Filippine, camminando in equilibrio tra risaie e coralli

Dal Nord di Luzon fino al mare tropicale di Palawan

  • di Franz_Zena
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo è il racconto dei nostri 20 giorni filippini! Siamo partiti dal Nord di Luzon e scesi lentamente fino al mare tropicale di Palawan.

Devo sempre scrivere… Se potessi, scioglierei ogni momento passato nel mio vagabondare in un inchiostro multicolore e lo metterei su carta. Annotando e scribacchiando sui miei quaderni tutti stropicciati mi sono reso conto di quanto ogni viaggio, nel bene e nel male, sia ricco di spunti per una bella storia da raccontare, come quel dolce weekend in un tiepido ottobre parigino tra mostre, vino e frutti di mare, o la scintillante atmosfera dei musical Londinesi di un maggio di sole con un piede già nell’estate. Tutto si eleva esponenzialmente esplorando mete lontane dove culture esotiche cresciute sotto cieli tropicali mi inondano di aneddoti che riempiranno pagine e pagine Dei miei diari. Le possibilità sono infinite, c’è sempre qualche emozione che mi graffia sul braccio e mi chiede di essere ricordata. Non serve che succedano chissà quali eventi, basta fare attenzione, fare un bel respiro, annusare l’aria e appoggiare la penna sulla pagina, ed allora sgorga un fiume di parole che conservano emozioni e pensieri che quando rileggerò in un freddo inverno italiano o sotto l’ombrellone in spiaggia, saranno come un fulmine che con un brivido di piacere sottopelle mi faranno tornare a rivivere quei momenti. Ed allora, misto all’odore della mia tazza di caffè, potrò sentire il profumo della crema abbronzante, l’incenso nei templi cinesi o le sostanze chimiche dell’aria condizionata di Riyadh. Il tatto sulla grana della pagina consunta del diario diventerà la soffice sabbia di Elephant Beach o il fresco legno inzuppato da una pioggia monsonica a Mae Hong Son. Il potere di un diario è quello. Ferma il tempo e conserva emozioni. Trasmette, come una capsula del tempo, a noi stessi, i noi stessi di un passato, Ma è proprio per questo che scrivo i diari. Il viaggio per me non è solo un resoconto di luoghi visitati, ma è cosa ho provato e sentito con tutti i sensi.

Mettere il principio all’inizio

Filippine: quando le abbiamo scelte non avevamo ancora in mente un’immagine di quei posti. Se avessero detto “Giappone” probabilmente avrei pensato all’istante ad Akihabara, il quartiere tecnologico di Tokyo e Lula forse alla Geishe di Kyoto. Con l’India avrei pensato al Taj Mahal e al nome “Giordania” avrei pensato subito alla bellissima Petra. Con le Filippine, no. Ok, avevamo visto tantissime foto ed eravamo stati attratti dalle belle risaie di Banaue o dal mare delle Bacuit Islands vicine ad El Nido, tuttavia, non c’era un riflesso condizionato tra il nome ed un’icona. Andavamo in un paese di cui non ne avevamo mai sentito parlare da altri viaggiatori, e questa sarebbe stata la nostra avventura, la nostra storia, senza idee o emozioni suggerite da altri.

L’anno scorso le Filippine erano già state una delle mete “papabili” con l’India, ma poi, aveva vinto il carattere architettonico/religioso/culturale della seconda opzione. Alla fine del viaggio abbiamo deciso che nel prossimo viaggio avremmo voluto avere un contatto maggiore con la natura. Ecco arrivato il turno delle Filippine!

Questa Estate (2013) ci siamo indaffarati a cercare dei voli da Milano a Manila, ma sembrava una congiura contro di noi. Quelli che costavano meno, avevano delle coincidenze folli e circa 30 ore di viaggio, mentre i voli con coincidenze migliori arrivavano a costare oltre i 750 Euro. Finché un giorno di fine Settembre, quando avevamo quasi gettato la spugna è successo l’incredibile. Un volo della Saudi Arabia Airlines andata e ritorno, con ottime coincidenze, a 218 Euro. Senza pensarci due volte, lo abbiamo acquistato. Manila, arriviamo!

A questo punto abbiamo riletto alcuni diari di viaggio, numerose proposte di tour operators per prendere spunti, ma alla fine, abbiamo deciso di organizzare un tour tutto nostro. Ispirati dalla canzone dei Negrita “Rotolando verso Sud” abbiamo deciso di partire dal Nord e scendere lentamente verso sud toccando le mete più turistiche. Le chicche da intenditore delle Filippine, saranno per il prossimo viaggio. Per aiutarci ad organizzare il viaggio abbiamo acquistato sia una Lonely Planet che una Rough Guide che spesso si sono integrate a vicenda. Abbiamo solo prenotato gli alberghi più importanti, come quello di El Nido, ed abbiamo lasciato il resto del viaggio da organizzarsi sul posto in modo da aver più libertà d’azione

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Commenti
  1. cikoloko
    , 7/2/2015 06:06
    Hahaha, più che un diario di viaggio sembra il diario di un incubo! E condivido in pieno. Conosco bene quei posti. Tra i più pericolosi al mondo. Puoi venire rapinato o sequestrato da un momento all'altro. I mezzi di trasporto di terra, di mare e di aria sono pericolosissimi e fatiscenti. La gente sputa e fa pipì dappertutto e sorride solo per spillarti dei quattrini. L'igiene è inesistente e l'inquinamento regna sovrano. Per trovare una spiaggia decente bisogna viaggiare ore ed ore schiacciati in autobus puzzolenti. E gli alberghi decenti hanno prezzi stratosferici.

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