d’acqua , serpenti e grandi e pigri coccodrilli che riposano e dormicchiano continuamente. Durante gli ultimi 10 minuti del tour la tipica pioggerella improvvisa di queste parti non ci rovina per niente il divertimento, ma anzi ci rinfresca. Dopo questa corsa tra le paludi e fili d’erba a fior d’acqua, prendiamo parte a una dimostrazione di un ranger del parco che ci mostra un coccodrillo di 350 libbre a cui butta qualcosa da mangiare per farci sentire l’incredibile rumore della mascella che addenta la preda! Terminata la dimostrazione non potevamo certo perdere l’occasione di fare una foto con un coccodrillino in braccio…Forse un po’ turistica, ma chi se ne importa! Un’esperienza davvero indimenticabile! Lasciamo il parco intorno alle 2 e proseguiamo alla volta della splendida Sanibel che raggiungiamo intorno alle 4.30 percorrendo una strada davvero unica. Al Kona Kai, l’alloggio che abbiamo prenotato, l’ufficio non e’ piu’ presidiato ma proprio li troviamo una busta con i nostri nomi contenente chiavi e istruzioni per raggiungere il nostro bungalow. Il Kona Kai e’ immerso in un meraviglioso giardino tropicale e la nostra scelta è ricaduta qui perché nel nostro girovagare in internet abbiamo scoperto che alcuni visitatori hanno avuto la fortuna di avvistare orsetti lavatori nei pressi dei bungalow. Pertanto raggiungiamo la nostra casetta con in testa i dettagli pianificati per favorire la riuscita della missione “raccoons”. Trovata la camera, posiamo i bagagli e decidiamo di fare una breve visita ad alcuni antiques avvistati strada facendo. Ogni anno gli antiques sono una tappa obbligata, poiché è nostra consuetudine acquistare vecchie targhe americane originali per ogni stato nuovo che visitiamo che vengono puntualmente appese sui muri in cucina. Rientriamo piuttosto in fretta perché delle nubi minacciose si trasformano ben presto in un temporale. Ne approfittiamo per risposarci e decidere il ristorante per la nostra cena. La scelta ricade su Gramma Dots e mai scelta fu piu’ azzeccata dato che per 70$ in due (tasse e mancia compresa!) gustiamo aragosta, ostriche e filetto in uno splendido locale affacciato sul mare. Subito dopo cena ci rechiamo in spiaggia per fare “shelling”, ossia per cercare e raccogliere le conchiglie piu’ belle che il mare decide di regalare ai piu’ fortunati. La riva del mare e’ letteralmente coperta da migliaia e migliaia di splendide conchiglie multicolori e multiformi…Garantisco che lo ore scorrono velocemente passeggiando in riva al mare con il naso all’ingiu’ e scrutando cio’ che ogni onda porta a riva alla ricerca della conchiglia piu’ bella. Il mare ci regala anche uno splendido tramonto che non manchiamo di immortalare…E in questo momento penso a quanta è bella la vita e a quanto fortunati siamo nell’essere in questo momento in un posto cosi’ bello…I colori rosa pastello del cielo scivolano in un lungo abbraccio nel mare calmo e la notte fa capolino regalandoci una brezza che respiriamo a pieni polmoni. Abbiamo trovato delle conchiglie bellissime e decidiamo di ritornare qui l’indomani presto, per vedere quali altri regali la marea ci porterà. 11th Aug: Sanibel – Micanopy Non ci siamo dimenticati della missione “orsetti lavatori” ed infatti decidiamo di puntare la sveglia intorno alle 4.30 perche’ sappiamo che questi piccoli e timidi ladruncoli spesso si avvistano con l’alba. Sentiamo qualche rumore e decidiamo con la massima discrezione possibile di aprire la porta del bungalow…E’ incredibile, i rumori provengono da un’intera famigliola di orsetti lavatori, probabilmente alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. All’inizio sono un po’ timidi, ma bastano pochi minuti per vederli salire gli scalini e fare capolino in camera! Con il cuore che batte all’impazzata riesco a fare delle foto stupende. La soddisfazione e’ tanta, a maggior ragione che adoriamo gli animali e foto come queste sono tra le piu’ preziose della nostra collezione. Ormai siamo svegli e ne approfittiamo per tornare alla spiaggia non appena la luce e’ sufficiente…La pace e la quiete che troviamo in riva al mare e’ fantastica e le poche persone che troviamo sono gia’ intente nel perlustrare i nuovi mucchi di conchiglie che durante la notte il mare ha portato a riva. Dedichiamo alle nostre ricerche un’oretta, per poi dirigerci al LightHouse dove troviamo una coppia che, appena sposata, e’ intenta a scattare meravigliose fotografie in spiaggia. E’ giunta l’ora di fare check out e salutare il Kona Kai che ci ha regalato emozioni indimenticabili. Proseguiamo per Captiva, lungo un percorso con splendidi scorci e panorami mozzafiato. Terminata anche questa visita decidiamo di puntare a St. Petersburg e sulla strada pranziamo da Wendy’s e ne approfittiamo per fare benzina. Proseguiamo