Due settimane tra Luzon e Palawan

alla scoprta di un paese ancora poco conosciuto del sudest asiatico, tra montagne, isole e squali balena

  • di marinaio964
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Di nuovo in viaggio, e questa volta senza esserci stata troppo a pensare ho scelto le Filippine, così, all'improvviso, un posto che fino a pochi mesi fa non avevo nemmeno preso in considerazione. Il viaggio comincia nel migliore dei modi: nella tratta Roma-Dubai ci mettono in Business class (per me la prima esperienza) che scopro essere un altro mondo dalla turistica. Degli amici avevano fatto in modo di farci risultare come se fossimo in viaggio di nozze, così oltre all’upgrade ci hanno portato la torta! Sulla tratta da Dubai a Manila siamo comunque nei posti vicino le uscite di sicurezza, per cui viaggiamo comodamente, e altra torta con champagne!!

Domenica 3 aprile Siamo arrivati a Manila ieri in tarda serata, e dopo un buona dormita siamo pronti a cominciare questa nuova avventura. L’hotel è a due passi da Roxas boulevard, il lungomare di Manila, dove facciamo una lunga passeggiata osservando la vita che si svolge per strada: decine di ciclisti (stranamente il traffico è pressoché assente), corridori, persone che fanno massaggi, pescatori e famigliole che oziano lungo le panchine. Poi andiamo in cerca di un tatuatore che avevamo contattato tramite internet e dopo un paio di avanti e indietro con l’hotel -scoprendo nel frattempo che Manila si può benissimo girare in metro, evitando taxi e tutto il resto, funziona ottimamente e costa pochissimo- e un pranzo in un food corner, passiamo il resto del pomeriggio dal tatuatore, Marco ha deciso di farsi un nuovo tatuaggio. Per cena troviamo un ristorante vicino all’hotel, che non ci soddisfa affatto.

Lunedì 4 aprile Stasera partiremo per il nord di Luzon, ci aspetta un lungo viaggio notturno, così per non stancarci troppo….decidiamo di passare la giornata andando a vedere un vulcano a sud di Luzon!!!! Ora che troviamo il giusto terminal bus e il pullman, si è fatta tarda mattinata. Ci vogliono oltre due ore per arrivare al vulcano Taal, che ha la particolarità di essere al centro di un lago. Così quando arriviamo ci rendiamo conto che non abbiamo abbastanza tempo per traversare il lago in barca, salire sul cratere, tornare indietro e arrivare a Manila in tempo per lasciare l’hotel e prendere l’altro pullman. Guardiamo il vulcano dalla sponda del lago e torniamo indietro, fermandoci per un breve spuntino. Al rientro in città, recuperiamo i bagagli, ceniamo e in taxi raggiungiamo il bus terminal di Sampaloc. A Manila purtroppo non c’è un terminal centrale per i pullman, ma ce ne sono vari sparsi in diversi punti della città, bisogna quindi informarsi prima per sapere da dove parte la compagnia che si vuole prendere. Troviamo posto solo nel bus delle 23 e siamo costretti a passare il tempo dell’attesa seduti sulle panchine del terminal, in zona non ci sono bar né niente altro. Il passatempo è osservare le centinaia di persone che si affollano al terminal a qualsiasi ora. Nelle Filippine la stragrande maggioranza dei trasporti terrestri avviene a mezzo pullman.

Prime impressioni: sarà che abbiamo ancora in testa l’Indonesia, ma il primo impatto non è del tutto positivo. Si avverte come la mancanza di una tradizione culturale specifica, cosa invece riscontrata finora in tutti i paesi dell’Asia visitati. Ovunque a Manila è pieno di fast-food, mentre mancano i tipici chioschetti di strada dove in altri paesi si può mangiare buon cibo, così come i ristoranti di cucina locale. Sembra più un paese del “nuovo mondo”, il che è dovuto forse alla colonizzazione, spagnola prima e statunitense poi. In realtà, prima degli spagnoli le Filippine come paese unico non esistevano, era un insieme di isole ognuna con tradizioni, usanze e religioni proprie. La stessa Manila mi ricorda un po’, a prima impressione, Salvador de Bahia, piuttosto che una città asiatica. Sarà per il gran numero di bambini di strada, persone che dormono per strada, pali della luce con fili elettrici mischiati all’impossibile…. (in realtà Salvador è molto più bella, e lì ho visto molti meno mendicanti e bambini di strada che a Manila). Ma non intendo farmi influenzare dalla prima impressione

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