Isole Fiji, a un passo dal Paradiso

Eden tropicale, famoso per i suoi fondali marini e la miriade di isole con spiagge di sabbia bordate da una bella laguna blu

  • di curiosona
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: due
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Avvolti dalla calda brezza dei mari del sud atterriamo a Nadi sull’isola Viti Levu, che abbiamo scelto per una settimana di relax. “Bula!” è il caloroso saluto di benvenuto che accoglie i visitatori ed equivale al nostro ciao. Le isole Fiji sono un arcipelago nell’Oceano Pacifico Meridionale formato da 322 isole, di cui soltanto 106 abitate, a cui si aggiungono oltre 520 isolotti. Non è un caso che in una di queste isole abbiano girato il film “Cast Away” con Tom Hanks. Le isole maggiori Viti Levu e Vanua Levu sono abitate dall’87% della popolazione totale. Montuose con cime sino a 1300 m, ricoperte da fitte foreste e aride savane, decorate da bianche spiagge ed un mare Incredibile, hanno creato il mito di isole idilliache. Diventate colonia Britannica nel 1874 sino alla proclamazione di indipendenza nel 1970, i figiani erano noti come formidabili guerrieri e feroci cannibali, ma costruttori dei migliori vascelli del Pacifico. Ora il popolo figiano è molto gentile e sorridente, salutano tutti per la strada anche senza conoscerli, e si fa fatica a credere alla loro storia passata. Di origine melanesiana furono sfruttati come manodopera dai coloni inglesi nelle piantagioni di canna da zucchero, che ancora oggi ricoprono vaste aree e sono importanti per la produzione di rum, ma anche per il legno di sandalo che ora è quasi scomparso dall’isola Vanua Levu. Attualmente oltre il 40% della popolazione è indiana, retaggio della colonizzazione inglese che aveva bisogno di allevatori e agricoltori. Le piccole isole ospitano un solo resort garantendo vacanze romantiche e il massimo relax. Nelle isole grandi invece i resorts sono sparsi lungo le coste ricoperte da palme che si specchiano nelle acque trasparenti e calde dell’Oceano. L’isola Viti Levu è il punto di accesso delle Fiji. La costa ovest è caratterizzata da un paesaggio collinoso intervallato da campi di canna da zucchero. La costa orientale invece, verdissima e lussureggiante, è attraversata da corsi d’acqua e impetuose cascate. Noi soggiorniamo in un piccolo hotel sulla Coral Coast a sud dell’isola che ci regala spiagge chilometriche e a qualche decina di metri dal litorale si intravede un’incantevole barriera corallina. Noleggiamo un’auto per tutta la settimana per essere liberi di esplorare l’isola. Si guida a sinistra e l’auto è pure automatica, ma non demordiamo perché abbiamo fatto pratica in Australia. I paesaggi sono unici e ancora incontaminati, dove possiamo vivere una rilassante vacanza, immersi nella natura, a contatto con una popolazione ancora molto legata alle proprie tradizioni. C’è un’unica strada asfaltata che corre intorno all’isola: la Queens Road lungo il perimetro meridionale che collega Nadi a Suva, capitale frenetica, e la Kings Road che da Suva si dirige a nord. Nadi è la principale località turistica, ricca di negozi e ristoranti. Si fa subito notare il Siva Subramaniya Temple, un magnifico e colorato tempio hindu dedicato al dio Murugan. Sulla Coral Coast si trovano le spiagge più belle: Namiti, Hideaway, Tambua Sands, Outrigger Lagoon e Natadola Beach, la nostra preferita, a forma di mezzaluna e con una piccola isola corallina di fronte. Questo è il litorale più scenografico perché la strada costeggia da un lato insenature turchesi e spiagge interrotte da mangrovie e dall’altro dolci colline. Gli unici turisti che incontriamo sono di nazionalità neo-zelandese o australiana che qui sono di casa. Tutti i giorni all’ora di pranzo intere scolaresche di ragazzi di tutte le età arrivano in autobus coi loro insegnanti per una pausa-picnic sulla spiaggia. Nell’emisfero australe, l’escursione delle maree è significativa e in alcune ore del giorno la bassa marea rende complicato fare il bagno. Si possono comunque raccogliere frutti di mare e conchiglie. L’isola è il luogo ideale dove “perdersi” e per vivere intense atmosfere romantiche. Passeggiare sulla spiaggia deserta, bagnarsi al chiaro di luna nell’acqua tiepida e assistere a tramonti mozzafiato di fronte all’Oceano Pacifico sono le esperienze indimenticabili che rappresentano il fascino e l’esclusività delle Isole Fiji. Sulla Coral Coast visitiamo il bellissimo Kula Eco Park, una riserva naturale immersa nella natura selvaggia delle Fiji, dove vivono animali tropicali di ogni specie, come pappagalli, iguane, tartarughe, falchi e pipistrelli. Noi soggiorniamo a dieci minuti da Sigatoka, vivace villaggio con un bel mercato di frutta, verdura e pesce. Il centro ha molti negozi indiani e l’atmosfera è caratterizzata dalla cultura indiana coi suoi colori e i suoi profumi. Soltanto le signore figiane che vendono i loro prodotti al mercato ci ricordano che siamo alle isole Fiji! Sigatoka è bagnata dal fiume omonimo che noi costeggiamo e ci addentriamo nell’interno dell’isola. Attraversiamo piantagioni di canna da zucchero, di palme da cocco, di frutta esotica, di manioca e patate dolci. Piccoli allevamenti di bestiame completano il quadro bucolico e notiamo che gli abitanti di questi piccoli villaggi sono indiani. Nel giardino delle loro case infatti spicca sempre un altare colorato dedicato a una divinità indiana. Il terzo giorno della nostra permanenza sull’isola, fermandoci per una bibita all’Eco Café, incontriamo una signora italiana che vive qui da 12 anni e gestisce questo locale con una bellissima terrazza sulla spiaggia. Nel suo ristorante prepara buone pizze coi prodotti locali e cotte in un forno a legna di terracotta costruito appositamente. La fantasia e l’intraprendenza italiana è una ricchezza nel mondo intero. I figiani apprezzano molto le sue pizze e focacce sottili e croccanti, i suoi succhi di frutta tropicale e il ghiotto tiramisu. Da bravi italiani stringiamo amicizia e ritorniamo altre volte all’Eco Café per chiacchierare, gustare piatti figiani e sostare nella spiaggia sottostante

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