per Sunshine Sky Way Bridge (1$ di pedaggio, ma ne vale la pena), ammiriamo lo skyline di Tampa e proseguiamo per Micanopy. Decidiamo di fare subito il check in alla Herlong Mansion, il B&B in cui alloggeremo. Bene, vederlo su internet è impressionante. Dal vivo è letteralmente incredibile. Micanopy (Mick-can-oh'-pee) è un piccolo centro situato a sud est della contea di Alachua County tra la I-75 e la US 441. Le strade che la percorrono sono immerse e dominate da antiche querce coperte di Spanish moss e punteggiate di ville e case che il tempo pare avere dimenticato. La Herlong Mansion è una di queste ed è immersa in un gigantesco parco rigoglioso, un paradiso. Nelle nostre ormai famose ricerche invernali, ci eravamo imbattuti in questa casa meravigliosa attratti anche dalle storie di fantasmi che aleggiano su di essa e, temerari, abbiamo deciso di prenotare proprio la camera piu’ bella ma apparentemente appartenuta proprio al fantasma che pare aggirarsi ancora all’interno. La camera si trova al piano piu’ alto e oltre ad essere spaziosa e bellissima, ha al suo interno una vasca idromassaggio rotonda che si affaccia su due piccole finestre che dominano la tenuta. Inserito all’interno del Registro Nazionale dei Luoghi Storici, la Herlong Mansion Inn and Gardens vanta una storia lunga e interessante che risale agli inizi del 1800. Sottoposta a numerose ristrutturazioni e cambiamenti, oggi questa meravigliosa tenuta e’ un prezioso ricordo del tempo passato. Inez Herlong Miller, figlia di ZC e Natalie Herlong, era un’ex insegnate e e proprietaria di un negozio di vestiario. Il marito, Fletcher Miller mori’ prematuramente lasciandole abbastanza soldi per riscattare la casa in cui aveva vissuto da bambina e la cui madre lascio’ in eredita’ a lei e ai suoi fratelli. Inez Herlong dedico’ quindi le sue forze a riportare quella dimora signorile ai vecchi splendori, e vi riusci’. Tuttavia, all’eta’ di 68 anni, proprio mentre si trovava nella stanza che aveva abitato durante la sua infanzia, cadde in coma diabetico e mori’ un mese dopo, senza mai riprendere conoscenza. Si dice che il suo spirito deluso e ossessionato, giri ancora per la casa e che sia benevolo con gli ospiti a lei graditi regalando un sonno ristoratore e sogni meravigliosi. Agli ospiti che le risultano sgraditi pare si diverta ad accendere e spegnere le luci, ad accendere la radio e a fare sentire i propri passi durante la notte. Noi decidiamo di pernottare nella stanza che fu sua e che ora si chiama Ines Room. Depositati i bagagli ci rendiamo conto che gli attuali gestori non pernotteranno presso la struttura e che a quanto pare saremo gli unici ospiti, insieme ad un giornalista che avra’ una camera in un altro piano dell’enorme casa. Per nulla intimoriti decidiamo di fare una passeggiata per questa tranquilla cittadina americana e suscitiamo subito la curiosita’ degli anziani del posto che vogliono sapere in tutti i modi come abbiamo fatto a capitare a Micanopy…Tornati al B&B veniamo a contatto con la prima stranezza della sera…scopriamo infatti che quasi tutta Micanopy è senza luce per un blackout e i proprietari ci forniscono di torcia nel caso che, dopo cena, la luce non sia ancora tornata…Ci offrono anche di andare in un altro posto, naturalmente a loro spese, ma a noi va bene rimanere e pertanto ci salutano, ci consegnano le chiavi di casa e tranquillamente ci avviamo in un Friday’s a Grainsville, a qualche miglio di distanza per gustare un paio di bistecche alla brace. Dopo un’ottima cena scopriamo che la luce e’ tornata e saliti al secondo piano, ci appollaiamo sull’immenso dondolo che sovrasta l’altrettanto immenso portico. Ci raggiunge l’altro ospite, Richard, un giornalista e scrittore che è incuriosito dai nostri numerosi viaggi e che ci chiede se potra’ farci un’intervista l’indomani a colazione, dato che vorrebbe scrivere un articolo su di noi (cosa che puntualmente avverra’, dato che qualche mese dopo riceveremo un paio di copie del magazine sul quale scrive). A quanto pare sono tutti estremamente stupiti che 2 italiani abbiano inserito la bellissima Micanopy all’interno del proprio percorso! Ora che un buio profumato ha preso il posto delle luci e dei colori del giorno, non sono piu’ tranquilla come nel pomeriggio, tanto piu’ che in questa enorme casa siamo soli soletti. Chiedo a Gabriele di farmi addormentare per prima e di lasciare che mi addormenti con la luce accesa, ma i buoni propositi vengono meno dato che e’ lui il primo a crogiolarsi in un sonno beato, lasciandomi quasi subito da sola con i miei pensieri. Tuttavia, pian piano, riesco a rilassarmi e ben presto riesco anche io a tuffarmi in un sonno ristoratore, avvolto in un silenzio e in una pace surreale

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